Oltre 58 mila morti in Brasile

Tutti gli aggiornamenti

L’evoluzione globale dell’emergenza coronavirus: oltre 10,4 milioni le persone contagiate, 509 mila i morti, mentre i guariti superano i 5,2 milioni

Oltre 58 mila morti in Brasile
© EPA/Myke Sena

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Oltre 58 mila morti in Brasile
©AP Photo/Amanda Ray

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Oltre 58 mila morti in Brasile
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Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla metà di aprile fino all’inizio di maggio le potete trovare a questo link. Qua invece gli aggiornamenti fino al 28 di maggio.

Martedì 30 giugno

(Aggiornato alle 17.29) Sono oltre 10,4 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati e riportati dalla Johns Hopkins University. Nello specifico le persone contagiate sono 10.424.992, mentre i decessi legati alla COVID-19 salgono a quota 509.706. Le persone guarite sono complessivamente 5.262.705.

New York, quarantena estesa a 16 Stati

New York raddoppia il numero degli Stati Usa i cui residenti dovranno sottoporsi alla quarantena una volta arrivati nella Grande Mela. Lo ha annunciato il governatore Andrew Cuomo. Nella lista degli Stati considerati più a rischio contagio è entrata anche la California.

Stop ai morti in eccesso in Gran Bretagna ma Leicester è bloccata

Smette di crescere, in maniera statisticamente rilevabile, il tasso delle morti in eccesso nel Regno Unito registrate dall’inizio della pandemia di coronavirus rispetto alle medie degli anni precedenti. Lo rivelano gli ultimi dati dell’Ons, l’istituto di statistica britannico, aggiornati al 19 giugno, lasciando sostanzialmente invariata la cifra a 65.000 decessi in più: circa 54.000 dei quali considerati riconducibili come causa certa o almeno probabile al Covid-19. L’indicazione conferma la tendenza al calo dei contagi nel Paese, seppure con l’eccezione di focolai locali. In particolare quello di Leicester (Inghilterra centrale), dove il governo conservatore di Boris Johnson questa volta non ha esitato a reintrodurre da oggi un lockdown pieno dopo l’impennata di test positivi (ben il 29% di quelli eseguiti nelle ultime due settimane censite). Da oggi in città sono di nuovo chiusi i negozi non essenziali, mentre sono vietati i viaggi non indispensabili in arrivo e partenza. Da giovedì saranno chiuse inoltre quelle scuole parzialmente aperte a inizio giugno, mentre la ripresa locale delle attività di pub, ristoranti e hotel, prevista nel resto dell’Inghilterra dal 4 luglio, è stata rimandata di almeno ulteriori due settimane. Il blocco è stato imposto dal governo nazionale - in forza della legislazione d’emergenza approvata per la pandemia - al sindaco laburista, Peter Soulsby: allineatosi solo ieri sera dopo un ultimo colloquio col ministro della Sanità, Matt Hancock.

Oltre 58 mila morti in Brasile

Il Brasile ha superato i 58.000 morti per coronavirus, secondo quanto riferito dal ministero della Salute, mentre la pandemia continua a rafforzarsi nella regione centrale del Paese, il primo in America Latina per numero di contagi e vittime. Nell’ultimo bilancio sulla pandemia reso noto ieri, le autorità hanno riferito che in 24 ore ci sono stati 692 morti, per un totale di 58.314 decessi dall’inizio dell’emergenza. Sono stati 24.052 i nuovi contagi giornalieri registrati, che hanno portato il totale dei casi confermati nel Paese a 1.368.195. In diversi stati brasiliani si osserva un’evoluzione aggressiva della pandemia, e lunedì il governo di Brasilia ha decretato uno stato di «calamità» dovuto all’aumento del numero delle vittime e alla necessità di rafforzare le risorse per il sistema sanitario. Goias, stato che confina con il Distretto Federale della capitale, non esclude di dichiarare un lockdown sul suo territorio per 14 giorni.

Australia, in lockdown 10 quartieri Melbourne

Lo stato australiano di Victoria ha reintrodotto il lockdown in 10 quartieri alla periferia di Melbourne dopo un aumento improvviso di casi di coronavirus. Lo riporta la Cnn. Le misure resteranno in vigore fino al 29 luglio, ha annunciato il premier Daniel Andrews. Nelle 10 zone colpite si potrà uscire solo per «fare la spesa, occuparsi di persone che hanno bisogno, far sport, lavorare o studiare se non lo si può fare da casa». Saranno limitati gli accessi a palestre, piscine e biblioteche, mentre caffè e ristoranti torneranno al solo servizio di take-away e delivery. Sono 64 i casi di Covid-19 registrati nelle ultime ore nello stato di Victoria, un incremento per il 14. giorno consecutivo.

Jerome Powell: «Economia Usa incerta, bisogna tenere sotto controllo il virus»

La strada per l’economia americana è «straordinariamente incerta». Jerome Powell, davanti alla commissione servizi finanziari della Camera, mette in guardia sulle «nuove sfide» che il coronavirus presenta per gli Stati Uniti con la riapertura. L’allarme arriva mentre i contagi continuano ad aumentare in diversi Stati americani.

«Siamo entrati in una nuova importante fase e lo abbiamo fatto prima del previsto», afferma Powell. «La ripresa dell’attività economica è benvenuta ma presenta anche nuove sfide, in particolare la necessità di tenere sotto controllo il virus», aggiunge il presidente della Fed assicurando che la banca centrale sta usando tutti gli strumenti a sua disposizione per rendere la ripresa il più forte possibile e limitare i danni all’economia.

La Fed - spiega Powell cercando di spazzare via i dubbi sulla legalità dell’azione della banca centrale - sta usando l’autorità che è conferita alla Fed peri momenti di emergenza, «come quelli che stiamo attraversando. Quando le condizioni economiche e finanziarie miglioreranno rimetteremo al loro posto gli strumenti che abbiamo» spolverato per aiutare l’economia.

Powell quindi osserva come i primi dati sulla ripresa dell’attività sono «segnali positivi ma bisogna tenere in mente che più di 20 milioni di americani hanno perso il lavoro» e che l’economia e l’occupazione «restano ben al di sotto dei livelli pre-pandemia.

La strada per l’economia è straordinariamente incerta e dipenderà in gran parte dal successo nel contenere il virus. Una piena ripresa è improbabile fino a quando la gente non si sentirà sicura nel tornare a impegnarsi in una serie di attività».

La ripresa, mette in evidenza Powell, dipenderà anche dalle azioni del governo a sostegno dell’economia. Un sostegno che deve durare «quanto necessario», spiega. Non è la prima volta che Powell si rivolge al Congresso affinché non faccia mancare all’economia il suo aiuto. L’appoggio diretto del governo «può fare la differenza non solo nell’aiutare le famiglie e le imprese in un momento di necessità ma anche nel limitare i danni di lungo termine all’economia».

Lunedì 29 giugno

(Aggiornato alle 18.37) Oltre 10 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati e riportati dalla Johns Hopkins University. In particolare le persone contagiate sono 10.189.350, mentre i decessi legati alla COVID-19 risultano essere 502.719. Le persone guarite sono complessivamente 5.165.917.

Austria: tornano a salire i casi positivi

In Austria tornano a salire i casi positivi di coronavirus. Attualmente sono 600, mentre due settimane fa erano appena 400. Alle luce di questo aumento il ministro della Salute Rudolf Anschober si è detto «preoccupato». Nei prossimi giorni i diversi focolai saranno analizzati con particolare attenzione. «Rivolgo un appello ai cittadini a non farsi trarre in inganno dal buon andamento delle scorse settimane», ha sottolineato il ministro. «Il virus - ha aggiunto - non è in vacanza e resta estremamente pericoloso». L’abolizione parziale dell’obbligo di mascherine «non è equivalente a un divieto di indossarle», ha proseguito Anschober, rinnovando l’invito al senso civico.

Belgrado, obbligatorio l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi

In Serbia, dove prosegue una sensibile ripresa dei contagi da coronavirus, le autorità hanno deciso che a partire da domani a Belgrado sarà obbligatorio indossare la mascherina protettiva non solo sui mezzi pubblici, ma anche in tutti i luoghi al chiuso. La misura varrà per negozi, centri commerciali, caffè, ristoranti, locali notturni, uffici, banche, poste, ecc. E vengono ribaditi gli appelli al rispetto delle altre importanti misure di prevenzione e sicurezza - la distanza fisica di almeno un metro e il lavaggio frequente delle mani. Con l’allentamento delle restrizioni nelle scorse settimane, la popolazione - a Belgrado come nel resto del Paese - ha in larga parte praticamente rimosso ogni cura e pensiero al contenimento del contagio. L’epidemiologa Darija Kisic Tepavcevic, che fa parte dell’unità di crisi sanitaria istituita nei mesi scorsi dal governo, ha sottolineato l’importanza della mascherina osservando come tra due persone che parlano avendo entrambe la mascherina la probabilità di contagio sia inferiore all’1%, mentre in caso contrario tale probabilità cresce fino al 70%.

La Grecia blocca i voli dalla Gran Bretagna e dalla Svezia fino al 15 luglio

La Grecia ha deciso di vietare fino al 15 luglio i voli dalla Gran Bretagna e dalla Svezia, due Paesi considerati ancora a rischio coronavirus. Lo riporta la Athens news agency. Dal 1 luglio saranno invece riaperte le frontiere ad altri Paesi europei e non sui quali però i 27 membri dell’Ue non hanno ancora trovato un accordo. Per tutti coloro che vorranno recarsi in Grecia sarà comunque obbligatorio compilare un questionario, nel quale si indicano anche le date e l’indirizzo del soggiorno, almeno 48 ore prima dell’arrivo.

Stato di calamità in Brasile

In Brasile, il governo della capitale Brasilia ha decretato oggi lo stato di calamità pubblica di fronte all’aggravarsi della crisi dovuta alla pandemia di Covid-19, che, secondo il sindacato dei medici, ha provocato il collasso del sistema sanitario locale. Il decreto, firmato dal governatore Ibanes Rocha, consente di destinare tutte le risorse necessarie per affrontare la pandemia che ha causato la morte di 548 pazienti nel Distretto Federale che comprende la capitale, 11 avvenute questa domenica, riporta oggi la radio Cbn.

Secondo quanto riferito, non ci sono più maschere per ossigeno per i pazienti ricoverati nell’ospedale da campo installato nello stadio Mané Garrincha. La capitale federale brasiliana, con 3 milioni di abitanti, ha registrato 2’139 infetti in 24 ore, portando il numero totale di contagi sul suo territorio a 44’950, secondo quanto riferito dal ministero della Salute domenica. Secondo le autorità, il 60% dei letti di terapia intensiva negli ospedali pubblici sono occupati e l’88% nei centri medici privati. Il presidente del Sindacato dei medici del Distretto federale, Gutemberg Fialho, ha dichiarato che «la situazione è fuori controllo». «Ci sono problemi nel trasferire i pazienti negli ospedali con sale di terapia intensiva, i decessi si moltiplicheranno se il governo non studierà la possibilità di dichiarare un lockdown», ha dichiarato.

A Brasilia, come a San Paolo e Rio de Janeiro, è stata avviata la graduale revoca della quarantena nonostante il fatto che la pandemia non abbia ancora raggiunto il picco in Brasile, dove finora sono stati confermati 1’344’143 contagi di coronavirus e 57’622 morti.

Incremento morti in Gran Bretagna ai minimi, 25 da ieri

Scende a 25 morti nelle ultime 24 ore, picco minimo censito da mesi, l’incremento giornaliero di decessi da coronavirus nel Regno Unito: lo indica oggi il ministero della Sanità, pur precisando che i dati riferiti al week-end risentono di prassi di ritardi nella raccolta e che quindi la cifra - che comunque resta più bassa anche rispetto alla media dei fine settimana precedenti - andrà compensata nei prossimi giorni.

La somma totale di morti certificate col tampone dall’inizio della pandemia raggiunge intanto ora nel Paese quota 43’575 (54’000 circa contando pure i casi probabili ricavati dalle elaborazioni statistiche dell’Ons, l’Istat britannico); mentre i contagi quotidiani diagnosticati nelle 24 ore calano a non più di 815, fino a quasi 312’000 complessivi.

Germania, stop al lockdown a Warendorf, prolungato a Guetersloh

Finirà domani il lockdown imposto una settimana fa nel distretto tedesco di Warendorf, nel Nordreno-Vestfalia; mentre sarà prolungato di una settimana quello previsto per Guetersloh, dove si è registrato il grande focolaio di coronavirus del mattatoio di Toennies. A dare notizia delle decisioni è stato il presidente del Land, Armin Laschet, in conferenza stampa.

Scattano le restrizioni in 2 regioni ceche

Il ministero di Sanità ceco ha reso più severe le misure di sicurezza in due regioni in cui la situazione di contagio da coronavirus è in aumento. Si tratta della regione moravo-slesiana alla frontiera con la Polonia, e la regione di Liberec nel Nord. L’inasprimento delle regole, in vigore da domani, è stato annunciato oggi dal ministro Adam Vojtech. La maggior parte dei casi di contagio è localizzata e isolata in alcuni focolai, soprattutto nelle miniere di Karvina.

A partire dal primo di luglio la maggior parte della Repubblica ceca potrà fare a meno delle mascherine; a Praga saranno invece ancora obbligatorie nella metropolitana e durante gli eventi di massa in ambienti chiusi. Ieri nella Repubblica ceca sono stati registrati nuovi 305 casi positivi.

In Iran record di 162 vittime in 24 ore

Salgono a 225.205 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.536 contagi registrati nelle ultimi 24 ore. Le vittime in un giorno sono 162, la cifra più alta dall’inizio della pandemia, per un totale di 10.670 decessi confermati.

I ricoverati in terapia intensiva sono 3.037, mentre i pazienti guariti salgono a 186.180. I test effettuati finora sono 1.639.078. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

India, 19.459 nuovi casi in 24 ore

L’India ha registrato 19.459 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, un dato che porta il bilancio complessivo dei contagi a quota 548.318, di cui oltre 100 mila avvenuti negli ultimi sei giorni.Il bilancio dei morti è salito a quota 16.475. Lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Finora nel secondo Paese più popoloso al mondo (con 1,38 miliardi di abitanti) sono guarite 321.723 persone e sono stati eseguiti oltre otto milioni di tamponi, di cui oltre 170mila nella giornata di ieri.

Due giorni di lockdown a Betlemme

Mentre in Cisgiordania prosegue la diffusione del coronavirus, il governatore di Betlemme Kamel Hmeid ha imposto stamane alla sua città una chiusura di due giorni per ragioni sanitarie. Agli ingressi, scrive la agenzia di stampa Wafa, sono stati istituiti posti di blocco. D’obbligo la chiusura di tutti gli uffici pubblici e privati nonché dei negozi, fatta eccezione per fornai e farmacie. In precedenza era stata ordinata la chiusura di due altre città cisgiordane, Hebron e Nablus, dove pure si sono notati focolai di contagio. Nel frattempo la ministra palestinese per la sanità Mai Alkaila ha reso noto che la scorsa notte a Hebron è deceduta una donna. Sale così a otto il numero complessivo dei palestinesi deceduti finora per coronavirus in Cisgiordania, a Gaza e a Gerusalemme est. I casi positivi sono saliti a 2.345, oltre 200 più di ieri. Il governo ricorre intanto ai servizi di sicurezza, ove necessario, per imporre il distanziamento sociale. A Jenin la polizia palestinese ha interrotto otto matrimoni. In un caso, secondo i media, gli agenti hanno dovuto anche sparare in aria ed usare lacrimogeni.

Giappone, no a un nuovo stato di emergenza

Il governo giapponese esclude un ritorno delle misure restrittive con l’applicazione dello stato di emergenza, nonostante il nuovo picco di contagi registrato a Tokyo nella giornata di domenica.

In una conferenza con la stampa il capo di Gabinetto Yoshidide Suga ha detto che il massimo livello giornaliero di casi da fine maggio nella metropoli è il risultato di un aumento delle analisi dei tamponi, in particolare tra gli individui che sono venuti a contatto con le persone infette.

Tokyo ieri ha registrato 60 nuovi casi, mentre una media di 100 infezioni sono state segnalate a livello nazionale nei giorni precedenti.

Suga ha aggiunto che il governo tenterà di prevenire un’ulteriore diffusione della malattia incrementando la cooperazione con le prefetture locali, e monitorando la crescita dei contagi e la loro tracciabilità in ogni regione.

Ad una domanda sulle prospettive per l’estate, il capo di Gabinetto ha spiegato che non si è ancora raggiunto un consenso generale a livello medico sulla incisività dell’agente patogeno con le alte temperature, e che l’esecutivo considererà ogni opzione per prepararsi a fronteggiare una seconda ondata del virus.

In Russia 6.719 nuovi casi, il minimo dal 29 aprile

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 6.719 nuovi casi di Covid-19: si tratta del dato più basso dal 29 aprile. Per il quarto giorno di fila i nuovi contagi sono inoltre meno di 7.000.

Stando al centro operativo russo anti coronavirus, i casi totali di Covid-19 accertati dall'inizio dell'epidemia in Russia sono ora 641.156 e i decessi 9.166, di cui 93 nel corso dell'ultima giornata. I guariti, sempre stando ai dati ufficiali, sono 403.430 in totale e 4.343 nelle ultime 24 ore.

Altri 288 decessi negli Stati Uniti e Los Angeles ordina una nuova chiusura

Gli Stati Uniti hanno registrato altri 288 decessi per coronavirus in 24 ore, secondo il conteggio della Johns Hopkins University.

La più grande economia del mondo è il Paese più colpito dalla pandemia con 125.768 morti su oltre 2,5 milioni di casi, secondo i dati dell’università con sede a Baltimora.

A Los Angeles e in altre sei contee californiane è stato ordinato di chiudere di nuovo, mentre parti del Paese reintroducono le misure restrittive per cercare di arginare il recente nuovo balzo di contagi da coronavirus. (ANSA-AFP). Los Angeles ha deciso la chiusura dei bar a causa dell’impennata dei casi di coronavirus. Lo ha annunciato il governatore Gavin Newsom. Stessa misura in altre sei città californiane, compresa Fresno. La riapertura dei bar californiani era stata decisa il 12 giugno scorso.

Messico, 4.050 casi in 24 ore e 267 morti

Il Messico ha registrato ieri 4.050 nuovi casi di coronavirus e 267 ulteriori decessi: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 216.852 e quello dei morti a 26.648.

Il Messico è il settimo Paese al mondo con il più alto numero di morti provocati dal virus. Nonostante la situazione non accenni a migliorare, il presidente Andrés Manuel López Obrador ha annunciato che da oggi le misure restrittive nella capitale Città del Messico verranno abolite gradualmente.

Altri 7 casi a Pechino, i contagi salgono a 318

Pechino ha registrato altri sette casi di Covid-19 a trasmissione domestica legati al focolaio partito dal mercato all’ingrosso Xinfadi: la Commissione sanitaria municipale, fornendo i dati di domenica, ha indicato anche un nuovo asintomatico, oltre a quattro casi sospetti. Dall’11 al 28 giugno le infezioni accertate nella capitale sono salite a 318, a fronte di 26 asintomatici.

Ieri è stato disposto il lockdown per quasi mezzo milione di persone ad Anxin, area distante circa 60 a sud di Pechino, nell’Hebei, dopo il rilevamento di 11 contagi. Xu Hejian, portavoce della municipalità della capitale, ha descritto la situazione epidemica ancora «grave e complessa» dopo il recente rimbalzo. Intanto, la Commissione sanitaria nazionale ha citato 12 nuovi casi registrati domenica nel Paese, tra i 7 a Pechino e i 5 importati. Nel complesso, le infezioni si sono portate a 83.512: 418 pazienti sono ricoverati, di cui 8 in gravi condizioni. Sono 78.460 finora i guariti, a fronte di 4.634 decessi.

Domenica 28 giugno

(Aggiornato alle 23.45) Secondo i dati dell’Università Johns Hopkins di Baltimora, sono 10.063.319 le persone ufficialmente contagiate dalla COVID-19. I morti sono 500.108, mentre le persone guarite sono 5.089.366.

Superati i 500 mila morti nel mondo

Sono oltre 500 mila le vittime di coronavirus nel mondo, secondo i dati della Johns Hopkins University. I contagi hanno superato i 10 milioni nelle scorse ore.

Nel dettaglio i morti per COVID-19 nel mondo sono 500.108.

Los Angeles chiude i bar

Alla fine anche Los Angeles ha deciso la chiusura dei bar a causa dell’impennata dei casi di coronavirus in California. Lo ha annunciato il governatore Gavin Newsom. Stessa misura in altre sei città californiane, compresa Fresno. La riapertura dei bar californiani era stata decisa il 12 giugno scorso.

In Israele «una nuova ondata di malattia»

Israele si trova «all’inizio di una nuova ondata di malattia»: lo ha affermato oggi il ministro della sanità Yoel Edelstein in un intervento televisivo, al termine di una prima consultazione ministeriale sulla lotta al coronavirus che proseguirà anche domani. «Ho sottoposto oggi al governo - ha affermato - alcune misure non piacevoli ma rese obbligatorie dalla situazione per fermare il virus adesso, e non dover ricorrere poi ad un lockdown del mercato». In particolare ha menzionato nuove misure restrittive ad eventi religiosi come matrimoni, cerimonie ebraiche di maggiore età o circoncisioni. Sono previste inoltre limitazioni alle preghiere nelle sinagoghe e ad altri raggruppamenti di persone. Misure particolari dovranno essere adottate, a suo parere, anche negli atenei. Inoltre sarà incoraggiato il lavoro da casa, in particolare fra i dipendenti pubblici. Provvedimenti concreti in tal senso potrebbero essere annunciati domani.

La città di Leicester a rischio lockdown

La città di Leicester, Inghilterra centrale, rischia di essere posta in lockdown a causa di un aumento dei casi di coronavirus. Lo ha annunciato il ministro degli Interni britannico Priti Patel alla Bbc.

«Il ministro della Salute Matt Hancock ha avviato una serie di misure a sostegno di Leicester come test a tappeto e risorse alle autorità locali», ha detto Patel. Nella città sono stati registrati 658 nuovi casi in due settimane per via di un focolaio in un’azienda alimentare e assembramenti fuori da ristoranti e chioschi.

Il ministro ha spiegato che in Gran Bretagna nelle ultime tre-quattro settimane ci sono state «nuove esplosioni» del virus. «Per quanto riguarda focolai locali - ha aggiunto - è preferibile trovare soluzioni ad hoc come il distanziamento e il monitoraggio dei contagi».

«Dobbiamo essere tutti molto coscienziosi rispetto ad una seconda ondata perchè non ci sarebbe niente di più dannoso per il Paese e per la nostra economia», ha sottolineato Patel.

Madrid, ieri il primo giorno senza vittime

Sabato è stato il primo giorno senza vittime di COVID-19 a Madrid dall’inizio della pandemia. Lo ha annunciato su Twitter la presidente della Comunidad, Isabel Díaz Ayuso. Con oltre 70.000 contagi e più di 2.000 morti la capitale è stata una delle città più colpite in Spagna. Nel Paese ci sono state 28.341 vittime e oltre 248.000 contagi.

La crisi coronavirus sta lentamente rientrando ma nella Comunidad di Valencia ci sono altri 7 nuovi casi di COVID-19 legati ad un’azienda di carne di Rafelbunyol, dove lavorano 500 persone, e in Andalusia ci sono almeno 10 focolai, il più recente a Malaga con sei contagiati.

Nuovi focolai a Melbourne, uno per colpa di un accendino

Nuove misure di lockdown anti-coronavirus potrebbero essere imposte a Melbourne dopo che sono stati identificati sabato 49 casi di COVID-19, il numero più alto dallo scorso aprile. Lo riporta il Guardian. Secondo le autorità sanitarie dello stato di Victoria non si tratta di una «seconda ondata» ma il premier Daniel Andrews ha annunciato che sta considerando se chiedere ai cittadini di restare a casa nei prossimi giorni.

Uno dei nuovi focolai a Melbourne potrebbe essere stato causato dallo scambio di un accendino tra gli impiegati di un albergo. Lo ha detto lo stesso Daniel Andrews, in una conferenza stampa. «Mantenevano la distanza ma si sono passati l’accendino», ha dichiarato secondo quanto riportato dalla Bbc aggiungendo che sempre gli stessi impiegati sono andati in macchina assieme «stando quindi molto più vicini tra loro di quanto sia auspicabile».

Nel resto dell’Australia il virus è quasi del tutto sparito. Nell’ovest del Paese c’è stato un solo nuovo caso, nel New South Wales tre ed erano tutte persone rientrate dall’estero. Zero contagi in Queensland e nel sud. In Victoria la momento ci sono 2.028 casi. Per prevenire la diffusione dei contagi, lo stato ha iniziato a effettuare test a tappeto, 40.000 persone sono già state sottoposti al controllo da venerdì.

Oltre 9.000 morti in Russia

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in Russia ha superato la soglia dei 9.000: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. Secondo i dati dell’università americana in Russia sono decedute finora 9.060 persone su un totale di 633.542 contagi confermati. Le persone guarite sono 398.311.

Superati i 10 milioni di casi nel mondo

I casi di coronavirus a livello globale hanno superato la soglia dei 10 milioni: è quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo cui il bilancio dei decessi sfiora adesso quota 500 mila. Le statistiche dell’università americana indicano che i contagi nel mondo sono adesso 10.001.527, inclusi 499.024 morti. Le persone guarite finora sono 5.062.145.

Stati Uniti, dopo il Texas restrizioni anche in Florida

Dopo il Texas, a causa dell’aumento dei casi di coronavirus (oltre 2,5 milioni in tutti gli Usa, con più di 125.000 morti), anche la Florida torna ad imporre restrizioni, dopo aver riaperto sostanzialmente tutte le attività qualche settimana fa. Lo riferiscono i media americani. I due stati sono tra quelli in cui l’epidemia è tornata a diffondersi con maggiore rapidità.

Sabato, la Florida ha registrato oltre 9.500 nuovi casi, e il giorno prima l’aumento era stato di 9.000. Il totale dello stato supera i 132.000. Oltre 3.300 persone colpite da Covid-19 sono morte.

Il governatore della Florida Ron DeSantis ha quindi imposto restrizioni, peraltro abbastanza blande: i bar non potranno servire alcolici all’interno dei locali ma solo per asporto (ma non è chiaro se la misura riguardi anche i ristoranti), secondo quanto ha scritto il Miami Herald.

Il sindaco di Miami Francis Suarez ha detto che «i numeri sono molto alti» e che «il sistema sanitario cittadino è in forte sofferenza». «Imponiamo multe a chi gira senza mascherina - ha dichiarato - ma a un certo punto potremmo imporre di stare a casa».

In Texas, il governatore Greg Abbott ha chiuso i bar e ha ordinato ai ristoranti di ridurre i posti del 50%. La situazione è particolarmente grave a Galena Park, cittadina a est di Houston, dove il sindaco ha imposto il coprifuoco, avvertendo che presto gli ospedali locali non ce la faranno più a gestire l’alto numero di pazienti.

India, nuovo record giornaliero con 19.906 casi

L’India ha registrato 19.906 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: si tratta del più forte incremento giornaliero dall’inizio della pandemia, ha reso noto oggi il ministero della Sanità. I nuovi decessi sono 410. Questi dati portano il bilancio totale dei contagi a quota 528.859 e quello dei morti a 16.095. Finora nel Paese sono guarite 309.712 persone. Lo Stato di Maharashtra segna il numero più alto dei casi (159.133) seguito dalla capitale Delhi (80.188).

Superati i 2,5 milioni di contagi negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno superato i 2,5 milioni di casi di contagio da coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University le vittime sono 125.434.

In Cina 17 casi in 24 ore

La Cina ha registrato altri 17 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, di cui tre «importati» e 14 di origine interna a Pechino: lo ha reso noto la Commissione nazionale perla Sanità (NHC). Secondo la NHC, riporta la Cnn, la Cina registra ad oggi un totale di 83.500 contagi e 4.634 morti.

America Latina, 63.000 nuovi contagi in 24 ore

Le notizie incoraggianti attese dalla comunità scientifica in America latina di una contrazione della pandemia da coronavirus purtroppo non si scorgono all’orizzonte, come conferma il fatto che nelle ultime 24 ore i contagi sono cresciuti a 2.421.046 (+63.092) e che i morti sono ora 110.457 (+2.506). Secondo quanto emerge oggi da una statistica realizzata dall’ANSA su dati ufficiali di 34 Nazioni e territori latinoamericani, il Brasile guida l’incremento odierno sia di casi 1.313.667 (+38.693) sia di vittime (110.457, +2.506). Il gigante sudamericano è seguito da Perù (275.989 e 9.135) e Cile (267.766 e 5.347) e da altri sette paesi con più di 20.000 contagi: Messico (212.802 e 26.381), Colombia (88.591 e 2.939), Ecuador (54.574 e 4.424), Argentina (57.744 e 1.207), Repubblica Dominicana (30.619 e 718), Panama (29.905 e 575) e Bolivia (29.423 e 934).

La Colombia ha registrato ieri 4.149 nuovi casi di coronavirus, il terzo record giornaliero in una settimana e un bilancio che porta il totale dei contagi a quota 88.591: il Paese sudamericano supera così la Cina, che conta 84.726 casi. Allo stesso tempo, riporta la Cnn, in Colombia i morti provocati dal virus sono aumentati a quota 2.939 (+128 rispetto a venerdì).

In Brasile oltre 38.000 nuovi casi in 24 ore

Il Brasile ha registrato 38.693 nuovi casi di coronavirus e 1.109 morti nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il ministero della Salute del Paese, citato dal Guardian. Il Brasile, dove i contagi aumentano di decine di migliaia ogni giorno, conta al momento un totale di 1.313.667 di casi confermato e 57.070 vittime. Il Paese sudamericano è il secondo al mondo per numero di morti e per numero di contagi, dopo gli Stati Uniti.

Sabato 27 giugno

(Aggiornato alle 21.05) Secondo i dati dell’Università Johns Hopkins di Baltimora, sono 9.871.711 le persone ufficialmente contagiate dalla COVID-19. I morti sono 495.781, mentre le persone guarite sono 4.983.719.

Riapre la cattedrale di San Patrizio a New York

Un altro passo verso il ritorno alla normalità a New York: domani riaprirà ufficialmente i battenti la cattedrale di San Patrizio, uno dei simboli della città situato nel cuore di Manhattan, sulla Fifth Avenue. Il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo della Grande Mela, celebrerà la messa per la prima volta dal mese di marzo. La presenza di fedeli sarà limitata fino al 25% della capienza della chiesa.

Negli Usa 45.300 contagi in un giorno: è record

Sono stati 45.300 i nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nella giornata di venerdì, mai così tanti dall’inizio della pandemia. Il giorno precedente erano stati quasi 40 mila. Sono gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. Rispetto a due settimane fa sono 31 gli Stati Usa dove i casi sono nuovamente aumentati, con le situazioni più critiche in Texas e Florida. Complessivamente dall’inizio della pandemia i casi di coronavirus in Usa sono 2.467.864, il numero delle vittime 125.039. Intanto gli Usa hanno annunciato altri 545 milioni di dollari per aiutare a combattere la pandemia e per prevenirne altre in futuro. Lo ha comunicato Kelly Craft, ambasciatrice statunitense all’ONU nel corso della maratona fondi per i vaccini, test, e terapie contro la COVID-19.

«Come sempre di fronte alle sfide globali gli americani sono presenti e hanno un ruolo guida», ha affermato, aggiungendo che «insieme possiamo lavorare in modo trasparente per costruire un mondo più resiliente e più sano» e chiedendo un’azione multilaterale per «lavorare insieme per un bene comune».

Boris Johnson: «Il vaccino va reso disponibile a tutti»

Il premier britannico Boris Johnson, intervenendo alla raccolta fondi per il vaccino, i test e le terapie contro il coronavirus, ha chiesto di spingere sull’acceleratore. «Se e quando il vaccino verrà trovato, e chiunque lo trovi, i leader mondiali hanno il dovere morale di fare in modo che sia disponibile a tutti», ha detto.

Khamenei mette in guardia il popolo iraniano: «La pandemia non è finita»

La Guida Suprema dell’Iran, ayatollah Ali Khamenei, ha messo in guardia dal nuovo aumento dei casi di coronavirus, a due mesi dallo sblocco delle restrizioni. «È corretto dire che qualcosa debba essere fatto per evitare problemi economici provocati dall’epidemia, ma in caso di negligenza e di una significativa crescita dell’epidemia, aumenterebbero anche i problemi economici», ha dello Khamenei in un incontro con funzionari giudiziari. «All’inizio dell’epidemia, gli sforzi degli operatori sanitari e delle persone hanno garantito un contenimento del virus, ma attualmente i protocolli sono in gran parte ignorati dai funzionari e dalle persone», ha rilevato.

Khamenei ha avvertito che «la pandemia non è ancora finita e tutti dovrebbero prendere sul serio il problema e osservare i protocolli per ridurre l’onere per gli operatori sanitari». In Iran oggi sono stati superati i 220 mila contagi accertati.

