Medvedev e il suo governo rassegnano le dimissioni

Russia

L’annuncio segue di qualche ora il discorso sullo stato della Federazione rivolto dal presidente Vladimir Putin al Parlamento

Medvedev e il suo governo rassegnano le dimissioni
©EPA/DMITRY ASTAKHOV / SPUTNIK / GOVERNMENT PRESS SERVICE

Medvedev e il suo governo rassegnano le dimissioni

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Il premier russo Dmitri Medvedev e il suo governo hanno rassegnato le dimissioni. Lo riportano i media russi. L’annuncio segue di qualche ora il discorso sullo stato della Federazione rivolto dal presidente russo Vladimir Putin al Parlamento: l’inquilino del Cremlino si è rivolto a ministri, legislatori e alti funzionari affermando che i russi vogliono vedere «dei cambiamenti» e il governo deve adattarsi per garantire l’attuazione del programma di sviluppo del Paese.

Il discorso avviene «per la prima volta a inizio anno», proprio per dare una spinta alle riforme. Putin ha citato il problema demografico come uno dei principali del Paese e ha annunciato un sostanzioso programma di sostegno alle famiglie con basso reddito.

I bassi redditi costituiscono una minaccia per la futura situazione demografica della Russia, ha detto il presidente russo. «C’è un problema acuto - ha affermato Putin - che rappresenta una minaccia diretta al nostro futuro demografico: si tratta dei bassi redditi di una parte sostanziale dei nostri cittadini, delle famiglie».

Secondo il leader del Cremlino, circa il 70-80% delle famiglie con redditi bassi hanno figli. «Anche se entrambi i genitori lavorano - ha affermato Putin - queste famiglie hanno comunque ancora entrate molto modeste».

La Russia «non ha bisogno» di una nuova costituzione, poiché il suo potenziale «è ancora attuale», ma è possibile procedere ad alcune modifiche per «bilanciare» meglio i poteri dello Stato, ha poi aggiunto Putin. Tra le modifiche suggerite, il vincolo per il presidente «a non più di due mandati», il divieto per gli alti funzionari ad avere «altri passaporti» oltre a quello russo, e il potere al Parlamento di nominare il premier e i ministri. Il tutto dovrà essere poi sottoposto a referendum.

Il presidente russo ha dichiarato di voler concedere alla Duma il potere di nominare il premier, i vice premier e i ministri. Putin ha aggiunto che la Russia dovrebbe comunque mantenere un forte sistema presidenziale e il capo dello Stato deve continuare ad avere il potere di rimuovere il premier e i ministri.

La Costituzione russa non permette più di due mandati presidenziali consecutivi e nel 2024 Putin dovrà quindi lasciare la poltrona di capo dello Stato.

Medvedev: «Giusto rassegnare le dimissioni»

Dmitri Medvedev, parlando con Putin, ha detto di «ritiene giusto, sulla scia delle proposte di modifica della costituzione, che il governo rassegni le dimissioni». «Dopo l’adozione di tali emendamenti (e si è detto che è probabile che ciò avvenga dopo un dibattito) si avranno cambiamenti significativi non solo in una varietà di articoli costituzionali, ma nell’equilibrio del potere, in particolare in quello esecutivo, legislativo e rami del potere giudiziario», ha detto il primo ministro.

«In questo contesto, è evidente che noi, in quanto governo della Federazione Russa, dovremmo offrire al presidente del nostro Paese l’opportunità di prendere tutte le decisioni necessarie in queste condizioni. Credo sia giusto che il governo della Federazione Russa si dimetta in conformità con l’articolo 117 della Costituzione russa», ha aggiunto Medvedev.

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