Netanyahu ammette: «Abbiamo riaperto troppo presto»

Tutti gli aggiornamenti

L’evoluzione globale dell’emergenza coronavirus: oltre 12,1 milioni le persone contagiate, 551 mila i morti, mentre i guariti superano i 6,6 milioni

Netanyahu ammette: «Abbiamo riaperto troppo presto»
© EPA/GALI TIBBON / POOL

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Netanyahu ammette: «Abbiamo riaperto troppo presto»
©AP Photo/Pavel Golovkin

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Netanyahu ammette: «Abbiamo riaperto troppo presto»
©AP Photo/David J. Phillip

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Netanyahu ammette: «Abbiamo riaperto troppo presto»
©EPA/JIM LO SCALZO

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Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla metà di aprile fino all’inizio di maggio le potete trovare a questo link. Qua invece gli aggiornamenti fino al 30 di giugno.

Giovedì 9 luglio

(Aggiornato alle 23.29) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12,1 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Le vittime sono oltre 551 mila, mentre i guariti superano i 6,6 milioni.

Brasile, il totale dei morti sfiora i 70 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.220 decessi e 42.619 contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.755.779, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 69.184. In leggera flessione (3,9%) il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati), mentre l’indice di mortalità si attesta a 32,9 persone ogni 100 mila abitanti.

La Gran Bretagna riapre palestre, piscine ed eventi all’aperto

Nuovo passo verso il rilassamento del lockdown nel Regno Unito, a partire dall’Inghilterra, secondo l’annuncio affidato oggi dal governo Tory di Boris Johnson al ministro della Cultura e dello Sport, Oliver Dowden. Da questo fine settimane a lunedì riapriranno le piscine all’aperto e torneranno gli eventi artistici, musicali e sportivi outdoor, seguiti poi dalla ripartenza delle attività di spa e centri estetici, e quindi - dal 25 luglio - anche di strutture sportive al coperto in grado di garantire il distanziamento. Dowden, parlando in una conferenza stampa a Downing Street, ha assicurato che tutto gli indicatori sul contagio da coronavirus - che nel Regno ha provocato il più alto numero di vittime in cifra assoluta in Europa - sono ora in calo a livello nazionale sull’isola, al di là del focolaio di Leicester dove le restrizioni sono state reimposte giorni fa a livello locale. E ha citato il numero giornaliero di morti per la Covid-19 sceso nelle ultime 24 ore nel Paese a 85 (contro gli oltre 100 dei giorni precedenti): seppure fino a un totale di ben quasi 45.000 decessi solo contando quelli certificati con il tampone.

Netanyahu ammette: «Abbiamo riaperto troppo presto»

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ammesso che Israele ha riaperto una parte delle attività economiche troppo presto dopo la fine della prima ondata di pandemia. «Guardando indietro come parte del tentativo e dell’errore, dobbiamo dire - ha sottolineato prima di illustrare le misure a sostegno dell’economia e delle persone in difficoltà - che gli ultimi passi erano troppo affrettate».»Siamo nel mezzo di una tempesta globale che cresce...la seconda ondata non risparmierà quasi nessuna nazione. Questo necessita di decisioni fatali ogni giorno, sospese tra il tentativo e l’errore. Uno ci prova, sbaglia e ripara. Questo è il modo in cui operano tutti i leader». Netanyahu ha poi indicato i tre principi base del piano di aiuti economici messi a punto dal governo: «certezza per gli anni futuri, rapido trasferimento delle sovvenzioni governative, aiuti immediati agli imprenditori indipendenti». Inoltre il governo ha stabilito aiuti ai 400 mila impiegati e imprenditori che saranno trasferiti nei loro conti bancari la prossima settimana.

In Brasile 1 milione di guariti

Il Brasile ha superato il milione di pazienti usciti dalla Covid-19, confermandosi il primo Paese al mondo per numero di guariti: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Brasilia, secondo cui 1.020.901 persone sono state curate finora dall’inizio della pandemia. Ieri il numero totale di casi confermati del virus in Brasile ha raggiunto quota 1.713.160, secondo il bilancio ufficiale. Per quanto riguarda i decessi (nel frattempo saliti a 67.694), i tecnici del ministero hanno sottolineato che, mentre il numero di diagnosi positive di Covid-19 è ancora in crescita, i registri di morte indicano una stabilizzazione. A testimoniarlo ci sarebbero i numeri accumulati durante gli ultimi bollettini: nelle ultime cinque settimane, la variazione dei nuovi decessi causati dalla malattia ha infatti oscillato tra il 4% e l’1%.

Via tutte le restrizioni a Mosca dal 13 luglio

Tutte le restrizioni dovute al coronavirus precedentemente imposte dalle autorità di Mosca nel campo dell’imprenditoria e dei servizi saranno abolite a Mosca il 13 luglio. Lo ha detto il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin. «Tutte le restrizioni nella sfera dell’imprenditoria, della fornitura di servizi alla popolazione e di altri tipi di attività, ad eccezione dei requisiti igienico-sanitari, saranno abolite», ha detto in un post sul blog personale del sindaco. «Spetta alle imprese decidere se riportare il proprio personale in ufficio o lasciare che continuino a lavorare a distanza», ha aggiunto Sobyanin.

Record di morti in un giorno in Iran

Nuovo record di vittime di COVID-19 in Iran. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 221 decessi, per un totale di 12.305 decessi confermati. I casi salgono a 250.458, con 2.079 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.324, mentre i pazienti guariti diventano 212.176. I test effettuati sono 1.897.803. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari.

In Russia altri 6.509 casi

In Russia sono stati registrati 6.509 nuovi casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 707.301. I decessi provocati dal virus sono ufficialmente 10.843, di cui 176 nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 8.805 nelle ultime 24 ore e 481.316 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

Nuovo record di contagi a Tokyo

Tokyo aggiorna nuovamente il record dei casi giornalieri di coronavirus fino a raggiungere quota 224 nelle ultime 24 ore, il massimo livello da metà aprile. Lo ha annunciato il governo metropolitano dopo un temporaneo rallentamento registrato nelle 24 ore precedenti con 75 casi, e confermando la presenza dei maggiori focolai nel distretto a luci rosse della capitale, l’area di Kabukicho (nord ovest), malgrado i recenti inviti delle autorità locali a ridurre le visite e l’assistenza finanziaria promessa alle attività commerciali in presenza di una riduzione degli orari di apertura.

In un incontro con la stampa il ministro della Sanità Katsunobu Kato ha comunque escluso che il sistema sanitario della capitale si trovi sotto pressione per garantire l’assistenza ai pazienti di COVID-19. Con circa 7.200 casi, Tokyo rappresenta oltre un terzo dei contagi complessivi a livello nazionale.

Il coronavirus era già ampiamente diffuso negli Stati Uniti a febbraio

Il nuovo coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato.

È quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la CNN.

«Pensiamo che ci sia stata una diffusa trasmissione di SARS-CoV-2 nel febbraio 2020», si legge nel rapporto preparato dal team di ricercatori e pubblicato sul server MedRxiv. «I nostri risultati indicano che molti Stati sono stati contaminati da fonti interne piuttosto che internazionali», prosegue il rapporto: «Per gran parte degli Stati continentali il principale contributo di infezioni importate è arrivato attraverso i flussi di viaggi interni».

Come è noto, gli USA hanno imposto restrizioni ai viaggi dalla Cina il 31 gennaio, ma secondo il modello dei ricercatori statunitensi questa misura è arrivata troppo tardi. Inoltre, «le importazioni (del virus, ndr) dalla Cina continentale possono essere state rilevanti nel seminare l’epidemia a gennaio, ma dopo hanno svolto un piccolo ruolo nell’espansione del COVID-19 negli Usa».

A livello di Stato, il modello indica che le «fonti interne hanno contribuito per l’85% dell’introduzione del virus in Nebraska, l’86% in Nuovo Messico e in Arkansas e il 95% in North Dakota.

Impennata di casi a Tulsa dopo un comizio di Trump

Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell’Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno.

La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì. «Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa», afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa.

Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di «fare due più due» fra l’aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

55.000 nuovi casi negli Usa in 24 ore

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che parla di 3.051.427 contagi e 132.195 morti.

Mercoledì 8 luglio

(Aggiornato alle 21.01) Più di 11,8 milioni di casi di coronavirus nel mondo e 545 mila morti. È il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i dimessi dagli ospedali superano i 6,4 milioni.

Nei Balcani aumentano i contagi

Nei Balcani prosegue la nuova fase al rialzo dei contagi da coronavirus, che induce i Paesi della regione a reintrodurre restrizioni abolite nelle scorse settimane. In Serbia nelle ultime 24 ore i nuovi casi di Covid-19 sono stati 357, portando il totale a 17.076, mentre altri 11 decessi hanno fatto salire a 341 il numero delle vittime. Aumenta costantemente anche il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ad oggi 118. Domani l’unità di crisi a Belgrado deciderà sulle nuove misure restrittive per contenere i contagi, compreso l’eventuale ripristino del coprifuoco, rimasto in vigore per alcun settimane nel Paese durante la prima fase acuta dell’epidemia in primavera. Contro le prospettate nuove restrizioni a Belgrado la notte scorsa vi sono state proteste con scontri fra manifestanti e polizia. In Macedonia del Nord i nuovi casi nelle 24 ore sono risultati 163, con otto decessi. I contagi sono stati finora 7.406, le vittime 359. Nel Paese si voterà il 15 luglio per le elezioni legislative, previste inizialmente il 12 aprile scorso e rinviate per l’emergenza sanitaria nella prima fase dell’epidemia. Sono stati 53 i nuovi contagi in Croazia, per un totale di 3.325, mentre un altro decesso ha portato a 114 il numero dei morti dall’inizio dell’epidemia.

In Montenegro, che aveva già dichiarato conclusa l’epidemia dopo 28 giorni di zero contagi e zero decessi, si sono registrati altri 53 casi nelle 24 ore, con il totale salito a 636, con otto vittime. I media a Podgorica non escludono l’imposizione dello stato di emergenza e il rinvio delle elezioni parlamentari e locali in programma il 30 agosto.

Il Paese della regione più duramente colpito dalla pandemia resta la Romania, dove si è registrato il numero record di 555 contagi nelle 24 ore, con il totale che ha superato quota 30 mila, mentre le vittime sono oltre 1.800. Le autorità moltiplicano gli appelli alla popolazione a rispettare le norme basilari di prevenzione - mascherina, distanziamento fisico, igiene con frequente e accurato lavaggio delle mani. I contagi sono in ripresa anche in Kosovo e in Bosnia-Erzegovina.

Negli USA superati i 3 milioni di casi

Gli Stati Uniti hanno superato i 3 milioni di contagi da Covid-19: i casi di coronavirus nel paese sono 3.009.611. È quanto emerso dai dati della John Hopkins University. Frattanto, il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha dichiarato che le autorità federali stanno inviando personale medico in Texas, Arizona, California e Florida dove il numero di casi di coronavirus sta crescendo.

A New York in classe solo 2-3 giorni a settimana

Le scuole pubbliche di New York non apriranno interamente a settembre: le lezioni in classe ci saranno solo due o tre giorni alla settimana. Lo ha annunciato oggi il sindaco di New York, Bill de Blasio, spiegando che in classe ci saranno meno studenti e le famiglie potranno scegliere se optare per la soluzione mista fra la presenza fisica e le classi online o per l’insegnamento completamente da remoto. La decisione di de Blasio si contrappone alle pressioni di Donald Trump che vuole le scuole riaperte regolarmente in settembre nonostante il coronavirus.

