Oggi il ricordo di Medz yeghern. Gli armeni: «Svizzera ondivaga»

Il genocidio del 1915

In attesa delle parole di Joe Biden, che potrebbe parlare in modo esplicito di «Genocidio», le comunità elvetiche chiedono al Consiglio federale di condannare in modo più netto e chiaro l’espansionismo azero e il negazionismo storico della Turchia

 Oggi il ricordo di Medz yeghern. Gli armeni: «Svizzera ondivaga»
La stele di pietra - khatchkar - posta all’ingresso del MUSEC e davanti alla quale si svolge questo pomeriggio la cerimonia luganese in ricordo del 24 aprile 1915. ©Cdt / Chiara Zocchetti

Oggi il ricordo di Medz yeghern. Gli armeni: «Svizzera ondivaga»

La stele di pietra - khatchkar - posta all’ingresso del MUSEC e davanti alla quale si svolge questo pomeriggio la cerimonia luganese in ricordo del 24 aprile 1915. ©Cdt / Chiara Zocchetti

I massacri della popolazione cristiana - gli armeni, ma anche i siro-cattolici, i siro-ortodossi, gli assiri, i caldei e i greci - avvenuti in Turchia all’inizio della Prima Guerra mondiale sono ricordati dagli armeni come il «Medz yeghern», “Il grande male”.

Le uccisioni cominciarono nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915, quando il Governo ottomano fece eseguire i primi arresti tra l’élite armena di Costantinopoli; l’operazione continuò nei giorni successivi e, in breve tempo, centinaia di migliaia di persone furono deportate e uccise.

I numeri di questo genocidio sono incerti. I turchi, che non hanno mai ammesso alcuna responsabilità, parlano di 200 mila morti, ma gli storici affermano che la cifra più autentica si avvicina al milione e mezzo di vittime.

I Paesi che riconoscono ufficialmente...

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