«Liberare l’Italia dalla gabbia dell’UE e dell’euro»

L’intervista

Già senatore del Movimento 5 Stelle Gianluigi Paragone ha lanciato il suo partito Italexit - L’alleanza con Nigel Farage per creare una rete di partiti Eurexit - Tra gli obiettivi anche «la lotta alla grande finanza e a chi utilizza l’immigrazione per creare il panico nelle società»

«Liberare l’Italia dalla gabbia dell’UE e dell’euro»
Gianluigi Paragone ha lanciato ufficialmente il suo partito lo scorso 23 luglio alla Camera dei deputati. © YouTube

«Liberare l’Italia dalla gabbia dell’UE e dell’euro»

Gianluigi Paragone ha lanciato ufficialmente il suo partito lo scorso 23 luglio alla Camera dei deputati. © YouTube

Per gli italiani che non si riconoscono più nel progetto UE e che sognano l’uscita dall’euro, è nato «No Europa per l’Italia - Italexit con Paragone», un partito che lo stesso ex senatore del M5S Gianluigi Paragone, ora nel Gruppo misto, ha lanciato il 23 luglio alla Camera. Ecco quali sono gli obiettivi del partito nato sulla falsa riga del Brexit Party di Nigel Farage.

Sette mesi fa lei era ancora intenzionato a valutare un proprio ritorno al M5S. Come mai, ora, Italexit?

«Perché il Movimento Cinque Stelle è ormai irrecuperabile».

Tra i partiti c’è chi ha detto che Gianluigi Paragone aveva semplicemente bisogno di un proprio spazio politico da occupare.

«Sui media – giornali e televisione – ma anche nei miei libri, ho affermato le stesse cose che sostengo ora: le mie idee sono note. Il problema della coerenza semmai ce l’hanno gli altri, non certo io».

Per portare avanti un partito servono le persone giuste e molti soldi. Su chi può contare oggi?

«Le persone giuste sono quelle che hanno un’idea coerente e che la portano avanti. A me interessano le persone coerenti, con i dee chiare in testa. Quando ci sono persone di questo tipo, spesso queste possono anche contribuire a sostenere le proprie idee. Non mi interessa di essere rappresentato da persone famose. Detto questo, investitori che credono nel nostro progetto, di far uscire l’ltalia dall’UE, ce ne sono. Non sono grandi investitori, ma per partire va bene così. Possiamo per ora arrangiarci con i soldi che abbiamo a disposizione».

Italexit racchiude anche il programma stesso del partito. Che tappe e quali tempi vi siete prefissati?

«La sfida principale saranno certamente le elezioni politiche, ci giocheremo poi anche la sfida alla carica di sindaco di Roma e vedremo cos’altro ancora. Proprio nella capitale abbiamo candidato Monica Lozzi (ex Movimento 5 Stelle, presidente del Municipio VII, che correrà con una sua lista civica, ndr.) e che a sua volta creerà altre liste civiche».

A pochi giorni dalla fondazione del suo partito ha già fatto discutere il dominio Italexit.it. Pare dunque che l’esperienza del M5S con la sua piattaforma Rosseau abbia lasciato un’impronta nel suo modo di intendere la politica con l’ausilio della Rete.
«Sì, senza il dominio Italexit sarebbe stato impossibile lanciare un partito con questo nome. Dovevo quindi acquistarlo. È chiaro che se il suo proprietario avesse saputo che l’acquirente si chiama Gianluigi Paragone me lo avrebbe fatto pagare molto di più. Ho aggirato l’ostacolo facendo ciò che si fa in una regolare trattativa».

Quest’estate l’abbiamo vista in foto con il padre della Brexit NigelFarage, che sostiene questa sua battaglia. Quanto conta Farage nel suo movimento?

«Ha un suo ruolo dato che è stato il primo a ingaggiarsi per realizzare l’uscita del suo Paese dall’UE. Insieme cercheremo di creare una rete di partiti Eurexit. Abbiamo idee chiare anche sulle politiche migratorie che l’Europa non ha saputo gestire. L’obiettivo di fondo è la lotta alla grande finanza e a chi utilizza l’immigrazione per creare il panico nelle società».

L’Italia non è però la Gran Bretagna, non ha certo lo stesso spirito d’indipendenza. Inoltre fa parte dell’eurozona. Italexit è una battaglia realistica tenuto conto che sia la Lega sia il M5S hanno abbandonato l’obiettivo dell’uscita dall’UE e dalla moneta unica?

«Vuol dire che lo faremo decidere agli italiani. Io gli faccio un’offerta politica che prima non c’era e ora c’è. È dichiaratamente un partito anti-Unione europea e anti-Bruxelles».

Recovery fund - e forse domani il MES - comportano sussidi e prestiti miliardari dall’UE. Il Governo Conte per il Recovery Fund in particolare ha parlato di decisione storica per la ripartenza dell’Italia. Qual è la sua opinione?

«Visto che l’attuale Governo la considera una ripartenza storica per l’Italia, vuol dire che potranno essere ripagati sia i debiti della pubblica amministrazione sia quelli dei risparmiatori traditi dalle banche (dato che questa è stata la prima promessa di Giuseppe Conte). Inoltre sarà possibile procedere con un reset fiscale entro la fine dell’anno. In effetti o si creerà un giubileo fiscale o le aziende salteranno per aria. I soldi servono adesso non l’anno prossimo».

Cosa le fa pensare che la litigiosa Italia possa davvero uscire dall’UE e ripartire da sola nelle attuali condizioni?

«L’Italia è un grande Paese e lo ha sempre dimostrato. Pur essendo litigiosa e piena di difetti è una delle più grandi nazioni al mondo».

Come stima il possibile sostegno per il suo partito in termini percentuali e quali saranno ora i suoi prossimi passi?

«Ora non mi interessano i sondaggi e le percentuali. Occorre attendere le elezioni. Da quel momento l’Europa sarà la mia più grande alleata per come tratterà male i cittadini italiani».

Vi profilate come partito sovranista, prevede che farete alleanze con la Lega e Fratelli d’Italia?

«È certo fin d’ora che non mi alleerò con chi voterà o candiderà Mario Draghi a presidente della Repubblica».

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