Milano si sveglia arancione, ma continuano polemiche

pandemia

Nel capoluogo lombardo i negozi hanno potuto rialzare le serrande ma a livello politico ci si rimbalza la responsabilità dell’errore - Fontana: «A noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma»

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©EPA/MOURAD BALTI TOUATI

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Dopo aver passato una settimana in zona rossa per errore Milano, come tutta la Lombardia, questa mattina si è risvegliata arancione e, complice anche la bella giornata di sole, piena di voglia di passeggiate e shopping nei negozi che hanno potuto rialzare le serrande.

Un clima sereno anche se certamente non a livello politico con lo scontro sulla responsabilità dell’errore, su cui oggi hanno avuto uno scambio di battute aspre il sindaco Giuseppe Sala e il governatore Attilio Fontana.

Tra i negozianti si respira un po’ di rassegnazione per le continue chiusure e riaperture ma anche la speranza di poter recuperare quanto perso in una settimana di stop. «Abbiamo aperto questa mattina ma l’organizzazione è stata a dir poco caotica perché c’è stato poco preavviso - ha spiegato la direttrice di un negozio di abbigliamento del centro -. Abbiamo avuto buone vendite, senza la fila fuori, ma siamo comunque soddisfatti perché la gente ha voglia di spendere nonostante tutto». La fila c’è stata in Galleria Vittorio Emanuele, il salotto della città, che la Polizia locale ha dovuto chiudere temporaneamente per consentire il deflusso di gente e non creare assembramenti.

E per evitare calca sui mezzi con la ripresa della scuola, fra oggi e domani, il prefetto Renato Saccone ha convocato una videoriunione con aziende di trasporti, Comune, Regione e tutti gli interessati. I negozi apriranno più tardi, quelli non alimentari alle 10.15, lo stesso per gli uffici pubblici alle 10. E, ha assicurato Saccone, ci saranno controlli.

Una settimana di «ingiusta zona rossa» in Lombardia equivale a 2 milioni di euro di perdite per gli hotel solo nella città di Milano, come ha spiegato in una nota Atr Confesercenti. L’associazione degli albergatori dell’area metropolitana milanese, che rappresenta 150 hotel e chiede che «chi ha sbagliato paghi».

In attesa che sulla vicenda si pronunci il Tar del Lazio, cui la Regione ha presentato un ricorso, nella polemica è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. «Buttare in rissa la questione sull’RT lombardo certamente contribuisce a non far emergere la verità - ha scritto sui social -. La cosa più semplice per chiudere la questione è che la Regione Lombardia faccia vedere i dati. Il calcolo dell’RT è un fatto eminentemente tecnico, non politico!». Inoltre secondo Sala «una cosa è chiara. Il sistema è collaudato, essendo in funzione da mesi, una sola Regione, la Lombardia, sostiene che l’algoritmo di compilazione ha una falla mentre per tutte le altre Regioni ha sempre funzionato senza problemi». Il governatore lombardo, Attilio Fontana, ha replicato a stretto giro che «i dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo». Dunque se Sala «vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero - ha proseguito Fontana -, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono».

«La polemica mi lascia indifferente - ha poi detto -: fidiamoci di quello che decideranno i giudici. Probabilmente non è colpa di nessuno». Le polemiche sul calcolo dell’indice RT in Lombardia comunque arriveranno domani anche in piazza, sotto la sede della Regione Lombardia, dove si terrà un flashmob trasversale, dal titolo ‘Ora basta. I vostri fallimenti non si contano più!’, per protestare contro la gestione dell’epidemia da parte della giunta. A promuoverlo sono partiti, associazioni e movimenti di diversa estrazione politica, dal Pd, al Movimento 5 stelle, I Sentinelli, Acli e Arci. I manifestanti scenderanno in piazza con delle calcolatrici in mano, «per ironizzare sull’incapacità della giunta Fontana di fare i conti». «Solo una cosa può fare, adesso, la giunta Fontana - sono convinti -: andare a casa».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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