Nel mondo oltre 360 mila morti per il coronavirus

Tutti gli aggiornamenti

L’evoluzione dell’emergenza coronavirus: 5.814.000 i casi nel mondo, oltre 360 mila i morti, mentre i guariti sono più di 2,4 milioni

Nel mondo oltre 360 mila morti per il coronavirus
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Nel mondo oltre 360 mila morti per il coronavirus
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Nel mondo oltre 360 mila morti per il coronavirus
© AP/Alberto Pezzali

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Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Ricordiamo che è possibile abbonarsi gratuitamente al CdT per un mese, per avere accesso a tutti i contenuti. Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla metà di aprile fino all’inizio di maggio le potete trovare a questo link.

Venerdì 29 maggio

(Aggiornato alle 7.55) - I contagi da coronavirus nel mondo sono oggi 5.814.000, oltre 360 mila i decessi, mentre le persone guarite sono complessivamente più di 2,4 milioni.

Salgono a 105 i casi, 5 i morti in Libia

La Libia ha registrato nelle ultime 24 altri 6 contagi da coronavirus, che portano a 105 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti salgono a 5 e i guariti a 59. Le persone attualmente positive sono 55. Il consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico ha deciso di chiudere le frontiere della città di Sebha nel Fezzan, ove si sono verificati una ventina di casi e di imporre un coprifuoco totale per 7 giorni per impedire la diffusione ulteriore della malattia.

America latina: 878.000 contagi e 46.600 morti

La pandemia da coronavirus ha subito una nuova accelerazione nelle ultime 24 ore in America latina, raggiungendo gli 878.263 contagi (+45.000) e i 46.639 morti (+1.900). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base di dati riguardanti 34 Nazioni e territori latinoamericani. È il Brasile il Paese che più preoccupa, con i suoi 438.238 contagi (+27.000) e 26.754 morti (+1.200), seguito dal Perù dove i contagiati sono cresciuti in modo deciso, raggiungendo i 141.779 (+6.000), di cui 4.099 morti, e dal Cile che pure registra una impennata di infettati a 86.943 (+ 4.700). Fra le Nazioni con più di 5.000 casi di Covid-19 si distingue il Messico 4. per contagi (78.023) ma secondo per vittime fatali (8.597), precedendo Ecuador (38.471 e 3.313), Colombia (25.366 e 822), Repubblica Dominicana (16.068 e 485), Argentina (13.933 e 501), Panama (11.728 e 315) e Bolivia (7.768 e 280).

Giovedì 28 maggio

(Aggiornato alle 18.50) - Sono 5.710.393 i casi di contagiati da coronavirus nel mondo, oltre 356 mila i morti. I guariti invece sono più di 2,3 milioni.

Il Cile supera la Cina per numero di contagi

Il ministro della Salute del Cile, Jaime Manalich, ha riferito che in 24 ore sono stati registrati sul territorio 4.654 nuovi casi di coronavirus. Con questo dato, il Paese ha raggiunto un totale di 86.943 contagi, superando la Cina, a quota 82.995 casi dall’inizio della pandemia. Il Cile è attualmente il terzo Paese in America Latina per contagi rilevati, dopo Brasile e Perù. Secondo quanto riferito dai media, il ministro ha riportato che 49 persone sono decedute per la pandemia in 24 ore, la cifra giornaliera più alta dall’inizio dell’emergenza in Cile. Il totale delle vittime per il coronavirus nel Paese è 890. Il ministro Manalich ha segnalato che il Paese registra 1.286 pazienti ricoverati in terapia intensiva, dei quali 1.079 sono collegati a ventilazione meccanica. Per quanto riguarda la disponibilità dei letti in terapia intensiva, il funzionario ha riportato che la Regione Metropolitana di Santiago, la più colpita dalla pandemia, registra il 93% dei posti occupati.

La Francia è favorevole alla riapertura delle frontiere il 15 giugno

«All’interno dell’Europa l’epidemia sta rallentando» e se la situazione non peggiorerà nuovamente, la Francia «è favorevole alla riapertura delle frontiere interne europee dal 15 giugno», senza quarantena: è quanto affermato dal premier francese, Edouard Philippe. Parigi intende anche revocare il limite di 100 km per gli spostamenti interni dall’inizio della fase 2, il 2 giugno prossimo.

Slovenia e Ungheria aprono le frontiere

Slovenia e Ungheria hanno deciso di eliminare le limitazioni del passaggio di frontiera fra i due Paesi alla luce della favorevole e reciproca evoluzione epidemiologica. L’incontro odierno fra i rispettivi ministri degli esteri, Anže Logar e Peter Szijjarto, lungo il confine a Dolgi Vas, ha portato alla revoca immediata di tutte le restrizioni imposte a causa della pandemia di COVID-19. L’Ungheria è il secondo paese con cui la Slovenia ha abolito le restrizioni alle frontiere, dopo la Croazia.

In Serbia calano i contagi

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 25 contagi da coronavirus, il dato più basso delle ultime settimane, a conferma del trend in progressivo calo dell’epidemia nel Paese balcanico. Il totale dei casi è ad oggi a quota 11.300. Da ieri si è avuto un altro decesso, con il numero delle vittime a 241. I guariti sono stati finora 6.438, mentre in ospedale restano 558 pazienti, nove dei quali in terapia intensiva con respiratore. Nelle case di riposo per anziani positivi al Covid-19 sono risultati 117 ospiti e 30 dipendenti. I test effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 4.534, in totale dall’inizio dell’epidemia 234.019.

Oltre 40 milioni di americani hanno perso il lavoro dall’inizio della pandemia

Dall’inizio della crisi coronavirus oltre 40 milioni di americani hanno almeno in parte perso l’impiego negli Stati Uniti, valore pari a circa un quarto degli lavoratori americani attivi. Il dato negativo si somma oggi alla revisione peggiorativa del prodotto interno lordo Usa nel primo trimestre (fissato ora -5,0%; era del -4,8%) e all’informazione sugli ordini al settore manifatturiero, scesi in aprile del 17,2% annuo, dopo il -16,6% registrato a marzo.

Eccesso di mortalità da record mondiale

È da record mondiale assoluto l’eccesso di mortalità fatto segnare dal Regno Unito durante la pandemia rispetto alla media dello stesso periodo degli anni precedenti. Questo almeno stando ai dati ufficiali disponibili e a una comparazione tracciata dal Financial Times con altri 18 Paesi. Secondo gli aggiornamenti quotidiani del governo di Boris Johnson, i più uniformi con quelli degli altri Paesi occidentali, l’isola conta al momento quasi 37’500 morti per Covid-19 accertati con il tampone: seconda al mondo e prima in Europa in cifra assoluta. Dietro Belgio, Spagna e testa a testa con l’Italia in rapporto alla popolazione. Il differenziale generale dei decessi censito dall’Ons, l’ufficio di statistica, ha toccato tuttavia al 15 maggio quota 60’000, nota il giornale della City, sebbene con il Covid-19 indicato come causa certa o probabile in non più del 76% dei casi (46’000 circa). E su questo fronte - indicativo, ma importante - il Regno pare collocarsi tristemente davanti a Usa, Belgio, Spagna e Italia anche in rapporto alla popolazione.

Seul richiude dopo il nuovo picco di contagi

La Corea del Sud ha reintrodotto le misure di blocco nell’area metropolitana di Seul, che ospita metà della popolazione del Paese, dopo il nuovo picco di infezioni registrato ieri. Musei, parchi e gallerie d’arte saranno chiusi di nuovo da domani per due settimane e le aziende sono state esortate a reintrodurre il lavoro flessibile. Ai residenti, riferisce il Guardian, è stato anche consigliato di evitare incontri sociali o di andare in luoghi affollati, tra cui ristoranti e bar. «Le prossime due settimane sono cruciali per prevenire la diffusione dell’infezione nell’area metropolitana - ha detto il ministro della sanità Park Neung-hoo -. Se dovessimo fallire, dovremo tornare al distanziamento sociale.» Le restrizioni erano state revocate in tutto il Paese il 6 maggio dopo che l’epidemia sembrava essere stata messa sotto controllo.

Oltre 4.000 morti in Russia dall’inizio della pandemia

La Russia ha superato i 4000 morti per Covid-19. Il centro operativo russo anticoronavirus ha annunciato che nelle ultime 24 ore sono decedute 174 persone portando a 142 il totale ufficiale delle vittime del virus nel Paese. Il numero giornaliero dei morti riportato oggi è uguale a quello di due giorni fa e rappresenta la cifra più alta di decessi per coronavirus in Russia dall’inizio dell’epidemia. I nuovi casi registrati nel corso dell’ultima giornata sono 8371 e il totale dei contagi è adesso di 379’051 persone. I guariti sono invece 8785 in un giorno e 150’993 in totale.

Il Brasile è in ginocchio

Sono 1086 i morti per Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile, dove il totale delle vittime è salito a 25’598. Lo rende noto il ministro della Salute. I nuovi contagi sono 20’599, per un totale di 411’821. La situazione è tragica anche a livello economico. La pandemia di Covid-19 ha causato la perdita, tra marzo e aprile, di 1,1 milioni di posti di lavoro. Solo nello scorso mese di aprile, sono stati persi 860 mila impieghi, il peggior risultato in 29 anni, secondo dati diffusi dal ministero dell’Economia. Intanto, una ong brasiliana ha messo all’asta una torcia delle Olimpiadi di Rio 2016 per aiutare gli abitanti di tre favelas di San Paolo, ridotti alla fame a causa della pandemia.

La ong Opere professionali artistiche e sociali (Orpas) ha messo in vendita la fiaccola olimpica sul proprio sito e spera di ricavarne il necessario per acquistare cibo e prodotti per l’igiene personale sufficienti durante il distanziamento sociale per gli abitanti delle favelas di Jardim Angela, Jardim Sao Luis e Capao Redondo, dove si contano già 400 morti per Covid-19.

«La pandemia sta mettendo in luce le terribili condizioni di vita nelle favelas e il numero delle persone che ci hanno chiesto aiuto è molto superiore a quello che ci aspettavamo: abbiamo bisogno di 30 tonnellate di cibo», ha detto Daniel Faria, fondatore della ong e tedoforo alle Olimpiadi di Rio.

Mercoledì 27 maggio

(Aggiornato alle 14.11) Il numero di casi di coronavirus nel mondo sfiora i 5,6 milioni. A livello globale i contagi sono adesso 5.589.932, le persone guarite sono 2.234.510, mentre i decessi sono 350.456, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. In cima alla classifica dei Paesi con il maggior numero di contagi ci sono gli Stati Uniti con 1.681.212 di casi, seguiti dal Brasile (391.222 casi) e dalla Russia (36242).

In Africa 118 mila contagi

I casi di coronavirus in Africa sono saliti a 118 mila. Lo ha dichiarato l’ufficio dell’Oms nel continente. Sono 48 mila le persone guarite e 3.500 quelle morte a causa della COVID-19. Per quanto il virus nel continente non abbia avuto almeno fino a oggi l’impatto disastroso che si temeva, le sue conseguenze sull’economia e le risorse dell’Africa potrebbero essere devastanti. L’Onu ha messo in guardia in particolare sul rischio di carestie nella parte occidentale del continente dove le persone che vivono nell’insicurezza alimentare potrebbero raddoppiare e arrivare a 43 milioni nei prossimi sei mesi.

Iran, superati i 140 mila casi

Salgono a 141.591 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.080 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 56, per un totale di 7.564 decessi confermati nella Repubblica islamica dall’inizio della pandemia.

I ricoverati in terapia intensiva scendono a 2.551, mentre i pazienti guariti crescono a 111.176. I test effettuati sono stati 856.546. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il portavoce del minsero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour.

Nuovo focolaio in Corea del Sud

Nuova ondata di contagi in Corea del Sud, con 49 nuovi casi emersi nelle ultime 24 ore e la nascita di un nuovo focolaio in un enorme magazzino di stoccaggio di merci all’ingrosso a Bucheon, non lontano da Seul. Al magazzino di stoccaggio sono riconducibili almeno 36 dei nuovi casi, secondo il centro sudcoreano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc), citato dall’agenzia Yonhap. Sul personale che lavora al magazzino, fanno sapere i media, sono stati eseguiti 3.600 tamponi. «Abbiamo timore delle infezioni nelle comunità e teniamo d’occhio la situazione», ha dichiarato il ministro della sanità.

Mosca pensa alla fase 2

A Mosca si sono registrati 2.140 nuovi casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore, la cifra più bassa dal 23 aprile: lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus. La responsabile cittadina dell’agenzia federale russa per i controlli sanitari (Rospotrebnadzor), Yelena Andreyeva, ha annunciato in videoconferenza alla Duma comunale che, in base ai dati raccolti, Mosca è pronta «per la prima fase» dell’allentamento delle restrizioni «e effettivamente anche per la seconda fase». Stando ai dati ufficiali, il tasso di crescita del virus a Mosca è sceso dall’1,7 all’1,3%. Finora i contagi accertati nella capitale russa sono stati 171.443. «Speriamo - ha detto Andreyeva - che, se le cose stanno nel modo che vediamo oggi nella riduzione dei tassi di crescita e nel numero totale dei casi, possiamo cominciare ad aprire i servizi come previsto dalle raccomandazioni di Rospotrebnadzor: le imprese che forniscono servizi ai consumatori, servizi alle persone, e forse anche permettere a bambini e anziani di passeggiare e uscire» ma «a condizione che siano strettamente osservate le raccomandazioni» per evitare la diffusione del contagio.

L’OMS: «L’America Latina è il nuovo epicentro della pandemia»

L’America Latina è diventata il nuovo epicentro della pandemia di coronavirus. E’ l’allarme lanciato dal direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Carissa Etienne. «Non ci sono dubbi che la nostra regione è diventata l’epicentro della pandemia di Covid-19», ha dichiarato Etienne sottolineando che «questo non è il momento di allentare le restrizioni o ridimensionare le strategie di prevenzione». Il direttore dell’Oms America Latina ha avvertito che «questo è il momento di restare forti, vigili e di attuare in modo aggressivo le misure di sicurezza sanitaria». Il coronavirus è arrivato in Sudamerica probabilmente a febbraio. Da allora i contagi sono aumentati vertiginosamente e sono arrivati a circa 700.000 casi superando Stati Uniti ed Europa. Le vittime del Covid-19 in America Latina sono invece 33.000.

A Mosca, test sierologici gratis a tutti gli abitanti

Tutti gli abitanti di Mosca da oggi possono effettuare gratuitamente il test per la ricerca degli anticorpi del coronavirus in 30 policlinici della capitale. Lo ha detto il vicesindaco Anastasia Rakova.

«Tutti i moscoviti possono effettuare il test gratuito per la ricerca di anticorpi, immunoglobulina M e immunoglobulina G, contro l’infezione da coronavirus», ha detto la vicesindaco. Secondo quanto riporta la Tass, il test permette di scoprire sia l’infezione in corso da asintomatici sia se sia stata affrontata in passato.

Russia, 8.338 nuovi casi e 161 morti in 24 ore

Sono 8.338 i nuovi casi di coronavirus accertati in Russia nelle ultime 24 ore, in calo rispetto agli 8.915 di ieri e agli 8.946 di lunedì. Il totale dei contagi sale così ufficialmente a 370.680, con la Russia terzo Paese al mondo dopo Stati Uniti e Brasile. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 161, cifra leggermente inferiore ai 174 del giorno procedente, che era il record. La cifra ufficiale dei decessi sale a 3.968. I guariti nelle ultime 24 ore sono invece 11.079. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus. Secondo l’agenzia di stampa russa Interfax, l’indice di trasmissibilità Rt è sotto il valore 1, e per la precisione a 0,97, mentre a Mosca è sceso a 0,85.

America Latina, quasi 800 mila contagi

Nuovo balzo in avanti della pandemia di coronavirus in America Latina, dove i contagi sono cresciuti ieri di 32.000 unità, attestandosi a 798.553. Anche i morti hanno registrato un forte aumento, raggiungendo quota 43.304 (+1.900). E’ quanto emerge da una elaborazione statistica realizzata dall’agenzia italiana ANSA sui dati riguardanti 34 nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile, secondo Paese più colpito al mondo dopo gli Stati Uniti, riunisce quasi la metà dei contagi (391.222) e ben oltre la metà dei morti (24.512). Seguono il Perù (129.751 e 3.788) e il Cile (77.961 e 806).

Per quanto riguarda i paesi con più di 5.000 contagi, si segnalano poi il Messico (74.560 e 8.134), l’Ecuador (37.656 e 3.221), la Colombia (23.003 e 776), la Repubblica Dominicana (15.264 e 468), l’Argentina (13.228 e 490), Panama (11.183 e 310), e la Bolivia (6.660 e 261).

L’OMS: «Ad agosto 88 mila morti in Brasile»

La responsabile regionale per le Americhe dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), dottoressa Carissa Etienne, ha stimato che il numero delle vittime di Covid-19 in Brasile «avrà un aumento esponenziale» e arriverà a oltre 88 mila il prossimo 4 agosto. Secondo Etienne, il numero attuale delle vittime in Brasile sarebbe superiore a quello ufficiale. «Non ci sono dubbi, le Americhe sono diventate l’epicentro della pandemia di Covid-19», ha detto la dominicana Etienne in una videoconferenza.

In Perù record di contagi in 24 ore

Il ministero della Sanità (Minsa) del Perù ha reso noto che nella giornata di ieri sono stati confermati 5.772 nuovi casi di contagio da coronavirus, il numero più alto da quando è stato localizzato all’inizio di marzo il paziente zero. Il quotidiano La Republica, precisando che i contagi totali sono ora 129.751, ricorda che il precedente record di casi (4.749) era stato registrato il 21 maggio scorso. Secondo dietro il Brasile nelle statistiche riguardanti la pandemia da coronavirus in America latina, il Perù deve fare i conti anche con un numero molto alto di morti che, con i 159 di ieri, hanno raggiunto quota 3.788. La capitale peruviana, Lima, è la località con il maggior numero di contagi (80.882) mentre la zona meno colpita è il dipartimento di Apurímac, nel sud, con appena 146 casi.

Meno di 700 morti negli USA per il terzo giorno di fila

Per il terzo giorno consecutivo gli Stati Uniti hanno registrato meno di 700 morti giornalieri per Covid-19, secondo il conteggio della Johns Hopkins University: 657 persone sono morte in 24 ore nel Paese, per un totale di 98.902 decessi. I casi totali di contagio negli Usa sono al momento 1.680.680.

Altri 1.039 morti in Brasile, 24.512 totali

Sono 1.039 le vittime di Covid-19 registrate nelle ultime 24 ore in Brasile, che fanno salire il bilancio totale a 24.512. Lo rivela il ministero della Salute. I nuovi contagi sono 16.324, per un totale di 391.222.

Martedì 26 maggio

(Aggiornato alle 21.59) Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato questa mattina la soglia dei 5,5 milioni: è quanto emerge dal conteggio dell’Università americana Johns Hopkins. A livello globale i contagi sono adesso 5.508.904, inclusi 346.326 decessi. Le persone guarite sono 2.234.510. Il 30% dei casi mondiali si registra negli USA (1.662.768).

Macedonia del Nord, abolito il coprifuoco

In Macedonia del Nord il governo ha deciso di abolire a partire da domani il coprifuoco rimasto in vigore per oltre due mesi ogni giorno dalle 19 alle 5. La decisione è stata presa per il miglioramento della situazione epidemiologica nel Paese, dove si registrano ad oggi oltre 2000 contagi da Covid-19 e 116 vittime.

Da giovedì riapriranno caffè e ristoranti, con tutte le misure di prevenzione e sicurezza per il contenimento del contagio. Il premier Oliver Spasovski ha sottolineato tuttavia che il coronavirus è ancora in circolazione e che pertanto è necessario essere prudenti e attenersi alle indicazioni dei medici per la protezione individuale.

Putin, in Russia superato il picco

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che il picco dell’epidemia di coronavirus in Russia è stato superato. «Secondo gli esperti, il nostro picco è considerato superato», ha detto il leader russo in una riunione in videoconferenza con il ministro della Difesa Serghei Shoigu. Lo riporta la Tass.

Usa: casi in aumento in 18 Stati

Il numero di casi positivi di coronavirus sta calando in 10 Stati degli USA ed appare stabile in 22 ma sta aumentando negli altri 18, tra cui Giorgia, Arkansas, California e Alabama: lo riferisce la CNN sulla base dei dati, che complessivamente indicano 1.662.768 contagiati e 98.223 decessi. Nonostante la pandemia non sia ancora sotto controllo, nel ponte del Memorial day, che negli Stati Uniti segna l’inizio dell’estate, molte zone del Paese hanno visto spiagge affollate, feste in piscina e assembramenti numerosi per i tradizionali picnic.

