Nuovo colpo di mano di Erdogan, crolla la lira turca

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Il presidente ha scaricato tre alti funzionari della Banca Centrale, tra cui due vice governatori - A meno di 24 ore dalla decisione, la valuta ha segnato un nuovo record negativo perdendo più dell1% rispetto al dollaro

Nuovo colpo di mano di Erdogan, crolla la lira turca
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I mercati non hanno reagito bene al nuovo colpo di mano del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ieri sera ha scaricato tre alti funzionari della Banca Centrale, tra cui due vice governatori. A meno di 24 ore dalla decisione del presidente, la lira turca ha segnato un nuovo record negativo perdendo più dell’1% rispetto al dollaro.

Tra i funzionari allontanati anche Ugur Namik Kucuk, fino a ieri vice governatore della Banca centrale e soprattutto noto per la sua opposizione contro la politica dei tagli dei tassi di interesse puntualmente promossa invece dal capo di Stato turco nonostante sia considerata da molti economisti poco ortodossa.

Proprio su questo tema negli ultimi anni Erdogan si è scontrato duramente con i vertici della Banca centrale che formalmente è un’istituzione indipendente. In poco più di due anni il leader ha nominato tre diversi governatori: i due precedenti sono stati allontanati dopo pochi mesi per non aver seguito le sue indicazioni economiche.

L’attuale governatore Sahap Kavcioglu è stato nominato il 20 marzo e per ora ha dimostrato di essere in linea con Erdogan: a fine settembre la Banca centrale ha infatti tagliato il suo tasso di riferimento di 100 punti base al 18%, provvedimento non gradito dagli investitori che ha portato la moneta nazionale a svalutarsi ulteriormente contribuendo a rendere complicate le condizioni economiche del Paese, dove l’inflazione si attesta quasi sul 20% su base annua. È comunque possibile che i tassi vengano abbassati ulteriormente il 21 ottobre, quando è in programma la prossima riunione della Banca centrale.

La perdita di valore della lira turca di questi giorni non rappresenta certo una tendenza nuova ma è una costante da quando nell’agosto del 2018 venne registrato un vero e proprio crollo della valuta nazionale in concomitanza con la presentazione di un nuovo piano economico da parte dell’allora ministro del Tesoro Berat Albayrak, il genero dello stesso Erdogan che meno di un anno fa ha rassegnato le dimissioni.

Dall’estate del 2018 la lira turca ha perso il 59% del suo valore rispetto al dollaro mentre si profila il rischio di una fuga di capitali stranieri: alla fine del secondo quadrimestre del 2021 si sono registrati 6 miliardi di investimenti stranieri in bond governativi, nello stesso periodo nel 2013 la cifra ammontava a 61.5 miliardi.

L’indebolimento della moneta nazionale turca si spiega anche considerando la crisi dei rapporti politici tra Washington e Ankara: la scorsa settimana la lira aveva subito un tonfo proprio mentre Erdogan faceva riferimento ad una possibile nuova fase delle operazioni militari di Ankara nel nord della Siria contro le forze curde alleate degli USA.

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