Oltre un milione di italiani ha sviluppato gli anticorpi

Tutti gli aggiornamenti

L’evoluzione globale dell’emergenza coronavirus: oltre 18 milioni di casi, 689 mila i morti, mentre i guariti superano i 10,7 milioni

Oltre un milione di italiani ha sviluppato gli anticorpi
© EPA/CJ GUNTHER

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Oltre un milione di italiani ha sviluppato gli anticorpi
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Jair Bolsonaro e sua moglie Michelle Bolsonaro. ©AP Photo/Eraldo Peres

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Oltre un milione di italiani ha sviluppato gli anticorpi
© EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

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Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla metà di aprile fino all’inizio di maggio le potete trovare a questo link. Qua invece gli aggiornamenti fino al 30 di giugno.

Lunedì 3 agosto

(Aggiornato alle 23.39) Sono 18.093.891 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 689.625, mentre i guariti totali sono oltre 10,7 milioni.

Altri 500 morti in Brasile

Il Brasile questo martedì ha registrato ulteriori 556 decessi e 16.476 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità locali. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.750.153, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 94.660.

Anticorpi in 1,4 milioni di italiani

Sono un milione 482 mila le persone, il 2,5% della popolazione residente in famiglia, che hanno sviluppato gli anticorpi per il SarsCov2 in Italia. Quelle che sono entrate in contatto con il virus sono dunque 6 volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia attraverso l’identificazione del Rna virale . Sono i primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza sul sarsCov2 illustrati da ministero italiano della Salute e Istat.

Mosca, 10 milioni di dosi di vaccino al mese entro 2020

La Russia si aspetta di «raggiungere un livello di circa 10 milioni di dosi di vaccino al mese entro la fine dell’anno» per il Covid-19: lo ha dichiarato il capo del Fondo Russo di Investimenti diretti, Kirill Dmitriev, in un’intervista alla tv di Stato russa ripresa dall’agenzia Interfax. «Come ha detto il ministro della Salute Mikhail Murashko, una campagna per la vaccinazione di massa tra i russi che vogliono ricevere questo vaccino inizierà a ottobre», ha affermato Dmitriev. «Due delle nostre società, la Alium e la R-pharm, - ha proseguito - produrranno questo vaccino e ci aspettiamo di raggiungere un livello di circa 10 milioni di dosi di vaccino al mese entro la fine dell’anno». Il vaccino sperimentale russo del centro Gamaleya conclude oggi la seconda fase dei test clinici e deve quindi iniziare la terza fase.

Un farmaco russo verrà esportato in Sudafrica e Sudamerica

La Russia ha firmato accordi per fornire al Sudafrica e a sette paesi dell’America Latina un farmaco antivirale che le autorità russe hanno approvato per il trattamento del COVID-19. Il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) ha detto che almeno 150’000 confezioni del farmaco, noto come Avifavir, verranno inviate in Argentina, Bolivia, Ecuador, El Salvador, Honduras, Paraguay e Uruguay, riporta la Tass. Il farmaco sarà fornito anche al Sudafrica, ha detto la RDIF in una dichiarazione. La tecnologia per produrre il farmaco sarà trasferita alla Sigma Corp della Bolivia per essere prodotta localmente. Il ministero della sanità russo ha dato la sua approvazione per l’uso del farmaco in base a uno speciale processo accelerato a maggio.

Sale il numero di casi in Belgio

In aumento, in Belgio, la diffusione del Covid-19. Negli ultimi sette giorni sono stati rilevati un totale 591 nuove infezioni, mentre la media giornaliera di casi è salita a 491 al giorno tra il 24 e il 30 luglio. Lo riferisce l’Istituto di sanità pubblica nel suo aggiornamento, che indica un aumento del 68% di casi rispetto alla settimana precedente, affermando che «il virus sta circolando in modo intenso su tutto il territorio». L’aumento viene osservato soprattutto nelle città ed i quartieri più densamente popolati e meno abbienti, e soprattutto nella fascia d’età tra i 20 ed i 40 anni. Anche il numero di ricoveri è in rialzo con una media di 24,4 al giorno (25 domenica), con un aumento del 35% rispetto alla settimana precedente. Le persone attualmente in ospedale sono 271, di cui 58 in terapia intensiva, con un raddoppio delle persone in terapia intensiva rispetto ad inizio luglio. In lieve crescita anche il tasso di mortalità, con 2,7 decessi al giorno. Dall’inizio della pandemia sono 9.845 le persone morte per il Covid-19 in Belgio.

Mosca, «milioni di dosi di vaccino entro 2021»

La Russia prevede di produrre milioni di dosi di vaccino per la Covid-19 entro l’inizio del prossimo anno: lo sostiene il ministro russo dell’Industria e del Commercio, Denis Manturov, ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Tass. Secondo le autorità russe, la produzione di massa di un vaccino sviluppato dal Centro nazionale Gamaleya di epidemiologia e microbiologia è in programma a settembre. «Stando alle stime preliminari» - afferma Manturov - la Russia dovrebbe «assicurare la produzione di diverse centinaia di migliaia di dosi di vaccino al mese con un successivo aumento fino a diversi milioni entro l’inizio del prossimo anno». Il ministro ha aggiunto che l’istituto Gamaleya «sta lavorando alla produzione seriale del vaccino con tre imprese che hanno strutture nelle regioni di Vladimir, Yaroslavl e Mosca, sono la Generium, la R-Pharm e la Binnopharm». «Speriamo molto che la produzione in serie cominci a settembre», ha dichiarato il ministro.

Contagi in calo a Hong Kong

Hong Kong ha registrato 80 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità. Si tratta della prima volta da circa due settimane che il numero di contagi scende sotto quota 100. Lo riporta la CNN. Tutte le nuove infezioni sono state trasmesse a livello locale. Il bilancio complessivo dei contagi nell’ex colonia britannica sale così a quota 3.590. Allo stesso tempo, sono stati segnalati due ulteriori decessi, un dato che porta il totale dei morti dall’inizio della pandemia a 37. Funzionari sanitari hanno sottolineato che è ancora presto per parlare di un trend al ribasso dei contagi nella città.

Rallenta l’espansione dei casi a Tokyo

Rallenta per il secondo giorno consecutivo l’espansione dei casi di coronavirus a Tokyo, dal record fatto segnare la scorsa settimana. Nella giornata di lunedì si sono registrati 258 casi, dopo i 292 di ieri e il record di 472 segnalati sabato. In luglio i contagi nella capitale si assestano a quota 6.466, facendo segnare anche in questa circostanza il record mensile dall’inizio della pandemia. A partire da questa settimana il governo metropolitano ha chiesto ai proprietari dei ristoranti e dei karaoke bar di limitare le attività commerciali, suggerendo una chiusura anticipata alle 22, e ha sollecitato i cittadini ad evitare di socializzare in luoghi pubblici con un numero elevato di persone. A livello nazionale le infezioni di coronavirus in Giappone salgono a 39.968, con 1.026 decessi complessivi.

Eurostat: 160 mila morti in più in Europa in tre mesi

Dati preliminari da 24 Paesi europei mostrano che tra marzo e maggio 2020 ci sono stati 160.000 morti in più rispetto alla media dello stesso periodo dal 2016 al 2019. Tra i Paesi con i maggiori aumenti di mortalità Spagna, Italia, Belgio, Olanda, Svezia e Francia. Lo scrive Eurostat, sul suo profilo Twitter, sottolineando come i dati sulla mortalità siano utili per valutare gli effetti diretti ed indiretti della pandemia da Covid-19 sulla popolazione europea. Già all’inizio di marzo 2020, l’Italia ha registrato un numero significativamente maggiore di decessi rispetto agli anni precedenti, ed è stato il primo Paese a raggiungere un picco, a fine marzo. L’aumento più marcato del numero di decessi è stato in Spagna, che entro inizio aprile ha raddoppiato il numero di morti settimanali registrati rispetto alla stessa settimana degli anni precedenti. Con inizio aprile per Francia e Svizzera i morti hanno iniziato a calare. Per altri paesi, come Belgio, Paesi Bassi, Svezia e Portogallo, il picco di aumento delle morti nel 2020 è stato raggiunto nella settimana tra il 6 ed il 12 aprile. Eurostat evidenzia tuttavia differenze considerevoli nei decessi, non solo tra i Paesi, ma anche tra le regioni di uno stesso Stato, tra marzo e maggio 2020 (rispetto allo stesso periodo 2016-2019). Gli aumenti del numero di morti sono stati particolarmente significativi: nel nord Italia, nella zona centrale della Spagna tra cui Madrid, nell’est della Francia e della regione di Parigi, in diverse regioni belghe e olandesi. Le regioni più colpite dalla mortalità sono state principalmente in Italia e Spagna. Dal 2 marzo al 10 maggio 2020, Bergamo, Cremona, Segovia, Lodi e Brescia hanno avuto morti più di tre volte superiori a quelle registrate nello stesso periodo nei quattro anni precedenti. Circa 21 delle 25 regioni più colpite nei paesi europei analizzati sono in Italia o in Spagna, le altre regioni sono Haut-Rhin, Seine-Saint-Denis, Hauts-de-Seine in Francia e Noordoost-Noord-Brabant in Paesi Bassi.

«I morti in Iran sono il triplo rispetto ai dati ufficiali: sono 43 mila»

Il numero reale dei morti da coronavirus in Iran è quasi il triplo rispetto ai dati ufficiali forniti dal ministero della Sanità: è quanto emerge da un’inchiesta del servizio BBC Persian pubblicata oggi sul sito dell’emittente. Secondo le statistiche fornite dal ministero della Sanità iraniano i morti sarebbero 14.405, mentre alla BBC Persian ne risultano quasi 42 mila al 20 luglio scorso, stando ai dati non pubblicati del governo. Da parte sua, la Johns Hopkins University conta ad oggi 17.190 vittime nel Paese dall’inizio della pandemia. Stesso discorso per il numero di contagi: secondo la BBC il bilancio reale sarebbe a quota 451.024, quasi il doppio rispetto al dato ufficiale di 278.827. Secondo l’università americana ad oggi i contagi in Iran sono invece 309.437.

In Russia più di 5 mila nuovi contagi

Sono 5.394 i nuovi casi di COVID-19 registrati nelle ultime 24 ore in Russia. Sale così a 856.264 il totale dei contagi nel Paese, il quarto al mondo in termini assoluti. Stando ai dati ufficiali, 79 persone sono decedute in Russia nelle ultime 24 ore a causa del virus Sars-Cov-2 per un totale di 14.207 morti dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus.

Colombia, 11.450 casi e 320 morti in 24 ore

La Colombia ha registrato 11.450 casi di coronavirus e 320 morti nelle ultime 24 ore, rende noto il ministero della Sanità. Il bilancio complessivo dei contagi sale a quota 317.651 e quello dei morti a quota 10.650. Finora nel Paese sono guarite 167.239 persone. Le zone più colpite sono Bogotà (109.153 casi), seguita dai dipartimenti di Atlántico (53.835), Antioquia (38.026) e Valle del Cauca (26.270). La Colombia è al nono posto per numero di casi dopo Stati Uniti, Brasile, India, Russia, Sudafrica, Messico, Perù e Cile.

Filippine, oltre 100 mila casi e nuove restrizioni

Il bilancio dei casi di coronavirus nelle Filippine ha superato la soglia dei 100.000 spingendo il presidente Rodrigo Duterte ad imporre di nuovo rigide misure restrittive nella capitale Manila per cercare di contenere la diffusione della pandemia nel Paese. Secondo quanto riporta la CNN, che cita il ministero della Sanità, ieri nelle Filippine sono stati rilevati 5.032 nuovi contagi, un dato che porta il totale a quota 103.185. Il numero dei decessi è aumentato a 2.059. Le nuove misure restrittive annunciate da Duterte saranno imposte a Manila e nelle province di Laguna, Cavite, Rizal e Bulacan a partire dalla mezzanotte di martedì. Gli under 21, gli ultrasessantenni, le donne incinte e le persone con patologie pregresse dovranno restare a casa, eccetto che per recarsi al lavoro o acquistare beni di prima necessità.

Superati i 94 mila morti in Brasile

Il numero di morti da coronavirus in Brasile ha superato la soglia dei 94 mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati nel Paese 541 ulteriori decessi, un dato che ha portato il bilancio delle vittime dall’inizio della pandemia a quota 94.104. Allo stesso tempo, il totale dei contagi è salito a quota 2.733.677, di cui 25.800 nelle ultime 24 ore. Ieri il numero dei morti provocati dal virus nell’intera America latina ha superato quota 200 mila.

Il Messico è il terzo Paese al mondo per numero di morti

Il Messico ha rilevato quasi 5 mila casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità del Paese. Allo stesso tempo, sono stati registrati ulteriori 274 decessi. Lo riporta la CNN. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 439.046 e quello dei morti a quota 47.746. Il Messico ha registrato un nuovo record di casi giornalieri sabato scorso (9.556) e il giorno prima aveva superato il Regno Unito in termini di decessi. Secondo la Johns Hopkins University, il Messico è adesso il terzo Paese al mondo per numero di morti dopo gli Stati Uniti e il Brasile.

India, i casi superano quota 1,8 milioni

Il bilancio dei casi di coronavirus in India ha superato la soglia degli 1,8 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 52.972 nuovi contagi, un dato che porta il totale dall’inizio della pandemia a quota 1.803.695. Allo stesso tempo, il numero dei morti è salito a quota 38.135. La settimana scorsa l’India ha registrato un numero record di morti da coronavirus (oltre 5.300) e 315.000 nuovi casi. L’India è il terzo Paese al mondo per numero di casi dopo gli Stati Uniti e il Brasile.

Kosovo, contagiato il premier Hoti

Il premier kosovaro Avdullah Hoti ha annunciato ieri in serata di essere risultato positivo al test del coronavirus. In un post su Facebook, Hoti - riferiscono i media serbi - ha detto di non accusare sintomi particolari ad eccezione di una leggera tosse. «Da questa sera sarò in isolamento per due settimane», ha affermato il premier aggiungendo che espleterà regolarmente da casa tutte le sue funzioni di governo. Il Kosovo registra nelle ultime settimane una forte ripresa dei contagi da coronavirus.

Altri 509 contagi in Germania

In Germania sono stati conteggiati altri 509 casi di positività al nuovo coronavirus, stando all’ultimo bollettino pubblicato lunedì mattina dall’Istituto federale Robert Koch. Il numero totale di infezioni passa così a 210.402., con 9.148 decessi legati alla Covid-19.

Domenica 2 agosto

(Aggiornato alle 20.34) Sono 17.859.763 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 685.179, mentre i guariti totali sono oltre 10,5 milioni.