Da oggi 10 giorni di lutto nazionale in Spagna

Il Consiglio dei ministri spagnolo ha dichiarato a partire da oggi dieci giorni di lutto ufficiale per le vittime del coronavirus. Lo riferisce La Vanguardia. Sarà il periodo di lutto più lungo nella recente fase democratica della storia spagnola. Oltre alle bandiere a mezz’asta in tutto il Paese, si terrà in questi giorni anche un evento in memoria dei morti guidato dal capo dello Stato, re Felipe VI.

In Gran Bretagna si stimano 47 mila vittime

Sale a circa 47.000 morti - contro i poco meno di 37.000 accertati dal tampone e certificati fino a ieri dal ministero della Sanità - la stima dei media sui decessi per coronavirus nel Regno Unito basati sulle elaborazioni statistiche settimanali dell’Office for National Statistics (Ons). Elaborazioni che includono anche i casi in cui la Covid-19 è indicata come causa o concausa probabile nei certificati di morte. Le indicazioni dell’Ons, aggiornate al 15 maggio, contano 42.713 di questi casi in Inghilterra e Galles. Somma a cui vanno aggiunti i circa 4.000 morti totali di Scozia e Irlanda del Nord e quelli stimati fra il 15 maggio e ieri. Il quantitativo di decessi registrato nel Paese nella più recente settimana censita è peraltro il più basso delle ultime sei settimane. In cifra assoluta il Regno è secondo al mondo dopo gli USA e primo in Europa per morti da Covid, considerando sia la cifra di 37.000 sia la stima d’oltre 47.000. In rapporto alla popolazione segue invece Belgio e Spagna ed è testa a testa con l’Italia.

Pakistan, 1.356 casi e 30 decessi in più

Il numero di casi di coronavirus in Pakistan è aumentato di 1.356 unità a quota 57.705 e i decessi sono saliti a 1.197 (+30) nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese. Allo stesso tempo, altri 832 pazienti sono guariti, per un totale di 18.314 persone, pari al 38% dei casi complessivi. Il Pakistan ha registrato i primi casi di coronavirus il 26 febbraio: al nove maggio, giorno in cui il Paese ha cominciato ad allentare le misure di lockdown, i contagi erano 27.474, con 618 decessi, ma negli ultimi 17 giorni il bilancio dei casi è più che raddoppiato a quota 57.705 e quello dei morti è quasi raddoppiato a quota 1.197. L’assistente speciale del primo ministro Imran Khan per la salute, il dottor Zafar Mirza, ha detto oggi che gli spostamenti delle persone e le loro interazioni sono aumentati durante le festività islamica dell’Eid al-Fitr e che le procedure standard di sicurezza non vengono seguite correttamente. Se l’attuale trend di diffusione del virus dovesse continuare il governo potrebbe reintrodurre le misure di lockdown in tutto il Paese dopo le festività dell’Eid al-Fitr.

In Ucraina 339 nuovi casi e 21 morti in 24 ore

In Ucraina, nelle ultime 24 ore, si sono registrati 339 nuovi casi di Covid-19 e 21 persone sono morte a causa del nuovo coronavirus: lo ha annunciato il ministro della Salute, Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post. In totale, le vittime dell’epidemia sono ufficialmente 644 e i contagi accertati sono 21’584.

Record di morti in un giorno in Russia

In Russia nelle ultime 24 ore sono morte 174 persone malate di COVID-19: si tratta del numero più alto di vittime finora registrato nel Paese in un solo giorno. Stando ai dati annunciati dal centro operativo anticoronavirus, sale così a 3.807 il totale ufficiale delle vittime del nuovo virus in Russia dall’inizio dell’epidemia. I nuovi contagi accertati nel corso dell’ultima giornata sono stati 8.915. In tutto, i casi registrati in Russia sono adesso 362.342.

Nuovo forte incremento di casi in America latina

Continuano a farsi sentire gli effetti della pandemia da coronavirus in America latina, con un nuovo forte incremento nelle ultime 24 ore sia dei contagi (765.662, +31 mila), sia dei morti (41.462, +1.600). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’Agenzia di stampa italiana Ansa sui dati riguardanti 34 Nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile, solidamente secondo Paese più colpito al mondo dopo gli Stati Uniti, ha registrato 374.898 contagi e 23.473 morti. Seguono, al secondo posto il Perù (123.979 e 3.626), e al terzo il Cile (73.997 e 761). Per quanto riguarda i paesi con più di 5 mila contagi, si segnalano poi il Messico (71.105 e 7.633), l’Ecuador (37.355 e 3.203), la Colombia (21.981 e 750), la Repubblica Dominicana (15.073 e 460), Panama (11.183 e 310), Argentina (12.628 e 467) e Bolivia (6.263 e 250).

Negli Usa altri 532 morti

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 532: i decessi totali raggiungono quota 98.218.

In Brasile 807 vittime nelle ultime 24 ore

Sono 807 le vittime per COVID-19 registrate nelle ultime 24 ore in Brasile, a fronte di 11.687 nuovi contagi. Lo rivela il ministero della Salute. Il numero totale delle vittime è 23.473, i casi accertati salgono a 374.898.

Lunedì 25 maggio

(Aggiornato alle 23.47) Sono oltre 5,4 milioni (5.467.945 per la precisione) i casi di COVID-19 nel mondo, secondo gli ultimi dati raccolti dalla John Hopkins University. I decessi sono 344.731 e i guariti 2.196.160. In cima alla classifica dei paesi con il maggior numero di casi ci sono gli Stati Uniti con 1.657.441 contagi. Sono seguiti dal Brasile (363.211 casi) e dalla Russia (353.427).

In Francia calo di ricoveri e pazienti rianimazione

Continua a scendere il numero dei pazienti francesi di Covid-19 in rianimazione, secondo la Direzione generale della Sanità: 46 in meno rispetto a ieri, per un totale di 1.609. Tornano a scendere, dopo la frenata di ieri, anche i ricoveri, che nelle ultime 24 ore sono diminuiti di 387 unità, a 16.798. Slitta ancora, invece, il totale dei decessi, che le autorità hanno aggiornato per l’ultima volta venerdì scorso a causa dell’insufficiente attendibilità nell’afflusso dei dati dal territorio durante il lungo weekend dell’Ascensione. Il totale avrebbe dovuto essere aggiornato oggi ma la Direzione della Sanità ha rinviato a domani. Negli ultimi tre giorni è stato reso noto soltanto il dato delle vittime negli ospedali (43 venerdì, 35 sabato e 90 da ieri a oggi). Mancano le cifre dei decessi nelle case di riposo e negli istituti per disabili.

Contagiato il ministro delle Opere pubbliche cileno

Il ministro delle Opere pubbliche ed ex ministro degli Esteri del Cile, Alfredo Moreno, ha riferito di essere risultato positivo al test per Covid-19 e che si trova in quarantena da venerdì. Si tratta del primo membro del governo di Sebastian Pinera ad essere stato contagiato dal coronavirus, sebbene abbia assicurato di non presentare sintomi della malattia. «Mi è stato comunicato che l’esame per Covid-19 che ho fatto qualche giorno fa è risultato positivo, per fortuna non ho avuto sintomi finora», ha riferito il ministro tramite il suo account Twitter. Il ministro è stato testato dopo che un membro della sua squadra è risultato positivo al virus. Moreno ha dichiarato che «come indicato dall’autorità sanitaria, continuerò con la quarantena che ho iniziato quando ho effettuato il test».

15 mila rohingya in quarantena in Bagladesh
Circa 15.000 rohingya sono in quarantena nei campi profughi del Bangladesh, dove sono stati rilevati 25 casi del nuovo coronavirus, hanno reso noto oggi le autorità locali. Gli epidemiologi temono lo scoppio della COVID-19 nei campi di Rohingya nel sud del Paese. Quasi un milione di membri di questa minoranza musulmana fuggita dalla persecuzione nella vicina Birmania vivono in condizioni di estrema povertà in condizioni affollate all’interno delle baracche.

«Nessuna delle persone infette si trova in condizioni critiche. La maggior parte di loro ha pochissimi sintomi. Tuttavia, li abbiamo collocati in centri di isolamento e messo in quarantena le loro famiglie», ha detto Toha Bhuiyan, un funzionario sanitario del distretto di Cox’s Bazar, dove si trovano i campi. Quasi 15.000 rohingya sono confinati nelle loro case in tre aree dei campi. Gran parte della contaminazione proviene da Kutupalong, il più grande campo profughi del mondo, che ospita 600.000 persone.

Whuan: 6,5 milioni di tamponi in 10 giorni

Le autorità di Wuhan hanno condotto 6.574.093 test con il tampone in soli 10 giorni, fra il 14 e il 23 maggio, per testare tutti coloro che non lo erano ancora stati nel tentativo di identificare eventuali nuovi casi di infezione e quantificare i casi di contagio asintomatico nella città di circa 10 milioni di abitanti ex epicentro del contagio. Lo ha reso noto la Commissione Sanitaria Municipale. Soltanto il 23 maggio sono stati eseguiti 1.146.156 tamponi, una cifra 15 volte superiore al numero di test condotti il 14 maggio, quando le autorità locali hanno dato il via a una campagna a tappeto in tutta la città. Il giorno precedente la città ha registrato il maggior numero di test per il nuovo coronavirus basati sugli acidi nucleici, arrivati a 1.470.950. La decisione è stata adottata dalle autorità locali dal momento che Wuhan continuava a segnalare nuove infezioni asintomatiche. La scoperta di ulteriori contagi ha sollevato diverse preoccupazioni tra la gente mentre la città era impegnata a riaprire fabbriche, attività commerciali e scuole. Prima di questa campagna a tappeto, la città aveva eseguito oltre 3 milioni di tamponi.

I test, ricorda la Commissione, sono stati eseguiti gratuitamente e su base volontaria. Le autorità locali daranno priorità ai complessi residenziali dove erano già state segnalate infezioni da COVID-19, nonché agli edifici più vecchi e densamente popolati. Non è consigliato sottoporre al test i bambini al di sotto dei sei anni di età.

Portogallo: tra i giovani la disoccupazione aumenta del 52%

Il numero di giovani sotto i 25 anni che hanno chiesto il sussidio di disoccupazione in Portogallo il mese scorso è aumentato del 52% rispetto allo stesso periodo del 2019 a causa dell’emergenza coronavirus. Lo riporta il Guardian.

In generale, sono 200.000 le persone che hanno chiesto sussidi ad aprile, il 17% in più rispetto all’anno scorso e quasi il 14% in più del mese precedente. Tra i 25 e i 34 anni la disoccupazione è aumentata del 33%, tra i 35 e i 44 anni del 20,4%.

Oltre 110 mila casi in Africa

Sono 110’990 i casi di coronavirus in Africa, secondo gli ultimi dati dell’ufficio africano dell’Oms. Oltre 14’000 le persone guarite dal Covid-19 e 3300 le vittime. Numeri, secondo il direttore regionale Matshidiso Moeti, molto più bassi delle aspettative su un continente che ha una popolazione di 1,4 miliardi di persone.

«Fino adesso l’impatto del coronavirus sull’Africa è stato soft, il continente non ha avuto la quantità di morti che ha devastato altre aree del mondo. Forse il nostro dividendo demografico ha pagato», ha detto Moeti avvertendo di non abbassare comunque la guardia «perché i nostri sistemi sanitari sono fragili e meno capaci di gestire un improvviso aumento dei casi».

Giappone, è finito lo stato di emergenza

Il Giappone mette fine allo stato d’emergenza legato al coronavirus su tutto il territorio nazionale. Lo ha annunciato il premier Shinzo Abe. Il Paese ha registrato in tutto 16’581 casi di covid-19 e 830 morti. Lo stato di emergenza era ancora in vigore in 5 prefetture dell’arcipelago, inclusa la capitale Tokyo, in linea con la graduale diminuzione delle infezioni da coronavirus. Il premier Shinzo Abe lo ha annunciato in conferenza stampa, dopo aver informato in mattinata il parlamento, in base alle raccomandazioni della commissione degli esperti sanitari.

Coprifuoco fino a domani in Turchia

Prosegue fino alla mezzanotte di domani in Turchia il coprifuoco di quattro giorni per contrastare la diffusione del Covid-19. Il lockdown generalizzato coincide con la festività islamica dell’Eid al-Fitr, che segna la fine del mese di Ramadan.

Dopo la ripresa mercoledì delle attività, Ankara punta a un progressivo ritorno alla «normalità», anche se il presidente Recep Tayyip Erdogan ha precisato che misure di prevenzione e distanziamento sociale verranno comunque previste nei prossimi mesi. In particolare, da venerdì è attesa la riapertura delle moschee, in coincidenza con la grande preghiera settimanale, nonché nell’anniversario della conquista ottomana di Costantinopoli.

Da inizio giugno la Turchia punta inoltre a rilanciare l’attività del turismo, settore chiave per la sua economia reale. Negli ultimi giorni, il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu è stato impegnato in un’intesa diplomazia telefonica con gli omologhi di molti Paesi per informarli sui protocolli di sicurezza in vista della ripresa dei collegamenti internazionali.

100 mila casi al giorno: una soglia superata già tre volte

I casi di coronavirus giornalieri registrati nel mondo finora hanno superato la soglia delle 100mila unità già tre volte: è quanto emerge dal conteggio (aggiornato al 23 maggio) dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

I dati indicano che il numero dei nuovi contagi in 24 ore è stato superiore a 100mila il 17, il 21 e il 23 maggio, rispettivamente con 100'087, 103'211 e 109'885 casi accertati.

Prima del 17 maggio la soglia delle 100mila unità non era mai stata superata.

Australia, curva piatta da 5 settimane

La curva dei casi di contagio da coronavirus in Australia è «quasi piatta da cinque settimane»: questo «è un risultato nazionale straordinario e voglio dire agli australiani, grazie»: lo ha detto il ministro della Sanità del Paese, Greg Hunt, secondo quanto riporta la Bbc.

Hunt ha sottolineato che il tasso di crescita dei nuovi casi si mantiene sotto lo 0,5% da cinque settimane consecutive.

In Australia sono stati registrati solo sei nuovi casi nelle ultime 24 ore, un bilancio giornaliero che porta il totale dei contagi a quota 7114, inclusi 102 morti, secondo i dati dell’Università Johns Hopkins.

Il governo ha già riaperto i ristoranti e le scuole e punta a revocare gran parte delle misure di lockdown entro luglio.

America latina, un nuovo forte incremento dei casi

Il picco della pandemia da coronavirus sta manifestando i suoi effetti in America Latina, con un nuovo forte incremento nelle ultime 24 ore di contagi (734’988, +32’500) e di morti (39’816, +1200). E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sui dati riguardanti 34 nazioni e territori latinoamericani.

Guida solidamente la classifica il Brasile, secondo Paese più colpito al mondo dopo gli Stati Uniti, con 363’211 contagi e 22’666 morti. Lo seguono al secondo e terzo posto il Perù (119’959 e 3456) e il Cile (69’102 e 718).

Per quanto riguarda i paesi con più di 5000 contagi, troviamo poi il Messico (65’856 e 7179), l’Ecuador (36’756 e 3108), la Colombia (21’175 e 727), la Repubblica Dominicana (14’801 e 458), Panama (10’577 e 299), Argentina (11’353 e 448) e Bolivia (5915 e 240).

Superati i 350.000 casi accertati in Russia

In Russia sono stati superati i 350’000 casi accertati di Covid-19. Il centro operativo russo anticoronavirus ha annunciato che dall’inizio dell’epidemia sono stati registrati 353’427 contagi, di cui 8946 nelle ultime 24 ore. Ufficialmente, le vittime del nuovo virus in Russia sono 3633, di cui 92 decedute nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono in totale 118’798.

Domenica 24 maggio

(Aggiornato alle 13.30) Sono oltre 5,3 milioni (5.32.908 per la precisione) i casi di COVID-19 nel mondo, secondo gli ultimi dati raccolti dalla John Hopkins University. I decessi sono 342.540 e i guariti 2.123.845.

Tensioni in Cisgiordania

Tensioni sono state segnalate in diverse località della Cisgiordania dopo che l’Autorità nazionale palestinese ha imposto strette limitazioni sanitarie per impedire la diffusione del coronavirus in occasione della festività islamica dell’Eid el-Fiter con conclude il digiuno del Ramadan. Di norma questa ricorrenza è caratterizzata da festeggiamenti popolari. Fonti locali riferiscono di incidenti avvenuti in un campo profughi di Betlemme (dove due persone sono state ferite da spari di agenti di sicurezza) e a Hebron, dove la folla ha invocato invano la riapertura delle moschee. Altre tensioni si sono avute nelle località cisgiordane di Halhul, Tubas e Salfit. In quest’ultimo villaggio dimostranti hanno appiccato il fuoco ad una tenda degli apparati di sicurezza. Da parte sua l’agenzia di stampa Maan parla di un Eid el-Fiter particolarmente mesto in Cisgiordania, con strade deserte, negozi chiusi e con danni ingenti per i commercianti, mentre le autorità esortano la popolazione a prendersi cura della propria salute.

GB: il braccio destro di Johnson viola le misure?

Dominic Cummings, controverso braccio destro del premier britannico Boris Johnson, avrebbe violato le misure di lockdown più di una volta. Lo rivelano l’Observer e il Sunday Mirror, dopo che venerdì altri media britannici avevano riferito di una prima violazione a fine marzo quando il consigliere - di cui Downing Street ha preso le parti - si trasferì da Londra a Durham, nel nordest dell’Inghilterra, mentre avrebbe dovuto rispettare l’auto-isolamento per aver manifestato i sintomi del coronavirus. Secondo i due domenicali, Cummings sarebbe stato visto da testimoni altre due volte nella zona, di cui una quando era già rientrato al lavoro a Londra: la prima il 12 aprile a Barnard Castle, a circa 40 km da Durham; la seconda il 19 aprile a Houghall Woods, sempre vicino a Durham. Cummings, che è stato fotografato a Londra il 14 aprile, deve ancora rispondere delle nuove accuse, riporta la Bbc, ma il Sunday Telegraph riferisce che il consigliere avrebbe detto a Downing Street che le accuse sul secondo viaggio fuori Londra sono «totalmente false».

Giappone, persi 10.000 posti di lavoro

Circa 10 mila posti di lavoro sono stati persi dall’inizio della pandemia del coronavirus in Giappone, una cifra che potrebbe salire fino a 3 milioni entro la fine dell’anno fiscale, il prossimo marzo. Lo dicono i dati del ministero del Lavoro nipponico, spiegando che gran parte dei licenziamenti hanno riguardato le piccole e medie imprese a partire dallo scorso aprile, quando è stato decretato lo stato di emergenza nel Paese. Tra le misure introdotte dal governo di Tokyo ci sono i sussidi alle aziende per coprire parte degli stipendi ai dipendenti attualmente inattivi, che hanno colpito prevalentemente i settori della ristorazione, del turismo e delle società di trasporto. In base ai calcoli dell’Istituto di ricerca economico e sociale con sede a Nagoya, l’impatto economico derivante dal Covid-19 potrebbe causare l’azzeramento di poco più di 3 milioni di impieghi a livello nazionale nei prossimi 10 mesi, di tre volte superiore alla crisi finanziaria del 2008. Nel mese di marzo il tasso di disoccupazione in Giappone è salito ai massimo in un anno, al 2,5%. Intanto, nelle ultime 24 ore, nel Paese si sono registrati 28 nuovi casi di COVID-19 e 12 morti.

A New York calano i decessi

Il numero dei morti per coronavirus nello stato di New York nelle ultime 24 ore scende sotto quota 100, per l’esattezza 84, il numero più basso degli ultimi due mesi. Il calo è un segnale del fatto che «stiamo facendo progressi reali, che quello che stiamo facendo sta funzionando», dice il governatore Andrew Cuomo. «Secondo gli standard normali il numero sarebbe pessimo. Ma siamo lieti che sia sceso sotto i 100 per la prima volta dalla fine di marzo», twitta Cuomo. I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono invece stati 1.127, in lieve calo rispetto a ieri quando se ne erano contati 1.260. È quanto emerge dai dati della John Hopkins University, secondo la quale i contagi totali nel Paese sono 1,62 milioni e 97.048 i decessi totali.

Brasile, 16.000 contagi in un giorno

Sono 965 i morti per Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile, che fanno salire il totale delle vittime a 22.013. Lo rivela il ministero della Salute. I nuovi contagi sono 16.508, per un totale di 347.398 casi confermati. È sempre il Brasile, secondo Paese al mondo dopo gli Stati Uniti per numero di contagiati, a guidare l’ascesa della pandemia di coronavirus in America latina dove nelle ultime 24 ore i casi confermati di contagio hanno raggiunto quota 702.819 di cui 38.748 sono morti. E’ quanto emerge oggi da una statistica elaborata dall’ANSA sulla base dei dati conosciuti di 34 fra nazioni e territori latinoamericani.

