Mercoledì il voto sull’impeachment se Trump resterà

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Pelosi ha invece escluso l’opzione suggerita dai repubblicani di limitarsi ad una censura del presidente per il suo ruolo nell’assalto al Congresso - Trump intanto approva dichiarazione emergenza per la capitale - Oltre 150 sospetti nel mirino dell Fbi per gli eventi di Washington

Mercoledì il voto sull’impeachment se Trump resterà
epa08931857 A protester holds a sign that reads Impeach Trump near the West Front of the US Capitol in Washington, DC, USA, 11 January 2021. Speaker of the House Nancy Pelosi plans to introduce articles of impeachment against US President Donald J. Trump for incitement of insurrection following the attack on the Capitol last week as lawmakers worked to certify Joe Biden as the next President of the United States. EPA/SHAWN THEW

Mercoledì il voto sull’impeachment se Trump resterà

epa08931857 A protester holds a sign that reads Impeach Trump near the West Front of the US Capitol in Washington, DC, USA, 11 January 2021. Speaker of the House Nancy Pelosi plans to introduce articles of impeachment against US President Donald J. Trump for incitement of insurrection following the attack on the Capitol last week as lawmakers worked to certify Joe Biden as the next President of the United States. EPA/SHAWN THEW

(Aggiornato alle 8.05) La Camera voterà mercoledì sull’impeachment di Donald Trump, se non si dimetterà o se il suo vice Mike Pence non invocherà il 25esimo emendamento. Lo ha detto la speaker della Camera Nancy Pelosi in una conference call con i deputati dem.

L’inizio della procedura è previsto per le ore 9 (le 15 in Svizzera). Pelosi ha invece escluso l’opzione suggerita dai repubblicani di limitarsi ad una censura di Donald Trump per il suo ruolo nell’assalto al Congresso, riferisce la Cnn. La speaker della Camera ha definito l’idea una «abdicazione».

Intanto, dopo un silenzio che durava dal giorno dell’assalto, Donald Trump e Mike Pence ieri hanno parlato per la prima volta. Secondo la Cnn, i due si sono incontrati nell’ufficio Ovale e hanno avuto quella che fonti dell’amministrazione hanno definito una buona conversazione, discutendo gli appuntamento della settimana in corso e «riflettendo sugli ultimi quattro anni del lavoro e dei traguardi dell’amministrazione».

I due «hanno ribadito che quelli che hanno violato la legge e assaltato il Congresso non rappresentano il movimento America first sostenuto da 75 milioni di americani e si sono impegnati a continuare il lavoro per conto del Paese per il resto del loro mandato», ha riferito un alto dirigente dell’amministrazione.

Trump approva lo stato di emergenza per Washington

Intanto, accogliendo la richiesta della sindaca della capitale Muriel Bowser, Donald Trump ha approvato una dichiarazione di emergenza per Washington dopo l’assalto al Congresso ordinando l’assistenza federale da oggi al 24 gennaio per garantire la sicurezza in vista del giuramento di Joe Biden. Lo rende noto la Casa Bianca.

Si dimette il ministro degli interni ad interim

Il ministro degli interni ad interim Chad Wolf si è dimesso. Lo riferisce la Cnn. È il terzo ministro a lasciare dopo che Donald Trump ha istigato i suoi sostenitori ad assaltare il Congresso.

Le sue dimissioni arrivano in un momento delicatissimo, perché il dicastero della homeland security sovrintende alla sicurezza della cerimonia di giuramento di Joe Biden, minacciata da diversi gruppi di destra, alcuni armati.

Oltre 150 sospetti nel mirino dell Fbi per l’assalto al Congresso

Il dipartimento di giustizia e l’Fbi stanno perseguendo oltre 150 sospetti nelle indagini sull’assalto al Congresso, dopo averne già arrestati e incriminati una quindicina. Lo scrive il New York Times, prevedendo che il numero è destinato a salire.

Il Bureau ha ricevuto oltre 70 mila ‘soffiate’ dopo aver chiesto l’aiuto pubblico per identificare i sospetti che appaiono in varie foto e video. Nel frattempo la polizia di Capitol Hill ha aperto un’indagine interna su 10-15 agenti per il loro ruolo nell’assalto. Due sono già stati sospesi: uno si è fatto scattare un selfie con un rivoltoso, un altro ha indossato un cappellino Maga (Make american great again) e ha aiutato i dimostranti a farsi largo nel Congresso.

Gli analisti, prosegue il Nyt, stanno esaminando informazioni per identificare qualsiasi ruolo possano aver giocato organizzazioni terroristiche domestiche o avversari stranieri nel radicalizzare i rivoltosi.

Intanto, cinque giorni dopo l’assalto al Congresso dei fan di Donald Trump, emergono nuovi video che rivelano un livello di violenza e aggressività maggiore di quello lasciato vedere dalle prime immagini.

I social mostrano un poliziotto trascinato fuori e picchiato a terra, suoi colleghi aggrediti mentre sono intrappolati nella folla, dimostranti che cantano «impiccare Mike Pence», un gruppo di rivoltosi che sembra cercare alti dirigenti dentro l’edificio.

Nell’attacco sono stati usati scudi sottratti agli agenti, mazze da hockey, stampelle, bandiere. Oltre 50 agenti della polizia di Capitol Hill sono rimasti feriti, di cui 15 ricoverati, in gran parte per ferite alla testa. Uno è morto.

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