Quaranta positivi su una nave da crociera in Norvegia

Quaranta tra passeggeri e membri dell’equipaggio di una nave da crociera di lusso sono risultati positivi al coronavirus in Norvegia e le autorità stanno cercando di rintracciare i passeggeri di due recenti viaggi nell’Artico. Lo hanno riferito oggi funzionari della sanità pubblica, secondo quanto riporta il «Guardian». Quattro membri dell’equipaggio della MS Roald Amundsen sono stati ricoverati in ospedale per problemi respiratori venerdì quando la nave è arrivata al porto di Tromsø. I test hanno rilevato che anche altri 32 dei 158 membri del personale erano infetti. La maggior parte sono filippini, il resto norvegesi, francesi e tedeschi. L’equipaggio è stato messo in quarantena sulla nave, ma i 178 passeggeri arrivati venerdì erano stati autorizzati a sbarcare. Così è scattata una complessa operazione per localizzarli al fine di contenere qualsiasi potenziale diffusione dell’epidemia. Finora, quattro dei 387 passeggeri che viaggiavano sulla nave e su due crociere separate dal 17 luglio sono stati trovati positivi. «Prevediamo che saranno individuate ulteriori infezioni in relazione a questo focolaio», ha dichiarato Line Vold, un dirigente senior dell’Istituto norvegese della salute pubblica, aggiungendo che ai passeggeri è stato detto di auto-isolarsi.

Confermati 49 nuovi casi in Cina

L’autorità sanitaria cinese ha annunciato di aver ricevuto conferma di 49 nuovi casi di COVID-19 nella Cina continentale ieri, di cui 33 trasmessi a livello domestico. Nel suo bollettino quotidiano la Commissione sanitaria nazionale ha dichiarato che dei casi trasmessi domesticamente, 30 sono stati riportati nella regione autonoma uigura dello Xinjiang e altri tre nella provincia di Liaonjing. Non si registrano vittime legate all’infezione. Sono invece 14 i pazienti COVID-19 dimessi dai vari ospedali. La Commissione ha sottolineato che il numero complessivo dei casi confermati nella Cina continentale è arrivato a 84.385 - inclusi 748 pazienti ancora sotto cure mediche, di cui 36 in condizioni di salute gravi - aggiungendo che dopo gli ultimi controlli è stato annullato un caso confermato dal bilancio delle infezioni nello Xinjiang. In totale, il numero di persone dimesse dagli ospedali è salito a 79.003, con 4.634 decessi provocati dalla malattia. Secondo la Commissione, ieri sono stati confermati 16 nuovi casi importati. Nell’insieme, la provincia di Sichuan ha confermato 4 casi importati, le province di Shandong e Hubei ne hanno confermati 3 ciascuna, Guangdong e Shaanxi 2 a testa, mentre la municipalità di Shanghai e la provincia di Fujian ne hanno confermato uno ciascuno.

Troppi contagi, scatta l’obbligo di mascherina in Grecia

Dopo il recente aumento di contagi, le autorità greche hanno deciso a partire da oggi l’obbligo di mascherine in tutti gli spazi pubblici al chiuso e introdotto una serie di nuove misure restrittive. Le visite negli ospedali e nelle case di riposo per anziani saranno consentite solamente in casi eccezionali, mentre nei pub e nei bar, per evitare assembramenti, sarà consentito l’ingresso solamente ad un numero di persone pari al numero di coperti. Anche all’aperto, non sarà consentito consumare bevande in piedi davanti ai locali pubblici, pena una multa da 150 euro. La scorsa settimana, il governo aveva già imposto l’obbligo di mascherine nei negozi e sui mezzi di trasporto pubblici.

Australia, coprifuoco notturno a Melbourne

Dopo una nuova ondata di contagi da coronavirus lo Stato australiano di Victoria ha dichiarato lo stato di emergenza e ha imposto una serie di misure di controllo a Melbourne, la seconda città più popolosa dell’Australia: si comincia dal coprifuoco notturno per arrivare al divieto di celebrare matrimoni, misura mai applicata durante la pandemia. Il premier dello Stato di Victoria, Daniel Andrews, ha annunciato che le restrizioni entreranno in vigore oggi alle 18:00 ora locale e lo resteranno almeno fino al 13 settembre, riporta la Bbc. I residenti a Melbourne non saranno autorizzati a percorrere più di cinque chilometri da casa loro. Dopo i primi successi nel reprimere il virus, l’Australia ha avuto meno casi di molti altri paesi, registrando circa 17.000 infezioni e 200 morti. Ma i casi stanno crescendo rapidamente nello Stato di Victoria, dove nelle ultime 24 ore se ne contano 671 di nuovi e sette morti, portando così il totale dei contagi a 11.557 e delle vittime a 123. «Dobbiamo fare di più. Dobbiamo andare oltre. È l’unico modo per superare questa situazione», ha dichiarato Andrews in una conferenza stampa.

In America Latina oltre 200 mila morti

Il numero dei morti per coronavirus in America latina ha superato i 200.000, dopo che nelle ultime ore si sono aggiunti 191 decessi in Perù. Lo riportano vari media internazionali citando il conto dell’agenzia Reuters

Negli USA quinto giorno di fila con oltre 60 mila casi

Gli Stati Uniti hanno registrato oltre 60 mila nuovi casi di positività al coronavirus per il quinto giorno consecutivo. Lo evidenzia il nuovo bilancio della Johns Hopkins University. Nelle ultime 24 ore, infatti, i contagiati sono saliti di 61.262, con 1.051 decessi. Gli Usa contano, al momento, 4,6 milioni di contagiati e 154.319 morti dall’inizio della pandemia.

Sabato 1 agosto

(Aggiornato alle 13.41) Sono 17.591.973 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 679.439, mentre i guariti totali sono oltre 10.330.970.

Madrid e Bergamo le città europee con la sovramortalità più elevata

Madrid è la grande città europea che ha avuto il più alto tasso di sovramortalità per coronavirus. Lo rivela uno studio dell’ufficio britannico di statistica (Ons), riportato dai media spagnoli. La settimana più drammatica è stata quella terminata il 27 marzo, quando il tasso è stato del 432,7%. Lo studio ha confrontato il numero di morti dei primi mesi del 2020 con quelli del periodo 2015-2019. In Spagna la seconda città più colpita dalla pandemia è Barcellona, mentre nel resto d’Europa sono Birmingham (+249,7% nella settimana conclusa il 17 aprile) e Londra (+226,7%). Tra le città meno grandi, il record è di Bergamo che ha registrato una sovramortalità di ben l’847,7% nella settimana terminata il 20 marzo.

La Grecia riapre alle navi da crociera

La Grecia ha riaperto oggi sei dei suoi porti principali alle navi da crociera dopo la chiusura dovuta alla pandemia di coronavirus. Lo ha annunciato il ministro del turismo Harry Theoharis precisando che si tratta dei porti del Pireo (Atene), Rodi, Heraklion, Volos, Corfù e Katakolo. Prima di tre settimane non è però previsto l’arrivo di nessuna nave. Con un quarto della sua economia dipendente dal turismo, la Grecia sta cercando di rilanciare questo settore: a giugno ha riaperto i suoi confini terrestri e il 1. luglio ha annunciato la ripresa dei voli, principalmente dall’Europa. Da allora, secondo la protezione civile greca, sono stati confermati circa 340 casi di COVID-19 su un totale di 1,3 milioni di viaggiatori. Fino oggi la Grecia ha registrato 4.500 contagi di coronavirus e 206 vittime. Tuttavia, il risultato è inferiore alle aspettative: il tasso di occupazione degli hotel è solo di un quinto secondo l’unione alberghiera greca.

In Germania 955 nuovi casi

Resta alta l’allerta coronavirus in Germania dove, nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 955 nuovi contagi. Secondo i dati dell’istituto Robert Koch, il totale di casi di COVID-19 nel Paese è 209.653. Sette le persone morte a causa del virus nella giornata di ieri, 9.148 in tutto.

In Francia oltre 1.300 contagi per il terzo giorno consecutivo

Per il terzo giorno consecutivo la Francia ha registrato oltre 1.300 nuovi casi di coronavirus. Un fenomeno che la stampa francese ha definito «effetto vacanze». Nelle ultime 24 ore sono stati inoltre individuati 15 nuovi focolai per un totale di 157 sotto osservazione in tutto il paese, riporta il «Guardian». Secondo le autorità sanitarie francesi il 21% di questi focolai sono stati causati dal ricongiungimento delle famiglie per le vacanze e da «assembramenti pubblici o privati» come i matrimoni.

Negli Usa altri 1.442 morti

Sono 1.442 le vittime per coronavirus registrate negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. Lo riporta il nuovo bilancio della Johns Hopkins University. È il quarto giorno consecutivo che i morti per la pandemia superano i 1.200. In totale ora si contano 153.268 vittime. Con gli ulteriori 69 mila casi di positività registrati in 24 ore, gli Usa raggiungono quota 4,5 milioni di casi da inizio pandemia.

Venerdì 31 luglio

(Aggiornato alle 23.07) Sono 17.406.644 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 675.545, mentre i guariti totali sono oltre 10,2 milioni.

USA, centinaia di bambini contagiati a un campo estivo

Centinaia di bambini con un’età media di 12 anni sono stati contagiati dal coronavirus durante le vacanze in un campo estivo della Georgia. Positivi anche diversi membri dello staff. Lo rivela un rapporto dei Cdc, la massima autorità sanitaria federale negli Usa, secondo cui sono almeno 260 i casi di Covid-19 accertati dopo i test condotti su 344 individui che hanno soggiornato nel centro lo scorso mese. La notizia piomba nel momento in cui negli Usa è polemica sulle eventuale riapertura delle scuole fortemente voluta da Donald Trump.

Fitch conferma tripla A agli USA ma con outlook negativo

L’agenzia internazionale di rating Fitch conferma la tripla A per gli Stati Uniti ma abbassa l’outlook da stabile a negativo. A pesare - si spiega - il deterioramento in corso dell’economia e delle finanze pubbliche a causa della pandemia. Fitch punta il dito anche sulla mancanza di «un piano credibile di consolidamento dei conti».

L’UE prenota 300 milioni di dosi di vaccino con Sanofi

La Commissione europea ha concluso colloqui esplorativi con la società farmaceutica Sanofi per l’acquisto di un potenziale vaccino contro la malattia Covid-19, con un’opzione per tutti gli Stati membri dell’Ue. Una volta che il vaccino si sarà dimostrato sicuro ed efficace, la Commissione avrà un quadro contrattuale per l’acquisto di 300 milioni di dosi, per conto di tutti i 27 Paesi. Intanto la Commissione prosegue intense discussioni con altri produttori.

Un quarto dei casi fuori dalla Cina legati all’Italia

Più di un quarto dei primi casi di coronavirus registrati fuori dalla Cina dall’inizio della pandemia sono legati all’Italia. Lo rivela uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi pubblicato su The Lancet relativo alle undici settimane che hanno preceduto la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) secondo cui la malattia Covid-19 costituiva una pandemia globale. Secondo lo studio, il 27% di questi primi casi erano persone che avevano viaggiato in Italia, il 22% in Cina e l’11% in Iran. «I dati che abbiamo raccolto ci dicono che viaggi in pochi Paesi con un alto tasso di diffusione del virus SARS-CoV-2 hanno seminato focolai in giro per il mondo prima che il coronavirus fosse dichiarato pandemia», ha spiegato la dottoressa Fatimah Dawood, che ha codiretto la ricerca. Lo studio ha anche analizzato le caratteristiche dei primi giorni di diffusione del virus e individuato 101 focolai in 29 Paesi nel periodo precedente all’annuncio dell’Oms. I ricercatori hanno anche sottolineato che i primi casi confermati potrebbero non essere stati il vero inizio dell’epidemia in un certo Paese.

Nuovo picco a Malta

Nuovo picco di contagi da coronavirus a Malta. Dopo mesi di relativa tranquillità, con la riapertura delle frontiere ed il via libera agli eventi di massa le infezioni si sono moltiplic

ate a causa di focolai che si sono accesi prima per un party privato nel fine settimana scorso, poi per una festa patronale. Il ministero della Salute ha quindi disposto restrizioni per gli eventi pubblici. Nelle ultime 24 ore sono state registrate 10 nuove positività, che portano a 150 il numero dei casi attivi, di cui 85 tra i 94 migranti salvati dalle forze armate maltesi a inizio settimana e posti in isolamento nei centri di accoglienza. Nella prima fase della pandemia i casi di Covid erano stati complessivamente appena 674.

Il Brasile ha superato i 2,6 milioni di casi

Il Brasile ha superato i 2,6 milioni di casi di coronavirus, mentre la corsa alla produzione del vaccino continua nello stato di San Paolo. Secondo l’ultimo bilancio giornaliero riferito ieri dal ministero della Salute, il gigante latinoamericano ha registrato 57’837 infetti in 24 ore portando il totale a 2’613’634 casi. Nel bilancio quotidiano sono state registrate 1129 nuove vittime, per un totale di 91’263 morti dall’inizio della pandemia nel Paese.

Lo stato di San Paolo, epicentro della pandemia con oltre 529’000 contagi, ha annunciato l’intenzione di produrre 120 milioni di dosi del vaccino cinese CoronaVac, mentre sono in corso studi e test con il vaccino dell’Università di Oxford, nel quadro di un accordo firmato dal governo del presidente Jair Bolsonaro.

Cina favorevole al rinvio del voto a Hong Kong

La Cina esprime il pieno sostegno alla decisione del governo di Hong Kong di rinviare le elezioni politiche dal 6 settembre prossimo al 5 settembre del 2021 a causa della nuova ondata di Covid-19, con una mossa che ha mandato su tutte le furie l’opposizione pro-democrazia. «È molto necessario, ragionevole e legale», ha commentato l’Ufficio sugli affari di Hong Kong e Macao del governo di Pechino in una breve nota, a commento dell’iniziativa. «Il governo centrale comprende in pieno e sostiene» la decisione.

Leggera flessione dei contagi in Germania

Cala leggermente il trend dei nuovi contagi di Covid-19 in Germania nelle ultime 24 ore: scendono a 870, contro i 902 di ieri, le nuove infezioni. Lo riferisce l’istituto federale per le malattie infettive Robert Koch Institut. Ma il livello rimane comunque alto se paragonato alla media di 300-500 nuove infezioni al giorno della prima metà di luglio. Il fattore di contagio R0 il 30 luglio era di 1,02, mentre il fattore R0 settimanale è di 1,17. In Germania si contano finora almeno 208’698 casi totali e le vittime sono 9141. L’istituto oggi ha reso noto di aver inserito sulla sua lista dei Paesi a rischio le regioni spagnole della Navarra, Catalogna e Aragona perché, secondo i dati del ministero della Sanità tedesco, in quelle zone si registra un contagio superiore alla soglia di rischio delle 50 nuove infezioni ogni 100’000 abitanti in una settimana.

Restrizioni ancora per due settimane in Gran Bretagna

In Gran Bretagna slitta di almeno due settimane l’allentamento delle restrizioni, a causa di una recrudescenza del coronavirus. Lo ha annunciato il premier Boris Johnson. I locali che avrebbero dovuto aprire domani non lo faranno prima del 15 agosto, come i bowling, i casinò e le piste di pattinaggio, secondo quanto riporta la Bbc. «Con l’aumento dei numeri, riteniamo che sia necessario premere il pedale del freno per tenere sotto controllo il virus», ha spiegato Johnson. Stamane erano scattate nuove restrizioni nel nord dell’Inghilterra.