Sabato 23 maggio

(Aggiornato alle 16.10) Secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University, i casi di COVID-19 nel mondo hanno superato la soglia dei 5 milioni, più precisamente 5.213.557. I morti sono 338.232 e i guariti sono 2.058.237.

A New York via libera agli assembramenti fino a 10 persone

Il governatore di New York cambia le regole ed è subito polemica. Andrew Cuomo dà il via libera ad assembramenti fino a 10 persone in tutto lo Stato, inclusa la città di New York, e per qualsiasi motivo. La decisione repentina, con cui Cuomo inverte rotta, è subito criticata dalle autorità della Grande Mela, che è ancora in lockdown. «È scioccante perché i rischi legati agli assembramenti restano, sia per quelli all’aperto sia per quelli al chiuso», afferma il presidente della commissione sanitaria della città di New York.

Da luglio turisti stranieri in Spagna

«Incoraggio gli spagnoli a pianificare le loro vacanze adesso. Inoltre, a partire da luglio, riprenderà l’ingresso dei turisti stranieri in Spagna in condizioni di sicurezza». Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una conferenza stampa a Madrid. Intervenendo sulle fasi di riaperture del Paese dall’emergenza coronavirus, Sanchez ha detto: «garantiremo che i turisti non corrano alcun rischio e che non ci portino alcun rischio. Non c’è contrasto tra salute e affari», ha aggiunto. La Spagna, insieme all’Italia, è stata tra i Paesi più colpiti dall’epidemia di COVID-19 in Europa, dopo la Russia e il Regno Unito. Lo stesso Sanchez ha pure annunciato che la Liga torna in campo la settimana dell’8 giugno. Il campionato spagnolo di calcio era fermo dal 23 marzo.

Lo Stato del Michigan prolunga il lockdown fino al 12 giugno

La governatrice del Michigan, la democratica Gretchen Whitmer, prolunga il lockdown nello Stato americano fino al 12 giugno. Si tratta della sua quinta estensione delle restrizioni per contenere il coronavirus che, probabilmente, farà salire ancora di più i toni dello scontro con i repubblicani e spingerà a nuove proteste in piazza. Nelle ultime settimane migliaia di persone in Michigan hanno manifestato, anche armate, per chiedere la riapertura dello Stato ma la governatrice non ha ceduto. «Se vogliamo continuare a ridurre le chance di una seconda ondata e continuare a tutelare i nostri vicini e le nostre famiglie dal coronavirus, allora dobbiamo continuare a fare la nostra parte e stare a casa», ha detto Whitmer.

Boom di casi in Russia: torna seconda per numero di contagi

La Russia ha registrato nelle ultime 24 ore atri circa 10 mila casi di coronavirus tornando così al secondo posto dei Paesi con il più alto numero dei contagi dopo gli Stati Uniti: è quanto emerge dall’ultimo bilancio mondiale pubblicato questa mattina dall’università americana Johns Hopkins. Sono la Russia e il Brasile i due Paesi più colpiti dal virus dopo gli Usa e nel giro di poche ore si sono alternati al secondo posto della triste classifica. Secondo il conteggio dell’ateneo americano, in Russia sono stati rilevati ieri 9.434 contagi, una somma che porta il bilancio complessivo nel Paese da quota 326.448 a 335.882. Durante la notte, prima di questo aggiornamento, il Brasile aveva superato la Russia con 330’890 casi. Ieri in Russia sono morte 139 persone a causa del virus, un nuovo bilancio record quotidiano che porta il totale delle vittime a quota 3.388.

In Iran riaprono i luoghi sacri

I luoghi sacri dell’Iran, chiusi da metà marzo a causa del coronavirus, riapriranno domani in contemporanea con l’Eid el Fitr, la festa islamica che celebra la fine del Ramadan. Lo ha annunciato il presidente iraniano Hassan Rohani, precisando che i siti religiosi resteranno aperti dall’alba al tramonto. Parlando alla riunione quotidiana del quartier generale della lotta al coronavirus, Rohani ha aggiunto che i dipendenti degli enti governativi torneranno al lavoro a partire dal 30 maggio. Le autorità iraniane avevano riaperto part-time le agenzie governative dall’11 aprile, dopo un breve lockdown per contenere la pandemia.

Superati i 100 mila contagi in Africa

Il numero di casi accertati di coronavirus in Africa ha superato la soglia dei 100 mila: lo riporta sul suo sito internet l’Organizzazione mondiale della sanità sottolineando che il virus ha raggiunto ogni Paese del continente da quando è stato registrato il primo contagio 14 settimane fa.

Negli Usa altri 1.260 morti

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 1.260. È quanto emerge dai dati della John Hopkins University. I casi negli Usa hanno ormai superato gli 1,6 milioni mentre i decessi totali si avviano verso la soglia dei 100 mila attestandosi a 95.921.

Il Brasile è secondo al mondo per contagi

Un nuovo forte balzo in avanti delle conseguenze del coronavirus in Brasile, ha caratterizzato nelle ultime 24 ore l’America latina, diventata ufficialmente per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) «nuovo focolaio della pandemia». Nella regione i contagiati sono oggi 672.770, di cui 37.021 morti. E’ quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA sulla base dei dati conosciuti di 34 fra nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile, che è balzato al secondo posto della classifica mondiale dietro gli Stati Uniti, ha raggiunto quota 330.890 contagiati e 21.048 morti. A distanza lo segue il Perù (111.698 e 3.244), mentre al terzo posto è salito il Cile (61.857 e 630) che ha scavalcato il Messico (59.567 e 6.510). Seguono poi Ecuador (35.828 e 3.056), Colombia (18.330 e 652), Rep. Dominicana (13.989 e 456), Panama (10.116 e 291), Argentina (10.649 e 433) e Bolivia (5.187 e 215).

Venerdì 22 maggio

(Aggiornato alle 19.00) Secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University, i casi di COVID-19 nel mondo hanno superato la soglia dei 5 milioni, più precisamente 5.128.492, mentre i morti sono 333.489. In testa alla triste classifica ci sono gli USA con 94.729 decessi, seguono Gran Bretagna con oltre 36 mila, Italia con 32 mila e Francia con 28 mila.

Altri 351 morti in Gran Bretagna

È di 351 morti, in linea con il dato di ieri, il bilancio ufficiale di giornata delle vittime da coronavirus nel Regno Unito secondo l’aggiornamento quotidiano del dipartimento della Sanità. Il totale dei decessi accertato con i tamponi censito è ora di quasi 36.400, anche se i calcoli dell’agenzia Pa, basati sulle elaborazioni statistiche dell’Ons, l’ufficio di statistica britannico (e allargati ai casi di morte sospetta da Covid-19), indicano una stima oltre 45.000 vittime: largamente seconda al mondo in cifra assoluta, dietro i soli Usa. I contagi complessivi toccano intanto 254.195, con una curva complessivamente in flessione. Mentre i test giornalieri eseguiti a livello nazionale superano i 140.000, oltre 3,2 milioni dall’inizio della pandemia.

Barcellona e Madrid passano alla Fase 1

La Comunità di Madrid e Barcellona con la sua area metropolitana, oltre alle nove province di Castilla y Leon, a partire dal prossimo lunedì passeranno dalla fase 0 alla fase 1 nell’ambito del piano di de-escalation applicato dal governo spagnolo per la graduale riapertura delle attività nel Paese dopo il lockdown imposto per la pandemia da coronavirus.

Lo ha reso noto oggi in conferenza stampa il ministro spagnolo della Sanità Salvador Illa, riferiscono i media locali fra cui la Efe.

La decisione giunge dopo un duro braccio di ferro fra l’amministrazione locale della Comunità di Madrid - la regione più colpita dalla pandemia - e il governo: la prima aveva chiesto già nei giorni scorsi di passare alla fase 1 dicendosi pronta ad affrontare in sicurezza l’allentamento delle misure, il governo aveva respinto la richiesta sostenendo invece che i parametri non fossero stati raggiunti. La capitale Madrid è stata l’epicentro dell’epidemia in Spagna.

Da mezzanotte coprifuoco di 4 giorni in Turchia

Scatta alla mezzanotte di oggi (le 23 in Svizzera) un nuovo coprifuoco di 4 giorni in Turchia per contrastare la diffusione della Covid-19. Il lockdwon, imposto solitamente dal governo di Ankara solo durante i fine settimana, sarà esteso sfruttando la festività islamica dell’Eid al-Fitr, che segna la fine del mese di Ramadan. «Abbiamo dimostrato di gestire con successo le ripercussioni economiche, sociali e umane dell’epidemia. Ma dobbiamo rimanere in stato d’allerta. La minima negligenza può farla ripartire. Per un certo periodo di tempo - ha avvisato oggi il presidente Recep Tayyip Erdogan in un discorso ai dirigenti del suo Akp - saremo obbligati a includere certe misure nella nostra vita quotidiana». Secondo l’ultimo bollettino, in Turchia si registrano in tutto 153 mila casi, con quasi 115 mila guariti, e 4.249 vittime.

In Iran 131 mila casi e 7.300 vittime

Salgono a 131.652 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.311 contagi nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 51, in calo dopo gli aumenti di questa settimana, per un totale di 7.300 decessi registrati dall’inizio della pandemia.

I ricoverati in terapia intensiva crescono a 2.659, mentre i pazienti guariti aumentano a 102.276. I test effettuati finora ammontano a 763.913. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour.

In Pakistan oltre i 20 mila contagi

Il numero di contagi da Covid-19 in Pakistan ha superato la soglia dei 50.000 con un incremento di 2.603 nelle ultime 24 ore. Le vittime aumentano di 50, con il totale che arriva a 1.067. Lo ha reso noto il ministero della Sanità. Si tratta dell’aumento più sostenuto in una giornata dall’inizio dell’emergenza, registrato dopo che le autorità hanno revocato il lockdown e il Paese si appresta alle festività per la fine del mese di Ramadan, attesa sabato. Le province più colpite sono quella meridionale di Sindh e quella orientale del Punjab.

Marocco, 1,8 milioni di test per mappare il contagio

Una massiccia campagna di test anti-COVID-19 per mappare le infezioni in tutte le regioni del Marocco. Parte dal Ministero della Salute il piano che ha come obiettivo la realizzazione di un milione e 800 mila test, in tre mesi, per uscire dall’emergenza con maggiore sicurezza e tenere sotto controllo il rischio delle infezioni.

La strategia del dicastero della Salute è quella di avere così anche la mappatura degli asintomatici oltre che di adattare i piani di ripresa regione per regione.

I laboratori sono pronti per elaborare 20 mila esami al giorno per 90 giorni consecutivi, mentre a regime normale ne fanno 5 mila. I risultati dei test saranno disponibili in 24 ore, mentre normalmente ci vogliono dai 3 ai 5 giorni. Nelle regioni più remote, bordo deserto per esempio, sono già stati approntati laboratori mobili.

In Russia quasi 9 mila nuovi casi, è record di morti

La Russia nelle ultime 24 ore ha registrato 8.894 nuovi casi di coronavirus (ieri 8.849) per un totale di 326.448. I morti invece sono stati 150 (record da quando sono iniziati i conteggi) per un totale di 3.249. I guariti sono 7.144 guariti, 99.825 in totale. A Mosca, epicentro della crisi, i nuovi casi sono stati 2.988 (ieri 2.913), dunque 158.207 in totale. Lo riporta la task force nazionale contro il coronavirus nel suo bollettino quotidiano.

India, record di oltre 6.000 casi in 24 ore

L’India ha registrato oltre 6.000 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, il livello giornaliero più alto finora segnato nel Paese: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi contagi sono 6.088, che portano il totale a quota 118.447: finora nel Paese 3.583 persone sono morte a causa della malattia e oltre 48.500 sono guarite.

Negli Usa 1.255 decessi in 24 ore

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che ordinerà bandiere a mezz’asta sugli edifici federali e i monumenti nazionali nei prossimi tre giorni per onorare la memoria delle vittime del coronavirus, che negli Usa hanno superato la soglia dei 94 mila. Ieri i leader democratici al Congresso gli avevano formulato questa richiesta per quando il numero dei morti raggiungerà quota 100 mila. Nelle ultime 24 ore il Paese ha registrato altri 1.255 decessi da coronavirus. Lo fa sapere la Johns Hopkins University. Il dato precedente delle 24 ore era stato di 1.561 morti. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia sale quindi a 94.702. I contagi nel Paese più colpito dalla pandemia in termini di numero di vittime sono ora 1.577.287.

In Brasile superati i 20 mila morti

Nuovo record di decessi per COVID-19 in Brasile nelle ultime 24 ore con 1.188 morti, secondo dati del ministero della Salute. Il bilancio delle vittime sale a 20.047. I nuovi contagi sono stati 18.508, per un totale di 310.087. Il bilancio ufficiale delle vittime è raddoppiato in 12 giorni: il 9 maggio, i morti nel Paese sudamericano erano 10 mila.

Giovedì 21 maggio

(Aggiornato alle 19.26) Secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University, i casi di Covid-19 nel mondo hanno superato la soglia dei 5 milioni, più precisamente 5.027.732, mentre i morti sono 328.730. In testa alla triste classifica ci sono gli USA con 93.471 decessi, seguono Gran Bretagna con oltre 36 mila, Italia con 32 mila e Francia con 28 mila.

In Francia 83 vittime in 24 ore

Sono 83 le vittime causate dal coronavirus nelle ultime 24 ore in Francia - fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili - secondo i conteggi della Direzione generale della Sanità. Il totale sale a 28.215. Continuano a calare i pazienti ricoverati in ospedale, oggi sono 358 di meno, per un totale di 17.583. Sono 49 i malati in meno nei letti di rianimazione, dove stasera i malati di Covid-19 sono in tutto 1745.

Gaza, il numero di contagi sale a 49

Ci sono state 29 nuove infezioni da coronavirus nella Striscia di Gaza. Lo ha fatto sapere il ministero della sanità, citato da fonti locali, secondo cui il totale è ora salito a 49.

I nuovi positivi - il numero maggiore finora riscontrato - sono stati diagnosticati in persone in arrivo dall’Egitto ma che sono stati subito ricoverati nei centri di quarantena senza ingresso nel territorio. Ora si sta procedendo ad ulteriori test.

Secondo i media, Hamas ha annunciato la chiusura dei valichi di ingresso alla Striscia - che nelle settimane scorse sono stati invece aperti anche se non continuativamente - fino a fine luglio.

In Svezia altri 649 casi, la Finlandia pensa di chiudere agli svedesi

Altre quaranta persone sono morte in Svezia a causa del coronavirus portando il numero totale delle vittime nell’unico Paese al mondo che non ha imposto misure di lockdown a 3.871. Il dato di oggi è comunque il più basso da metà aprile. Secondo l’aggiornamento dell’Istituto della Sanità svedese, ci sono inoltre 649 nuovi casi di Covid-19, per un totale di 32.172. Il numero dei contagi in Svezia non è in calo come invece quello delle vittime. Intanto, non è ancora una decisione ufficiale, ma il governo della Finlandia potrebbe vietare quest’estate l’ingresso nel Paese ai turisti svedesi nell’ambito delle misure di contenimento del coronavirus. Per il capo dell’Istituto della Sanità finlandese, Mika Salminen, «la differenza» tra i due Paesi «nella diffusione del virus è un fatto». La Svezia, ha sottolineato l’epidemiologo seguendo quanto riportato dal Guardian, ha più casi di tutti i suoi vicini messi insieme e «di questo dovrà tenere conto il governo quando dovrà prendere una decisione».

Altri 338 morti in Gran Bretagna

Cala a 338, contro i 363 di ieri e i 545 censiti martedì, il bilancio ufficiale di giornata dei morti da coronavirus nel Regno Unito secondo l’aggiornamento quotidiano del dicastero della Sanità. Il totale dei decessi accertato con i tamponi sale così a 36.042, anche se le stime dell’agenzia Pa, basate in parte sulle elaborazioni statistiche dell’Ons, l’Istituto di statistica britannico, e allargate ai casi di morte sospetta da Covid-19, delineano un totale oltre 44.500. I contagi complessivi superano intanto 250.000, ma con una curva confermata stabilmente in flessione. Mentre i test giornalieri eseguiti a livello nazionale sono quasi 130.000, oltre 3 milioni dall’inizio della pandemia.

In Brasile il numero morti è salito del 120% in due settimane

Il numero di morti per coronavirus in Brasile è cresciuto del 120% in due settimane, con un forte aumento dei casi soprattutto nello Stato di Rio de Janeiro e nelle province della regione amazzonica. A Rio il numero dei decessi per Covid-19 è passato da 1.205 registrati il 6 maggio a 3.237 di ieri, con un aumento del 270%, secondo un rapporto del portale di notizie Uol. San Paolo e Rio, entrambi nella regione sud-orientale, restano gli Stati più colpiti dalla malattia. A San Paolo, il numero di morti è salito da 3.045 a 5.363 nell’arco di 15 giorni, con una crescita vicina all’80%. Il rapporto di Uol ha messo inoltre in evidenza l’aumento dei decessi anche negli Stati della regione amazzonica, in particolare in quelli di Parà e Roraima, in entrambi i quali si è registrata una crescita dei casi nell’ordine del 400%.

Il 7,3% degli abitanti di Stoccolma ha sviluppato gli anticorpi

Il 7,3% degli abitanti di Stoccolma ha sviluppato gli anticorpi necessari per sconfiggere il coronavirus alla fine di aprile. Lo ha annunciato l’epidemiologo Anders Tegnell, l’autore della strategia soft adottata dalla Svezia contro il Covid-19, secondo quanto riportato dalla Cnn. «Il numero è più basso di quello che ci aspettavamo», ha ammesso lo scienziato in una conferenza nella capitale, «ma soltanto dell’1 o 2%». Lo studio è stato effettuato sulla base di 1’118 test realizzati in una settimana. L’Istituto sanitario svedese ha annunciato che d’ora in avanti saranno effettuati circa 1’000 esami alla settimana per i prossimi due mesi. I risultati sui test effettuati nelle altre regioni della Svezia saranno annunciati in un secondo momento.

In Onlanda 253 positivi in 24 ore

L’Olanda registra nelle ultime 24 ore 27 nuovi morti a causa del coronavirus per un totale di 5.775. Lo riferiscono le autorità sanitarie del Paese aggiungendo che si contano anche 253 nuove persone risultate positive che complessivamente salgono a 44.700. Sono invece 13 i nuovi ricoveri per un totale di 11.640.

L’Istituto nazionale della sanità pubblica e dell’ambiente Rivm precisa che non tutte queste persone segnalate sono state ricoverate in ospedale o sono morte nelle ultime 24 ore. Alcuni dati vengono riportati in seguito. Ecco perché i dati dei giorni passati sono spesso integrati.

Le cifre - prosegue Rivm - corrispondono al quadro secondo cui che le misure prese per frenare la diffusione del Covid-19 stanno funzionando. Tuttavia poiché non tutti i pazienti affetti dal virus sono testati, i numeri effettivi nei Paesi Bassi sono superiori a quelli elencati.

Cinque mila nuovi casi in Africa

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 5.000 nuovi casi di coronavirus in Africa, secondo i dati dell’ufficio regionale dell’Oms. Al momento sono 95.000 le persone contagiate dal Covid-19 nel continente. Le persone morte a causa del coronavirus da ieri a oggi sono state 110. Il numero totale delle vittime è 2.995.

Superati i 3 mila morti in Russia

Sono stati ufficialmente superati i 3.000 morti per Covid-19 in Russia. Il centro operativo anticoronavirus ha annunciato che 127 persone sono decedute nelle ultime 24 ore, un po’ meno delle 135 di ieri, e il totale ufficiale delle vittime del nuovo virus in Russia è così salito a 3.099. I nuovi casi di Covid-19 accertati in Russia nelle ultime 24 ore sono 8.849 (erano 8.764 ieri) e i contagi registrati dall’inizio dell’epidemia salgono a 317.554. I guariti nel corso dell’ultima giornata sono 7.289 (erano 9.262 ieri) e in totale sono 92.681.

Negli Stati Uniti 1.500 contagi in 24 ore

Torna a salire il numero delle vittime del coronavirus negli Stati Uniti, 1.561 nelle ultime 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In tutto i decessi in Usa dall’inizio della pandemia sono 93.416 e i casi di contagio 1.551.102.

