«Lo schiaffo a Macron? Un atto simbolico»

L‘intervista

Ci siamo rivolti ad Arnauld Leclerc, professore di scienze politiche presso l’Università di Nantes, per contestualizzare l’attacco subito dal presidente della Repubblica francese: dal rapporto fra cittadini e potere alle elezioni del 2022, passando per i moti di rivolta e le contestazioni

«Lo schiaffo a Macron? Un atto simbolico»
© AP/Pascal Rossignol

«Lo schiaffo a Macron? Un atto simbolico»

© AP/Pascal Rossignol

Cos’è uno schiaffo? Citiamo il dizionario: un colpo dato sulla guancia con la mano aperta. Ma quello ricevuto da Emmanuel Macron alcuni giorni fa è molto di più. È un gesto simbolico, già. E ad essere colpito non è stato un uomo, non solo quantomeno. Già, è stato colpito anche il potere che rappresenta. Lo Stato, allargando il campo. La Francia. Di riflesso la democrazia. Ci siamo rivolti ad Arnauld Leclerc, professore di scienze politiche presso l’Università di Nantes, per capirne di più.

Professore, questo gesto può essere catalogato come l’atto di uno squilibrato o, andando più in profondità, costituisce una reale minaccia per la democrazia francese? Ovvero, è stato colpito più l’uomo Macron o più l’istituzione che rappresenta?

«Schiaffeggiare un presidente è prima di tutto un atto simbolico,...

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