L’obbligo di mascherina al chiuso sarà esteso «ad altri ambienti dove è probabile che si entri in contatto con persone che normalmente non si incontrano, come musei, gallerie, cinema e luoghi di culto», ha detto Johnson, secondo quanto riporta la Bbc. Boris Johnson ha affermato che i progressi contro il coronavirus continuano, con un numero di morti in calo, ma ha aggiunto che il Paese deve essere «pronto», vista la recrudescenza dell’epidemia in alcuni Paesi europei, e la situazione in peggioramento nel nord dell’Inghilterra. Anche se, ha chiarito, le ultime restrizioni non costituiscono un «ritorno al lockdown». Ci sono «compromessi» necessari, ha sottolineato il premier, affermando che far tornare i bambini a scuola all’inizio della prossima stagione «dovrebbe essere una priorità nazionale».

La capitale del Botswana in lockdown per 14 giorni

La capitale del Botswana, Gaborone, è stata messa sotto blocco totale per due settimane dopo aver registrato 30 nuovi casi di coronavirus. L’ordinanza è entrata in vigore a mezzanotte e il suo annuncio è stato condiviso via Twitter. «I servizi essenziali opereranno con una capacità del 25%, non ci sarà alcun movimento all’interno della Greater Gaborone Zone senza un permesso di spostamento e il movimento da e verso la Greater Gaborone Zone è proibito con effetto immediato». Lo ha affermato Kereng Masupu, coordinatore della task force presidenziale per la risposta alla pandemia di Covid-19. Il Botswana conferma attualmente 804 contagi e due morti, secondo i dati forniti dalla Johns Hopkins University.

Australia, positivi i primi test del vaccino sull’uomo

Positivi i primi risultati sull’uomo del vaccino australiano Covax 19 contro il nuovo coronavirus. Nei test di fase 1 ha dimostrato di essere sicuro e di generare una risposta immunitaria.

Sviluppato dall’Università Flinders di Adelaide, è il primo fra i candidati vaccini in via di sviluppo in Australia a superare le sperimentazioni di fase 1. Il vaccino è stato somministrato questo mese a 40 volontari sani, nessuno dei quali ha riportato effetti collaterali significativi o febbre. I risultati definitivi dello studio, in via di pubblicazione, sono stati comunicati da Nikolai Petrovsky, direttore di Endocrinolzgia del Flinders Medical Centre.

Petrovsky ha riferito che i dati relativi alla sicurezza dei test di fase 1 sono stati approvati dal comitato etico del Centro, che ha autorizzato ulteriori test su volontari, tra cui anziani, bambini e malati di tumore.

«Abbiamo confermato che il vaccino Covax 19 può indurre risposte appropriate di anticorpi in soggetti umani», ha detto lo studioso al quotidiano The Australian. «I dati preliminari sulla sicurezza mostrano che non vi sono significativi effetti collaterali sistemici in alcuno dei soggetti». Petrovsky, che è anche fondatore della ditta di biotecnologia Vaxine, ha offerto di dare accesso prioritario al vaccino ai residenti di case di riposo a rischio di contrarre il virus.

L’inizio delle sperimentazioni di fase 2 del Covax 19, che coinvolgeranno fra 400 e 500 volontari, è previsto in settembre. La Vaxine sta anche coordinando con altri Paesi i test di fase 3, che dovrebbero reclutare fino a 50 mila volontari, prevalentemente in Paesi duramente colpiti dal Covid-19, ha detto ancora lo scienziato.

Hong Kong verso il rinvio delle elezioni

La governatrice di Hong Kong Carrie Lam dovrebbe annunciare nel pomeriggio il rinvio di un anno delle elezioni politiche del 6 settembre prossimo sul rinnovo della LegCo, il parlamento locale, a causa della terza ondata di Covid-19 che sta colpendo la città con oltre 100 casi al giorno.

La mossa, la cui formalizzazione è attesa in una conferenza stampa convocata nel tardo pomeriggio, sarebbe un duro colpo al fronte pro-democrazia, ha riferito Cable TV. Alle elezioni dei consigli distrettuali dello scorso anno, infatti, l’opposizione ha stravinto e puntava a bissare il successo a settembre. Il posticipo, invece, dà più tempo a Pechino per normalizzare la situazione dopo l’imposizione sull’ex colonia della legge sulla sicurezza nazionale.

Israele, in 24 ore 1786 nuovi casi

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati in Israele 1786 nuovi contagi, ossia l’8,8% dei test di ieri. Lo ha riferito il ministero della sanità. Dall’inizio della pandemia i casi positivi sono così saliti a 70’582.

Le persone infette sono adesso 26’260, di cui 25’514 si trovano nelle proprie abitazioni o in appositi alberghi. I ricoverati in ospedale sono 746, di cui 319 versano in condizioni gravi. I decessi sono saliti a 509. I media rilevano che questi dati confermano un sostanziale stabilizzarsi della crisi sanitaria.

Questa settimana il numero complessivo dei contagi è stato di 11’820, mentre la settimana precedente la cifra totale era stata 12’013. In lieve calo questa settimana anche i decessi: 57 rispetto ai 59 della settimana precedente.

I responsabili alla sanità moltiplicano intanto gli appelli alla popolazione araba affinché rispetti il più possibile le regole di igiene e di distanziamento, mentre ha inizio la ricorrenza islamica dell’Eid al-Adha (la festa del sacrificio) che è accompagnata da numerosi incontri familiari.

Francia, i prefetti potranno imporre la mascherina anche all’aperto

Dinanzi alla recrudescenza del coronavirus, il ministro francese della Salute, Olivier Véran, ha autorizzato i prefetti ad imporre localmente l’uso obbligatorio della mascherina nei luoghi pubblici all’aperto, in base all’evoluzione del virus.

«Per limitare la circolazione del Covid-19 - ha scritto su Twitter - i prefetti potranno da oggi estendere l’obbligo della mascherina nei luoghi pubblici all’aperto. Questa decisione - ha precisato - potrà essere presa localmente, in funzione dell’evoluzione dell’epidemia in ogni territorio».

Russia, 5482 casi e 161 morti in 24 ore

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 5482 nuovi casi di Covid-19 e 161 decessi provocati dal virus Sars-Cov-2: lo riferisce il centro operativo nazionale anticoronavirus. Il totale dei contagi accertati sale così a 839’981, mentre le vittime del nuovo virus dall’inizio dell’epidemia sono ufficialmente 13’963.

Filippine, restrizioni estese anche a Manila

Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha esteso le misure restrittive per il coronavirus alla capitale Manila, limitando i movimenti degli anziani e dei bambini, chiudendo i ristoranti e le palestre fino a metà agosto e limitando le attività economiche. «La mia richiesta è di resistere ancora un po’. Molti sono stati infettati», ha detto Duterte in un discorso televisivo, in cui ha promesso vaccini gratuiti quando saranno disponibili, con priorità ai poveri, poi alla classe media, alla polizia e al personale militare. Le Filippine avranno la precedenza dalla Cina nella distribuzione dei vaccini, ha assicurato.

Ritorna il virus in Vietnam

Il Vietnam ha registrato 45 nuovi casi di coronavirus, il peggior incremento in 24 ore dall’inizio dell’epidemia nel Paese, lo scorso gennaio. Tutti i nuovi contagi sono stati rilevati nella località turistica di Da Nang, colpita da un focolaio la scorsa settimana. Dopo quasi 100 giorni senza contagi, il Vietnam ha visto il ritorno del Covid lo scorso 25 luglio, ricorda la Cnn.

Nuovo record di contagi in Libia

Nuovo record di contagi giornalieri per la Libia che registra nelle ultime 24 ore altri 216 nuovi casi di coronavirus, che portano a 3438 il totale confermato nel Paese.Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti salgono a 73, i guariti a 604, e le persone attualmente positive da 2550 a 2761, con la maggior parte dei casi al Sud.

Il governo di Tripoli ha annunciato la proroga del coprifuoco con 5 giorni di lockdown totale da oggi fino a mercoledì prossimo, con divieto di circolazione e di grandi assembramenti in spiagge o giardini e il lockdown parziale dalle 21 alle 6 del mattino per i 5 giorni seguenti. Oggi si celebra l’Eid al-Adha, festa islamica del Sacrifico.

Gran Bretagna, giro di vite al nord

Il governo britannico ha imposto ulteriori restrizioni su vaste aree dell’Inghilterra settentrionale dopo un’ondata di casi di coronavirus causati in gran parte da persone che «non rispettano le distanze sociali».Il brusco giro di vite riguarda i movimenti di oltre 4 milioni di persone. Il segretario della Salute, Matt Hancock, ha annunciato che dalla mezzanotte di oggi persone appartenenti a diverse famiglie nella Greater Manchester, in alcune parti dell’East Lancashire, West Yorkshire e Leicester non potranno incontrarsi in luoghi chiusi. Lo scrive il Guardian. Inoltre, un nucleo familiare potrà andare al pub, ma senza mescolarsi con altre persone. È la prima volta che ulteriori misure di blocco sono state applicate in un’area geografica così estesa, che copre milioni di case, e arriva alla vigilia delle celebrazioni della festa islamica Eid al-Adha che si sarebbero tenute in molte città e paesi colpiti.

Le autorità locali e la polizia avranno potere di far applicare le restrizioni. Le nuove regole arrivano quasi quattro settimane dopo un allentamento per tutta l’Inghilterra, che consentiva alle persone di incontrarsi al chiuso per la prima volta dalla fine di marzo.Hancock ha affermato di aver ordinato il blocco a causa di un «aumento della velocità di trasmissione in alcune parti del nord dell’Inghilterra», che è stato «in gran parte dovuto alle riunioni delle famiglie e al mancato rispetto delle distanze sociali».

In Usa 1.379 morti in 24 ore, i casi totali sono 72.238

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 72.238. I morti 1.379, in quello che e’ il terzo giorno consecutivo in cui i decessi superano quota 1.200. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo la quale i contagi complessivi nel paese sono quasi 4,5 milioni.

Giovedì 30 luglio

(Aggiornato alle 20.37) Sono 17.057.819 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 667.744, mentre i guariti totali sono 9,9 milioni.

La moglie di Bolsonaro positiva al test

Michelle Bolsonaro, moglie del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, è risultata positiva oggi al test per Covid-19. Lo ha reso noto la Presidenza del Brasile in un comunicato. «È in buona salute e seguirà tutti i protocolli stabiliti. La first lady è seguita dall’equipe medica della Presidenza della Repubblica», si legge nella nota.

Il presidente Bolsonaro ha già contratto il Covid-19, dalla quale ha annunciato di essere guarito sabato scorso, dopo che il suo quarto test per il virus è risultato negativo. Secondo quanto riportato dal quotidiano Folha de Sao Paulo, come suo marito, la first lady brasiliana dovrà restare in isolamento in un’area del Palazzo Alvorada, residenza del presidente, senza avere contatti con le sue due figlie Laura e Leticia.

Ieri, Michelle Bolsonaro ha partecipato a una cerimonia al Palazzo Planalto, sede del governo, durante la quale ha avuto contatti con le ministre Tereza Cristina (Agricoltura) e Damares Alves (Donna).

La first lady ha parlato indossando una mascherina, ma le ministre hanno utilizzato il suo stesso microfono e pulpito. Per via di questi contatti, Cristina e Alves hanno riferito che si sottoporranno al test per il coronavirus e hanno annullato i loro programmi di appuntamenti.

In Kosovo oltre 250 casi e 16 decessi

In Kosovo si mantiene elevato il numero dei contagi da coronavirus, che nelle ultime 24 ore sono stati 258. I decessi sono stati da ieri 16, il numero giornaliero più alto dall’inizio dell’epidemia. In totale, come riferiscono i media regionali, nel piccolo Paese balcanico i casi di covid-19 sono stati finora 8.104, le vittime 212. I casi attivi attualmente sono 3.429, i guariti 4.463.

Negli Stati Uniti 1.400 morti in 24 ore, uno al minuto

Negli Stati Uniti nella giornata di ieri ci sono stati 1.400 morti a causa del coronavirus, quasi una vittima al minuto. È stata la peggiore giornata da oltre due mesi, con Florida, California, North Carolina e Idaho gli stati più colpiti e che hanno fato registrare un record sul fronte dei decessi e dei casi di contagio.

Il PIL statunitense crolla del 32,9%

L’economia americana si è contratta nel secondo trimestre (su base annua) del 32,9%, ha indicato oggi il Dipartimento del commercio. Si tratta di un crollo record, anche se migliore delle attese degli analisti che scommettevano su -34,5%. Il calo è comunque senza precedenti per la sua severità. Gli unici paragoni possibili nella storia americana moderna è con la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, ovvero prima che iniziasse la raccolta dei dati ufficiale dal 1947.

A Madrid da oggi scatta l’obbligo di mascherina in strada

A partire da oggi anche la Comunità di Madrid si unisce alle altre 15 comunità autonome spagnole che hanno reso già obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi pubblici, comprese le strade e le terrazze dei bar. Lo riferisce «El Mundo». Finora l’uso della mascherina era richiesto solo per viaggiare sui mezzi pubblici e in spazi chiusi dove non era possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale.

Australia, nuovo picco di contagi e morti

L’Australia ha riportato un aumento record dei contagi e dei morti da Coronavirus: lo stato di Victoria ha annunciato oltre 700 nuovi casi e 13 decessi. Lo riferisce il «Guardian». È il 25esimo giorno consecutivo di aumenti a tripla cifra nel secondo Stato più popoloso del paese. Il premier dello Stato, Daniel Andrews, ha annunciato che a partire dalla mezzanotte di giovedì, i cittadini in diversi distretti regionali a sud-ovest di Melbourne non potranno più ricevere visite in casa. A partire da domenica, Andrews ha anche emesso l’obbligo di indossare la mascherina fuori casa per l’intero Stato.

In Brasile oltre 90 mila vittime

Il Brasile ha superato ieri i 90 mila morti da coronavirus, con 1.595 vittime in 24 ore. Lo ha annunciato il ministero della salute. Secondo per morti da Covid-19 solo agli Stati Uniti, il Paese sudamericano ha raggiunto quota 90.134 morti, ha indicato il ministero, precisando che i nuovi casi registrati ieri sono stati 69.074.

Negli USA superati i 150 mila morti

I morti per coronavirus negli USA hanno superato i 150.000, secondo i dati della Johns Hopkins University, portandosi a 150.713 stamattina. I casi di contagio sono 4.426.982. La prima vittima, riporta la CNN, si è avuta il 29 febbraio. Il 23 aprile, 54 giorni dopo, i morti erano 50.000. Gli Stati Uniti oltrepassavano la soglia dei 100.000 morti il 27 maggio, 34 giorni più tardi. Ci sono voluti infine 63 giorni per raggiungere e oltrepassare le 150.000 vittime.

Pelosi: «Mascherina obbligatoria alla Camera»

La speaker Nancy Pelosi ha annunciato che renderà obbligatorio l’uso della mascherina nell’aula della Camera del Congresso americano. La decisione dopo che un deputato repubblicano, Louie Gohmert, finito spesso nella bufera per essersi rifiutato di indossare la mascherina, e’ risultato positivo al test del coronavirus.