Vertiginoso aumento dei casi in America Latina

Con il Brasile che si accinge a contendersi con la Russia il ruolo di secondo Paese per numero di contagi dopo gli Stati Uniti, la pandemia da coronavirus ha è arrivata in America latina a 606.271 contagiati e 33.386 decessi. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’agenzia italiana ANSA sulla base dei dati diffusi su 34 fra nazioni e territori latinoamericani.

Con i quasi 20.000 nuovi casi dell’ultimo rapporto reso noto dalle autorità sanitarie, il Brasile registra attualmente 291.579 contagi, di cui 18.859 entrati nel computo dei morti. Seguono il Perù, che totalizza 104.020 contagiati e 3.024 morti, e poi il Messico (54.346 e 5.666).

Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi Cile (53.617 e 544), Ecuador (34.854 e 2.888), Colombia (117.687 e 630), Repubblica Dominicana (13.477 e 446), Panama (9.867 e 281) e Argentina (8.809 e 394).

Mercoledì 20 maggio

(Aggiornato alle 19.09) - Secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University, i casi di Covid-19 nel mondo sono 4.927.487, mentre i morti sono 323.956. In testa alla triste classifica ci sono gli USA con 91.921 decessi, seguono Gran Bretagna con oltre 35 mila, Italia con 32 mila e Francia con 28 mila.

In Svezia il più alto tasso di mortalità nell’ultima settimana

Nell’ultima settimana la Svezia ha superato la Gran Bretagna, l’Italia e il Belgio per ciò che riguarda il più alto tasso di mortalità (decessi in rapporto al numero di abitanti) per coronavirus nel mondo. Lo riferisce il «Daily Telegraph» online citando i dati raccolti dal sito web Our World in Data, secondo cui la Svezia ha avuto 6,08 decessi per milione di abitanti al giorno su una media mobile di sette giorni tra il 13 maggio e il 20 maggio. Questo, secondo la stessa fonte, è il più alto del mondo, al di sopra del Regno Unito, del Belgio e degli Stati Uniti, che hanno rispettivamente un tasso di 5,57, 4,28 e 4,11. La Svezia, di fronte all’epidemia di coronavirus, non ha introdotto i blocchi visti altrove in Europa, optando invece per un approccio basato sull’assunzione di responsabilità dei propri cittadini. Il paese scandinavo ha tenuto aperte le scuole per i bambini e ragazzi di età inferiore ai 16 anni, insieme a caffè, bar, ristoranti e aziende e ha esortato le persone a rispettare le linee guida sul distanziamento sociale. Ad oggi, secondo i dati della John Hopkins University, il Paese ha registrato 31.523 contagi e 3.831 morti.

Trump: «L’incompetenza della Cina ha fatto una strage mondiale»

«L’incompetenza della Cina ha provocato una strage mondiale»: è il nuovo attacco di Donald Trump che su Twitter torna ad accusare Pechino per la nascita della pandemia da coronavirus. Il presidente americano se la prende con le dichiarazioni fatte da Pechino in cui - afferma - «si accusa chiunque tranne la Cina per il virus che ha ucciso centinaia di migliaia di persone». Per Trump invece bisognerebbe «spiegare a questi idioti» come le responsabilità siano proprio della Cina.

Johnson annuncia il via al tracciamento dal 1. giugno
Il Regno Unito avrà a disposizione da giugno una prima rete di tracciamento nazionale digitale dei contagi sospetti da coronavirus. Lo ha annunciato oggi alla Camera dei Comuni il premier Boris Johnson, incalzato dal leader laburista Keir Starmer nel «Question Time» del mercoledì, precisando che il governo ha reclutato 24.000 addetti, definiti «segugi» e destinati a diventare 25.000 nei prossimi 10 giorni, che saranno «in grado dal primo giugno di tracciare i contatti di 10.000 nuovi casi al giorno» per contribuire a frenare la diffusione, a rendere possibile la Fase 2 dell’emergenza.

Starmer ha insistito che l’impegno deve essere verificabile, mentre ha denunciato per il passato l’abbandono dei progetti sul tracciamento «per 10 settimane» dal 12 marzo e i ritardi accumulati rispetto a Paesi come «Corea del Sud e Germania» che hanno avuto finora bilanci ufficiali di circa 300 e 8000 decessi per COVID-19 contro i 35.000 censiti nel Regno. Invitato da Boris Johnson a non essere «negativo», Starmer ha poi risposto: «Più di 30.000 morti sono un fatto negativo e io continuerò a fare domande».

Olanda, altri 33 morti e 198 nuovi casi
In Olanda si segnalano da ieri 14 nuove persone ricoverate in ospedale per un totale 11.627 a causa del coronavirus. Parallelamente i Paesi Bassi deplorano la morte di altre 33 persone che complessivamente sono 5.748. Nelle ultime 24 ore le autorità sanitarie olandesi riferiscono di 198 nuovi casi per totale di 44.447. L’Istituto nazionale della sanità pubblica e dell’ambiente (Rivm) ricorda che non tutte queste persone segnalate sono state ricoverate in ospedale o sono morte nelle ultime 24 ore. Alcuni pazienti vengono riportati in seguito. Ecco perché i dati dei giorni passati sono spesso integrati.

Centinaia di contagi, isolata miniera d’oro russa

La miniera d’oro Olimpiada, la più grande della Russia, è stata isolata dopo che centinaia di operai sono risultati positivi al nuovo coronavirus: lo riporta il Moscow Times citando la testata online Sibir.Realii. La miniera - che si trova in Siberia e in cui lavorano quasi 6.000 persone - è diventata un focolaio di COVID-19, ma la società proprietaria - la Polius - assicura che l’epidemia non influirà sui lavori di estrazione. L’amministratore delegato della Polius, Pavel Grachev, ha annunciato ieri che 866 operai sono risultati positivi ai primi test, mentre le autorità della regione di Krasnoyarsk hanno reso noto successivamente che il virus è stato confermato in quasi 400 persone. Gli operai denunciano condizioni igieniche inadeguate e il mancato rispetto della distanza di sicurezza. «Hanno portato la Guardia Nazionale per non farci iniziare una protesta, ci hanno circondati come una prigione, con pattugliamenti ovunque», spiega un minatore a Radio Free Europe/Radio Liberty.

«Il primato USA nei casi di coronavirus è un onore»

Il fatto che gli Usa abbiano il più alto numero di casi di coronavirus nel mondo «lo considero, in un certo senso, una buona cosa perché significa che i nostri test sono molto meglio. Quindi lo vedo come un distintivo d’onore». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti dopo la prima riunione di gabinetto alla Casa Bianca dall’inizio dell’epidemia. A Trump - riferisce la Bbc - era stato chiesto se stesse valutando un divieto di viaggio in America Latina, soprattutto in Brasile, terzo al mondo per contagi. Secondo Trump aver registrato un così alto numero di contagi «è un grande tributo ai test e a tutto il lavoro svolto da molti professionisti». Secondo il Centers for Disease Control, gli Stati Uniti hanno condotto fino a martedì 12,6 milioni di test di coronavirus. Stando ai dati della Johns Hopkins University, in tutto il paese si contano oltre 1 milione e mezzo di casi di Covid e quasi 92 mila morti.

Francia, dopo le riaperture «non ci sono segnali di ripresa del virus»

Dieci giorni dopo la riapertura in Francia «non abbiamo segnali di ripresa dell’epidemia»: lo dice, in un’intervista a Le Parisien, la direttrice della Sanità pubblica, Geneviève Chêne. «Oggi non abbiamo segnali di ripresa, ma attenzione - avverte la Chêne - il virus è sempre presente. Bisogna aspettare la fine della prossima settimana per sapere se le contaminazioni risalgono. È il tempo che intercorre fra le incubazioni, i primi sintomi, le visite mediche e la raccolta di informazioni affidabili». Sulla cifra di 350.000 test settimanali praticati in Francia invece dei promessi 700.000, la responsabile della Sanità afferma che non si tratta di un fallimento: «la questione - spiega - non è sapere quanti test vengono praticati, ma se i pazienti che ne hanno bisogno li possono fare. E la risposta è sì. Le capacità non sono limitate».

300 mila casi in Russia, record di morti in 24 ore

La Russia ha superato i 300 mila casi accertati di Covid-19 e nel corso dell’ultima giornata ha anche registrato il maggior numero di morti in 24 ore: 135 contro i 115 di ieri. Stando ai dati annunciati dal centro operativo anticoronavirus, dall’inizio dell’epidemia in Russia sono stati registrati 308.705 contagi e, ufficialmente, i decessi provocati dal nuovo virus sono 2.972. I nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore sono 8.764: si tratta della cifra giornaliera più bassa degli ultimi 18 giorni.

Intanto diciassette regioni della Russia possono iniziare ad abolire le restrizioni imposte per combattere il coronavirus grazie al loro indice di contagio (Rt). Lo ha detto la vice primo ministro Tatyana Golikova. «Il parametro chiave, il numero di riproduzione effettiva (Rt), permette a 17 regioni del Paese di avviare le prime revoche o, in alcuni casi, le fasi successive», ha detto Golikova al Consiglio della Federazione. Lo riporta l’agenzia Interfax.

In Ucraina 19.230 casi e 564 morti
Sono 19.230 i casi di COVID-19 finora accertati in Ucraina e 564 le vittime ufficiali del nuovo virus: lo riferisce il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dai media locali. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 354 nuovi casi, in aumento rispetto ai 260 annunciati ieri. I contagi tra gli operatori sanitari sono 3.757.

Negli Stati Uniti 1.500 morti in 24 ore

I morti negli Stati Uniti sono stati 1.500 nelle ultime 24 ore. È quanto emerge dai dati della John Hopkins University, secondo la quale i casi complessivi sono 1,52 milioni con quasi 92 mila decessi. Le nuove proiezioni, basate su nove modelli epidemiologici, sembrano indicare che ci saranno almeno 1.000 morti al giorno negli Stati Uniti nei prossimi 25 giorni. I morti potrebbero quindi raggiungere quota 113.000 alla metà di giugno.

Martedì 19 maggio

(Aggiornato alle 22.41) Sono 321.593 le persone morte a causa del coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior numero di vittime (91.187), seguiti dalla Gran Bretagna (35.422), l’Italia (32.169) e la Francia (28.025).

I casi di Covid-19 nel mondo sono saliti a 4.872.308. Anche in questo caso il triste primato spetta agli Usa con 1.520.029, seguiti dalla Russia (299.941), Brasile (262.545), Gran Bretagna (250.121) e Spagna (232.037).

In Iran altri 2 mila contagi

Salgono a 124.603 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.111 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 62, per un totale di 7.119 decessi registrati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva scendono a 2.698, mentre i pazienti guariti crescono a 97.173. Il totale dei test effettuati ammonta a 716.176. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour, sottolineando che in 10 delle 31 province non si sono registrati nuove vittime e che 6 province hanno contato un morto a testa.

Verso la riduzione dei controlli delle frontiere ad est

La cancelliera tedesca Angela Merkel e i leader dei Paesi Visegrad si sono accordati su una progressiva riduzione dei controlli alle frontiere, scattati per la pandemia. Lo ha riferito il portavoce della cancelliera, Steffen Seibert, dopo la videoconferenza con i primi ministri di Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia e Ungheria. Nel corso della conferenza si è affrontata anche la proposta lanciata ieri da Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron per un piano da 500 miliardi di euro per la ripresa dell’Europa, ma sull’argomento non vengono riferite posizioni e dettagli.

Oltre 10 mila anziani morti nelle case di riposo britanniche

Sono oltre 10.000 gli anziani morti finora di coronavirus - come causa o concausa - nelle case di riposo del Regno Unito secondo i dati raccolti fino all’8 maggio dall’Office for National Statistics (Ons), l’istituto nazionale di statistica britannico. La mortalità negli ospizi - al principio sfuggita ai dati ufficiali, come in altri Paesi, sullo sfondo di uno scenario segnato inizialmente da mancanza di protezioni denunciate da più parti a carico del governo di Boris Johnson - si conferma comunque in netto declino dopo gli interventi attuati: con un totale di meno di 5000 decessi totali (2000 circa dei quali per COVID-19) registrati negli ultimi 7 giorni censiti contro il picco record di quasi 9000 morti complessivi della settimana chiusasi il 24 aprile. In media, guardando ai mesi precedenti la pandemia, il numero di morti generale negli ospizi del Regno si aggira attorno a 3000 alla settimana.

In generale, nel Paese, si contano al momento 34.796 morti per coronavirus certificati dal tampone. Mentre l’Ons calcola all’8 maggio un differenziale di oltre 54.400 decessi in più rispetto alla media pre-pandemia, riconducibili tuttavia alla COVID-19 soltanto in parte: al momento non oltre i 41.020 casi in cui il coronavirus è indicato almeno come causa sospetta nel certificato di morte.

La Gran Bretagna verso corridoi aerei esentati da quarantena

La preannunciata quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutte le persone che arriveranno nel Regno Unito dall’estero o vi rientreranno, con o senza sintomi di coronavirus, potrebbe non valere per alcuni collegamenti con Paesi a basso tasso di diffusione di COVID. Lo scrive oggi la stampa britannica, dal Times al Daily Telegraph, evidenziando l’ipotesi di «ponti aerei» esentati dalla misura restrittiva avanzata dal ministro dei Trasporti, Grant Shapps. Il provvedimento - destinato a entrare in vigore non appena il Regno avrà completato l’iter (in corso) verso l’appiattimento della curva dei contagi all’interno per «prevenire che l’infezione torni dall’estero innescando una seconda ondata», secondo le parole di un portavoce del premier britannico Boris Johnson - deve ancora diventare operativo. Ma il governo Tory ha fatto sapere nei giorni scorsi di non prevedere eccezioni, salvo che per la sola Irlanda e salvo l’impegno a rivederlo ogni tre settimane a seconda delle indicazioni scientifiche sui dati della pandemia. Shapps tuttavia ha aperto nelle ultime ore uno spiraglio in più, di fronte alle proteste dell’industria del turismo, informando che è allo studio la possibilità di creare corridoi aerei turistici non soggetti alla quarantena, limitati ai voli da e verso zone del mondo meno colpite dalla COVID-19.

In Gran Bretagna si stimano oltre 40 mila vittime

Stima delle vittime da coronavirus in Gran Bretagna confermata oltre i 40.000 morti - contro i poco meno di 35.000 accertati finora dal ministero della Sanità - secondo le elaborazioni statistiche aggiornate settimanalmente dall’Ons, l’istituto nazionale di statistica britannico. L’ultimo dato, aggiornato all’8 maggio e limitato a Inghilterra e Galles, indica infatti poco più di 39.000 morti, circa 10.000 in più di quelli censiti dal ministero a quella data e negli stessi territori: un numero che, sommato a quelli di Scozia e Irlanda del Nord, va quindi oltre la quota di 41.000 già evocata dall’Ons una settimana fa. L’istituto statistico conteggia inoltre, fra il 21 marzo e l’8 maggio, un totale di 121.000 in Inghilterra e Galles, quasi 50.000 in più della media degli ultimi 5 anni (54.000 con Scozia e Ulster): calcolando tuttavia non più d’un 75% del sovrappiù come riconducibile alla pandemia di COVID-19. In cifra assoluta, il Regno risulta al momento primo in Europa e secondo al mondo dopo gli Usa per morti COVID. Ma è superato da Belgio e Spagna - e testa a testa con l’Italia - in rapporto alla popolazione.

In Russia oltre 9 mila nuovi contagi

La Russia ha registrato 9.263 nuovi casi nelle ultime 24 ore, scendendo per il quarto giorno consecutivo sotto quota 10mila. Lo riporta la task force contro il coronavirus. Buona anche la dinamica di Mosca, epicentro dell’epidemia, dove i nuovi contagi sono nuovamente scesi sotto i 4mila. Il numero totale dei casi sale però a 299.941, a un soffio dai 300mila. In tutto, stando ai dati, sono stati effettuati 7,3 milioni di tamponi. Secondo la task force, il tasso di crescita giornaliera a livello nazionale si è attestato al 3,2%, come il giorno prima. Per quanto riguarda Mosca, i nuovi casi sono stati 3.545, portando il conteggio nella capitale a 149.607. Il tasso di crescita qui si è attestato al 2,4% rispetto al 2,3% del giorno prima. I morti totali, a livello nazionale, sono 2.837 (115 in più in 24 ore).

In India superata la soglia dei 100 mila casi

Il bilancio dei casi di coronavirus in India ha superato la soglia dei 100.000: secondo quanto riporta l’università americana Johns Hopkins, i contagi nel Paese hanno raggiunto quota 101.139, mentre i decessi provocati finora dal virus sono 3.164. I dati sono stati confermati dal ministero della Sanità del Paese. Il Consiglio indiano per la ricerca medica, da parte sua, ha reso noto che a livello nazionale sono stati eseguiti ad oggi 2.404.267 test.

L’Argentina congela canoni di telefonia, internet e tv via cavo

Il governo argentino ha disposto, come misura di accompagnamento nelle difficoltà economiche indotte dalla pandemia da coronavirus, il congelamento dei canoni di telefonia cellulare e fissa, internet e tv via cavo fino al 31 agosto 2020. L’annuncio è stato fatto ieri pomeriggio a Buenos Aires, al termine di una riunione fra il presidente della repubblica Alberto Fernandez ed il titolare dell’Ente nazionale delle comunicazioni (Enac), Claudio Ambrosini. Governo ed Anac hanno anche varato una serie di piani tariffari per la telefonia ed internet con un prezzo fisso fino al 31 ottobre. Ad essi, sottolinea un comunicato, potranno avere accesso ad un prezzo accessibile quanti «attraversano difficoltà economiche durante la quarantena». Le compagnie telefoniche e televisive, si è infine appreso, si sono impegnate a non effettuare licenziamenti di personale durante tutto il periodo di vigenza dell’accordo. Secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie, l’Argentina ha registrato finora 8.068 pazienti contagiati da coronavirus, di cui 368 sono morti. Un bilancio che ha spinto il governo ad avviare un processo per rendere flessibile l’isolamento su tutto il territorio nazionale, con un programma però ridotto per i centri urbani di più di 500.000 abitanti.

In Brasile più di 254 mila contagi

Una nuova forte progressione della pandemia in Brasile ha provocato un ulteriore balzo in avanti di ben oltre 20 mila casi dei contagi in America latina che hanno raggiunto quota 543.378, di cui 30.474 morti. È quanto emerge oggi da una statistica dall’ANSA per 34 Nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile continua a bruciare le tappe nell’ambito della pandemia, superando la Gran Bretagna ed attestandosi, con 254.200 contagi e 16.792 morti, al terzo posto nella classifica mondiale, dopo Stati Uniti (1.504.244) e Russia (290.678). Seguono Perù con 94.933 casi di contagio e 2.789 morti, e Messico (51.663 e 5.332). Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi Cile (46.059 e 478), Ecuador (33.582 e 2.799), Colombia (16.295 e 592), Repubblica Dominicana (12.725 e 434), Panama (9.606 e 275) e Argentina (8.068 e 374).

Negli Usa superati i 90 mila morti

Gli Usa hanno superato oggi la barriera dei 90 decessi per coronavirus e di 1,5 milioni di casi positivi: lo indica il sito dell’università Johns Hopkins. Nell’ultima settimana gli Stati Uniti hanno registrato 10 mila morti.

Lunedì 18 maggio

(Aggiornato alle 19.32) I morti provocati dal coronavirus a livello mondiale hanno superato la soglia dei 315.000: è quanto emerge dal conteggio dell’università americana Johns Hopkins. I decessi complessivi sono ora 318.527 su un totale di 4.804.167 casi. Le persone guarite finora sono 1.787.454.

In Svezia aprile è stato il mese con più morti da 30 anni

Svezia ha registrato ad aprile il mese con il più alto numero di morti in quasi trent’anni, secondo statistiche pubblicate oggi. Un totale di 10.458 decessi sono stati registrati nel paese da 10,3 milioni di abitanti ad aprile, ha riferito l’ufficio statistico svedese. Bisogna tornare al dicembre 1993 per trovare più morti in un solo mese. La Svezia, di fronte all’epidemia di coronavirus, non ha introdotto i blocchi visti altrove in Europa, optando invece per un approccio basato sull’assunzione di responsabilità dei propri cittadini. Il paese scandinavo ha tenuto aperte le scuole per i bambini di età inferiore ai 16 anni, insieme a caffè, bar, ristoranti e aziende e ha esortato le persone a rispettare le linee guida sul distanziamento sociale.

Ad oggi sono 30.377 i contagi confermati da coronavirus e 3.698 i morti.