«Negli USA 208 mila morti entro inizio novembre»

L’università di Washington ha esteso le sue proiezioni su quante persone potrebbero morire di coronavirus in Usa entro il primo novembre, due giorni prima delle elezioni, prevedendo almeno 208.255 vittime sulla base dello scenario attuale. Se il 95% della popolazione indossasse la mascherina in pubblico, il numero scenderebbe a circa 162.808, ha stimato l’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’ateneo. Gli Stati Uniti intanto stanno raggiungendo i 3 milioni di casi, con oltre 131 mila decessi.

Tracce di coronavirus nelle acque di scarico di Parigi

Tracce di coronavirus sono state ritrovate negli ultimi giorni nelle acque di scarico di Parigi, anche se a livelli minimi. Si tratterebbe di un indicatore di una ripresa dei contagi, che infatti hanno fatto segnalare una piccola ripresa in alcuni dipartimenti nella banlieue della capitale. Dall’inizio della pandemia, le acque di scarico, che vengono poi ritrattate sono attentamente osservate per valutare la circolazione del virus. I ricercatori hanno notato un collegamento fra il livello del virus nelle acque di scarico e il numero di casi di Covid-19: il dato riflette parzialmente lo stato di salute della popolazione e sono un indicatore «anticipato», così come i ricoveri sono un indicatore «tardivo» di un aumento dei contagi. D’altra parte, nonostante il tasso di infezione sia stabile nella regione della capitale, la curva dei contagi è leggermente aumentata in alcuni dipartimenti, come le Yvelines, le Hauts-de-Seine, la Val-de-Marne e la Val-d’Oise.

«Senza un vaccino si rischiano 250 milioni di casi»

Senza un vaccino o una cura adeguata per la Covid-19, lo scenario per il 2021 si prospetta drammatico: stando a uno studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT), entro la primavera nel mondo potrebbero emergere 249 milioni di casi e 1,8 milioni di decessi. Lo studio vede l’India come il paese più colpito, con una possibile crescita giornaliera di 287 mila casi attorno alla fine del 2021. Secondo il modello di epidemiologia dinamica messo a punto dai ricercatori, sulla base dei dati ufficiali di 84 paesi fino a metà giugno, i primi dieci paesi che potrebbero registrare ancora nuovi casi di contagio alla fine del 2021 sono India, Usa, Sud Africa, Iran, Indonesia, Regno unito, Nigeria, Turchia, Francia e Germania. Gli scienziati di Boston rilevano che le dimensioni della pandemia sono notevolmente sottostimate a livello globale, e che tutti i dati della positività e delle morti sono molto inferiori alla realtà. «La maggioranza delle persone resta suscettibile al virus, in tutto il mondo», ha commentato il professor Rahmandad, leader del team: «siamo molto lontani dal raggiungimento dell’attesa immunizzazione di gregge».

Catalogna, mascherina anche con la distanza sociale

L’uso della mascherina sarà obbligatorio da domani in tutta la Catalogna, anche se verrà rispettata la regola del distanziamento sociale: lo ha reso noto in Parlamento il presidente della Generalitat, Quim Torra. Questa mattina, il ministro della Sanità, Salvador Illa, si era mostrato favorevole alla misura: «La mascherina è già obbligatoria se non c’è una distanza sufficiente. Non mi sembra male che la Generalitat rafforzi questa misura», aveva detto a Catalogna Radio sottolineando che a livello nazionale sono attivi ancora 67 focolai.

Oltre 700 mila casi accertati in Russia

In Russia sono stati superati i 700.000 casi accertati di Covid-19. Stando ai dati del centro operativo russo anticoronavirus, dall’inizio dell’epidemia nel Paese si sono finora registrati 700.792 casi di Covid-19, di cui 6.562 nelle ultime 24 ore, un dato quest’ultimo in salita rispetto ai 6.368 nuovi contagi di ieri. I decessi provocati dal nuovo virus sono ufficialmente 10.667, di cui 173 nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 8.631 nelle ultime 24 ore e 472.511 in totale.

La Francia: «Prepararsi a una seconda ondata»

«Bisogna prepararsi a una ripresa dell’epidemia se non a una seconda ondata», che è possibile «questo autunno o questo inverno»: lo ha detto il direttore generale della Salute responsabile della comunicazione sulla Covid-19, Jerome Salomon, intervistato da Le Figaro. «Non sappiamo tutto sul comportamento stagionale di questo virus che è ancora in circolazione», ha avvertito il francese numero 2 del ministero della Salute, assicurando che «tutti i servizi dello Stato, gli esperti, gli attori sul terreno sono mobilitati per gestire i cluster».«Ciò che bisogna capire bene, è che sono essenzialmente i nostri comportamenti a condizionare la ripresa epidemica - avverte Salomon - se vogliamo evitarla, ognuno di noi deve continuare a rispettare le misure di sicurezza, le misure d’igiene, il distanziamento fisico e l’uso della mascherina, soprattutto negli assembramenti e negli spazi chiusi».

Un’ascesa continua negli Stati Uniti

Continua a crescere negli USA il numero di contagiati al giorno. Sono stati infatti 60.209, gli americani risultati positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi di contagio in USA sono oramai quasi tre milioni: 2.991.351. Le vittime dall’inizio della pandemia sono 131.362.

Situazione preoccupante in Brasile

Il Brasile ha raggiunto 1.668.589 casi confermati di coronavirus: lo rendono noto il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità brasiliano. In base ai nuovi dati, nelle ultime 24 ore ci sono stati ulteriori 45.305 contagi e 1.254 decessi. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia è così salito a 66.741. Il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati) è pari al 4% e quello di mortalità di 31,8 persone ogni 100 mila abitanti.

Martedì 7 luglio

(Aggiornato alle 19.01) Sono oltre 11,6 milioni i casi di coronavirus nel mondo, per la precisione 11.647.399, stando al bilancio della John Hopkins University. I morti hanno raggiunto quota 538.796, mentre i guariti totali sono 6.328.000.

Belgio, frontiere chiuse a 15 paesi extra Ue

Il Belgio ha deciso di non riaprire i suoi confini ai viaggiatori di 15 paesi terzi raccomandati dall’Ue, citando motivi di salute e reciprocità. Lo scrivono i media locali precisando che il paese è comunque accessibile ai visitatori di altri paesi dell’Ue e dell’area Schengen.

Nelle scorse settimane i paesi Ue hanno concordato un elenco, di 15 paesi terzi i cui cittadini potranno essere autorizzati a entrare nell’Unione dal primo luglio. I viaggi «non essenziali» verso l’Ue sono stati vietati a metà marzo per combattere la diffusione della pandemia di coronavirus. L’elenco dei paesi autorizzati è comunque soggetto a una raccomandazione non vincolante, con ciascuno Stato che mantiene il controllo dei propri confini.

Fauci: «Gli Usa ancora impantanati nella prima ondata di pandemia»

Gli Stati Uniti sono ancora «impantanati» nella prima ondata della pandemia: è l’ennesimo allarme lanciato da Anthony Fauci, che ha sottolineato come la situazione non sia «per nulla buona», anzi, sia «molto pericolosa». Del resto negli Usa il numero dei contagi è ormai vicino ai 3 milioni con altri 47.126 nuovi casi nella giornata di lunedì. Le vittime complessivamente sono oltre 130 mila, 337 nelle ultime 24 ore.

A Pechino zero nuovi casi e un asintomatico

Pechino ha segnato ieri zero nuovi contagi di coronavirus trasmesso internamente, per la prima volta dallo scoppio di inizio giugno del focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi: la Commissione sanitaria municipale ha rilevato soltanto un nuovo caso asintomatico e ha messo in guardia: «zero infezioni non significa zero rischi». Dall’11 giugno al 6 luglio, il numero di infezioni registrato nella capitale s’è attestato a 335, di cui 320 ancora sottoposte a cura ospedaliera e 15 guarite. Gli asintomatici totali si sono attestati ora a 31, tutti sotto osservazione medica. A partire da oggi, intanto, Pechino ha cominciato a rimuovere la quarantena nelle aree «rosse», più a rischio, interessando una zona con un primo gruppo di oltre 5.000 persone del distretto di Fengtai che potevano essere entrate a contatto direttamente o indirettamente con lo Xinfadi. In aggiunta, su un totale di 7 distretti è stato rimosso il giudizio di «rischio alto o medio», tra cui Xicheng, Dongcheng, Chaoyang e Tongzhou. La disinfezione dello Xinfadi, infine, è stata completata.

Superati i 20 mila morti in India

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in India ha superato oggi la soglia dei 20 mila: è quanto emerge dal sito della Johns Hopkins University. I dati dell’università americana indicano che nel Paese i decessi complessivi hanno raggiunto quota 20.159, a fronte di 719.664 casi confermati. L’India ha superato ieri la Russia per numero di contagi ed è ora il terzo Paese al mondo più colpito dal virus dopo gli Stati Uniti (2.938.625) e il Brasile (1.623.284).

Cisgiordania, 306 nuovi casi positivi

La diffusione del coronavirus non rallenta in Cisgiordania, malgrado le misure di emergenza imposte dal governo dell’Autorità nazionale palestinese. Secondo dati forniti oggi dal ministero della sanità, nelle ultime 24 ore si sono avuti 306 contagi, portando così a 5.092 il numero complessivo dei casi positivi registrati dall’inizio della pandemia in Cisgiordania, a Gaza e a Gerusalemme est. In Cisgiordania sono stati 4.575 casi, a Gaza 72 e a Gerusalemme est 445. I decessi assommano a 22. Oggi, riferisce la agenzia di stampa Wafa, il premier Mohammed Shtayeh sarà impegnato in nuove consultazioni col Comitato di emergenza nazionale e con il Comitato di sicurezza. In particolare sarà esaminata l’efficacia delle misure di chiusura adottate finora. Ieri Shtayeh ha intanto pubblicato un appello per la sospensione dei matrimoni e delle riunioni pubbliche di lutto fino al superamento della crisi. Ha inoltre invocato la chiusura dei valichi di transito con Israele.

In Iran record di 200 morti in un giorno

Nuovo record di vittime per il coronavirus in Iran. Nelle ultime 24 ore i decessi confermati sono 200, per un totale di 11.931 morti. I casi registrati salgono a 245.688, con 2.637 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.270, mentre i guariti diventano 207.000. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Sadat Lari. Il totale dei test effettuati finora è di 1.846.793. Il numero crescente di vittime, in particolare a Teheran, sta suscitando forti preoccupazioni nel Consiglio comunale della capitale iraniana. Secondo il suo presidente Mohsen Hashemi, almeno 70 persone sono state sepolte ieri nel cimitero di Behesht-e Zahra, il più grande della Repubblica islamica. Secondo fonti locali, inoltre, 150 autisti di autobus sono stati contagiati e 9 sono deceduti, mentre i malati tra i tassisti risultano 450, con 35 morti.

Oltre mille casi in Israele e 4 vittime

Non scende il numero dei casi di coronavirus in Israele: secondo il ministero della sanità sono 1.057 le nuove infezioni registrate che portano il totale, dall’inizio della pandemia, a 31.186. Crescono anche le vittime: 4 i pazienti deceduti per un dato globale di 338. Ieri il governo, a fronte della nuova ondata di casi, ha introdotto misure restrittive: tra queste, la chiusura delle sale teatrali, dei club, dei bar, palestre e piscine pubbliche. Nei ristoranti potranno sedersi 20 persone al massimo. Nei luoghi di preghiera il numero massimo di fedeli è stato fissato a 19. Intanto si è dimesso il direttore della sanità pubblica Siegal Sadetzki annunciando che lascerà anche il ministero. «Nelle recenti settimane - ha scritto su Facebook - Israele ha preso una via pericolosa. I dati e l’attuale mappa della malattia lo testimoniano». Secondo Sadetzki - che ha ammonito sulle ricadute future - il Paese ha rovinato il suo successo iniziale contro il coronavirus autorizzando le attività sociali troppo presto.