In Brasile inizia la sperimentazione del vaccino sugli esseri umani

Il Brasile ha iniziato a sperimentare sugli esseri umani il vaccino anti-coronavirus messo a punto dall’Università di Oxford: lo riporta la CNN. I test vengono effettuati nelle città di San Paolo e Rio de Janeiro, i cui stati restano gli epicentri del virus. Saranno somministrate 3 mila dosi in tutto a volontari di età compresa tra 18 e 55 anni che operano nei settori più a rischio. Tra loro vi sono quindi medici, infermieri e autisti di autoambulanze.

L’agenzia brasiliana per la salute (Anvisa) aveva autorizzato nelle scorse settimane il gigante farmaceutico AstraZeneca a condurre i test. Secondo l’Università federale di Sao Paulo lo studio del vaccino potrebbe durare fino a un anno. Intanto il Brasile ha registrato 46.860 nuovi casi di coronavirus e 990 ulteriori decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la CNN. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 1.274.974 e quello dei morti a quota 55.961. Lo Stato di San Paolo resta l’epicentro del virus con 258.508 casi e 13.966 morti, seguito dallo Stato di Rio de Janeiro (108.497 casi e 9.587 decessi).

E proprio il governo di San Paolo ieri ha annunciato l’imminente riapertura di bar, ristoranti e saloni di bellezza a partire da lunedì prossimo. Il sindaco della capitale, Bruno Covas, ha però ricevuto una raccomandazione dal comitato scientifico locale che gli ha suggerito di attendere fino al venerdì della prossima settimana per valutare la ripresa delle attività a partire dal 6 luglio. L’allentamento delle misure meno restrittive si verifica nella settimana in cui la città di San Paolo ha registrato un record di 19 mila nuovi casi quotidiani, mercoledì scorso. Giovedì, invece, lo Stato più popoloso e ricco del Brasile ha superato la Spagna per numero di contagiati da COVID-19. Intanto, il governatore Joao Doria ha esteso fino al 14 luglio la misura del distanziamento sociale nello Stato.

Oltre 4 mila morti in Pakistan

Il Pakistan ha registrato 3.138 nuovi casi di coronavirus e altri 74 nuovi decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 198.883 e quello dei morti a quota 4.035. Le provincie più colpite sono il Sindh e il Punjab, rispettivamente con 76.318 e 72.880 casi confermati. Finora sono guarite 86.906 persone, di cui almeno 2.738 nelle ultime 24 ore. I pazienti in condizioni critiche sono 2.712 (36 in meno rispetto alle 24 ore precedenti).

In America latina la situazione è sempre più grave

Giorno dopo giorno si aggrava il bilancio della pandemia da coronavirus in America latina che, senza un tetto della curva, ha raggiunto in queste ore i 2.357.954 casi (+78.808), con 107.951 morti (+3.166). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base di dati ufficiali di 34 Nazioni e territori latinoamericani. Dopo giorni in cui l’effetto della COVID-19 pareva attenuato, le ultime 24 ore hanno mostrato un incremento del fenomeno in Brasile, leader nelle regione e 2/o al mondo dopo gli Usa, sia dei contagiati (1.274.974, +46.860) sia dei morti (55.961, +990). Seguono Perù (272.364 e 8.939) e Cile (263.360 e 5.068). Sono poi sette i paesi con più di 20.000 contagi: Messico (208.392 e 25.779), Colombia (84.442 e 2.811), Ecuador (53.856 e 4.406), Argentina (55.343 e 1.184), Repubblica Dominicana (29.764 e 712), Panama (29.037 e 564) e Bolivia (28.503 e 913).

Venerdì 26 giugno

(Aggiornato alle 19.17) - Secondo i dati dell’Università Johns Hopkins di Baltimora, sono ormai oltre 9,6 milioni le persone ufficialmente contagiate dalla COVID-19. I morti sono più di 489.312, mentre le persone guarite sono 4.838.921.

«La Svezia rischia una seconda ondata»

L’Oms difende la sua scelta di aver inserito la Svezia tra i Paesi che rischiano una seconda ondata di coronavirus nonostante le proteste del capo epidemiologo di Stoccolma. Interpellato dalla Bbc, un portavoce dell’Agenzia dell’Onu ha ribadito che in Svezia c’è ancora «la trasmissione comunitaria del virus» e per questo è stat inserita nella lista assieme a Armenia, Moldova, Macedonia del Nord, Azerbaigian, Kazakhstan, Albania, Bosnia, Kirghizistan, Ucraina e Kosovo.

Intanto, secondo un sondaggio Ipsos per il quotidiano Dagens Nyheter, la fiducia degli svedesi sulla gestione della crisi da parte delle autorità è crollata di 11 punti al 45% rispetto ad aprile. E in generale, il gradimento verso il governo di centrosinistra a giugno è sceso dal 50% al 38%, con un calo di 10 punti per il premier Stefan Lofven.

Lagarde: «Il peggio forse è alle spalle, ora si muova l’Ue»

«Probabilmente abbiamo passato il punto più basso»: Christine Lagarde, la presidente della Banca centrale europea (Bce), si sbilancia sull’impatto economico della pandemia.

Al Northern Light Summit, un convegno economico in Finlandia che quest’anno si è svolto online, Lagarde tuttavia ha avvertito che la ripresa che aspetta l’Eurozona, e l’economia mondiale, lascerà alcuni settori economici forse perennemente danneggiati e «non si tornerà allo status quo ante».

Sono bastate le valutazioni sulla tempistica della crisi a far salire le Borse, con gli investitori attentissimi a decifrare qualunque segnale su ciò che aspetta l’economia nei prossimi mesi, fra la speranza di lasciarsi definitivamente alle spalle i lockdown nazionali e i timori per la possibilità di una seconda ondata della pandemia.

Uno scenario che neanche la presidente della Bce ha escluso: «lo dico con trepidazione - ha aggiunto alla sua valutazione secondo cui il peggio potrebbe essere alle spalle - perché naturalmente potrebbe esserci una grave seconda ondata».

E d’altra parte la ripresa che aspetta l’economia - ha spiegato Lagarde premettendo di non volersi addentrare sulla forma «geometrica» che assumerà la curva di crescita, se una V, una W o una L - rifletterà le caratteristiche dirompenti della crisi economica del Covid: «la più acuta in tempi di pace» - ha detto Lagarde - dopo una caduta del 16% in due trimestri del Pil dell’Eurozona.

Quando ci sarà, la ripresa sarà «disomogenea», probabilmente muovendosi da est verso ovest come gli sviluppi della pandemia, «incompleta» e «trasformazionale», lasciando ferite forse indelebili su alcuni settori come il trasporto aereo o l’intrattenimento, e magari facendo fiorire nuove industrie che ruotano attorno al digitale.

Lagarde ha assicurato che le banche centrali - con il coordinamento dietro le quinte fra Bce, Fed, Banca del Giappone e delle altre big - continueranno a rispondere «massicciamente e diligentemente»: chiamatelo - ha risposto al paragone con Draghi - whatever it takes o chiamatelo «usare tutti le leve», la Bce ora ha il Pepp che è una risposta «proporzionata», velato cenno alle osservazioni dei giudici tedeschi che Francoforte sta cercando di sminare con Berlino.

E per la prima volta la politica monetaria lavora davvero in tandem con la politica di bilancio in Europa: sia quella nazionale, sia quella ora negoziata dalla Ue. «Spero davvero» - ha spiegato - che l’accordo sul Next Generation Ue, il nuovo bilancio europeo con il recovery fund, gli investimenti nei Paesi più colpiti e il finanziamento attraverso bond comuni - possa rappresentare la stessa svolta che Alexander Hamilton impresse agli Usa facendone una federazione.

Oggi la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha esortato, in un’intervista a France Inter - che «tutti i Paesi» sostengano il piano di rilancio, che «deve avere una dimensione storica».

L’ambizione si scontra con le resistenz dei «quattro frugali», anche se dal Northern Light Summit trapela un cauto ottimismo. Per arrivare a un accordo occorre convincere gli scetticismi proprio dei nordici, e l’unico modo, secondo Lagarde, è che tutti facciano la propria parte: anche i beneficiari netti come l’Italia, invitati dalla presidente della Bce, che auspica aiuti «largamente a fondo perduto», a un atteggiamento responsabile, a predisporre «investimenti saggi» in «buoni progetti europei»: digitale, green, infrastrutture.

New York verso Fase 3, si torna a giocare basket

I casi di coronavirus aumentano negli Stati Uniti ma la città di New York si avvia verso la Fase 3 della riapertura. Se i contagi resteranno ai livelli attuali, a partire dal prossimo 6 luglio a New York sarà possibile tornare a pranzare e cenare all’interno dei ristoranti, tornare a farsi la manicure e si sarà anche liberi di farsi un tatuaggio. Lo ha annunciato il sindaco Bill de Blasio invitando comunque alla cautela: il passaggio dalla fase 2 alla 3 dipenderà dall’andamento dei casi. La Fase 3 prevede anche la riapertura dei campi da basket e da tennis e le aree per i cani.

OMS: «Il virus si sta comportando come la Spagnola»

L’epidemia di coronavirus «si sta comportando come avevamo ipotizzato» e «il paragone è con la Spagnola, che si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata».

Lo ha detto Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), durante il programma Agorà, su Rai 3, rispondendo in merito alla lettera di esperti che hanno parlato di «emergenza finita».

«Sparendo il virus dalla clinica - ha detto - sembra tutto sia finito, ma non è così». Rispetto alla nuova categoria dei ‘debolmente positivi’, ha precisato Guerra, «non entro nelle classificazioni e definizioni artificiose che colleghi insigni di varie discipline possono fare. Guardo i fatti e i fatti dicono che il genoma del virus è ancora lo stesso e i fatti dicono che l’andamento di una epidemia come questa è ampiamente previsto e prevedibile. C’è una discesa che coincide con l’estate».

«È vero - ha concluso Guerra - che le terapie intensive si sono svuotate, ma si sono svuotate come previsto che accadesse e non vogliamo si riempiano di nuovo in autunno. Tutte le precauzioni che stiamo prendendo hanno l’obiettivo di circoscrivere la circolazione del virus quando questa riprenderà».

A Mosca sale l’immunità gregge, il 20% ha anticorpi

Gli abitanti di Mosca continuano a sviluppare l’immunità del gregge al Covid-19 dato che circa il 20% degli individui testati ha gli anticorpi contro il virus. Lo ha detto il vicesindaco di Mosca con delega al welfare Anastasia Rakova.

«Vorrei presentare i risultati della terza fase di test sui residenti di Mosca per verificare la presenza d’immunità al coronavirus. Abbiamo condotto questo studio dal 5 al 18 giugno. Più di 90’000 cittadini vi hanno preso parte. Possiamo dire che la popolazione continua a sviluppare l’immunità di gregge e oggi circa il 20% delle persone a Mosca ha tale immunità», ha detto, citata dalla Tass.

Nel frattempo il numero di nuovi casi di coronavirus identificati in tutto il Paese nelle ultime 24 ore è sceso a 6800. Lo ha detto il vice primo ministro Tatyana Golikova. «Siamo molto contenti di avere questi numeri e speriamo che questa tendenza continui nei giorni e nelle settimane a venire».

Secondo il centro di crisi anti-coronavirus federale russo, si tratta del dato più basso di nuove infezioni dal 29 aprile. I calcoli della Tass dicono che l’aumento giornaliero delle infezioni da coronavirus è sceso al minimo storico dell’1,1%. In totale i casi sono dunque 620’794. Nelle 24 ore si sono registrati 176 morti (8781 in tutto).

Prevista oggi una conferenza stampa di Pence

Balzo dei casi di coronavirus negli Stati Uniti. Nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati 37.077 con 692 morti, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention americani. La task force per il coronavirus, guidata dal vicepresidente Mike Pence, tornerà in pubblico per la prima volta in quasi due mesi con una conferenza stampa in programma oggi. Intanto, secondo il direttore dei Centers for Disease Control and Prevention, Robert Redfield, il numero degli americani contagiati dal coronavirus è probabilmente 10 volte maggiore dei 2,3 milioni di casi confermati: «La nostra migliore stima è che per ogni caso accertato ci sono 10 persone infette». Redfield spiega che le stime sono basate sui campioni di sangue raccolti a livello nazionale sulla presenza di anticorpi. Usando questa metodologia il numero dei casi negli Stati Uniti schizzerebbe ad almeno 23 milioni.

America Latina, quasi 2.280.000 contagiati

L’America Latina è in apprensione di fronte alla pandemia di coronavirus della quale per il momento non si registra alcuna attenuazione, mentre nelle ultime 24 ore i contagiati hanno raggiunto quota 2.279.146 (+58.789) e i morti confermati sono 104.785 (+1800). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’agenzia Ansa sulla base dei dati ufficiali di 34 Nazioni e territori latinoamericani. Nella regione il Brasile continua la sua corsa solitaria da leader, secondo nel mondo solo agli Stati Uniti, sia per contagi (1.228.114, +39.483) che per morti (54.971, +1141). Seguono il gigante sudamericano il Perù (268.602 e 8761) ed il Cile (259.064 e 4903). Sette Paesi seguono con contagi superiori ai 20.000: Messico (202.951 e 25.060), Colombia (80.599 e 2654), Ecuador (53.156 e 4343), Argentina (52.457 e 1150), Repubblica Dominicana (29.141 e 698), Panama (28.030 e 537) e Bolivia (27.487 e 876).

Giovedì 25 giugno

(Aggiornato alle 18.26) - Il numero di casi di coronavirus nel mondo sfiora i 9,5 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono più precisamente 9.478.266, i decessi sono 483.613, mentre le persone guarite sono 4.777.455.

Texas costretto a interrompere riapertura

Il Texas è costretto a interrompere la fase due della riapertura della sua economia a causa dell’impennata record dei contagi di coronavirus, saliti a oltre 125 mila. Lo ha annunciato il governatore Greg Abbott, repubblicano. Solo negli ultimi due giorni i nuovi casi nello stato sono stati oltre 10 mila. Le situazioni più critiche, soprattutto sul fronte delle ospedalizzazioni, nelle aree di Houston, Dallas, Austin, San Antonio ed El Paso.

Brasile, maggio è stato il mese con più morti della storia

Maggio è stato il mese con il maggior numero di morti nella storia del Brasile, con 123.857 casi, una cifra alla quale stavolta ha contribuito anche l’epidemia da coronavirus, con 24.021 decessi.

È quanto emerge dal Portale sulla trasparenza dell’Associazione brasiliana del catasto delle persone fisiche (Arpen).

In base ai dati, il numero di vittime registrate il mese scorso è stato del 13,1% superiore a quello registrato nello stesso mese del 2019.

Le statistiche, tuttavia, mostrano anche che, storicamente, è il mese di luglio quello in cui si registra un picco di decessi nel Paese sudamericano: in quest’epoca dell’anno l’emisfero meridionale si trova infatti in pieno inverno, con una conseguente maggiore circolazione delle malattie respiratorie.

Ecco allora che nei mesi di luglio degli anni dal 2016 al 2019 il numero dei morti si avvicina molto a quello di maggio 2020, anche in assenza della pandemia provocata dal Covid-19.

Nel luglio scorso, per esempio, ci sono stati 118.097 decessi e nel luglio 2017 (l’anno più critico degli ultimi cinque) addirittura 122.619.

Austria, il 42% ha gli anticorpi nel focolaio di Ischgl

Il il 42,4% degli abitanti della località austriaca di Ischgl, importante focolaio durante l’emergenza coronavirus e al centro di polemiche per presunti ritardi nel lockdown, ha sviluppato anticorpi contro il virus.

Si tratta del valore ufficiale più alto finora registrato a livello mondiale. In val Gardena sono infatti il 27% e a Ginevra il 10% degli abitanti con anticorpi, è stato spiegato durante una conferenza stampa.

Lo studio incrociato di due test sierologici è stato effettuato dall’università di Innsbruck. Ha partecipato l’80% della popolazione del centro sciistico tirolese, ovvero 1.473 persone. Il valore supera di sei volte quello rilevato con tampone. L’85% delle persone testate non si era accorto di aver contratto il virus. Secondo i responsabili dello studio, neanche Ischgl, con il suo valore record, può comunque rivendicare l’immunità di gregge. Il virus, secondo gli studiosi, era in circolazione già a febbraio.

In India record di nuovi contagi, 17.000 in 24 ore

I casi totali di coronavirus in India sono saliti a 473.105, con 14.894 decessi; i pazienti guariti o dimessi dagli ospedali sono 271.696; i casi attivi sono 183.022. Secondo i dati resi noti questa mattina dal ministero della Sanità, nelle ultime 24 ore è stato registrato un nuovo record di incremento giornaliero, con quasi 17 mila nuovi casi (16.922), e 418 decessi; da sei giorni consecutivi i positivi aumentano di almeno 15 mila ogni 24 ore. Lo stato più colpito resta il Maharashtra, con 142.900 casi, seguito da Delhi con 70.390, Tamil Nadu con 67.468, Gujarat con 28.943, Uttar Pradesh con 19.557, Rajasthan con 16.009, e West Bengala con 15.173. L’India è al quarto posto nel mondo per numero di casi dopo Stati Uniti, Brasile e Russia.

In Iran superati i 10 mila morti

Salgono a 215.096 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.595 contagi registrati nelle ultimi 24 ore, in ulteriore aumento rispetto a ieri. Le vittime in un giorno sono 134, ai massimi da inizio aprile. Il totale dei decessi confermati supera quota diecimila (10.130). I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 2.899, mentre i pazienti guariti salgono a 175.103. I test effettuati finora sono 1.530.437. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

In Russia 7.113 nuovi casi in 24 ore

Sono 7.113 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore, i contagi accertati salgono così a 613’994, ma per il nono giorno consecutivo i nuovi casi sono meno di 8000. Stando ai dati riportati dalle autorità sanitarie russe, le vittime del nuovo coronavirus sono 8605, di cui 92 morte nelle ultime 24 ore. I guariti sono 6.42 nelle ultime 24 ore e 375.164 in totale.

Negli Usa 35.900 nuovi contagi

Gli Stati Uniti nelle ultime 24 ore hanno registrato oltre 35.900 nuovi casi, un numero record da fine aprile e uno dei più alti finora rilevati dall’inizio della pandemia. Finora negli Usa ci sono stati 2.380.452 casi e 121.969 decessi. Le vittime delle ultime 24 ore sono 756.

Impennata di contagi e morti in America Latina

A conferma del fatto che l’America Latina è al momento il centro della pandemia da coronavirus, nelle ultime 24 ore nella regione sono decisamente cresciuti sia i contagi (2.220.357, +66.795), sia i morti (102.985, +2.809). E’ quanto emerge da una elaborazione statistica realizzata oggi dall’ANSA sulla base dei dati di 34 Nazioni e territorio latinoamericani. Continua netta la curva ascendente in Brasile, secondo Paese al mondo per presenza di Covid-19 dopo gli Stati Uniti: i contagiati sono saliti a 1.188.631 (+42.725) e i morti hanno toccato quota 53.830 (+1.185). Al secondo e terzo posto figurano da tempo il Perù (264.689 contagi e 8.586 morti) e il Cile (254.416 e 4.731). Altri sette paesi seguono con contagi superiori ai 20.000: Messico (196.847 contagi e 24.324 morti), Colombia (77.113 e 2.491), Ecuador (52.334 e 4.309), Argentina (49.851 e 1.116), Repubblica Dominicana (28.631 e 691), Panama (27.314 e 536) e Bolivia (26.389 e 846).

Mercoledì 24 giugno

(Aggiornato alle 18.33) Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato i 9 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono più precisamente 9.263.466, i decessi sono 477.584, mentre le persone guarite sono 4.630.391.

L’Oms: «Entro settimana prossima più di 10 milioni di casi nel mondo»

«Più di 9,1 milioni di casi di COVID-19 sono stati segnalati oggi all’Oms e oltre 470 mila morti. Nel primo mese di questo focolaio, sono stati segnalati meno di 10’000 casi. Nell’ultimo mese quasi 4 milioni di casi. Ci aspettiamo di superare i 10 milioni di casi di coronavirus entro la prossima settimana». Lo ha detto il direttore generale dell’agenzia dell’Onu, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sulla COVID-19. «Questo ci ricorda che mentre cerchiamo di trovare un vaccino abbiamo la responsabilità di fare tutto ciò che possiamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione», ha sottolineato. «Molti Paesi nelle Americhe e in America Latina in particolare non hanno raggiunto il picco ne’ un basso livello di trasmissione del coronavirus. La situazione è ancora in evoluzione e nelle prossime settimane ci saranno nuovi casi e altre vittime», ha detto dal canto suo il capo delle emergenze dell’Oms Mike Ryan, nel consueto briefing sulla COVID-19 invitando i governi di quei Paesi «a fare un grande investimento sulle misure per identificare, testare e tracciare».

Oltre 35 mila nuovi contagi negli Usa

Gli Usa hanno registrato oltre 35 mila nuovi casi di coronavirus nella giornata di ieri, un record da fine aprile e la terzo totale più alto dall’inizio della pandemia. Lo scrive il New York Times sulla base del proprio database. I casi continuano ad aumentare in 26 Stati su 50, prevalentemente nel sud e nell’ovest. Nuovi record giornalisti in Texas (oltre 5000 casi) e in Arizona (più di 3600 casi). Dal canto suo il Washington Post indica che sette Stati Usa hanno registrato il loro più alto numero di ricoveri nella pandemiadi coronavirus: Arizona, Arkansas, California, North Carolina, South Carolina, Tennessee e Texas. In Florida, indicato come possibile nuovo epicentro del coronavirus (3’200 nuovi casi ieri, oltre 25 mila negli ultimi sei giorni) l’Homestead Hospital ha già esaurito i posti del reparto di terapia intensiva. Intanto, New York, New Jersey e Connecticut, Stati confinanti tra loro, hanno annunciato l’obbligo di una quarantena di 14 giorni per i viaggiatori che arrivano da Stati con alti tassi di infezioni da coronavirus. Lo riferisce la Cnn.

In Iran situazione sempre più drammatica

Le vittime di COVID-19 ai massimi da 80 giorni e la valuta nazionale ai minimi storici. Tra emergenza sanitaria e crisi economica, la situazione in Iran appare sempre più drammatica. Nelle ultime 24 ore, la Repubblica islamica ha registrato altri 2’531 casi di coronavirus, superando i 210 mila contagi totali, mentre i 133 decessi confermati rappresentano il dato peggiore dal 6 aprile, con un bilancio complessivo che ormai sfiora i diecimila morti. Cifre che non accennano a calare e sulla cui attendibilità continuano anche a pesare forti dubbi, tanto all’interno del Paese che tra gli osservatori internazionali. Le autorità tornano intanto a minacciare una stretta. Il viceministro della Salute, Alireza Raisi, ha chiesto oggi che «indossare le mascherine diventi obbligatorio», dopo che in alcune province «rosse», cioè ad alto rischio, erano già state ripristinate molte restrizioni. Le riaperture dopo il lockdown, rimasto peraltro sempre parziale, hanno rilanciato la pandemia, senza però fare altrettanto con un’economia già in ginocchio per le sanzioni americane. La valuta locale ha toccato questa settimana nuovi minimi contro dollaro ed euro. Il presidente Hassan Rohani ha incolpato la «guerra psicologica a livello internazionale», assicurando che la sua amministrazione «controllerà il mercato dei cambi, l’inflazione e la liquidità esistente nel Paese». Ma tra gli uffici di cambio di Teheran cresce l’allarme. Nelle scorse ore il rial veniva scambiato a 192’950 contro il dollaro e 213’950 contro l’euro. Livelli che «al mercato libero» sarebbero ancora peggiori, con almeno 204 mila rial chiesti per un dollaro e 223 mila per un euro. La crisi colpisce un governo Rohani già indebolito al suo interno nei confronti degli ultraconservatori - maggioranza nel nuovo Parlamento e già proiettati alle presidenziali del prossimo anno - e ancora più isolato sul piano internazionale dopo lo scontro con Francia, Germania e Gran Bretagna, rimaste parte dell’accordo nucleare del 2015 ma che l’hanno attaccato in seno all’Agenzia internazionale per l’energia atomica per alcune ispezioni negate, che Teheran giudica pretestuose. Una battaglia che ora si sposta al Consiglio di sicurezza dell’Onu, dove gli Stati Uniti hanno chiesto formalmente di prolungare dopo la scadenza a ottobre l’embargo sulle armi all’Iran.

Altri 154 morti in Gran Bretagna, i contagi crollano a 653

Calano a 154 i morti per coronavirus censiti nelle 24 ore nel Regno Unito, malgrado l’ulteriore recupero di una parte di dati non raccolti nel weekend, secondo il conteggio del ministero della Sanità. Il totale delle vittime certificate col tampone sale così oltre i 43’000 (circa 53’000 contando anche i casi probabili secondo le elaborazioni statistiche dell’Ons, che in totale stima 65’000 decessi «in eccesso» rispetto alle medie degli anni scorsi dall’inizio della pandemia, solo una parte dei quali riconducibili tuttavia verosimilmente al Covid-19). Mentre i contagi quotidiani diagnosticati scendono a 653, di gran lunga il minimo da mesi. E i test eseguiti da marzo nel Paese volano sopra gli 8 milioni e mezzo, con altri 232.086 da ieri. Intanto s’interrompe da stasera la consuetudine della conferenza stampa quotidiana sull’emergenza tenuta a Downing Street dal premier Boris Johnson o da altri ministri con consulenti scientifici del governo. Appuntamento che diventa occasionale, in caso di notizie o svolte rilevanti.

In Ucraina record di contagi in un giorno

Sono 940 i nuovi casi di COVID-19 identificati in Ucraina nelle ultime 24 ore: si tratta del numero più alto di nuovi contagi giornalieri registrato finora nella repubblica ex sovietica dall’inizio della pandemia. Il totale dei casi di COVID-19 sale così a 39.014, tra cui 6.243 operatori sanitari. Lo fa sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksym Stepanov, ripreso dal Kyiv Post. I morti, stando ai dati ufficiali, sono 1.051, di cui 16 nelle ultime 24 ore.

In Croazia torna la quarantena per gli arrivi dai Balcani

La Croazia ha di nuovo imposto restrizioni per gli arrivi da Serbia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo e Macedonia del Nord dopo che in questi Paesi sono stati registrati numerosi nuovi casi di coronavirus. Da domani tutte le persone in arrivo da tali Paesi dovranno trascorrere un periodo di due settimane in autoisolamento domiciliare. La misura non riguarda i viaggiatori in transito. La decisione è motivata dal fatto che negli ultimi dieci giorni quasi tutti i nuovi focolai di Covid-19 apparsi in Croazia sono stati poi ricondotti a trasmissioni del virus da parte di persone giunte proprio da tali Paesi balcanici, in particolare da Serbia e Bosnia-Erzegovina. Tra i contagiati c’è anche un primo turista, un cittadino serbo al quale è stato confermato il virus in Istria.

La Protezione civile ha al tempo stesso ordinato per la prima volta l’uso obbligatorio delle mascherine protettive nei mezzi di trasporto pubblici. Da tutti i Paesi Ue è possibile entrare in Croazia per comprovate ragioni personali o di lavoro, che includono anche un soggiorno per finalità turistiche che vengano dimostrate esibendo al confine una prova di prenotazione alberghiera o in altra struttura ricettiva. Nello scorso fine settimana sulla costa croata, in prevalenza in Istria, hanno soggiornato circa duecentomila turisti, dei quali 150 mila stranieri.

La Scozia riapre i pub, ma solo all’aperto

La Scozia si allinea solo in parte alla prossima tappa verso l’alleggerimento del lockdown formalizzata ieri a partire dal 4 luglio per l’Inghilterra dal governo Tory britannico di Boris Johnson sul fronte dell’emergenza coronavirus. Lo ha annunciato oggi la prima ministra locale Nicola Sturgeon, indicando un percorso più cauto per il territorio scozzese in forza dei poteri della devolution.

Il percorso, illustrato all’assemblea parlamentare di Edimburgo, prevede una riapertura di pub e ristoranti dal 6 luglio limitata a chi dispone di spazi all’aperto, il via libera ai negozi non essenziali (già in vigore da giugno in Inghilterra) rinviato al 13 luglio e la possibilità di incontrarsi in casa fra due nuclei familiari diversi dal 15.

Sturgeon, leader indipendentista dell’Snp, ha ammesso che si tratta di un percorso «più lento rispetto all’Inghilterra, ma giusto date le circostanze» locali. Ha poi confermato che la Scozia - come il Galles e l’Irlanda del Nord - mantiene per ora l’indicazione generalizzata del distanziamento di 2 metri.

Ieri Johnson aveva invece annunciato per l’Inghilterra la riapertura dal 4 luglio di hotel, ristoranti, caffè, pub, cinema e parrucchieri «covid-secure»: ossia in grado di garantire una distanza minima interpersonale ridotta ad almeno un metro e le precauzioni d’igiene necessarie, pur mantenendo i 2 metri consigliati dove si può. Aveva inoltre autorizzato dalla stessa data teatri e sale concerto a riprendere l’attività dopo oltre tre mesi di lockdown, ma senza spettacoli dal vivo. Lasciando viceversa «per ora» chiusi i nightclub, le discoteche, le palestre e i centri estetici.

Francia: chiuse due scuole elementari per coronavirus

Prime chiusure di scuole elementari a Parigi per casi di COVID-19 dopo la riapertura di una decina di giorni fa e quella, a frequenza obbligatoria, di lunedì scorso. Oggi è stata decisa la chiusura della scuola Saint-Merri-Renard, nel Marais, dopo la scoperta di un caso di coronavirus. Si tratta - si è appreso dalle autorità sanitarie - di «una sola persona» che però sarebbe stata in contatto «con parecchi insegnanti e allievi».

Stessa procedura per il caso della scuola Lamoricière, chiusa ieri, nel XII arrondissement, dove si sono invece registrati 3 casi. Disposto l’isolamento per le persone che sono state in contatto con i casi di Covid e la precauzione di restare in casa per tutti coloro che frequentano le due scuole. Nessuno dei due istituti rappresenta un «cluster» e non risultano altre scuola con casi.

Gran Bretagna verso riaperture ma l’attenzione resta alta

Un piano d’azione per preparare il Regno Unito al pericolo di un secondo picco della pandemia di coronavirus, dato per concreto, è stato invocato oggi in una lettera aperta pubblicata dal British Medical Journal e firmata dai vertici di alcune della maggiori organizzazioni mediche e sanitarie del Paese come il Royal Colleges of Surgeons, Nursing, Physicians o l’associazione dei GPs (i medici di base).

Il monito arriva all’indomani dell’annuncio del premier Boris Johnson di una nuova tappa verso la Fase 2 dell’emergenza in Inghilterra, dal 4 luglio, con la riapertura di pub, ristoranti, hotel, parrucchieri, musei, cinema e l’obbligo di distanziamento ridotto da 2 metri a uno laddove necessario per consentire il business: svolta incoraggiata dal calo del tasso di contagi, ma «non priva di rischi», secondo gli stessi consiglieri scientifici del governo Patrick Vallance e Chris Whitty, e che arriva dopo il pesante bilancio di morti (record europeo) di questi mesi.

Nella lettera aperta s’invoca la necessità di un «rapido» esame retrospettivo di quanto è successo, «non partigiano e non mirato ad attribuire colpe», sulla base del quale costruire una strategia condivisa dalle 4 nazioni del Regno per affrontare «il rischio reale» di un secondo picco e ridimensionare la minaccia di altri morti. «Molti elementi infrastrutturali necessari a contenere la diffusione del virus - scrivono i firmatari - hanno iniziato a essere operativi» in questi mesi, ma «vi sono ancora sfide sostanziali» da affrontare.

Austria: via le mascherine e riprendono tutti gli sport

L’Austria manda definitivamente in «soffitta» le mascherine. Il governo ha infatti abolito l’obbligo anche per i camerieri. «Mi raccomando, non buttate le mascherine, ci serviranno ancora», ha messo in guardia il cancelliere Sebastian Kurz.

Nel tardo autunno la «situazione potrebbe tornare problematica», ha aggiunto. Il suo vice verde Werner Kogler ha invitato gli austriaci a «godersi la libertà, ma con prudenza».

Dalla prossima settimana potranno nuovamente essere praticate tutte le discipline sportive. Da settembre tornano anche i mega eventi (all’aperto fino a 10’000 e al coperto fino a 5’000 partecipanti), con «tracciamento volontario».

L’Austria attualmente registra 474 casi Covid. «Il virus non è sparito, dobbiamo restare vigili», ha sottolineato Kurz. A causa del focolaio in un mattatoio Vienna ha diramato un avviso di viaggio per la Renania Settentrionale-Vestfalia.

In Russia oltre 600mila casi, ma in discesa

La Russia ha confermato mercoledì 7176 nuove infezioni da coronavirus, portando il numero ufficiale di casi del paese a 606’881. L’aumento giornaliero dei nuovi casi è sceso ai livelli più bassi da aprile.

