Morto Leonov, sua la prima passeggiata spaziale

Lutto

Dopo una lunga malattia è deceduto a 85 anni il cosmonauta che nel 1965 per primo «camminò» nello spazio

Morto Leonov, sua la prima passeggiata spaziale
© Wikipedia

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Il cosmonauta russo Alexei Leonov è deceduto, all’età di 85 anni, dopo una lunga malattia. Lo riportano i media russi. Leonov è stato il primo essere umano a compiere, nel 1965, una passeggiata nello spazio e ha fatto parte dell’equipaggio che, nel 1975, ha agganciato la Soyuz alla capsula Usa Apollo. Undicesimo cosmonauta sovietico, era considerato una leggenda dell’esplorazione spaziale.

Le sue imprese hanno fatto sognare intere generazioni ed è stato un protagonista indiscusso dell’era spaziale: la prima passeggiata tra le stelle del 1965 e la missione Apollo-Soyuz del 1975, diventata il simbolo della distensione nei rapporti fra Usa e Urss. Grazie ad esse è stato nominato «Eroe dell’Unione Sovietica».

Tanti gli astronauti che lo ricordano, così come i responsabili delle agenzie spaziali: l’agenzia spaziale russa Roscosmos lo definisce «leggendario» e il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Jan Woerner scrive su Twitter che Leonov «ha aperto la strada a molti astronauti»; per il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, quello di Leonov è stato «un passo che ha dato il via alla realizzazione di grandi opere ingegneristiche fuori dal nostro pianeta, prima fra tutte la Stazione Spaziale Internazionale».

I messaggi arrivano da tutto il mondo, Cina compresa, e molti postano immagini dei quadri di Leonov, dai colori accesi e dedicati a pianeti, stelle e astronavi

Nato il 30 maggio 1934, Leonov aveva affrontato la carriera militare nell’Aeronautica sovietica e contemporaneamente aveva seguito le sue due grandi passioni artistiche: la pittura e la scrittura. Il 18 marzo 1965 ha scritto una pagina storica, uscendo per 12 minuti e 9 secondi all’esterno della capsula Voskhod 2, mentre il suo compagno di equipaggio Pavel Belyayev restava ai comandi. A tenere Leonov ancorato alla navetta era un cavo lungo circa cinque metri. Era la prima volta che un’impresa del genere veniva affrontata e tutto sembrava andare per il meglio fino agli ultimi istanti, quando improvvisamente fu chiaro che rientrare all’interno della Voskhod 2 sarebbe stato impossibile: la tuta si era gonfiata e l’unico sistema per ridurre la pressione era aprire una valvola. Sono stati momenti interminabili, ma alla fine tutto è andato per il meglio.

Appena tre anni più tardi Leonov veniva selezionato per la prima missione nell’orbita lunare della Soyuz 7K-L1: un’impresa ambiziosa ma mai realizzata a causa dei ritardi nel programma.

Tuttavia la seconda impresa spaziale di Leonov, nel luglio 1975, è stata ugualmente avvincente: è stato al comando dell’ Apollo-Soyuz, la missione che ha segnato il disgelo nella corsa allo spazio fra Stati Uniti e Unione Sovietica, cominciata nel 1957 ai tempi del primo satellite sovietico, lo Sputnik 1, e da allora proseguita a ritmo serrato.

In pensione dal 1992, dopo essere stato al comando del corpo dei cosmonauti, Leonov non hai mai abbandonato la passione per la pittura e per la scrittura, nella quale spaziava dai saggi sui voli spaziali alla fantascienza.

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