In Ucraina 564 nuovi casi

Sono 564 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, che fanno salire a 49.607 il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Nel corso dell’ultima giornata si registrano 21 decessi, mentre le vittime del nuovo virus nella repubblica ex sovietica sono ufficialmente 1.283. I guariti sono 490 nel corso dell’ultima giornata e 22.193 in totale. Lo ha fatto sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post, leggendo stamane i dati aggiornati dell’epidemia in Ucraina. La regione con il maggior numero di nuovi contagi giornalieri, 144, è quella di Leopoli, nell’ovest del Paese. I nuovi contagi nella capitale, Kiev, sono 63.

In Russia oltre 6 mila casi nelle ultime 24 ore

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 6.368 nuovi casi di COVID-19 e 198 decessi provocati dal nuovo virus. Il totale dei contagi accertati dall’inizio dell’epidemia sale così a 694.230, mentre le vittime sono ora ufficialmente 10.494. I guariti sono 9.551 nel corso dell’ultima giornata e 463.880 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

Rallenta la crescita dei contagi in Austria

In Austria, dopo l’impennata dei giorni scorsi, rallenta la crescita dei casi COVID. Ieri, per la prima volta dal 19 maggio, era stata superata la soglia mille con 1.012 casi «attivi». Nelle ultime 24 si sono aggiunti però solo 56 contagi, mentre nello scorso fine settimana la crescita superava i 100 casi al giorno. Attualmente sono 1.029 i casi di COVID-19, mentre da ieri sono state dichiarate guarite 39 persone. I focolai si trovano soprattutto in Alta Austria. Nella periferia di Linz si registrano, infatti, 8,8 casi su 10 mila abitanti, ma nelle ultime 24 ore si sono aggiunti solo 3 casi.

In Bulgaria prorogata la situazione di emergenza

In Bulgaria è stata prorogata fino alla fine di luglio la ‘situazione di emergenza’ per la Covid-19 a seguito di un incremento dei contagi. Lo ha annunciato a Sofia il ministro della Sanità Kiril Ananiev. L’ordinanza precedente fissava il termine della ‘situazione di emergenza’ al 15 luglio. «È necessario ridurre il più possibile i raduni in gruppo per qualsiasi motivo, perché nelle ultime settimane risulta che il virus si diffonde proprio in queste occasioni», ha spiegato Ananiev. Il ministro ha ricordato che è in atto una stretta sui controlli e un rafforzamento delle misure già in vigore, come per esempio l’utilizzo obbligatorio delle mascherine sanitarie in luoghi pubblici. Sofia, intanto, ha chiesto ad Atene di rivedere le nuove regole di ingresso in Grecia attraverso il confine terrestre con la Bulgaria. Atene ha chiuso infatti tutti i valichi di frontiera eccetto quello di Kulata-Promahon, l’unico aperto al traffico. Le lunghe file di attesa al checkpoint provocano un grave disagio per i viaggiatori, rilevano le autorità di Sofia. In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 174 nuovi casi di coronavirus (dei quali 89 a Sofia) a seguito di 2.775 test diagnostici effettuati. Il bilancio complessivo dei contagi sale così a 5.914. Come riferiscono le autorità, si registrano quattro nuovi decessi, il cui totale sale a 250.

In Sudafrica oltre 200 mila contagi

Il ministro della Salute sudafricano Mkhize ha reso noto oggi che il numero di casi del nuovo coronavirus in Sudafrica ha raggiunto quota 205.721, segnando un aumento di 8.971 nuovi casi dall’ultimo bollettino diffuso domenica. Lo riporta il South Africa News. Il ministro ha anche dichiarato che 97.848 sudafricani sono guariti. Purtroppo, sono stati segnalati altri 111 decessi: 9 a Eastern Cape, 50 a Gauteng, 17 a Limpopo e 35 a Western Cape. Ciò porta i morti totali a 3.310.

Negli USA altri 55 mila contagi in un giorno

Gli Stati Uniti hanno registrato altri 55 mila casi di coronavirus in un giorno, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I contagi totali nel Paese più colpito dalla pandemia in termini assoluti sono stati a oggi 2.922.000, di cui 130.208 decessi.

Lunedì 6 luglio

(Aggiornato alle 21.20) Sono oltre undici milioni e mezzo i casi di coronavirus nel mondo, per la precisione 11.516.782, stando al bilancio della pandemia della John Hopkins University. I morti hanno raggiunto quota 535.453, mentre i guariti totali sono 6.223.819.

Spagna, anticorpi sviluppati solo da 5% individui

La Spagna ha raggiunto appena il 5% di immuni al Sars-CoV-2, secondo un vasto studio appena pubblicato sulla rivista Lancet. Il 95% della popolazione spagnola non ha sviluppato anticorpi contro il patogeno. Significa, spiega l’autrice principale Marina Pollán, direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, che l’immunità di gregge è difficilmente raggiungibile per questo virus. Si tratta dello studio più vasto mai compiuto finora sull’immunità al SARS-CoV-2, che ha coinvolto un campione nazionale di oltre 61.000 individui e che va a confermare i dubbi già sollevati da altri studi in diversi paesi sull’ipotesi «immunità di gregge», secondo cui, cioè, gran parte di una popolazione finisce per avere gli anticorpi contro l’infezione tanto da poter facilmente tenerla a bada. La Spagna è stato uno dei paesi europei più duramente colpiti dal nuovo coronavirus, con oltre 28’000 vittime e 250’000 casi. Ciò nonostante, il vasto studio, in tre diverse fasi cronologiche da aprile a giugno, mostra che l’immunità si assesta su una media del 5%, fatte salve poche zone più duramente colpite (ad esempio l’area metropolitana di Madrid) dove la diffusione degli immuni non supera comunque il 10%. Troppo poco per rendere anche solo minimamente pensabile la possibilità di ottenere naturalmente l’immunità di gregge, scrive in un commento su Lancet Isabella Eckerle, capo del Centro di Ginevraper le malattie virali emergenti. In Svizzera peraltro , e anche negli altri paesi che finora hanno condotto studi analoghi, l’immunità si assesta mediamente su percentuali del tutto simili a quelle spagnole. Nell’ipotesi di una seconda ondata di contagi, quindi, il virus potrebbe ricominciare rapidamente a circolare a livelli pandemici, paventano gli esperti.

6 milioni di persone in lockdown in Australia

Da domani a mezzanotte 6,6 milioni di persone saranno isolate in Australia a causa di un aumento dei casi di coronavirus a Melbourne. Lo riporta la Cnn. Il Victoria, dove si trova la città colpita, e il New South Wales, gli stati australiani più popolosi, saranno messi in lockdown per la prima volta dall’inizio della pandemia di Covid-19, secondo quanto annunciato dalle autorità che hanno anche deciso di inviare militari e polizia al confine.

Il Victoria ha registrato il picco giornaliero più alto con 127 nuovi casi, di cui 16 in un popolosissimo condominio popolare. Nello stato sono 2663 le persone contagiate e 22 le vittime. In Australia, oltre 8500 persone hanno contratto il coronavirus e 106 sono morte.

Austria, i casi attivi tornano oltre la soglia dei mille

In Austria i contagi di Covid-19 continuano a salire e - la prima volta dal 19 maggio - tornano sopra soglia mille. Sono infatti 1012 i casi ‘attivi’ (+85 più di ieri), mentre a metà giugno i contagiati furono addirittura meno di 400.

La crescita sembra comunque rallentare dopo tre giorni con oltre 100 nuovi casi. In tre macelli in Alta Austria sono stati registrati 23 contagi tra dipendenti e familiari. Vienna ha annunciato tra i 25’000 e 30’000 test alla settimana nei settori a rischio.

Iraq, parlamento avverte, sanità al collasso

Il parlamento iracheno ha messo in guardia oggi il governo di Baghdad dal prendere «urgenti misure» contro l’inasprirsi della pandemia di coronavirus nel paese arabo, dove si sono finora registrati 2473 decessi ufficiali e 60’479 chi positivi. Nell’ultima settimana c’è stata una recrudescenza dei casi e dei decessi nelle regioni centrali del paese, come quella di Diyala a nord-est di Baghdad.

«Il sistema sanitario nazionale in alcune zone è al collasso, bisogna intervenire» è l’allarme lanciato oggi dalla presidenza del parlamento iracheno, in un comunicato citato dalla tv locale Rafidain.

Il governo britannico stanzia 2 miliardi di euro per la cultura

Il governo britannico stanzierà 1,57 miliardi di sterline (pari a 1,85 miliardi di franchi) per aiutare i teatri, le gallerie d’arte e altre istituti culturali a sopravvivere alla crisi del coronavirus.

Il settore delle arti e della cultura britannico è stato duramente colpito dalla pandemia, con esibizioni dal vivo ancora in sospeso e luoghi che affrontano un futuro incerto a causa delle misure di allontanamento sociale in corso.

Il fondo aiuterà i musei e i palazzi storici nonché le aziende coinvolte nella musica dal vivo e nel cinema indipendente. «Il denaro, che rappresenta il più grande investimento mai realizzato nella cultura del Regno Unito, fornirà un’ancora di salvezza alle organizzazioni culturali e del patrimonio vitali in tutto il paese colpite duramente dalla pandemia», si legge in una nota del governo.

La lettera all’Oms: «C’è trasmissione aerea, mascherina necessaria al chiuso»

Una lettera aperta firmata da 239 esperti di 32 Paesi per chiedere all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di rivedere le proprie raccomandazioni sul coronavirus, includendo anche la trasmissione aerea del virus. La missiva dei ricercatori sarà pubblicata la settimana prossima su un giornale scientifico, ma è stata anticipata dal New York Times. Secondo gli esperti che l’hanno scritta ci sono prove del fatto che il SARS-CoV-2 si trasmetta nell’aria e questo, se verificato dall’Oms, potrebbe aver importanti conseguenze nel contenimento del virus.

Se così fosse, riporta il New York Times, allora le mascherine sarebbero necessarie anche negli spazi al chiuso a prescindere dal distanziamento sociale. Ma implicherebbe anche una revisione dei sistemi di ventilazione nelle scuole, negli ospizi, nelle case e negli uffici per minimizzare il ricircolo dell’aria.

India terzo Paese al mondo per numero di contagi

L’India registra a oggi 697.413 casi accertati di coronavirus, superando la Russia (680.283) e diventando il terzo Paese al mondo per numero di contagi dietro a Stati Uniti (2.888.635) e Brasile (1.603.055). Lo rende noto il sito dell’università americana Johns Hopkins. Il numero dei decessi totali nel paese asiatico è 19.268.

Negli Usa quasi 40 mila contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato 39.379 nuovi casi di COVID-19 in 24 ore, secondo la Johns Hopkins University. Il numero totale di casi confermati è ora pari a 2.876.143. Registrati 234 nuovi decessi, per un totale di 129.891 morti.

Domenica 5 luglio

(Aggiornato alle 15.50) - Più di undici milioni di casi di coronavirus nel mondo e 530 mila morti. È il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i dimessi dagli ospedali superano i 6 milioni.

La Grecia chiude le frontiere a chi arriva dalla Serbia

La Grecia chiuderà da domattina alle 6 le proprie frontiere per le persone provenienti dalla Serbia, a causa del forte incremento dei contagi da coronavirus nel Paese ex jugoslavo. Lo ha detto il ministro del commercio e turismo serbo Rasim Ljajic, citato dai media a Belgrado.