Nelle ultime 24 ore sono poi morte 154 persone, portando il bilancio totale a 8513, un tasso notevolmente inferiore a quello di molti altri Paesi colpiti dalla pandemia. In totale 12’393 persone sono guarite nelle ultime 24 ore portando il numero complessivo dei recuperi a 368’822. Lo riporta la task force nazionale anti-coronavirus.

Tokyo, 55 nuovi casi, il massimo da inizio maggio

Il governo metropolitano di Tokyo conferma 55 nuovi casi di infezioni di coronavirus nella capitale mercoledì, facendo segnare il massimo livello giornaliero da inizio maggio. Gli ultimi sviluppi rafforzano le preoccupazioni delle autorità sanitarie circa un possibile nuovo picco di contagi n Giappone, sebbene la metropoli abbia registrato una fase discendente dei casi della malattia fino al termine di maggio.

La nuova ondata, secondo gli esperti, si è di fatto manifestata a partire dalla revoca dello stato di emergenza, avvenuta il 25 dello scorso mese nelle rimanenti 5 prefetture inclusa la capitale Tokyo. A inizio settimana il governo centrale ha rimosso le restrizioni sui viaggi tra le diverse regioni, autorizzando il ripristino di gran parte delle attività commerciali. Ad oggi a livello nazionale ci sono stati 18’034 casi di coronavirus, con 965 decessi complessivi. La prefettura di Tokyo conta da sola 5’895 infezioni.

Record di casi in Texas, «restate a casa»

Allarme coronavirus in Texas dove nelle ultime 24 ore si è registrato un record di oltre 5000 nuovi casi di contagio, facendo dello stato Usa un nuovo epicentro insieme alla Florida e alla California. Il governatore Greg Abbott, repubblicano, ha invitato tutti i cittadini a stare a casa. «Non c’è alcuna ragione in questa fase per uscire di casa senza necessità reale», ha detto Abbott finora restio all’idea di un altro lockdown.

In America latina oltre 100.000 morti

Forte impennata nelle ultime 24 ore in America latina dei morti per la pandemia da coronavirus che hanno raggiunto quota 100.176 (+2.632), per oltre la metà registrati in Brasile.

Crescono decisamente anche i contagi, il cui numero è ora di 2.153. 562, con un aumento rispetto a ieri di 62.811 casi.

Martedì 23 giugno

(Aggiornato alle 21.27) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 9 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono più precisamente 9.131.445, i decessi sono 472.856, mentre le persone guarite sono 4.557.026.

Israele impone confinamento in alcune aree

Di fronte ad una impennata nei contagi - 459 secondo l’ultimo bollettino - il governo israeliano ha imposto misure di confinamento nella città di Elad e in diversi quartieri della città di Tiberiade. Il provvedimento scatta da questa sera e durerà per almeno sette giorni, riferiscono i media israeliani. Israele sta assistendo ad una ripresa del contagio del coronavirus. L’ultimo aggiornamento di questa sera parla di 459 nuovi contagi in 24 ore, più di 200 dei quali da questa mattina. Si tratta del dato giornaliero più alto dal 22 aprile. Si registra anche un nuovo decesso, che porta a 308 il numero dei morti per l’epidemia.

In un condominio a Berlino 44 contagi

Sono 44 le persone risultate positive al coronavirus in un complesso abitativo a Berlino, nel distretto di Friedrichshain. I test sono stati effettuati dopo che la settimana scorsa erano stati individuati alcuni contagi in questo quartiere. Le autorità locali hanno testato in maniera estensiva tutti i possibili contatti. I 44 positivi non manifestano sintomi. Le famiglie dove sono stati riscontarti contagi sono state poste in quarantena a casa e l’amministrazione locale si occupa della spesa. Fra i contagiati vi sono anche dei bambini. Ora partiranno test anche nelle scuole e i centri sportivi da loro frequentati. Non sono state fornite informazioni sull’origine del contagio, né è stato detto se vi sia un legame con un focolaio recentemente scoperto nel quartiere di Neukoelln, dove sono stati riscontrati 100 positivi e 370 famiglie sono state poste in quarantena.

In Spagna un decesso e 108 nuovi casi in 24 ore

Sono 108 i nuovi casi di coronavirus diagnosticati in Spagna nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito il ministero della Salute spagnolo, riportando la morte di una persona che aveva contratto il virus da ieri. I nuovi dati portano a 246.752 contagi e 28.325 morti il bilancio della pandemia nel Paese iberico dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Restrizioni in Germania estese a un secondo distretto

Sono state estese ad un secondo distretto in Germania le restrizioni contro la diffusione del coronavirus ripristinate nella zona del mattatoio di Guetersloh, nel NordReno Westfalia, e volute per tenere sotto controllo il nuovo focolaio da COVID-19. Le restrizioni torneranno in vigore a Warendorf, distretto confinante con quello colpito, dove tornerà il divieto per i raduni, verranno chiuse le palestre e sospesi gli eventi culturali. Ad annunciarlo è stato Karl-Josef Laumann, ministro della Sanità del NordReno Westfalia, primo Land della Germania che riporta in vigore le misure da lockdown. Gli stessi provvedimenti erano stati annunciati questa mattina per il distretto di Guetersloh. Warendorf chiuderà anche le scuole a partire da giovedì, provvedimento già adottato a Guetersloh.

Ecuador, «Contagiato il 45% degli abitanti di Quito»

Il ministro della Salute dell’Ecuador ritiene che ormai il 45% degli abitanti di Quito, la capitale, sia stata contagiata dal coronavirus. Juan Carlos Zevallos ha spiegato che nella settimana del 24 maggio è stata avviata una stima dei contagi, che allora si attestava sul 33%.

«Ritengo che ora deve essere più o meno del 45%. Direi che la metà della popolazione di Quito si è contagiata e ha ottenuto l’immunità», ha affermato, citato dal quotidiano ecuadoriano El Universal.

Secondo i dati ufficiali, Quito ha 2,7 milioni di abitanti. In base alle stime del ministro, sottolinea il quotidiano, dovrebbero essere state contagiate 1,2 milioni di persone. In Ecuador dono stati confermati 50’915 contagi e 4’246 morti per il Covid-19. A Quito i casi confermati sono 5’646 con 455 morti.

Putin: «L’epidemia è ancora pericolosa»

L’epidemia di coronavirus in Russia è stata contenuta, con il numero dei nuovi contagi in diminuzione (anche se superiore ai settemila al giorno, ndr), «ma è ancora pericolosa. Bisogna rimanere allerta, prendere precauzioni fino a quando non sarà disponibile un vaccino», ha detto Vladimir Putin, in un discorso alla nazione. «Il vaccino tuttavia non sarà la soluzione perfetta», ha ammesso il Presidente russo, che ha iniziato a parlare due ore dopo l’ora originariamente annunciata dal Cremlino, sottolineando la capacità del sistema sanitario del Paese «di aumentare le sue capacità in breve tempo, grazie all’eredità del sistema imperiale e sovietico».

Portogallo, nuove restrizioni a Lisbona

Nella regione di Lisbona è stato parzialmente ristabilito il confinamento per evitare la propagazione del Covid-19. Si vuole a tutti i costi evitare di offuscare l’immagine del Paese, finora relativamente risparmiato dalla pandemia, e di compromettere la stagione turistica.

Dopo che la scorsa settimana taluni Stati europei avevano decretato restrizioni ai viaggiatori in provenienza dal Portogallo nonostante la riapertura delle frontiere un po’ in tutto il continente, le autorità portoghesi hanno ammesso la loro difficoltà a contenere i focolai di contaminazione responsabili della maggior parte dei nuovi casi positivi da coronavirus.

Il Portogallo, che è stato colpito in maniera minore dall’epidemia rispetto alla vicina Spagna, conta attualmente 1’540 decessi e circa 40’000 casi confermati su un totale di 10 milioni di abitanti. Il Paese figura al secondo rango, dietro la Svezia, tra i Paesi dell’Unione europea per quanto riguarda il numero di nuovi contagi in rapporto alla popolazione nel corso delle ultime quattro settimane, stando ai dati raccolti dall’agenzia francese AFP presso le autorità nazionali.

Il governo socialista ha quindi deciso di sottoporre nuovamente i circa 2,8 milioni di abitanti della regione metropolitana di Lisbona a talune misure di confinamento.

Gli assembramenti sono di nuovo limitati a dieci persone al massimo, a fronte dei 20 individui nel resto del Paese. Il consumo di bevande alcoliche negli spazi pubblici è vietata, e i commerci, le terrazze e i caffè dovranno chiudere alle 20.00 ore locali. Soltanto i ristoranti potranno rimanere aperti dopo le otto di sera.

«Preferisco questa situazione ad una chiusura completa», ha dichiarato all’AFP Amandio Oliveira, proprietario di un chiosco con terrazza nell’elegante quartiere di Principe Real.

«Spero che i turisti ritorneranno, ma queste nuove misure sono negative per l’economia. Taluni non fanno attenzione e tocca ad altri pagare lo scotto», ha deplorato il 66enne Oliveira.

«Visti i prezzi dei biglietti d’aereo, chi vorrà venire qui per trovare bar chiusi e rischiare di essere messo in quarantena rientrando a casa?», ha dichiarato con una certa inquietudine Miguel Barros, animatore turistico di 38 anni, senza lavoro dall’inizio della crisi sanitaria.

A meno di una settimana dopo l’annuncio che la capitale portoghese accoglierà la fase finale della Champions League di calcio, salutato in pompa magna dal governo come un riconoscimento internazionale per il Paese che ha saputo gestire bene l’epidemia, «lo stato d’allerta è di ritorno», ha riassunto oggi il quotidiano nazionale «Publico» nel suo editoriale. «Il governo ha fatto il suo dovere: ha ammesso che la situazione nella regione di Lisbona è grave e ha preso delle misure per rimediarvi», ha sottolineato il direttore del giornale Manuel Carvalho.

A San Paolo in Brasile stimati 1,2 milioni di contagi

San Paolo, la città più grande, ricca e popolosa del Brasile, potrebbe avere circa 1,2 milioni di contagiati dal coronavirus, secondo il primo risultato di una massiccia campagna di test condotta dal Comune locale.

Dopo aver completato i primi cinquemila esami sierologici - condotti su un campione di residenti scelti per estrazione - si è concluso che è stato infettato il 9,5% degli abitanti della megalopoli, ovvero circa 1,2 milioni di cittadini. Se questa cifra verrà confermata, sarà superiore agli 1,1 milioni di infetti registrati lunedì dal ministero della Sanità in tutto il Paese.

Finora, San Paolo ha segnalato ufficialmente 120 mila casi, ma sia le autorità municipali sia quelle statali sanno che potrebbe esserci una sottostima a causa dell’elevato numero di pazienti asintomatici e dei pochi test effettuati.

Germania, nuovo lockdown nel distretto di Guetersloh

Il distretto di Guetersloh, in Germania, verrà sottoposto di nuovo al lockdown. Lo ha annunciato il ministro presidente del Land del Nord Reno-Vestfalia Armin Laschet (Cdu), sottolineando che si tratta del primo distretto in Germania che torna alla chiusura per contrastare il diffondersi del Coronavirus, a causa del focolaio esploso nel mattatoio di Toennis. Sono 1535 i contagi registrati nel contesto della impresa della carne. Si tratta del focolaio maggiore mai rilevato fino ad oggi in Vestfalia e in Germania, ha sottolineato Laschet. L’infezione è molto localizzata e al momento soltanto 24 casi positivi sono stati registrati al di fuori del mattatoio, ma il lockdown viene scelto per precauzione. Si torna dunque, per ora per una settimana (fino al 31 giugno) alle misure di marzo: torna il divieto di contatto per oltre due persone, e saranno chiusi bar, palestre, cinema, teatri, musei, memoriali; inoltre sarà proibito fare sport in luoghi chiusi. Stop anche ai pic nic e alle grigliate all’aperto. Guetersloh conta circa 370.000 abitanti. In seguito al focolaio nel mattatoio oltre 7000 persone sono finite in quarantena, ed erano già state chiuse le scuole e gli asili infantili. Anche nel vicino distretto di Warendorf sono state prese delle misure restrittive.

America Latina: 2.090.000 contagi e 97.500 morti

Punta sempre in alto la curva della pandemia da coronavirus in America latina, anche se da due giorni le percentuali di crescita di contagi, ora a (2.090.751, +39.714), e di morti (97.544, +1.820), sono nella parte bassa della media. È quanto emerge da una elaborazione statistica realizzata oggi dall’ANSA sulla base dei dati ufficiali di 34 Nazioni e territorio latinoamericani. A suggerire una stabilizzazione del trend sono i dati che arrivano dal Brasile, secondo Paese al mondo più colpito dopo gli Usa, dove nelle ultime 24 ore i contagiati hanno raggiunto quota 1.106.470 (+21.432), di cui 51.271 (+654) morti. In seconda e terza posizione restano il Perù (257.447 e 8.223) e il Cile (246.963 e 4.502). Seguono Messico (185.122 e 22.584) dove le misure adottate non sembrano sufficienti a contenere la pandemia, Colombia (71.183 e 2.310), Ecuador, Argentina e Rep. Dominicana.

Lunedì 22 giugno

(Aggiornato alle 23.40) Il bilancio dei casi di coronavirus a livello globale ha superato la soglia dei 9 milioni: è quanto emerge dai dati pubblicati dalla Johns Hopkins University. Secondo i conteggi dell’università americana, i contagi accertati nel mondo sono 9.015.582, inclusi 469.378 decessi. Finora sono guarite 4.468.902 persone.

Altri 663 morti in Brasile, superati i 51 mila

Il Brasile ha registrato 663 morti nelle ultime 24 ore per il nuovo coronavirus, portando il numero complessivo delle vittime di Covid-19 nel Paese sudamericano a 51.271: lo ha reso noto il Consiglio nazionale dei segretari alla salute (Conass). Ad oggi, sono 1.106.470 i casi totali confermati della malattia, di cui 21.597 nelle ultime 24 ore.

Negli USA superata la soglia delle 120 mila vittime

Superata negli Stati Uniti la soglia delle 120 mila vittime provocate dal coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University i casi di contagio sono saliti a 2.298.696.

Saliti a 1.553 i casi nel mattatoio in Vestfalia

Si rischia un ritorno al lockdown nel distretto di Guetersloh, nel Land tedesco del Nordreno-Vestfalia, dove nei giorni scorsi è esploso un enorme focolaio nel mattatoio di Toennis, che rischia di trascinare indietro la regione amministrata da Armin Laschet. Stando agli ultimi aggiornamenti, fra i dipendenti dell’impresa, sono saliti a 1553 i casi di contagio da coronavirus. A chiarirlo è stata l’unità di crisi locale, nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi. Sul posto verrà istituto al momento un centro di diagnosi, dove sarà possibile fare il test per tutti i residenti. Gli addetti all’emergenza hanno anche affermato di aspettarsi un ulteriore aumento dei casi.

Quest’anno pellegrinaggio alla Mecca «limitato»

«Poiché i casi di Covid-19 continuano a crescere a livello globale e i rischi di diffusione negli spazi affollati» sono elevati, le autorità saudite hanno deciso che l’annuale pellegrinaggio alla Mecca quest’anno si svolgerà in forma molto limitata. Lo rende noto l’agenzia ufficiale saudita Spa. «È stato deciso di svolgere il pellegrinaggio di quest’anno con un numero limitato di pellegrini di tutte le nazionalità residenti solo in Arabia Saudita», ha scritto la Spa.

L‘OMS: «Forse il virus era nel nord Italia prima di quanto noto»

«Esiste la possibilità che il virus sia circolato in nord Italia prima di quando ci si è resi conto che ci fosse»: lo ha detto il direttore per le emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità, Mike Ryan, in merito alla scoperta della presenza del virus nelle acque fognarie già a dicembre. «Quella italiana è una scoperta importante, i dati vanno ulteriormente investigati ma al momento non cambiano la nostra ipotesi sull’origine del virus».

Quindici vittime in Gran Bretagna, decessi ai minimi da marzo

Minimo assoluto d’incremento giornaliero dei morti di coronavirus nel Regno Unito, secondo il conteggio odierno del ministero della Sanità: 15 in più nelle 24 ore rispetto a ieri. Il totale delle vittime certificate col tampone sale così 42.647, mentre i contagi quotidiani diagnosticati scendono sotto quota mille fino a 305.000 circa e i test superano gli 8 milioni. I dati risentono della raccolta statistica solo parziale del week-end, ma comunque restano più bassi anche rispetto a qualunque fine settimana precedente.

Al via la fase 2 a New York

New York, la città più importante per l’economia americana e quella più colpita del coronavirus, entra ufficialmente nella Fase 2. Gli amanti dello shopping potranno tornare a fare acquisti direttamente nei negozi, anche se muniti di mascherina e nel rispetto del distanziamento sociale. Riaprono anche parrucchieri e barbieri, così come i ristoranti dove però si potrà mangiare solo all’aperto. Con la Fase 2 tornano a lavorare altre 150’000-300’000 persone. «La Fase 2 è ufficialmente in corso. Negozi, uffici, parrucchieri, barbieri e ristoranti tornano. Ma ricordate: quando siete fuori è ancora essenziale usare la mascherina e il distanziamento sociale», twitta il sindaco di New York, Bill de Blasio. Con la Fase 2 i ristoranti e i bar potranno ospitare clienti ma solo all’esterno e con delle restrizioni, fra le quali un massimo di dieci persone per tavolo solo se sono tutti parte dello stesso gruppo. Limiti anche per i barbieri, che potranno tagliare i capelli ma non la barba, visto che la mascherina è obbligatoria.

La Cina è pronta a cooperare con l’Ue per il vaccino

Il premier cinese Li Keqiang ha affermato che la cooperazione con l’Ue supera la concorrenza e che la Cina è disposta ad approfondire sia la cooperazione sul vaccino del Covid-19 sia lo sviluppo del trattamento contro la pandemia. La Cina spera anche che l’Unione europea possa allentare le misure di controllo dell’export a carico della Cina, ha aggiunto Li, parlando nel 22esimo summit Cina-Ue, tenuto per la prima volta in video conferenza, secondo quanto ha riferito la tv statale cinese Cctv.

Il Brasile chiude i confini per altri 15 giorni

Il governo brasiliano ha esteso di altri 15 giorni il divieto di ingresso degli stranieri attraverso i confini terrestri e aerei a causa del perdurare della pandemia di coronavirus. La misura è stata raccomandata dall’Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria (Anvisa), legata al ministero della Sanità. Il Paese ha poco meno di 17 mila chilometri di confini terrestri con nove nazioni, attraverso i quali possono passare solo camion con merci, cittadini brasiliani e cittadini stranieri che hanno la residenza legale in Brasile. La misura si estende anche agli aeroporti e ai porti situati lungo gli oltre settemila chilometri di costa.

In Croazia ripresa dei contagi, timori per le elezioni

Dopo quasi un mese in cui la situazione epidemiologica in Croazia si è mantenuta calma e stabile, con in media uno o due casi di coronavirus al giorno, da una settimana la COVID-19 ha ripreso a circolare e ora si registrano tra i dieci e i venti nuovi casi quotidiani. Nelle ultime ventiquattro ore i nuovi casi confermati sono 19, che portano il totale dei contagiati in Croazia dall’inizio dell’epidemia a 2.336. Oltre al focolaio a Zara, collegato ai molti contatti che i tennisti hanno avuto durante l’Adria Tour, altri si sono sviluppati anche a Zagabria e in altre città del Paese. Destano preoccupazione anche i nuovi casi in province più rurali nelle quali non si erano registrati contagi da quasi due mesi. Il totale dei deceduti è fermo da diversi giorni a 107 persone.

La ripresa della diffusione del virus ha aperto la questione sull’opportunità di tenere le elezioni politiche il 5 luglio prossimo, ma gli esperti notano che nelle leggi croate non esiste la possibilità di rimandare la consultazione, se non con la proclamazione dello stato d’emergenza, che non è stato imposto neanche durante il picco dell’epidemia.

In India 425 mila casi, a Delhi quasi 60 mila

L’India ha raggiunto 425 mila casi di positivi al coronavirus, per un totale di 13.400 morti. Secondo i dati del Ministero della Salute, la capitale indiana Delhi ha superato con i suoi quasi 60 mila casi il Tamil Nadu, ed è diventata il secondo Stato più colpito dopo quello del Maharasthra anche per numero di decessi, in tutto 2.175. Il Maharasthra ha oltre 132 mila casi, di cui 66.500 solo a Mumbai, e 6.170 morti. Negli ultimi tre giorni, da venerdì a domenica, Delhi ha registrato più di 3.000 nuovi casi ogni 24 ore: molti esperti attribuiscono l’aumento quotidiano dei casi alla massiccia campagna di test avviata dall’amministrazione della città. Solo ieri, secondo il quotidiano «Times of India», ne sono stati fatti oltre 19.400. Si stima che in India la percentuale di test sulla popolazione sia di circa 5 su 1000, mentre a Delhi nei giorni scorsi si è toccato il 19 su 1000.

L’Oms: «La pandemia continua ad accelerare»

La pandemia di coronavirus «continua ad accelerare nel mondo». Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

«Sappiamo che la pandemia è molto più di una crisi sanitaria, è una crisi economica, sociale e, in molti paesi, politica. I suoi effetti si faranno sentire per decenni», ha aggiunto nel corso di una conferenza virtuale organizzata dall’emirato di Dubai.

In Iran oltre 2.500 casi e 119 morti in 24 ore

Salgono a 207.525 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.573 contagi registrati nelle ultimi 24 ore, in aumento rispetto ai giorni scorsi. Le nuove vittime sono 119, per un totale di 9.742 decessi confermati. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 2.898, mentre i pazienti guariti salgono a 166.427. I test effettuati sono complessivamente 1.449.420. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

In Russia 7.600 casi e 95 morti in 24 ore

In Russia si registrano 7.600 nuovi casi di COVID-19 e 95 decessi nelle ultime 24 ore. Lo riporta il centro operativo anticoronavirus. La Tass sottolinea che i morti provocati dal virus in una giornata sono meno di 100 per la prima volta dal 25 maggio. In totale, stando ai dati ufficiali, i contagi in Russia sono ora 592.280 e i morti 8.206. I guariti sono 4.705 nelle ultime 24 ore e 344.416 in totale.

Il focolaio a Pechino sembra sotto controllo

Sono 18 i nuovi casi di COVID-19 registrati in Cina, la metà dei quali a Pechino, dove sembrerebbe sotto controllo il focolaio scoppiato nel più grande mercato alimentare della città. È in effetti la prima volta dal 13 giugno che nella capitale vengono annunciati meno di 10 nuovi casi. Tra i nuovi casi di infezione, due sono stati registrati nella provincia di Hubei, mentre altri sette sono «importati» e diagnosticati a Shanghai, Tianjin, Liaoning e Shaanxi. A partire dall’11 giugno, a Pechino sono stati registrati 236 nuovi casi, molti legati al focolaio nel mercato di Xinfadi. Da allora, le autorità hanno imposto rigide misure di contenimento alla popolazione, isolando interi quartieri, eseguendo test di massa e imponendo la chiusura delle scuole e lo stop a tutti i viaggi non necessari.

Record di contagi in un giorno dall’inizio della pandemia

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha registrato 183 mila nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo quanto riporta la BBC, si tratta del numero più alto di contagi in un solo giorno dall’inizio della pandemia ed è dovuto soprattutto all’aumento delle persone positive in America Latina. Oltre 50 mila di questi nuovi casi sono stati segnalati in Brasile, poi negli Stati Uniti e India.

New York entra nella fase due

New York City entra oggi nella fase due della riapertura dopo essere stata messa in ginocchio dalla pandemia di coronavirus. Lo ha confermato il governatore di New York Andrew Cuomo.

La Grande Mela prova gradualmente a tornare ad essere la città che non dorme mai dopo oltre due mesi di lockdown, 400 mila contagi, 25 mila morti e milioni di posti di lavoro persi.

Da oggi a New York cadranno alcune delle restrizioni messe in campo per fermare la diffusione del virus. Dunque servizio al tavolo per i ristoranti, ma solo all’aperto e nel rispetto del distanziamento sociale, e riapertura di alcune attività produttive e commerciali.

La pandemia continua a crescere in America latina

Continua a crescere nella media degli ultimi giorni la pandemia di coronavirus che ha il suo epicentro in America latina, dove in 24 ore i casi di contagio sono saliti a 2.048.891 (+41.871) e i morti a 95.724. È quanto emerge oggi da una statistica realizzata dall’ANSA in base ai dati ufficiali di 34 Nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile segna un apparente rallentamento della curva dei contagi, ma per capire se si tratti di una reale inversione di tendenza occorrerà vedere l’andamento dei prossimi giorni. Il Paese più colpito del continente e secondo al mondo dopo gli Usa, ha registrato nelle ultime 24 ore 17.459 contagi, che portano il totale a 1.085.038, e 641 vittime, che salgono così a 50.617. Seguono Perù (254.936 contagi totali, 8.045 in 24 ore) e Cile (242.355 e 4.479). Meno colpiti, ma con cifre significative, Messico (180.545 e 21.825), Ecuador (50.640 e 4.223), Colombia (68.652 e 2.237) e Argentina (42.785 e 1.011).

Domenica 21 giugno

(Aggiornato alle 13.00) - Il bilancio dei casi di coronavirus a livello globale ha superato oggi la soglia degli 8,8 milioni: è quanto emerge dai dati pubblicati dalla Johns Hopkins University. Secondo i conteggi dell’università americana, i contagi accertati nel mondo sono 8.802.328, inclusi 464.510 decessi. Finora sono guarite 4.366.818 persone.

A Pechino test per 2,3 milioni di persone

Nell’ultima settimana quasi 2,3 milioni di persone a Pechino si sono sottoposte al test dell’acido nucleico. Lo hanno annunciato le autorità locali. A Pechino sono stati installati 2.083 siti di campionamento in 474 punti diversi in tutta la città, con 7.472 medici che si dividono i turni per eseguire le prove. Dal 13 giugno, il personale che lavora nel mercato all’ingrosso di Xinfadi, al quale sono stati collegati la maggior parte dei casi emersi di recente, i residenti nelle comunità vicine e le persone che hanno visitato il mercato sono stati identificati per effettuare i test dell’acido nucleico. Secondo il governo municipale, la capitale ha inoltre dato la priorità ai test per i dipendenti di ristoranti, negozi di alimentari, mercati all’ingrosso, corrieri e consegne di cibo. Pechino ha registrato oltre 200 casi di COVID-19 trasmessi a livello locale dall’11 giugno.

Papa: «Protezione anti-Covid a rifugiati»

«Ieri le Nazioni Unite hanno celebrato la Giornata Mondiale del Rifugiato. La crisi provocata dal coronavirus ha messo in luce l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza». Così il Papa all’Angelus. «Vi invito ad unirvi alla mia preghiera per un rinnovato ed efficace impegno di tutti a favore della effettiva protezione di ogni essere umano, in particolare di quanti sono stati costretti a fuggire per situazioni di grave pericolo per loro o per le loro famiglie». «Un aspetto su cui la pandemia ci ha fatto riflettere è il rapporto uomo-ambiente», ha detto il Papa: «La chiusura ha ridotto l’inquinamento e fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi dal traffico e dai rumori. Ora, con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della casa comune». Francesco apprezza le iniziative che ovunque nascono «dal basso», come a Roma oggi quella dedicata al fiume Tevere: «Ma ce ne sono tante, in altre parti! Possano favorire una cittadinanza sempre più consapevole di questo bene comune essenziale».

Oltre due milioni i contagi in America Latina

I contagi causati dalla pandemia di coronavirus hanno superato i due milioni in America Latina, raggiungendo nelle ultime 24 ore quota 2.002.303. Oltre al Brasile, che denuncia oltre la metà dei casi, contribuiscono al pesante bilancio, fra gli altri, il Perù (251.338) ed il Cile (236.748).

Sabato 20 giugno

(Aggiornato alle 17.13) - Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 8,6 milioni nel mondo. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi a livello globale sono 8.693.000, i decessi sono 460.000 e i guariti 4,2 milioni.

Anche la Gran Bretagna si prepara a ripartire

Anche il Regno Unito guarda alla prossima fase nella gestione dell’emergenza coronavirus preparandosi alla ‘nuova normalità’ con l’obiettivo di rimuovere a breve altre misure restrittive, in particolare per pub e ristoranti. Lo scrive il Times, secondo cui il primo ministro britannico Boris Johnson annuncerà la prossima settimana che verrà revocata la regola dei due metri di distanza a partire dal 4 luglio e che potranno riaprire pub, ristoranti, caffè e luoghi di attrazione oltre al settore dell’ospitalità, nel tentativo di ridare impulso all’economia. Resteranno alcune misure preventive, quindi - stando al Times - i pub potrebbero essere sorvegliati e i clienti potrebbero essere incoraggiati ad usare delle app per ordinare da bere. Sono ad oggi 42.589 le persone morte nel Regno Unito dopo essere risultate positive alla Covid-19, un aumento di 128 decessi calcolato nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono le autorità britanniche.

America Latina: 1.950.000 contagi e 90.700 morti

Il Brasile ha superato nelle ultime 24 ore il milione di contagi da coronavirus, accompagnati da quasi 49.000 morti, mentre la pandemia da coronavirus per il momento continua in espansione in tutta l’America latina, dove i contagiati sono saliti a 1.945.206 (+73.234) e i morti a 90.701 (+1.878). È quanto emerge da una elaborazione statistica dell’ANSA sui dati di 34 Nazioni e territori latinaomericani. Dopo un periodo di stabilità dei contagi, il Brasile è tornato a crescere, aggiungendone 54.771 in una sola giornata, per un totale di 1.032.913, oltre la metà della cifra complessiva di tutta l’America latina. In linea con i giorni precedenti, invece, il bilancio dei morti che sono 48.954 (+1.206). Al secondo e terzo posto navigano il Perù (247.925 e 7.60) ed il Cile (231.393 e 4.093), seguiti da un gruppo di Paesi latinoamericani grandi e medi: Messico (165.455 e 19.747), Ecuador (49,731 e 4.156), Colombia (63.276 e 2.045) e Argentina (39.570 e 979).

India, 14.516 contagi in 24 ore

L’India ha registrato 14.516 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: si tratta del terzo record giornaliero consecutivo, un bilancio che porta il numero dei contagi complessivi finora segnati nel Paese a quota 395.048. Lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Allo stesso tempo, il numero dei decessi è aumentato a quota 12.948 (+375 in 24 ore). Nell’ultima settima il numero di casi in India è aumentato di oltre 86.000 unità. Secondo il Consiglio indiano per la ricerca medica, finora nel Paese sono stati eseguiti 6.616.496 tamponi, di cui 189.869 ieri.

Venerdì 19 giugno

(Aggiornato alle 18.42) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 8,55 milioni nel mondo. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi a livello globale sono 8.555.817, i decessi sono 457.105 e i guariti 4.204.463.

Superato un milione di casi in Brasile

Il Brasile oggi ha superato il milione di persone infette da Covid-19, secondo i dati forniti dalle segreterie sanitarie statali. Il numero di contagiati ha raggiunto la soglia di 1.009.699 poco prima delle 14:00 ora locale (le 19 svizzere), secondo quanto riferito da un consorzio composto dai principali media del Paese. Con la sesta popolazione più grande del pianeta, secondo la Banca mondiale, il Brasile è il secondo Paese al mondo a superare la soglia del milione di casi del nuovo coronavirus, dopo gli Stati Uniti. Lo Stato con più casi in numeri assoluti rimane San Paolo, con 211.658, seguito da Cearà (89.485) e Rio de Janeiro (87.317). Lo Stato con la più alta incidenza di contagi è invece Amapà, con 2.292 per ogni 100 mila abitanti. Nella sequenza, appaiono Amazonas (1.465/100 mila abitanti) e Roraima (1.263/100 mila abitanti). San Paolo (12.232), Rio de Janeiro (8.412) e Cearà (5.402) sono in testa anche per numero di morti, mentre Amazonas è primo per incidenza di decessi, con 63 per ogni 100 mila abitanti, seguito da Cearà (59/100 mila abitanti) e Parà (52/100 mila abitanti).

OMS: «La ricerca del vaccino è rapida, ma senza scorciatoie»

«Nella scienza non ci sono scorciatoie. E la sicurezza è una priorità. Lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus sta andando ad una velocità senza precedenti ma senza scorciatoie o rischi per la sicurezza». Lo ha detto il direttore per le emergenze dell’Oms, Mike Ryan, nel consueto briefing sul Covid-19. «Speriamo di trovare un vaccino sicuro ed efficace che salverà vite negli anni a venire», ha aggiunto. «La sicurezza prima di tutto, anche con i vaccini», ha sottolineato il direttore generale dell’Agenzia dell’Onu Tedros Adhanom Ghebreyesus. «Non sarà un percorso facile perché non è mai stato trovato un vaccino contro nessun coronavirus. Questo sarebbe il primo», ha detto.

Boom di contagi in Florida

Boom di nuovi casi di coronavirus in Florida, sempre più epicentro della pandemia negli Usa. Nelle ultime 24 ore sono stati 3.822, un record per lo stato, portando il numero totale dei contagi a 89.748. Il giorno precedente i nuovi casi erano stati 3.207, mentre nell’ultima settimana sono stati complessivamente 18.777. Le vittime tra i residenti salgono a 3.104.