Mercoledì 29 luglio

(Aggiornato alle 18.27) Nel mondo i contagi da coronavirus registrati sono complessivamente 16.670.063. Secondo i dati diffusi dalla John Hopkins University, i decessi accertati sono finora stati 659.077, mentre le persone guarite sono 9.703.238. Stati Uniti (4.351.997 casi), Brasile (2.483.191) e India (1.483.156) sono i paesi più colpiti dalla COVID-19.

In Spagna oltre 1.153 contagi in 24 ore

I nuovi contagi da coronavirus in Spagna sono stati 1.153 nelle ultime 24 ore. Cinque i morti. È il numero più alto dal 2 maggio, quando furono registrati 1.178 nuovi positivi. Lo riferisce La Vanguardia.

«I giovani potrebbero provocare nuovi picchi in Europa»

L’aumento dei casi di coronavirus tra i giovani potrebbe provocare i nuovi picchi in Europa. Lo ha detto il direttore dell’ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Hans Kluge, in un’intervista a Bbc Radio 4 sottolineando la necessità che le autorità comunichino meglio con i ragazzi e li coinvolgano di più nella prevenzione. «Da padre di due figlie capisco che i giovani non vogliano perdersi l’estate», ha detto il capo di Oms Europa, «ma hanno una responsabilità verso loro stessi, i loro genitori, i loro nonni e le loro comunità».

Gli ospedali di Hong Kong a rischio collasso

Il sistema ospedaliero di Hong Kong potrebbe «collassare» con l’impennata di casi di Covid-19: è l’allarme lanciato dalla governatrice Carrie Lam che, invitando a restare a casa, ha spiegato che la città è «sull’orlo di un focolaio di comunità su larga scala». Oggi sono entrate in vigore le nuove regole antipandemia, tra cui l’uso delle mascherine obbligatorio e la chiusura dei ristoranti. Hong Kong, che ha affrontato bene la pandemia nelle battute iniziali, continua a registrare più di 100 infezioni al giorno, quando meno di un mese fa la media giornaliera era sotto la decina.

Cresce ancora il numero dei casi in Germania

Cresce ancora il numero dei nuovi casi di Covid-19 in Germania nelle ultime 24 ore: sono 684 le segnalazioni arrivate alla scorsa mezzanotte, contro le 633 del giorno precedente, a quanto riportano gli ultimi dati del Robert Koch Institut.Il livello di diffusione del contagio, misurato dal fattore R0, si mantiene tuttavia costante a 1,25 (rispetto a 1,28 del giorno precedente).Anche il fattore di contagio misurato sui sette giorni precedenti rimane su soglie non ancora allarmanti a 1,12.

Tuttavia ieri il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, aveva messo in guardia dal pericolo di una nuova ondata, dicendosi «molto preoccupato» dai recenti sviluppi. Nel mese di luglio le nuove infezioni giornaliere erano rimaste comprese tra 300 e 500.Secondo il presidente un’eccessiva disattenzione nell’osservare le norme previste (mascherina, un metro e mezzo di distanza e igiene) potrebbe preludere ad un nuovo sviluppo epidemico. L’acme del contagio si è raggiunto in aprile con 6000 nuovi casi registrati in un giorno. Attualmente sono state contagiate in Germania almeno 202’926 persone e 9128 sono morte in conseguenza del virus, riferisce ancora l’istituto epidemiologico di Berlino.

La Gran Bretagna sigla un accordo con Sanofi e Gsk per 60 milioni di dosi di vaccino

Il governo di Londra ha siglato un accordo con il gruppo farmaceutico francese Sanofi e quello britannico GlaxoSmithKline (Gsk) per la fornitura di 60 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus. Lo riferisce Skynews.

Altri 1.592 morti e 60.000 contagi in Usa

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 1.592, il numero piu’ alto da due mesi e mezzo, su 60.000 nuovi casi. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University.

Martedì 28 luglio

Sono 16.534.345 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 655.084, mentre i guariti totali sono 9,6 milioni.

In Spagna 905 contagi nelle ultime 24 ore

Il ministero della Salute spagnolo ha segnalato 905 nuove infezioni da coronavirus nel Paese nelle ultime 24 ore, un dato che porta il numero totale dei contagi a 280.610 dall’inizio della pandemia. Il bilancio delle vittime sale a 28.436, con 6 morti negli ultimi sette giorni. Lo riferisce La Vanguardia.I nuovi casi sono stati 50 in più rispetto a quelli registrati domenica (855) e superano di nuovo la soglia dei 900 casi, come accaduto lo scorso giovedì (971) e venerdì (922). Di questi nuovi casi, 357 sono stati registrati in Aragona, 147 a Madrid e 126 in Catalogna.

Persi 320 miliardi nel turismo mondiale

La pandemia di Covid-19 ha causato perdite per 320 miliardi di dollari nel turismo mondiale da gennaio a maggio rispetto all’anno prima. Lo riferisce l’Organizzazione mondiale del turismo (Wto). «È più del triplo delle perdite registrate dal turismo internazionale durante la crisi economica mondiale del 2009», aggiunge l’organizzazione. Tra gennaio e maggio, il numero dei turisti internazionali è crollato del 56% rispetto allo stesso periodo del 2019, che rappresenta 300 milioni di visitatori in meno. L’agenzia teme per il 2020 la perdita di 100-120 milioni di posti di lavoro nel settore.

In Belgio in media 311,4 contagi al giorno

Il numero medio di infezioni da coronavirus in Belgio è salito a 311,4 al giorno tra il 18 e il 24 luglio, secondo l’aggiornamento dei dati dell’Istituto di salute pubblica Sciensano. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga precisando che si tratta di un aumento del 69% rispetto alla settimana precedente e con un’incidenza di 19,0 nuovi casi per 100 mila abitanti. Ad Anversa, dove è stato imposto il coprifuoco, tra il 17 e il 24 luglio sono stati registrati 711 nuovi casi. Il numero di infezioni in Belgio è ora pari a 66’428. Anche il numero di ricoveri ospedalieri è aumentato, con una media di 19,3 ricoveri al giorno dal 21 al 27 luglio, con un incremento del 38%.

A Tokyo 266 casi nelle ultime 24 ore

Prosegue a ritmi allarmanti la crescita delle infezioni da coronavirus a Tokyo, con il doppio dei casi registrati martedì rispetto al giorno precedente. Il governo metropolitano ha riscontrato 266 nuovi contagi, dopo la tendenza in calo di lunedì con 131 casi. Solo nel mese di luglio, riferiscono le autorità, la metropoli ha registrato circa 5000 infezioni, poco meno della metà del totale dall’inizio della pandemia, che si assesta a quota 11.600. In un incontro con i sindaci delle maggiori sei città dell’arcipelago, il ministro incaricato per la gestione dell’emergenza, Yasutoshi Nishimura, ha sollecitato le municipalità a prendere misure più stringenti per limitare, ove fosse necessario, gli orari delle attività commerciali, in particolare nei distretti dove proliferano i locali notturni, centro dei principali focolai dell’agente patogeno. A livello nazionale i nuovi casi di coronavirus hanno superato quota 30 mila nel corso del fine settimana, con 1.011 morti accertate.

In Kosovo record di casi

In Kosovo si mantiene alta la curva del contagio da coronavirus. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 276 su appena 404 test effettuati. Come riferiscono i media regionali, si tratta del record giornaliero di contagi registratisi finora nel piccolo Paese balcanico, che conta circa 2 milioni di abitanti e le cui strutture sanitarie sono alquanto precarie. Dall’inizio dell’epidemia in Kosovo si sono avuti in totale 7413 contagi e 185 decessi per la Covid-19. I casi attivi sono attualmente 3201. Una forte ripresa dei contagi si registra in tutti i Paesi dell’area balcanica, in particolare Romania e Serbia.

In Russia 5395 casi e 150 morti in 24 ore

Sono 5395 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi accertati nel Paese sale così a 823’515, il quarto al mondo in termini assoluti. Lo riferisce il centro operativo russo anticoronavirus precisando che nel corso dell’ultima giornata 150 persone sono morte a causa del virus Sars-Cov-2. Il totale ufficiale delle vittime del nuovo virus in Russia sale così a 13.504.

In Cina 68 nuovi casi

Dopo i 61 nuovi casi di COVID-19 registrati domenica, la Cina ne ha registrati lunedì altri 68, aggiornando i dati peggiori dalle 75 infezioni del 6 marzo. Secondo gli aggiornamenti forniti dalla Commissione sanitaria nazionale, i contagi a trasmissione locale sono stati 64, di cui 57 nello Xinjiang, 6 nel Liaoning e uno a Pechino. I 4 casi residui sono stati classificati come importati: due accertati a Shanghai, uno a Pechino e uno nello Yunnan. I nuovi asintomatici confermati sono stati invece 34, di cui 6 importati.

In Argentina superati i 3 mila morti

L’Argentina ha superato nelle ultime ore la soglia dei 3 mira morti per la pandemia da coronavirus mentre il ministro della Sanità, Ginés González García, ha ammesso che il Paese «sta attraversando un momento difficile». Secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie argentine, segnala l’agenzia di stampa Telam, nelle ultime 24 ore vi è stato un record di 121 morti e questo ha portato il totale da marzo a quota 3059, mentre il numero dei casi è salito a quota 167.416. La situazione nei centri di rianimazione resta comunque gestibile, perché la percentuale di occupazione dei letti di questo settore è del 54,2% a livello nazionale (1002 pazienti), e del 63,5% a Buenos Aires e provincia, dove si concentrano fra l’altro da tempo oltre il 90% dei contagi. Intanto, González García ha difeso le misure di prevenzione adottate dal governo per mitigare la pandemia ed ha avvertito che le discussioni sull’utilità della quarantena non si debbono svolgere come se si trattasse di una partita di calcio. Rispondendo a domande dei giornalisti ieri in una visita per l’inaugurazione di un ospedale nella provincia di Santiago del Estero, il ministro ha insistito che questa discussione «non riguarda un derby Boca-River, ma la salute di tutti gli argentini», confermando comunque che «non siamo alla fine di questa storia», ma in «uno dei suoi momenti difficili».

Trump in contrasto con il virologo Fauci: «I governatori dovrebbero riaprire gli Stati»

Il presidente Usa Donald Trump ha esortato i governatori di alcuni Stati ad allentare le restrizioni imposte per far fronte alla diffusione del coronavirus. «Credo davvero che molti governatori dovrebbero aprire gli Stati che non stanno aprendo», ha detto Trump senza fare nomi, secondo quanto riporta la Cnn. L’appello giunge nonostante i contagi ed i decessi siano in continua crescita nel Paese, con 57.039 nuovi casi e ulteriori 679 morti nelle ultime 24 ore. Il messaggio di Trump ai governatori è in netto contrasto con i consigli che i membri della task force per il coronavirus della Casa Bianca stanno dando loro. Esperti come il virologo Anthony Fauci, infatti, ritengono che gli Stati con un numero elevato di casi dovrebbero chiudere bar e ristoranti se non lo hanno già fatto.

Trump fiducioso per il vaccino

«Sul fronte del vaccino stiamo facendo enormi progressi. Non siamo mai andati così veloce»: lo ha detto Donald Trump affermando che negli Usa «si stanno producendo in anticipo i candidati al vaccino più promettenti».

Negli Usa oltre 57 mila nuovi contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 57.039 nuovi contagi e 679 decessi da coronavirus in 24 ore, secondo la Johns Hopkins University. Il totale sale rispettivamente a 4.286.663 e 147.588.

Lunedì 27 luglio

(Aggiornato alle 18.06) Sono oltre 16 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 647.928, mentre i guariti totali sono 9.360.046.

Germania, chi torna dai paesi a rischio dovrà fare il tampone

Chi torna in Germania da paesi a rischio coronavirus in futuro avrà l’obbligo di farsi fare il tampone per verificare l’eventuale contagio da Covid-19. Lo ha detto il ministro della Salute Jens Spahn alla Dpa. Il test sarà gratuito.

Il Belgio rafforza le restrizioni contro il coronavirus

Il Belgio torna a restringere le misure sanitarie per frenare l’aumento dei contagi che il Paese ha visto dall’inizio di luglio.

La premier Sophie Wilmes, dopo la riunione del Consiglio nazionale di sicurezza, ha annunciato che la ‘bolla sociale’, il numero di persone che è possibile frequentare ogni settimana, si restringe da 15 a 5, e viene ridotta la partecipazione ad eventi al chiuso (massimo 100 persone) e all’aperto (massimo 200).

Inoltre, è obbligatorio andare da soli a fare la spesa nei supermercati o acquisti nei negozi, viene esteso il tracciamento a centri sportivi e saloni di benessere e viene raccomandato il telelavoro. «Queste misure servono ad evitare un nuovo lockdown», ha avvertito la premier.

Vaccino, negli Stati Uniti al via la fase 3 sull’uomo

Al via la fase 3 di sperimentazione clinica sull’uomo del vaccino anti Covid-19 sviluppato dall’azienda americana Moderna con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (Niaid) degli Stati Uniti diretto da Anthony Fauci. Lo annunciano i National Institute of Health, di cui il Niaid fa parte. La sperimentazione verrà fatta in 89 siti americani su circa 30.000 volontari sani. E’ uno dei 5 vaccini arrivati alla fase 3, tra i 25 ora allo studio sull’uomo.

A Singapore i casi superano quota 50 mila

Il bilancio dei casi di coronavirus a Singapore ha superato la soglia dei 50 mila: lo ha reso noto il ministero della Sanità. Nelle ultime 24 ore il Paese ha registrato 484 nuovi contagi, un dato che porta il totale dall’inizio della pandemia a quota 50.838, secondo la Cnn. Il ministero ha spiegato che la stragrande maggioranza dei nuovi casi è stata rilevata nei dormitori usati dalla comunità dei lavoratori stranieri. Il dato giornaliero include anche 15 casi rilevati in persone provenienti dall’estero. La città-Stato finora ha registrato 27 decessi, mentre 45.521 persone sono guarite.

Oms: «I casi sono raddoppiati nelle ultime 6 settimane»

Quasi 16 milioni di casi di Covid-19 sono stati segnalati all’Oms e oltre 640.000 morti. E la pandemia continua ad accelerare. Nelle ultime 6 settimane, il numero totale di casi è quasi raddoppiato. Lo ha dichiarato oggi da Ginevra il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sul coronavirus. Giovedì, ha ricordato, saranno sei mesi da quando è stata dichiarata l’emergenza sanitaria globale. «Questa - ha detto - è la sesta volta che un’emergenza sanitaria globale è stata dichiarata ai sensi dei regolamenti sanitari internazionali, ed è la più grave».

Focolaio in Baviera, test a tappeto per oltre 3 mila persone

I 3300 abitanti del villaggio di Mamming, dove sono stati registrati in un’azienda agricola 174 casi di contagio e dove è stata decisa la quarantena per tutti i 500 dipendenti, avranno la possibilità di fare test volontari. Lo ha dichiarato il ministro della Salute bavarese, Melanie Huml, a quanto riferisce il Tageschau online. Nell’azienda lavorano attualmente lavoratori stagionali dall’Ungheria, Romania e Bulgaria per la raccolta dei cetrioli.

