«Modello Macron»: green pass solo per lo shopping in grande

FRANCIA

Documento obbligatorio solo per centri commerciali con una superficie superiore ai 20.000 metri quadrati – Linea dura con i locali notturni – 35 positivi a Bordeaux dopo serata in discoteca

«Modello Macron»: green pass solo per lo shopping in grande
© KEYSTONE (AP Photo/Laurent Cipriani)

«Modello Macron»: green pass solo per lo shopping in grande

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Il governo francese prova a rassicurare il mondo delle imprese sull’impatto del Green Pass. Il ministro dell’economia Bruno Le Maire ha annunciato che il documento anti-COVID sarà obbligatorio solo per i centri commerciali di grandi dimensioni. «I dirigenti d’azienda hanno delle preoccupazioni, voglio rassicurarli: mostreremo comprensione. Proponiamo quindi che siano interessati solo i centri commerciali più grandi, con una superficie superiore ai 20.000 metri quadrati», ha affermato il ministro.

Un provvedimento dovrebbe essere adottato in Consiglio dei ministri domani, una settimana dopo gli annunci del presidente Emmanuel Macron sulla nuova stretta contro il riemergere della pandemia, che prevede tra l’altro il Green Pass per treni, bar e ristoranti. Le categorie coinvolte puntavano proprio sulla soglia alta dei 20.000 metri quadrati per l’obbligo di Green Pass, che riguarderebbe circa 400 strutture in tutto il paese.

Le Maire, rispondendo ai dubbi degli esercenti sulle modalità di controllo dei consumatori all’ingresso dei centri commerciali, ha spiegato: «La tessera sanitaria non deve incidere sul fatturato dei settori interessati, che continuiamo a sostenere anche per tutta l’estate grazie al fondo di solidarietà. Presentando un codice QR, bastano pochi secondi e questo preserva dal rischio di contaminazione».

«Chiuderemo locali che non chiedono il pass»

Il ministro dell’interno francese Gérald Darmanin ha scritto ai prefetti raccomandando la massima fermezza nell’applicazione delle nuove misure anti-COVID, non esitando ad applicare chiusure amministrative per i locali notturni che non attuino rigorosi controlli del green pass. «Presterete particolare attenzione al rispetto del controllo del pass sanitario da parte dei locali in cui è richiesto, e in particolare dei locali notturni», scrive il ministro in questa circolare a cui l’AFP ha avuto accesso. «A breve verrà dichiarata la chiusura amministrativa dei locali che non lo richiedano ai propri avventori, o che controllino in modo approssimativo», ha aggiunto.

A Bordeaux 35 persone sono risultate positive alla COVID-19 dopo aver partecipato a feste organizzate il 9, 10 e 13 luglio in una discoteca della città, ha riferito l’Agenzia regionale della sanità (ARS) della Nuova Aquitania. I primi due casi sono stati segnalati all’ARS giovedì, altri 19 ieri e 14 oggi. A queste persone e a quelle che hanno avuto contatti con loro è stato chiesto di osservare un rigoroso isolamento rispettivamente di 10 e 7 giorni mentre continua il tracciamento per identificare le catene di trasmissione. L’ARS sostiene di aver «chiesto alle autorità di diffondere un appello per invitare le persone che hanno partecipato a queste serate a sottoporsi al test e a farsi vaccinare, se non lo avessero ancora fatto». Erano stati gli stessi partecipanti alle serate a denunciare sui social network e in particolare sulla pagina Facebook del locale una certa leggerezza sul controllo della tessera sanitaria. I gestori avevano replicato che a controllare i pass era stata la polizia.

Balzo dei contagi

Il numero di nuovi casi giornalieri di COVID-19 in Francia è balzato, secondo i dati pubblicati oggi dall’Autorità sanitaria, a 12.532, il numero più alto per una domenica da metà maggio. I morti sono 5, e portano il totale dei decessi dall’inizio dell’epidemia a 111.501. «È un campanello d’allarme - ha affermato il portavoce del governo Gabriel Attal in un’intervista pubblicata da «Le Parisien» -. La Francia è tornata sopra la soglia di allerta con un tasso di incidenza di oltre 50 ogni 100.000 abitanti, un aumento dell’80% in una settimana, senza precedenti dall’inizio della crisi». La stragrande maggioranza di questi nuovi casi è dovuta alla variante Delta. Il tasso di positività al test è del 2% contro l’1,6% del giorno prima. La pressione sugli ospedali resta moderata, con 6.936 ricoveri da COVID-19, 14 in più rispetto al giorno prima, quando questa cifra era scesa ai minimi da ottobre. Stessa tendenza nei servizi di terapia intensiva, che ospitano oggi 891 pazienti, uno in più rispetto al giorno prima, quando questo dato era ai minimi da settembre. Secondo la Direzione generale della salute, oggi le vaccinazioni hanno raggiunto il 45% della popolazione totale, con 30.339.179 persone immunizzate. Inoltre, 37.544.220 persone hanno ricevuto almeno un’iniezione (il 55,7% della popolazione totale).

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