America latina, 520 mila casi e 29 mila morti

Continua la progressione dei contagi da coronavirus in America latina, con un aumento in circa 36 ore di 20 mila casi ed un totale generale di 520.888. Crescono anche i morti a quota 29.379 (+750). È quanto emerge da una statistica dall’agenzia italiana ANSA per 34 nazioni e territori latinoamericani. È sempre il Brasile a guidare la classifica con quasi il 45% dei contagiati (241.080) e ben oltre la metà dei morti (16.118). Inoltre il colosso sudamericano consolida la sua quarta posizione mondiale, avvicinandosi alla Gran Bretagna (244.995). Seguono Perù con 92.273 casi di contagio e 2.648 morti, e Messico (49.219 e 5.177). Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi Cile (43.781 e 450), Ecuador (33.182 e 2.736), Colombia (15.574 e 574), Repubblica Dominicana (12.314 e 428), Panama (9.606 e 269) e Argentina (8.068 e 374).

Iraq, governo chiude la zona di Baghdad per 2 settimane

Il governo iracheno ha annunciato oggi che da mercoledì e per due settimane la regione della capitale Baghdad sarà completamente chiusa per far fronte a una recrudescenza di casi di COVID-19. Il ministro della sanità Hassan Tamimi ha informato i direttori della sanità di Baghdad e dei quartieri periferici di Sadr City, Habibiya, Hurriya, Amiriya, Kamalia e Shola che da dopodomani fino al 4 giugno sarà imposto un coprifuoco notturno e tutte le attività commerciali non essenziali dovranno rimanere chiuse. Finora in Iraq si sono registrati 3.404 casi positivi ufficiali e 123 decessi accertati. Nei giorni scorsi il numero dei casi positivi era cresciuto in maniera esponenziale (passando da 30 a 140 casi in un giorno) anche a causa della graduale riapertura decisa dalle autorità durante il periodo di Ramadan, il mese islamico del digiuno che si concluderà la settimana prossima.

Ritorno al lavoro in Gran Bretagna

Guardie addestrate nel controllo e nella dispersione di assembramenti sono da oggi schierate nelle maggiori stazioni britanniche sullo sfondo d’una prima accelerazione della ripresa dei servizi ferroviari legata all’avvio di alleggerimento del lockdown da coronavirus. La novità riguarda per ora l’Inghilterra, dove da mercoledì scorso alcune categorie sono incoraggiate a tornare al lavoro laddove la loro attività non possa svolgersi da casa, secondo le indicazioni del piano illustrato una settimana fa dal premier Boris Johnson verso una graduale e sorvegliata fase 2 dell’emergenza.

Un incoraggiamento che si accompagna al mantenimento di un monito generale contro l’uso dei trasporti pubblici, ma che è stato seguito subito da fenomeni episodici di affollamento nella metropolitana, sui bus e su alcuni treni. Di qui la decisione di disporre ora filtri d’accesso, accorgimenti vari e controlli nelle stazioni, e di aumentare parallelamente la frequenza dei convogli, in modo da sparpagliare di più i passeggeri e favorirne «il distanziamento».

La Francia richiude 70 scuole dopo la scoperta di nuovi contagi

Settanta scuole materne ed elementari della Francia sono state chiuse dopo la scoperta di casi di coronavirus a una settimana dalla fine del lockdown.

«Sono probabilmente casi contratti prima di tornare a scuola, all’uscita dal confinamento», l’11 maggio scorso, ha detto il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer, intervistato questa mattina ai microfoni di radio Rtl, aggiungendo: «Queste chiusure sono la dimostrazione del fatto che siamo rigidi».

Blanquer ha aggiunto che questi casi non rimettono in alcun modo in discussione la volontà del governo di andare avanti con la riapertura progressiva delle scuole promossa dall’attuale amministrazione del presidente Emmanuel Macron. «Le conseguenze del non andare a scuola sono molto più gravi», ha avvertito Blanquer.

Russia sotto i 9000 contagi in 24 ore

In Russia si sono registrati 8926 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore: è la prima volta dal primo maggio che i nuovi casi giornalieri sono sotto quota 9000 ed è il terzo giorno di fila che i nuovi contagi accertati sono meno di 10’000.

Lo riferisce la task force anticoronavirus russa, ripresa dai media locali. In Russia i casi accertati di Covid-19 dall’inizio dell’epidemia salgono così a 290’678, mentre ufficialmente i decessi provocati dal nuovo virus sono 2722, di cui 91 nelle ultime 24 ore. A Mosca si registrano meno di 4000 nuovi contagi per il terzo giorno di fila.

«La situazione del coronavirus nel nostro Paese rimane complicata, ma possiamo dire di essere riusciti a fermare la crescita di nuovi casi». Lo ha detto il premier russo Mikhail Mishustin durante una riunione online del presidio del Consiglio di coordinamento della risposta al coronavirus.

«Serve cautela, ma vediamo una dinamica positiva», ha detto. Oggi in Russia per la prima volta dal primo maggio sono stati registrati meno di 9mila nuovi casi in un giorno. Lo riporta Interfax.

L’OMS si riunisce ma Taiwan non ci sarà

Taiwan ha deciso di non premere sulla partecipazione all’assemblea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che si apre oggi: nonostante gli sforzi, l’isola non ha ricevuto un invito formale da osservatore, come in passato, a causa delle pressioni della Cina.

«Nonostante i nostri sforzi e un livello senza precedenti di supporto internazionale, Taiwan non ha avuto un invito a partecipare», ha detto il ministro degli esteri Joseph Wu, secondo i media locali, aggiungendo di aver accettato di rimandare l’esame della questione alla fine dell’anno.

Italia: in aprile i consumi crollano del 48%

Ad aprile i consumi degli italiani sono crollati del 48% e nonostante un rimbalzo del pil del 10% stimato a maggio il prodotto interno lordo rimarrà sempre a un -16% rispetto all’anno precedente. È quanto sul legge in una nota dell’ufficio studi di Confcommercio, organismo italiano di rappresentanza delle imprese impegnate nel commercio, nel turismo e nei servizi

Ampliando lo sguardo a cosa è accaduto nel periodo di confinamento si rileva nel complesso del secondo bimestre, nel confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, un calo del 40% dei consumi, dato che si riuscirà a recuperare solo in parte nei prossimi mesi, spiega ancora Confcommercio.

In Brasile oltre 241 mila contagi

Sono saliti a 241.080 i contagi di Covid-19 in Brasile, dove si contano 16.118 morti. Lo ha annunciato il ministero della Salute.

Nelle ultime 24 ore, si sono registrati 7.938 nuovi casi e 485 decessi.

Sono passati due mesi dalla prima vittima ufficiale di Covid-19 nel Paese sudamericano: dal 17 marzo al 17 aprile, le vittime sono state 2.141, il secondo mese i morti sono stati 13.977.

Domenica 17 maggio

I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 4.650.793, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 312.115 mila mentre i guariti sono 1.699.843 milioni. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito dal virus con 1.467.884 casi.

Altri 483 morti in Francia

Impennata nel conteggio del numero delle vittime di Covid-19 in Francia nelle ultime 24 ore, con nuovi 483 casi che fanno innalzare il totale - fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili - a 28.108 dall’inizio dell’epidemia. Lo rende noto la Direzione generale della Sanità. Continua il trend positivo nei ricoveri, diminuiti a 19.361 pazienti. Mentre quelli che necessitano della rianimazione sono calati di 45, a 2.087.

La direzione generale della Salute ha precisato, dopo la diffusione delle cifre, che la brusca impennata dei decessi riportata oggi fa seguito a una «correzione delle cifre da parte delle case di riposo». Dei 483 morti, infatti, 429 provengono dalla correzione dei dati di case di riposo e istituti per disabili, mentre 54 dagli ospedali, una cifra in linea con la media degli ultimi giorni.

In Gran Bretagna altri 170 morti, ai minimi da marzo

Cala a 170 morti, contro i poco più di 428 di venerdì e i 468 di ieri, il bilancio ufficiale delle vittime del coronavirus nel Regno Unito nelle ultime 24 ore. Il totale accertato dei decessi - reso noto nella conferenza stampa di giornata a Downing Street - sale così a 34.636, anche se elaborazioni dell’istituto britannico di statistica indicano una stima di oltre 41.000. I contagi complessivi diagnosticati superano intanto i 245.000, con una curva confermata in flessione, mentre i test giornalieri sono scesi a poco più di 91.200, dopo aver superato per tre giorni di fila l’obiettivo di 100.000 promesso dal governo Tory.

In Brasile 15 mila casi in 24 ore

Con 15 mila nuovi casi in 24 ore il numero di contagi in Brasile supera quello di Italia e Spagna e arriva ad un totale di 233.511. Secondo i dati della Johns Hopkins University il Brasile diventa così il quarto paese per numero di contagi, dopo Usa, Russia e Gran Bretagna. Sale inoltre a 15.662 il numero delle vittime.

India: lockdown esteso fino al 31 maggio

L’India estende per la quarta il lockdown fino al 31 maggio: il ministero degli Interni lo ha comunicato poco fa, dopo che la National Disaster Management Autorithy aveva dato indicazione di non allentare le regole da domani. Nel subcontinente il lockdown per il contenimento della Covid-19 è in vigore dal 24 marzo. Il premier Modi aveva annunciato all’inizio della settimana che i diversi Stati potranno modulare in autonomia le regole che riguardano le aperture di alcuni negozi, la ripresa delle attività produttive e i comportamenti quotidiani dei cittadini, ancora sottoposti al confinamento nella gran parte del Paese. Oggi l’India ha superato i 90 mila casi di contagio, oltrepassando il dato totale della Cina, e registrando un balzo di 4.000 nuovi casi ogni 24 ore negli ultimi giorni.

Spagna, 87 decessi nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore le vittime del coronavirus in Spagna sono state 87: mai, negli ultimi due mesi, i morti erano stati sotto la soglia dei 100. Lo ha comunicato il premier Pedro Sanchez dopo una video conferenza con i presidenti delle regioni, come riporta il quotidiano El Pais. Il dato registrato oggi potrebbe anche essere leggermente inferiore a quello reale, poiché spesso nel fine settimana l’attività amministrativa rallenta ed i rapporti potrebbero essere sottostimati.

Belgio, infermieri voltano le spalle alla premier

Protesta di alcuni infermieri in Belgio contro la premier Sophie Wilmès che sabato ha visitato alcuni ospedali di Bruxelles per incontrare chi da due mesi combatte in prima linea contro il coronavirus. Il personale dell’ospedale Saint-Pierre ha accolto l’auto della prima ministra disponendosi all’ingresso ma voltandole le spalle. Secondo il sito della radio belga Rtbf, che mostra un video dell’entrata di Wilmès in ospedale, a protestare sono stati un centinaio tra infermieri, medici, personale delle pulizie, amministrativi e vigili del fuoco. In Belgio, dove domani riaprono le scuole, ci sono al momento 54.989 casi di COVID-19, di cui 9.005 morti, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Israele presta 200 milioni ai palestinesi per affrontare la crisi

Il governo israeliano ha approvato un prestito di 800 milioni di shekel (oltre 200 milioni di franchi) a beneficio dell’Autorità nazionale palestinese di Abu Mazen per aiutarlo a superare le difficoltà economiche provocate dal coronavirus. Lo ha riferito la radio militare israeliana secondo cui l’Anp si impegna a restituire il prestito in 24 versamenti mensili, a partire dalla fine di quest’anno. Secondo la emittente Israele ha concordato un tasso di interesse particolarmente basso per favorire la stabilità nei territori palestinesi.

India, record di nuovi casi in un giorno: 5.000

Record di nuovi casi di coronavirus in India dove nelle ultime 24 ore 4.987 persone sono state trovate positive. Lo riporta la Cnn. Secondo il ministero della Salute, in totale ci sono 90.927 persone contagiate, comprese 2.872 vittime. In soli due giorni l’India ha visto un aumento dei casi da 80.000 a 90.000.

In Germania 583 nuovi casi e 33 decessi

Altre 583 persone sono state trovate positive al coronavirus in Germania nelle ultime 24 ore. Lo riferisce l’Istituto Robert Koch precisando che il numero totale dei contagi è salito a 174.355. In lieve aumento anche le vittime: altre 33 persone sono infatti morte a causa della COVID-19, 7.914 dall’inizio dell’emergenza. La Germania è uno dei Paesi europei che ha iniziato ad alleggerire le misure con la riapertura venerdì dei ristoranti e la ripresa a porte chiuse del campionato di calcio. Il governo di Berlino ha, inoltre, abolito la quarantena obbligatoria, imposta a marzo, per chi arriva da un altro Paese Ue.

Usa, altri 1.224 morti in un giorno

Nuovo drammatico record negli Stati Uniti dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati 25.060 casi di coronavirus e altre 1.224 vittime. Secondo i dati della Johns Hopkins University sono almeno 1.467.884 le persone contagiate dalla COVID-19 negli Usa e almeno 88.754 quelle morte a causa del virus.

In America Latina 500 mila contagi e 28.500 morti

I contagi da coronavirus bruciano le tappe in America Latina dove in meno di tre giorni sono cresciuti di 77.000 unità, superando il mezzo milione e raggiungendo esattamente quota 501.954, mentre il numero dei morti ha toccato quota 28.523 (+3.700). È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA per 34 nazioni e territori latinoamericani. È sempre il Brasile a guidare la classifica con quasi il 45% dei contagiati e ben oltre la metà dei morti (15.633). Inoltre il colosso sudamericano è ora salito al quarto posto al mondo per numero di infettati, superando la Spagna. Seguono Perù con 88.541 casi contagi e 2.523 morti, e Messico (47.144 e 5.045). Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi Cile (41.428 e 421), Ecuador (32.723 e 2.688), Colombia (14.939 e 562), Repubblica Dominicana (12.110 e 428), Panama (9.268 e 266) e Argentina (7.479 e 363).

Sabato 16 maggio

(Aggiornato alle 20) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 4.586.915, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 309.184 mila mentre i guariti sono 1.656.497 milioni.

In Francia 96 decessi nelle ultime 24 ore

Le autorità sanitarie francesi hanno registrato 96 nuovi decessi da coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il totale a 27.625. Calano i ricoverati in terapia intensiva, con 2.132 pazienti, rispetto ai 2.203 di venerdì. Le persone dimesse tra venerdì e sabato sono state 429, mentre quelle ancora ricoverate sono 19.432.

A New York altri 157 decessi, in calo i nuovi casi

Nello Stato di New York sono stati registrati nelle ultime 24 ore 157 nuovi decessi da coronavirus, rispetto ai 132 della precedente rilevazione. Lo ha riferito il governatore Andrew Cuomo nel corso della consueta conferenza stampa. Il numero dei ricoveri, ha detto Cuomo, è in calo, così come quello dei nuovi casi, che sono stati 400.

Altri 468 decessi nel Regno Unito

Nel Regno Unito sono stati registrati altri 468 decessi da coronavirus, secondo i dati aggiornati al pomeriggio di venerdì e resi noti oggi dalla autorità sanitarie. Il totale dei decessi da Covid-19 è attualmente di 34.466. Sono inoltre stati registrati 3.451 nuovi casi positivi, per un totale di 240’161 casi. Gli ultimi dati sui decessi comprendono non solo i morti in ospedale, come avveniva in precedenza, ma anche quelli nelle strutture per anziani e nelle abitazioni.

In Africa oltre 78 mila casi e più di 2600 morti

Sono più di 78 mila le persone contagiate in Africa dal coronavirus, secondo il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie dell’Unione Africana (Ua). Nel suo bollettino quotidiano si legge che il bilancio delle vittime è aumentato a 2630. I guariti sono invece 29’452. Il Sudafrica è il Paese più colpito nel continente africano in termini di contagi, con 13’500 casi confermati e 247 morti. Segue l’Egitto con 11’200 casi e 592 morti. I decessi confermati per Covid-19 in Nigeria sono invece 171, 51 in Burkina Faso e Niger, 46 in Mali e 28 in Ghana.

Nell’Africa centrale è il Camerun ad aver registrato il maggior numero di morti con 139 decessi confermati, seguito dalla Repubblica democratica del Congo con 61 morti e dal Ciad con 48. Per quanto riguarda l’Africa orientale è invece il Sudan ad aver registrato il numero più alto in termini di vittime, con 91 causate da complicazioni per Covid-19. Segue la Somalia con 53 vittime e il Kenya con 45.

Calano ancora i decessi in Spagna

Per il secondo giorno consecutivo, in Spagna la curva dei decessi per la Covid-19 è in calo: nelle ultime 24 ore si sono registrate 102 vittime, il numero più basso dal 18 marzo. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Madrid, aggiornando a 27.563 il totale delle persone decedute dopo aver contratto la Covid-19. È invece salito a 230.698 il totale dei contagi, 539 in più rispetto a ieri. E sono più di 146 mila le persone guarite.

In Iran quasi 7 mila morti

Sono quasi settemila le persone che hanno perso la vita in Iran per complicanze legate al coronavirus. In una conferenza stampa online il portavoce del ministero della Sanità Kianush Jahanpur ha aggiornato a 6.937 il totale delle vittime nella Repubblica islamica, 35 nelle ultime 24 ore. Nello stesso arco di tempo sono stati segnalati 1.757 nuovi contagi, portando a 118.392 il totale dei positivi al Covid-19 in Iran. Finora sono 93.147 i pazienti che sono guariti, mentre sono 2.716 le persone ricoverate in condizioni critiche.

Oltre 17 mila casi in Indonesia

In Indonesia sono stati annunciati altri 529 nuovi casi di coronavirus, portando a 17.025 il totale dei contagiati. Nelle ultime 24 ore sono state segnalate altre 13 vittime, portando a 1.089 il totale dei decessi. Lo ha reso noto il portavoce del governo di Giakarta per la gestione dell’emergenza Covid-19, Achmad Yurianto. In 24 ore altre 108 persone sono state dimesse dagli ospedali e il numero dei guariti è salito a 3.911.

Venerdì 15 maggio

(Aggiornato alle 18.59) Sono ormai più di 302 mila i decessi nel mondo a causa della pandemia di coronavirus. I dati aggiornati della Johns Hopkins University indicano per la precisione 302.493 morti, mentre le persone guarite sono 1.588.858. I contagi a livello globale toccano quota 4.444.670. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito dal virus con 1.417.889 casi.

In Gran Bretagna altri 384 morti nelle ultime 24 ore

Altre 384 persone sono morte nelle ultime 24 ore in Gran Bretagna per la COVID-19, portando il totale a quasi 34 mila vittime, precisamente 33.998. Lo ha reso noto oggi il dipartimento britannico per la Sanità e l’Assistenza sociale. I nuovi casi confermati di coronavirus sono stati 3.500 e il numero complessivo sale a 236.711. Con 133.784 test condotti ieri, il governo britannico ha indicato di aver raggiunto per due giorni consecutivi l’obiettivo di 100 mila test al giorno.

In Brasile si dimette il ministro della Sanità

Il ministro della Sanità del Brasile, Nelson Teich, ha annunciato le sue dimissioni a meno di un mese dalla nomina e in piena emergenza coronavirus. Teich aveva assunto l’incarico lo scorso 17 aprile e aveva proposto di allentare le misure per contenere il contagio messe in atto dal suo predecessore, Luiz Henrique Mandetta, rimosso in quanto a favore di una rigida applicazione del lockdown. Anche Teich, così come Mandetta, ha avuto divergenze di vedute con il presidente Jair Bolsonaro riguardo al distanziamento sociale. Inoltre, Teich non condivideva la tesi di Bolsonaro sull’uso della clorochina per curare pazienti affetti dalla COVID-19, né le sue proposte di aumentare le attività considerate essenziali. Il Brasile è il sesto Paese al mondo più colpito dal coronavirus, con oltre 206 mila casi confermati e più di 14 mila morti.

Shinzo Abe: «Il Giappone pronto a una lunga battaglia»

Il Giappone deve essere pronto a una lunga battaglia contro la pandemia causata dal coronavirus. Lo ha detto il primo ministro giapponese Shinzo Abe, sottolineando che la COVID-19 resta una minaccia seria e per questo vanno mantenute misure di precauzione. Anche se lo stato di emergenza è stato revocato in 39 delle 47 prefetture del Giappone, Abe ha sottolineato che i rischi rimarranno fino a quando verrà sviluppato il vaccino e quindi la popolazione dovrà farsi trovare pronta a una possibile nuova ondata di contagi. Intervenendo a una riunione della camera alta del Parlamento in sessione plenaria, Abe ha detto che la prossima settimana verrà presa in considerazione la possibilità di allentare le restrizioni in vigore nelle otto prefetture dove il lockdown è ancora in vigore. Ancora in stato di emergenza sono, tra l’altro, Tokyo, la sua ampia area metropolitana e la prefettura di Osaka. Un panel di esperti ha riferito che il tasso di contagi dovrebbe scendere sotto i 0,5 nuovi casi per 100 mila persone prima di poter togliere lo stato di emergenza in queste aree.