L’OMS: «Il virus è ancora letale, record di casi giornalieri»

Il coronavirus è ancora letale e la pandemia sta accelerando. Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul coronavirus. «La pandemia di coronavirus sta accelerando, ieri sono stati riportati 150.000 nuovi casi, il numero più alto in un giorno finora. Il mondo è in una nuova e pericolosa fase. Molte persone sono comprensibilmente stufe di stare in casa. I Paesi sono comprensibilmente ansiosi di riaprire le loro società e le loro economie. Ma il virus si sta ancora diffondendo, è ancora mortale e la maggior parte delle persone sono suscettibili».

Spagna, 28 mila decessi accertati

Le autorità sanitarie spagnole oggi hanno aggiornato il bilancio delle vittime del coronavirus per la prima volta dopo due settimane, per avere un «quadro più reale della situazione»: i decessi complessivi sono 28.313, rispetto ai 27.136 segnalati il 7 giugno. Lo riferiscono i media locali. Anche se i nuovi decessi sono sempre stati comunicati ogni giorno, è stata necessaria un’indagine sui dati arrivati prima dell’11 maggio, su cui c’erano discrepanze. Tra le altre cose, per distinguere dai decessi per il Covid e quelli provocati da altre patologie connesse, è stato riferito, anche per placare le polemiche di queste settimane sulla confusione dei dati. El Mundo segnala tuttavia che quando domenica il governo decreterà la fine dello stato di allarme, non avrà ancora i dati su infezioni e decessi nelle case di cura. Anche se l’esecutivo ha assicurato che sta conducendo un’analisi dettagliata.

Record di casi in Argentina, 2 mila in 24 ore

Nelle ultime 24 ore l’Argentina ha registrato un record di 2000 contagi, per un totale dall’inizio della pandemia da coronavirus di 37.510 casi, che rappresenta un tasso di 82,7 casi per 100.000 abitanti. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa Telam. Nello stesso periodo, 41 persone sono morte portando il totale generale dei decessi a 954, che costituisce un tasso di mortalità di 20,9 per milione di abitanti. Le autorità sanitarie argentine hanno inoltre sottolineato che la pandemia si è ormai concentrata soprattutto nell’agglomerato urbano di Buenos Aires e nella provincia. Infatti, degli ultimi 1.958 casi, ben 1.106 sono stati registrati nella provincia di Buenos Aires, e 692 nella capitale.

Pechino isola il Peking Università Hospital

Pechino ha deciso di isolare il Peking University International Hospital, fiore all’occhiello della sanità della capitale cinese, dopo che un’infermiera è risultata positiva ieri ai test del Covid-19 per essere entrata a stretto contatto il 14 giugno con un paziente del distretto di Haidian.

Lo hanno detto le autorità municipali nel briefing quotidiano, aggiungendo che tra le 183 persone infettate dal focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi registrati dall’11 giugno, due sono in condizioni molto critiche e 11 in condizioni gravi.

Si abbassa il livello di allerta in Gran Bretagna

Il livello di allerta Covid nel Regno Unito è stato abbassato, da 4 a 3. Lo rendono noto i media locali, specificando che l’indicazione è stata fornita dalle autorità mediche di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Il livello 4 rappresenta un crescente livello di trasmissione dell’infezione. Con il livello 3 il virus si considera semplicemente in «circolazione» e ci potrà essere una graduale rimozione delle restrizioni.

Il livello 5 è il più alto ed è quello che ha portato al lockdown. Per il ministro della Salute, Matt Hancock, si tratta di un «grande momento per il paese» ed è la prova che il piano del governo sta funzionando.

In India nuovo record di contagi: 13.500 in 24 ore

L’India ha registrato oltre 13.500 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, pari al livello più alto dall’inizio della pandemia: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese precisando che i nuovi contagi sono stati 13.586. Il bilancio complessivo si attesta a quota 380.532 casi. Allo stesso tempo, riporta la Cnn, i decessi sono stati 336: finora nel Paese sono morte a causa del virus 12.573 persone.

Australia, la disoccupazione sale al 7,1%

L’Australia è in piena recessione, con un tasso di disoccupazione che ha superato il 7% per la prima volta in 19 anni - attestandosi al 7,1% - dopo che centinaia di migliaia di persone hanno perso il lavoro a causa delle misure introdotte dal governo per far fronte alla pandemia di coronavirus. Nel periodo aprile-maggio l’economia nazionale ha perso altri 227 mila posti di lavoro. I dati dell’Ufficio di Statistica indicano che la contrazione ha falciato i posti di lavoro in particolare di donne e giovani. Prima della pandemia il tasso di disoccupazione nel Paese viaggiava attorno al 5%.

A New York atteso oggi il via libera alla fase 2

New York si prepara alla fase 2 della riapertura da lunedì 22 giugno, dopo essere stata l’epicentro della pandemia negli Usa. A ore è atteso l’annuncio del governatore dello stato Andrew Cuomo e del sindaco Bill de Blasio. Dovrebbero ripartire ristoranti, negozi e altre imprese. Il ritorno alla normalità però resta lontano, come dimostra l’annuncio del Carnegie Hall, del New York City Ballet e del Lincoln Center di cancellare l’intera stagione autunnale.

Negli Usa superate le 118 mila vittime

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri oltre 25.700 nuovi casi di coronavirus: è quanto emerge dalle statistiche della Johns Hopkins University, secondo quanto riporta la Cnn. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 25.766. Secondo il conteggio aggiornato pubblicato dall’università americana, il bilancio complessivo dei casi nel Paese è adesso a quota 2.191.200 e quello dei morti a quota 118.435. Un rimbalzo nei casi si è verificato in almeno 20 Stati Usa. La Florida e il Texas, al momento, sono ormai i nuovi epicentri della pandemia negli Usa. In entrambi gli Stati nelle ultime 24 ore è stato registrato il record dei nuovi casi giornalieri da quando si è diffuso il coronavirus: 3.516 in Texas, dove i contagi sfiorano oramai i 100 mila, e 3.207 in Florida, con un totale di quasi 86 mila contagi. Situazione critica anche in Arizona e in Lousiana. Intanto la California ha varato l’obbligo di indossare le mascherine nella maggior parte dei luoghi pubblici.

Contagi ancora in aumento in America Latina

Non si vede ancora la luce in fondo al tunnel neanche in America Latina, dove nelle ultime 24 ore i contagi confermati sono saliti a 1.871.972 ed i morti a 88.823. È quanto risulta oggi da una elaborazione statistica dei dati riguardanti 34 Nazioni e territori latinoamericani. Continua l’emergenza in Brasile, secondo Paese al mondo sia per i contagiati, che sono 978.142 (+22.765), sia per i morti, arrivati a 47.748 (+1.238). Lo rende noto il Consiglio nazionale dei segretari della salute (Conass). Un dato positivo è che gli infettati ed i deceduti brasiliani di ogni giorno manifestano stabilità e non un incremento in termini numerici. Seguono il Perù con 244.388 contagi (+3.480) e 7.461 morti (+204), ed il Cile con 225.103 casi di contagio (+4.475) e 3.841 deceduti (+226). Al quarto posto il Messico (165.455 e 19.747) con la seconda mortalità dopo il Brasile, seguito da Ecuador (49.047 e 4.087), Colombia (60.217 e 1.960) e l’Argentina (37.510 e 948).

Giovedì 18 giugno

(Aggiornato alle 20.59) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 8,3 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono 8.391.551, i decessi sono 449.989.

In Canada superati i 100.000 casi

Il Canada supera i 100.000 casi di coronavirus e il governo scende in campo per contenere il virus. Il premier Justin Trudeau lancia infatti un’app per tracciare i contatti e così la diffusione del Covid 19. L’uso dell’applicazione, sviluppata insieme alle società canadesi Shopify e Blackberyy, sarà su base volontaria. L’app sarà disponibile fra alcune settimane.

In India oltre 317 mila casi

I casi di coronavirus in India ammontano oggi a 371.740, con 12.377 decessi, secondo i dati riportati dai media indiani. Il contagio continua a crescere su base giornaliera; da alcuni giorni il ministero della Salute non fornisce più il totale del paese, ma solo il numero dei casi attivi e quello dei guariti, che, secondo all’ultimo comunicato, di oggi, sono, rispettivamente, 160.384 e 194.324. Nonostante la crescita esponenziale registrata nell’ultima settimana, l’ICMR, l’Istituto Superiore della Sanità indiano, e il ministero della Salute continuano a sostenere che non si possa parlare di un fenomeno di «trasmissione comunitaria, ma della diffusione del virus in alcune

Altri 135 morti in Gran Bretagna, contagi oltre quota 300 mila

Scende a 135 morti, contro i 184 di ieri, il bilancio dell’incremento giornaliero di vittime del coronavirus nel Regno Unito. Lo riporta il ministero della Sanità indicando uno dei totali più bassi nelle 24 ore (con l’eccezione dei weekend segnati da una raccolta parzialmente ritardata dei dati) e un totale di decessi confermati dal tampone che sale a 42.288. I contagi diagnosticati dall’inizio della pandemia superano intanto la soglia psicologica dei 300.000, ma la curva delle nuove infezioni censite resta piatta. Intanto la Scozia si allinea sulla riapertura dei negozi non essenziali - avvenuta in Inghilterra dal 15 giugno - annunciandola per il 29: con 2 settimane di cautela in più da parte del governo locale d’Edimburgo dell’indipendentista Nicola Sturgeon rispetto a quello nazionale di Boris Johnson. Sturgeon rende noto inoltre un parziale alleggerimento ulteriore delle restrizioni sociali e l’obbligo dell’uso della mascherina nei trasporti pubblici. Mentre non indica date sulla riapertura di pub, ristoranti e hotel, prevista in Inghilterra dal 4 luglio.

In sei stati USA aumento record di casi

Almeno 19 stati Usa nelle ultime due settimane hanno visto un aumento dei nuovi casi di coronavirus, e sei di questi martedì hanno registrato aumenti record. Secondo CBS News, la Florida ha riportato 2783 nuovi positivi, il Texas 2622 e l’Arizona 2392. Anche Oklahoma, Oregon e Nevada hanno registrato il numero record di nuovi contagi in un solo giorno. Il governatore della Florida Ron DeSantis, comunque, ha respinto le preoccupazioni sul fatto che la riapertura stia causando una crescita record di contagi nel suo stato, affermando che i picchi sono dovuti all’aumento dei tamponi, in particolare nelle aree ad alto rischio come case di cura e comunità agricole.

La Danimarca riapre le frontiere dal 27 giugno

La Danimarca ha annunciato che dal 27 giugno aprirà le sue frontiere a tutti i Paesi dell’Ue tranne Svezia e Portogallo. L’apertura seguirà una serie di regole molto precise, come ha spiegato in una nota il ministro degli Esteri Jeppe Kofod. Tutti i Paesi dell’area Schengen, più il Regno Unito, saranno classificati come «aperti», « in quarantena» o «chiusi» a seconda di quanti nuovi casi di coronavirus hanno registrato in una settimana. Nella prima categoria saranno inseriti gli Stati che hanno avuto meno di 20 nuovi contagi di Covid-19 per 100.000 abitanti, nella seconda quelli con meno di 30 e nella terza quelli con più di trenta. La lista sarà pubblicata il 25 giugno, due giorni prima dell’entrata in vigore del nuovo regime. Svezia e Portogallo, scrive il quotidiano The Local, sono già stati classificati come «in quarantena» perché hanno avuto rispettivamente 75,5 casi e 20,2 per 100.000 abitanti.

«Negli USA 200 mila morti entro ottobre»

L’ultimo modello dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) dell’University of Washington (istituto di ricerca un tempo utilizzato anche dalla Casa Bianca) stima che entro il primo ottobre negli Usa il numero dei morti potrebbe raggiungere quota 200 mila. La stima - riportano i media statunitensi - è aumentata di 30 mila vittime rispetto alla settimana scorsa. L’Ihme ritiene che le morti giornaliere dovrebbero ricominciare ad aumentare a settembre, dopo che per la prima volta questo mese è stato raggiunto il plateau a livello nazionale: le «ragioni principali» dell’aumento previsto, ha spigato l’istituto, sono «l’aumento della mobilità e l’allentamento prematuro del distanziamento sociale in alcuni stati».

Nuovi contagi in Croazia

Dopo tre settimane in cui la situazione epidemiologica in Croazia si è mantenuta calma e stabile, con appena sei casi di coronavirus, nelle ultime ventiquattro ore si è registrata una ripresa dei contagi, con la conferma di undici nuove infezioni da COVID-19. Lo ha riferito l’Unità di crisi della Protezione civile, secondo cui i nuovi casi sono quasi tutti importati dall’estero, da croati che nelle ultime settimane hanno soggiornato in Bosnia e in altri Paesi dei Balcani. Tra il 23 maggio e il 12 giugno il Paese ha registrato solamente 6 contagiati, mentre dallo scorso fine settimana fino a ieri sono stati 23 i nuovi positivi, dei quali 11 nelle ultime ventiquattro ore, concentrati in tre focolai a Zagabria e a Spalato. Il premier Andrej Plenkovic ha invitato la popolazione a continuare a comportarsi in modo responsabile, mantenendo la distanza fisica e rispettando gli accorgimenti e le misure di igiene personale.

«Il virus è lontano dall’essere stato sconfitto, la pandemia nel mondo è ancora molto intensa, e sono visibili nuovi casi soprattutto in Bosnia, Serbia e Albania», ha detto Plenkovic, invitando i croati ad evitare di viaggiare nei paesi balcanici. «È importante evitare una nuova diffusione del virus, particolarmente in vista della stagione turistica per tenere il Paese aperto», ha spiegato il premier croato. Dall’inizio dell’epidemia in Croazia ci sono stati 2269 casi di COVID-19 e 107 decessi. Da metà maggio sono riaperte tutte le attività produttive e i servizi pubblici e privati, con il rispetto di misure sanitarie il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro.

«Pechino ha rischiato di essere come Wuhan, ma ora è sotto controllo»

Il focolaio di COVID-19 a Pechino «non è stata una cosa inaspettata, ma è stata una sorpresa perché è capitato ancora una volta in un mercato. Le autorità hanno trovato l’epidemia molto velocemente e chiuso molto rapidamente l’origine e reciso i suoi contatti», ha detto Wu Zunyou, il capo epidemiologo del Centro di controllo e prevenzione delle malattie (Cdc) cinese. «Se Pechino non avesse preso subito le misure adottate quello che è successo a Wuhan avrebbe potuto ripetersi», ha aggiunto Wu nella conferenza stampa quotidiana. Il focolaio ora sarebbe «stato portato sotto controllo» ha riferito Wu Zunyou, spiegando che un alto numero di infezioni è stato riscontrato tra venditori di frutti di mare, carne di manzo e di montone. Il picco è stato toccato intorno al 13 giugno e ora l’infezione «è sotto controllo. Questo non vuol dire che non ci saranno nuovi casi domani. La curva proseguirà per altro tempo ancora, ma «il numero di casi sarà sempre più basso». Wu ha sottolineato che ci saranno nuovi casi nei prossimi giorni: secondo la spiegazione fornita, non sarebbero però «di nuova trasmissione, ma solo il risultato della scoperta emersa nel processo dei test» eseguiti a tappeto. Il cuore dell’infezione è stato tracciato nel mercato all’ingrosso di Xinfadi, a sudovest della capitale, che si è diffusa a causa delle numerose persone che lo frequentano, spesso difficilmente quantificabili. I 21 nuovi casi rilevati ieri, portando il totale a quota 158 in una settimana, sono il frutto di un’infezione contratta prima del 12 giugno, ha osservato ancora Wu.

Russia, test per un potenziale vaccino su 18 militari

In Russia test clinici per un potenziale vaccino contro la Covid-19 sono stati effettuati su un primo gruppo di 18 soldati «volontari» all’ospedale militare Burdenko: lo riferisce il ministero della Difesa di Mosca, ripreso dall’agenzia Interfax. «Il primo gruppo di partecipanti alla sperimentazione, composto da 18 persone che sono state isolate per due settimane, è stato selezionato in base ai risultati degli screening finali ed è stato vaccinato il 18 giugno. Nove volontari hanno ricevuto un tipo di vaccino e altri nove ne hanno ricevuto un secondo». L’agenzia Tass riporta che a inizio giugno il ministero della Difesa russo aveva dato notizia della selezione di due gruppi di volontari per i test clinici. Il primo gruppo era composto da militari e il secondo comprendeva civili. Circa 50 militari tra i 25 e i 50 anni, tra cui cinque donne, sono stati selezionati per i test. Tra i 50 volontari ci sono dieci operatori sanitari.

In Iran 2.596 casi e 87 vittime in 24 ore

Salgono a 197.647 i casi di COVID-19 in Iran, con 2.596 contagi nelle ultime 24 ore, sostanzialmente stabili dopo gli aumenti dei giorni scorsi. Le nuove vittime sono 87, tornando così sotto quota cento dopo quattro giorni, per un totale di 9.272 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 2.795, i pazienti guariti crescono a 156.991. I test complessivi effettuati sono 1.344.599. Lo ha riferito la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Sadat Lari.

Record di contagi in un giorno in Ucraina

Sono 829 i nuovi casi di COVID-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, il numero più alto di nuovi contagi in un giorno dall’inizio dell’epidemia. Il precedente record di 758 nuovi casi era appena di ieri. Lo riporta il Consiglio di sicurezza nazionale, secondo cui i contagi accertati dall’inizio dell’epidemia sono 34.063. I morti sono in tutto 966, di cui 23 nelle ultime 24 ore. I guariti sono 504 nel corso dell’ultima giornata e 15.447 in totale. Tra gli operatori sanitari si contano in tutto 5.716 contagi. Il ministro della Salute, Maksim Stepanov, ha fatto sapere che nelle ultime 24 ore in Ucraina sono stati effettuati 12.106 test con tecnica Pcr.

A Gottinga altri 100 casi

Ci sono altri 100 casi di contagio da coronavirus a Gottinga, la città universitaria della Bassa Sassonia tedesca, in cui nei giorni scorsi si era registrato un ampio focolaio dell’infezione, esplosa dopo la festa dello zucchero, celebrata da alcune famiglie musulmane alla fine del Ramadan. Al momento, 700 persone del complesso residenziale colpito devono sottoporsi alla quarantena, secondo quanto ha reso noto l’amministrazione locale.

In Israele quasi 20 mila casi positivi

Il coronavirus torna a mettere a dura prova in questi giorni i rispettivi sistemi sanitari degli israeliani e dei palestinesi. In Israele la cifra complessiva dei casi positivi sfiora ormai i 20 mila. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 257 contagi, che hanno portato il bilancio complessivo temporaneo a 19.893. Di essi, informa il ministero della sanità, 15.499 sono guariti, mentre i decessi sono stati 303. I malati sono 4.091, 29 dei quali in rianimazione. Oltre 15 mila israeliani sono inoltre tenuti in isolamento prudenziale nelle proprie abitazioni. Fra i palestinesi, ieri nella zona di Hebron (Cisgiordania) si sono avuti numerosi contagi e da ieri il bilancio complessivo dei casi positivi (per Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est) è così salito da 718 a 750. I decessi sono stati finora, complessivamente, cinque. La ministra palestinese per la sanità Mai Alkayla, citata dalla agenzia di stampa Wafa, ha espresso preoccupazione per gli sviluppi degli ultimi giorni e ha avvertito che esiste il rischio di una ‘seconda ondata’.

In Russia morti 489 operatori sanitari

Quasi 500 persone del personale ospedaliero sono morte in Russia in seguito all’epidemia di coronavirus. Lo ha riferito la responsabile del Servizio Federale di Sorveglianza della Sanità Pubblica (Roszdravnadzor) Alla Samoilova nel corso della web-conferenza in occasione della Giornata degli operatori sanitari. «Quasi 500 operatori sanitari, 489 per la precisione, purtroppo non sono più con noi», ha dichiarato Samoilova, secondo quanto riporta RIA Novosti (Russian Information Agency Novosti). È la prima volta che un funzionario pubblico dà cifre certe sulla mortalità tra medici e infermieri in Russia. Secondo Samoilova al principio della crisi la Russia non era del tutto pronta ad affrontare l’epidemia e mancava di protezioni individuali. «La mobilitazione è stata seria. Francamente, all’inizio c’erano state alcune lamentele e alcuni contrattempi ma oggi tutto va secondo i piani: oggi non riceviamo lamentele sul fatto che il personale medico non sia dotato di dispositivi di protezione individuale o non venga testato», ha osservato.

Morto il capo indigeno dell’Amazzonia Paiakan

È morto all’età di 65 anni a causa del coronaviru, Paulinho Paiakan, uno dei capi indigeni più conosciuti per la sua difesa senza confini della foresta amazzonica. Secondo quanto riporta la Bbc, Paiakan - capo dei Kayapo - è deceduto ieri in un ospedale dello Stato settentrionale di Pará. Paiakan balzò agli onori della cronaca mondiale negli anni Ottanta con la sua battaglia contro il progetto idroelettrico brasiliano Belo Monte per la costruzione della terza diga più grande del mondo. Paiakan «ha lavorato tutta la vita per costruire alleanze mondiali mettendo al centro le popolazioni indigene per salvare l’Amazzonia», ha commentato il fondatore del gruppo ambientalista Planet Amazon, Gert-Peter Bruch. Il leader indigeno venne arrestato nel 1998 con l’accusa di violenza sessuale contro una 18.enne e sua moglie venne riconosciuta colpevole di averlo aiutato nell’attacco: accuse queste che secondo i suoi alleati vennero inventate per screditarlo e ridurlo al silenzio.

Otto mila nuovi casi in Russia

In Russia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 7.790 nuovi casi di coronavirus, arrivando così a un totale di 561.091. Lo fa sapere la task force nazionale. Per il secondo giorno di fila dunque i contagi scendono sotto quota 8mila dal 30 di aprile scorso. I morti sono stati invece 182, per un totale di 7.660. Oltre 9.600 i guariti, per un totale di 313.963.

Nursultan Nazarbayev ha contratto la COVID-19

Nursultan Nazarbayev, il 79.enne già primo presidente del Kazakistan nonché Elbasy (ovvero ‘padre della patria’ e capo del Consiglio di Sicurezza), ha contratto la COVID-19. Lo fa sapere l’ufficio stampa di Nazarbayev, citato da Interfax. «Nazarbayev è in auto-isolamento e continua il suo lavoro da casa, non c’è nulla di cui preoccuparsi», ha sottolineato la nota.

Trump: «Siamo vicini al vaccino»

«Siamo vicini a un vaccino» per il coronavirus. Lo afferma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox. «Durante le proteste tutti erano uno sopra all’altro e nessuno ha detto niente. Mentre tutti parlano» del comizio di Tulsa, aggiunge Trump, precisando che oltre un milione di persone hanno chiesto biglietti per partecipare all’evento. Le autorità sanitarie di Tulsa si augurano che Trump rimandi l’evento all’ultimo momento così da evitare un maxi assembramento in uno spazio chiuso che può favorire la diffusione del coronavirus.

Altri casi a Pechino

Pechino ha rilevato ieri altri 21 casi di Covid-19, in calo sui 31 di mercoledì: in una settimana, le infezioni collegate al mercato all’ingrosso di Xinfadi sono salite a 158, mentre la città continua a rafforzare le misure di prevenzione e controllo. La Commissione sanitaria nazionale ha segnalato 28 infezioni nel Paese, di cui 24 di trasmissione domestica e 4 importate, e 8 asintomatici. I contagi totali sono 83.293, di cui 78.394 risoltisi con la guarigione e 4.634 con il decesso. Gli asintomatici sono 111, tutti sotto osservazione.

Il virus è irrefrenabile in America Latina

È ancora il Brasile a guidare la spirale, per ora irrefrenabile, della pandemia da coronavirus in America Latina, regione in cui nelle ultime 24 ore il bilancio dei contagi è salito a 1.826.090 casi, mentre i morti si sono stabilizzati a quota 86.252. E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati riguardanti 34 Nazioni e territori latinoamericani.

Le autorità sanitarie brasiliane hanno reso noto che i contagiati continuano a crescere ad un ritmo importante, e sono ora 955.377 (+32.188), di cui ben 46.510 (+1.269) sono poi morti. Dietro al Brasile si collocano due Nazioni della Cordigliera andina che non riescono a frenare l’espansione della pandemia. Il Perù, prima di tutto, con 240.908 contagi e 7.257 morti, e poi il Cile, non lontano (220.628 e 3.615), che dopo aver sostituito il ministro della Sanità cerca una nuova strategia per debellare il Covid-19.

Negli USA 840 morti in 24 ore

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 sono stati 840. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, che parla di 2,16 milioni di casi totali e 117.694 morti.

Mercoledì 17 giugno

(Aggiornato alle 19.30) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 8,2 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono 8.199.838, i decessi sono 444.426, mentre le persone guarite sono 3.978.358.

In Spagna 141 contagi in 24 ore

Il ministero spagnolo della Sanità ha calcolato 30 decessi per Covid-19 nell’ultima settimana nel Paese, mentre resta invariato a 27.136 il bilancio totale delle vittime dall’inizio della pandemia. Si registra invece un aumento dei contagi nelle ultime 24 ore, con 141 nuovi casi positivi, quasi il doppio rispetto al giorno precedente. Si calcolano in Spagna 244.683 contagiati dall’inizio della pandemia.

New York verso la fase 2, lunedì nuove aperture

La città di New York potrebbe entrare nella fase 2 della riapertura lunedì. Lo afferma il governatore dello Stato, Andrew Cuomo, secondo il quale i dati disponibili mostrano come la Grande Mela sta rispettando i parametri per passare alla seconda fase. Nella fase 2 possono riaprire i ristoranti, almeno per pranzi e cene all’aperto. Restano chiuse invece le palestre.

7 mila persone in quarantena per un focolaio in Vestfalia

Sono circa 7.000 le persone finite in quarantena a causa del focolaio di coronavirus esploso nella fabbrica di carne Toennies, nel Land tedesco del Nordreno-Vestfalia. È quanto emerso dalla conferenza stampa sul caso, che si è tenuta nel pomeriggio. L’impresa, nella quale si sono registrati 400 casi di contagio, verrà temporaneamente chiusa, con importanti conseguenze per il mercato tedesco della carne, dove, stando al Consiglio di Guetersloh, verranno a mancare il 20% dei prodotti del comparto.

Altri 184 morti e mille contagi in Gran Bretagna

Si aggiungono altri 184 morti nel bilancio dell’incremento giornaliero di vittime del coronavirus nel Regno Unito, in lieve discesa rispetto ai 233 censiti ieri dopo il minimo storico sotto i 40 registrato nel weekend grazie alla consueta raccolta incompleta dei dati riferiti a sabato e domenica. Secondo le cifre certificate oggi dal dicastero della Sanità, la somma di decessi confermati dal tampone supera ora quota 42 mila (10’000 in più conteggiando anche i casi probabili indicati dall’Ons, l’ufficio statistico britannico), mentre i contagi diagnosticati sono 299.251. La curva delle nuove infezioni resta comunque in flessione, con 1.115 nuovi contagi testati nelle 24 ore e ricoveri in ospedale in costante calo.

«Gli Usa non sono ancora usciti dall’OMS»

A oltre due settimane dall’annuncio del presidente Donald Trump sull’uscita degli Usa dall’OMS per la sua presunta cattiva gestione della pandemia di coronavirus, gli Stati Uniti non hanno fatto alcun passo formale e restano un membro dell’agenzia sanitaria dell’ONU. Lo scrive il Wall Street Journal. Lo staff dell’OMS continua a lavorare con le agenzie governative Usa e i dipendenti americani della sede di Ginevra proseguono il loro lavoro. Circostanze che alimentano la speranza dei dirigenti dell’Organizzazione mondiale della sanità che Washington possa ripensarci.

Pence: «Negli Usa non c’è una seconda ondata»

Negli Stati Uniti «non c’è una seconda ondata» di coronavirus: i timori alimentati dai media sono «esagerati». Lo afferma il vice presidente americano, Mike Pence, in un editoriale sul Wall Street Journal, sottolineando che gli Stati Uniti «stanno vincendo la loro battaglia contro il nemico invisibile». Nonostante i tentativi dei media di spaventare la popolazione, «l’approccio americano sta avendo successo. Abbiamo rallentato la diffusione del virus, ci siamo presi cura dei più deboli, abbiamo salvato vite e abbiamo gettato le fondamenta per affrontare qualsiasi sfida del futuro. Questo dovrebbe essere celebrato», scrive Pence.

In Germania positivi 400 dipendenti di un‘impresa della carne

Un nuovo ampio focolaio di coronavirus è stato registrato nel Nordreno-Vesftalia, nell’impresa della carne Toennies. Stando a quanto riportano alcuni media, almeno 400 dipendenti sarebbero risultati positivi al test. Nel distretto di Guetersloh è stata per questo motivo disposta la chiusura delle scuole e degli asili infantili fino alle ferie estive, per evitare che il contagio dilaghi. I dipendenti dei macelli dell’impresa tedesca di lavorazione della carne Toennis potrebbero avere contratto il coronavirus nei Paesi di provenienza e averlo importato successivamente in Germania. È questa la tesi sostenuta dal responsabile delle misure per l’epidemia di Toennies, Gereon Schulze Althoff, in conferenza stampa a Guetersloh. La gran parte dei dipendenti dei diversi macelli impegnati nella lavorazione della carne per il gruppo Toennies vengono dalla Bulgaria e dalla Romania e molti di loro avrebbero trascorso le mini-vacanze per le festività di Pentecoste e Corpus domini nei rispettivi Paesi. «Se uno o due o anche cinque di loro portano un’infezione e poi si trovano al posto sbagliato nel momento sbagliato, questo può portare ad un focolaio», ha dichiarato il responsabile del gruppo Toennis.

Germania, app di tracciamento scaricata 6,5 milioni di volte

In Germania l’app per il tracciamento del coronavirus, presentata ufficialmente ieri a Berlino, è già stata scaricata 6,5 milioni di volte. Lo ha reso noto il ministro tedesco della salute. «Ci sono ben oltre 6 milioni di ragioni per cui il coronavirus in futuro ha meno chance», ha affermato Jens Spahn, commentando soddisfatto il dato. «Questo forte avvio dovrebbe motivare anche più cittadini a partecipare. Perché contenere il coronavirus è un gioco di squadra», ha aggiunto. In Germania, inoltre, il gruppo Curevac ha ottenuto il semaforo verde per iniziare i test clinici del vaccino contro il coronavirus su candidati volontari. L’istituto Paul Erhlich (Pei) ha rilasciato l’autorizzazione. A metà marzo il permesso a procedere ai test era stato conferito all’impresa Biontech. Lunedì scorso, il ministero tedesco dell’economia ha reso noto che lo Stato ha fatto il suo ingresso in Curevac con una partecipazione di 300 milioni di euro.

La Nuova Zelanda chiede aiuto all’esercito

La premier neozelandese Jacinda Ardern ha assegnato all’esercito la supervisione delle misure di quarantena alle frontiere. La decisione è stata presa dopo che le autorità hanno permesso a due donne neozelandesi arrivate dal Regno Unito di interrompere il periodo di isolamento obbligatorio senza essere sottoposte al test: le due donne sono poi risultate positive. Si è trattato di un «inaccettabile fallimento» da parte dei funzionari sanitari, ha detto Ardern, riporta l’emittente pubblica australiana Abc. Come è noto, l’8 giugno la Nuova Zelanda aveva vantato di essere del tutto libera dalla Covid-19. La premier ha così affidato i controlli all’assistente capo della Difesa, il commodoro dell’aeronautica Digby Webb, il quale avrà la supervisione di tutte le strutture di quarantena e di isolamento istituite nel Paese. Saranno inoltre effettuate attente verifiche per garantire che siano seguite tutte le procedure in atto e che siano rafforzate ulteriormente le strutture di frontiera. Funzionari sanitari hanno dichiarato che le donne non hanno avuto contatti con altre persone dopo l’uscita dall’isolamento, ma stanno rintracciando 320 persone che potrebbero essere venute a contatto con loro durante il volo o nell’hotel dove hanno soggiornato durante la parziale quarantena. Le due donne erano arrivate dalla Gran Bretagna il 7 giugno ed erano entrate in quarantena obbligatoria dopo l’atterraggio, ma avevano avuto il permesso speciale di lasciare in anticipo la struttura per visitare il loro genitore morente. Ardern ha affermato che ciò non avrebbe dovuto essere permesso. «Questo rappresenta un inaccettabile fallimento del sistema», ha detto la premier.

Record di nuovi casi in Ucraina

Sono 758 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, il numero più alto di nuovi contagi in un giorno dall’inizio dell’epidemia: lo riporta il Consiglio nazionale di Sicurezza e Difesa di Kiev, ripreso dai media locali. Stando ai dati ufficiali, in Ucraina sono stati accertati finora 33.234 casi di Covid-19 e 943 persone sono morte a causa del nuovo virus, 31 delle quali nel corso dell’ultima giornata. Le persone guarite sono in tutto 14.943.

