Lo stop di Johnson & Johnson

Domande e risposte

Sei casi sospetti di embolia su 7 milioni di pazienti vaccinati hanno fatto scattare l’allarme e il blocco del farmaco - La Svizzera aveva omologato non molto tempo fa il prodotto americano ma non ha ordinato alcuna dose preferendo utilizzare Pfizer e Moderna

 Lo stop di Johnson & Johnson
Problemi per il vaccino Johnson & Johnson: negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ne ha bloccato l’utilizzo. ©AP / David Zalubowsi

Lo stop di Johnson & Johnson

Problemi per il vaccino Johnson & Johnson: negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ne ha bloccato l’utilizzo. ©AP / David Zalubowsi

Nel primo pomeriggio, dagli Stati Uniti è rimbalzata la notizia di uno stop al vaccino Johnson & Johnson. Di seguito spieghiamo, in sintesi, quanto accaduto.

1 Chi ha deciso di bloccare le somministrazioni del vaccino Johnson & Johnson negli USA?

È stata l’autorità americana dei farmaci, la Food and Drug Administration (FDA), che - di comune accordo con i Centers for Disease Control and Prevention (CDC, l’agenzia federale di controllo sulla sanità degli Stati Uniti) - ha interrotto l’utilizzo del vaccino anti-COVID Johnson & Johnson nei siti federali. La FDA e la CDC hanno pure raccomandato ai singoli Stati di fare lo stesso in attesa degli esiti delle indagini sugli effetti collaterali pericolosi - in un caso letali - forse collegati allo stesso vaccino.

2 Che tipo di effetti collaterali sono stati riscontrati sulle persone vaccinate? E quanto numerosi?

Si tratta di patologie simili a un embolo, riscontrate in 6 pazienti (tutte donne) su un totale di quasi 7 milioni di persone alle quali è stato somministrato il farmaco. Una di queste donne è morta, un’altra è ricoverata in ospedale. Secondo il New York Times, i 6 casi di malattia rara hanno riguardato donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni.

3 La sospensione è destinata a durare a lungo?

Secondo i vertici della CDC e della FDA, la sospensione del vaccino Johnson & Johnson sarà probabilmente una questione di giorni. «Ciò che vediamo è simile a quanto già osservato con AstraZeneca», hanno detto le autorità sanitarie americane nel corso di un incontro con la stampa, convocato per spiegare le ragioni che hanno consigliato una pausa nella somministrazione del farmaco. I casi osservati sono «estremamente rari» e i problemi insorgono in media «nove giorni dopo l’inoculazione.

«La sicurezza del vaccino è una priorità per il governo federale - è stato aggiunto - e la raccomandazione di una pausa nella somministrazione è stata decisa in via precauzionale». Dopo l’indicazione delle autorità federali, molti Stati USA si sono adeguati. A New York tutti gli appuntamenti già programmati per il vaccino monodose sono stati confermati ma a essere somministrato sarà il vaccino Pfizer. A Washington D.C. le prenotazioni sono state cancellate in attesa di essere riprogrammate.

4 In fase di sperimentazione erano stati segnalati simili reazioni nei pazienti trattati con il vaccino Johnson & Johnson?

No, gli effetti collaterali più comuni riportati negli studi clinici erano stati mal di testa, stanchezza, dolori nel sito di iniezione o nausea. La maggior parte delle reazioni al vaccino si era verificata entro 1-2 giorni dall’iniezione e la durata era stata generalmente molto breve, uno o due giorni.

5 È vero che il vaccino Johnson & Johnson è monodose? E come funziona?

Il «COVID-19 Vaccine Janssen» sviluppato dal colosso farmaceutico Johnson & Johnson è un prodotto monodose - viene cioè somministrato una volta sola - ed è omologato per le persone a partire dai 18 anni di età. Il vettore del farmaco è di tipo tradizionale, un adenovirus umano (una variante del virus del raffreddore) che contiene la struttura delle proteine spike del coronavirus SARS-CoV-2, sulle cui basi viene attivata la risposta immunitaria desiderata contro il virus nelle cellule immunitarie umane. Il vaccino può essere conservato a una temperatura compresa tra -25 °C e -15 °C. Una volta scongelato può essere conservato in frigorifero fino a un massimo di 3 mesi.

6 È vero che anche la Svizzera ha omologato il vaccino prodotto da Johnson & Johnson?

Sì. Il 7 dicembre 2020 l’azienda Janssen-Cilag AG del gruppo sanitario Johnson & Johnson ha presentato una domanda di omologazion a Swissmedic, che ha promosso temporaneamente il vaccino dopo un attento esame di tutti i documenti inoltrati. Il comitato di esperti esterni (Human Medicines Expert Committee) che collabora con Swissmedic ha appoggiato la decisione in una riunione straordinaria.

7 Sulla base di quali dati Swissmedic ha omologato il vaccino di Johnson & Johnson?

I dati dello studio presentati dall’azienda farmaceutica mostrano in tutte le fasce di età testate un’efficacia compresa tra il 64,2% (fascia 18-64 anni) e l’82,4% (fascia 65 anni e oltre). Sempre secondo gli stessi dati, il vaccino - efficace contro le cosiddette varianti brasiliana e sudfricana - permette di evitare i decorsi gravi e critici della COVID-19 (fino a quasi l’85%).

8 È vero che per il momento la Svizzera non utilizzerà comunque il vaccino prodotto da Johnson & Johnson?

Sì. In un’intervista rilasciata la settimana scorsa al portale del Blick, la vicedirettrice dell’Ufficio federale della sanità Nora Kronig ha confermato come la Confederazione non abbia in programma di acquistare a breve il vaccino Johnson & Johnson. Anche se fossero state ordinate le dosi, «la consegna delle fiale non sarebbe potuta avvenire prima del terzo trimestre dell’anno, ovvero dopo l’estate», ha spiegato Kronig. Che ha poi aggiunto: «Ci stiamo attualmente concentrando sui vaccini basati sull’RNA messaggero; sono più efficaci, specialmente per le persone vulnerabili».

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