In Africa più di 75.000 casi e oltre 2.500 morti

Più di 75.000 casi confermati di COVID-19 e oltre 2.500 morti. Questi i dati sulla pandemia di coronavirus in Africa. L’ultimo bollettino dell’ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) segnala 75.498 contagi e 2.561 decessi dall’inizio dell’emergenza sanitaria. I dati diffusi ieri parlavano di 72.379 contagi e 2.480 morti. Con 12.739 contagi confermati, il Sudafrica resta il primo Paese per numero di casi accertati. Qui il bilancio parla anche di 238 morti. L’Egitto registra invece il maggior numero di decessi, 571 su 10.829 casi. Tra gli Stati più colpiti ci sono Marocco (6.539 casi e 189 morti) e Algeria (6.442 contagi e 529 vittime). Anche in Ghana e Nigeria si registrano più di 5.000 casi di coronaviurs: nel primo Paese i dati parlano di 5.530 contagi e 24 morti, nel secondo di 5.162 casi con 167 decessi. Ci sono anche le buone notizie: secondo l’Oms, sono più di 27.000 le persone dichiarate guarite dopo aver contratto l’infezione.

New York in lockdown fino al 13 giugno, ma Cuomo apre 5 regioni

Lo stato di New York continuerà a rimanere chiuso, con l’ordine di rimanere a casa per i suoi residenti, fino almeno al 13 giugno. Un nuovo ordine esecutivo del governatore Andrew Cuomo decreta tuttavia che in cinque regioni dello stato si registrano le condizioni per la «fase uno» della riapertura che verrà quindi avviata da oggi. Le condizioni sono la diminuzione costante dei ricoveri e dei morti per 14 giorni, ed una percentuale inferiore ai 2 nuovi contagi da COVID-19 ogni 100 mila abitanti al giorno. Cuomo non esclude quindi che già prima del 13 giugno altre aree dello Stato possano avviare la riapertura. Tra le condizioni anche la presenza nei magazzini degli ospedali di riserve per almeno 90 giorni di equipaggiamento protettivo per il personale sanitario. Lo stato di New York è l’epicentro dell’epidemia di coronavirus negli Usa, con oltre 348 mila casi e 27 mila morti, quasi 20 mila dei quali solo a New York City.

Francia, primo bambino morto per una forma simile alla malattia di Kawasaki

È morto in Francia un bambino di nove anni che soffriva di sintomi di una forma vicina alla malattia di Kawasaki descritta nei giovani pazienti che sono stati in contatto con il coronavirus. Si tratta del primo decesso di questo tipo nel Paese. Il bambino, deceduto per una lesione neurologica legata a un arresto cardiaco, aveva una sierologia che mostrava che era stato in contatto con il virus, ma non aveva sviluppato i sintomi di Covid-19, ha spiegato all’agenzia Afp il professor Fabrice Michel, capo dell’unità di terapia intensiva pediatrica di un nosocomio a Marsiglia, confermando una notizia pubblicata sul quotidiano La Provence.

Da un mese la Cina non registra decessi

È praticamente da un mese che la Cina non segnala decessi a causa della pandemia di coronavirus. Il bilancio ufficiale parla di 4633 morti. L’ultimo decesso è stato comunicato dalla Commissione sanitaria nazionale il 15 aprile, quando il bilancio parlava di 3342 vittime. Il 17 aprile poi Wuhan, la megalopoli della provincia di Hubei in cui si è inizialmente manifestato il coronavirus, ha corretto a sorpresa il bilancio, con altri 1290 decessi che non erano stati sino ad allora registrati e che hanno portato il totale - solo in questa città - a 3869 morti. In tutto il gigante asiatico il bilancio complessivo è così salito a 4632 morti. Il 27 aprile poi è stato aggiornato a 4633 vittime, dopo che è stato rivisto il numero dei decessi a Pechino. Anche oggi la Commissione sanitaria nazionale ha confermato quest’ultimo bilancio.

In Germania 101 morti e 913 casi nelle ultime 24 ore

I casi di coronavirus in Germania sono saliti a 173.152 dall’inizio dell’emergenza, dopo che altri 913 nuovi contagi sono stati registrati nelle ultime 24 ore. È quanto emerge dai dati pubblicati dall’Istituto Robert Koch, l’organismo tedesco per le malattie infettive. La Covid-19 ha causato ulteriori 101 morti nel paese rispetto a ieri, ha evidenziato l’Istituto, portando il totale a 7.824.

Superati i 200 mila casi in Brasile

Sono più di 200.000 i casi di coronavirus in Brasile, il Paese più colpito dalla pandemia in America Latina. In un giorno si sono registrati 13.944 nuovi contagi e il totale sale a 202.918. I decessi per complicanze provocate dalla Covid-19 sono 13.993, dopo che ieri è stata confermata la morte di altre 844 persone. Secondo il ministero della sanità sono ancora da accertare le cause che hanno portato al decesso di altre 2000 persone. I dati confermati dalle autorità sanitarie parlano anche di 79.479 pazienti guariti.

In Cina quattro nuovi casi, tutti nel nordest

La Cina conferma quattro nuovi casi di trasmissione locale di coronavirus, tutti nella provincia nordorientale di Jilin. Due casi vengono segnalati nella città di Jilin e altri due in quella di Shulan. Il bollettino ufficiale parla di 82.933 contagi dall’inizio dell’emergenza nel gigante asiatico e di 1692 casi «importati». La Commissione sanitaria nazionale non ha segnalato altri decessi a causa della pandemia e il bilancio resta fermo a 4.633 morti. Sono 11 i pazienti ricoverati in condizioni definite gravi e 78.209 le persone dichiarate guarite dopo aver contratto l’infezione.

Negli USA ancora 1.800 morti in 24 ore

Per il secondo giorno consecutivo, gli Stati Uniti hanno registrato ieri un bilancio di circa 1800 decessi legati al coronavirus in 24 ore. Fra le 20.30 di mercoledì e la stessa ora di giovedì i morti per la Covid-19 sono stati 1754. Gli Stati Uniti sono il paese al mondo che, in valori assoluti, presenta il maggior numero di vittime: 85.813. Ma in proporzione alla popolazione gli Usa registrano meno decessi per la malattia rispetto a Stati quali Francia, Spagna, Italia o Regno Unito.

Giovedì 14 maggio

(Aggiornato alle 14.19) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 4.347.921, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 297.220 mila mentre i guariti sono 1.549.343 milioni

Un centinaio di «casi Kawasaki» nel Regno Unito

Sono un centinaio i casi nel Regno Unito di bambini affetti dalla rara e pericolosa sindrome infiammatoria che può colpire le arterie del cuore simile alla Malattia di Kawasaki e si pensa possa essere collegata al virus Sars-Cov-2. Lo ha annunciato il professor Russell Viner, presidente del Royal College of Paediatrics and Child Health, che riunisce i pediatri britannici. Nel Paese sino a oggi sono stati individuati fra «75 e 100» piccoli pazienti affetti da questa patologia che può causare gravi danni all’organismo, anche letali. Un ragazzino di 14 anni, che non aveva condizioni pregresse, è morto dopo il ricovero all’Evelina London Children’s Hospital ed è considerato il primo decesso per questa rara sindrome nel Regno. Il giovane era risultato positivo alla COVID-19. Viner comunque, parlando alla radio della Bbc, ha voluto rassicurare i genitori britannici sul fatto che si tratta di casi sporadici: «Si può contare il numero di bambini morti per coronavirus sulle dita di due mani, rispetto agli oltre 30 mila adulti».

La pandemia costerà 203 miliardi agli assicuratori

La pandemia del coronavirus costerà al settore assicurativo, su scala globale, 203 miliardi di dollari in risarcimenti. La stima è della Lloyd’s of London, gruppo britannico specializzato nell’assicurare da catastrofi ed eventi eccezionali e che - si legge in un comunicato - per la sua parte si aspetta risarcimenti per 4,3 miliardi di dollari, un costo della stessa grandezza degli attacchi dell’11 settembre.

Brasile, «siamo solo all’inizio dell’epidemia»

«Siamo solo all’inizio dell’epidemia». Lo ha detto l’ex ministro della Salute brasiliano, Luiz Henrique Mandetta, cacciato dal presidente Jair Bolsonaro lo scorso 14 aprile per la sua difesa del distanziamento sociale. «Siamo solo all’inizio e al Sud non è ancora cominciato», ha detto Mandetta al sito Uol, ricordando le divergenze con Bolsonaro: «Io dicevo una cosa e lui un’altra, e la popolazione non sapeva cosa fare». Il Brasile è il Paese più colpito in America latina, con quasi 189 mila contagi e oltre 13 mila morti.

In Francia un piano da 18 miliardi per il turismo

«Il turismo deve probabilmente far fronte alla peggiore prova della storia moderna, è tra i fiori all’occhiello dell’economia francese e il suo salvataggio è dunque una priorità nazionale»: lo ha detto il premier francese, Edouard Philippe, svelando un piano massiccio di rilancio del settore che rappresenta un «impegno da 18 miliardi di euro» per le finanze pubbliche della Francia. Commentando la vicenda Sanovi, Philippe ha inoltre aggiunto che «la parità di accesso di tutti al vaccino» contro il coronavirus «non è negoziabile».

In Iran 1.808 nuovi contagi

Salgono a 114.533 i casi di COVID-19 in Iran, con 1.808 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 71, per un totale di 6.854 decessi registrati dall’inizio della pandemia. I malati in terapia intensiva sono 2.757, in leggero ma costante aumento, mentre i pazienti guariti superano la soglia dei 90 mila (90.539). I test complessivi effettuati ammontano a 643.772. Lo ha annunciato nel suo bollettino quotidiano il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour, sottolineando che tra le province in cui la situazione resta preoccupante ci sono il Khorasan settentrionale, nel nord-est al confine con il Turkmenistan, e il Khuzestan, nell’ovest al confine con l’Iraq, distanti tra loro centinaia di chilometri.

In Turchia aiuti per circa 32 miliardi di euro

Gli aiuti messi a disposizione dal governo turco per famiglie, imprese e settore sanitario dall’inizio dell’emergenza COVID-19 sono cresciuti a 240 miliardi di lire turche (circa 32 miliardi di euro), pari al 5% del Pil di Ankara. Lo ha annunciato il ministro del Tesoro e delle Finanze turco, Berat Albayrak, genero del presidente Recep Tayyip Erdogan, sostenendo che l’effetto moltiplicatore delle misure adottate varrebbe più del doppio, fino all’11% del valore del Pil. In particolare, ha aggiunto il ministro, i sussidi hanno riguardato quasi 5 milioni di famiglie a basso reddito. La crisi economica legata al coronavirus sta colpendo pesantemente la Turchia, la cui valuta all’inizio di questo mese ha toccato i minimi storici contro il dollaro Usa. Secondo le ultime previsioni della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, il Pil di Ankara calerà quest’anno del 3,5%, con un rimbalzo del 6% nel 2021. Tra i settori più colpiti ci sono il turismo e l’export industriale.

Giappone: via lo stato di emergenza, ma non a Tokyo e Osaka

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha annunciato la fine dello stato d’emergenza nella maggior parte delle regioni ma non a Tokyo e Osaka. «Oggi abbiamo deciso di togliere lo stato d’emergenza in 39 delle 47 prefetture» del Paese», ha dichiarato Abe in una conferenza stampa televisiva. In precedenza il ministro dell’Economia Yasutoshi Nishimura aveva spiegato di avere la conferma che «il numero di nuovi casi è sceso sotto i livelli di metà marzo, quando le infezioni hanno cominciato a propagarsi», aggiungendo che ieri sono stati identificati solo 55 nuovi casi, 10 dei quali a Tokyo. Il Giappone ha registrato in totale circa 16 mila casi di COVID-19 e 687 decessi.

«Salute mentale a rischio»

Anche la salute mentale, non solo quella fisica, è a rischio a causa della pandemia di coronavirus. Lo rileva Devora Kestel, direttrice del dipartimento salute mentale dell’Oms presentando un rapporto Onu sul tema. «L’isolamento, la paura, l’incertezza, le turbolenze economiche, tutti questi elementi causano o potrebbero causare sofferenze psicologiche», ha aggiunto, giudicando probabile un aumento dei casi di malattie mentali, questione che i governi dovrebbero mettere «in primo piano».

«La salute mentale e il benessere di intere società sono state gravemente colpite da questa crisi e sono una priorità da affrontare con urgenza», ha detto la funzionaria dell’Oms ai giornalisti durante un briefing. Il rapporto dell’Onu, con linee guida su Covid-19 e malattie mentali, ha messo in evidenza diverse aree del mondo e parti di società vulnerabili al disagio mentale, inclusi bambini e giovani isolati da amici e dalla scuola, operatori sanitari che vedono migliaia di pazienti infettati e che muoiono per il coronavirus.

Usa, superata quota 84 mila morti

In Usa nelle ultime 24 ore i morti per coronavirus hanno superato quota 84 mila mentre i casi positivi sono quasi 1.390’000. Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti sono stati registrati altri 1.813 decessi per Covid-19 e circa 22.000 positività in più, secondo il conteggio dell’università Johns Hopkins.

Altri 29 casi in Corea del Sud

La Corea del Sud ha registrato 29 nuovi casi di coronavirus, in gran parte legati al focolaio dei locali della movida di Itaewon, a Seul: 26 infezioni, infatti, sono di trasmissione domestica e tre sono i contagi importati. Nel complesso, i casi complessivi accertati sono saliti a 10’991, in base agli aggiornamenti del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), mentre la componente di Itaewon ha toccato quota 131. Tra gli ultimi casi che più hanno scosso l’opinione pubblica, c’è quello del docente di 25 anni di una scuola privata di Incheon che ha contagiato due studenti e una mamma. L’uomo, contagiato dopo aver frequentato uno dei locali frequentati dal «paziente 1» di 29 anni, è finito nella bufera per aver tenuto nascosta la sua occupazione. Le tre nuove infezioni hanno portato a 14 i casi di Incheon, città non lontana da Seul.

In Pakistan aumento di 1.500 casi

Il numero di casi di coronavirus in Pakistan è aumentato di 1’457 a 35’788 nelle ultime 24 ore, secondo gli aggiornamenti del Ministero della Salute. Il bilancio delle vittime è salito invece di 33 a 770. Entrambi i dati sono in rallentamento rispetto al giorno precedente. Il numero di pazienti critici nel Paese asiatico è sceso da 195 a 173. I guariti finora sono 9’695 di cui 883 nelle ultime 24 ore. Il Pakistan ha allentato il lockdown dal 9 maggio e i bazar sono stati riaperti. Sebbene i negozi siano attivi per meno ore al giorno, sono affollati da un gran numero di clienti che hanno iniziato a fare acquisti per il prossimo festival Eid, previsto per il 24 maggio.

Impennata della pandemia in America Latina

L’America Latina sta subendo in questi giorni gli effetti di una decisa impennata della pandemia da coronavirus, con l’incremento ogni 24 ore di 20.000 contagi (ora a quota 423.155) e oltre 1.000 morti, oggi 24.241. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA per 34 nazioni e territori latinoamericani. È sempre il Brasile a guidare la classifica con il 45% dei contagiati (188.974) e ben oltre la metà dei morti (13.149). Dietro si mantiene il Perù che accumula, nonostante una popolazione non grande (32 milioni), 76.306 contagiati e 2.169 morti. Al terzo posto il Messico, con 40.186 casi confermati di Covid-19 e 4.220 decessi. Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi Ecuador (30.486 e 2.334), Cile (34.381 e 346), Colombia (12.930 e 509), Repubblica Dominicana (11.196 e 409), Panama (8.783 e 252) e Argentina (6.879 e 329).

Mercoledì 13 maggio

(Aggiornato alle 19.13) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 4.262.799, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 291.981 mila mentre i guariti sono 1.493.661 milioni.

L’Oms: «La strada è ancora lunga»

«Bisogna fare ancora un lungo cammino fino alla cosiddetta ‘nuova normalità’». Lo ha detto Mike Ryan, a capo del programma di emergenze sanitarie dell’Oms, nel briefing sul coronavirus, rispondendo ad una domanda su quando verrà revocata l’allerta pandemia. «L’Oms non abbasserà il livello di allarme fino a quando non disporremo di un significativo controllo del virus, di solidi sistemi di sorveglianza e di sistemi sanitari più forti», ha aggiunto. Il numero uno dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha riferito che «oggi l’Oms ha pubblicato le statistiche annuali sullo stato di salute del mondo. La buona notizia è che le persone vivono vite più lunghe e più sane. La cattiva notizia è che il tasso di progresso è troppo lento per raggiungere gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile e sarà ulteriormente indebolito dalla COVID-19». Quindi ha aggiunto: «La pandemia evidenzia l’urgente necessità che tutti i Paesi investano in sistemi sanitari forti e nell’assistenza sanitaria di base, come migliore difesa contro focolai come la COVID-19 e contro le molte altre minacce per la salute che le persone in tutto il mondo affrontano ogni giorno». Il tema del rafforzamento dei sistemi sanitari, insieme con l’emergenza coronavirus, sarà al centro della 73esima sessione della World Health Organization’s World Health Assembly, in programma nel quartier generale di Ginevra dal 17 al 21 maggio, ha riferito il capo dell’Oms.

Il Cile decreta la quarantena totale a Santiago

Dopo aver registrato un aumento record di 2.660 nuovi casi di COVID-19 in 24 ore, il governo del Cile ha decretato la quarantena totale per la capitale Santiago e la sua area metropolitana. Lo riporta il sito Emol, che sottolinea che si tratta del più grande confinamento finora attuato per la pandemia nel Paese. Il governo è stato finora restio a provvedimenti radicali di chiusura, disponendoli solo di comune in comune in base ai contagi. Secondo l’ultimo censimento, nei 38 comuni coinvolti dalla misura di oggi vivono in totale oltre 6,5 milioni di persone, sebbene il ministro della Salute, Jaime Manalich, abbia indicato che si stima che la popolazione sia superiore a 8 milioni. Ciò indica che il 42% della popolazione nazionale (circa 19 milioni di persone) sarà soggetta alla misura, che corrisponde al numero più alto da quando sono state decretate le quarantene nel Paese.

Due nuovi casi a Hong Kong

Hong Kong ha registrato due nuovi casi di trasmissione interna di Covid-19, per la prima volta dopo 23 giorni di fila con infezioni solo importate, 24 in tutto. Lo hanno riferito le autorità sanitarie locali, secondo cui è stato accertato anche un altro contagio importato. Le infezioni totali verificate nell’ex colonia britannica hanno riportato i media locali, sono salite a 1.050, con 4 decessi. La città era nel mezzo di un lockdown controllato di 28 giorni per confermare l’azzeramento dei contagi domestici, tra i fattori ritenuti dagli epidemiologi utili per valutare se una epidemia sia stata sconfitta, motivando i piani di riapertura accelerati. Tuttavia, i due casi annunciati sono di una donna di 66 anni e di sua nipote di 5 anni: resta da capire come sia maturato il contagio dato che la donna e la sua famiglia non hanno alcuna storia di viaggi all’estero o di contatti con gente contagiata.

«Super diffusore» a Seul: ripartono i contagi

I contagi da coronavirus registrati nel focolaio di Itaewon, il quartiere della movida di Seul, sono saliti a 120, a causa delle infezioni secondarie che stanno emergendo non solo nella capitale, ma anche in altre città, come Busan, e l’isola di Jeju, diffondendo il timore di una nuova ondata nel paese. Il ministero della sanità ha riferito di 20 mila test fatti finora per circoscrivere l’infezione. Il «super diffusore» è un uomo di 29 anni che ha frequentato a Itaewon, nel weekend del Primo maggio, cinque locali in prevalenza legati alla comunità Lgbtq.

In Turchia i bimbi escono dopo 40 giorni

Prima uscita dopo 40 giorni per i bambini in Turchia, finora costretti in casa dalle restrizioni contro la COVID-19. Per quattro ore, i minori fino a 14 anni hanno potuto lasciare le proprie abitazioni per passeggiare in strada e recarsi nei parchi. Una analoga libera uscita di 4 ore sarà permessa venerdì ai giovani tra i 15 e i 20 anni, altrimenti obbligati al confinamento casalingo come gli over 65 e i malati cronici. L’alleggerimento del lockdown per queste categorie, ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan, verrà mantenuto con la stessa finestra di 4 ore una volta a settimana per il mese di maggio. Ankara ha inoltre imposto un coprifuoco generalizzato da sabato a martedì prossimi, sfruttando un ponte festivo per estendere il confinamento generalizzato regolarmente imposto nei fine settimana da aprile. Secondo l’ultimo bollettino, in Turchia si registrano oltre 141 mila casi e 3.894 vittime.