Honduras, presidente e first lady positivi

Il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández, e sua moglie Ana García sono risultati positivi al test Pcr per il coronavirus. A riferirlo è stato lo stesso capo di Stato, secondo quanto riportato dal quotidiano La Prensa. «Questo fine settimana ho iniziato a provare qualche malessere» e ieri «sono stato informato che sono stato contagiato con Covid-19», ha spiegato Hernandez. «Vi informo anche che due dei nostri collaboratori e mia moglie Ana sono risultati positivi», ha aggiunto, sottolineando che la first lady è asintomatica. Hernandez ha iniziato un trattamento farmacologico e resterà in isolamento e sotto osservazione. «Penso che sia parte del rischio che si corre con questa responsabilità, a causa del mio lavoro non sono stato in grado di rimanere al 100% a casa, ora continuerò a svolgere tutte le mie attività in telelavoro», ha riferito il presidente.

L’Honduras ha registrato finora 9.656 casi confermati di coronavirus, con 330 morti.

In Iran 120 morti in 24 ore, è picco da 2 mesi

Salgono a 195.051 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.612 contagi registrati nelle ultime 24 ore, in ulteriore aumento rispetto ai giorni scorsi. Le nuove vittime sono 120, sopra quota cento per il quarto giorno consecutivo e ai massimi dall’11 aprile, per un totale di 9.185 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva calano a 2.789, i pazienti guariti crescono a 154.812. I test complessivi effettuati sono 1.319.920. Lo ha riferito la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Sadat Lari.

A Pechino in campo 100 mila operatori sanitari

Pechino ha registrato ieri altri 31 casi di COVID-19: dal 13 giugno sono più di 356 mila i test fatti sulla popolazione a un ritmo serrato e continuo, con lunghe ed estenuanti code davanti ai numerosi laboratori messi a punto, anche mobili. Secondo le autorità municipali, il potenziale è di 400 mila test al giorno grazie ai 100 mila operatori sanitari in campo, riferiscono i media locali. Nel pomeriggio (ora locale), i due aeroporti della capitale hanno visto la cancellazione di oltre il 50% dei voli in arrivo e in partenza, pari a più di 1.200 unità.

In Germania niente grandi eventi fino a fine ottobre

I grandi eventi resteranno proibiti in Germania almeno fino alla fine di ottobre. È quello che ha reso noto l’emittente televisiva NTV, che cita un documento a cui lavorano il governo e i Laender, in vista dell’incontro che si terrà nel pomeriggio a Berlino in cancelleria.

Negli Usa più morti per il virus che vittime americane nella Prima Guerra mondiale

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato anche quello delle vittime americane della Prima Guerra mondiale. Nel primo conflitto mondiale, ricordano i media internazionali, morirono 116.516 americani, mentre il conteggio aggiornato della Johns Hopkins University registra ad oggi 116.963 decessi nel Paese su un totale di 2.137.731 casi. Il bilancio dei morti negli Stati Uniti aveva già superato in aprile quello dei soldati statunitensi morti in Vietnam.

Quasi 300 nuovi contagi in Israele

Quasi 300 nuovi contagi di coronavirus sono stati registrati nell’ultima giornata in Israele, mentre il governo si accinge oggi a riesaminare una serie di agevolazioni previste da tempo. Fra queste, la attesa ripresa del traffico ferroviario, fermo da mesi. Secondo dati forniti oggi dal ministero della sanità i casi positivi sono saliti dai 19.338 a 19.637 di oggi. Le guarigioni sono state finora 15.549, mentre i malati sono adesso 3.875. Di questi 128 sono ricoverati in ospedali, 2.612 si curano in casa ed i rimanenti sono ospitati in appositi alberghi di isolamento messi a disposizione dalle autoritÀ. Il numero decessi è salito ieri a 303.

Negli Usa oltre 24 mila nuovi casi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 24.219 nuovi casi di coronavirus, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. I nuovi decessi sono stati 840, con un bilancio complessivo di 2.137.731 casi e di 116.963 morti.

In Messico superati i 18 mila morti, quasi 155 mila casi

E’ salito a 18.310 il numero delle persone morte in Messico dopo aver contratto la COVID-19 e a 154.863 quello delle persone contagiate. Lo ha reso noto il direttore generale di Epidemiologia del ministero della Sanità messicano, José Luis Alomia, spiegando che tra le persone contagiate figurano 32.388 medici e operatori sanitari. Tra questi, 5.276 presentano ancora sintomi e il 41 per cento resta ricoverato. Nelle ultime 24 ore, le autorità hanno confermato 730 nuovi morti e 459 ulteriori contagi. La regione della capitale resta quella maggiormente colpita.

Australia accusa di disinformazione Cina e Russia

La ministra degli Esteri australiana, Marise Payne, ha accusato la Cina e la Russia di diffondere disinformazione durante la pandemia di coronavirus, contribuendo a un clima di paura e di divisione, e ha promesso che l’Australia assumerà un ruolo più attivo sulla scena mondiale. Il coronavirus ha offerto terreno fertile per false notizie, ha detto Payne, riconoscendo a Twitter il merito di avere rivelato i ruoli svolti da Cina, Russia e Turchia e identificando oltre 32 mila account di operazioni di disinformazione sulla sua piattaforma legate a questi tre Paesi. Il governo australiano continuerà a premere per riforme degli enti globali come l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), perché «proteggano e promuovano gli interessi nazionali» e contrastino la pandemia di disinformazione, ha detto la ministra nel suo primo importante intervento pubblico dallo scoppio della crisi, parlando all’Australian National University in Canberra. «Opereremo attraverso i fatti e la trasparenza, in base ai valori liberali democratici che continueremo a promuovere in patria e all’estero», ha aggiunto. Le tensioni fra Pechino e Canberra continuano ad aggravarsi da quando l’Australia si è fatta promotrice di un’indagine internazionale sulle origini e sulla risposta al coronavirus, un’indagine approvata dall’Assemblea Mondiale della Sanità il mese scorso, con un record di 145 promotori.

Da allora Pechino ha intrapreso azioni di ritorsione contro l’Australia, sia restringendo le esportazioni di carne e di orzo, sia scoraggiando i suoi cittadini dal visitare il Paese e dal frequentare università australiane.

A Pechino altri 31 casi, voli cancellati

Nuovo focolaio a Pechino, dove sono stati confermati altri 31 nuovi casi di coronavirus trasmessi localmente e sei asintomatici. Lo riferiscono le autorità sanitarie della capitale cinese. Stop, quindi, a tutti i collegamenti aerei con Pechino per preservare la salute pubblica, hanno spiegato le autorità. Secondo dati di VariFlight, alle 9 di questa mattina ora locale sono stati cancellati circa 850 voli da e per i due aeroporti internazionali di Pechino. Sospesi anche i collegamenti con i bus per l’aereoporto. A oggi, sono 557 i casi locali confermati a Pechino, tra cui 411 dimessi dall’ospedale dopo essere guariti e nove morti. Ci sono ancora 137 pazienti in cura e 12 asintomatici sotto osservazione. Sono invece 174 i casi «importati» nella capitale cinese, uno in ospedale.

Brasile, quasi 35 mila nuovi casi, 923.189 in tutto

In Brasile sono stati registrati 1.282 nuovi morti a causa del coronavirus nelle ultime 24 ore, portando a 45.241 il totale dei decessi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità brasiliano, aggiornando a 923.189 il totale delle persone contagiate, 34.918 in più rispetto a ieri. Si tratta dell’aumento di positivi più alto in un solo giorno dallo scoppio della pandemia nel Paese tre mesi fa, ha sottolineato il ministero della Sanità diffondendo il bollettino quotidiano.

Unhcr, rifugiati siriani in condizioni disperate

La crisi economica provocata dalla COVID-19 ha spinto centinaia di migliaia di rifugiati siriani in Medio Oriente in una situazione sempre più disperata e ha aumentato i loro bisogni umanitari. E’ quanto ha avvertito oggi l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Il numero di rifugiati vulnerabili che non dispongono delle risorse di base per sopravvivere in esilio è aumentato drammaticamente a seguito dell’emergenza sanitaria. Molti rifugiati nei Paesi vicini alla Siria hanno perso quelli che erano già redditi minimi, costringendoli a ridurre i bisogni più elementari, compresi cibo e medicine. Le famiglie di rifugiati si stanno assumendo ulteriori debiti e non sono più in grado di pagare l’affitto. Crescono inoltre i rischi di protezione, compresi lavoro minorile, violenza di genere, matrimonio precoce e altre forme di sfruttamento. Dall’inizio della pandemia, l’Unhcr ha fornito sostegno di emergenza in contanti a circa 200 mila rifugiati in più in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia.

Martedì 16 giugno

(Aggiornato alle 20.20) Secondo i dati dell’Università Johns Hopkins di Baltimora, sono ormai oltre 8 milioni le persone ufficialmente contagiate dalla Covid-19. I morti sono più di 436.899. Gli Stati Uniti sono il paese con il maggior numero di casi - 2,1 milioni - e anche con il maggior numero di vittime, oltre 116 mila. Segue il Brasile con più di 888.270 contagi e la Russia con 536.480 casi confermati.

Pechino chiude le scuole

La città di Pechino chiude di nuovo tutte le sue scuole e università. Lo ha annunciato questa sera il municipio, in seguito alla ripresa dei casi di COVID-19 nella capitale cinese.

La città ha iniziato a esaminare decine di migliaia di residenti dopo che in cinque giorni sono state scoperte 106 nuove infezioni, quando il coronavirus sembrava essere stato praticamente eradicato dalla Cina. Oltre a chiudere le scuole, questa sera Pechino ha esortato i suoi residenti a evitare viaggi «non essenziali» fuori città e ha vietato ai residenti delle zone colpite da COVID-19 di lasciare la capitale. Ieri la città ha annunciato il confinamento di circa 30 aree residenziali e la chiusura di siti sportivi e culturali a causa del rinfocolare delle infezioni attorno al gigantesco mercato Xinfadi, nel sud della capitale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha detto di monitorare la situazione «molto da vicino».

L’epidemia da COVID-19 è iniziata alla fine del 2019 a Wuhan, nella Cina centrale, prima di diventare globale. In totale sono stati registrati più di otto milioni di casi di infezione, tra circa 440’000 decessi. L’Europa è attualmente il continente più colpito con oltre 188.000 morti, secondo un calcolo dell’agenzia AFP. I vari governi dicono però che la malattia è ora sotto controllo, e ieri hanno riaperto le frontiere con i vicini. Il bilancio dei morti negli Stati Uniti ha raggiunto un totale di almeno 116.000 morti. Il paese registra circa 20.000 nuovi casi ogni giorno.

La pandemia continua a imperversare anche in America Latina e nei Caraibi, dove sono morte più di 80.000 persone, la metà di loro in Brasile.

Un altro Paese dove l’epidemia non mostra segni di attenuazione è l’India, che teme un peggioramento della crisi sanitaria con la stagione dei grandi monsoni, che infuria da giugno a settembre.

«Negli USA i morti saranno 200 mila entro ottobre»

I ricercatori dell’istituto IHME dell’Università di Washington a Seattle ritengono che entro il 1. ottobre i morti negli USA dovrebbero superare quota 200 mila.

Lunedì 15 giugno

(Aggiornato alle 19.12)3 Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 7,9 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono 7.900.924, i decessi sono 433.066, mentre le persone guarite sono 3.769.712.

L’incremento dei morti in Gran Bretagna è ai minimi

Resta ai minimi assoluti l’incremento giornaliero del morti da coronavirus nel Regno Unito censito oggi in totale a 38 dopo i 36 di ieri: il bilancio di gran lunga meno grave dall’inizio della pandemia, sebbene favorito dalla tradizionale raccolta differita di parte dei dati riferiti al weekend nel Paese.

Secondo le cifre del dicastero della Sanità, rese note nella conferenza stampa di giornata a Downing Street dal ministro degli Esteri, Dominic Raab, la somma di decessi certificati con il tampone ha raggiunto ora quota 41.736, mentre i contagiati complessivi (con quasi 7 milioni di test eseguiti) sfiorano i 300.000, ma con un aumento nelle 24 ore ridotto a circa 1000 casi diagnosticati e con poco più di 400 nuovi ricoveri in ospedali, in costante calo.

Raab ha tuttavia avvertito che «il declino dei contagi» non vuol dire epidemia superata e non mette il Regno ancora al riparo dal rischio di «un secondo picco» i cui segnali si stanno vedendo «in altri Paesi». Da qui l’impegno del governo a «controllare attentamente» ogni alleggerimento del lockdown.

Oltre 10 casi confermati a Pechino

Sono oltre 100 i casi confermati per il nuovo focolaio a Pechino, riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). «La scorsa settimana la Cina ha riferito di un focolaio di Covid-19 a Pechino, dopo oltre 50 giorni senza casi in città. Sono adesso oltre 100 i casi confermati. Si indaga su origine ed entità». Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus nel consueto briefing.

Arabia Saudita, record di 4.507 nuovi casi in 24 ore

L’Arabia Saudita ha registrato 4.507 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, l’aumento giornaliero più alto riportato finora. Lo rende noto il Ministero della Salute, citato da al Arabiya online.

Il numero totale di casi confermati nel Regno arriva pertanto a 132.048. Nello stesso arco di tempo sono stati registrati 39 decessi a causa del virus, portando il bilancio delle vittime Covid-19 nel Regno a 1.011, ha aggiunto il ministero.

Russia, cancellata parata della Vittoria in alcune città

In alcune città della Russia hanno deciso di non svolgere la parata della Vittoria in programma il 24 giugno per evitare un’ulteriore diffusione dell’epidemia di Covid-19. Secondo i media russi, Penza, Iakutsk e Pyatigorsk si sono unite alla lista di circa dieci città dove la parata non si svolgerà.

Resta in programma la parata principale, quella sulla Piazza Rossa a Mosca. Le celebrazioni per i 75 anni della vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale erano in programma il 9 maggio, Giorno della Vittoria in Russia. L’epidemia ha però costretto le autorità a rimandare l’evento, che Putin ha successivamente ordinato di svolgere il 24 giugno.

Dal 25 giugno al primo luglio i russi sono chiamati a votare una riforma costituzionale che potrebbe consentire a Putin di restare presidente potenzialmente fino al 2036. Alcuni analisti ritengono che il Cremlino abbia scelto la data del 24 giugno per la parata appunto per sfruttare la carta del patriottismo alla vigilia del voto.

Pechino, licenziato per i nuovi casi di COVID-19

Le autorità municipali di Pechino hanno ordinato il licenziamento di Zhang Yuelin, direttore generale del mercato all’ingrosso di frutta, verdura e carne Xinfadi a Fengtai, a cui sono associati la maggior parte di nuovi casi confermati di coronavirus nella capitale cinese.

Secondo la commissione sanitaria municipale, Pechino ha riportato 36 nuovi casi di Covid-19 trasmessi dall’interno del Paese e sei nuovi casi asintomatici.

Altri due funzionari di Pechino sono stati licenziati per «cattiva condotta» nel ricoprire il loro incarico durante la prevenzione e il controllo dell’epidemia: Zhou Yuqing, vice direttore del governo del distretto di Fengtai, e Wang Hua, segretario del Partito nel comune di Huaxiang di Fengtai.

Cina emetterà 14 miliardi di dollari in titoli di Stato speciali

La Cina emetterà 100 miliardi di yuan (circa 14,1 miliardi di dollari) di titoli di Stato speciali per le misure di controllo del Covid-19, nel tentativo di bilanciare il controllo dell’epidemia con lo sviluppo economico e sociale. Lo ha annunciato oggi il ministero delle Finanze.

Il ministero emetterà due lotti di obbligazioni speciali a tasso fisso, tra cui 50 miliardi di yuan di obbligazioni quinquennali e 50 miliardi di yuan di obbligazioni settennali. Entrambi saranno quotati e scambiati il 23 giugno 2020.

La Cina perseguirà una politica fiscale più proattiva e di impatto, fissando il suo deficit fiscale al di sopra del 3,6% del Pil ed emettendo 1.000 miliardi di yuan di titoli di Stato per il controllo della pandemia per sbloccare più fondi per le aziende e le persone.

Hong Kong: due settimane di carcere per aver violato la quarantena

Un uomo di 38 anni è stato condannato a due settimane di carcere per aver violato la quarantena ad Hong Kong. L’uomo era rientrato dall’estero e in virtù delle misure anti-coronavirus gli era stato imposto l’autoisolamento ma prima della fine è stato fermato al posto di frontiera di Shenzhen Bay mentre cercava di arrivare in Cina. Un portavoce del dipartimento della Salute della città ha spiegato che «dal 19 marzo chiunque arrivi da Paesi o territori fuori dalla Cina sono soggetti a quarantena obbligatoria per 14 giorni. Pena una multa fino a 25 mila dollari e un massimo di sei mesi di carcere».

Un intero isolato di Berlino in quarantena

Un intero isolato di Berlino è finito in quarantena, a causa di un focolaio di coronavirus. Lo scrivono alcuni tabloid berlinesi, fra i quali Bild online. È la prima volta, dall’esplosione della pandemia, che si verifica uno scenario del genere nella capitale. Una situazione del genere si è già verificata, invece, recentemente a Gottinga, in Bassa Sassonia. Nel blocco abitativo, che si trova nel quartiere di Neukoelln, fra la Harzer e la Treptower Strasse, sono risultate positive al test 52 persone. Per questo motivo sono centinaia i residenti costretti al momento a restare in casa per le prossime due settimane, mentre si procede a fare test a tappeto.

In Russia numero di contagi più basso dal primo maggio

Sono 8.246 i casi di COVID-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore, la cifra più bassa di nuovi contagi dal primo maggio secondo l’agenzia Tass. I morti nel corso dell’ultima giornata sono 143, salgono così a 7.091 le vittime del nuovo virus in Russia. I dati li ha annunciati il centro operativo russo anticoronavirus precisando che i casi di COVID-19 finora accertati sono 537.210. Le persone guarite sono 4.489 nelle ultime 24 ore e 284.539 in totale.

L’Olanda dice sì ai viaggi in Svizzera, no a Regno Unito e Svezia

Il governo olandese ha pubblicato una lista dei Paesi in cui quest’estate è possibile viaggiare in sicurezza da oggi. L’elenco comprende la Svizzera, la Francia, la Croazia, il Portogallo, l’Italia e altri. Sconsigliate invece ancora Gran Bretagna e Svezia per via della «situazione sanitaria» legata al coronavirus.

«Se dovete proprio recarvi in quei Paesi - è la raccomandazione dell’Olanda ai cittadini - siete fortemente pregati di restare in isolamento in casa per 14 giorni al vostro ritorno». C’è inoltre una seconda lista di Paesi che non hanno ancora autorizzato l’ingresso degli olandesi tra i quali Grecia Austria e Spagna ma che dovrebbero farlo nelle prossime settimane.

India, altri 12 mila casi in 24 ore

L’India registra oggi un balzo di 11’900 nuovi positivi al virus per il secondo giorno di fila, con 325 vittime.

Secondo quanto ha detto in un comunicato dal ministero della Sanità indiano, il nuovo conteggio porta il totale dei casi a 330.000 e i decessi a quasi 10.000.

Lo stato del Maharasthra resta il più colpito, seguito da Tamil Nadu, Delhi e Gujarat; anche l’Uttar Pradesh, il Rajastahan, il Madhya Pradesh, e il West Bengala contano ciascuno più di 10’000 positivi.

In Iran 113 vittime in 24 ore

Salgono i 189’876 casi di Covid-19 in Iran, con 2.449 contagi registrati nelle ultime 24 ore, stabili rispetto agli ultimi giorni ma sempre elevati in rapporto alla media del mese scorso. Le nuove vittime sono 113, in crescita e per il secondo giorno consecutivo sopra la soglia dei cento morti, con un totale di 8’950 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva scendono a 2’765, mentre i pazienti guariti superano la soglia dei 150 mila (150’590).

I test complessivi effettuati sono 1’269’194. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Belgio: un nuovo focolaio a Liegi

Un nuovo focolaio d’infezione da coronavirus è stato identificato in Belgio fra il personale di Swissport Cargo, la società che tratta circa un quarto delle merci in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Liegi. Lo riportano i media locali.

Fra la cinquantina di dipendenti che si occupano dell’amministrazione della società, che impiega 200 persone, 21 sarebbero stati testati positivi. I contagiati sono stati messi in quarantena e i locali completamente disinfettati. Il calo del personale disponibile ha portato al dirottamento di alcuni voli verso altri aeroporti, ha indicato il portavoce dello scalo. Dall’inizio della crisi l’aeroporto di Liegi è un nodo centrale nella distribuzione di materiale medico nel Paese e in Europa.

Nelle ultime 24 ore le autorità sanitarie hanno identificato 71 nuove infezioni. Gli ingressi in ospedale sono stati 17, le dimissioni 21, portando il totale delle persone attualmente ricoverate a 397. Di queste, 84 sono in terapia intensiva (+2). Sono 6 i nuovi decessi, la metà dei quali nelle case di riposo. Il totale delle vittime arriva così a 9’661.

La vicepremier cinese mette in guardia: «Il rischio a Pechino è alto»

La vicepremier cinese Sun Chunlan ha avvertito ieri dell’alto rischio di diffusione di coronavirus e ha chiesto misure risolute di risposta dopo i nuovi casi a Pechino, tutti collegati al mercato di prodotti agricoli di Xinfadi. Lo ha dichiarato in una riunione del meccanismo congiunto di prevenzione e controllo contro il Covid-19 del Consiglio di Stato.

Sun ha chiesto che siano svolte «le più severe indagini epidemiologiche» presso il mercato e nei suoi dintorni e un «tracciamento approfondito» per identificare e controllare la fonte dell’infezione.

Sun ha invitato le comunità ad attuare rigorosamente misure di prevenzione e controllo delle epidemie, a controllare i casi confermati, i casi sospetti, i pazienti con febbre e i contatti ravvicinati e a metterli in quarantena presso le strutture designate. La vicepremier ha chiesto inoltre sforzi incessanti per evitare di importare casi dall’estero e prevenire una recrudescenza dell’epidemia in Cina.

Berlino allenta la stretta sui viaggi verso 27 Paesi

La scorsa notte il governo tedesco ha eliminato l’allerta sui viaggi per 27 Paesi europei, fra cui la Svizzera. Si tratta di un atto che riapre i flussi turistici fra la Germania e gran parte d’Europa.

Il cosiddetto «sconsiglio», imposto anche rispetto allo spazio Schengen a causa del Coronavirus il 17 marzo scorso, viene sostituito da avvisi per i diversi Stati. Alcuni Paesi devono aspettare ancora: come nel caso della Spagna, la Finlandia e la Norvegia.

Francia: «Il peggio è passato»

«Il grosso dell’epidemia è alle nostre spalle»: lo ha detto questa mattina il ministro della Salute francese, Olivier Véran, parlando alla tv LCI, sottolineando poi che la lotta al coronavirus non è terminata.

«Il virus non ha smesso di circolare sul territorio» - ha detto Véran - «e questo non vuol dire che ci fermiamo di fronte al virus». Misure di protezione e di distanziamento restano in vigore, «continuiamo con i test e il contact tracing», ha proseguito.

Véran ha raccomandato di «continuare ad evitare gli assembramenti di diverse persone in ambiente chiuso, ed ha ricordato che restano in vigore i divieti di riunione di oltre 10 persone sul suolo pubblico e i grandi eventi con oltre 5.000 persone.

Altri 10 quartieri di Pechino in quarantena

Altre dieci aree residenziali sono state messe in quarantena a Pechino, che ha registrato 36 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo rende noto oggi il sindaco della capitale cinese. Gli ultimi casi di contaminazione sono stati scoperti in un mercato all’ingrosso nel nordovest di Pechino, nel distretto di Haidian, dopo che la scorsa settimana era già stato chiuso il gigantesco mercato di prodotti freschi di Xinfadi nel sud della metropoli cinese, nel distretto di Fengtai: 11 le aree residenziali messe in quarantena in quella zona. Nelle ultime 24 ore sono stati 49 in totale i nuovi casi di coronavirus in tutta la Cina, compresi i 36 della capitale. Diverse città del Paese ora consigliano ai loro residenti di evitare viaggi a Pechino. Tre dei nuovi casi sono stati registrati nella vicina provincia dello Hebei. Gli altri dieci sono persone provenienti da Paesi stranieri. A livello nazionale sono stati contati anche 18 casi senza sintomi, che il Governo cinese non include nelle sue statistiche totali. In totale la Cina ha contato ufficialmente dall’inizio dell’epidemia oltre 83 mila casi di contagio, di cui 4.634 mortali.

In America Latina il coronavirus continua a correre

La pandemia da coronavirus continua a registrare nelle ultime 24 ore in America Latina una crescita dinamica sia dei contagi, giunti a 1.646.746 (+46.026), sia dei morti, aumentati a 79.602 (+1.642). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 Nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile, Paese leader nella regione e secondo più colpito al mondo dietro gli Stati Uniti, ha registrato una crescita più moderata rispetto alla media dell’ultima settimana, forse per la festività domenicale, fissando i contagiati a 867.624 (+17.110) ed i morti a 43.332 (+612). Seguono Perù (229.736 e 6.688) e Cile (174.293 e 3.323), mentre altri sei paesi della regione (Messico, Ecuador, Colombia, Argentina, Repubblica Dominicana e Panama) confermano il difficile momento latinoamericano con contagi superiori ai 20.000 e morti oltre 400.

Negli Usa altri 382 morti

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 382. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo la quale i decessi totali sono 115.729.

Domenica 14 giugno

(Aggiornato alle 22.15) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 7,8 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono 7.845.048, i decessi sono 431.269, mentre le persone guarite sono 3.735.354.

La Casa Bianca contraria all’estensione degli aiuti ai disoccupati

La Casa Bianca è contraria a estendere al di là di luglio gli aiuti contro la disoccupazione perché li ritiene un «disincentivo» al lavoro. Lo afferma Larry Kudlow, il consigliere economico di Donald Trump. Nell’ambito delle misure a sostegno dell’economia alle prese con il coronavirus, il Congresso ha dato il via libera al pagamento di 600 dollari a settimana agli americani che fanno richiesta dei sussidi di disoccupazione. Sommando gli aiuti del Congresso ai sussidi, molti americani ricevono assegni settimanali superiori a quanto incasserebbero se lavorassero. Da qui l’idea di Kudlow di considerare una sorta di «bonus per tornare a lavorare» di un ammontare inferiore a 600 dollari.

In India quasi 12 mila casi in 24 ore

Nelle ultime 24 ore l’India ha registrato 11.929 nuovi casi di Covid-19, finora il suo numero più alto nell’arco di un giorno. Lo ha reso noto il ministero della salute indiano, citato dalla Cnn online. In totale, l’India ha registrato finora 320.922 casi di Covid-19, tra cui 9.195 decessi. La capitale Nuova Delhi, ha riportato almeno 38.958 casi.

La Cina sospende i voli tra Dacca e Guangzhou

L’autorità cinese che si occupa di regolamentare l’aviazione civile ha dichiarato oggi che i voli della China Southern Airlines tra Dacca, capitale del Bangladesh, e Guangzhou sono sospesi dopo che 17 passeggeri sono risultati positivi alla Covid-19 su un volo dell’11 giugno. La sospensione del volo CZ392, per una durata di quattro settimane, è la prima ad essere imposta in seguito all’introduzione di un meccanismo di rimborso e sospensione da parte dell’Amministrazione dell’aviazione civile cinese (CAAC) il 4 giugno. Secondo la Politica CAAC, se tutti i passeggeri in arrivo sul volo di una compagnia aerea risultano negativi al coronavirus per tre settimane di seguito, la compagnia aerea sarà autorizzata ad aumentare il numero di voli a due a settimana. Se il numero di passeggeri che risultano positivi al test raggiunge i cinque, i voli della compagnia aerea saranno invece sospesi per una settimana. E la sospensione può durare quattro settimane se il numero di passeggeri raggiunge o oltrepassa i 10.

36 nuovi casi a Pechino legati al mercato di Xinfadi
Dei 57 nuovi casi di COVID-19 registrati nelle ultime 24 ore in Cina, 36 sono segnalati a Pechino e riguardano tutti persone che hanno avuto contatti diretti con il mercato di carne, frutta e verdura di Xinfadi, nel sud della capitale. Lo riferisce l’agenzia cinese Xinhua, citando Pang Xinghuo, vicedirettore del centro di Pechino per il controllo e la prevenzione delle malattie. Pang ha precisato che i malati sono lavoratori del mercato o persone che in qualche modo erano entrate in contatto con esso. Ieri Xinfadi, il più grande mercato all’ingrosso di generi alimentari a Pechino, era stato chiuso per effettuare una disinfestazione.

Iran, 107 morti e 2.472 nuovi casi in 24 ore

Sono 107 le persone morte per COVID-19 nelle ultime 24 ore in Iran, «il numero più alto registrato negli ultimi mesi». Lo ha detto la portavoce del ministero della Sanità, Sima Lari nel suo bollettino quotidiano. Il numero delle vittime è salito così a 8.837. I nuovi contagi accertati sono 2.472, con il totale che sale a 187.427. Di questi, 148.674 sono guariti. I pazienti in terapia intensiva sono 2.781.

Aumento record di contagi in Pakistan

Aumento record dei contagi da COVID-19 in Pakistan, con 6.825 casi registrati nelle ultime 24 ore. Ne dà notizia il ministero della Salute. Per il terzo giorno consecutivo il numero dei nuovi casi è superiore alle 6.000 unità. Il totale sale così a 139.230. I deceduti sono aumentati di 81 unità, portando il totale a 2.632. I guariti dall’inizio della pandemia sono 51.735.

In America Latina 1,6 milioni di casi e 78 mila morti

Nella giornata segnata dalle dimissioni del ministro della Sanità del Cile, per una pandemia da coronavirus che in quel Paese sembra fuori controllo, l’America Latina ha raggiunto nelle ultime 24 ore 1.600.720 contagi (+44.551) e 77.960 morti (+2.299). È quanto emerge da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani. Stabile leader della classifica il Brasile che, con 850.514 contagi (+21.704) e 42.720 morti (+892), si è stabilizzato sulle cifre degli ultimi giorni che lo hanno portato al secondo posto assoluto nel mondo per contagi e morti, dietro gli Stati Uniti. Seguono il Perù (220.749 e 6.308) e il Cile (167.335 e 3.101) che, con dati in ascesa e indiscrezioni di minori registrazioni di vittime, ha sostituito il ministro della Sanità. Questo mentre altri sei Paesi della regione (Messico, Ecuador, Colombia, Argentina, Repubblica dominicana e Panama) sono sopra i 20.000 contagi.

57 nuovi casi in Cina, record da aprile

La Cina ha annunciato oggi 57 nuovi casi confermati di COVID-19, la cifra giornaliera più alta da aprile, che accresce i timori di una seconda ondata epidemica nel Paese da cui la pandemia è partita. Il Ministero della Salute cinese ha affermato che 36 sono infezioni locali registrate nella capitale Pechino, dove l’emergere di un nuovo focolaio di contaminazione ha portato al contenimento di emergenza di diverse aree residenziali.

Negli Stati Uniti altri 734 morti in 24 ore

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 734. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo la quale i decessi totali sono 115.347.

Sabato 13 giugno

(Aggiornato alle 14.41) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 7,6 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono 7.669.872, i decessi sono 426.185, mentre le persone guarite sono 3.640.188.

Salgono casi negli Usa, la Casa Bianca accusa il Messico

La Casa Bianca punta il dito contro il Messico per l’aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni riportate dai media americani, i viaggi dal Messico sono stati al centro di un lungo confronto nella Situation Room per identificare i punti in comune delle nuove ondate di casi in molti Stati americani, soprattutto nella comunità di ispanici. Fra questi l’Arizona, il Texas, la California e il Nord Carolina. Gli Stati Uniti e il Messico si sono accordati in marzo per evitare i viaggi non essenziali fra i due Paesi, anche se i cittadini americani e molti altri, inclusi il traffico commerciale e i lavoratori agricoli, possono ancora entrare negli Stati Uniti. Trump ha usato spesso il Messico come capro espiatorio, dipingendo il Paese come fonte di crimine e malattie negli Stati Uniti. E usato la pandemia per portare avanti alcune delle sue più dure strette sull’immigrazione, bloccando le carte verdi e le richieste di asilo.

In Iran 71 nuovi decessi e altri 2.410 casi

Il presidente iraniano Hassan Rohani ha avvertito che le severe restrizioni per frenare la diffusione del coronavirus potrebbero presto tornare, dato che i funzionari sanitari hanno oggi registrato 71 nuovi decessi, portando così il numero totale nel paese a 8.830. «I protocolli sanitari dovrebbero essere rigorosamente osservati, specialmente nelle città in cui si trovano i santuari sacri, dove la situazione viene segnalata come allarmante», ha sottolineato il presidente. La portavoce del ministero della Sanità Sima Lari ha reso noto oggi che nelle ultime 24 ore sono stati individuati 2.410 nuovi casi di infezione, che hanno portato il totale a 184.955. «I malati ricoverati in terapia intensiva sono 2.755, mentre il numero dei guariti è di 146.748. Finora, in tutto il Paese sono stati condotti 1.219.400 test», ha aggiunto.

