Nuova stretta in Italia, ecco cosa prevede il decreto

Pandemia

Il premier Conte ha varato una serie di misure per scongiurare un lockdown generalizzato: giro di vite su bar, ristoranti, movida e i sindaci potranno predisporre «coprifuoco» locali

Nuova stretta in Italia, ecco cosa prevede il decreto
©EPA/Angelo Carconi

Nuova stretta in Italia, ecco cosa prevede il decreto

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L’Italia è ancora nella bufera del coronavirus. E il Governo scende in campo con una nuova stretta sulla movida, per cercare di contenere i diffondersi della pandemia.

Nel Paese oggi i casi di contagio sono ancora saliti, e hanno toccato quota 11.705. Rispetto a sabato (10.925), sono 780 in più, ma con un minor numero di tamponi, 146.541 contro 165.837. Sfiora l’8%, ed è in aumento, l’incidenza del numero di persone risultate positive sul tamponi effettuati. Preoccupa soprattutto la situazione della Lombardia, dove sono stati registrati 2975 nuovi casi con 30.981 tamponi per una percentuale pari al 9,6%, mentre sabato c’erano stati 2.664 nuovi positivi con 29.053 tamponi (9,1%).

In questo contesto il Governo è sceso in campo, e in una conferenza stampa tenutasi questa sera alle 21.30, il premier Giuseppe Conte ha annunciato una serie di nuove misure per contenere i contagi. Fra queste figura una nuova stretta sulla movida, con la possibilità per i sindaci di chiudere strade e piazze particolarmente frequentate alle 21, stabilendo di fatto dei «coprifuoco» locali. Ci sarà anche uno stop a tutti gli sport da contatto, anche dilettantistici. A piscine e palestre Conte ha dato sette giorni di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza, altrimenti scatta la chiusura. Quanto alla scuola, il premier ha assicurato che «proseguono le lezioni in presenza» ma per le superiori verranno favorite modalità flessibili con ingresso degli alunni dalle 9 e, se possibile, turni pomeridiani».

Inoltre, il Governo italiano ha varato la legge di Bilancio per i prossimi tre anni e impegna buona parte delle munizioni, in tutto 39 miliardi, per tamponare la crisi e proteggere famiglie e imprese in attesa che passi la seconda ondata dell’epidemia.

Massimo sei persone per tavolo nei locali

«Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 sino alle ore 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di 6 persone per tavolo, e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze».

Stretta sull’attività sportiva

Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale. Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale. Sono anche stati sospesi gli esami di scuola guida e le sagre e le fiere di comunità.

«La strategia non è e non può essere la stessa della primavera - ha ribadito il presidente del Consiglio - in questi mesi abbiamo lavorato intensamente. Dobbiamo tutelare sanità ed economia, usando un principio di proporzionalità e adeguatezza».

Possibilità di «coprifuoco locali»

«I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private», ha detto il premier Conte.

Stop a congressi, sagre e fiere locali

Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

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