Leggero aumento dei morti in Spagna

Salgono per il secondo giorno consecutivo, sia pur lievemente, i morti provocati dal coronavirus in Spagna: nelle ultime 24 ore sono decedute 184 persone rispetto alle 176 delle 24 ore precedenti (+4,5%). Lo ha reso noto oggi il governo, secondo quanto riporta il quotidiano El Pais. Allo stesso tempo sono stati registrati 439 nuovi casi. Nel complesso nel Paese sono morte 27.104 persone dall’inizio della pandemia a fronte di 228.691 casi. Le persone guarite sono 140.823.

Boom di contagi tra i medici della città peruviana di Iquitos

Oltre la metà dei medici impegnati nella lotta al coronavirus nella città peruviana di Iquitos hanno contratto la malattia: lo hanno reso noto le autorità del Paese, secondo quanto riporta il Guardian. Finora i medici in prima linea risultati positivi in questa città, che si trova nella foresta amazzonica ed è raggiungibile solo via aerea o via fiume, sono 189 su 350 (il 54%).

In Israele solo 13 nuovi contagi

Solo 13 nuovi contagi si sono aggiunti da ieri alla lista dei malati di coronavirus in Israele. Lo ha reso noto il Ministero della Sanità israeliano secondo cui finora i casi positivi sono stati 16.539 e le guarigioni 12.173. Dei 4.104 malati, 191 sono ancora ricoverati in ospedali mentre gli altri sono isolati in casa o in appositi alberghi messi a disposizione dalle autorità. I decessi sono stati 262.

Martedì 12 maggio

(Aggiornato alle 20.41) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 4.193.302, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 286.613 mila mentre i guariti sono 1.463.826 milioni.

Nello Stato di New York almeno 100 bimbi con la sindrome di Kawasaki

Almeno 100 bambini nello Stato di New York sono affetti dalla rara e pericolosa sindrome infiammatoria, simile alla sindrome di Kawasaki, che si pensa sia collegata al coronavirus. Lo ha reso noto il governatore Andrew Cuomo che ha parlato di almeno tre bimbi morti, rispettivamente di 5, 7 e 18 anni. Metà dei casi riguarda minori tra i 5 e i 14 anni. «Si tratta di una situazione molto inquietante», ha detto Cuomo. I casi nella città di New York sono 52.

Torna a crescere il numero dei morti in Francia

Risale il numero dei morti in 24 ore in Francia per il coronavirus, con 348 nuove vittime da ieri fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili. Lo rende noto la Direzione generale della Sanità. Sono 689 in meno i ricoverati in ospedale e 170 in meno i pazienti in rianimazione.

Calano i morti in Gran Bretagna

Cala finalmente, dopo settimane da incubo segnate da una strage inizialmente silenziosa, il numero dei morti da coronavirus fra gli anziani britannici ricoverati in centinaia e centinaia di case di riposo. Lo certificano oggi le stime dell’Office for national statistics (Ons, l’ufficio di statistica nazionale) nel Regno Unito, aggiornate al primo maggio. Nell’ultima settimana censita, i casi registrati negli ospizi d’Inghilterra e Galles sono scesi a 2423, contro i circa 2800 della settimana precedente, per la prima volta in discesa dall’inizio dell’emergenza. Negli ospedali del Regno il calo era invece iniziato da metà aprile. In generale si calcola comunque che fino al primo maggio ben almeno 8300 anziani siano morti in case di risposo e ricoveri extraospedalieri per cause o concause legate alla malattia Covid-19. I dati settimanali dell’Ons indicano anche una riduzione della mortalità generale sull’isola con meno di 18’000 decessi per qualunque causa al primo maggio: 4000 in meno della settimana precedente e tuttavia 8000 in più rispetto alla media prepandemia.

Lunedì 11 maggio

(Aggiornato alle 18.17) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 4.132.365, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 283.387 mila mentre i guariti sono 1.422.745 milioni.

Maggioranza della popolazione ancora suscettibile al virus

Secondo «i primi studi sierologici, una percentuale relativamente bassa della popolazione ha anticorpi» contro il coronavirus, «il che significa che la maggior parte della popolazione è ancora suscettibile al virus». Lo ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. «La buona notizia è che c’è stato un grande successo nel rallentare il virus e nel salvare vite umane», ha aggiunto Ghebreyesus, sottolineando tuttavia che le misure di lockdown «hanno avuto un costo e riconosciamo il grave impatto socioeconomico dei blocchi. Pertanto, per proteggere vite e mezzi di sussistenza, una lenta e costante revoca dei blocchi è la chiave per stimolare le economie e tenendo un occhio vigile sul virus».

Altri 210 morti in Gran Bretagna, in totale sono oltre 32.000

Scendono a 210, contro i 246 censiti ieri, i morti per coronavirus registrati nel Regno Unito nelle ultime 24 ore fra ospedali, case di riposo e altri ricoveri. Fino a un totale di 32.065, stando all’aggiornamento quotidiano del ministero della Sanità (anche se un’elaborazione statistica dell’Ons, l’Istat britannico, ha indicato nei giorni scorsi una stima superiore a 36.500). I contagi diagnosticati raggiungono intanto i 223.000, tornando a superare in cifra assoluta in Europa quelli della Russia, con una curva di nuovi casi (scesa sotto i 4.000 quotidiani) e di ricoveri ospedalieri confermata comunque in flessione. I test giornalieri oltrepassano infine i 100.000 promessi dal ministro Matt Hancock, raggiunti finora solo il 30 aprile. La stima sui decessi riferita al weekend nel Regno è stata peraltro sempre sottostimata rispetto ai giorni successivi nelle ultime settimane, a causa di un rallentamento del trasferimento dei dati raccolti, di norma recuperati dal martedì.

Usa, i morti entro agosto potrebbero essere 137 mila

Oltre 137 mila morti in America entro i primi di agosto: è questa la nuova drammatica previsione dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington, secondo cui l’escalation sarà legata alle riaperture e alla possibilità per gli americani di tornare a muoversi liberamente da una parte all’altra del paese.

In Cile occupato il 75% letti terapia intensiva
Il sottosegretario alle Reti di assistenza del Cile, Arturo Zuniga, ha riferito di un aumento delle persone ricoverate in terapia intensiva nel Paese sudamericano, che registra 28.866 casi confermati di coronavirus con 312 morti. Secondo il funzionario, attualmente il 75% dei letti di terapia intensiva a livello nazionale sono occupati, con 550 ventilatori meccanici disponibili su tutto il territorio. Zuniga, citato da radio Bio bio, ha indicato che nelle prossime due settimane saranno aggiunti 640 posti letto per le cure a Santiago del Cile - la cui regione metropolitana concentra il 70,5% del totale dei casi di coronavirus del Paese - e l’arrivo di circa 190 ventilatori nei prossimi giorni. Di fronte all’elevato numero di infezioni nella capitale, Zuniga ha affermato che esiste la possibilità di trasferire pazienti nelle regioni di Valparaíso e O’Higgins in caso di esaurimento dei letti di terapia intensiva sul territorio. Il Cile è attualmente il quinto Paese in America Latina per numero di contagi, dopo Brasile, Perù, Messico ed Ecuador. Nel bilancio sui contagi riferito ieri, il Paese ha registrato un nuovo picco nella pandemia, con 1.647 casi riportati in 24 ore.

In Kosovo il premier Kurti in autoisolamento

In Kosovo il premier ad interim Albin Kurti si è messo in autoisolamento dopo che un alto funzionario governativo, col quale si è visto più volte, è entrato in contatto con una persona contagiata dal coronavirus. Citato dai media, Kurti ha detto che da oggi lavorerà da casa e non si recherà al suo ufficio. Si attende l’esito del test al quale è stato sottoposto il funzionario. In Kosovo si sono registrati finora 870 contagi da COVID-19 e 28 decessi.

In Brasile il virus si sposta verso i piccoli Comuni rurali

Uno studio del Comitato scientifico per la lotta al coronavirus del Nordest ha evidenziato che i contagi in Brasile si stanno spostando dalle grandi città ai piccoli Comuni rurali, le cui strutture sanitarie sono particolarmente fragili: lo rende noto Fantastico, il programma televisivo settimanale della Rede Globo. In base allo studio, che ha incrociato i dati degli operatori di telefonia cellulare con i casi di COVID-19, il virus si starebbe diffondendo sulle strade principali, trasportato da persone che continuano a circolare tra le capitali e l’entroterra. È il caso per esempio di Coreaù, una cittadina di 26 mila abitanti situata nel nord dello Stato di Cearà. Il paesino fino a 40 giorni fa non era stato nemmeno scalfito dal coronavirus, ma la scorsa settimana si sono registrati già 77 casi, 19 dei quali nella stessa strada.

In Turchia attive 111 «zone rosse»

Sono 111 le «zone rosse» tuttora isolate in Turchia per prevenire la diffusione della COVID-19. Lo rende note il ministero dell’Interno di Ankara, precisando che si tratta di 50 villaggi, 51 quartieri, 3 distretti e 7 borghi distribuiti in 39 delle 81 province. La quarantena è stata invece tolta in altre 303 località in 61 province. Il ministero riferisce inoltre che sono 13.716 le persone sanzionate per aver violato le regole del coprifuoco imposto durante il fine settimana in 24 delle maggiori città, comprese Istanbul e la capitale Ankara. Le misure di confinamento casalingo permanente proseguono per gli over 65, gli under 20 e i malati cronici, cui sono concesse periodiche finestre di 4 ore per l’uscita dalle proprie abitazioni.

La Russia supera Italia e Regno Unito per numero di contagi

La Russia nelle ultime 24 ore ha registrato un nuovo record di contagi, ben 11.656, arrivando a toccare quota 221.344 di casi certificati di coronavirus, superando così Italia e Regno Unito. Lo riporta la task force nazionale anti COVID-19. I morti in totale sono invece 2009. Stando ai dati della Johns Hopkins, la Russia ora è dietro alla Spagna e agli Usa nei contagi totali (ma non in rapporto alla popolazione, ndr).

A Wuhan 5 nuovi casi di coronavirus

La Cina ha riportato domenica 17 nuovi casi di coronavirus, toccando i massimi delle ultime due settimane, di cui 7 importati relativi nella Mongolia interna e 10 domestici, suddivisi tra le province di Hubei (5), Jilin (3), Liaoning (1) e Heilongjiang (1). I casi dell’Hubei fanno capo al capoluogo Wuhan, il focolaio della pandemia: sono asintomatici, ha detto la Commissione sanitaria provinciale, che si aggiungono all’infezione registrata sabato nel distretto di Dongxihu, la prima dal 4 aprile, dove il livello sanitario d’allerta è stato rialzato a basso a medio.

Negli Usa incremento di vittime più basso da marzo

Gli Stati Uniti hanno registrato 776 ulteriori decessi per coronavirus in 24 ore, l’incremento più basso da marzo, portando il totale a 79.522 morti. Lo rende noto l’università americana Johns Hopkins, secondo cui i casi totali di positività registrati nel Paese hanno raggiunto quota 1.329.072.

In Brasile superati gli 11 mila morti

Sono 496 i morti per COVID-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile, per un totale di 11.123. Lo ha annunciato il ministero della Salute. I nuovi contagi sono 6.760, per un totale di 162.699.

Domenica 10 maggio

(Aggiornato alle 23) - I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 4.088.393, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 282 mila mentre i guariti sono oltre 1,4 milioni.

America latina, 360.000 contagi e 20.000 morti

Nuova accelerazione oggi della pandemia da coronavirus in America latina, dove in meno di 24 ore i contagi sono cresciuti di 18.000 unità, raggiungendo quota 361.593, mentre si sono aggiunti 1.300 morti per un totale complessivo di 20.149. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA per 34 nazioni e territori latinoamericani. Pur in assenza dei dati odierni che lo riguardano ancora non comunicati, il Brasile si conferma il Paese più colpito con 155.939 contagiati e 10.627 morti, seguito da Perù (67.307 e 1.889) e Ecuador (29.559 e 2.127). Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi il Messico con un alto numero di morti rispetto ai contagiati (33.460 e 3.353), il Cile (28.866 e 312), la Colombia (10.4951 e 445), la Repubblica Dominicana (10.347 e 388), Panama (8.282 e 237) e l’Argentina (5.776 e 300).

In Germania risale indice contagio

La diffusione del coronavirus in Germania potrebbe registrare un’accelerazione dal momento che gli ultimi dati ufficiali diffusi oggi dall’Istituto Koch indicano che l’indice RO - che misura la capacità di contagio - è salito a 1,1. Ciò vuol dire che una persona positiva al virus ne contagia in media 1,1. Perché l’epidemia sia considerata sotto controllo l’indice RO deve rimanere sotto l’1. Solo lo scorso mercoledì il RO in Germania si era assestato allo 0,65, inducendo la cancelliera Angela Merkel ad affermare che il Paese si era lasciato alle spalle la fase uno.

Torna il coronavirus a Wuhan

Torna il coronavirus a Wuhan, la città cinese epicentro della pandemia di Covid-19 che finora ha fatto 279’329 morti in tutto il mondo. Le autorità locali hanno rilevato il primo caso di contagio dal quattro aprile scorso, ha reso noto la Commissione sanità della città, secondo quanto riporta la Cnn on line. Il paziente è in condizioni critiche. A Wuhan finora si contano 3869 morti provocati dal coronavirus a fronte di 50’334 casi.

Fauci in autoisolamento

Il virologo Anthony Fauci, il volto più noto della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, comincia un periodo di isolamento di quattordici giorni dopo un contatto «a basso rischio» con una persona dello staff della Casa Bianca risultato positivo al test. Lo ha riferito lui stesso alla Cnn. Salgono così a tre gli esperti sanitari della task force in auto quarantena.

Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, ha spiegato che lavorerà da casa ma che potrebbe andare nel suo ufficio al National Institutes of Health dove è da solo. Sarà testato ogni giorno. Ieri era negativo.

Oltre 10 mila nuovi contagi in Brasile

Sono 730 i morti per Covid-19 confermati nelle ultime 24 ore in Brasile, mentre i nuovi contagi sono 10.611. Lo rivela il ministero della Salute. Il totale delle vittime sale a 10.627 e quello dei contagi a 155.939. Papa Francesco ha telefonato all’arcivescovo di San Paolo, cardinale Odilio Scherer, per manifestare la grande preoccupazione per l’alto numero di vittime di Covid-19 in Brasile. «Il papa ha manifestato la sua vicinanza e la sua solidarietà con la popolazione di San Paolo e ha promesso che pregherà per noi», ha rivelato il cardinale.

Sabato 9 maggio

(Aggiornato alle 19.29) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.955.484, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono oltre 275 mila mentre i guariti sono 1.332.023. Gli USA guidano ancora la classifica con 1.283.929 contagi, seguiti da Spagna (222.857) e Italia (217.815).

Francia, i decessi tornano al minimo

Tornano ai minimi dall’inizio dell’epidemia i decessi in Francia per Covid-19, a 2 giorni dalla riapertura dopo 7 settimane di lockdown. Per la direzione generale della Sanità sono stati 80 nelle ultime 24 ore fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili. Il totale è ora di 26’310 vittime.

Continuano a calare i pazienti in rianimazione, ormai soltanto 2’812 in tutto il paese, con un ulteriore calo di 56 unità da ieri sera.

Diminuiti anche i ricoverati, 110 in meno da ieri, per un totale di 22’614.

Seul torna a chiudere

A tutti i bar di Seul è stato ordinato di chiudere i battenti fino a nuovo ordine, dopo che è stato registrato un picco nei casi di coronavirus legati a discoteche nella capitale sudcoreana. Lo riferisce la CNN online citando il sindaco di Seul, Park Won. L’ordine segue un’impennata nei casi collegati a locali notturni a Itaewon, un popolare quartiere della vita notturna a Seul. Giovedì un uomo di 29 anni si è rivelato positivo per il virus ed è emerso che aveva frequentato diversi club a Itaewon la notte del 1 maggio, secondo i Korea Centers for Disease Control and Prevention (KCDC). Da allora, altri 40 persone ritenute collegate al caso sono risultate positive al Covid-19. Secondo il conteggio della Johns Hopkins University, la Corea del Sud ha registrato oltre 10.800 casi di coronavirus e 256 decessi.

Gran Bretagna: 346 decessi in 24 ore

Sono 346 i decessi di persone positive al coronavirus nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, stando all’aggiornamento del bilancio fornito dal ministero britannico della Sanità. Il numero dei morti registrati nel Paese fino a ieri alle 17.00 sale quindi a 31’587.

L’agenzia Press association segnala tuttavia che, sulla base di una nuova elaborazione dell’Ons, l’Istituto di statistica nazionale britannico, con un accorpamento di dati, la cifra supera le 36’500 vittime.

Meno di 200 morti al giorno in Spagna

I decessi scendono di nuovo sotto 200 i morti quotidiani in Spagna, dove il triste bilancio complessivo arriva oggi a quota 26.478: è quanto emerge dall’ultimo bollettino ufficiale del Governo. Nelle ultime 24 ore in Spana sono stati registrati 179 decessi, rispetto ai 229 delle 24 ore precedenti, a fronte di un totale di 223.578 casi. Le persone guarite finora sono 133.952.

Venerdì 8 maggio

(Aggiornato alle 17.30) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.875.995, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono oltre 270 mila, più precisamente 270.404 mentre i guariti sono 1.296.175. Gli USA guidano ancora la classifica con 1.259.108 contagi, seguiti da Spagna (221.447) e Italia (215.858).

Madrid resta chiusa, ancora nessun allentamento

Madrid resta nella «fase zero»: il governo spagnolo ha respinto la richiesta della comunità autonoma di Madrid - la regione più colpita in Spagna dal coronavirus - di passare alla «Fase 1» che consente alcune ulteriori aperture e allentamenti delle misure. Lo riferiscono media spagnoli fa cui la radio Cadena Ser e l’agenzia Efe. Madrid aveva presentato ieri la documentazione per passare alla «Fase 1» a partire dal prossimo lunedì, in cui si mette in evidenza tra l’altro per il mese di aprile un calo dell’84% nei ricoveri e del 64% di ingressi in terapia intensiva. Il ministero della Salute non ha tuttavia dato luce verde in quanto la regione della capitale non è giudicata pronta a passare alla prossima fase, così come non lo sono Catalogna e o Castilla y León.

Nuovo calcolo porta a 36.000 i morti in Gran Bretagna

Si fa sempre più pesante il bilancio dei morti da coronavirus nel Regno Unito: balzato a oltre 36.000 secondo l’agenzia Pa, sulla base di una nuova elaborazione dell’Ons, l’istituo nazionale di statistica britannico, con l’aggiunta di 3.417 decessi la cui causa era stata registrata come dubbia negli ospedali inglesi il 25 aprile e il 7 maggio ed è stata poi accertata con tamponi post mortem. Il totale di vittime nella sola Inghilterra - dentro e fuori gli ospedali - tocca così 33.021 secondo l’Ons; oltre 36.000 contando pure Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Cina, un solo caso interno e 260 persone in cura

La Cina ha segnato giovedì un solo nuovo caso domestico di infezione da COVID-19 nella provincia di Jilin e 16 asintomatici: la Commissione sanitaria nazionale, nei suoi aggiornamenti, ha rilevato che non sono stati registrati ulteriori casi importati per la prima volta dal 28 febbraio. In totale, le infezioni accertate sono salite a 82.886, di cui 260 in cura (i minimi dal 20 gennaio), 77.993 risoltesi con la completa guarigione e 4.633 con il decesso, dato invariato. I contagi d’importazione sono fermi a 1.680: 1.461 pazienti sono stati dimessi dagli ospedali e 219 sono sotto trattamento, di cui 5 in gravi condizioni. Gli asintomatici sono stati stimati in 854, tutti sotto stretta osservazione medica. Continua la serie positiva dell’Hubei, la provincia epicentro della pandemia, dove i nuovi casi di infezione mancano da 34 giorni di fila, mentre gli asintomatici sono risultati 629. I contagi confermati sono 68.128, inclusi i 50.333 di Wuhan, il capoluogo provinciale e focolaio della pandemia. Il 2 maggio l’Hubei ha abbassato l’allerta sanitaria da 1 a 2.