Pakistan, per il secondo giorno oltre 6.000 casi

Sono 6.472 i nuovi casi confermati di Covid-19 in Pakistan nelle ultime 24 ore e il totale dei contagi sale così a 132.405. E’ il secondo giorno consecutivo in cui si registrano oltre 6.000 nuovi contagi. Secondo i dati resi noti dal ministero della Salute, il bilancio delle vittime è aumentato di 88 (19 in meno rispetto a ieri) a quota 2.551. Il Punjab orientale e il Sindh meridionale sono le province maggiormente colpite con 50.087 e 49.256 casi rispettivamente, il 75% del totale dei casi nel paese. Il numero di persone guarite dal coronavirus è salito a 50.056 (37,8%), con 9.809 persone che si sono riprese dalla malattia nelle ultime 24 ore. Il Pakistan ha annunciato venerdì un bilancio di 7294,9 miliardi di rupie (circa 42 miliardi di franchi) per il prossimo anno fiscale. 20 miliardi di rupie (116 milioni di franchi) sono stati assegnati per migliorare la capacità delle strutture sanitarie e la produzione di attrezzature mediche.

La Francia riaprirà ai Paesi extra Schengen dal primo luglio

La Francia riaprirà progressivamente i propri confini ai Paesi che non fanno parte dello spazio Schengen a partire dal primo luglio. Lo hanno annunciato i ministri francesi dell’Interno e degli Esteri, Christophe Castaner e Jean-Yves Le Drian. «La riapertura sarà attuata in modo progressivo e differenziato sulla base della situazione sanitaria dei vari paesi terzi e secondo le procedure adottate da allora a livello europeo», hanno dichiarato i due ministri in una nota congiunta. Secondo Le Drian e Castaner, la decisione è stata presa a seguito delle raccomandazioni date giovedì dalla Commissione europea.

In Libia oltre 400 casi

La Libia registra nelle ultime 24 ore altri 16 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 409 il totale dei casi confermati nel Paese. I morti salgono a 6, i guariti restano stabili a 59 e le persone attualmente positive salgono da 329 a 344. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla sua pagina Facebook, ricordando che misure di lockdown sono in vigore in molte città del Sud per tentare di limitare la diffusione del virus.

Nuovi casi, scatta il lockdown in alcuni quartieri di Pechino

Nuovi casi di coronavirus hanno fatto scattare oggi il lockdown in diversi quartieri di Pechino. Il focolaio è partito da un mercato della carne. Undici complessi residenziali nel sud della capitale della Cina sono stati isolati a causa di un focolaio di Covid-19 collegato al mercato della carne di Xinfadi, secondo quanto riferito da funzionari locali. Nove tra scuole e asili nelle vicinanze sono stati chiusi. Xinfadi, il principale mercato all’ingrosso di frutta, verdura e carne di Pechino, oggi è stato chiuso per essere disinfestato. Il mercato si estende su 112 ettari e vi lavorano 1.500 persone con 4.000 banchi. Tutte le persone che sono state in contatto con il mercato o con chi ci lavorava dal 30 maggio saranno sottoposte a test dell’acido nucleico (tampone), ha reso noto Gao Xiaojun, portavoce della Commissione per la sanità di Pechino. In città saranno anche inasprite le ispezioni sui mercati di alimenti, in cui si vendono prodotti freschi e carni, ma anche su supermercati e negozi di alimentari, ha precisato il vice direttore per l’ufficio per i mercati, Chen Yankai. Sia il primo nuovo caso di Covid-9 denunciato a Pechino giovedì, che i sei diagnosticati ieri, erano stati in contatto con il mercato o persone che ci lavoravano.

Negli Usa altri 839 morti in 24 ore

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 839. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, che parla di 2,04 milioni di casi complessivi e 114.643 decessi totali. «La pandemia non è finita. Nelle prossime settimane potremmo vedere un aumento dei casi negli Usa, mentre gli Stati stanno riaprendo», ha ammesso Jay Butler, il vicedirettore per le malattie infettive dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) Usa. Butler ha lanciato un nuovo invito al rispetto delle regole di distanziamento sociale e all’uso delle mascherine. Proprio all’indomani dell’annuncio di Trump dell’avvio dei propri comizi elettorali, che attrarranno ovviamente molte persone. I Cdc hanno anche aggiornato i calcoli sulle morti previste a causa del SARS-Cov-2 entro il 4 luglio, quando il totale dovrebbe raggiungere quota 130.000. Gli stati in cui si prevedono più decessi sono: Arizona, Arkansas, Hawaii, North Carolina, Utah, e Vermont. Gli ultimissimi dati confermano una temuta tendenza: Florida e Texas hanno registrato negli ultimi 7 giorni il più alto numero di contagi da inizio pandemia. Butler ha sottolineato l’importanza di essere «super-preparati» per l’ autunno: «Non sappiamo cosa succederà , ma dobbiamo mettere tutto il nostro impegno per essere pronti a nuove sfide».

L’epidemia non si indebolisce in America Latina

Non mostra cedimenti la pandemia da coronavirus in America Latina, dato che nelle ultime 24 ore i contagi sono aumentati di altri 49.019 casi raggiungendo quota 1.556.169, mentre il totale generale dei morti è arrivato a 75.661 (+2.115). E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani. Gli occhi degli analisti continuano ad essere puntati sul Brasile, il paese ampiamente più colpito della regione. I suoi contagi sono ora 828.810 (+25.982) e i morti 41.828 (+909), con cui si posiziona come secondo al mondo in assoluto dietro agli Stati Uniti. Seguono Perù (220.749 e 6.308), Cile (160.846 e 2.870), Messico (133.974 e 15.944), Ecuador (45.778 e 3.828), Colombia (46.858 e 1.545) e Argentina (27.373 e 772).

Venerdì 12 giugno

(Aggiornato alle 16.54) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 7,3 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono 7.517.427, i decessi sono 421.516, mentre le persone guarite sono 3.542.984.

La provincia dello Hubei abbassa il livello di emergenza

La provincia cinese dello Hubei, colpita duramente dalla Covid-19, abbasserà il livello di risposta d’emergenza al nuovo coronavirus dal livello II al livello III a partire da domani. Yang Yunyan, vicegovernatore dello Hubei, ha affermato che le misure di prevenzione e controllo saranno regolate e ottimizzate di conseguenza. Alla data di ieri, non si segnalano nuovi casi asintomatici nel capoluogo di provincia Wuhan da 12 giorni consecutivi. Altre aree della provincia non hanno registrato casi del genere da nove giorni. Il 2 maggio l’Hubei ha abbassato la sua risposta all’emergenza dal livello massimo al secondo livello.

Ancora 202 morti in Gran Bretagna

Resta pesante, rispetto alla media europea, l’incremento giornaliero di decessi da coronavirus nel Regno Unito con 202 vittime censite nelle ultime 24 ore contro le 151 di ieri. Lo rende noto il ministero della Sanità, indicando ora una somma di morti certificati con il tampone pari a 41.481 dall’inizio della pandemia, seppure sottolineando come il bilancio settimanale sia il più basso da marzo. Resta inoltre in flessione la curva dei nuovi contagi, fino a poco meno di 293.000 complessivi: i casi quotidiani diagnosticati si assestano infatti attorno a quota 1500, in diminuzione se paragonati all’impennata recente dei test (quasi 200.000 nelle 24 ore, saliti a quasi 6 milioni e mezzo in totale).

Pechino sospende la riapertura delle scuole primarie

Le autorità di Pechino hanno sospeso la ripresa delle lezioni per gli alunni delle scuole elementari dopo la segnalazione, negli ultimi due giorni, di tre nuovi casi confermati di Covid-19 nella capitale cinese. Secondo la Commissione municipale per l’istruzione di Pechino, la decisione adottata è in linea con la mutevole situazione delle attività di prevenzione e contenimento dell’epidemia in città. Circa 520.000 studenti della prima, seconda e terza elementare di Pechino avrebbero dovuto riprendere le lezioni il 15 giugno.

L’India sfiora i 300 mila casi e supera la Gran Bretagna

In India si registra il record dei nuovi contagi da coronavirus in 24 ore: sono quasi 11 mila. Il totale sfiora i 300 mila casi (297.535) e 8.498 morti. Lo ha reso noto il ministero della salute, come riporta la Cnn. Con questo nuovo aggiornamento, l’India supera il Regno Unito nella classifica dei Paesi più malati del mondo: ora è quarta, dietro a Stati Uniti (oltre 2 milioni), Brasile (800mila) e Russia (510 mila). Il Regno Unito, in attesa che arrivino i nuovi dati, registra secondo la Johns Hopkins University quasi 293 mila casi.

Quasi 9 mila nuovi casi in Russia

Sono 8.987 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi accertati nel Paese sale così a 511.423. Ieri erano invece stati annunciati 8.779 nuovi casi e mercoledì 8.404, la cifra più bassa di contagi giornalieri delle ultime due settimane. Le persone morte nel corso dell’ultima giornata a causa del coronavirus sono ufficialmente 183, mentre le vittime dall’inizio dell’epidemia sono 6.715. I guariti sono 8.220 nelle ultime 24 ore e 269.370 in totale. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

Pakistan, nuovo record contagi

Nuovo record di contagi e vittime da coronavirus in Pakistan. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati nuovi 6.397 casi, con 107 morti. Il bilancio dei positivi, come ha riportato il nuovo bollettino del ministero della Salute, è ora di 125.933 e 2.463 sono le vittime totali. Salgono infine a 40.247 le persone che sono guarite dalla Covid-19. In un discorso alla nazionale, il primo ministro Imran Khan ha ringraziato Dio perché «la situazione in Pakistan è leggermente meglio del resto del mondo» grazie a quello che lui stesso ha definito il miglior team a disposizione.

America Latina nell’occhio della pandemia

La pandemia da coronavirus in America Latina vive il suo momento più difficile, con l’annuncio che nelle ultime 24 ore i contagi nei 34 Paesi e territori della regione hanno superato la barriera del milione e mezzo di casi. E tutto lascia ritenere che per vari giorni, non è possibile prevedere quanti, il fenomeno continuerà ad accentuarsi. Si tratta di un campanello d’allarme per i governi latinoamericani, spesso sovrastati dalle dimensioni della crisi, che vedono avvicinarsi dense nubi sul loro futuro politico, economico e sociale. La curva tracciabile sulla base dei dati forniti dalle autorità sanitarie mostra una tendenza ascendente avendo accumulato, con 40-50.000 contagi al giorno, 1.507.150 casi da marzo. Ad essi si aggiunge una crescita dei morti, che ieri avevano raggiunto quota 73.546.

Giovedì 11 giugno

(Aggiornato alle 8.10) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 7,5 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I contagi nel mondo sono 7.360.239, i decessi sono 416.201, mentre le persone guarite sono 3.454.807.

Oms «In Europa va meglio ma nel mondo peggiora»

L’emergenza coronavirus «nel mondo sta peggiorando anche se in Europa è migliorata». Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus in un briefing con i rappresentanti degli Stati membri dell’Agenzia dell’Onu.

Nelle ultime due settimane sono stati registrati «100’000 nuovi casi» di Covid-19 in un giorno. Il 75% dei contagi, ha sottolineato, «sono stati segnalati in dieci paesi, nelle Americhe e nel Sud-est asiatico».

Quanto all’Africa, l’epidemia sta accelerando: secondo la direttrice regionale dell’Oms Matshidiso Moeti il virus si sta diffondendo al di fuori delle capitali e la mancanza di test e altre forniture mediche è di ostacolo a una risposta.

Ad oggi l’Africa è stato il continente meno colpito dal Covid-19, con il Sudafrica che ha registrato oltre un quarto dei casi segnalati, ha dichiarato Moeti in una conferenza presso la sede dell’Oms a Ginevra.

Complessivamente, ci sono stati oltre 7,3 milioni di casi a livello globale e oltre 416’000 morti; l’Africa ha avuto circa 200’000 infezioni e 5’000 vittime. «Anche se questi casi in Africa rappresentano meno del 3% del totale globale, è chiaro che la pandemia sta accelerando», ha detto Moeti, avvertendo che i contagi probabilmente continueranno ad aumentare nel prossimo futuro e auspicando misure sanitarie forti e distanziamento fisico «come sta accadendo ora in Sudafrica, Algeria e Camerun».

Altri 151 morti nel Regno Unito, un centinaio meno di ieri

Torna a calare l’incremento giornaliero di decessi da coronavirus nel Regno Unito, con 151 vittime censite nelle ultime 24 ore contro le 245 di ieri. Lo rende noto il ministero della sanità, indicando ora una somma di morti certificati con il tampone pari a 41’279 dall’inizio della pandemia.

Resta intanto stabilmente in flessione la curva dei nuovi contagi diagnosticati, circa 1’200 da ieri, fino a poco più di 291’000 complessivi. E s’impenna a oltre 6,2 milioni il totale dei test eseguiti, dii cui quasi 200’000 nelle ultime 24 ore.

In Francia bruciati 500 mila posti di lavoro

Nel primo trimestre 2020 la Francia ha perso 497.400 posti di lavoro nel settore privato, equivalente ad un calo del 2,5%, a causa di un crollo del 40% del lavoro interinale sotto effetto delle misure di confinamento dovute alla guerra contro il coronavirus: è quanto emerge dalle stime definitive dell’Insee, l’Istituto Nazionale di statistica. Il calo, precisa l’organismo con sede a Parigi, è stato dell’1,6% su base annuale (-317.200 posti di lavoro). A fine marzo, il lavoro dipendente ha inoltre toccato il suo «livello più basso dal quarto trimestre 2017».

Negli USA superati i 2 milioni di casi

Il numero dei pazienti contagiati dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato la soglia dei due milioni. I casi sono di nuovo in aumento in almeno 21 Stati. Il bilancio delle vittime sale a 113 mila.

In America latina i contagi crescono ancora

Continua intenso lo sviluppo della pandemia in America latina, dove nelle ultime 24 ore i contagi hanno raggiunto quota 1.458.386 (+55.127), mentre i morti sono ora 71.709 (+2.519). Gli analisti si chiedono ora se la curva si stia o no avvicinando al picco previsto per queste settimane. E’ quanto emerge oggi da una statistica dell’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani. Tornato alla normalità nei dati generali e quotidiani, il Brasile conferma la leadership sia per contagi (772.416, 32.913), sia per i morti (39.680, +1.274). Lo seguono al 2/o posto il Perù (208.823 e 5.903) e al 3/o il Cile (148.496 e 2.475). Fra i Paesi con più di 5.000 casi troviamo poi Messico (129.184 e 15.357), Ecuador (44.440 e 3.720), Colombia (43.682 e 1.433), Repubblica Dominicana (20.808 e 550), Argentina (25.987 e 735), Panama (17.233 e 403), Bolivia (14.644 e 487), Guatemala (7.866 e 289) e Honduras (6.935 e 271).

Mercoledì 10 giugno

(Aggiornato alle 20.47) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 7,2 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I dati pubblicati dall’ateneo in mattinata indicano ad oggi un bilancio di 7.238.611 contagi accertati, i decessi sono 411.277. Finora nel mondo sono guarite 3.371.716 persone.

Francia, 23 morti nelle ultime 24 ore

Sono stati 23 le vittime in Francia di Covid-19 secondo i dati degli ospedali diffusi dalla Direzione generale della Sanità. Dall’inizio dell’epidemia, il totale è stato di 29.319. Continua il calo dei ricoveri (meno 283 in 24 ore, totale a 11.678) e dei pazienti in rianimazione (933 in tutto, 22 in meno rispetto a ieri). Secondo la Direzione della Sanità, «tutti gli indicatori epidemiologici sono a livelli soddisfacenti sull’intero territorio e non ci sono segnali di una ripresa dell’epidemia». I focolai segnalati sono oltre 200 ma sono tutti sotto controllo.

A Mumbai più casi di Wuhan

Più casi che a Wuhan: Mumbai si è svegliata questa mattina con questo preoccupante record, per un picco di nuovi positivi che l’ha portata a superare, in una manciata di giorni, i 51.100 casi, più di quelli della città cinese da dove è partita la pandemia di Covid-19. E tutta l’India, con diecimila nuovi casi nelle ultime 24 ore, è salita al quinto posto nel podio dei paesi più colpiti, con 276.583 contagiati e 7.745 morti.

L’epidemia a Mumbai è partita da Dharawi, il più grande slum dell’Asia, lo scorso 3 aprile, quando un commerciante di 56 anni positivo al virus, è stato ricoverato in un ospedale, dove poi è deceduto.

La Brihanmumbai Municipal Corporation, la BMC, la tentacolare istituzione municipale che gestisce tutti gli aspetti della vita della metropoli ha sigillato la baraccopoli, una polveriera di quasi un milione di persone, l’ha resa inaccessibile, disinfettata, controllata. Ha persino tentato la sperimentazione della discussa idrossiclorochina sulla popolazione dello slum: tutto inutile.

Oggi a Mumbai ci sono 761 cosiddette aree di contenimento e 4000 edifici, tra cui vari grattacieli in aree esclusive, marchiati come infetti, dai quali non si esce e dove entra solo chi porta cibo, medicinali e assistenza sanitaria ai residenti. Da Dharawi il virus è volato, infettando l’intero Maharasthra, lo stato di cui Mumbai è capitale, e facendone il più colpito di tutta l’India, con oltre 90.000 positivi.

Anche a Delhi gli esperti non sono ottimisti: martedì uno studio dell’ICMR, l’Istituto di Sanità indiano, ha previsto che, se la curva dei contagi seguirà il trend esponenziale dell’ultima settimana, la capitale potrebbe vedere 500mila casi entro la fine di luglio, e richiedere 80mila letti.

Brasile, sì del Congresso alle mascherine obbligatorie - A San Paolo riaprono i centri commerciali

Il Congresso brasiliano ha approvato l’uso obbligatorio delle mascherine nei luoghi e nei trasporti pubblici di tutto il Paese e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da coronavirus. La nuova normativa prevede che i 27 governatori statali e gli oltre 5.500 sindaci applichino multe, il cui importo non è stato stabilito, ai cittadini trovati a circolare senza mascherina su strade pubbliche e purché la distribuzione dell’accessorio di protezione sia stata precedentemente garantita per le persone a basso reddito.

Il disegno di legge, presentato dal deputato Pedro Fernandes, del Partito laburista brasiliano, è stato elaborato in regime di «emergenza» e votato sia da Senato che dalla Camera attraverso sessioni virtuali. Ora il testo dovrà essere promulgato dal presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro.

Intanto, nonostante il numero dei contagi e dei decessi continui ad aumentare, il Comune di San Paolo - la città brasiliana più colpita dalla pandemia - ha autorizzato la riapertura dei negozi a partire da oggi e dei centri commerciali da domani, con l’obiettivo di avviare una graduale ripresa delle attività. Tutti gli esercizi avranno però un orario di funzionamento ridotto e dovranno adottare rigide norme di igiene e di sicurezza per i loro clienti. «Il distanziamento sociale è ancora la principale raccomandazione per la popolazione. Ciò è essenziale affinché questa ripresa abbia successo. E nei comuni che non lo rispetteranno, dovremo eventualmente tornare indietro nelle fasi e disporre dei meccanismi affinché ciò avvenga», ha affermato la segretaria comunale allo Sviluppo economico, Patricia Ellen.

In Iran superate le 8.500 vittime

Salgono a 177’938 casi di Covid-19 in Iran, con 2’011 contagi nelle ultime 24 ore, stabilizzati dopo i picchi della scorsa settimana.

Le nuove vittime sono 81, per un totale di 8’506 decessi confermati. I pazienti guariti crescono a 140’590. I test effettuati finora sono 1’151’032. Lo ha riferito la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

L’Austria apre verso l’Italia, cautela per la Lombardia

L’Austria aprirà il 16 giugno il confine con l’Italia. Resterà invece in vigore un invito alla cautela per la Lombardia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg. Vienna consentirà da martedì viaggi in 31 paesi europei complessivamente, ad eccezione di Svezia, Gran Bretagna, Portogallo e Spagna.

«Oggi abbiamo aperto una grande finestra verso la libera circolazione», ha detto Schallenberg che ha rivolto un appello di «non dimenticare il buonsenso facendo la valige».

Berlino, stop ai controlli alle frontiere Ue dal 16 giugno

La Germania toglierà i controlli alle frontiere nei confronti dei cittadini dell’Unione europea (Ue) dal 16 giugno. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, in conferenza stampa a Berlino. La decisione è stata presa oggi nel gabinetto di Angela Merkel.

«Continueremo a monitorare lo sviluppo della situazione nei paesi vicini», ha spiegato il ministro, che darà ordine di ridurre i controlli progressivamente fino al 15 giugno. Per la Spagna i controlli nella circolazione aerea continueranno fino al 21 giugno, per una questione di «reciprocità».

Taiwan, 59 giorni senza nuovi casi

A Taiwan per il 59.esimo giorno non sono stati segnalati casi di contagio da coronavirus. Lo comunica il centro per le epidemia (Cecc), citato da vari media fra cui il Guardian, che ricorda come sull’isola ci siano stati solo 443 casi confermati da test sugli oltre 73’000 segnalati, con solo sette morti e 430 guarigioni. Cinque persone ammalate di Covid-19 sono ancora ricoverate in ospedale.

Ucraina, 525 nuovi casi e 23 morti in 24 ore

In Ucraina nelle ultime 24 ore si sono registrati 525 nuovi casi di coronavirus, che portano a 28’391 il totale dei contagi accertati. Nel corso dell’ultima giornata sono morte 23 persone di Covid-19, il più alto numero di decessi giornalieri dall’inizio dell’epidemia.

Le vittime in Ucraina salgono così ufficialmente a 833. I guariti sono 12’769, di cui 357 nelle ultime 24 ore.

Russia, 8.404 nuovi casi, minimo da 2 settimane

Sono 8.404 i nuovi casi di COVID-19 accertati in Russia nelle ultime 24 ore: la cifra più bassa di contagi giornalieri delle ultime due settimane, secondo l’agenzia Tass. In totale, i contagi dall’inizio dell’epidemia sono quasi mezzo milione, e per la precisione 493.657. I morti nel corso dell’ultima giornata sono però saliti a 216, mentre erano 171 ieri e 112 lunedì. Il totale ufficiale delle vittime del nuovo virus in Russia è adesso di 6.358 persone. Nelle ultime 24 ore sono state dimessi dagli ospedali russi 10.386 pazienti e il totale dei guariti è ora di 252.783 persone. I dati sono riportati dal centro operativo anticoronavirus russo.

Nella sola Mosca, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 1.195 nuovi casi di COVID-19, la cifra più bassa degli ultimi due mesi. Ieri i nuovi casi accertati erano 1.572. Il totale dei contagi nella capitale russa dall’inizio dell’epidemia è di 199.785 persone, 83.167 delle quali sono attualmente malate. Nel corso dell’ultima giornata, stando ai dati ufficiali, a Mosca sono morte a causa del coronavirus 56 persone, che portano a 3.085 il totale.

Gli Usa e la riapertura del consolato a Wuhan
Il Dipartimento di Stato ha informato il Congresso della sua intenzione di riaprire il consolato americano di Wuhan, in Cina, alla fine del mese. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti. Wuhan è il focolaio dell’epidemia di coronavirus in Cina, divenuta successivamente pandemia.

Usa e Canada verso la proroga dello stop al confine

Gli Stati Uniti e il Canada si apprestano a estendere il divieto ai viaggi non essenziali fino alla fine di luglio nel tentativo di contenere il coronavirus. Lo riporta Reuters sul suo sito citando alcune fonti. Gli Stati Uniti e il Canada hanno introdotto limiti ai viaggi in marzo, e li hanno poi rinnovati in aprile e maggio. Il divieto attuale scade il 21 giugno.

Stati Uniti, 819 morti in 24 ore

Sono 819 i morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore, durante le quali il numero di contagiati è salito di 17.300 unità. È quanto emerge dai dati della John Hopkins University, secondo la quale i contagiati sono in totale 1.977.085 e i decessi 111.876. Il numero maggiore di nuovi casi è stato registrato in Texas (2.275), seguito da California (2.170) e Florida (1.960).

In America Latina 1.403.000 contagi e 69 mila morti

Nelle ultime 24 ore è di nuovo il Brasile a primeggiare nella spirale della pandemia da coronavirus in America Latina, dove i contagi hanno raggiunto quota 1.403.259 (+49.349) ed i morti sono 69.190 (+2.238). È quanto emerge oggi da una statistica dell’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani. Capovolgendo le decisioni annunciate nei giorni scorsi, le autorità brasiliane sono tornate a fornire - accanto ai dati giornalieri - anche il totale dei contagi, che sono 739.503 (+32.091), e dei morti, 38.406 (+1.272). Seguono il Brasile, leader latinoamericano, il Perù (203.736 e 5.738) e il Cile (142.759 e 2.283). Fra i Paesi con più di 5.000 casi vi sono poi Messico (120.102 e 14.053), Ecuador (43.378 e 3.642), Colombia (40.719 e 1.308), Repubblica Dominicana (20.126 e 539), Argentina (23.620 e 693), Panama (16.425 e 393), Bolivia (13.643 e 465), Guatemala (7.055 e 252) e Honduras (6.327 e 258).

Brasile, di nuovo online sito ufficiale con dati

Il governo brasiliano ha ripristinato un sito internet che forniva tutti i dati sul numero dei casi e dei decessi da coronavirus nel Paese. La decisione segue di poche ore l’ordine della Corte suprema brasiliana (Stf) al ministero della Sanità di riprendere la diffusione quotidiana delle statistiche relative al virus. In particolare, la Stf ha stabilito che sul sito ufficiale del dicastero appaia anche il bilancio complessivo delle vittime. Venerdì scorso il governo di Jair Bolsonaro aveva deciso di cambiare il criterio di conteggio dei casi di COVID-19 nel Paese, fornendo le cifre solo delle ultime 24 ore. La decisione della Corte è arrivata dopo aver analizzato un’azione presentata dai partiti di opposizione. Nelle ultime ore il ministro della Sanità, Eduardo Pazuello, aveva garantito il proprio impegno nel divulgare il «100% dei dati» sul coronavirus.

Martedì 9 giugno

(Aggiornato alle 18.25) Il numero di casi di coronavirus ha superato quota 7 milioni. È quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I dati pubblicati dall’ateneo in mattinata indicano ad oggi un bilancio di 7.156.598 contagi accertati, i decessi sono 407.326. Finora nel mondo sono guarite 3.322.421 persone.

In Texas record ricoveri in ospedale

Lunedì in Texas è stato registrato il record di ricoveri in ospedale per coronavirus. Secondo i dati del Texas Department of State Health Services, 1.935 persone sono state ricoverate a causa della Covid-19, mentre il record precedente era del 5 maggio, con 1.888 persone. Il Texas è stato il primo stato americano a riaprire dopo l’emergenza il primo maggio, e ora, nonostante i numeri diffusi dalle autorità sanitarie, il governatore Greg Abbott procede con il piano per aumentare la capacità di bar, ristoranti, parchi divertimento e altre attività al 50%. Intanto in numerosi stati, tra cui quello di New York, morti e contagi sono in costante calo, ma il New York Times ha riferito che circa 20 Stati, inclusi California e Arizona, nelle ultime settimane hanno registrato un aumento dei positivi.

Risalgono morti in Gran Bretagna

Risale, anche a causa del recupero di alcuni dati non raccolti nel weekend, l’incremento di decessi da coronavirus nel Regno Unito con 286 morti censiti nelle ultime 24 ore contro i soli 55 di ieri, che era stato il minimo assoluto dall’inizio della pandemia. Lo rende noto il ministero della Sanità, portando a 40.883 il totale delle morti per Covid-19 confermati dal tampone nel Paese (circa 51.000 contando anche i casi probabili secondo le elaborazioni settimanali dell’istituto di statistica britannico). Resta comunque in calo la curva dei nuovi contagi, con meno di 1400 casi diagnosticati da ieri fino, a quasi 290.000 complessivi.

La Tour Eiffel riapre il 25 giugno

La Tour Eiffel riaprirà al pubblico il 25 luglio dopo 3 mesi di chiusura per il lockdown. Lo ha reso noto oggi la società che gestisce il celebre monumento, simbolo di Parigi. La Tour Eiffel sarà aperta soltanto fino al secondo piano, con obbligo di indossare la mascherina a partire dagli 11 anni di età. Si potrà salire soltanto a piedi, gli ascensori non saranno operativi. Il numero dei visitatori sarà limitato all’ingresso, si salirà da una scala e si scenderà dall’altra. La sommità della Tour resterà chiusa per il momento per evitare che troppe persone si accalchino negli ascensori che portano in alto, più piccoli degli altri. L’intero monumento sarà riaperto entro la fine dell’estate. La Tour Eiffel, sulla quale sono stati issati in questi 3 mesi striscioni di incoraggiamento per la popolazione e di gratitudine per il personale sanitario, fu costruita nel 1889 da Gustave Eiffel. Ogni anno viene visitata da una media di 7 milioni di persone.

Il Brasile vuole l’apertura di un’indagine sull’Oms

Il ministro degli Esteri brasiliano, Ernesto Araujo, ha proposto che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sia sottoposta a indagini. «Il Brasile sta proponendo insieme ad altri Paesi un’indagine, un processo di riforma dell’Oms, lo stiamo coordinando con l’Australia, l’Unione europea e altri Paesi», ha affermato il membro del governo di Jair Bolsonaro durante una riunione del Consiglio dei ministri. Il governo sta seguendo il ruolo dell’Oms «con grande preoccupazione», ha aggiunto Araujo, che ha accusato l’Organizzazione mondiale della sanità di «mancanza di indipendenza e di trasparenza».

India, a Delhi «500 mila casi entro luglio»

La capitale indiana avrà bisogno entro il 31 luglio di 80 mila posti letti per gli ammalati di coronavirus: lo ha detto oggi, in una conferenza stampa, Manish Sisodia, il vicegovernatore di Delhi. Sisodia ha aggiunto che «gli esperti prevedono per la città un incremento esponenziale di positivi, fino a 500 mila casi entro la fine di luglio». Con queste previsioni catastrofiche, il vicegovernatore ha spiegato ai giornalisti la decisione del governo cittadino di riservare ai soli residenti della capitale i letti disponibili negli ospedali e nelle cliniche cittadine: la relativa ordinanza è stata impugnata dal Tenente Governatore della capitale, Anil Baijal, il «superprefetto» che presiede l’Autorithy per la gestione delle Emergenze, che ha l’ha dichiarata inammissibile. La capitale è una delle città indiane più toccate dal virus; il numero dei casi a Delhi sta raddoppiando ogni 12-13 giorni: secondo i dati del ministero della Salute a oggi i positivi ammontano a 30 mila.

La giustizia francese apre un’inchiesta sulle gestione della pandemia

Il procuratore di Parigi, Remy Heitz, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta preliminare sulla contestata gestione della crisi della Covid-19 in Francia. Nel mirino soprattutto eventuali reati di «omicidio colposo» o «procurato rischio per la vita» dei cittadini. L’inchiesta, ha precisato Heitz, è la risposta giudiziaria alle tante denunce ricevute dalla procura durante il periodo di lockdown e non mira a «responsabilità politiche o amministrative» ma «eventuali reati penali».

La Germania vuole testare anche gli asintomatici

La Germania amplierà il ricorso ai test contro il Coronavirus anche agli asintomatici: è questa la decisione contenuta in un’ordinanza del ministero della Sanità, entrata in vigore oggi. «È troppo più caro testare troppo poco, che farlo troppo», ha affermato Jens Spahn, commentando la misura. Il ministro del Gabinetto Merkel ha aggiunto di voler «estirpare» il virus in Germania, e «questo può accadere soltanto con test preventivi sul personale sanitario, nelle case di cura e possibilmente anche sulle persone che hanno avuto contatti con persone contagiate». Il costo dei test sarà assunto dalla cassa sanitaria GFV.

Effetti devastanti della pandemia in America Latina

La pandemia da coronavirus continua a far sentire i suoi effetti in America latina dove nelle ultime 24 ore è rimasto alto il numero dei morti (1.367), con un totale di 66.952, mentre i contagiati hanno subito una flessione (33.087), forse per un rilassamento domenicale nei test, raggiungendo comunque quota 1.353.910. È quanto emerge da una statistica dell’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani.

Guida la classifica il Brasile (707.412 e 37.134) mentre al secondo e terzo posto troviamo il Perù (199.696 e 5.571) e il Cile (138.846 e 2.264). Fra i paesi latinoamericani con più di 5.000 contagi vi sono poi Messico (120.102 e 14.053), Ecuador (43.378 e 3.642), Colombia (40.719 e 1.308), Repubblica Dominicana (20.126 e 539), Argentina (23.620 e 693), Panama (16.425 e 393), Bolivia (13.643 e 465), Guatemala (7.055 e 252) e Honduras (6.327 e 258).

