Negli USA 100 milioni di persone obbligate a stare in casa

Pandemia

Il numero dei contagi negli Stati Uniti sale vertiginosamente: le immagini delle spiagge californiane affollate fanno il giro del mondo

Negli USA 100 milioni di persone obbligate a stare in casa
© AP Photo/Ben Margot)

Negli USA 100 milioni di persone obbligate a stare in casa

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Un americano su tre costretto a stare a casa dall’emergenza coronavirus. O almeno così dovrebbe essere, visto che nel week-end le immagini delle affollate spiagge californiane hanno fatto il giro del mondo.

Eppure la California è uno dei nove Stati Usa dove è entrato in vigore l’ordine dello «shelter in place», l’obbligo di restare nella propria abitazione che ora riguarda circa 100 milioni di persone, dalla costa occidentale a quella orientale, nel disperato tentativo di fermare i contagi.

I numeri infatti salgono vertiginosamente, di ora in ora, e dicono che negli Stati Uniti si contano ormai oltre 40’000 casi e almeno 472 morti. «Ma il peggio deve ancora venire», ammettono le autorità scientifiche e sanitarie, non nascondendo l’indignazione per l’irresponsabilità ancora mostrata dai tanti americani che continuano a prendere sotto gamba, se non a ignorare, le regole anti-contagio.

«È così che si diffonde il virus», ha tuonato Jerome Adams, che nel suo ruolo di Surgeon General è il portavoce delle questioni di salute pubblica del governo federale statunitense: «Abbiamo davvero bisogno che ognuno stia a casa», ha detto, «e penso che molti stanno facendo la cosa giusta, ma altri sfortunatamente no».

L’epicentro dell’epidemia negli Usa è sempre più New York, con 157 vittime e 21.000 pazienti risultati positivi alla Covid-19, 5.700 in più in sole 24 ore. Così nel primo giorno in cui è entrato in vigore il lockdown parziale, con la chiusura di tutte le attività non essenziali, il governatore Andrew Cuomo ha nuovamente lanciato l’appello a non muoversi e l’allarme sui posti letto ospedalieri, soprattutto quelli nei reparti di rianimazione. «Non passerà in due settimane», ha messo in guardia Cuomo, lasciando intendere che l’emergenza nello Stato di New York potrà durare anche mesi.

Intanto nella Grande Mela prosegue, per chi può, la fuga dalla metropoli. E’ una corsa soprattutto verso le seconde case e alle prenotazioni su Airbnb, con le località tipicamente estive prese d’assalto e gli affitti alle stelle: dagli Hampton a Nantucket, dal Connecticut al Massachusetts.

E mentre Wall Street continua a sprofondare e in Congresso va in scena il braccio di ferro tra repubblicani e democratici per il varo del maxi-pacchetto di misure per sostenere l’economia, il presidente Donald Trump continua a mandare segnali contrastanti. Segnali che, per molti dei detrattori, infondono ancor più confusione nel momento in cui il numero dei contagi sta schizzando a livelli senza precedenti.

In un tweet il tycoon ha scritto che «la cura non può essere peggiore del problema», lasciando intendere che la stretta che limita la libertà delle persone, a partire dalla regola del «social distancing», potrà essere presto rivista. Pazienza se giorni fa lo stesso presidente aveva affermato che la maledizione del coronavirus negli Usa non finirà prima di luglio o agosto, ad essere ottimisti.

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