Russia, sesto giorno con oltre 10.000 nuovi casi

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 10.699 nuovi casi di COVID-19, meno degli 11.231 di ieri, ma i nuovi contagi superano così quota 10.000 per il sesto giorno di fila. In totale, i casi accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia salgono ora a 187.859. A riferire i dati è la task force anticoronavirus russa, secondo cui le morti provocate dal nuovo virus in Russia sono 1.723, di cui 98 nel corso dell’ultima giornata.

610 morti in 24 ore in Brasile, 9888 contagi

Sono 610 i morti per COVID-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile. Lo rivela il ministero della Salute, precisando che il totale delle vittime è di 9.146. I nuovi contagi sono 9.888, per un totale di 135.106.

Altri 2.448 morti negli Stati Uniti

Sale il numero dei morti a causa del coronavirus negli Stati Uniti: 2.448 nelle ultime 24 ore, secondo i dato della Johns Hopkins University. Nella giornata precedente i decessi erano stati 2.073. Il bilancio complessivo ha superato le 75.500 vittime, con oltre 1,2 milioni di contagi in tutto il Paese. «In ogni passaggio di questa pandemia il presidente Trump ha ignorato gli esperti, sminuito la minaccia posta dalla COVID-19 e ingannato gli americani. E ora stiamo tutti pagandone il prezzo», ha postato su Twitter il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden.

Giovedì 7 maggio

(Aggiornato alle 21.20) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.772.367, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono oltre 260 mila, più precisamente 264.189 mentre i guariti sono 1.252.240. Gli USA guidano ancora la classifica con 1.228.609 contagi, seguiti da Spagna e Italia.

Anche la Francia riapre l’11 maggio

«Il piano può essere avviato questo lunedì 11 maggio, è una buona notizia»: questo l’annuncio del premier francese, Edouard Philippe, in apertura della conferenza stampa sulla riapertura dopo il lockdown. «Il paese è diviso in due», ha spiegato Philippe, con le cartine divise in dipartimenti verdi e rossi. Nei dipartimenti in rosso, la riapertura ci sarà ma con maggiori cautele. Si tratta del dipartimento d’oltremare di Mayotte e dell’Ile-de-France, la regione di Parigi, dove l’epidemia è calata «ma non quanto sperato». In questi dipartimenti «non riapriranno le scuole medie». Nella regione della capitale verrà mantenuto un «rigore rafforzato», ha aggiunto il premier. «La situazione nell’Ile-de-France richiede la più estrema vigilanza», gli ha fatto eco il ministro della salute Olivier Véran. Le frontiere con gli altri paesi dello spazio Schengen rimarranno comunque chiuse fino al 15 giugno

In America Latina 300 mila casi e 16 mila morti

Cresce la pandemia di coronavirus in America Latina. La regione ha superato i 300 mila casi confermati, inclusi oltre 16 mila decessi, con circa 45 mila positivi rilevati in meno di 72 ore. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA riguardante 34 nazioni e territori latinoamericani. Secondo il conteggio, sono 300.389 i casi confermati di coronavirus nell’area, con 16.348 morti. Il 4 maggio i casi di contagio erano circa 255 mila. Il Brasile si conferma il Paese dell’area con il maggior numero di casi rilevati e di morti, rispettivamente a quota 125.096 e 8.535. Il secondo Paese in America Latina per numero di contagi è ancora una volta il Perù, con 54.817 positivi di cui 1.533 morti. Segue l’Ecuador, che continua il suo lavoro di revisione dei dati sui contagi e sulle vittime. L’ultimo dato del ministero della Salute ecuadoriano riferito al 6 maggio segnala 29.420 casi e 1.618 morti nel Paese, mentre il bilancio comunicato il 4 maggio contava oltre 31 mila casi. Secondo le autorità, il «calo» di circa 2 mila casi è dovuto a una rettifica dei dati a seguito di alcune verifiche sui test. Dopo l’Ecuador, seguono per numero di contagi il Messico (27.634 casi e 2.704 morti) e il Cile (23.048 e 281). Tra i Paesi della regione che superano i mille casi si segnalano la Colombia (8.959 e 397), la Repubblica Dominicana (8.807 e 362), Panama (7.731 e 218), Argentina (5.208 e 273), Bolivia (1.886 e 91), Cuba (1.703 e 69) e Honduras (1.461 e 99).

Russia diventa quinta per numero di contagi e supera Francia e Germania

La Russia è il quinto Paese al mondo per casi totali di Covid-19 accertati: è quanto emerge dai dati pubblicati dalla John Hopkins University. La Russia (144 milioni di abitanti) oggi ha annunciato di aver raggiunto i 177.160 contagi superando così la Germania (168.162 casi su una popolazione di 83 milioni di abitanti) e la Francia (174.224 casi su una popolazione di 67 milioni di abitanti). Un numero maggiore di contagi confermati si riscontra negli Usa (1.228.609 casi su una popolazione di 330 milioni di abitanti), in Spagna (220.325 casi su una popolazione di 47 milioni di abitanti), in Italia (214.457 casi su una popolazione di 60 milioni di abitanti) e in Gran Bretagna (202.359 casi su una popolazione di 66 milioni di abitanti).

Record di nuovi casi in Russia: 11.231

La Russia ha registrato nelle ultime 24 ore 11.231 nuovi casi di COVID-19, si tratta del numero più alto di contagi giornalieri finora registrato nel Paese. Lo riporta la task force russa anticoronavirus. I contagi accertati in Russia sono in totale 177.160 mentre ufficialmente le vittime del nuovo virus dall’inizio dell’epidemia sono 1.625, di cui 88 decedute nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono in tutto 23.803. Nelle ultime quattro giornate erano stati annunciati oltre 10.000 nuovi casi giornalieri.

Anche Mosca, la città maggiormente colpita dall’epidemia in Russia, registra oggi il suo record di contagi giornalieri: 6.703 nelle ultime 24 ore. Nella capitale, i casi confermati di COVID-19 sono in totale 92.676 e dall’inizio dell’epidemia 905 persone sono morte a causa del nuovo virus, 39 delle quali nel corso dell’ultima giornata.

Altri 2.073 decessi negli USA in 24 ore

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 2.073. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. I contagiati sono 1,2 milioni, mentre il numero complessivo dei decessi ha superato i 73.000.

In Brasile record di 614 morti in un giorno

Sono 614 i morti per COVID-19 registrati nelle scorse 24 ore in Brasile, il numero più alto dall’inizio della pandemia. Lo ha rivelato il ministero della Salute, precisando che le vittime totali sono 8.535. Numero record anche per i contagi: 10.381 in un solo giorno, per un totale di 125.096 casi confermati. «Il lockdown potrebbe essere necessario in alcune situazioni», ha detto il nuovo ministro della Salute brasiliano, Nelson Teich, aggiungendo di non essere «favorevole o contrario» all’adozione della chiusura totale, ammettendo tuttavia che potrebbe essere necessaria per fronteggiare le situazioni più critiche. «Il lockdown potrebbe essere necessario in alcuni luoghi, in altri penso a maggiore flessibilità. Quando parliamo di isolamento, distanziamento, esistono vari livelli. L’importante è che non vi sia una difesa dell’isolamento e una difesa del non isolamento, vi sono vari livelli», ha aggiunto. Teich è stato nominato da Jair Bolsonaro dopo la rimozione di Luiz Henrique Mandetta, entrato in contrasto con il presidente per la sua difesa del distanziamento sociale.

Mercoledì 6 maggio

(Aggiornato alle 23.29) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.732.046, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono oltre 258 mila, più precisamente 261.517 mentre i guariti sono 1.233.471. Gli USA guidano ancora la classifica con 1.219.952 contagi, seguiti da Spagna e Italia.

Almeno 30mila contagi nelle carceri statunitensi

Corrono i contagi di Covid-19 nelle carceri americane. Almeno 30 mila tra detenuti e agenti hanno contratto il coronavirus, stando ai dati diffusi dai ricercatori della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università della California. I casi confermati riguardano almeno 21 mila detenuti e 9 mila agenti. Tra questi si contano complessivamente 319 morti.

Spagna in stato emergenza fino al 24 maggio

Il parlamento spagnolo ha approvato l’estensione dello stato d’emergenza fino al 24 maggio dopo giorni di difficili negoziati e aspri scontri tra partiti. Lo riportano i media spagnoli. Il Pp, che con il partito d’estrema destra Vox si opponeva ad un prolungamento, alla fine si è astenuto. Contrari anche gli indipendentisti catalani di Izquierda Republicana. Il governo di Pedro Sanchez ha però potuto contare sul sostegno di Ciudadanos e altri partiti locali minori.

Quasi 3 mila morti in Svezia

Sono quasi 3.000 le persone morte per il coronavirus in Svezia, il Paese che ha avuto l’approccio più morbido alle misure per frenare la pandemia. L’Agenzia sanitaria nazionale ha annunciato che i casi di Covid-19 nel Paese sono 23.918 e le vittime 2.941, 87 in più rispetto al giorno precedente. Un tasso, riporta il Guardian, di 291 per milione di abitanti, molto più alto delle vicine Norvegia (40 per milione), Danimarca (87 per milione) e Finlandia (45). Persino maggiore degli Stati Uniti, che il Paese con più decessi. «È un numero spaventosamente alto», ha commentato in conferenza stampa Anders Tegnell l’epidemiologo dietro alla strategia del governo svedese che ha deciso di non imporre lockdown, né chiudere bar, ristoranti e scuole per i ragazzi sotto i 16 anni.

Merkel: «La primissima fase della pandemia è alle spalle»

«La primissima fase della pandemia è alle spalle». Lo ha detto Angela Merkel in conferenza stampa a Berlino dopo l’atteso incontro con i Laender che stabilirà la riapertura di molte attività. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo di contenerla e di non sovraccaricare il sistema sanitario», ha affermato la cancelliera. Merkel ha sottolineato che «il tasso di contagio è stabile sotto l’1», tranne in una regione, e «il numero dei nuovi contagiati resta da giorni sotto le quattro cifre». I Laender tedeschi assumeranno le decisioni sull’allentamento delle misure restrittive ma se il numero dei nuovi contagiati salirà di nuovo a 50 per 100 mila abitanti «le limitazioni dovranno essere ristabilite dalle regioni stesse».

Il Belgio allenta il lockdown, dall’11 maggio riaprono i negozi

Il Belgio annuncia un allentamento del lockdown con riaperture progressive e graduali. «A partire da domenica 10 maggio sarà permesso per ogni famiglia accogliere quattro persone, ma sempre le stesse e si dovranno rispettare le distanze di sicurezza». Lo ha annunciato la premier belga Sophie Wilmes nel corso di una conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio nazionale di sicurezza. confermando quanto era circolato nei giorni scorsi, vale a dire la riapertura dei negozi da lunedì 11 maggio ma a certe condizioni: un solo cliente per 10 metri quadrati per un massimo di 30 minuti al quale si consiglia di indossare la mascherina e di recarsi vicino casa o nei pressi del posto di lavoro. «Fate i vostri acquisti da soli», ha consigliato Wilmes. «Caffè, bar e ristoranti rimarranno ancora chiusi mentre restano vietati i raduni come anche le escursioni», ha aggiunto la premier.

La Germania riapre tutti i negozi

Tutti i negozi potranno riaprire in Germania, anche quelli più ampi di 800 metri quadrati, rispettando le misure di igiene e le regole del distanziamento. È quanto è stato deciso nell’incontro fra Stato e Regioni in corso a Berlino, secondo la Dpa. Inoltre, il governo tedesco ha deciso di abbassare temporaneamente l’imposta sul valore aggiunto (Iva) per la ristorazione . Per ristoranti e caffè la tassa sarà ridotta dal 19% al 7% sui pasti, a partire dal 1 luglio e per un anno. L’obiettivo è quello di dare una spinta al settore, per la ripartenza. L’annuncio della misura è stato dato in una conferenza stampa dell’esecutivo. La ristorazione è uno dei settori più colpiti a causa della chiusura forzata per le misure restrittive dovute al coronavirus. Ristoranti e bar in Germania sono ancora chiusi, e proprio oggi nella conferenza con le regioni si attende l’ufficializzazione della riapertura a maggio. I Laender tedeschi decideranno sotto la loro responsabilità quando far riaprire la gastronomia. Lo scrive la Dpa, anticipando la decisione presa nell’incontro in corso fra Stato e Regioni a Berlino. Si dovrà tener conto del diverso impatto del contagio da coronavirus nelle diverse regioni.

Controlli alla frontiera prolungati in Austria

L’Austria ha prolungato fino al 31 maggio i controlli alla frontiera ‘anti-Covid’ che dovevano scadere domani. Il provvedimento è stato prolungato con una nuova ordinanza del ministero degli Interni. Chi entra in Austria, come finora, deve stare per due settimane in quarantena oppure presentare l’esito di un test non più vecchio di quattro giorni.

Leggero aumento dei morti in Spagna

Lieve aumento nel bilancio delle vittime da coronavirus in Spagna, dove i morti sono stati 244 nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il ministero della Salute di Madrid, citato dai media spagnoli. È la prima volta da sabato scorso che il numero è salito oltre 200. In totale sono 25.857 i decessi confermati finora e 220.325 i casi nel Paese, in aumento di 996 da ieri. Lo riporta il Ministero della sanità del Governo spagnolo.

In Russia ancora oltre 10.000 casi in 24 ore

In Russia per il quarto giorno di fila si registrano oltre 10.000 nuovi casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore. Stando alla task force russa anticoronavirus, nel corso dell’ultima giornata sono stati accertati 10.559 nuovi contagi, che portano a 165.929 il totale dei casi ufficiali nel Paese dall’inizio dell’epidemia. Le vittime del nuovo virus sono 1.537, di cui 86 decedute nelle ultime 24 ore. Ieri erano stati annunciati 10.102 nuovi casi, due giorni fa 10.581 e domenica 10.633, quest’ultimo è il numero più alto di contagi giornalieri finora registrato nel Paese. Nella sola Mosca, nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 5.858 casi di coronavirus, per un totale di 85.973 infezioni confermate. La capitale russa supera così la Cina nei contagi confermati (83.968, secondo i dati della Johns Hopkins). L’aumento giornaliero del numero di persone infette a Mosca è stato pari al 7,3%. Lo riporta la task force nazionale citata dalla Tass.

Israele, molte più guarigioni che contagi

Molte più guarigioni che nuovi contagi per coronavirus si sono registrati in Israele anche nella giornata di ieri, secondo dati divulgati dal ministero della sanità. Dei 16.314 casi positivi registrati finora (46 in più rispetto alle 24 ore precedenti) solo 5.549 sono definiti tuttora malati. Di essi 90 versano in condizioni gravi. Le guarigioni sono invece cresciute di 350 unità e hanno raggiunto la cifra 10.527. I decessi sono stati 238. Al momento il caso più preoccupante è quello della località beduina di Hura, nel Neghev, dove negli ultimi tre giorni si è avuto un aumento del 19% nei contagi. Per questo motivo Hura - a differenza del resto del Paese - è stata posta in totale isolamento.

Cina, solo due casi d’importazione

La Cina ha registrato martedì zero nuovi casi domestici di COVID-19 con sintomi e solo due importati, entrambi accertati nella provincia di Shaanxi, mentre i nuovi asintomatici rilevati sono stati 20. La Commissione sanitaria nazionale, nei suoi aggiornamenti quotidiani, ha precisato che non ci sono stati decessi, restando quindi fermi a livello globale a 4.633, a fronte di contagi totali saliti a 82.883, comprensivi di 339 pazienti sotto trattamento e 77.911 casi di guarigione completa. Nell’Hubei, la provincia epicentro della pandemia, e nel capoluogo Wuhan, il focolaio prosegue l’azzeramento dei nuovi casi, partito il 4 aprile e giunto ormai al 32 giorno di fila.

Oltre 15 mila morti in America Latina

Oltre 15.000 persone sono morte a causa del coronavirus in America Latina e ai Caraibi: è quanto emerge da un conteggio dell’agenzia di stampa francese Afp basato su dati ufficiali. l totale dei casi supera quota 282.000. Il Paese con il maggior numero di morti è il Brasile a quota 7.921 a fronte di 114.715 casi, seguito dal Messico con 2.271 decessi e dall’Ecuador con 1.569 morti. Proprio in Ecuador il presidente Lenin Moreno ha annunciato ieri sera l’estensione per altri 30 giorni dello «stato di eccezione» nel Paese, a partire dal 16 maggio prossimo, riferisce il quotidiano El Telegrafo di Quito. In pratica, precisa il giornale, «questo significa che le forze armate, la polizia nazionale, il Servizio nazionale di gestione dei rischi e delle emergenze e il ministero della Sanità continueranno la loro mobilitazione su tutto il territorio nazionale per eseguire azioni di mitigazione della pandemia». Il presidente della Colombia Iván Duque ha dal canto suo annunciato ieri sera la decisione del governo di prorogare, per la terza volta dal 25 marzo, la quarantena sociale obbligatoria nel Paese, che resterà in vigore fino al 25 maggio. In un discorso trasmesso in tv, il capo dello Stato ha comunque assicurato che «durante questa nuova fase di isolamento sociale, sarà autorizzato l’avvio dell’attività produttiva di vari settori industriali, e quella di compravendita di beni necessari alla popolazione».

Usa, 2.333 morti in 24 ore (+130%)

È in forte aumento il bilancio dei decessi giornalieri provocati dal coronavirus negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono morte 2.333 persone, più del doppio rispetto alle 1.015 persone decedute il giorno precedente. È quanto emerge dal conteggio aggiornato della Johns Hopkins University. Il totale dei morti si attesta così a quota 71.031 a fronte di 1.203.502 casi.

Martedì 5 maggio

(Aggiornato alle 17.20) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.607.469, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono oltre 250 mila, più precisamente 252.301, mentre i guariti sono 1.168.355. Gli USA guidano ancora la classifica con 1.180.634 contagi, seguiti da Spagna e Italia.

Spagna, il 70% dei nuovi casi sono medici

Più del 70% dei nuovi casi di coronavirus registrati in Spagna nelle ultime 24 ore sono operatori sanitari. Lo rivelano i dati del ministero della Salute riportati dai media spagnoli. Degli 867 nuovi contagiati (per un totale di oltre 219 mila), 631 sono professionisti nel settore sanitario, una tendenza iniziata già da qualche giorno. Dal 28 aprile, gli operatori sanitari hanno rappresentato il 66% (5.587) dei 8.500 nuovi casi di Covid-19 in Spagna. In due ospedali della regione di Madrid e in Catalogna, le aree più colpite dal coronavirus, è stato contagiato l’11% del personale. La curva dei decessi di persone infette da coronavirus intanto si stabilizza . Sono 185 nelle ultime 24 ore (in leggero aumento rispetto al giorno prima), per un bilancio complessivo di 25.613.

Nel Regno Unito più morti che in Italia

Il Regno Unito supera l’Italia per numero di morti da coronavirus e diventa il Paese con il picco più alto d’Europa, in base a un aggiornamento statistico dell’Ons, l’Istat britannico. I dati dell’ufficio nazionale per le statistiche britannico (Ons) mostrano che fino al 24 aprile le morti per coronavirus in Inghilterra e Galles hanno raggiunto la cifra di 29.648. Se vengono inclusi i dati dalla Scozia e dall’Irlanda del Nord, la cifra totale è di 32.313. L’Italia dichiara - a ieri - 29.029 morti.

Numero contenuto di casi in Germania

Il numero dei nuovi contagi in Germania continua ad esser contenuto intorno ai 600 e «questa è una notizia molto positiva». Il tasso di contagio R0 scende a 0,71 mentre il tasso di mortalità è salito invece al 4,2%. Lo ha detto il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, in conferenza stampa a Berlino. Il numero dei contagi aggiornato alla mezzanotte di oggi è 163.860 (e cioè +685 rispetto al giorno precedente) mentre le vittime sono 6.831.

Mille morti in più di ieri negli Stati Uniti

Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti il coronavirus ha fatto 1.015 vittime, il dato più basso da un mese a questa parte. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University.

La Corea del Sud riapre le scuole

La Corea del Sud ha registrato ieri zero nuovi casi interni di coronavirus per il secondo giorno di fila e solo tre importati che, nel complesso, rappresentano i minimi dai due contagi accertati il 18 febbraio. Con un totale di 10.804 infezioni, secondo gli aggiornamenti del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), il governo ha deciso di allentare le regole sul distanziamento sociale consentendo il ritorno a scuola da mercoledì 13 maggio, parte del nuovo «schema di quarantena della vita quotidiana».

In Brasile altri 263 decessi in 24 ore

Sono 263 i decessi per Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile. Lo ha annunciato il ministero della Salute, precisando che il numero totale delle vittime è 7.288. I contagi accertati oggi sono 4.075, per un totale di 105.222. Il tasso di mortalità è del 6,9 per cento.

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