L’America latina è la regione leader per numero di contagi

Col passare dei giorni l’America latina si sta affermando a livello planetario come l’epicentro della pandemia da coronavirus con un numero di casi maggiori di quelli congiunti di Stati Uniti e Canada. Secondo le cifre ufficiali fornite dalle autorità sanitarie di 34 Nazioni e territori latinoamericani e dei Caraibi, i contagi hanno raggiunto complessivamente quota 4.327.160 superando il dato complessivo statunitense e canadese (4.308.495). In quasi tutti i Paesi del subcontinente l’evoluzione verso l’alto della curva è molto netta, con particolare attenzione per quanto succede in Brasile, Perù, Messico e Colombia. L’America latina riunisce il 26,83% di tutti i casi mondiali, che attualmente sono 16.264.048. Nei primi 15 Paesi con il maggior numero di contagiati si trovano cinque Nazioni latinoamericane: Brasile (2.419.091), Messico (390.516), Perù (375.961), Cile (345.790) e Colombia (248.976).

Francia, è allerta su una possibile ripresa della pandemia

Non si placano i timori in Francia per una possibile ripresa dell’epidemia da coronavrus. In un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano Le Parisien, il ministro della sanità, Olivier Véran, lancia una nuova allerta contro la ripresa del nemico invisibile e aggiunge che la chiusura dei bar fa «parte delle possibilità». «Da qualche giorno - avverte Véran - vediamo un netto aumento dei casi positivi mentre calavano da tredici settimane».

In Francia, dove parte della popolazione sembra prendere alla leggera la minaccia, l’esecutivo moltiplica gli appelli alla vigilanza per evitare una seconda ondata e, soprattutto, un nuovo ricorso al confinamento che rappresenterebbe una catastrofe economica oltre che sanitaria.

Il Brasile supera la soglia dei 2,4 milioni di casi

Il bilancio dei casi di coronavirus in Brasile ha superato la soglia dei 2,4 milioni, mentre quello dei decessi è ad oggi oltre quota 87mila: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Secondo i dati ufficiali, nelle ultime 24 ore nel Paese sono stati registrati 24.578 nuovi contagi e 555 ulteriori morti, per un totale di 2.419.091 casi e 87.004 decessi dall’inizio della pandemia cinque mesi fa (il 26 febbraio scorso).

In India quasi 50 mila casi in 24 ore

L’India ha registrato 49.931 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, vale a dire il livello giornaliero più alto dall’inizio della pandemia: il nuovo record, secondo i conteggi ufficiali del ministero della Sanità riportati dalla Cnn, è stato accompagnato da ulteriori 708 decessi. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 1.435.453 e quello dei morti a quota 32.771. Ad oggi i casi attivi sono 485.000 e le persone guarite sono 917.568. Da parte sua, il Consiglio per la ricerca medica dell’India ha reso noto che dall’inizio della pandemia sono stati effettuati oltre 16,8 milioni di test. Il Paese ha il terzo numero di casi più alto al mondo dopo gli Usa e il Brasile.

Vietnam, via da Danang 80 mila turisti

Le autorità del Vietnam hanno deciso di evacuare circa 80 mila persone da Danang, soprattutto cittadini vietnamiti in vacanza nella nota località turistica, dopo la scoperta di tre casi di coronavirus: lo ha reso noto il governo, secondo quanto riporta Sky News. Il primo caso di contagio nel Paese dallo scorso aprile è stato confermato ieri. Le operazioni di evacuazione dureranno almeno quattro giorni: il governo ha predisposto circa 100 voli al giorno da Danang verso 11 città del Paese.

Rallenta l’aumento dei casi negli Usa

Rallenta l’aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti: sono stati 55.187 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore, rispetto agli oltre 60.000 degli ultimi giorni. I decessi sono stati 518. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, che parla di 4,2 milioni di casi totali negli Usa e 146.909 decessi. Frattanto, il presidente Trump ha dovuto rinunciare ad effettuare il tradizionale lancio di apertura il 15 agosto in vista dell’inizio del campionato di Baseball, lo sport nazionale. «Vista la mia grande attenzione sul virus dalla Cina, inclusi incontro sui vaccini, sull’economia e su molto altro, non sarò in grado di essere a New York ed effettuare il lancio di apertura per gli Yankees. Faremo più avanti nella stagione», ha twittato il presidente degli Stati Uniti.

Domenica 26 luglio

(Aggiornato alle 21.38) Sono oltre 16 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 646.812, mentre i guariti totali sono 9.300.881.

Il Marocco mette in quarantena otto città

Il Marocco mette in quarantena otto città per contenere la diffusione del coronavirus. Tangeri, Fes, Casablanca, Meknes, Tetouan, Berrechid, Settat e Marrakech sono isolate; a partire dalla mezzanotte di oggi non si potrà né entrare né uscire dai centri urbani. È quanto comunicano i ministri della Salute e dell’Interno in una dichiarazione congiunta. Non è specificato fino a quando. Le eccezioni valgono per quanti hanno bisogno di cure mediche urgenti, per i lavoratori del settore pubblico e privato che siano muniti di permesso per gli spostamenti. Il divieto di entrare o uscire dalle otto città non riguarda il trasporto delle merci per l’approvvigionamento. Questo nuovo giro di vite, dopo le prime aperture dall’inizio della pandemia, è motivato dall’aumento di nuovi casi Covid-19, che sabato hanno raggiunto la cifra di 811 e domenica di 633, portando il numero totale a 20.278, dall’inizio della pandemia. I decessi sono in tutto 313. Secondo il comunicato dei ministeri di Salute e Interno, alla base di questa impennata di infezioni ci sarebbe prevalentemente il mancato rispetto delle misure di prevenzione. C’è il rischio che il governo marocchino imponga un nuovo lockdown restrittivo in tutto il paese.

Focolaio in Baviera, 500 braccianti in quarantena

Un focolaio di coronavirus è stato scoperto in Baviera, nel sud della Germania, dove almeno 170 braccianti sono stati trovati positivi al Covid-19 in una grande azienda agricola di Mamming, obbligando tutti i 500 operai che vi lavorano alla quarantena. Lo scrive il sito di Deutsche Welle. «Per prevenire un contagio ulteriore e proteggere la popolazione, purtroppo dobbiamo prendere questa misura», ha dichiarato un dirigente sanitario locale, Werner Bumeder, che ha aggiunto che tutti i lavoratori sono stati sottoposti al tampone e invitato alla calma la popolazione della cittadina bavarese, assicurando che il focolaio interessa un «gruppo molto ristretto» di persone.

L’OMS: «Un milione di nuovi casi a settimana nell’ultimo mese»

In ognuna delle ultime cinque settimane sono stati registrati oltre 1 milione di nuovi casi di coronavirus, con picchi di 280.000 nelle giornate di ieri e oggi. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità in un comunicato nel quale si spiega che «l’aumento è determinato dal contagio in Paesi grandi e popolosi, come nelle Americhe e nel Sud Est Asiatico, anche se nessun Paese è immune».

Romania, 1.120 nuovi casi nelle ultime 24 ore

In Romania nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.120 nuovi casi di coronavirus, con il totale che sale a 44.798. Vi sono stati da ieri altri 22 decessi, che portano a 2.187 il numero delle vittime. La Romania resta il paese dei Balcani maggiormente colpito dalla nuova fase epidemica di Covid-19, ed è divenuto uno dei principali focolai in Europa.

In Cina 46 nuovi casi, 11 sono dall’estero

L’autorità sanitaria cinese ha dichiarato di aver ricevuto ieri segnalazioni di 46 nuovi casi confermati di Covid-19 in Cina continentale, di cui 35 trasmessi internamente. Nel suo resoconto giornaliero, la Commissione Sanitaria Nazionale oggi ha detto che 22 dei casi trasmessi internamente sono stati riportati nella Regione Autonoma dello Xinjiang Uygur e 13 nella provincia del Liaoning. Secondo la commissione, ieri non è stato riportato alcun decesso relativo alla malattia. Ieri 19 pazienti sono stati dimessi dagli ospedali dopo essere guariti e sono stati segnalati due nuovi casi sospetti. Il totale dei casi confermati in Cina continentale ieri è arrivato a 83.830, con 288 pazienti ancora in cura, di cui 18 in condizioni gravi, 78.908 persone guarite e 4.634 deceduti per la malattia.

Israele, governo approva il «bonus per tutti»

Il governo ha approvato oggi un progetto proposto dal premier Benjamin Netanyahu definito «un bonus per ogni cittadino». Prevede che ogni famiglia riceva almeno 2000 shekel (quasi 540 franchi), con la possibilità di salire a 3000 shekel qualora essa abbia uno o due figli. I maggiorenni non coniugati riceveranno 750 shekel. Il progetto richiederà uno stanziamento di 6 miliardi di shekel. Secondo il premier servirà «a stimolare i consumi e a rimettere in moto le ruote della economia, duramente colpite dal coronavirus». Il progetto, precisa il quotidiano economico Globes, passa ora alla commissione parlamentare per le finanze dove i partiti ortodossi richiedono che famiglie molto numerose ricevano aiuti addizionali «fin al quarto-quinto figlio». Il partito centrista Blu-Bianco ed i laburisti vogliono invece aiuti più significativi per i genitori-single, per gli anziani di oltre 67 anni e per i portatori di handicap. Dal bonus, a quanto pare, saranno esclusi i parlamentari e dirigenti del settore pubblico, che non hanno risentito in alcun modo per il coronavirus.


L’OMS: «248mila casi per secondo giorno consecutivo»

I casi di coronavirus a livello globale hanno superato quota 284.000 per il secondo giorno consecutivo: è quanto emerge dai conteggi dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Secondo i dati pubblicati sul sito dell’Oms, ieri vi sono stati nel mondo 284.083 contagi, ovvero solo 113 in meno rispetto alla giornata di venerdì, che registrato visto il record assoluto di 284.196 casi. Sempre ieri, l’Oms ha rilevato 6.270 decessi a livello mondiale rispetto ai 9.753 di venerdì, che avevano segnato il livello più alto dal tre maggio scorso.

Iran, 2.333 casi e 216 morti in 24 ore
L’Iran ha registrato 2.333 casi di coronavirus e 216 morti nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto la portavoce del ministero della Sanità, Sima Lari. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 291.172 e quello dei morti a quota 15.700. Almeno 3.695 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva, mentre finora sono guarite 253.213 persone. Nel complesso dall’inizio della pandemia sono stati eseguiti nel Paese 2.327.850 test.


USA, oltre 68 mila nuovi casi e 1000 vittime

Sono 68.212 i nuovi casi di coronavirus registrati negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. E’ il nuovo bilancio diffuso dalla Johns Hopkins University. Salgono così a 4.174.437 i casi di positività nel Paese. Il numero delle vittime è stabile sui 146.391, di cui 1.067 nelle ultime 24 ore.

Sabato 25 luglio

(Aggiornato alle 17.02) Sono oltre 15,7 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 640.029, mentre i guariti totali sono 9.054.474.

In Bosnia contagi oltre quota 10 mila

Resta alta in Bosnia-Erzegovina la curva dei contagi giornalieri da coronavirus. Come hanno reso noto i responsabili sanitari, nelle ultime 24 ore si sono registrati 304 nuovi contagi e 5 morti, con i totali saliti rispettivamente a 10.076 e 285. Da ieri sono guarite 159 persone.

In Croazia 77 contagi e 5 morti

Altri 77 contagi da coronavirus e cinque decessi si sono registrati nelle ultime 24 ore in Croazia. Nel Paese, riferiscono i media regionali, dall’inizio dell’epidemia sono stati 4.792 i casi di Covid-19 e 133 i decessi. I pazienti in ospedale sono attualmente 134, dei quali nove in terapia intensiva.

In Macedonia 137 casi e 9 morti

In Macedonia del Nord nelle ultime 24 ore si sono registrati 137 nuovi contagi da coronavirus, con il totale salito a 9.934. Da ieri, riferiscono i media regionali, vi sono stati nel Paese balcanico altri nove decessi, che portano a 460 il numero delle vittime.

In Polonia quasi 600 nuovi casi

Il numero degli contagiati del coronavirus in Polonia è salito oggi di 584 nuovi casi giornalieri, tra cui 9 morti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Varsavia. L’aumento dei casi, secondo alcuni esperti, potrebbe essere legata alle elezioni presidenziali, svoltesi il 28 giugno e 12 luglio scorsi. Il numero totale di malati dall’inizio dell’epidemia in Polonia è di 42.622, i morti sono 1664.

Nuovo record in Romania, 1.284 contagi in 24 ore

La Romania si conferma tra i principali focolai d’Europa per quanto riguarda il coronavirus. Nel paese balcanico nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 1.284 casi di Covid-19, nuovo record dall’inizio della pandemia. Il numero totale degli infetti è salito a 43.678, i decessi a 2.165 dopo i 15 delle ultime 24 ore.

La Catalogna chiude pub e discoteche

Il governo della Catalogna ha ordinato la chiusura di discoteche, locali notturni e pub nell’ambito delle iniziative prese per cercare di contenere una nuova ondata di casi di coronavirus. La misura è entrata in vigore oggi e durerà almeno 15 giorni, riporta il quotidiano El Pais. Allo stesso tempo, la Generalitat ha ridotto le ore dei casinò e delle sale giochi, che da oggi rimarranno aperti solo fino a mezzanotte. Alla stessa ora chiuderanno anche i bar ed i ristoranti nei comuni in cui le misure restrittive sono già in vigore, come a Barcellona. «La logica è limitare la mobilità e abbiamo già insistito sul fatto che, in alcuni spazi, è più difficile mantenere misure precauzionali. La situazione in Catalogna è complicata e abbiamo poche opportunità e poco tempo per agire», ha spiegato il segretario alla Sanità, Josep Maria Argimon.

Belgio, contagi cresciuti del 63% la scorsa settimana

La media dei nuovi contagi da coronavirus in Belgio si è stabilita tra il 15 ed il 21 luglio a 215,6 casi quotidiani, segnando un aumento del 63% rispetto alla settimana precedente, quella dall’8 al 14. Lo rende noto - scrive l’agenzia di stampa Belga - l’Istituto di salute pubblica Sciensano precisando però che tra il 14 e il 20 luglio era stato osservato un aumento dell’89%, con una media di 220 nuove infezioni al giorno. Le cifre sono influenzate dal 21 luglio, giorno festivo. In totale il Belgio conta 65.199 casi confermati di Covid-19, e complessivamente 9.817 decessi. Secondo gli ultimi dati pubblicati oggi da Sciensano, il tasso di riproduzione media del coronavirus in Belgio è pari a 1,44, il che significa che 100 pazienti con la Covid-19 infettano in media 144 persone. Questo tasso, che stima la contagiosità del virus, ieri era a 1,27. Quando il tasso è superiore a 1, significa che l’epidemia sta diventando più forte.

L’OMS: «Record di casi nel mondo in 24 ore»

I casi di coronavirus a livello globale segnano un altro record giornaliero: secondo i conteggi dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ieri i nuovi contagi nel mondo sono stati almeno 284.196, un dato che potrebbe anche aumentare nelle prossime ore perché ancora non tutti i Paesi hanno aggiornato l’Oms sulla loro situazione. Per il momento, quindi, si tratta di un incremento di quasi il 15% rispetto ai 247.224 casi riportati giovedì. Il record giornaliero precedente era stato segnato sabato scorso con 259.848 casi, riporta la Cnn. Nel complesso, ad oggi sono stati notificati all’Oms 15.296.926 contagi accertati. Sempre per nella giornata di ieri l’Oms ha registrato ulteriori 9.753 decessi provocati dal coronavirus, un dato che porta il totale dall’inizio della pandemia a quota 628.903.

