Le varianti aumentano i ricoveri anche tra i più giovani

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Le tre mutazioni più diffuse in Europa, ovvero quella inglese, sudafricana e brasiliana, fanno crescere i ricoveri anche nelle classi di età comprese fra i 20 e 39 anni, ma anche fra i giovanissimi da zero a 19 anni: lo indicano i dati di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica «Eurosurveillance»

Le varianti aumentano i ricoveri anche tra i più giovani
© CdT/Gabriele Putzu

Le varianti aumentano i ricoveri anche tra i più giovani

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Le tre varianti del virus SarsCoV2 più diffuse in Europa aumentano il rischio di ricovero, nei reparti Covid e nelle unità di terapia intensiva, anche fra i più giovani, ossia nelle classi di età comprese fra 20 e 39 anni e fra 40 e 59 anni, come fra i giovanissimi da zero e 19 anni.

Lo indicano i dati relativi alla variante inglese (B.1.1.7), alla sudafricana (B.1.351) e alla brasiliana (P.1), analizzati in sette Paesi europei, compresa l’Italia, nella ricerca pubblicata su Eurosurveillance, la rivista scientifica online del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

Secondo l’articolo, il dato indica «la necessità di raggiungere rapidamente livelli elevati di copertura vaccinale e di aderire alle misure di sanità pubblica tese a ridurre l’incidenza del virus SarsCoV2».

Fra gli strumenti utili in questa fase dell’epidemia, nella quale giocano un ruolo anche le varianti, gli autori della ricerca indicano i test diagnostici e la tracciabilità come misure cruciali per ridurre la diffusione del virus.

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