Tradizionalmente in estate sono molte migliaia i serbi che si recano in vacanza in località marine della Grecia. Le autorità elleniche, ha affermato Ljajic, hanno preso tale decisione sia per il peggiorare della situazione epidemiologica in Serbia sia per il gran numero di cittadini serbi risultati positivi al test anti-covid effettuato in Grecia.

I turisti serbi che si trovano già in Grecia, ha aggiunto il ministro, potranno proseguire la loro vacanza. Ieri in Serbia si erano registrati 325 nuovi contagi e otto morti.

Spagna, 70 mila in lockdown in Galizia

Lockdown per 70 mila persone in Galizia. nella Spagna nord-occidentale. La Generalitat ha decretato il confinamento degli abitanti di La Marina dove si è registrato un focolaio con oltre 100 casi. Lo riporta El Pais citando il ministro della Salute Jesùs Vàsquez.

In Slovenia 21 nuovi contagi nelle 24 ore

In Slovenia nelle ultime 24 ore si sono registrati 21 nuovi casi di coronavirus, con il totale che sale a 1.700. Come riferiscono i media regionali, non vi sono stati altri decessi, il cui numero complessivo dall’inizio dell’epidemia resta a 111.

Anche in Slovenia, che nelle scorse settimane era stata sul punto di dichiarare la fine dell’epidemia, si registra una ripresa dei contagi da Covid-19, al pari degli altri Paesi della regione.

Nuovo triste record in Iran: 163 morti in 24 ore

In Iran si sono registrati nelle ultime 24 ore 163 morti per coronavirus, un nuovo record che porta il totale dei decessi dall’inizio della pandemia a 11.571. Lo fa sapere il ministero della Salute di Teheran.

Su quasi due milioni di tamponi, 1.794.727 quelli effettuati in tutto il Paese nelle ultime 24 ore - ha detto il portavoce del ministero Sima Lari, 2.560 sono risultati positivi, facendo salire il totale dei contagi a 240.438. Le persone in condizioni critiche sono 3.168, e i guariti 201.330.

Le autorità iraniane hanno sancito l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici e nei centri commerciali a partire da oggi.

Israele, i casi positivi sono quasi 30 mila

La pandemia di coronavirus si estende in questi giorni con un ritmo molto simile sia in Israele sia fra i palestinesi in Cisgiordania, destando analoga apprensione fra i rispettivi responsabili sanitari.

In Israele, precisa il ministero della sanità, i casi positivi sono saliti oggi a 29.366: sono seimila in più rispetto ad una settimana fa e 1.800 in più rispetto a due giorni fa. I malati sono adesso 11.189: fra i casi più gravi se ne sono aggiunti 40 dall’inizio di luglio. I decessi sono adesso 330 mentre le guarigioni sono arrivate a 17.847. Nei test condotti fra ieri e oggi è stato rilevato un tasso di contagio di circa il 5%. Due settimane fa era del 2%.

Situazione simile fra i palestinesi di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est dove, secondo l’agenzia di stampa Wafa, il numero dei casi positivi è salito a 4.250, il doppio di una settimana fa. I malati sono pure raddoppiati e sono ora 3.594. Nello stesso lasso di tempo i decessi sono quasi triplicati, passando da 7 a 19. La maggioranza assoluta di questi casi è in Cisgiordania, mentre a Gaza la situazione resta sotto controllo.

In Pakistan 93 morti in 24 ore

In Pakistan si registrano 93 nuovi decessi causati dal coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano il totale delle morti a 4.612, mentre l’ultimo bilancio dei contagi è di 228.474. con 3.191 nuovi casi, stando ai dati forniti dal ministero pachistano della Sanità.

La provincia meridionale di Sindh è la zona più colpita con 92.306 casi, di questi 1.585 nelle ultime 24 ore. In Punjab, nell’est, che è la seconda regione più colpita, il totale dei casi è di 81.317.

In Kosovo 178 casi e sei decessi in 24 ore

Forte aumento dei contagi da coronavirus in Kosovo, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 178 nuovi casi e sei decessi. Come riferiscono i media a Belgrado, il totale dei contagi è ad oggi di 3.356, quello delle vittime è salito a 64.

La ripresa dell’epidemia di Covid-19 interessa anche tutti gli altri Paesi dei Balcani, dove nelle scorse settimane si era registrato invece un calo progressivo dei contagi, che aveva portato a un allentamento delle restrizioni.

USA: 43 mila casi in 24 ore

I casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 43.000, portando il totale a 2,83 milioni di contagi e 129.527 morti. Il dato giornaliero risulta in flessione dopo tre giorni da record, sempre sopra quota 50 mila. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University.

Sabato 4 luglio

(Aggiornato alle 20.56) - Più di undici milioni di casi di coronavirus nel mondo e 523'777 morti. E' il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i contagi sono, per l'esattezza, 11,03 milioni. I guariti superano i 5,77 milioni.

Grecia, esteso il lockdown nei campi per migranti

La Grecia ha annunciato oggi una nuova estensione del lockdown nei suoi campi di accoglienza per migranti, nonostante le critiche che erano state mosse verso le autorità, accusate di usare in maniera scorretta le misure restrittive per la pandemia da covid-19 sui migranti. Le limitazioni per i campi erano state introdotte lo scorso 21 marzo e sono state adesso estese al 19 luglio, il ministero responsabile ha comunicato che i migranti potranno allontanarsi dalle 7 del mattino alle 21 soltanto in gruppi di meno di 10 persone, secondo Marco Sandrone, coordinatore di Medici Senza Frontiere presso il campo di Moria.«La ragione del lockdown nei campi non può essere associata a ragioni di sanità pubblica» aveva precedentemente dichiarato alla Afp, sottolineando che nei campi non c’erano casi.

Italia, aumentano ancora i contagi

Sono 235 oggi i nuovi contagiati di coronavirus in Italia, in lieve aumento rispetto a ieri quando erano stati 223. Di questi, 95 casi sono in Lombardia, il 40,4% del totale in Italia. Il numero totale dei casi sale così a 241.419. Le vittime nelle ultime 24 ore sono invece 21, in aumento rispetto alle 15 di ieri. I morti per coronavirus salgono così a 34.854, secondo i dati del Ministero della Salute.

In Serbia 325 nuovi casi e otto morti in 24 ore

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 325 nuovi contagi da coronavirus, con il totale salito a 15.829. Come hanno riferito i responsabili sanitari a Belgrado, altri otto decessi hanno portato a 306 il numero delle vittime. In aumento il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 86.

Il Paese da diversi giorni, come nel resto dei Balcani, assiste a una forte ritorno dell’epidemia di Covid-19 e le autorità moltiplicano gli appelli al rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza per contenere il contagio. Dopo un periodo di calo progressivo dei casi, in Serbia nelle scorse settimane era stato abolito lo stato di emergenza e il relativo coprifuoco, insieme al divieto tassativo per gli ultra 65enni di uscire di casa.

Eliminate quasi tutte le restrizioni nell’attività economica e commerciale, con la ripresa delle attività sportive alla presenza di migliaia di spettatori incuranti delle regole di distanziamento e prevenzione. Stella Rossa e Partizan avevano giocato incontri davanti a 20 mila persone entusiaste e rumorose, e lo stesso Novak Djokovic aveva organizzato un torneo regionale di tennis che, benché per scopi benefici e di esibizione, aveva attratto migliaia di persone e fan. Salvo poi a restare contagiato lui stesso e altri campioni suoi colleghi. Il 21 giugno si sono tenute le elezioni legislative, nel rispetto assoluto - ha assicurato la dirigenza - delle misure anti-Covid.

La popolazione, restia alla mascherina e alla distanza fisica, sembrava aver dimenticato i rischi del virus, che è però tornato a circolare alla grande e a contagiare. E così le autorità in tutta fretta hanno ripristinato alcune delle misure restrittive.

A Belgrado, dove si concentra oltre l’80% del totale dei contagi, è stata dichiarata la «situazione di emergenza», al pari di altre otto città, con limitazione di orario nell’apertura dei locali e ristoranti, limite nei raduni (100 persone al chiuso e 500 all’aperto), obbligo della mascherina al chiuso e sui mezzi pubblici e multe per chi non osserva le regole.

Austria, 115 nuovi casi in 24 ore

In Austria continuano ad aumentare i contagi Covid. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 115 nuovi casi, facendo così salire il numero complessivo di casi ‘attivi’ a 853, mentre poco più di due settimane fa erano appena 400. 68 pazienti sono attualmente ricoverati in strutture ospedaliere.

Il ministro della Salute, Rudolf Anschober, ha annunciato, nel frattempo, l’introduzione di un semaforo Covid, simile al bollettino valanghe. Il rischio contagio sarà suddiviso in quattro gradi (verde, giallo, arancione e rosso) per consentire ai cittadini di valutare la presenza del virus nelle diverse zone del Paese. Il semaforo Covid dovrebbe entrare in funzione entro settembre.

In Slovenia 30 casi, il numero più alto da aprile

In Slovenia nelle ultime 24 ore si sono registrati 30 nuovi contagi da coronavirus, il numero più alto da metà aprile. Come riferiscono i media locali, cresce il numero dei casi positivi fra i giovani.

Il totale dei contagi è ad oggi di 1.679, mentre il numero delle vittime è fermo da giorni a 111.

La Slovenia, al pari degli altri Paesi ex jugoslavi e della regione balcanica, è alle prese con un sensibile aumento dei contagi, dopo che alcune settimane fa era stata sul punto di proclamare la fine dell’epidemia per l’assenza pressochè totale di nuove infezioni. Per questo le autorità di Lubiana stanno ripristinando misure restrittive per contenere la diffusione del contagio.

Bolivia, sette ministri contagiati dalla Covid-19

Sette ministri del governo della presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, sono stati contagiati dal Covid-19. Lo riferisce il quotidiano Pagina Siete citando dichiarazioni del ministro dell’Interno, Arturo Murillo.

Durante una cerimonia con la polizia a El Alto, città gemella di La Paz, Murillo ha sostenuto ieri che «i ministri sono in prima linea lavorando per il popolo e, se non mi sbaglio, già sette sono stati colpiti dal Covid-19. E non per questo - ha ancora detto - se ne restano dietro una scrivania o danno ordini da una qualche residenza all’estero», in allusione all’ex presidente Evo Morales esule in Argentina.

Il giornale indica che l’annuncio di Murillo ha colto di sorpresa i media perché fino a questo momento si sapeva soltanto di un ministro - quello della Presidenza Yerko Núñez - risultato positivo ad un test per il coronavirus.

Altri due ministri, Luis Fernando López (Difesa) e María Elva Pinckert (Ambiente), hanno invece trascorso un periodo di isolamento preventivo per essere stati a contatto con parenti contagiati, senza a loro volta infettarsi.

La stessa presidente Anez si è sottoposta ad un test, risultato negativo, dopo l’annuncio del contagio del ministro Núñez con cui lavora quotidianamente.

Gli inglesi ritrovano il piacere della pinta al pub

Con l’esclusione della città di Leicester, dov’è tornato da mezzanotte il lockdown, da stamattina alle 6 locali in Inghilterra hanno riaperto i battenti i pub, i caffè, i ristoranti. E dalla mezzanotte, anche barbieri e parrucchieri, alcuni dei quali hanno offerto ai loro clienti l’»emozione» di un taglio di capelli notturno.

In Irlanda del Nord la riapertura dei locali pubblici è ritardata a venerdì prossimo, in Scozia a lunedì mattina, mentre in Galles ancora non è stata fissata una data di riapertura.