Negli USA oltre mille morti e 73 mila nuovi casi

Più di 1.000 morti, per l’esattezza 1.150, per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo la quale i nuovi contagi sono stati 73.800.

In Brasile mille nuovi decessi e 55 mila contagi

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.156 decessi e 55.891 nuovi contagi da Covid-19 nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità locali. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.343.366, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 85.238. Il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati) è del 3,6%, mentre quello di mortalità è pari a 40,6 persone ogni 100 mila abitanti.

Venerdì 24 luglio

(Aggiornato alle 20.35) Ci sono oltre 15,4 milioni di casi (15.446.800) di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 632.178, mentre i guariti totali sono 8.763.796.

In Francia la circolazione del virus è «in netto aumento»

La circolazione del coronavirus è «in netto aumento in Francia»: è l’allarme lanciato questa sera dalla Direzione Generale della Salute di Parigi, secondo cui «stiamo tornando a livelli paragonabili a quelli della fine del periodo del confinamento». La Francia registra 1130 nuovi casi in 24 ore.

Ricoveri in Catalogna: 10 volte in più dei dati ufficiali

Le autorità della Catalogna hanno riferito di una media di 50 ricoveri al giorno di pazienti affetti dal coronavirus, sottolineato che il dato è dieci volte superiore a quello fornito dal ministero della Sanità spagnolo. Come riferisce il quotidiano El Pais, nella scorsa settimana si sono registrati oltre 300 ricoveri in Catalogna per Covid-19, mentre per le autorità di Madrid sono stati solo 26. La discrepanza, spiega El Pais, deriva dal fatto che i dati raccolti dal ministero provengono attraverso il sistema di sorveglianza epidemiologica (SiViEs), una piattaforma che raccoglie individualmente i positivi, la data di insorgenza dei sintomi, i ricoveri ospedalieri o i decessi. La Catalogna non aggiorna questo database in tempo, ma il ministero continua a pubblicare le informazioni sulla relative anche se incomplete. Il risultato è che viene offerta una visione della situazione che non corrisponde alla realtà, come evidenziato dai dati più recenti pubblicati dall’Agenzia catalana di valutazione della salute.

A Praga oltre 100 contagi dopo una serata in discoteca

Sono finora 109 i casi di contagio tracciate dalle autorità sanitarie ceche riconducibili ad un party avvenuto in una discoteca di Praga. Il numero dei casi, ha detto all’agenzia Ctk il responsabile del dipartimento della Sanità, Zdenka Jagrova, è destinato ad aumentare, poiché le persone contagiate sono in maggior parte di giovane età e socialmente molto attive. L’allarme viene lanciato nello stesso giorno in cui nel Paese sono state registrate oltre 200 nuove infezioni per il terzo giorno consecutivo. Attualmente, i decessi accertati da COVID-19 sono 365.

Mortalità sempre più alta in Iran

Le autorità iraniane hanno annunciato oggi di aver registrato 215 nuovi decessi a causa del coronavirus, una cifra ancora elevata della mortalità giornaliera causata dal virus dall’inizio dell’epidemia in Iran. La Repubblica islamica, che il 19 febbraio ha annunciato i primi casi di SARS-CoV-2, è il Paese più colpito del Medio Oriente. Tenuto conto di questi nuovi decessi recensiti nelle ultime 24 ore, «il numero totale delle vittime della malattia di Covid-19 ha ormai raggiunto i 15’289 morti», ha dichiarato alla televisione di Stato la portavoce del Ministero della Salute, Sima Sadat Lari.

L’Iran, dalla fine di giugno, sta affrontando un netto aumento dei decessi per polmonite virale, registrando un numero record di morti (+229) martedì. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 2’489 nuovi casi, portando il totale di contagi nel Paese a 286’523, ha aggiunto Lari. Dall’inizio di maggio, lo Stato ha reso obbligatorio l’uso delle maschere nei luoghi pubblici chiusi e ha reintrodotto le restrizioni nelle province più colpite.

Salgono ancora i contagi in Germania

È salito a 815 il numero dei nuovi contagi accertati da coronavirus in 24 ore in Germania, mentre ieri i nuovi casi erano 569. Lo riportano i dati del Robert Koch Institut di Berlino. Ciononostante il fattore di contagio R0 è ancora inferiore a 1, attestandosi per il 23 luglio a 0,93. Questo significa che ogni infettato contagia in media meno di un’altra persona. Tuttavia secondo Spiegel online la ripresa della crescita dei nuovi casi è la più consistente a partire da metà maggio, se si esclude l’exploit epidemico nei macelli dell’azienda Toennies in Bassa Sassonia. Intanto negli stessi macelli del colosso della carne tedesca oggi sono stati registrati 30 nuovi casi di infezione tra i lavoratori. Si tratta nella maggior parte di «vecchi casi» di persone già infettate una volta, fa sapere l’azienda di Rheda-Wiedenbrück.

In Belgio muore una bimba di 3 anni

Una bimba di tre anni è morta per il coronavirus in Belgio. Lo ha annunciato - precisa l’agenzia di stampa Belga - il portavoce interfederale COVID-19, Boudewijn Catry, nel corso di una conferenza stampa. Si tratta della più giovane vittima nel Paese. A marzo, sempre a causa del coronavirus, era morta una dodicenne. Catry ha aggiunto che il numero dei decessi è aumentato in Belgio: in media tre al giorno la scorsa settimana. «Nessuno è immune» dal virus, ha detto.

La Russia ha superato gli 800 mila casi

La Russia ha superato gli 800 mila casi accertati di COVID-19 dall’inizio dell’epidemia. Secondo il centro operativo nazionale anticoronavirus, sono 800.849 i contagi registrati finora. Nel corso delle ultime 24 ore si contano 5811 nuovi casi e 154 decessi provocati dal nuovo virus Sars-Cov-2. Il totale delle vittime della COVID-19 nel Paese, stando ai dati ufficiali, sale così a 13.046. I guariti sono 8444 nell’ultima giornata e 588.774 in tutto.

In Brasile più di 84 mila morti

Il Brasile ieri ha superato gli 84 mila morti per il nuovo coronavirus. Tra mercoledì e giovedì sono stati registrati 1311 nuovi decessi, portando il numero totale a 84.082, secondo i dati diffusi dalle segreterie sanitarie dei 27 governi statali.Sempre ieri si sono avuti 59.961 nuovi contagi da COVID-19, il secondo numero più alto da quando è stato confermato il primo caso alla fine di febbraio. Il numero totale dei contagi sale dunque a 2.287.475. Secondo i ricercatori dell’Istituto Fiocruz, specializzati nelle malattie infettive, le cifre ancora elevate potrebbero indicare che nel Paese sudamericano è in corso una seconda ondata della malattia.

Giappone, allerta a Tokyo per l’aumento di casi

C’è allerta a Tokyo in seguito ai recenti aumenti - a livelli record - dei contagi di coronavirus. Lo ha detto il ministro incaricato per la gestione dell’emergenza, Yasutoshi Nishimura, nel corso di una conferenza, dopo l’annuncio dei 366 casi nella capitale, giovedì.

«È un livello eccessivamente alto e dobbiamo garantire sufficienti posti letto per i malati di coronavirus, in particolar modo quei pazienti che presentano gravi sintomi e necessitano di appropriata assistenza».

Nishimura ha aggiunto che il governo si impegnerà a rendere operative le misure adeguate per rendere disponibili diversi centri di assistenza sul territorio e richiedere, ove fosse necessario, la sospensione di specifiche attività commerciali, o la riduzione degli orari di lavoro, per prevenire la diffusione a livelli allarmanti dell’agente patogeno.

Nella giornata di ieri in Giappone si sono registrate 980 infezioni di Covid-19, aggiornando per il secondo giorno consecutivo il record dalla revoca dello stato di emergenza, a fine maggio.

Allarme in Australia, intervengono i militari per il tracciamento

Continua l’allerta coronavirus nello Stato australiano di Victoria dove sono stati registrati 300 nuovi casi nelle ultime 24 ore. Lo ha detto il premier Daniel Andrews annunciando il dispiegamento di 28 squadre dell’esercito per aiutare le autorità sanitarie a tracciare i contatti delle persone contagiate. Degli ultimi 300, infatti, solo 51 hanno legami con casi precedenti.

I militari dovranno andare porta a porta se le persone contattate per telefono prima dalle autorità sanitarie non saranno state trovate. Se non si faranno trovare a casa quando arriveranno i soldati potrebbero essere multati, ha detto il premier. Nello Stato di Victoria, il più colpito da questa recrudescenza del Covid-19 in Australia, sono stati inviati finora 1400 militari per fronteggiare l’emergenza.

49’000 nuovi casi in India, record giornaliero

Oltre 49’000 nuovi casi di coronavirus sono stati registrati in India nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Sanità citati dalla Cnn.

Si tratta di un nuovo record giornalieri di contagi che porta il numero totale a 1’287’945, il terzo più alto al mondo dopo Stati Uniti e Brasile. In aumento anche il numero di vittime di Covid-19, 740 nelle ultime 24 ore, 30’061 in totale.

Numeri da record in Messico e Colombia

Il Messico ha registrato ieri 8438 nuovi casi di contaminazione da coronavirus in un giorno, dato record per il Paese dall’inizio della pandemia. In totale si sono avuti finora 370’712 contagi confermati e 41’908 decessi, di cui 718 nelle ultime 24 ore.

Record di morti in un giorno invece per la Colombia, 315 ieri. Un aumentato di circa il 53% rispetto ai 206 decessi registrati in media la scorsa settimana. Un terzo di queste morti è avvenuto a Bogotà. La Colombia, che conta 50 milioni di abitanti, ha registrato un totale di 7688 decessi e 226’373 casi di infezione da Covid-19.

Altri 76.600 casi negli Usa, superati i 4 milioni di contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 76.570 nuovi casi di coronavirus in un giorno, per un totale che ha superato i 4 milioni di casi. Lo rende noto l'università americana Johns Hopkins. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 1.225, per un totale di 144.167 vittime.

Giovedì 23 luglio

(Aggiornato alle 23.37) Ci sono oltre 15 milioni di casi (15.321.211) di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 626.190, mentre i guariti totali sono 8.729.652.

Un contagio alla caffetteria della Casa Bianca

Nel giorno in cui gli Stati Uniti sfiorano i 4 milioni di casi di coronavirus, lo spettro del contagio torna ad aleggiare anche nelle stanze e nei corridoi della Casa Bianca. L’addetto di una delle caffetterie del complesso presidenziale, frequentato da decine di dipendenti, consiglieri e giornalisti, è stato trovato positivo al coronavirus. L’allarme è stato lanciato in una e-mail inviata a tutto il personale poche ore dopo l’ennesimo briefing con la stampa del presidente Donald Trump. L’invito è stato quello di non cedere al panico: il rischio trasmissione è molto basso e non serve l’auto quarantena - il messaggio allo staff - ma restate a casa se pensate di avere dei sintomi. La caffetteria in cui lavora il dipendente trovato positivo non è quella della West Wing, dove si trovano lo Studio Ovale e gli uffici dei più stretti collaboratori del presidente, ma nell’Eisenhower Executive Office Building che si trova a fianco della Casa Bianca. Per sicurezza è stata chiusa anche la caffetteria del New Executive Office Building. La preoccupazione di molti però - come sottolineano diversi media - è che se il presidente e suoi collaboratori ed assistenti vengono ormai regolarmente testati, non è così per gli altri membri dello staff, soprattutto quelli che lavorano nei due edifici adiacenti alla Casa Bianca. Non è la prima volta che nella residenza presidenziale scatta l’allarme. A maggio uno dei «valletti» del presidente fu trovato positivo, così Katie Miller, portavoce del vicepresidente Mike Pence e moglie del consigliere politico di Trump, Stephen Miller. Questo mese, poi, Pence ha dovuto rinunciare ad una missione in Arizona dopo che alcuni agenti del Secret Service che dovevano viaggiare con lui sono risultati infettati dal virus. L’ultimo caso di contagio vicino al presidente era stato poi quello di Kimberly Guilfoyle, l’ex commentatrice di Fox News fidanzata con Donald Trump Junior.

Oltre 1000 casi in 24 ore in Francia

Prosegue l’aumento di nuovi casi confermati di coronavirus in Francia, con «oltre 1000 casi» in 24 ore: è quanto annunciato oggi dalla Direzione Generale della Salute (Dgs). Il numero di pazienti positivi alla Covid-19 registra una tendenza al rialzo da tre settimane consecutive e questo «aumento si va intensificando», avverte Santé Publique. La settimana scorsa, in Francia, erano stati individuati 3.589 nuovi casi di coronavirus, equivalente ad un aumento del 27% rispetto alla settimana precedente.

In America latina superati i 4 milioni di casi

La regione dell’America latina e dei Caraibi ha superato i 4 milioni di casi di coronavirus, di cui oltre 170 mila sono morti. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA riguardante 35 nazioni e territori latinoamericani.Secondo il conteggio, la regione ha registrato fino a oggi 4.042.617 contagi per la pandemia, con 170.013 morti. Il Paese più colpito resta il Brasile, con 2.227.514 casi confermati e 82.771 decessi. Seguono il Perù (366.550 contagi e 13.767 morti) e il Messico (362.274 casi e 41.190 vittime). Tra i Paesi con più di centinaia di migliaia di casi, il Cile (338.759 infezioni e 8.838 morti), la Colombia (211.038 contagi e 7.166 morti) e l’Argentina (141.900 casi e 2.588 decessi).

Mascherine obbligatorie nei mercati all’aperto in Belgio

Il Consiglio nazionale per la sicurezza ha deciso oggi che in Belgio, a partire da domani, sarà obbligatorio indossare le mascherine in tutti i mercati all’aperto e anche nelle strade dello shopping solitamente affollate. La misura, che si aggiunge all’obbligo di mascherina già prevista per i luoghi pubblici al chiuso, è stata presa davanti al crescente rischio di una nuova ondata di contagi.

In Germania 569 nuovi casi accertati

Sono 569 i nuovi casi accertati di Covid-19 nelle ultime 24 ore in Germania, secondo quanto riferiscono i dati di oggi del Robert Koch Institut. Dall’inizio dell’epidemia sono 203.368 le persone ammalatesi in Germania e 9101 le persone decedute in seguito al virus.

India, superata la soglia dei 1,2 milioni di casi

L’India ha sorpassato oggi il milione 200mila casi di positività al Covid19, con un balzo record di oltre 45 mila nuovi positivi nelle ultime 24 ore, il più alto mai registrato sinora: lo ha dichiarato questa mattina il Ministero alla Sanità indiano.