Lunedì 8 giugno

(Aggiornato alle 18.39) Ha superato quota 7 milioni (7.038.942) il numero dei contagi da coronavirus accertati in tutto il mondo, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins. Il numero totale delle vittime è di 403.267.

Il Paese che registra i numeri della pandemia più alti in termini assoluti restano gli Stati Uniti con quasi 2 milioni (1.942.363) di casi e 110.514 morti, seguiti dal Brasile (691.758 contagi e 36.455 decessi), dalla Russia (476.043 contagi e 5.963 decessi) e dal Regno Unito (287.621 e 40.625).

Impennata di contagi, Israele frena sulle riaperture

Nella graduale riapertura Israele ha deciso adesso di «tirare il freno a mano». Lo ha annunciato il premier Benyamin Netanyahu al termine di una consultazione sulla ripresa dell’epidemia in Israele. I dati in possesso del governo, ha aggiunto, «dimostrano che abbiamo un’impennata molto elevata di contagi. Forse siamo già dentro all’indice del raddoppiamento ogni dieci giorni. Spero proprio di no. Per cui abbiamo deciso di fermare tutte le agevolazioni che dovevamo approvare nei prossimi giorni. Dovremo riconsiderare il tutto la settimana prossima».

Netanyahu ha poi fatto appello agli israeliani affinché indossino le mascherine quando si trovano in pubblico, mantengano fra di loro la distanza di sicurezza e si lavino spesso le mani.

Morti ai minimi in Gran Bretagna

Cala ancora l’incremento giornaliero di decessi da coronavirus nel Regno Unito, con 55 morti censiti nelle ultime 24 ore contro i 77 di ieri, al livello di gran lunga più basso fin dall’inizio della pandemia e con la Scozia a quota zero per il secondo giorno di fila. Lo rende noto il ministero della Sanità britannico, portando a 40.597 il totale dei morti per Covid-19 confermati dal tampone e a 138.183 quello dei contagi registrati da marzo (in calo a 1200 circa nelle 24 ore conteggiate). I dati riferiti ai fine settimana sono più bassi in genere nel Regno a causa di parziali ritardi nella raccolta statistica del sabato e della domenica. Mai, tuttavia, vi erano stati meno di 100 morti nei weekend precedenti.

New York entra nella Fase 1

New York si risveglia dal lockdown. A 100 giorni esatti dal primo caso di coronavirus, la Grande Mela riapre ed entra ufficialmente nella Fase 1: circa 400.000 persone tornano oggi al lavoro nelle costruzioni ma anche nelle vendite al dettaglio. Si tratta della prima fase delle quattro identificate per tornare alla piena operatività: ogni fase durerà almeno due settimane ma tutto dipenderà dal tasso di infezioni.

Il premier armeno Nikol Pashinyan è guarito

Il premier armeno Nikol Pashinyan ha annunciato su Facebook che sia lui sia i suoi familiari sono guariti dalla COVID-19. «Abbiamo appena ricevuto i risultati dei nostri secondi test. Tutti i test miei e della mia famiglia sono negativi», ha scritto Pashinyan precisando che tornerà a lavorare.

Il Brasile riduce il bilancio dei morti, è polemica

Il governo brasiliano ha modificato al ribasso il bilancio ufficiale delle vittime per coronavirus, negando però l’intenzione di nascondere il peggioramento della crisi sanitaria nel Paese.

La notte scorsa il ministero della Sanità ha riferito che 1.382 persone sono morte tra sabato e domenica, facendo salire a 37.200 il numero delle vittime, ma in seguito ha pubblicato un nuovo rapporto che riportava 525 decessi nelle ultime 24 ore.

Il dicastero, guidato dal generale Eduardo Pazuello, ha riferito che inizierà a utilizzare un nuovo criterio per il conteggio delle vittime da Covid-19, in base al quale non verranno specificate le morti dell’ultimo giorno.

La decisione è stata criticata dal presidente della Camera dei deputati, Rodrigo Maia, il quale sui social ha scritto che «giocare con la morte è perverso».

La Russia allenta la chiusura delle frontiere

La Russia allenta per la prima volta le restrizioni sulla chiusura delle frontiere da quando è iniziata la pandemia. I cittadini russi potranno infatti andare all’estero per occuparsi dei parenti, per curarsi, per lavorare e studiare.

Lo ha detto il primo ministro Mikhail Mishustin in una riunione del Presidio del Consiglio di coordinamento per la lotta al Coronavirus. Anche gli stranieri potranno entrare in Russia, ma solo per ricevere cure. I relativi decreti sono già stati firmati. Lo riporta RIA Novosti.

Gran Bretagna: autoisolamento per chi arriva in aereo, nave o treno

Entrano in vigore oggi nel Regno Unito le nuove regole sulla quarantena di 14 giorni obbligatoria per chi entra nel paese.

Si tratta in sostanza di un periodo di auto-isolamento: a chi arriva in aereo, nave o treno - cittadini britannici compresi - dovrà fornire un indirizzo presso il quale intende trascorrere il periodo di isolamento e le multe per le violazioni arrivano fino a mille sterline, ricorda la Bbc.

La ministra britannica dell’Interno Priti Patel ha spiegato che la misura è pensata per «impedire una seconda ondata» di coronavirus. Non sono però mancate le critiche per le nuove regole, sia dall’industria che dalla politica, nonché dal settore del turismo.

Il governo difende la sua decisione e Patel ha infatti sottolineato che si tratta di misure «proporzionate» adottate «al momento giusto». I dati scientifici «sono chiari», ha aggiunto, «se limitiamo il rischio di nuovi casi portati dall’estero possiamo fermare una devastante seconda ondata».

America Latina, boom di contagi a 1,32 milioni

I contagi della pandemia da coronavirus hanno subito un marcato aumento in America Latina, aumentando nelle ultime 24 ore di 82.526, portando il totale a 1.320.823 casi. In aumento anche i morti, a 65.585 (+1.488), con l’avvertenza che il Cile ha sommato da oggi al suo totale (2.190) anche 653 decessi finora considerati «associabili al Covid-19». E’ quanto emerge da una statistica dell’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani.

Fra le polemiche per la sospensione da parte del ministero della Sanità della comunicazione ufficiale dei casi totali dall’inizio della pandemia, il Brasile guida la classifica ufficiosa sia dei contagiati, che sono 691.758 (+18.912), sia dei morti, a 36.455 (+525). Da rilevare che queste cifre, fornite dalle autorità brasiliane negli ultimi due giorni, sono inferiori a quelle precedenti.

Domenica 7 giugno

(Aggiornato alle 21.26) Il numero di casi di coronavirus nel mondo sfiora la soglia dei 6,9 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I dati pubblicati dall’ateneo indicano ad oggi un bilancio di 6.896.179 contagi accertati, inclusi 400 mila decessi. Finora nel mondo sono guarite 3.087.321 persone.

Gran Bretagna, il numero di nuovi decessi è il più basso dal lockdown

Nel Regno Unito si registra il più basso incremento giornaliero di decessi da coronavirus dall’inizio del lockdown, il 23 marzo. Lo riferisce il Dipartimento della Salute, secondo quanto riporta la Bbc.

Le vittime delle ultime 24 ore sono 77 (nessuno in Scozia e Irlanda del Nord), che aggiornano il bilancio complessivo a 40.542, anche se i dati sulle vittime sono generalmente più bassi nel week-end a causa del ritardo dei rapporti.

Il segretario alla salute Matt Hancock ha affermato che i test sono stati consegnati in tutte le case di cura per persone di età superiore ai 65 anni, o per persone affette da demenza, in Inghilterra. Ma per il segretario ‘ombra’, Liz Kendall, «non è abbastanza», perché i test sono stati semplicemente «consegnati» e non effettuati.

Da domani riapre New York

Riapre la città di New York, che è stata l’epicentro della pandemia in America. Il sindaco Bill de Blasio ha confermato che la situazione nella più grande metropoli del Paese rientra ormai nei parametri fissati per avviare la fase uno della ripartenza. Molte delle attività riapriranno gradualmente a partire da domani, lunedì 8 giugno, dopo oltre due mesi di lockdown.

La Cina: «Abbiamo subito informato l’Oms»

La Cina ha reso noto oggi di avere informato immediatamente l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sullo scoppio dell’epidemia nel Paese. Lo riporta la Cnn. La notizia è contenuta in un rapporto pubblicato dall’Ufficio informazioni del consiglio di Stato sulle azioni intraprese da Pechino per far fronte al virus: oltre all’Oms, scrive l’ufficio, sono stati «informati immediatamente» anche i «Paesi e le organizzazioni regionali interessate». Il rapporto aggiunge che la Cina «ha condiviso l’intera sequenza del genoma e specifici primer e sonde per il rilevamento della COVID-19, e ha regolarmente informato l’Organizzazione mondiale della sanità ed i Paesi interessati» sull’epidemia. Il documento sottolinea inoltre che l’8 gennaio la Commissione sanitaria nazionale «ha confermato in via preliminare che il nuovo coronavirus era l’agente patogeno dell’epidemia».

Pechino, poi, ha aggiornato l’Oms su base quotidiana dall’11 gennaio, condividendo con l’organizzazione la sequenza del genoma il giorno successivo.

I nuovi casi aumentano più velocemente che mai

Il numero di casi di coronavirus nel mondo sta aumentando più velocemente che mai: è quanto emerge da un’analisi della Cnn basata sui dati pubblicati dalla Johns Hopkins University. Se da una parte i tassi di contagio stanno rallentando in Paesi fortemente colpiti all’inizio della pandemia - come la l’Italia, la Spagna e la Francia - le statistiche globali indicano che la crisi è tutt’altro che finita. Infatti, sottolinea la Cnn, in molti Paesi - in particolare in Sudamerica, Medio Oriente ed Africa - i contagi stanno accelerando. Mentre nel mese di aprile i nuovi casi giornalieri a livello globale non avevano mai superato le 100.000 unità - osserva l’emittente - i contagi accertati hanno superato questa soglia in nove degli ultimi 10 giorni, fino ad arrivare a quota 130.400 mercoledì scorso.

Oltre 45.000 nuovi contagi in America Latina

Gli oltre 45.000 contagi registrati nelle ultime 24 ore, insieme a 1.714 morti, provano che la pandemia da coronavirus si intensifica e cerca ancora il suo picco in America Latina. I contagiati sono ora 1.238,297, di cui 63.909 deceduti. È quanto emerge da una statistica dell’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile, che guida la classifica della regione, ha riservato una sorpresa rivelando solo i contagi (27.075) e i morti (904) di ieri, senza fornire più l’accumulato dall’inizio della pandemia, che è di 672.846 contagiati e 35.930 morti. Seguono il Perù (191.758 e 5.301) e il Cile (127.745 e 1.541). Fra i paesi latinoamericani con più di 5.000 contagi vi sono Messico (113.619 e 13.511), Ecuador (42.728 e 3.608), Colombia (38.027 e 1.205), Repubblica Dominicana (19.195 e 536), Argentina (21.037 e 642), Panama (15.463 e 370), Bolivia (12.728 e 427), Guatemala (6.485 e 216) e Honduras (5.971 e 248).

Sabato 6 giugno

(Aggiornato alle 9.02) Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato la soglia dei 6,7 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I dati pubblicati dall’ateneo indicano ad oggi un bilancio di 6.740.361 contagi accertati, inclusi 395 mila decessi. Finora nel mondo sono guarite 2.872.731 persone.

USA ancora 20 mila nuovi casi al giorno

I casi di coronavirus negli Usa sono ormai 1,9 milioni e le vittime 109 mila, secondo i dati della Johns Hopkins University. Ma il dato più allarmante è che si viaggia ancora ad una media di oltre 20 mila nuovi casi al giorno. Secondo il New York Times, sulla base della sua banca dati, 21.614 contagi si contano solo nella giornata di giovedì, soprattutto nel sud del Paese e in parte della costa occidentale caratterizzati da nuovi focolai.

Grande preoccupazione è legata anche alla possibile impennata dei contagi a causa delle proteste in corso in tutti gli Usa.

In America Latina 1,2 milioni di casi

La pandemia da coronavirus fa sentire forte la sua presa sull’America Latina in questi giorni, e nelle ultime 24 ore la curva dei contagi ha mostrato una chiara impennata con 1.238.101 casi (+84.163), mentre i morti hanno raggiunto quota 62.195 (+2.851). E’ quanto emerge oggi da una statistica elaborata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 Nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile continua ad attirare l’attenzione degli esperti sia per il numero dei contagiati, 645.771 (+30.830), sia per quello dei decessi che sono 35.026 (+1.005). Al secondo posto il Perù (187.400 e 5.162) e al terzo il Cile (122.499 e 1.448).

Fra le nazioni con più di 5.000 contagi il Messico (110.026 e 13.170), l’Ecuador (41.575 e 3.534), la Colombia (36.635 e 1.145), la Repubblica Dominicana (18.708 e 525), l’Argentina (21.037 e 632), Panama (15.044 e 363), la Bolivia (12.245 e 415), il Guatemala (6.154 e 158) e l’Honduras (5.880 e 243).

Venerdì 5 giugno

(Aggiornato alle 20.13) Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato la soglia dei 6,6 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I dati pubblicati dall’ateneo indicano ad oggi un bilancio di 6.639.092 contagi accertati, inclusi 391.249 decessi. Finora nel mondo sono guarite 2.872.731 persone.

Il Brasile supera l’Italia per numero di morti

L’America Latina si conferma il nuovo epicentro della pandemia di coronavirus con il Brasile che registra oltre 34.000 vittime di Covid-19 diventando il terzo Paese al mondo per numero di morti, davanti all’Italia.

Questo nel giorno in cui dall’ormai ex focolaio del virus, la provincia cinese dell’Hubei, arriva la buona notizia che non ci sono più malati negli ospedali. E mentre la Gran Bretagna supera la soglia dei 40.000 morti, in Europa continua il calo dei contagi, fatta eccezione della Svezia dove per il terzo giorno consecutivo si sono registrati oltre 1.000 nuovi casi.

Il picco di morti in Brasile arriva dopo un nuovo triste record giornaliero di 1.473 vittime di Covid-19 che fa balzare il bilancio a 34.021 vittime, dietro alle 40.000 della Gran Bretagna e le 108.000 degli Stati Uniti.

Il Paese guidato da Jair Bolsonaro, che ha sempre sminuito l’allerta sulla pandemia infischiandosene di tutte le misure di lockdown, è il più colpito in America Latina che conta ormai 1.185.000 contagi (la metà dei quali in Brasile) e 57.900 morti. Gli altri Paesi dell’area in crisi sono Messico, che per il secondo giorno consecutivo ha visto un record di contagi (4.442), e il Perù, dove cominciano a scarseggiare le bombole di ossigeno e le persone sono costrette a file di ore per poterne comprare una per i loro parenti ammalati.

Impennata di casi nel Regno Unito

In Europa le notizie più preoccupanti continuano ad arrivare dalla Gran Bretagna che ha registrato una nuova impennata nel bilancio giornaliero del coronavirus, con altri 357 morti e un totale che sfonda quota 40.000. Di gran lunga record europeo in cifra assoluta, secondo al mondo solo agli Usa.

Un dato ancora più inquietante se si considera che a marzo il consigliere scientifico del governo di Londra, sir Patrick Vallance, aveva dichiarato che mantenere il numero dei morti «entro i 20.000 sarebbe stato un buon risultato». Un altro Paese europeo in cui i piani anti-Covid non sono andati come previsto dalle autorità è la Svezia. Qui, per il terzo giorno consecutivo sono stati registrati oltre 1.000 nuovi casi per un totale di 42.939 contagiati e 4.639. È allerta anche in Israele dove ben 92 scuole e asili nido hanno dovuto chiudere i battenti, dopo aver ripreso le lezioni a pieno ritmo tre settimane fa. Sono 304 i positivi in diversi istituti scolastici ma almeno 14.000 tra studenti e insegnanti sono in isolamento a casa.

Hubei: ultimi tre pazienti dimessi

Sono stati, invece, dimessi dall’ospedale gli ultimi tre pazienti di Covid-19 nell’Hubei. Nella provincia della Cina dove tutto è cominciato sei mesi fa, sono stati segnalati in totale 68.135 casi di coronavirus e 4.512 decessi. Adesso rimangono sotto osservazione 217 persone asintomatiche risultate positive.

Spagna, un solo decesso nelle ultime 24 ore

Il ministero spagnolo della Sanità registra un nuovo decesso per coronavirus nel paese nelle ultime 24 ore, con il bilancio totale delle vittime che sale quindi a 27.134 dall’inizio della pandemia.

Sono invece 177 i nuovi caso registrati da ieri, per un totale di 240.978 contagi confermati dall’inizio dell’emergenza. Ancora una volta il numero maggiore di positivi si trova a Madrid: sono 94.

Altri 357 morti in Gran Bretagna, superata la quota dei 40 mila

Nuova impennata nel bilancio giornaliero del coronavirus nel Regno Unito, con ben altri 357 morti censiti nelle ultime 24 ore dal ministero della Sanità e un totale che sfonda quota 40.000 anche solo calcolando i decessi confermati dal tampone: di gran lunga record europeo in cifra assoluta, secondo al mondo solo agli Usa. I contagi quotidiani diagnosticati si confermano invece in calo, attorno a 1600, e i test eseguiti restano al di sopra dell’obiettivo dei 200.000 al giorno promessi da governo, fino a 5,2 milioni.

In Svezia ancora oltre mille contagi

Per il terzo giorno consecutivo la Svezia ha registrato un cospicuo aumento di casi di coronavirus. Sono 1.056, infatti, i nuovi contagi delle ultime 24 ore, dopo i 1.084 di ieri e gli oltre 2 mila di mercoledì. Il totale, nel Paese che ha avuto l’approccio più soft contro la COVID-19, è di 42.939 casi e 4.639 morti. I nuovi contagi sono stati riscontrati soprattutto nell’ovest del Paese e tra giovani, ha spiegato Anders Tegnell, l’epidemiologo che ha indirizzato il governo di Stoccolma nella sua strategia contro il coronavirus.

Riapre la Spianata delle Moschee, 40-50 mila i fedeli a Gerusalemme

Circa 40-50 mila fedeli hanno affollato oggi a Gerusalemme la Spianata delle Moschee nel primo venerdì di preghiere pubbliche dopo quasi tre mesi di chiusura per il coronavirus. Nei giorni scorsi il Waqf, l’Ente per la protezione dei beni islamici, aveva pubblicato una serie di misure sanitarie per impedire nuovi contagi. Fra queste, l’obbligo di coprire il volto con una mascherina, il mantenimento di due metri di distanza fra i fedeli e l’impegno di non raggiungere la Spianata per quanti avessero sintomi di malattia. Malgrado ciò, affermano i media, la grande ressa ha impedito che il distanziamento fosse oggi rispettato. Anche il ricorso alle mascherine è stato solo parziale.

Le statistiche confermano il netto calo dei contagi in Gran Bretagna

Netto calo delle stime dell’Ons, l’istituto nazionale di statistica, sul totale giornaliero dei contagi da coronavirus nel Regno Unito. Stando agli ultimi dati, aggiornati settimanalmente fino al 30 maggio, i casi di contagio quotidiano scendono ora in Inghilterra - dove si concentra la stragrande parte della popolazione del Paese - a 5.600 contro gli 8.000 della settimana scorsa: meno d’un abitante ogni mille. Il calcolo si basa su un controllo a campione e punta a dare un’indicazione approssimativa anche delle infezioni non diagnosticate, a differenza di quello diffuso di giorno in giorno dal governo che negli ultimi giorni si è fermato sotto quota 2.000. Ritoccata al ribasso pure la stima complessiva dei morti, che nei conteggi dell’Ons include anche i decessi probabili per COVID-19. Stima che l’ufficio statistico aveva portato la settimana passata attorno a 50.000 (contro i circa 40.000 indicati dal governo con il riferimento alle sole morti certificate dal tampone) e che ora ridimensiona al 72% dell’eccesso di mortalità totale registrato nel Paese.

Tutti guariti i pazienti dell’Hubei

Nella provincia cinese dell’Hubei, che con il capoluogo Wuhan è stata l’epicentro dell’epidemia di Coronavirus, tutti i pazienti già malati di Covid-19 sono guariti. Lo comunica la commissione provinciale per la salute, citata dalla Xinhua. Alla data di ieri, gli ultimi tre pazienti sono stati dimessi. Rimangono sotto osservazione 217 persone asintomatiche risultate positive.

L’Hubei aveva segnalato un totale di 68’135 casi confermati di Covid-19 con 4’512 decessi.

In Iran 2.886 casi e 63 vittime in 24 ore

Salgono a 167’156 i casi di Covid-19 in Iran, con 2’886 contagi registrati nelle ultime 24 ore. I nuovi malati quotidiani tornano dopo 3 giorni sotto quota tremila, ma restano sempre ai massimi da due mesi. Le nuove vittime sono 63, per un totale di 8.134 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva diventano 2’573, mentre i guariti crescono a 129’741. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour.

Contagi a scuola in Israele, 14 mila in isolamento

Il coronavirus continua a diffondersi nelle scuole di Israele - dove le lezioni erano riprese a pieno ritmo tre settimane fa - e per questa ragione negli ultimi giorni sono stati chiusi 92 istituti scolastici ed asili nido. Il numero dei casi positivi fra gli allievi ed il personale educativo è oggi di 304. Intanto quasi 14 mila fra allievi ed insegnanti si trovano oggi in isolamento a casa. Lo ha reso noto il ministero dell’istruzione. In Israele - ha riferito ieri il ministero della sanità - i casi positivi sono stati finora 17.495, 121 in più rispetto al giorno precedente. Le guarigioni sono state 15.013 ed i decessi 291. I malati risultano essere 2.191, 104 dei quali ricoverati in ospedali mentre gli altri sono in isolamento nelle loro case o in alberghi messi a disposizione dalle autorità. In rianimazione si trovano oggi 23 malati.

India, picco di 9.851 nuovi casi in 24 ore

Un nuovo picco di positivi al Coronavirus è stato registrato nelle ultime 24 ore in India: 9’851 casi. Secondo i dati del ministero della Salute, nello stesso giorno sono morte 273 persone. Il contagio nel paese ha raggiunto un totale di 226’770 casi, con 6’348 decessi, portando il paese al settimo posto al mondo. I casi attualmente attivi sono 110’960, mentre 109’461 persone sono guarite; secondo il Ministero la percentuale di guarigioni è quindi del 48,27 per cento.

Gli stati più toccati sono il Maharashtra con 77’793 positivi, il Tamil Nadu con 27’256, Delhi, con 25’004, seguiti da Gujarat, Rajasthan, Uttar Pradesh e Madhya Pradesh.

A Mosca meno di 2 mila nuovi casi da 3 giorni

A Mosca si registrano meno di 2.000 nuovi casi di Covid-19 per il terzo giorno di fila: lo riferisce il centro federale anticoronavirus, ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Tass.

Stando ai dati ufficiali, nella capitale russa sono stati accertati 1’855 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, ieri erano 1’998 e due giorni fa 1’842. In totale, ufficialmente, i contagi di Covid-19 a Mosca sono stati finora 191’069 mentre in tutta la Russia quasi 450’000.

Nella capitale russa si sono registrati 57 decessi provocati dal Covid-19 nelle ultime 24 ore e 2’806 in totale. I guariti sono invece 2’643 nel corso dell’ultima giornata e 97’358 in tutto.

Quasi 450 mila casi in Russia

Sono saliti a quasi 450 mila, e per la precisione a 449.834, i casi di COVID-19 accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia: lo riferisce il centro operativo nazionale anticoronavirus, secondo cui nelle ultime 24 ore sono stati registrati 8.726 nuovi contagi. Stando ai dati ufficiali, le vittime del nuovo coronavirus in Russia sono state 144 nel corso dell’ultima giornata e 5.528 in totale dall’inizio dell’epidemia. I guariti sono 8.057 nelle ultime 24 ore e 212.680 in tutto.

«In Francia la pandemia è sotto controllo»

La pandemia da COVID-19 è sotto «controllo» in Francia: è quanto dichiarato dal professor Jean-Francois Delfraissy, presidente del comitato scientifico di Parigi incaricato di contribuire alla lotta al coronavirus. «Il virus - ha aggiunto a radio France Inter - continua a circolare, in particolare, in alcune regioni (...) ma circola a bassa velocità. Laddove avevamo all’incirca numerose decine di migliaia di casi, intorno agli 80.000 nuovi quotidiani a inizio marzo, prima del confinamento (del 17 marzo, ndr.), oggi riteniamo di averne intorno ai 1.000 all’incirca». Queste cifre - ha detto Delfraissy, immunologo - chiariscono che c’è una riduzione importante. E poi, soprattutto, ora abbiamo tutti gli strumenti per individuare i nuovi casi. Abbiamo i test, e tutto in sistema conseguente di isolamento e di tracciamento dei contatti, che consente di evitare ovviamente l’estensione».

Il comitato scientifico consulente del governo nella gestione della crisi dellla COVID-19, ha pubblicato ieri un nuovo documento che raccomanda di prepararsi a «quattro scenari probabili» per i prossimi mesi. Scenari che variano fra «un’epidemia sotto controllo» fino a un «peggioramento critico». «Noi riteniamo che il più probabile sia lo scenario numero 1, quello di un’epidemia sotto controllo - ha detto Delfraissy - esso è legato da un lato alle conseguenze del lockdown, dall’altro al fatto che questo virus è forse sensibile a una certa forma di temperatura».

Il numero dei pazienti in rianimazione in Francia continua a scendere ogni giorno. Attualmente sono poco più di 1.000, contro gli oltre 7.000 di due mesi fa. I decessi a tutt’oggi sono calcolati in 29.065.

Pakistan, 4.896 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Il Pakistan ha registrato un record di 4.896 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: il nuovo dato porta il bilancio complessivo dei contagi nel Paese a quota 89.249: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità. Allo stesso tempo, altre 68 persone sono morte a causa del virus, per un totale di 1.838 dall’inizio della pandemia. Il numero delle persone guarite è aumentato a 31.198 (+2.275).

34.021 morti in Brasile, 59.344 in tutta l’America Latina

Sono 34.021 i morti per COVID-19 in Brasile, che scavalca l’Italia e si piazza al terzo posto per numero di vittime dopo Stati Uniti e Gran Bretagna. I morti registrati nelle ultime 24 ore sono 1.473, nuovo record, mentre i nuovi contagi sono stati 30.925, per un bilancio totale di 614.941. Lo rivela il ministero della Salute.

Nelle ultime 24 ore si è registrato in tutta l’America Latina un netto aumento dei contagi, giunti a 1.153.938 (+48.829) e dei morti, attestatisi a 59.344 (+2.918). È quanto emerge oggi da una statistica elaborata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 Nazioni e territori latinoamericani. Il già citato Brasile ha oltre la metà dei contagiati a 614.941 (+30.925) e 34.021 morti (+1.473). Lo seguono, distanziati, il Perù (183.198 e 5.031) e il Cile (118.292 e 1.356). Fra le nazioni con più di 5.000 contagi troviamo poi Messico (101.238 e 11.729), Ecuador, che non ha aggiornato le cifre nelle ultime 24 ore, con (40.966 e 3.486), Colombia (35.120 e 1.087), Repubblica Dominicana (18.319 e 520), Argentina (20.197 e 608), Panama (14.609 e 357), Bolivia (11.638 e 400), Guatemala (5.760 e 143) e Honduras (5.690 e 234).

Giovedì 4 giugno

(Aggiornato alle 19.30) Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato la soglia dei 6,5 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I dati pubblicati dall’ateneo indicano ad oggi un bilancio di 6.563.099 contagi accertati, inclusi 387.568 decessi. Finora nel mondo sono guarite 2.832.566 persone.

Solo il 5,2% degli spagnoli ha gli anticorpi

Soltanto il 5,2% degli spagnoli ha gli anticorpi contro la COVID-19, ovvero è stato contagiato e ha superato la malattia. Lo rivela uno studio aggiornato condotto dall’Instituto de Salud Carlos III, dal quale emerge un aumento di appena lo 0,2% rispetto alla prima tranche di test. L’aggiornamento dello studio si basa infatti sui test condotti su un campione di 63.564 persone fra il 18 maggio e il primo giugno.

Dal 15 giugno mascherine obbligatorie sui trasporti pubblici inglesi

Mascherine obbligatorie sui trasporti pubblici britannici dal 15 giugno: c’è anche questo fra le misure introdotte dal governo di Boris Johnson in vista della riapertura graduale del Paese verso la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Lo ha annunciato nella conferenza stampa di giornata a Downing Street il ministro Grant Shapps. Il titolare dei Trasporti ha spiegato che la regola vale per ora in Inghilterra, visto che in Scozia, Galles e Irlanda del Nord dovranno decidere i governi regionali locali in forza della devolution.

«È l’ennesimo esempio di reazione lenta e tardiva» del governo Tory, ha reagito il ministro ombra dei Trasporti dell’opposizione laburista, Jim McMahon, ricordando come «il sindaco di Londra, Sadiq Khan, l’avesse già invocata due mesi fa». L’uso delle mascherine continua peraltro a non essere tuttora obbligatorio né in Galles, dove governa il Labour, né in Scozia: tanto che lo stesso Shapps ha notato come ad oggi chi viaggiasse in treno da queste nazioni del Regno sarebbe tenuto a coprirsi il volto solo al confine interno con l’Inghilterra.

Negli USA altri 20 mila casi, si teme una nuova ondata

Il coronavirus non si ferma negli Stati Uniti: ieri sono stati riportati quasi 20 mila nuovi casi, secondo i dati della Johns Hopkins University, per un totale ora di 1.852.561 contagiati e oltre 107 mila morti. Nell’ultima settimana 19 Stati su 50 hanno una media di nuovi casi superiore a quella della settimana precedente. E le autorità ammoniscono che le proteste di massa per la morte di George Floyd potrebbero causare una seconda ondata di contagi.

Deputato positivo, chiuso il Parlamento israeliano

La Knesset, il Parlamento israeliano, è stata chiusa dopo che un deputato della Lista Araba Unita, Sami Abu Shehadeh, ha annunciato di essere positivo al coronavirus ed è entrato in quarantena due giorni fa.

Tutte le riunioni delle varie Commissioni dell’assise sono state dunque rinviate a nuova data e agli impiegati è stato detto di non recarsi al lavoro. Negli ultimi giorni, dopo la fine del lockdown, c’è stata in Israele una recrudescenza del virus, specialmente nelle scuole.

In manette l’ex presidente dell’Ecuador Bucaram

La polizia ha arrestato ieri a Guayaquil (Ecuador meridionale) l’ex presidente Abdalá Bucaram con l’accusa di peculato e favoritismo nell’ambito di una inchiesta realizzata dalla magistratura sull’esistenza di una rete di persone intervenute nell’acquisto di beni utilizzati da istituzioni pubbliche per lottare contro la pandemia da coronavirus. Lo riferisce il quotidiano El Universo.

La residenza di Bucaram, ha precisato il giornale, è stata perquisita dagli agenti alla ricerca di prove di possibili responsabili di peculato nell’acquisto di materiale sanitario nell’ospedale dell’Iess ‘Tedoro Maldonado Carbo’ e di favoritismo nella Prefettura di Guayas.

Come risultato della perquisizione sono stati sequestrati una pistola senza il relativo porto d’armi e 200 proiettili, oltre a scatole contenenti materiale medico, come kit per il test di coronavirus e mascherine sanitarie.

Bucaram, che è soprannominato ‘El Loco’ (Il Matto) per il suo comportamento eccentrico, è solo uno degli arrestati nell’ambito di una serie di operazioni legate ad episodi di corruzione ordinate dalla Procura contemporaneamente a Guayaquil e a Quito.

Nel pomeriggio l’ex capo dello Stato, che governò l’Ecuador per sei mesi fra il 10 agosto 1996 e il 6 febbraio 1997 quando fu destituito dal Parlamento per incapacità, è stato trasferito in tribunale dove un giudice doveva formalizzare l’accusa nei suoi confronti.

All’ingresso dell’edificio, dove si erano raccolti numerosi giornalisti e cameramen, Bucaram ha gridato ‘Viva la Patria!’.

Cina verso la parziale ripresa dei voli

La Cina consentirà a più compagnie aeree straniere di riprendere i voli in entrata, rimuovendo de facto il bando contro le compagnie aeree Usa.

La mossa della Civil Aviation Administration of China è maturata all’indomani della minaccia americana di bloccare le operazioni a 4 vettori di Pechino. Le società escluse dal piano precedente sui voli, si legge in una nota, «potranno a partire dall’8 giugno effettuare un collegamento internazionale per passeggeri a settimana verso un’unica città». Pertanto, alcune società Usa potranno riavviare i voli con la Cina.

L’amministrazione Trump aveva detto ieri che dal 16 giugno avrebbe sospeso i voli delle compagnie cinesi operative negli Usa (China Eastern, China Southern, Air China e Hainan) accusando Pechino di non aver ancora autorizzato quelle americane a riprendere le attività in Cina nonostante la fine del lockdown per la pandemia del Covid-19. Il ministro dei Trasporti, in aggiunta, non aveva escluso anche che la misura potesse entrare efficace in anticipo.