L’orario delle 6 per l’Inghilterra è stato deciso per evitare «l’assalto di mezzanotte», e se oggi è prevedibile che saranno in tanti a godere del piacere della prima pinta di birra in compagnia dal 20 marzo, i media sollevano già i timori che per la coincidenza della riapertura con il fine settimane, ribattezzando questa prima giornata particolare ‘Super Saturday’. E che presto l’osservanza delle regole imposte ai locali pubblici possa rilassarsi.

Il Sun ha fatto anche una stima secondo cui solo oggi saranno consumate 15 milioni di pinte (8,5 milioni di litri) di birra.

In Inghilterra da oggi, inoltre, si può andare a trovare amici e conoscenti in casa loro e anche restare a dormire fuori, purché siano rispettate le regole del distanziamento sociale.

In tutto questo - fa sapere la BBC - gli ospedali sono in preallerta come per tutti i grandi eventi, come la notte di Capodanno.

In Russia superati i 10’000 morti

La Russia ha registrato 6632 nuovi casi di coronavirus e 168 decessi nelle ultime 24 ore: il bilancio delle vittime a livello nazionale ha Così superato le 10’000 unità. «Nel corso dell’ultimo giorno, 6632 casi di Covid-19 sono stati confermati in 84 regioni della Russia, inclusi 1960 casi asintomatici attivi (29,6%)», ha detto il quartier generale della risposta al coronavirus. Il numero cumulativo di casi di coronavirus ha raggiunto 674’515, inclusi 10’027 decessi. Lo riporta interfax.

La Catalogna mette in quarantena 200’000 persone

La Generalitat catalana ha deciso di mettere in quarantena nelle loro case gli abitanti di 38 piccoli comuni della provincia di Segrià, che contano circa 209’000 persone, a partire da mezzogiorno, a fronte dell’aumento dei casi di coronavirus registrati nelle ultime ore. Sono nove i focolai attivi.

Lo rende noto La Vanguardia. Fino alle 16 ai residenti sarà permesso di entrare, ma da quel momento in poi sarà vietata la circolazione, ad eccezione dei lavoratori che devono spostarsi

Iran, le stime indicano oltre 18 milioni di casi

«Sulla base di test sierologici effettuati in modo casuale, abbiamo scoperto che i casi di coronavirus sono aumentati a oltre 18 milioni in Iran, pari al 20% della popolazione del Paese». Lo ha detto un membro della sede centrale per la lotta contro il coronavirus Masoud Mardani, citato dall’Isna.

La portavoce del ministero della Sanità Sima Lari ha annunciato venerdì che il numero ufficiale di infezioni è stimato a 235’429 e a 11’260 morti. La sua stima, ha affermato, si basava su un numero limitato di 1’744’958 test nel paese dall’inizio dell’epidemia del virus. Tuttavia, secondo un membro del consiglio comunale di Teheran, Nahid Khodakarami, solo nella capitale, finora 5000 persone sono morte a causa del virus.

Inoltre, un rapporto dell’IRNA ha reso noto sabato che il deputato al Parlamento Hosseinali Hajideligani è stato infettato dal Covid-19.

Il contagio in America latina non si ferma

Un picco di contagi nelle ultime 24 ore (70’644) ha dimostrato che la curva della pandemia da coronavirus cerca ancora in America Latina il suo assestamento, mentre i casi hanno raggiunto i 2’793’946, con un forte incremento anche dei morti a 124’118 (+2736). E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 fra Paesi e territori latinoamericani.

Il Brasile continua a tirare la crescita dei numeri, con un ritmo in linea con gli ultimi giorni, sia per i contagiati (1’539’081, +42’223), sia per i morti che hanno raggiunto quota 63’174 (+1290). La coppia dei Paesi che seguono in classifica è composta da Perù (295’599 e 10’226) e Cile (288’089 e 6051). Ci sono poi sette paesi con più di 30.000 contagi: Messico (245’251 e 29’843), Colombia (109’505 e 3777), Argentina (72’786 e 1437), Ecuador (60’657 e 4700), Panama (35’995 e 698), Rep. Dominicana (35’148 e 775), e Bolivia (35’528 e 1271).

Record negli USA: oltre 57’000 casi in 24 ore

Nuovo record di casi di coronavirus negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono stati 57’562. E’ quanto emerge dai dati del Covid Tracking Project. Si tratta del terzo giorno consecutivo con oltre 50’000 nuovi contagi. I casi di coronavirus negli Stati Uniti sono in totale 2,79 milioni e i decessi 129’405.

Venerdì 3 luglio

(Aggiornato alle 21.33) - I casi di coronavirus nel mondo, registrati dalla Johns Hopkins University, sfiorano ormai gli 11 milioni. I decessi di persone malate di COVID-19 sono 521.874 mentre i guariti sono 5,77 milioni.

«In Brasile potrebbero esserci dai 6 ai 10 milioni di casi»

Il Brasile ha superato 1,5 milioni di contagi da coronavirus, secondo i dati ufficiali, ma il numero effettivo delle persone colpite sarebbe tra i sei e i dieci milioni, secondo una ricerca condotta in 133 città. «Potrebbero esserci sei milioni, otto milioni, dieci milioni di casi», ha detto Pedro Hallal, uno dei responsabili dello studio dell’Università federale di Pelotas, nello Stato di Rio Grande do Sul. Si tratta del lavoro sul campo più esteso svolto finora sul Covid-19.

San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia hanno intanto iniziato ad allentare le restrizioni, nonostante i tassi di contagio continuino a salire. «Il momento giusto per allentare l’isolamento è quando diminuisce la curva di contagio», ha sottolineato Hallal. Il sondaggio, svolto insieme all’istituto statistico Ibope, è stato condotto a maggio e ripreso a giugno, quando si è osservata una crescita media dei contagi pari al 53%. Parallelamente all’aumento dei casi è stata osservata anche una tendenza al ribasso del tasso di adesione all’isolamento, passato da una media del 23,1% a maggio al 18,9% a giugno.

L’Oms ai Governi: «Svegliatevi»

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha invitato i governi a «svegliarsi» e a «impegnarsi nella lotta» contro il coronavirus. «È davvero tempo che i paesi guardino le cifre. Per favore, non ignorate ciò che dicono i dati», ha detto il responsabile dell’emergenza sanitaria dell’Oms Michael Ryan durante una conferenza stampa , aggiungendo: «le persone devono svegliarsi».

Viola la quarantena, il viceministro ghanese lascia

Il viceministro del Commercio e dell’Industria del Ghana, Carlos Ahenkorah, è stato costretto a rassegnare le dimissioni per aver infranto il suo auto-isolamento per essere risultato positivo al coronavirus. Lo riporta Bbc Africa specificando che l’ex viceministro - anche deputato - prima di completare il periodo di quarantena è andato in un centro di registrazione dei votanti nel suo collegio elettorale, ubicato nella città di Tema. Sebbene Ahenkorah sostenga di aver osservato le misure di distanziamento fisico e di essere asintomatico, alcuni ghanesi chiedono che venga processato per aver violato le linee guida relative alla sicurezza, mettendo in pericolo la vita altrui. Il Ghana conferma attualmente oltre 18.000 contagi e più di 100 morti. Un aumento nei casi si è registrato a seguito dell’allentamento di alcune restrizioni il mese scorso. Il Paese sarà chiamato alle urne il prossimo dicembre.

Altri 137 morti in Gran Bretagna, oltre 10 milioni di test

Resta pesante, rispetto alle medie attuali europee, il conteggio dei morti da coronavirus nel Regno Unito, con altri 137 decessi censiti nelle ultime 24 ore contro gli 89 di ieri, secondo i dati del ministero della Sanità. La somma totale dei decessi certificati col tampone supera ora nel Paese quota 44.000 (oltre 55.000, stando alle elaborazioni dell’Ons, l’istituto di statistica britannico, che comprendono i casi probabili). In calo invece in nuovi contagi diagnosticati (picco minimo di 544 da ieri), con tasso nazionale d’infezione Rt stabile sotto la soglia di sicurezza 1 (a 0,7-0,9). Si conferma peraltro il bilancio pesantissimo di vittime del virus nelle case di riposo, rivisto oggi a circa 20.000 solo fra gli ospizi d’Inghilterra e Galles tra marzo e giugno (30.000 i morti in eccesso rispetto al 2019 contando anche altre cause). Prosegue intanto l’impennata dei test, saliti ormai a livello da record europeo con un totale che oltrepassa i 10 milioni dall’inizio della pandemia (oltre 200.000 nelle 24 ore).

In Serbia 309 contagi e 11 decessi in 24 ore

La nuova ondata dell’epidemia di coronavirus in Serbia ha fatto registrare nelle ultime 24 ore 309 nuovi contagi e altri 11 decessi. E’ salito a 85 il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore. Livelli questi che riportano il Paese a molte settimane fa, e che hanno indotto le autorità a ripristinare alcune delle restrizioni abolite nella fase di progressivo calo dei contagi. Un allentamento tuttavia che non è stato accompagnato da comportamenti responsabili della popolazione, mostratasi totalmente incurante degli accorgimenti di prevenzione e sicurezza, e degli appelli di autorità e specialisti.

In totale i casi di coronavirus in Serbia sono ad oggi 15.504, le vittime 298. Il focolaio più importante è rappresentato dalla capitale Belgrado dove, come ha detto il presidente Aleksandar Vucic, si registra oltre l’82% del numero complessivo dei contagi. Per questo stamane è stato deciso di proclamare nella città la «situazione di emergenza», con restrizioni negli orari di apertura di caffè, ristoranti e locali notturni, l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici e in tutti i luoghi al chiuso e limiti nel numero di persone al chiuso (100) e all’aperto (500). In Serbia con l’allentamento delle misure, erano stati consentiti raduni all’aperto senza limite nel numero di partecipanti, e fino a 20 mila spettatori avevano assistito negli stadi a partite di calcio. Un torneo benefico regionale di tennis organizzato da Novak Djokovic è stato interrotto in Croazia per numerosi contagi fra i partecipanti, compreso lo stesso campione serbo, mentre il 21 giugno scorso si sono tenute in Serbia le elezioni legislative.

In Croazia contagi in forte ripresa

In Croazia, dove domenica si vota per le elezioni politiche, oggi sono stati registrati 96 nuovi casi di coronavirus, un livello pari a quello più alto registrato durante il picco dell’epidemia ad aprile. Lo ha reso noto l’Unità di crisi della protezione civile. Lo stesso numero di nuovi contagi fu confermato il primo aprile scorso, giorno con il maggior numero di positivi in 24 ore. Da ieri sono decedute due persone, che portano il numero complessivo delle vittime a 112. Dal primo caso di Covid-19 registrato in Croazia a fine febbraio, il totale dei positivi al virus ha raggiunto oggi 3.008 persone, dei quali 2.168 sono nel frattempo guariti. Attualmente si registrano 728 pazienti con l’infezione attiva e quasi 5.000 in autoisolamento domiciliare.

Per garantire anche ai malati e agli isolati l’esercizio del voto, la Corte costituzionale ha ordinato oggi alla Commissione elettorale di trovare le modalità per garantire questo fondamentale diritto e allo stesso tempo rispettare le misure sanitarie. Per questo i contagiati potranno votare a casa. I membri dei seggi consegneranno la scheda a una persona di fiducia dell’elettore, senza entrare nella abitazione. Tutti dovranno indossare le mascherine e disinfettarsi le mani prima e dopo la votazione. Ma il timore maggiore è che la ripresa dell’epidemia possa indurre molti a restare a casa domenica, con la conseguenza di una bassa partecipazione al voto. Quattro anni fa, senza simili paure e preoccupazioni, l’affluenza alle urne nelle precedenti politiche era stata di appena il 52,6 per cento.