L’India è al terzo posto al mondo per casi, dopo Stati Uniti e Brasile, ed è il terzo paese ad aver superato la quota di un milione: i casi totali sono praticamente raddoppiati nel mese di luglio: a fine giugno ne erano stati accertati solo 600mila. Sul totale dei contagiati sono oltre 782 mila i guariti, con un tasso di guarigione pari al 63%.

Oltre 3 milioni di casi in Europa

I casi di coronavirus hanno superato la soglia dei tre milioni in Europa. È quanto emerge da un conteggio dell’agenzia di stampa Afp. Frattanto, gli Stati Uniti si avviano rapidamente verso la soglia dei quattro milioni di casi di coronavirus, dei quali quasi un quarto - circa 970.000 - sono stati rilevati nelle ultime due settimane: si tratta di un livello superiore a quello di tutti i nuovi contagi registrati nell’intero mese di giugno. Il primo caso accertato del virus nel Paese, ricorda la Cnn, è stato registrato il 21 gennaio scorso. In soli 99 giorni negli Usa si contavano già un milione di casi. E la diffusione dell’infezione nel Paese è stata sempre più rapida: infatti, ci sono voluti poi solo 43 giorni per raggiungere i due milioni di contagi e solo 28 giorni dopo - l’8 luglio scorso - si era già arrivati a tre milioni.

Attualmente, secondo i conteggi della Johns Hopkins University, i contagi sono 3.970.908 (inclusi 143.190 morti), quindi per aggiungere un altro milione al record dell’8 luglio questa volta dovrebbero bastare solo due settimane e molto probabilmente la soglia dei quattro milioni verrà varcata oggi stesso.

Negli Usa oltre 63 mila casi in 24 ore

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 63.967 e i morti 1.059. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University, secondo la quale i contagi sono complessivamente 3.955.860.

Mercoledì 22 luglio

(Aggiornato alle 18.29) Ci sono oltre 15 milioni di casi (15.000.424) di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite 617.832. Con 3.915.780 persone affette da Covid-19 gli Stati Uniti sono il Paese con il più alto numero di casi, seguiti dal Brasile (2.159.654) e dall’India (1.193.078).

Nuovo record in Romania, oltre 1000 contagi in 24 ore

Nuovo record giornaliero di contagi da coronavirus in Romania, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 1.030 su 24.87 test effettuati. Si tratta del numero più alto dall’inizio della pandemia, per un totale di 40.163 casi. Da ieri si sono avuti altri 27 decessi, che portano a 2.101 il numero delle vittime. La Romania resta il Paese dei Balcani maggiormente colpito dalla pandemia.

Belgio, casi in aumento dell’89%

Tra il 12 e il 18 luglio i nuovi casi di coronavirus in Belgio sono cresciuti dell’89% rispetto alla settimana precedente. La situazione appare particolarmente critica nella città di Anversa, dove vengono segnalati molti focolai. Il sindaco della città a quindi deciso di limitare i raggruppamenti a un massimo di dieci persone. In crescita anche i ricoveri ospedalieri.

Oms: «Trend preoccupanti nell’Europa meridionale e nei Balcani»

«Mentre certamente in Europa occidentale la malattia è sotto controllo, abbiamo ancora trend preoccupanti nell’Europa meridionale e nei Balcani, quindi non siamo ancora fuori pericolo nell’ambiente europeo. Serve una vigilanza costante». È quanto ha dichiarato Mike Ryan, capo del programma per le emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità, parlando alla radio irlandese Newstalk. «Le Americhe - ha aggiunto - sono ancora il principale punto caldo ma la malattia inizia ad accelerare in Africa».

In Spagna 224 focolai con oltre 2.600 contagi

Aumentano in Spagna i focolai di coronavirus: secondo i dati resi noti oggi dalle autorità sanitarie nel paese - riporta «La Vanguardia» - sono 224, ovvero 23 in più rispetto all’altro ieri, con 2.622 contagiati. La maggior parte dei nuovi positivi sono collegati ad attività di raccolta della frutta, oltre a luoghi in cui le misure di prevenzione vengono allentate, come gli ambienti familiari e le discoteche. Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Spagna si contano ora 266.194 casi e 28.424 morti.

Cresce l’infezione in Israele, quasi 2000 contagi

Continua a crescere in Israele la infezione di coronavirus, malgrado diverse restrizioni imposte dal governo nelle ultime due settimane. Secondo dati divulgati dal ministero della sanità, i contagi sono stati ieri 1.977. Di conseguenza il numero dei casi positivi dall’inizio della pandemia è salito a 54.663. Le persone infette sono oggi 31.313, di cui 663 ricoverate in ospedali mentre altre 30.650 sono in isolamento nelle proprie abitazioni o in appositi alberghi. I decessi sono stati 430. Il ministero della sanità precisa inoltre che nei test condotti ieri, la quota delle persone infette è stata del 7,7%.Negli ultimi giorni le località più colpite dalla pandemia restano Gerusalemme, Tel Aviv e le cittadine ortodosse di Bnei Brak, Betar Illit e Beit Shemesh.

In Sudamerica la situazione resta preoccupante

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.367 decessi e 41.008 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel paese è dunque salito a 2.159.654, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 81.487. In Messico il bilancio delle morti per coronavirus ha ormai superato la soglia delle 40.000 vittime. «Decessi: 40.400», indica l’aggiornamento quotidiano del segretario alla salute sull’andamento della pandemia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 915 decessi. Da parte sua il bilancio dei morti in Colombia ha superato quota 7.000: secondo i dati del ministero della sanità, riporta la CNN, ieri il paese ha registrato 239 ulteriori decessi, un dato che ha portato il totale dall’inizio della pandemia a 7.166. Allo stesso tempo, i nuovi casi sono stati 7’033 nella giornata di martedì, per un totale di 211.038. Nonostante il crescente numero di contagi e di morti, il ministro della sanità, Fernando Ruiz, ha difeso ieri la decisione del governo di non imporre un lockdown a livello nazionale ma di isolare localmente i vari focolai del virus. «Questo approccio è molto più efficace rispetto alla chiusura di tutto il paese», ha detto nel corso di un’intervista tv. Intanto l’Argentina ha registrato un record di 5.344 casi di nelle ultime 24 ore, un dato che porta il bilancio complessivo dei contagi a quota 136.118. Anche i nuovi decessi, 117 in tutto, hanno fatto segnare un ulteriore record giornaliero, portando il totale delle vittime a 2.490, ha reso noto il ministero della sanità del Paese.

Da ieri più di mille morti negli USA

Più di 1.000 morti per coronavirus negli Stati Uniti in 24 ore. È la prima volta dal 9 giugno che tale soglia viene superata. Lo riporta il New York Times. Pur trattandosi di una cifra elevata si tratta si un numero decisamente inferiore al record di 2.752 morti in 24 ore registrato il 15 aprile.

Martedì 21 luglio

(Aggiornato alle 16.54) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus ha superato quota 14,7 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 14.755.228 Le vittime sono 611.090, mentre i guariti sono oltre 8.333.387.

In alcune zone degli USA molti più contagi dei dati ufficiali

Il numero delle persone infettate dal coronavirus in alcune parti degli Usa è molto più elevato di quanto dicano i numeri ufficiali: da 2 a 13 volte più alto. E’ quanto emerge da uno studio presentato dai Cdc, la massima autorità federale statunitense, in cui si parla di un grande numero di persone asintomatiche o di molte altre persone che, pur avendo contratto la Covid-19, non ricorrono alle cure mediche. Attualmente, secondo i dati resi pubblici dalle autorità e da istituzioni private come la Johns Hopkins University, i contagi negli Stati Uniti hanno sperato i 3,8 milioni di casi e il bilancio delle vittime e’ salito a 141 mila.

Il Brasile inizia i test di fase 3 con il vaccino cinese CoronaVac

Lo Stato di San Paolo, il più colpito dal coronavirus in Brasile, inizia oggi i test di fase 3 con il vaccino sviluppato dal laboratorio cinese Sinovac Biotech. A partire da oggi, circa 850 professionisti della salute, che non hanno contratto la malattia, inizieranno a ricevere il vaccino, il cui nome commerciale è CoronaVac, presso l’Ospedale de Clinicas dell’Università di San Paolo (Usp). Intanto, la rivista Lancet ha pubblicato ieri i primi risultati positivi per un altro vaccino cinese, l’Ad5-vectored COVID-19 vaccine della Cansino. In totale sono 3 i vaccini in studio avanzato in Cina.

L’Istituto Butantan, collegato al governo di San Paolo e all’Usp, coordinerà il lavoro con novemila volontari sparsi tra San Paolo, Brasilia, nonché negli Stati di Rio de Janeiro, Minas Gerais, Rio Grande do Sul e Paranà. Per il governatore di San Paolo, Joao Doria, si prevede che «questa fase 3 dei test CoronaVac si completi in 90 giorni» e, se i risultati saranno positivi, saranno prodotte oltre 100 milioni di dosi. Allo stesso tempo, continuano anche gli studi presso l’Università federale dello Stato di San Paolo (Unifesp), con il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford, nell’ambito di un accordo che ha il sostegno del governo federale. Il direttore del Butantan, Dimas Covas, ha negato che esista una corsa tra il suo Istituto e Unifesp.

«Il vaccino cinese è più avanzato (rispetto a quello britannico) perché utilizza una tecnologia già nota, ma non siamo in competizione», ha affermato il dirigente. Una spedizione con migliaia di dosi del farmaco è arrivata ieri all’aeroporto internazionale di San Paolo su un aereo proveniente da Francoforte. Una parte del lotto CoronaVac è già stata inviata a Brasilia, dove gli studi saranno coordinati da professionisti dell’Università di Brasilia.

Un quarto degli abitanti di Delhi positivo alla Covid-19

Quasi un quarto degli abitanti di New Delhi (il 23,48% per la precisione) è stato toccato dal Covid-19: lo mostra uno studio reso noto oggi dai responsabili del Dipartimento della città. La ricerca è stata condotta dal NCDC, il National Center for Disease Control, (Centro nazionale per il controllo delle malattie), in collaborazione col governo di Delhi, su un campione random di oltre 21mila persone. I dati mostrano inoltre che gran parte delle persone positive si sono rivelate asintomatiche. «Lo studio è il più ampio condotto sinora in India utilizzando i risultati dei test sierologici Elisa che verificano la presenza di anticorpi», spiega un comunicato stampa del Dipartimento alla salute dello stato. Il ministro di stato alla Salute sottolinea che una porzione significativa della popolazione è dunque ancora vulnerabile al contagio: «Dobbiamo continuare ad applicare tutte le misure già adottate: dalle zone di contenimento, nelle aree in cui siano stati individuati focolai, al rispetto della distanza fisica, dall’uso delle mascherine, al divieto di assembramenti e incontri affollati».

Secondo gli esperti lo studio mostra anche che gli abitanti dello stato di Delhi positivi al coronavirus sono molto più numerosi di quanto emerso sinora dai dati: Delhi infatti ha registrato a ieri sera un totale di 123.747 casi, pari a meno dell’1% della sua popolazione totale, 19.8 milioni di abitanti.

Trump: «Gli Usa stanno molto bene»

«Le fake news sul virus della Cina non lo diranno mai ma gli Stati Uniti, rispetto alla maggior parte dei Paesi che stanno soffrendo tantissimo, stanno molto bene. E abbiamo fatto cose che pochi Paesi sarebbero riusciti a fare». Lo scrive il presidente americano Donald Trump su Twitter.

In Argentina 92 morti

L’Argentina ha registrato 3.937 nuovi casi di coronavirus e un record di 92 decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 130.774 e quello dei morti a quota 2.373.

Usa, oltre 56 mila casi in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 56.750 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 372 decessi provocati da Covid-19: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Ad oggi nel Paese si contano 3.830.010 contagi, inclusi 140.906 morti. Dall’inizio della pandemia sono guarite 1.160.087 persone.

Lunedì 20 luglio

(Aggiornato alle 23.44) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus ha superato quota 14,7 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 14.723.194. Le vittime sono 610.560 mentre i guariti sono oltre 8.322.171.

Brasile, superate le 80 mila vittime

Il Brasile questo lunedì ha registrato ulteriori 632 decessi e 20.257 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.118.646, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 80.120.

L’OMS: «La pandemia accelera in Africa»

«Siamo molto preoccupati per un’accelerazione dell’epidemia di coronavirus in Africa». Lo ha affermato oggi Michael Ryan dell’Oms a Ginevra, sottolineando che quanto sta accadendo in Sudafrica si può replicare in tutto il continente. Il Sudafrica, con oltre 360.000 contagi, è il quinto paese con più malati al mondo di coronavirus.

27 Paesi sull’orlo della peggiore crisi alimentare

Sono 27 i Paesi in prima linea per le crisi alimentari che incombono in seguito al COVID-19, poiché gli effetti della pandemia aggravano i fattori preesistenti della fame.

E nessuna regione del mondo ne è immune: Afghanistan e Bangladesh in Asia, Haiti e Venezuela in America centrale, Iraq, Libano, Sudan e Siria in Medio Oriente, Burkina Faso, Camerun, Liberia Mali, Niger, Nigeria, Mozambico, Sierra Leone e Zimbabwe in Africa. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dal Programma Alimentare Mondiale (WFP).

Il rapporto congiunto FAO-WFP segnala che nei prossimi mesi questi paesi saranno ad alto rischio di un notevole peggioramento della sicurezza alimentare, che in alcuni casi è già in atto, incluso l’aumento delle persone colpite da fame acuta.

Nel tentativo di contrastare i trend emergenti, oggi la FAO ha pubblicato l’appello rivisto per 428,5 milioni di dollari nell’ambito del Piano Globale di Risposta Umanitaria al COVID-19 del sistema delle Nazioni Unite, che affronta le crescenti esigenze del settore agroalimentare, concentrandosi sull’assistenza urgente per la salvaguardia dei mezzi di sussistenza e il mantenimento delle filiere alimentari.

Secondo la FAO, rispondere alle sfide, richiede interventi urgenti e su larga scala. Le principali stagioni agricole, i movimenti di bestiame per il pascolo e l’acqua, il raccolto, la trasformazione e lo stoccaggio degli alimenti non sono attività che possono essere messe in pausa.

Le Bahamas proibiscono l’ingresso ai turisti americani

Le Bahamas proibiscono l’ingresso dei turisti americani dopo un’impennata nei contagi da Covid-19. L’arcipelago nell’oceano Atlantico ha anche sospeso i voli verso gli Stati Uniti.

«Lo stato della pandemia alle Bahamas - ha detto il primo ministro Hubert Minnis - è peggiorato ad un tasso esponenziale da quando sono stati aperti i confini ai viaggi internazionali». Ha aggiunto inoltre che i casi attualmente sono 153 con 49 nuovi dall’apertura dei confini lo scorso primo luglio.

Il divieto non vale per i turisti provenienti dal Canada, Unione Europea e Regno Unito. Le Bahamas si trovano solo a circa 70 km di distanza dalla Florida e i turisti americani sono il mercato principale per le isole.

