«Non sono un Papa comunista»: l’autodifesa di Bergoglio

Religione e società

Perché il pontefice è accusato dagli avversari di avere posizioni marxiste e di essere lontano dalla dottrina della Chiesa - Anche Giovan Battista Montini subì lo stesso metro di giudizio subito dopo la pubblicazione della «Populorum Progressio», nel marzo del 1967

 «Non sono un Papa comunista»: l’autodifesa di Bergoglio
©AP Photo/Andrew Medichini

«Non sono un Papa comunista»: l’autodifesa di Bergoglio

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«Tra i personaggi in vista e dotati di autorità a livello mondiale - scrisse nel 2016, poco prima di morire, il sociologo Zygmunt Bauman - solo Jorge Mario Bergoglio ha compreso e definito in modo chiaro le priorità da affrontare», tra cui la lotta «contro l’ineguaglianza dilagante e profonda, contro la povertà e la sofferenza e l’umiliazione che provoca, insieme al rifiuto o alla mancanza di rispetto per la dignità umana, e quindi anche contro le loro cause». Il Papa giunto «dalla fine del mondo» ha rivoluzionato, in pochissimi anni, molti paradigmi del pensiero occidentale. Compresi quelli economici. Anzi, questi ultimi prima di altri. E ha scatenato reazioni fortissime. Soprattutto nei suoi avversari. I quali, per contrastarlo, hanno tirato fuori dagli armadi della storia del Novecento...

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