Lombardia verso la chiusura, Vitta: «Aspettiamo l’ufficialità ma siamo in allerta»

Misure di Governo

Il presidente del Consiglio di Stato fa sapere che il Ticino è in contatto con Berna per seguire gli sviluppi, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori frontalieri - Il direttore di AITI Stefano Modenini: «Non sono escluse deroghe per i frontalieri»

Lombardia verso la chiusura, Vitta: «Aspettiamo l’ufficialità ma siamo in allerta»

Lombardia verso la chiusura, Vitta: «Aspettiamo l’ufficialità ma siamo in allerta»

(Aggiornato alle 23.40) Chiuse la Lombardia e altre 11 province. Lo prevede l’articolo 1 del decreto in materia di misure urgenti di contenimento del contagio del coronavirus. Il decreto della Presidenza del consiglio è ancora suscettibile di modifiche e dovrebbe essere approvato nelle prossime ore.

Christian Vitta: «Siamo in contatto con Berna, ma aspettiamo l’ufficialità»

«Appena abbiamo appreso la notizia abbiamo attivato i nostri contatti con i consiglieri federali Ignazio Cassis e con Alain Berset. Seguiamo da vicino l’evoluzione e siamo in attesa dell’ufficialità e della portata della decisione, che avrebbe conseguenze anche per il Ticino. Siamo soprattutto in allerta per quanto riguarda il sistema sanitario», ha dichiarato il presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta alla RSI.

Deroghe per i frontalieri?

Resta ancora da capire cosa questo implicherà per i lavoratori frontalieri che ogni giorno si recano in Ticino. «Siamo in contatto con le autorità cantonali che insieme a quelle federali dovranno appurare con l’Italia qual è l’esatto contenuto del decreto: naturalmente nel frattempo sono arrivate numerose telefonate dalle imprese associate», ha spiegato alla RSI Stefano Modenini, direttore dell’Associazione industrie ticinesi (AITI). «Dobbiamo attendere il testo definitivo, soprattutto per quanto riguarda il flusso dei lavoratori, non è escluso che ci possano essere delle deroghe per le persone che si spostano per lavorare», ha aggiunto.

L’assessore al Welfare Gallera: «I lavoratori potranno continuare a muoversi»

«Mi è arrivata una bozza di Dpcm che da un lato sembra andare nella direzione da noi auspicata, dall’altro però è ancora confusa e piena di ambiguità»: lo ha detto l’assessore al welfare Giulio Gallera a «Stasera Italia weekend» su Rete 4. «La bozza parla di evitare in modo assoluto ogni spostamento, è vietato o non è vietato? Evitare è un invito o un obbligo? perché noi - ha detto l’assessore - abbiamo bisogno di dare un messaggio molto forte ai nostri cittadini e cioè che per bloccare la diffusione del virus e continuare a garantire le cure salvavita abbiamo bisogno che la gente si fermi». «I lombardi potranno continuare a muoversi per andare a lavorare, anche fuori regione, ma una volta tornati dovranno restare a casa».

La Polizia di frontiera: «Il telefono continua a squillare, ma attendiamo il provvedimento»

La Polizia di frontiera di Ponte Chiasso (Como) non ha ancora ricevuto disposizioni in merito ai controlli di confine tra Italia e Svizzera. Lo afferma un agente contattato dall’ANSA che sottolinea come «da quasi due ore il nostro telefono squilla in continuazione e per ora non siamo in grado di dare indicazioni precise, in quanto non abbiamo ancora ricevuto nessuna disposizione». «Se ci sarà un provvedimento - spiegano alla Frontiera italiana - non potrà che essere attuato con gradualità, visto il numero di valichi tra l’Italia e la Svizzera in provincia di Como e visti i casi di persone che fanno rientro in Italia per raggiungere la propria abitazione».

La bozza del decreto

Oltre alla Lombardia, sono coinvolte nel decreto 11 province: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova, Treviso; Asti e Alessandria. Ecco cosa prevede la bozza. Sono consentite le attività di ristorazione e dei bar, con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. Scuole e università saranno chiuse fino al 3 aprile. «Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico».

In tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano.

Solo motivi «gravi e indifferibili», in sostanza quelli importanti e legati a lavoro o famiglia, permetteranno l’ingresso in Lombardia e in alcune zone di Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. È quanto prevede il decreto che sarà emanato nelle prossime ore dal Governo «per fermare il contagio da coronavirus», riporta il Corriere della Sera.

Nel provvedimento viene stabilita una «zona di sicurezza» dove sono previste limitazioni strettissime. «In particolare: sospensione delle attività sciistiche, sospensione di eventi pubblici. Chiusi musei, palestre, piscine, teatri, stop ai concorsi pubblici ad esclusione del personale sanitario. Bar e ristoranti dovranno mantenere l’obbligo di distanza di un metro altrimenti l’attività sarà sospesa. Le attività commerciali dovranno rispettare la distanza di un metro per i clienti altrimenti scatterà la sanzione. Se non riescono per motivi strutturali dovranno chiudere chiusura. Divieto di accesso pronto soccorso, hospice. Le riunioni di lavoro dovranno essere rinviate e si dovrà privilegiare lo smart working. Nel decreto c’è un invito a limitare la mobilità interna alle zone di sicurezza», si legge ancora.

Il governatore lombardo Attilio Fontana: «Bozza pasticciata»

Critiche sulle bozza sono intanto arrivare dal governatore della Lombardia Attilio Fontana. «La bozza del provvedimento del governo che ho ricevuto solo in serata sembra andare nella direzione del contenimento della diffusione del virus, invitando, con misure più incisive, i cittadini alla prudenza» ma «non posso non evidenziare che la bozza del decreto del presidente del Consiglio è, a dir poco, pasticciata». «Siamo comunque in contatto con i rappresentanti del Governo - ha aggiunto - per cercare di mettere i cittadini e le categorie sociali in condizione di capire cosa possono fare domani. Abbiamo inviato a Roma le nostre osservazioni e la collaborazione tra i nostri tecnici e quelli di Palazzo Chigi è costante».

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