L’agenzia di Pechino di controllo sull’aviazione civile ha rimosso il bando, contenuto in una misura decisa a marzo contro il Covid-19, a tutti i vettori americani ai quali era vietato eseguire i voli passeggeri verso la Cina. I passeggeri, secondo le nuove regole che valgono per vettori domestici e internazionali, dovranno sottoporsi ai controlli medici: se 5 passeggeri dello stesso volo risulteranno positivi ai test sugli acidi nucleici, la rotta sarà sospesa per almeno una settimana; con 10 positivi, lo stop sarà di 4 settimane. E se i passeggeri risulteranno negativi per tre settimane di fila, sarà autorizzato anche un volo aggiuntivo a settimana. La schiarita ha ridato fiato ai titoli delle compagnie aeree trattati sui listini della Grande Cina, permettendo la riduzione delle perdite iniziali: intorno alle 12:15 locali (6:15 in Svizzera), China Eastern è addirittura positiva (+0,47%), mentre restano in calo Southern (-0,38%), Air China (-1,62%) e Hainan (-1,22%).

Mercoledì 3 giugno

(Aggiornato alle 15.43) I casi di contagio da COVID-19 hanno raggiunto quota 6.378.239 nel mondo, mentre il bilancio delle vittime sale a 380.250. Le persone guarite sono 2.729.527. Sono gli ultimi dati della Johns Hopkins University di Baltimora.

Oltre 600 infermieri morti nel mondo

Sono oltre 600 gli infermieri morti nel mondo a causa del coronavirus, un numero più che raddoppiato rispetto ai primi di maggio. Lo ha annunciato il Consiglio Internazionale degli infermieri spiegando che si tratta, purtroppo, di un dato destinato a salire. «Riteniamo che in tutto il mondo il numero di operatori sanitari contagiati possa aggirarsi attorno alle 450.000 persone», ha detto il direttore dell’organizzazione, Howard Cutton, secondo quanto riportato dal Guardian.

In media, il 7% di tutti i casi di Covid-19 riguarda questa categoria di lavoratori. I contagi tra gli infermieri variano molto da Paese a Paese e si passa dall’1% di Singapore al 30% dell’Irlanda. In Spagna e Germania c’è stato il più basso numero di morti tra gli operatori sanitari, nonostante abbiano avuto un’ampia diffusione del virus.

La Svezia ammette: «Troppi morti per il coronavirus»

Troppe persone sono morte a causa del coronavirus in Svezia. Lo ha ammesso in un’intervista alla radio pubblica svedese Anders Tegnell, l’epidemiologo dietro la strategia ‘soft’ adottata dal governo di Stoccolma contro il coronavirus. Nel Paese scandinavo, che ha una popolazione di 10 milioni di abitanti, il virus ha ucciso 4.468 persone.

La Cina respinge le accuse sui ritardi

La Cina respinge le accuse sui ritardi nelle comunicazioni all’Oms nelle fasi iniziali della pandemia di COVID-19. «Non so da dove vengano questi ‘documenti interni’, ma le storie collegate sono del tutto inconsistenti rispetto ai fatti», ha detto il portavoce del ministero degli esteri Zhao Lijian, sull’inchiesta dell’Associated Press (AP).

Secondo l’AP Pechino ritardò la comunicazione dei dati sul coronavirus e in alcuni casi li nascose addirittura, provocando grande frustrazione tra i ranghi dell’agenzia di Ginevra.

In America Latina il virus dilaga

Continua senza pause la progressione della pandemia da coronavirus in America latina, dove nelle ultime 24 ore i contagi sono saliti a 1.089.479 (+45.018) mentre i morti hanno raggiunto quota 54.231 (+1.884), tenendo in apprensione i 34 Paesi e territori latinoamericani che fanno parte di una statistica elaborata quotidianamente dall’ANSA. È sempre il Brasile, secondo Paese al mondo per contagi dopo gli Stati Uniti, a guidare la classifica con 555.383 casi (+28.936) e 31.199 morti (+1.262). A relativa distanza si posiziona il Perù con 174.884 contagiati , di cui 4.767 sono deceduti, e il Cile (108.686 e 1.188). Fra le nazioni con più di 5.000 contagi si posizionano Messico (93.435 e 10.167), Ecuador (40.414 e 3.438), Colombia (31.833 e 1.009), Repubblica Dominicana (17.752 e 515), Argentina (17.752 e 569), Panama (13.837 e 344), Bolivia (10.531 e 343), Honduras (5.362 e 217) e Guatemala (5.336 e 116).

Martedì 2 giugno

(Aggiornato alle 17.57) I casi di contagio da COVID-19 hanno raggiunto quota 6.270.758 nel mondo, mentre il bilancio delle vittime sale a 375.632. Le persone guarite sono 2.697.094. Sono gli ultimi dati della Johns Hopkins University di Baltimora.

Altre 2 settimane di distanziamento a Hong Kong

Il governo di Hong Kong ha esteso di altre due settimane le regole sul distanziamento sociale in scadenza il 4 giugno contro i rischi di diffusione del Covid-19. L’annuncio è giunto nel giorno in cui l’ex colonia britannica ha registrato altri 6 contagi, di cui 4 legati a un complesso residenziale dopo oltre 2 settimane di zero casi di trasmissione domestica. Il timore è che possa esserci un ‘super diffusore’, una persona con un alto potenziale di contagio, ma le autorità sanitarie locali dopo un’ispezione in loco hanno ritenuto non necessaria una eventuale evacuazione. Le infezioni totali nei territori sono salite a quota 1.094, mentre i decessi restano fermi a 4.

A Wuhan 10 milioni di test e solo 300 asintomatici

Nessun caso di positività è stato rilevato sui quasi 10 milioni di test sulla malattia COVID-19 effettuati a Wuhan, capoluogo dell’Hubei e focolaio del virus in Cina, dal 14 maggio al primo giugno. Secondo i dati diffusi nel pomeriggio (ora locale) dalla commissione di prevenzione e controllo, sulle 9.899.828 persone verificate, sono stati trovati solo 300 asintomatici, pari a un rapporto di 0,303 casi per 10.000 unità. Tutti sono adesso sotto osservazione medica insieme ad altre 1.174 persone individuate con cui sono venute a stretto contatto. Secondo il bilancio finale, il test è stato disposto su quasi tutta la popolazione della città che conta 11 milioni di abitanti. Nessun caso d’infezione è stato trovato, ma i 300 asintomatici - i soggetti positivi al virus, ma che non mostrano sintomi della malattia - sono stati messi in quarantena con le 1.174 persone con cui sono venute a stretto contatto: questi ultimi, ha precisato Lu Zuxun, professore del Tongji Medical College, parte della Huazhong University of Science & Technology, hanno dato un esito negativo.

La campagna del test a tappeto è partita il 14 maggio volendo rassicurare la comunità locale sul riavvio di scuole, fabbriche e attività dopo alcuni casi di contagio legati ad asintomatici. La commissione sanitaria aveva spiegato che i test sarebbero stati volontari e liberi, mentre la spesa è stata quantificata in circa 900 milioni di yuan (123,1 milioni di franchi), ha detto il vicesindaco esecutivo di Wuhan, Hu Yabo, assicurando che gli oneri sarebbero stati coperti dalla municipalità.

La stima morti in Gran Bretagna si avvicina a 50 mila

Si avvicina a quota 50.000 (oltre 49.300) la stima dei morti da coronavirus nel Regno Unito elaborata sulla base delle statistiche settimanali dell’Ons, l’ufficio statistico nazionale britannico, che comprendono anche i decessi attribuiti come causa probabile alla COVID-19. Stando all’aggiornamento di oggi, riguardante Inghilterra e Galles per tutto il periodo della pandemia fino al 22 maggio, il totale di morti in eccesso rispetto alla media dei cinque anni precedenti è stato di 56.308, di cui il 77% (quasi 44.000) legato verosimilmente al virus. Aggiungendo una proiezione dei decessi ulteriori dal 22 maggio a oggi (e includendo Scozia e Irlanda del Nord) si superano i 49.000.

I dati quotidiani del ministero della sanità, relativi solo ai casi confermati dal tampone, si fermano invece a 39.045. In cifra assoluta il Regno è comunque secondo al mondo e primo in Europa nella triste classifica delle vittime della malattia COVID-19; mentre in rapporto alla popolazione è superato in peggio - secondo i raffronti più uniformi possibili della John Hopkins - sia dalla Spagna sia dal Belgio, ed è «testa a testa» con l’Italia.

America Latina, 1.044.000 contagi e 5.230 morti

Nuova chiara progressione della pandemia da coronavirus che ha investito l’America Latina, con il numero dei contagi che ha raggiunto nelle ultime 24 ore quota 1.044.461 (+34.200), di cui 52.347 morti (+1.100). È quanto emerge oggi da una statistica elaborata dall’ANSA sulla base di dati riguardanti 34 nazioni e territori latinoamericani.

Il Brasile, secondo Paese al mondo per contagi dopo gli Stati Uniti, è salito a 526.447 casi (+11.600) e 29.937 morti (+623). Lo segue il Perù con 170.039 contagiati (+5.563), di cui 4.634 sono deceduti, e il Cile (105.159 e 1.113). Fra le nazioni con più di 5.000 contagi si posizionano Messico (90.664 e 9.930), Ecuador (39.994 e 3.394), Colombia (30.493 e 969), Repubblica Dominicana (17.572 e 502), Argentina (17.415 e 556), Panama (13.463 e 336), Bolivia (9.982 e 313), Honduras (5.202 e 212) e Guatemala (5.087 e 108).

Il virus costerà all’economia americana quasi 8.000 miliardi

Il coronavirus costerà all’economia statunitense 7.900 miliardi di dollari (7.654 miliardi di franchi), fra il 2020 e il 2030. È la previsione del Congressional Budget Office (Cbo), l’organismo bipartisan incaricato di fornire analisi economiche al Congresso. Secondo il Cbo, all’economia potrebbero volerci dieci anni per riprendersi dal virus.

Usa, altri 740 morti in 24 ore

Il coronavirus ha causato 743 nuovi decessi in 24 ore negli Stati Uniti, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Ciò porta a 105.099 il numero totale di decessi nel Paese, dove sono stati identificati un totale di 1.809.109 casi, secondo l’università con sede a Baltimora.

Lunedì 1 giugno

(Aggiornato alle 23.36) I casi di contagio da COVID-19 hanno raggiunto quota 6.206.773 nel mondo, mentre il bilancio delle vittime sale a 372.752. Le persone guarite sono 2.661.643. Sono gli ultimi dati della Johns Hopkins University di Baltimora.

L’Oms: «Il Brasile non ha ancora raggiunto il picco»

«Il Brasile non ha ancora raggiunto il picco della trasmissione di coronavirus e la situazione è ancora lontana dall’essere stabile». Lo ha detto il capo del Programma per le emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della Sanità, l’epidemiologo irlandese Michael Ryan. «Abbiamo alcuni buoni esempi di Paesi che hanno un approccio del governo, della società intera, basata sulla scienza, e vediamo altre situazioni di debolezza», ha detto Ryan, senza nominare direttamente il governo brasiliano. «Molti Paesi dell’America latina hanno visto un rapido aumento dei contagi ed alcuni sistemi sanitari sono sotto forte pressione», ha aggiunto.

Nel Regno Unito calano i morti giornalieri: sono 111

Calano a 111 rispetto ai 113 di ieri, minimo registrato fin dall’introduzione del lockdown a marzo, i morti giornalieri per coronavirus censiti nel Regno Unito nelle ultime 24 ore, fino a 39.045 totali contando solo quelli confermati dal tampone. Lo certificano i dati ufficiali resi noti nella conferenza stampa sull’emergenza a Downing Street tenuta oggi dal ministro della Sanità, Matt Hancock. I contagi diagnosticati sono ora 276.332, con un aumento di 1570 rispetto a ieri, pure al minimo assoluto. Mentre i test quotidiani eseguiti toccano circa 125.000, fino a quasi 4 milioni e mezzo complessivi dall’inizio della pandemia. La tendenza alla riduzione dei decessi andrà peraltro verificata domani, visto che la raccolta dei dati relativi ai weekend è di norma solo parzialmente completa nel Regno.

Domenica 31 maggio

(Aggiornato alle 21.32) Le vittime di coronavirus nel mondo sono 370’247, di cui 103’906 negli Stati Uniti, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University di Baltimora.

I casi di contagio di Covid-19 hanno superato i 6 milioni (6’108’525), di cui 1’775’125 negli Stati Uniti e 498’440 in Brasile. Oltre agli Usa, i Paesi che hanno registrato il numero più alto di persone morte a causa del coronavirus sono Gran Bretagna (38’571), Italia (33’415) e Brasile (28’834).

Spagna, il numero più basso di nuovi casi dal 6 marzo

La Spagna registra oggi il numero più basso di nuovi casi di coronavirus in un giorno dal 6 marzo: allora si contarono 106 positivi mentre oggi il ministero spagnolo della Sanità notifica 96 nuovi positivi nelle ultime 24 ore.

Lo sottolinea El Pais, ricordando che proprio dal 6 marzo scorso i contagi in Spagna cominciarono a crescere in maniera esponenziale, fino ad arrivare anche a oltre 9mila in un unico giorno alla fine di marzo, per poi cominciare a decrescere come effetto del lockdown, ma mai prima di oggi sotto i 100.

Il ministero spagnolo della sanità, ha notificato inoltre che sono 39 i morti nel Paese a causa del covid-19 negli ultimi sette giorni, per un totale di 27.127 dall’inizio della pandemia, quattro in più rispetto all’aggiornamento di ieri.

Dopo 70 giorni riaperta la Spianata delle moschee

Dopo una chiusura di 70 giorni dovuta al coronavirus, la Spianata delle moschee è stata riaperta stamane al pubblico. Secondo la agenzia di stampa palestinese Wafa, migliaia di persone si sono subito riversate al suo interno. In vista della riapertura, nei giorni scorsi la moschea al-Aqsa era stata completamente sterilizzata. Oggi i fedeli hanno avuto istruzione di rispettare le distanze di sicurezza fra di loro e di astenersi dal raggiungere i luoghi di preghiera nel caso non fossero in condizioni sanitarie idonee. L’afflusso dei fedeli è avvenuto in un clima di tensione dopo che ieri, ad uno degli ingressi della Città vecchia, un giovane disabile palestinese è stato colpito a morte dal fuoco di agenti della guardia di frontiera israeliana che in un primo momento lo avevano ritenuto un attentatore. Le autorità israeliane hanno aperto un’inchiesta sull’incidente e stanno vagliando le versioni fornite dai due agenti che hanno sparato. Il ministro per la sicurezza interna Amir Ohana ha intanto espresso rammarico per la morte del giovane.

In Pakistan nuovo record di contagi e morti

Il numero di decessi per coronavirus in Pakistan nelle ultime 24 ore è salito di 88 a quota 1.483, mentre i casi positivi sono aumentati di 3.039 arrivando a un totale di 69.496. Sono gli ultimi dati pubblicati dal ministero della Salute, che mostrano un record di morti e nuovi casi positivi nelle ultime 24 ore. Nelle ultime 24 ore, 1.140 pazienti sono guariti, portando il totale a 25.271 (il 36% dei pazienti). Almeno 522 pazienti sono in condizioni critiche, 26 in più rispetto al giorno precedente.

Il Paese ha registrato il primo caso di Covid-19 il 26 febbraio. Sulla scia della recente ondata di casi, il Pakistan ha sancito l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici affollati, nelle moschee, nei bazar, nei centri commerciali e sui trasporti pubblici.

America Latina, 52 mila casi in 24 ore

Con un aumento record di 52.000 contagiati in sole 24 ore, si chiude oggi una settimana che ha confermato un’accelerazione della pandemia in America Latina, con 975.406 casi confermati e 50.110 morti. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA sulla base di dati riguardanti 34 nazioni e territori latinoamericani.

Allarmante è ancora la situazione del Brasile, che ha superato la Francia ed è diventato da ieri il quarto paese al mondo per numero di decessi legati al coronavirus: 28.834, secondo il Ministero della Salute brasiliano. Ieri il Brasile da solo ha registrato oltre il 60% dei contagi giornalieri in America Latina (33.000) portando il totale generale a quasi mezzo milione (498.440), con appunto 28.834 morti (+1.000).

Seguono il Perù (155.671 e 4.371) e il Cile (94.858 e 997). Fra le nazioni con più di 5.000 casi si segnala il Messico quarto per contagi (84.627) ma secondo per decessi (9.415), davanti a Ecuador (38.571 e 3.334) che non ha fornito dati ieri, Colombia (28.236 e 890), Repubblica Dominicana (16.908 e 498), Argentina (15.419 e 524), Panama (12.531 e 326) e Bolivia (8.731 e 300).

Sabato 30 maggio

(Aggiornato alle 16.58) I contagi da coronavirus nel mondo sono oggi 5.930.096, sono inoltre 365.015 i decessi, mentre le persone guarite sono complessivamente 2.495.712.

Uruguay, presidente e membri del governo in quarantena

Il presidente dell’Uruguay, Luis Lacalle Pou, il suo ministro della Difesa, Javier García, ed altri responsabili governativi sono entrati in quarantena precauzionale dopo essere stati in contatto con una responsabile del dipartimento di Rivera, Natalia López, affetta da coronavirus. Lo riferisce il quotidiano El Observador di Montevideo.

Il capo dello Stato, precisa da parte sua il portale di notizie Subrayado, segue le raccomandazioni dei medici e si sottoporrà oggi ad un primo test per verificare l’eventuale presenza del Covid-19.

Lunedì scorso Lacalle Pou, García e gli altri responsabili governativi fra cui il segretario della presidenza, Alvaro Delgado, hanno mantenuto una riunione con Natalia López, direttrice del ministero dello Sviluppo sociale di Rivera, dipartimento alla frontiera col Brasile considerato il focolaio più preoccupante di coronavirus in Uruguay. Ieri le autorità sanitarie hanno confermato la positività al Covid-19 della López, e questo ha fatto scattare le misure preventive di isolamento per il capo dello Stato e per gli altri partecipanti all’incontro.

Negli ultimi giorni, come per quasi tutti i Paesi d’America latina, l’Uruguay ha registrato una crescita dei casi di contagio che, secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie, sono 811, con 22 morti.

Nuovi casi in Giappone: si teme una seconda ondata

Crescono i timori nel Giappone occidentale per una possibile seconda ondata di contagi di coronavirus dopo l’individuazione di 43 nuovi casi in una settimana nella città di Kitakyushu, metà dei quali riscontrati in un solo giorno.

«Dovremo riconoscere che siamo nel mezzo di una seconda ondata se la tendenza dovesse consolidarsi ulteriormente», ha detto il sindaco della città Kenji Kitahashi, a distanza di pochi giorni dalla revoca dello stato di emergenza da parte del premier Shinzo Abe.

A preoccupare le autorità la dinamica del manifestarsi della pandemia, dal momento che il centro situato nella prefettura di Fukuoka non aveva registrato alcun caso di infezioni tra il 30 aprile e il 22 maggio.

A Tokyo il ministro per lo Sviluppo economico, Yasutoshi Nishimura ha riferito alla stampa che esiste la tracciabilità soltanto per la metà dei casi segnalati, e una commissione speciale di esperti è stata incaricata di investigare le modalità di diffusione del virus. Le autorità locali sospettano due focolai individuati in due istituzioni mediche nel centro cittadino, ma il governo centrale al momento esclude la possibilità di una nuova imposizione dello stato di emergenza nella prefettura.

Belgio, 23 decessi e 125 nuovi contagi

In Belgio sono 23 i decessi legati alla pandemia di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore. Lo rendono noto le autorità sanitarie del Paese nel loro bollettino quotidiano. Il totale delle vittime sale così a 9’453, il 51% delle quali è venuta a mancare in una casa di riposo. Tuttavia, fra queste ultime solo per il 25% il contagio è stato confermato, mentre gli altri sono casi considerati sospetti.

Continua a migliorare la situazione negli ospedali, che hanno attualmente 173 pazienti in terapia intensiva, 24 in meno di ieri. I nuovi ricoveri sono 29, per un totale di 890, mentre 87 persone sono state dimesse nelle ultime 24 ore (15’769 dal 15 marzo). I nuovi casi confermati sono 125, per un totale di 58’186 dallo scoppio della pandemia.

«Continuano a essere diagnosticate nuove infezioni sul nostro territorio, ma la tendenza è in calo», scrivono le autorità sanitarie.

In Bulgaria 14 nuovi casi e tre decessi

In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 14 nuovi casi di coronavirus (5 nella capitale Sofia, 4 di loro ricoverati in ospedale) a seguito di 1’353 test diagnostici effettuati. Il bilancio complessivo dei contagi sale così a 2’499. Come riferiscono le autorità, si registrano tre nuovi decessi, per un totale di 139 vittime (l’età media è di 67 anni). È emerso un nuovo caso di contagio fra il personale medico sanitario, il cui bilancio sale a 255.

Record di nuovi contagi in India: 8 mila al giorno

L’India ha registrato 8’000 nuovi casi di coronavirus e 265 morti in un giorno. Lo riporta la Bbc. Si tratta dell’aumento di contagi più alto in 24 ore per il continente dall’inizio della pandemia.

Più di un terzo dei nuovi contagiati si trova nello Stato di Maharashtra, uno dei più ricchi. Finora l’India ha registrato 173’763 casi di Covid-19 e 4’980 vittime.

Forte incremento delle vittime in America Latina

E’ rimasto molto intenso nelle ultime 24 ore l’incremento dei contagi (923’878, +45’000) e dei morti (48’508, +1’900) per la pandemia di coronavirus che sta raggiungendo il picco in America Latina. E’ quanto emerge da una statistica elaborata dall’agenzia di stampa italiana ANSA sulla base di dati riguardanti 34 nazioni e territori latinoamericani.

E’ sempre il Brasile a guidare il fenomeno con i suoi 465’166 contagiati (+27’000) ed i 27’878 morti (+1’100), seguito dal Perù dove le persone che hanno contratto il Covid-19 sono ora 148’285 (+5’500) di cui 4’230 morte, e dal Cile che ha 90’638 contagiati e 944 morti.

Fra le nazioni con più di 5’000 casi di Covid-19 si distingue il Messico 4o per contagi (81’400) ma 2o per vittime fatali (9’044), davanti a Ecuador (38’571 e 3’334), Colombia (26’688 e 853), Repubblica Dominicana (16’531 e 488), Argentina (15’419 e 520), Panama (12’131 e 320) e Bolivia (8’387 e 293).

1.124 morti in Brasile, 26 mila contagi

Quarto giorno consecutivo con oltre mille morti di Covid-19 in Brasile: le vittime, nelle ultime 24 ore, sono 1’124. Che portano il bilancio nel Paese sudamericano a 27’878, il quinto più alto al mondo. Lo rivela il ministero della Salute.

Altissimo anche il numero dei nuovi contagi: 26’928, per un totale di 465’166 casi confermati dall’inizio della pandemia.

Stati Uniti, 1.225 decessi in un giorno

Gli Stati Uniti hanno registrato 1'225 nuovi decessi per coronavirus in 24 ore, secondo il conteggio giornaliero della Johns Hopkins University.

Ciò porta a oltre 102'000 il numero totale di morti nel Paese, di gran lunga il più colpito dalla pandemia. Dalla prima morte di Covid-19 annunciata alla fine di febbraio, gli Usa hanno registrato oltre 1,7 milioni di casi.

Gli esperti, tra cui l'immunologo Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca, concordano tuttavia sul fatto che questi rapporti ufficiali siano sottostimati.

Venerdì 29 maggio

(Aggiornato alle 20.38) - I contagi da coronavirus nel mondo sono oggi 5.871.347, oltre 362 mila i decessi, mentre le persone guarite sono complessivamente più di 2,4 milioni.

New York riapre parzialmente dall’8 giugno

La città di New York, la più colpita negli Stati Uniti dal coronavirus, riaprirà parzialmente l’8 giugno. Lo ha annunciato il governatore dell’Empire State Andrew Cuomo. L’allentamento delle restrizioni partirà dall’attività manifatturiera e dal settore costruzioni.

In Francia 52 nuove vittime

Sono 52 le vittime della Covid-19 in Francia nelle ultime 24 ore, e il totale arriva a 28.714 dall’inizio dell’epidemia, secondo i dati della Direzione generale della Salute. Continuano a diminuire i pazienti in rianimazione (68 meno di ieri, totale a 1.361) e i ricoverati, (totale a 14.695, 513 meno di ieri). Nel suo punto stampa settimanale, la Sanità pubblica francese ha reso noto che attualmente sono attivi 109 focolai di Covid-19 ma che nessuno di essi ha provocato una diffusione dell’epidemia. Il totale dei casi confermati da test dal mese di gennaio in Francia è di 149.071. Nella settimana dal 18 al 24 maggio sono stati effettuati tamponi a 216.891 pazienti, 4.119 dei quali sono risultati positivi, per un tasso dell’1,9%.

Norvegia e Danimarca riaprono, ma non con la Svezia

Norvegia e Danimarca hanno annunciato che riapriranno ai movimenti turistici tra i due paesi a partire dal 15 giugno, ma manterranno le restrizioni per gli svedesi, che a differenza dei vicini non hanno imposto misure restrittive e registrano il bilancio di vittime da coronavirus - oltre 4.000 - di gran lunga più alto tra i Paesi scandinavi. Lo riporta la Bbc. Il premier danese Mette Frederiksen ha dichiarato in conferenza stampa a Copenhagen che Danimarca e Svezia si trovano in fasi diverse per quanto riguarda la pandemia. La Danimarca sta aprendo ai flussi turistici anche con Germania e Islanda.

In Turchia 1.141 casi e 28 vittime in 24 ore

Salgono a 162.160 i casi di Covid-19 in Turchia, con 1.141 contagi registrati nelle ultime 24 ore su 36.155 test effettuati. Le nuove vittime sono 28, per un totale di 4.489 decessi. I dati sono in linea con quelli degli ultimi giorni. I ricoverati in terapia intensiva scendono a 662, con 324 intubati. I pazienti guariti crescono di altri 1.594, arrivando a 125.963. I tamponi complessivi dall’inizio della pandemia sono quasi due milioni. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il ministro della Salute turco Fahrettin Koca. Da mezzanotte è previsto in Turchia un nuovo coprifuoco per il fine settimana, mentre da lunedì scatterà la fase 3, con la riapertura di molti locali e spazi pubblici, tra cui ristoranti, bar, spiagge, parchi e asili.

Altri 324 morti in Gran Bretagna, incremento in lieve calo

Cala solo lievemente, ma resta alta nella media dei Paesi europei, la somma giornaliera dei morti da coronavirus censiti nel Regno Unito. I dati di oggi dal ministero della Sanità, riferiti alle ultime 24 ore prese in esame e resi noti dal cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, nella quotidiana conferenza stampa di Downing Street sull’emergenza, ne contano altri 324 - contro i 377 di ieri - portando il bilancio ufficiale dei decessi accertati con i tamponi a oltre 38.000; anche se le pesantissime stime basate sulle elaborazioni statistiche dell’Ons, l’Istituto di staitistica britannico (e allargate ai casi di morte sospetta da COVID-19), superano ora quota 48.000.

I contagi complessivi diagnosticati dall’inizio della pandemia toccano invece - guarigioni incluse - i 271.222, con una curva confermata ormai stabilmente in flessione. Mentre i test quotidiani eseguiti salgono a circa 131.458, fino a un totale di oltre 4 milioni da marzo.

Salgono casi, Israele valuta una nuova stretta

Gli israeliani devono tornare a seguire le regole di distanziamento, indossare le mascherine e «ritrovare la disciplina». Lo ha detto il direttore del ministero della sanità Moshè Bar Siman Tov che, in piena festa di Shavuot, ha indetto una conferenza stampa, a fronte del nuovo picco di casi verificatosi in questi ultimi giorni dopo la fine del lockdown: solo oggi ci sono state 85 nuove infezioni. «Da questo dato a 100 o 200 infezioni la strada è corta e da qui a 700 o 1000 pazienti al giorno la via è ancora più corta», ha ammonito indicando nei 100 positivi il «campanello d’allarme» che potrebbe portare a nuove restrizioni. Per questo domani ci sarà una nuova riunione degli esperti per decidere il da farsi. «Speravamo come molti che con il caldo e l’umidità il virus di indebolisse ma così non è stato ed in corso un cambiamento». Per Bar Siman Tov «il problema principale sono le scuole: soprattutto quelle medie e i licei. Ci sono casi in 31 istituti in tutta Israele». Ma anche - ha aggiunto - gli assembramenti delle persone: «Il nostro obiettivo è non colpire l’economia, ma occorrono mascherine e distanziamento sociale».

L’Austria revoca l’obbligo delle mascherine

L’Austria revoca con il 15 giugno in gran parte l’obbligo di indossare mascherine in luoghi pubblici. Lo ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz, visto il buon andamento epidemiologico. Le mascherina andranno indossate solo sui mezzi pubblici, nel settore sanitario (ospedali, residenze sanitarie assistenziali e farmacie) e per i servizi dove non si può rispettare la distanza minima di un metro, come per esempio dai parrucchieri. Anche per i camerieri l’obbligo per il momento resta in vigore. Da metà giugno l’orario di chiusura di bar e ristoranti sarà prolungato dalle ore 11.00 alle 1.00 di notte. Decade anche il numero massimo di 4 commensali per ogni tavolo. Già da oggi è invece nuovamente in funzione il famoso parco di divertimento Prater. Da questa mattina la grande ruota panoramica gira nuovamente. «La ruota gira, gli alberghi aprono e lentamente torna la vita», ha commentato il sindaco di Vienna Michael Ludwig.

In Iran contagi ai massimi da quasi due mesi

Salgono a 146.668 i casi di COVID-19 in Iran, con 2.819 contagi nelle ultime 24 ore, ai massimi da quasi due mesi e in netto aumento rispetto agli ultimi giorni. Le nuove vittime confermate sono 50, per un totale di 7.677 decessi. I ricoverati in terapia intensiva risalgono leggermente a 2.547, mentre i guariti crescono a 114.931. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour. Il governo di Teheran aveva avvisato di essere pronto a ripristinare alcune chiusure in caso di un nuovo picco della pandemia, ma questa misura è stata finora presa solo per la provincia occidentale del Khuzestan, al confine con l’Iraq. Altre province in una «situazione critica», ha aggiunto il portavoce, sono il Razavi Khorasan, l’Azerbaigian Orientale e l’Azerbaigian Occidentale, il Lorestan, il Kurdistan, il Kermanshah, l’Hormozgan e il Mazandaran.

Negli USA previsti fino a 135 mila morti a fine giugno

I morti per coronavirus negli Stati Uniti potrebbero superare quota 115 mila entro il 20 giugno. Lo riferisce il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), la cui stima oscilla tra i 115 mila e i 135 mila decessi entro la fine del prossimo mese, numeri superiori a quelli profetizzati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Attualmente gli Stati Uniti registrano 101.621 morti e 1.721.926 casi positivi, secondo la Jonhs Hopkins University.

L’Oms: «Ci saranno nuove ondate»

Il coronavirus «non è sparito» e con l’allentamento delle restrizioni dobbiamo prepararci all’arrivo «di nuove ondate che si diffonderanno molto velocemente». Lo ha detto al programma radiofonico della Bbc Today l’inviato speciale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la COVID-19 David Nabarro. Anche se le misure di lockdown saranno progressivamente eliminate in tanti Paesi del mondo le persone, è l’invito del rappresentante dell’agenzia dell’Onu, dovranno continuare a praticare il distanziamento sociale il più possibile e isolarsi immediatamente se si ammalano.

Salgono a 105 i casi, 5 i morti in Libia

La Libia ha registrato nelle ultime 24 altri 6 contagi da coronavirus, che portano a 105 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti salgono a 5 e i guariti a 59. Le persone attualmente positive sono 55. Il consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico ha deciso di chiudere le frontiere della città di Sebha nel Fezzan, ove si sono verificati una ventina di casi e di imporre un coprifuoco totale per 7 giorni per impedire la diffusione ulteriore della malattia.

America latina: 878.000 contagi e 46.600 morti

La pandemia da coronavirus ha subito una nuova accelerazione nelle ultime 24 ore in America latina, raggiungendo gli 878.263 contagi (+45.000) e i 46.639 morti (+1.900). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base di dati riguardanti 34 Nazioni e territori latinoamericani. È il Brasile il Paese che più preoccupa, con i suoi 438.238 contagi (+27.000) e 26.754 morti (+1.200), seguito dal Perù dove i contagiati sono cresciuti in modo deciso, raggiungendo i 141.779 (+6.000), di cui 4.099 morti, e dal Cile che pure registra una impennata di infettati a 86.943 (+ 4.700). Fra le Nazioni con più di 5.000 casi di COVID-19 si distingue il Messico 4. per contagi (78.023) ma secondo per vittime fatali (8.597), precedendo Ecuador (38.471 e 3.313), Colombia (25.366 e 822), Repubblica Dominicana (16.068 e 485), Argentina (13.933 e 501), Panama (11.728 e 315) e Bolivia (7.768 e 280).

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