Lotta all’ultimo voto fra Scholz e Laschet

germania

A cinque giorni dalle elezioni in Germania, i conservatori di Armin Laschet recuperano e riducono il distacco dai socialdemocratici di Olaf Scholz. I tre punti di distanza potrebbero anche portare a un risultato diverso da quello atteso nelle ultime settimane, dal momento che un 30% degli elettori risulta ancora indeciso.

Lotta all’ultimo voto fra Scholz e Laschet
© AP/Michael Probst

Lotta all’ultimo voto fra Scholz e Laschet

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A cinque giorni dalle elezioni in Germania, i conservatori di Armin Laschet recuperano e riducono il distacco dai socialdemocratici di Olaf Scholz. I tre punti di distanza potrebbero anche portare a un risultato diverso da quello atteso nelle ultime settimane, dal momento che un 30% degli elettori risulta ancora indeciso.

«L’umore è anche meglio dei sondaggi. Ho sempre avuto la sensazione di poter vincere queste elezioni», ha detto Scholz in un comizio a Soltau, in Bassa Sassonia. E all’ennesima domanda sul nodo delle coalizioni , il vicecancelliere ha esclamato: «quella che voglio io è una coalizione con le cittadine e i cittadini tedeschi».

Proprio sul tema della possibile squadra di governo continua a insistere invece il candidato dell’Unione, che ha messo in guardia i liberali dalla tentazione di una coalizione semaforo, con Spd e Verdi, che lascerebbe Cdu e Csu all’opposizione. Potrebbe essere la premessa per scivolare a sinistra, con un risultato finale rosso-rosso-verde, l’avvertimento.

Più della cosiddetta «rote Socke», la «calza rossa», che fa da spauracchio nella retorica dei cristiano democratici e sociali da settimane ormai, a incidere sui sondaggi è stato probabilmente anche l’attacco giudiziario sferrato nei giorni scorsi dalla procura di Osnabrück, che ha ordinato delle ispezioni nel ministero di Scholz, pur non coinvolto nell’inchiesta sul riciclaggio di denaro. Una questione che ha obbligato il ministro delle finanze a presentarsi ieri davanti a una commissione parlamentare e a disertare un comizio al quale era annunciato.

Stando ai sondaggi comunque il vantaggio dell’Spd viene confermato: gli istituti Insa e Forsa hanno registrato un 25% di preferenze per i socialdemocratici, contro il 22% (+1) per la Cdu-Csu, e il 17% per i Verdi. Liberali e Alternative für Deutschland sono entrambi all’11% e la Linke al 6%.

Anche nella cosiddetta Kanzlerfrage il quadro si è mosso: se i tedeschi potessero votare direttamente per il cancelliere, sceglierebbero Scholz nel 29% dei casi, Baerbock nel 16% e Laschet nel 14 (+3 punti rispetto a una settimana fa).

I conservatori sono quindi riusciti a invertire la tendenza - due settimane fa erano scivolati addirittura al 19% - e hanno di nuovo un trend in salita.

A lasciare aperti i giochi in quello che ormai sembra sempre più chiaramente un duello fra due potenziali cancellieri è anche l’alta quota di indecisi: «persone che non sanno se andranno a votare e sono incerte, nel caso, sul come», ha spiegato Nico Siegel, direttore generale dell’istituto demoscopico Infratest Dimap, in un incontro con la stampa straniera dell’Associazione della stampa estera (Vap) a Berlino. «E la settimana scorsa questa quota era ancora del 30%», ha aggiunto.

Chi sembra ormai fuori partita è la giovane Annalena, che nonostante un’apprezzata performance al duello televisivo di domenica sera, dove è parsa più combattiva e pronta dei due avversari, non avrebbe più molte chance di diventare l’erede della Merkel.

«Nessun paese verde», ha titolato «Der Spiegel» sulla copertina di questa settimana dedicata proprio alla grande occasione perduta dai Verdi: «il partito si è giocato una chance storica?». Nella lunga analisi, all’interno, si ricostruiscono i molti errori della candidata in questa campagna elettorale, ma non si nega il dubbio che, alla fine, i tedeschi così verdi poi non sono.

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