«Nagorno-Karabakh, una guerra tra nazionalismi e ingerenze esterne»

L’intervista

L’inattesa fiammata bellica spiegata da Eleonora Tafuro, esperta di Caucaso

 «Nagorno-Karabakh, una guerra tra nazionalismi e ingerenze esterne»

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«Nagorno-Karabakh, una guerra tra nazionalismi e ingerenze esterne»

 «Nagorno-Karabakh, una guerra tra nazionalismi e ingerenze esterne»
L’artiglieria armena in azione. ©Ministero della Difesa armeno, via AP

«Nagorno-Karabakh, una guerra tra nazionalismi e ingerenze esterne»

L’artiglieria armena in azione. ©Ministero della Difesa armeno, via AP

La Turchia si dice pronta ad aiutare l’Azerbaigian a riprendersi dall’Armenia la regione separatista del Nagorno-Karabakh. Su questo conflitto che ciclicamente si riaccende, abbiamo sentito il parere di Eleonora Tafuro, ricercatrice dell’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) di Milano esperta di Caucaso.

Ankara in questa guerra appoggia semplicemente l’Azerbaigian o fomenta il conflitto?

«Da parte di Ankara possiamo vedere un certo cambiamento di retorica. Il sostegno turco all’Azerbaigian è sempre stato forte e chiaro in funzione anti-Armenia, Paese con cui i rapporti restano difficili nonostante vi sia stato un tentativo di riapertura dei confini spinto dall’UE, ma che poi è fallito. A volte il sostegno turco a Baku è stato anche in chiave anti-russa in quanto sia la Turchia...

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