In Sudafrica 168 mila casi e 2.840 morti

Oltre 168 mila casi, più di 2.840 morti; fascia di età più colpita: quella fra i 60 e i 69 anni con 717 morti; area col maggior numero di contagi (circa 64.500): il Western Cape. Questi alcuni dati della pandemia di Covid nel Sudafrica che, come in tutto il mondo, stendono un velo su drammi come quello dei medici chiamati a scegliere cinicamente chi possa vivere grazie a un ventilatore polmonare o ad una bombola d’ossigeno e chi debba invece morire per la sua mancanza. Lo hanno ricordato dichiarazioni di un medico belga di Medici senza frontiere (Msf), Eric Goemaere, che lavora in un ospedale da campo allestito in un palazzetto dello sport di Khayelitsha, povera township nella municipalità metropolitana di Città del Capo. «Dobbiamo prendere decisioni difficili», ha detto alla Bbc. «Non ha senso rimandare all’ospedale di riferimento i casi estremamente gravi dato che non hanno personale o macchinari. Gli ospedali in questa regione non ce la fanno», ha aggiunto il medico come riferisce il sito dell’emittente britannica. A questi pazienti terminali vengono impartite «cure palliative» in «un angolo del palazzetto, mentre le preziose forniture di ossigeno sono riservate a coloro considerati con migliori possibilità di guarigione», scrive il sito. La struttura di Msf funge da appoggio per un ospedale con 300 posti letto da sempre affetto da carenza di infermieri e che ha dovuto triplicare il numero dei medici trasformandosi in una struttura «tutta-Covid». Ma «abbiamo un sacco di personale infetto», constata il primario di Medicina, Ayanda Trevor Mnguni, notando che «la maggior parte delle nostre infermiere sono diventate pazienti».

Negli USA previsti 148 mila morti entro luglio

Il Center for Disease Control and Prevention prevede 148 mila morti per il coronavirus negli Usa entro il prossimo 25 luglio. Finora le vittime sono 128.740. Sempre secondo l’agenzia sanitaria americana, «il numero dei nuovi decessi nelle prossime 4 settimane in Arizona, Arkansas, Florida, Idaho, Nevada, Oklahoma, Oregon, Carolina del Sud, Texas, Utah e Wyoming probabilmente supererà il bilancio delle quattro settimane precedenti».

Tra le vittime un 11.enne, è la vittima più giovane in Florida

Un bambino di 11 anni è morto di coronavirus in Florida. È la più giovane vittima della Covid-19 nello Sunshine State e il terzo minore. Il ragazzino aveva gravi patologie pregresse. La Florida ha registrato ieri oltre una cifra record di oltre 10 mila nuovi casi.

In Israele oltre mille nuovi contagi

Non si arresta la impennata di contagi di coronavirus in Israele. Secondo dati diffusi oggi dal ministero della sanità, nelle ultime 24 ore si sono avuti oltre mille contagi ed il numero aggiornato dei casi positivi è di 27.542. Il numero dei malati è salito a 9.618, il doppio di quelli di una settimana fa. In rianimazione si trovano oggi 27 malati gravi. I decessi sono stati finora 325.

Situazione preoccupante anche in Cisgiordania, dove il governo dell’Anp ha avviato un lockdown generale di almeno cinque giorni, con la eccezione di farmacie, fornai ed empori alimentari.

Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli interni, citato dai media. Nella notte si è avuto un nuovo decesso per coronavirus, ed il totale delle perdite fra i palestinesi è salito così a dodici. Secondo dati forniti dal ministero della sanità palestinese il numero dei casi positivi è raddoppiato in una settimana ed è salito a 3.417. Di essi 3.008 sono in Cisgiordania, 72 a Gaza e 337 a Gerusalemme est.

Nuovo record di contagi negli Stati Uniti

Gli USA hanno registrato nelle ultime 24 ore 53.069 nuovi casi di coronavirus, secondo i dati della Johns Hopkins University: è un nuovo record, il secondo in due giorni consecutivi e il sesto negli ultimi nove giorni. Il totale sale quindi a 2.735.339. Almeno sette Stati hanno fatto segnare il loro primato in un singolo giorno: Alaska, Arkansas, Florida, Georgia, Montana, South Carolina e Tennessee. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 649, portando il bilancio complessivo delle vittime a 128,677. L’ultimo totale di nuovi contagi in Usa segna un aumento dell’87% dei casi giornalieri nelle ultime due settimane. L’impennata arriva alla vigilia del 4 luglio, la festa dell’Independence Day, quando migliaia di americani si ritrovano per celebrare l’anniversario patriottico. Il sindaco della contea di Miami-Dade ha annunciato che proclamerà nelle prossime ore il coprifuoco dalle 22 alle 6 per rallentare la diffusione del coronavirus. Il provvedimento entrerà in vigore da venerdì sera. Il primo cittadino, informa una nota, firmerà anche un ordine per revocare la riapertura delle strutture di intrattenimento, come cinema, teatri, casinò, arene per concerti. I clienti dei ristoranti inoltre dovranno indossare la mascherine e potranno toglierle solo per mangiare.

Obbligo di mascherina in pubblico in Texas

Il Texas, uno degli stati più colpiti dalla nuova ondata di coronavirus, fa marcia indietro. Il governatore repubblicano Greg Abbott, stretto alleato di Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che obbliga a coprirsi il volto negli spazi pubblici nelle contee con 20 o più casi di Covid-14. Vietati inoltre i raduni con oltre 10 persone e obbligo di distanziamento sociale di sei piedi (due metri). Nel frattempo in Alabama, la governatrice della repubblica Kay Ivey ha prorogato nuovamente per altri 60 giorni lo stato di emergenza a causa della pandemia. Lo Stato ha registrato oltre 40 mila casi e almeno 985 morti.

Giovedì 2 luglio

(Aggiornato alle 23.48) - Sono oltre 10,7 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati e riportati dalla Johns Hopkins University. Nello specifico le persone contagiate sono 10.780.980, mentre i decessi legati alla COVID-19 salgono a quota 518.121. Le persone guarite sono complessivamente 5.528.887.

In Perù superati i 10 mila morti e i 292 mila casi

Il ministero della Sanità peruviano ha annunciato oggi che la pandemia da coronavirus ha causato in tre mesi e mezzo sul territorio nazionale 10.045 morti fra i 292.004 casi di contagio registrati. Con queste cifre il Perù si conferma come il secondo Paese più colpito d’America latina dalla Covid-19 dopo il Brasile. I suoi 10.000 morti lo collocano inoltre anche fra le dieci Nazioni del mondo che hanno registrato più vittime.

In Brasile quasi un milione e mezzo di casi e 62 mila morti

Continua ad aggravarsi l’epidemia da coronavirus in Brasile: in base agli ultimi dati forniti in serata dal ministero della Sanità locale, nelle ultime 24 ore si sono registrate ulteriori 1.252 morti ed altri 48.105 casi confermati di Covid-19. Il numero totale dei decessi è dunque salito a 61.884 e quello dei contagi a 1.496.858.

Texas, obbligo di mascherina in pubblico

Il Texas, uno degli stati più colpiti dalla nuova ondata di coronavirus, fa marcia indietro. Il governatore repubblicano Greg Abbott, stretto alleato di Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che obbliga a coprirsi il volto negli spazi pubblici nelle contee con 20 o più casi di coronavirus. Vietati inoltre i raduni con oltre 10 persone e obbligo di distanziamento sociale di sei piedi (due metri).

Gran Bretagna, saltati 15.000 posti di lavoro in 3 giorni

Si moltiplicano gli annunci di tagli di posti di lavoro nel Regno Unito, soprattutto nella ristorazione, nel retail, nel trasporto aereo: 15.000 posti di lavoro in meno circa, facendo la somma, nei soli ultimi tre giorni. L’ultimo colpo di maglio arriva da Casual Dining Group, azienda proprietaria delle catene di ristoranti Café Rouge e Bella Italia, già in crisi prima della pandemia, con la chiusura immediata di 91 esercizi e l’esubero di 1900 persone su un organico di 6000 nel Paese. La società è in amministrazione controllata, alla ricerca di compratori almeno di una parte del business: impresa sempre più complessa sullo sfondo del terremoto innescato dal lockdown. Ieri SSP Group, holding titolare nel Regno delle popolari catene di rosticcerie e caffè-ristoranti Upper Crust e Caffè Ritazza, aveva reso noto un piano di tagli di ben 5000 occupati sull’isola; mentre i celebri grandi magazzini Harrods si preparano a licenziare il 14% del personale. Anche grandi aziende come British Airways, EasyJet o la branca britannica di Ryanair hanno messo in cantiere pesanti ridimensionamenti della forza lavoro; al pari di Airbus che ha precisato oggi che circa 1800 delle migliaia di dipendenti - soprattutto amministrativi - coinvolti da un preannunciato programma di ristrutturazione e licenziamenti globale perderanno il posto negli impianti di Broughton, in Galles, e di Filton, vicino a Bristol.

Russia: voli internazionali restano sospesi fino ad agosto

L’ente nazionale per l’aviazione civile della Russia, Rosaviatsia, ha deciso di estendere almeno fino al primo agosto le restrizioni per i voli internazionali, sia in entrata sia in uscita, a causa dell’epidemia di Covid-19. Lo riporta la testata online Rbk precisando che in precedenza le autorità russe avevano ventilato la possibilità di riprendere i voli internazionali dal 15 luglio. Rosaviatsia, sempre stando a Rbk, ha inviato agli aeroporti un documento in cui si riferisce che «fino alle 23.59 ora locale del 31 luglio 2020 resta valida la restrizione temporanea all’ingresso nella Federazione Russa dei cittadini stranieri e degli apolidi». I voli internazionali, regolari e charter, sono bloccati dal 27 marzo.

In Texas oltre 6.900 pazienti ricoverati

Il Texas ha registrato un altro triste record nella sua lotta alla pandemia di coronavirus: fino a ieri, un totale di 6.904 persone erano ricoverate negli ospedali dello Stato, con un incremento di oltre 2.500 pazienti in una settimana. Nel mese di maggio, riporta la Cnn, il picco dei ricoveri aveva raggiunto quota 1.888. Secondo una stima del Centro nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), in Texas - ma anche in Florida - si attendono quasi 2.000 nuovi ricoveri al giorno entro metà luglio, contro i circa 1.500 in Arizona e California. Nella contea texana di Harris, che comprende anche la metropoli di Houston, almeno due ospedali hanno raggiunto il «massimo della capacità», ha detto ieri il sindaco di Houston, Sylvester Turner, sottolineando che «la minaccia.... che Covid-19 rappresenta adesso per la nostra comunità è al livello più alto di sempre». In altre parti dello Stato la situazione non è migliore. Secondo i dati pubblicati dal Comune di San Antonio, all’inizio di giugno c’erano 39 pazienti in terapia intensiva e 20 curati con ventilazione meccanica, mentre al 30 giugno erano rispettivamente 288 e 158.

Impennata di casi in Serbia: 359 positivi e 6 morti

Forte aumento in Serbia dei nuovi contagi da coronavirus, che nelle ultime 24 ore sono stati 359, con il totale salito a 15.195. Vi sono stati da ieri altri sei decessi, che portano a 287 il numero delle vittime. Come hanno riferito le autorità sanitarie, l’80% dei nuovi casi di Covid-19 si sono avuti a Belgrado. La capitale registra infatti i maggiori focolai di contagio, insieme a Kragujevac, Novi Pazar, Vranje, Tutin. In queste località sono state imposte nuove restrizioni al fine di contenere la diffusione del contagio. Nel Paese balcanico, che nelle scorse settimane aveva registrato un calo progressivo della diffusione del virus, cresce anche il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ad oggi 81.

La Scozia rende obbligatorie le mascherine nei negozi

Diventa obbligatorio dal 9 luglio l’uso delle mascherine all’interno dei negozi in Scozia, secondo un provvedimento annunciato oggi nell’ambito della prossima tappa di un alleggerimento del lockdown locale in parte differenziato rispetto a quanto deciso per l’Inghilterra dal governo centrale britannico di Boris Johnson. Lo ha precisato in un briefing la first minister di Edimburgo, Nicola Sturgeon. La nuova indicazione si distingue rispetto a quella valida in Inghilterra, dove l’obbligo è stato introdotto nei soli trasporti pubblici e dove invece nei negozi vige una mera raccomandazione dell’utilizzo delle mascherine. Edimburgo si riallinea invece al resto del Regno - sempre dal 9 - sulla riduzione del distanziamento sociale minino da 2 metri a un metro negli esercizi pubblici in cui le esigenze di ripresa del business lo richiedano: revisione che in Inghilterra entrerà in vigore già da sabato 4. Il distanziamento è inoltre eliminato del tutto per i bambini sotto i 12 anni in Scozia, dove i negozi non essenziali sono stati riaperti nei giorni scorsi - al pari d’Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord - e dove ristoranti, pub e caffè (che in Inghilterra potranno ripartire dal giorno 4) riprenderanno le attività verso metà luglio.

Ricoverata la nonna della moglie di Bolsonaro

La nonna della first lady brasiliana, Michelle Bolsonaro, è stata ricoverata in gravi condizioni in un ospedale di Brasilia con sintomi di coronavirus. Maria Aparecida Firmo Ferreria, di 80 anni, da ieri si trova in una camera di terapia intensiva dell’Ospedale Regionale di Santa Maria (HRSM). La donna è stata trovata «per strada, caduta a terra» ed è stata inizialmente trasferita in un ospedale pubblico a Ceilandia, nella periferia di Brasilia. Poi, a causa delle sue gravi condizioni, è stata trasportata all’HRSM, riferisce il portale di notizie G1. Ai medici la paziente ha riferito di avere febbre, tosse e dolore alla schiena da circa 15 giorni. Michelle Bolsonaro mesi fa si era sottoposta a tampone risultando negativa, proprio come suo marito, il presidente della Repubblica Jair Bolsonaro.

Polemiche per la quarantena nel Regno Unito

Sono attese da lunedì prossimo, alla scadenza del termine iniziale di tre settimane già previsto dal governo di Boris Johnson, le esenzioni dalla quarantena obbligatoria di 14 giorni imposta dall’8 giugno - anche in assenza di sintomi da coronavirus - per chiunque arrivi o rientri nel Regno Unito dall’estero. Lo conferma la Bbc, dopo i preannunci governativi dei giorni scorsi, precisando che la lista dei Paesi da cui sarà possibile viaggiare senza doversi isolare - in via di pubblicazione entro il weekend - comprenderà non solo la gran parte dell’Ue, ma «alcune decine» di Stati. Stando alle anticipazioni, potrebbero rimanere esclusi dal corridoio libero la Svezia e il Portogallo, dove il tasso di contagi non risulta ancora sotto controllo o è tornato a impennarsi. Mentre si dà per scontato l’ok rispetto all’Italia. Sullo sfondo della decisione, le polemiche persistenti sull’efficacia e la tempistica di questa quarantena, nonché sui controlli e multe apparentemente finora insignificanti.

Si dimette il ministro della Sanità neozelandese

Il ministro della Sanità della Nuova Zelanda, David Clark, sotto tiro da tempo anche per avere violato l’ordine di lockdown imposto dal governo in piena crisi da coronavirus, ha rassegnato oggi le sue dimissioni. Secondo quanto riporta la Cnn, Clark aveva già offerto di dimettersi lo scorso aprile dopo avere ammesso di avere violato il lockdown per portare la sua famiglia al mare, ma all’epoca la premier Jacinda Ardern le aveva respinte affermando che la sua partenza avrebbe provocato un «enorme caos» nella Sanità nel momento in cui il Paese era impegnato a combattere la pandemia.

Ma il mese scorso il ministro è stato di nuovo criticato per avere scaricato la responsabilità sui mancati controlli sanitari ai confini sul direttore generale della Sanità Ashley Bloomfield. Oggi, quindi, Clark ha di nuovo presentato alla Ardern le sue dimissioni, che questa volta le ha accettate.

Nuovo picco in Israele

Continuano a salire i casi di coronavirus in Israele. Nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della sanità, sono stati circa 1000, uno dei dati più alti, portando il numero totale delle infezioni a 26.257. Crescono anche le vittime passate da 320 a 322. I pazienti in serie condizioni sono 57 con 24 di loro in terapia intensiva. A fronte della situazione il governo ha esteso i lockdown parziali ad altre città: tra queste anche zone della cittadina di Ashdod. Crescono anche i casi ne Territori Palestinesi dove il governo è stato costretto a dichiarare il lockdown totale da venerdì prossimo per 5 giorni.

La Russia supera i 660 mila casi

La Russia ha superato i 660.000 casi accertati di Covid-19. Stando ai dati ufficiali annunciati dal centro anticoronavirus, in Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 6.760 nuovi contagi, che fanno salire a 661.165 i casi di Covid-19 confermati dall’inizio dell’epidemia. I nuovi contagi sono però sotto quota 7.000 per il settimo giorno di fila. Le vittime sono ufficialmente 9.683, di cui 147 decedute nel corso dell’ultima giornata.

Brasile nella morsa della pandemia

E’ ancora il Brasile il Paese più colpito dalla pandemia da coronavirus che ha colpito l’America Latina e che viaggia su ritmi elevati, nelle ultime 24 ore in ascesa, di contagi (2.649.302, +72.839) e di morti (118.604, +2.405), per lo più concentrati proprio sul territorio brasiliano. E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica dei dati ufficiali di 34 nazioni e territorio latinoamericani. Diffuse ora con regolarità intorno alle 19 locali, le cifre brasiliane dei contagiati (1.448.753, +46.712) e dei morti (60.632, +1.038) segnano la curva ascendente della regione che probabilmente dovrà affrontare il Covid-19 ancora a lungo. Seguono Perù (288.477 e 9.860) e Cile (282.043 e 5.753), e altri 7 paesi con più di 30.000 contagi: Messico (231.770 e 28.510), Colombia (102.009 e 3.470), Argentina (67.197 e 1.351), Ecuador (58.257 e 4.576), Repubblica Dominicana (33.387 e 754), Panama (34.463 e 645) e Bolivia (32.219 e 1.123).

Mercoledì 1 luglio

(Aggiornato alle 22.28) Sono oltre 10,5 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati e riportati dalla Johns Hopkins University. Nello specifico le persone contagiate sono 10.538.577, mentre i decessi legati alla COVID-19 salgono a quota 512.689. Le persone guarite sono complessivamente 5.395.571.

Superati i 60 mila morti in Brasile

Il Brasile ha superato i 60 mila morti da coronavirus: lo rendono noto i dati forniti dalle segreterie alla Sanità statali a un consorzio di media che, in polemica con la politica di lotta alla pandemia messa in atto dal presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, ha deciso di fornire quotidianamente un bilancio alternativo a quello ufficiale diramato dal governo. In base alle cifre, tra le 20 locali di ieri (le una di oggi in Italia) e le 13 locali di oggi (le 18 italiane), il Paese sudamericano ha registrato 538 nuovi decessi, facendo salire a 60.194 il totale dei morti per COVID-19.

Il numero complessivo dei contagi è invece passato a 1.426.913, in attesa della conferma da parte del ministero della Sanità di Brasilia, che dovrebbe divulgare i nuovi dati attorno alle 18 locali (le 23 italiane).

L’Oms lancia l’allarme per il Medio Oriente

L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito mercoledì che il Medio Oriente si trova di fronte a una «soglia critica» mentre vengono allentate le misure per il contenimento della diffusione del contagio da coronavirus. A lanciare l’allarme è il responsabile dell’Oms in Medio Oriente, Ahmed al-Mandhari, nel corso del consueto briefing sulla COVID-19. Sono più di un milione i casi nei 22 Paesi del Mediterraneo orientale, dal Marocco al Pakistan. Oltre l’80% di tutti i decessi nella regione sono stati segnalati in cinque paesi: Egitto, Iran, Iraq, Pakistan e Arabia Saudita.

«Il numero di casi nel solo mese di giugno è superiore al numero totale di casi nei quattro mesi successivi al primo caso segnalato nella regione il 29 gennaio», ha detto al-Mandhari, attribuendo l’aumento anche all’allentamento delle restrizioni messe in atto per combattere la diffusione del virus.

Riaperta la frontiera tra Spagna e Portogallo

l re di Spagna Filippo VI, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez, il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa e il primo ministro del Portogallo António Costa: tutti hanno partecipato oggi a cerimonie simboliche per la riapertura della frontiera fra Spagna e Portogallo, rimasta chiusa dallo scorso 17 marzo in seguito alle limitazioni sulla mobilità decise da entrambi i paesi per contrastare la diffusione del coronavirus. Il 21 giugno scorso Madrid aveva riaperto le frontiere con i partner Ue dell’area Schegen più il Regno Unito, ma non con il vicino Portogallo, su richiesta di quest’ultimo. Tra i due Paesi intercorre un rapporto strettissimo dovuto alla presenza di numerosi lavoratori transfrontalieri. Anche per questo le cerimonie di oggi ai punti di frontiera - a Badajoz in Spagna prima e poi anche nella località portoghese di Elvas- hanno assunto un ulteriore significato simbolico, segnando il ritorno alla normalità fra i paesi confinanti.

Ancora contagi record in Algeria

Per il secondo giorno consecutivo l’Algeria registra un nuovo record nella crescita dei contagi da coronavirus. Sono infatti 365 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, che portano a 14.272 il bilancio totale dei contagiati nel Paese. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri attraverso le parole del portavoce della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, Djamel Fourar, precisando che i decessi sono saliti a 920. In aumento anche i guariti che passano da 9.897 a 10.040. Quarantotto i pazienti in rianimazione. La riapertura delle frontiere, che era stata fissata per il primo luglio «non è all’ordine del giorno», ha annunciato nei giorni scorsi il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, ordinando di mantenere chiusi i confini fino alla fine della crisi del coronavirus.

A giugno oltre 160 mila casi al giorno

Oltre 160 mila casi di COVID-19 segnalati quotidianamente nell’ultima settimana e giugno che ha visto oltre la metà di tutti i casi registrati dall’inizio della pandemia. I dati sono stati forniti dal capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sulla COVID-19. «Il 60 percento di tutti i casi registrati finora - ha spiegato - è stato riportato proprio nell’ultimo mese»

Altre 176 vittime nel Regno Unito

Resta pesante, rispetto alle medie attuali europee, il conteggio dei morti da coronavirus nel Regno Unito, con altre 176 vittime censite nelle ultime 24 ore contro le 155 di ieri: lo indicano i dati del ministero della Sanità. I contagi quotidiani sono stati 829. La somma totale dei decessi certificati col tampone sfiora ora nel Paese 44.000 (oltre 54.000 calcolando i casi probabili ricavati dalle elaborazioni dell’Ons, l’ufficio britannico di statistica); mentre quella dei contagi supera 313.000. I test eseguiti balzano infine a oltre 9,6 milioni dall’inizio della pandemia, con un picco di ben quasi 230.000 da ieri.

New York rallenta la riapertura

La città di New York rallenta la riapertura e posticipa l’apertura dei ristoranti per pranzi e cene all’interno, prevista per il 6 luglio. Lo afferma il sindaco Bill de Blasio, posticipando di fatto la riapertura totale dei ristoranti nella fase 3. La decisione è legata all’aumento dei casi di coronavirus in molti stati americani.

Usa: timori per il 4 luglio

Il 4 luglio «state a casa, evitate gite, feste, assembramenti per i tradizionali fuochi d’artificio»: in vista dell’Indipendence Day è questo l’appello delle autorità sanitarie negli Usa, dove nella giornata di martedì - secondo i calcoli del New York Times - si è toccato il record di oltre 48 mila nuovi contagi. Un boom a cui hanno contribuito soprattutto 8 Stati che hanno fatto registrare un primato nel numero di casi giornalieri. Tra questi la California (8.100 nuovi casi), la Georgia (2.400) e il Texas (7.900).

Buenos Aires in una nuova fase di lockdown

Milioni di persone, abitanti di Buenos Aires e della sua periferia più stretta, sono entrati oggi un una nuova fase di lockdown per combattere la pandemia da coronavirus che durerà fino al 17 luglio. L’obiettivo principale della nuova quarantena rigida riguarda una forte limitazione della circolazione cittadina, con l’autorizzazione al normale funzionamento per soltanto una trentina di attività essenziali, i cui addetti potranno spostarsi solo muniti di una specifica autorizzazione. Di fronte ad un bilancio generale che segnala per l’Argentina 64.530 contagi da COVID-19 e 1.310 morti, Buenos Aires e la sua provincia registrano attualmente il 95% dei nuovi casi quotidiani, cosa che determina un potenziale pericolo per il sistema sanitario nazionale. Le tv mostrano oggi una circolazione ridotta nelle strade della capitale, ma lunghe file di veicoli in attesa dei controlli della polizia nei punti di transito fra la città e la sua provincia. I mezzi pubblici circolano pienamente, ma possono essere utilizzati soltanto dalle persone munite di autorizzazione. Il ritorno alla «fase 1» dell’isolamento sociale obbligatorio ha comportato la nuova chiusura di circa 70.000 esercizi commerciali che avevano ripreso a fine maggio la loro attività. Continueranno invece a funzionare i negozi di alimentari al dettaglio ed i supermercati, nonché le farmacie, le banche (con prenotazione del turno), bar e ristoranti solo relativamente alle vendite da asporto. Da segnalare infine che oltre che per Buenos Aires, il lockdown riguarda la provincia di Chaco nel nord, e le città di Néuquen e General Roca (Provincia di Rio Negro).

L’Oms: «Il virus non è mutato»

«Finora non c’è alcuna evidenza di una mutazione che sia stata osservata nel virus» e «non c’è alcun cambiamento nella trasmissibilità del virus come anche della malattia negli esseri umani»: lo ha detto Abdinasir Abubakar, un responsabile dell’Ufficio regionale Mediterraneo orientale (Emro) dell’Oms, in una conferenza stampa virtuale sul coronavirus trasmessa dal Cairo.

«L’Oms, come anche esperti e la comunità scientifica stanno monitorando attivamente una mutazione del virus», ha aggiunto Abdinasir, capo della «Sorveglianza e risposta alle malattie trasmissibili» dell’Emro. «Stiamo lavorando con gli Stati membri, come anche con le accademie e i laboratori, per assicurare» che un possibile mutare del virus «venga identificato appena avviene ma finora non c’è alcuna mutazione che sia stata osservata», ha ribadito il responsabile dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il Brasile vieta l’ingresso agli stranieri per 30 giorni

Il governo di Jair Bolsonaro ha vietato l’ingresso agli stranieri in Brasile per i prossimi 30 giorni: è quanto emerge da un’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale locale, a firma dei ministri Walter Braga Netto (Casa Civile), André Mendonça (Giustizia), Tarcisio Freitas (Infrastrutture) e Eduardo Pazuello (Sanità ad interim). La misura fa riferimento all’emergenza sanitaria pubblica dichiarata lo scorso 30 gennaio dall’Oms a causa della pandemia da coronavirus. «È limitato, per un periodo di trenta giorni, l’ingresso nel Paese di stranieri di qualsiasi nazionalità, su strada, con altri mezzi terrestri, per via aerea o per via marittima», si legge nel testo.

India, 18.522 nuovi casi in 24 ore

L’India ha registrato ieri 18.522 nuovi casi di coronavirus e 418 ulteriori decessi: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi nel Paese a quota 585.481 e quello dei morti a 17.400. Finora in India sono guarite 347.912 persone.

Australia, 300 mila persone in lockdown a Melbourne

Alla mezzanotte locale (le 16 in SSvizzera) l’Australia metterà 300’000 persone in lockdown per un mese nei sobborghi a nord di Melbourne, dopo che nelle ultime settimane si sono registrati aumenti significativi di casi di coronavirus nello Stato di Victoria, il secondo più popoloso del paese. Lo rende noto il Guardian. Più di 30 sobborghi nella seconda città più grande dell’Australia torneranno alla fase tre delle restrizioni, quella più alta. Quindi i residenti dovranno rimanere a casa tranne che per fare la spesa, appuntamenti sanitari, lavoro o assistenza, ed esercizio fisico. Le autorità faranno scattare dei controlli, che sperano di coprire almeno la metà della popolazione delle aree interessate. In Australia la pandemia è stata molto meno virulenta che altrove, con meno di 8000 contagi e 104 morti, ma il ritorno a nuovi contagi a 2 cifre ha alimentato i timori di una seconda ondata. Lo Stato di Victoria ha registrato 73 nuovi casi ieri e 75 lunedì.

Catena britannica di ristorazione taglia 5 mila posti

È la ristorazione - bloccata da oltre 100 giorni dal lockdown, consegne a domicilio a parte, in attesa delle prime riaperture del 4 luglio - il settore più immediatamente colpito dagli effetti dell’emergenza coronavirus sul fronte occupazione in Gran Bretagna, assieme all’industria dei trasporti e del turismo. A confermarlo è oggi l’annuncio di SSP Group, holding titolare nel Regno delle popolari catene di rosticcerie e caffè-ristoranti Upper Crust e Caffè Ritazza, di un piano di tagli di circa 5000 posti di lavoro sull’isola. L’esubero è destinato ad abbattersi su più di metà dell’organico attuale - 9000 persone nel Paese - in un settore che vede tradizionalmente impiegati, spesso a tempo, non pochi dei molti italiani residenti Oltremanica: soprattutto giovani. La pandemia sta avendo «un impatto senza precedenti» a livello nazionale come globale, si è giustificato Simon Smith, ceo di SSP Group evocando l’obiettivo di sopravvivere. «Dobbiamo fare questo passo - ha detto - per proteggere il business e creare le basi da cui ricostruire la nostra attività».

L’Austria richiude a sei paesi dei Balcani

L’Austria ha diramato un cosiddetto «sconsiglio» per Bosnia Erzegovina, Serbia, Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro a causa dell’andamento Covid. Chi proviene da questi paesi deve stare due settimane in quarantena oppure presentare un tampone negativo non più vecchio di quattro giorni. Il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg ha parlato di una «decisione dolorosa». Gli austriaci che si trovano attualmente in villeggiatura in questi paesi vengono invitati a rientrare. In Austria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 107 nuovi casi Covid, superando per la prima volta dopo settimane la soglia di 100 nuovi infetti. I casi attivi attualmente sono 677. Preoccupa soprattutto il Land Alta Austria con una crescita del 2,8% in un giorno.

Repubblica Ceca: migliaia in strada per la «festa di addio» al virus

Migliaia di persone in Repubblica Ceca hanno partecipato ad una festa in strada per dare un «addio simbolico» al coronavirus. Nonostante gli avvertimenti dell’OMS che la pandemia non fosse per nulla vicina ad estinguersi. Un tavolo lungo 500 metri è stato allestito sul Ponte Carlo a Praga, imbandito di cibo e bevande che i cittadini si erano portati da casa, riferisce la BBC. La serata è stata all’insegna della condivisione, e senza alcun distanziamento. Ondrej Kobza, organizzatore della festa e proprietario di un caffè, ha spiegato all’Afp che l’iniziativa è nata a causa della mancanza di turisti: «Vogliamo celebrare la fine della crisi del coronavirus lasciando che le persone si incontrino e mostrino che non hanno paura di accettare un sandwich dal loro vicino». Nel Paese europeo ci sono state circa 12.000 infezioni su 10 milioni di abitanti, e sono morte 350 persone. Ma le autorità hanno imposto rapidamente il lockdown, evitando che l’epidemia degenerasse. La scorsa settimana, il governo ha permesso incontri pubblici fino a 1.000 persone. Piscine, musei, zoo e castelli possono aprire senza limiti al numero di visitatori. Ristoranti, bar e pub sono autorizzati a servire le persone al chiuso da un mese.

In Iran torna il lockdown parziale in 13 province

Salgono a 230.211 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.549 contagi registrati nelle ultimi 24 ore. Le vittime in un giorno sono 141, per un totale di 10.958 decessi confermati. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 3.081, mentre i pazienti guariti crescono a 191.487. I test effettuati finora sono 1.693.242. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Sadat Lari. A seguito dell’aumento dei casi e dei morti, le autorità di Teheran hanno deciso di imporre nuove misure restrittive in 13 province, dove uffici pubblici e negozi torneranno a essere chiusi per una settimana. Tra queste c’è la provincia di Hormozgan, dove la situazione dei contagi è diventata di «allerta rossa».

Negli USA 41.556 nuovi casi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 41.556 nuovi casi di coronavirus e 337 ulteriori decessi: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 2.636.538 e quello dei morti a 127.425. Finora nel Paese sono guarite 720.631 persone.

In America Latina contagi sopra quota 2.576.000

La pandemia da coronavirus continua a far sentire decisamente i suoi effetti in America Latina dove nelle ultime 24 ore i contagi hanno raggiunto quota 2.576.463 (+46.357), mentre i morti sono ora 116.199 (+2.510). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati ufficiali di 34 fra nazioni e territori latinoamericani. Senza grandi novità il Brasile continua a guidare la classifica nella regione con un ritmo abbastanza sostenuto, anche se ora stabilizzato, sia dei contagiati (1.402.041, +33.846) sia dei morti, che sono 59.594 (+1.280). Seguono il Perù (285.213 e 9.677) e il Cile (279.393 e 5.688), e quindi altri sette paesi con più di 30.000 contagi: Messico (226.089 e 27.769), Colombia (97.846 e 3.334), Ecuador (56.342 e 4.527), Argentina (64.530 e 1.307), Repubblica Dominicana (32.568 e 747), Panama (33.550 e 631) e Bolivia (32.125 e 1.071).

Stati Uniti, Fauci: «Possibili fino a 100 mila contagi al giorno»

Anthony Fauci, virologo e consigliere per la sanità della Casa Bianca, si è detto preoccupato dall’evoluzione dell’epidemia di coronavirus negli Stati Uniti durante un’udienza al Senato sulla riapertura di scuole e luoghi di lavoro. «Attualmente ci sono oltre 40.000 nuovi casi al giorno. Non sarei sorpreso se si arrivasse a 100.000 al giorno, se la situazione non cambia», ha affermato Fauci, secondo il quale gli statunitensi devono rispettare le regole su distanza, mascherine e igiene per fermare l’aumento dei contagi.

Biden non terrà più comizi prima del voto

Joe Biden ha annunciato che non terrà più comizi elettorali prima delle presidenziali americane di novembre a causa della pandemia. Un decisione opposti alla linea finora tenuta da Donald Trump. La campagna dell’ex vicepresidente aveva già annunciato che la convention democratica di metà a agosto a Milwaukee, in Wisconsin, sarà quasi tutta in formato virtuale. Incerta anche la partecipazione in persona dello stesso Biden.

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