In India 40 mila casi in 24 ore: è record

L’India ha registrato oggi un aumento record di oltre 40mila nuovi casi di Covid19, superando così il milione e 118 mila positivi: lo ha reso noto questa mattina il ministero della Salute. Il calcolo totale dei decessi è salito a 27.497, con 681 morti registrate nella sola giornata di ieri. Gli ultimi 100 mila nuovi casi sono registrati in appena tre giorni dal raggiungimento del primo milione di positivi. Secondo il ICMR, il consiglio Nazionale della Ricerca Medica, il balzo record si deve al numero parimenti record di test effettuati nella sola giornata di ieri: 256.039.

Francia, fino a 500 focolai ma non è la seconda ondata

In Francia sono attualmente recensiti «tra i 400 e i 500 focolai di coronavirus»: lo ha detto oggi il ministro della Salute, Olivier Véran, intervistato da France Info. Véran ha aggiunto che «siamo ancora molto lontani da una seconda ondata» ma ci sono «segni inquietanti di ripresa epidemica sul territorio nazionale».

El Salvador sospende la «fase 2»

Il presidente di El Salvador Nayib Bukele ha ordinato la sospensione dell’ingresso del Paese nella ‘fase 2’ del progressivo ritorno alla normalità per la pandemia di coronavirus. L’annuncio, formulato ieri pomeriggio, è dovuto ad un nuovo aumento del numero dei contagi (11.846), con 335 morti. Lo stop comporta la sospensione della riapertura di vari settori dell’economia e la mancata ripresa del servizio di trasporti pubblico.

Via Twitter Bukele ha spiegato che «dopo aver ascoltato le opinioni degli esperti e soprattutto del ministero della Sanità, e nonostante il nostro Paese abbia bisogno di una quarantena molto rigida e non solo misure di accompagnamento, ho deciso di sospendere la ‘fase 2’ della riapertura economica». Al messaggio presidenziale ha immediatamente fatto seguito un tweet del Consiglio dei ministri per sollecitare il parlamento ad approvare la quarantena rigida proposta dal governo.

Israele, meno di 1000 contagi per la prima volta da luglio

Per la prima volta dall’inizio di luglio il numero dei contagi di coronavirus in Israele è stato ieri inferiore a mille: sono stati, secondo il ministero della sanità, 951. Il numero dei casi positivi dall’inizio della pandemia è salito così a 50.714. Le persone risultate positive ai test sono adesso 28.424: di esse 27.743 si trovano nelle loro abitazioni o in appositi alberghi, mentre 681 sono ricoverate in ospedali. Preoccupa intanto il numero complessivo dei malati gravi che è salito a 259: quasi il doppio rispetto a dieci giorni fa. I decessi sono stati in tutto 415.

Nell’ultima settimana la città più colpita dalla pandemia è stata Gerusalemme (1.497 contagi), seguita dalla cittadina ortodossa di Bnei Brak (766), da Tel Aviv (395) e dall’insediamento ortodosso di Betar Illit, con 394 contagi.

In Iran 2.414 casi e 217 vittime in 24 ore

Salgono a 276.202 i casi accertati di Covid-19 in Iran, con 2.414 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 217, vicino al record negativo di 221 morti del 9 luglio, per un totale di 14.405 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 3.583, mentre i pazienti guariti crescono a 240.087. I test complessivi effettuati sono 2.175.217. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

La Gran Bretagna prenota altre 90 milioni di dosi di vaccino

Salgono a 190 milioni le dosi di potenziali vaccini futuri contro il coronavirus prenotate dal governo britannico in contratti con vari colossi farmaceutici nel caso in cui alcuni progetti di ricerca in corso nel Regno dovessero avere successo.

Lo riporta oggi la Bbc, pur in un clima di cautela persistente su tempi ed esiti di questa sfida, precisando che alle 100 milioni di dosi già concordate da tempo con AstraZeneca, se ne sono aggiunte altre 90 milioni da altre fonti.

Per l’esattezza si tratta di 30 milioni di dosi prelazionate con Biotech e Pfizer, incaricate di produrre un eventuale vaccino d’origine «genetica» in fase di studio nell’ambito di una seconda ricerca; e di 60 milioni commissionate a Valneva, impegnata sul fronte di un terzo trial, condotto su una versione inattiva del coronavirus.

L’obiettivo di Londra è differenziare le chance di successo, ha sottolineato Kate Bingham, capo della task force vaccini istituita dal governo di Boris Johnson, osservando che la ricerca si sta muovendo «a una velocità senza precedenti» e che ci sono almeno una ventina di «candidati promettenti»; ma anche ammonendo che non bisogna essere «faciloni o troppo ottimisti».

Calano i contagi in Russia

In Russia si registrano ufficialmente 5.940 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore: è la prima volta dal 29 aprile che nel Paese si contano meno di 6.000 nuovi contagi. Il totale dei casi accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia è ora 777.486, il quarto al mondo in termini assoluti. Le vittime del nuovo virus sono in tutto 12.427, di cui 85 decedute nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 3.258 nelle ultime 24 ore e 553.602 in totale. Lo riporta il centro operativo russo anti-coronavirus.

651 nuovi casi in Ucraina, 59.493 in tutto

Sono 651 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi accertati nella repubblica ex sovietica dall’inizio dell’epidemia sale così a 59.493. Lo fa sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post.

Ufficialmente, i morti sono in tutto 1.498, di cui 13 deceduti nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 560 nelle ultime 24 ore e 31.439 in totale.

Cile, verso una progressiva apertura in 5 tappe

Il presidente cileno Sebastián Piñera ha presentato all’opinione pubblica un nuovo piano in cinque tappe, denominato ‘passo dopo passo’, con cui si propone di portare gradualmente il Cile fuori dalle restrizioni imposte dalla pandemia da coronavirus.

Il capo dello Stato ha spiegato che il nuovo piano sarà avviato non appena saranno revocate le quarantene che al momento riguardano dieci milioni di persone, oltre la metà della popolazione del Paese.

Al momento il Cile, ricordano le statistiche del ministero della Sanità, è il terzo Paese con più contagi (330.930) in America latina dopo Brasile e Perù, ed il quarto per numero di morti (8.503), superato in questo aspetto anche dal Messico.

Manifestando un relativo ottimismo sulla situazione, Piñera ha sostenuto che «dopo cinque mesi di pandemia» stiamo «attraversando cinque settimane di miglioramento» che riguardano «12 delle nostre 17 regioni che stanno manifestando progressi nel contrasto del Covid-19».

Le cinque tappe del piano ‘passo dopo passo’, ha sottolineato il primo cittadino cileno, sono: quarantena, transizione, preparazione, apertura iniziale e infine apertura avanzata. In questo modo, ha spiegato, «contiamo di rafforzare il processo di ritorno alla normalità per il nostro Paese», anche se non è escluso che «un eventuale peggioramento del contagio potrebbe comportare il ritorno di una zona alla tappa inferiore» di questo piano.

Cina, 22 nuovi casi di cui 17 nello Xinjiang

Sono 22 i nuovi casi accertati domenica in Cina di cui 5 importati (tre nello Sichuan, uno nella Mongolia Interna e uno nello Shandong) e 17 di trasmissione domestica, tutti rilevati nella provincia nordoccidentale dello Xinjiang, diventata l’ultimo focolaio del Paese.

Nel complesso, secondo la Commissione sanitaria nazionale, le infezioni di Covid-19 si sono portate a 83.682, di cui 249 sotto trattamento e 5 in gravi condizioni. Le guarigioni sono salite a quota 78.799, mentre i decessi restano fermi a 4.634.

I contagi importati sono aumentati a 2.012, di cui 1.929 risoltisi con la guarigione e ancora in ricovero ospedaliero.

I nuovi asintomatici scoperti domenica sono stati 13, portando il totale a 154 (ci sui 87 dall’estero), tutti sotto osservazione medica.

Usa, 63.872 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti sono stati registrati 63.872 nuovi casi di coronavirus e 574 decessi. Il numero totale dei contagi, secondo i conteggi della Johns Hopkins University, è di oltre 3,7 milioni, quello delle vittime di 140.474.

Domenica 19 luglio

(Aggiornato alle 20.16) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus ha superato quota 14 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 14.288.689. Le vittime sono 602.138, mentre i guariti sono oltre 8 milioni.

Nuovo record in Florida, oltre 12 mila casi in 24 ore

La Florida è sempre più epicentro della pandemia negli Usa: nelle ultime 24 ore si è registrato un nuovo record di 12.478 casi giornalieri di contagio e di 87 morti. Il totale dei casi nel Sunshine State sale così a 350.047, il bilancio delle vittime a 4.982. L’area più colpite la contea di Miami-Dade. Nella città di Miami, compresa Miami Beach, da venerdì sera è entrato in vigore il coprifuoco che durerà per almeno una settimana

Palestina, nuove misure restrittive
Nuove misure restrittive sono state annunciate ieri dal governo di Mohammed Shtayeh per contrastare la diffusione del coronavirus fra i palestinesi. Lo rende noto la agenzia di stampa Maan.

Gli spostamenti fra le province della Cisgiordania resteranno bloccati per un’altra settimana ed una chiusura ermetica sarà applicata alle zone dove siano registrati focolai. Nelle città della Cisgiordania nessuno potrà circolare fra le ore 20 serali e le 6 di mattina. Fino a nuovo ordine sono vietati i matrimoni, i lutti pubblici ed i festival. Prosegue poi la chiusura di asili, piscine, palestre e sale di ricevimento.

Il governo dell’Autorità nazionale palestinese vieta inoltre ai manovali di lavorare in insediamenti ebraici e fa appello agli arabi cittadini di Israele affinché si astengano in questa fase dal visitare la Cisgiordania. Nel frattempo il ministero della sanità, citato dall’agenzia di stampa Wafa, precisa che fra i palestinesi i casi positivi in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est sono saliti a 10.052 e che nelle ultime ore si sono avuti 465 contagi. I decessi sono 63.

Iran: legge del taglione per chi nasconde il contagio

A causa del drastico aumento dei casi in Iran, il ministero della Giustizia ha annunciato che chiunque nasconda la sua infezione e non osservi i protocolli sanitari, sarà sottoposto alla legge del taglione per possibili infezioni o decessi di altre persone.

Il bilancio delle vittime del coronavirus è salito intanto a 14.188, con 209 nuovi decessi registrati nelle ultime 24 ore e i contagi sono saliti a 273.788, incluse 2.182 infezioni da sabato. Lo ha detto la portavoce del ministero della Salute Sima Lari nel suo briefing giornaliero. I pazienti in terapia intensiva sono aumentati a 3.556 e i pazienti guariti crescono a 237.652. I test complessivi effettuati nel paese sono 2.148.999.

A Hong Kong «situazione critica»

Il coronavirus si sta diffondendo senza controllo a Hong Kong, che ha registrato un record giornaliero di oltre 100 casi. Lo ha detto la leader di Hong Kong Carrie Lam, ordinando nuove misure di distanziamento sociale. «Penso che la situazione sia davvero critica e non vi è alcun segno che la situazione sia sotto controllo», ha detto ai giornalisti.


Israele, i casi positivi sfiorano i 50mila

Il numero dei casi positivi di coronavirus registrati finora in Israele ha raggiunto la cifra di 49.575, dopo che nelle ultime 24 ore si sono aggiunti 1.414 contagi. Lo ha reso noto il ministero della sanità. Nei test condotti ieri la percentuale dei casi positivi è stata del 7,9 per cento. Negli ospedali sono ricoverate 649 persone. Altre 27.080 sono adesso in isolamento nelle proprie abitazioni o in alberghi messi a disposizione dalle autorità. I decessi sono stati finora 406.


Record di contagi nel mondo

I nuovi contagi di coronavirus nel mondo sono stati 259.848 casi in 24 ore. E’ il più grande incremento in un giorno dall’inizio della pandemia. Lo ha reso noto l’Organizzazione mondiale della sanità pubblicando sabato i dati sul proprio sito. I maggiori aumenti sono stati negli Stati Uniti, in Brasile, in India e in Sudafrica. Il bilancio globale delle vittime è salito di 7.360, il più grande aumento giornaliero dal 10 maggio.

60mila nuovi casi negli Stati Uniti

Altri 60.207 casi di contaminazione da coronavirus sono stati identificati negli Stati Uniti nell’arco di 24 ore, secondo il conteggio sabato della Johns Hopkins University. Questi nuovi casi portano a 3.698.209 il numero totale di infezioni registrate negli Usa dall’inizio della pandemia. I decessi in un giorno sono stati invece 832, per un totale di 139.960.

Sabato 18 luglio

(Aggiornato alle 21.10) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato quota 14 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 14.107.052. Le vittime sono 602.657, mentre i guariti sono oltre 7,8 milioni.

La Spagna teme una seconda ondata

La Spagna, già colpita duramente dal primo tsunami del coronavirus, teme ora di essere travolta da una seconda ondata dell’epidemia, che finora l’ha vista al settimo posto al mondo per numero di morti. Una situazione che inizia a far preoccupare i vicini europei, tanto che la Francia non esclude di dover blindare di nuovo i confini per proteggersi dai contagi.

I dati del ministero della salute di Madrid parlano di un nuovo record di casi registrati in una giornata, il numero più alto dall’8 maggio, con 628 infezioni nelle ultime 24 ore, di cui la metà in Aragona e Catalogna. Numeri che cozzano tuttavia con quelli diffusi dal governo regionale catalano, che parlano addirittura di 1.226 nuovi positivi nella sola regione autonoma, di cui 894 nell’area metropolitana di Barcellona.

Tanto che il direttore dell’unità di monitoraggio del coronavirus della Generalitat, Jacobo Mendioroz, ha ammesso che forse è stato «un errore» non aver proibito le partenze dal capoluogo catalano. E ha ammonito che dopo le misure restrittive annunciate venerdì per contenere i nuovi focolai - con l’invito a evitare le riunioni sociali, le uscite notturne e le attività culturali -, il passo successivo nei prossimi 15 giorni potrebbe essere un nuovo confinamento obbligatorio in casa per tutti i cittadini di Barcellona.

Dal 15 luglio è già stato imposto di rimanere a casa ai residenti in una zona nella città catalana di Lleida (Lérida), una misura che riguarda circa 250.000 persone. E molte regioni spagnole hanno intanto rafforzato l’obbligo di indossare mascherine.

Giappone, oltre 660 contagi in un giorno

Il Giappone registra il massimo livello giornaliero di casi di coronavirus da inizio aprile, con oltre 660 contagi nella giornata di sabato, metà dei quali si verificano a Tokyo, in quella che appare una progressiva espansione in altre aree urbane del paese.

Il governo metropolitano della capitale ha confermato 290 infezioni, poco sotto il record di venerdì, portando il totale a 9’223, quasi un terzo di tutti i casi a livello nazionale.

In base alle statistiche diverse aree dell’arcipelago hanno riscontrato un aumento dei casi dal termine dello stato di emergenza a fine maggio, tra cui le prefetture di Kanagawa e Chiba - alla periferia di Tokyo -, così come la città di Osaka con altri 86 casi.

Il ministro incaricato della gestione dell’emergenza, Yasutoshi Nishimura, ha detto che il governo controllerà in modo dettagliato le modalità di sicurezza prima di decidere un possibile alleggerimento delle restrizioni, riferendosi all’apertura a un maggior numero di spettatori agli eventi sportivi.

Sul fronte nazionale le infezioni da coronavirus si assestano a 23’656 con 986 morti accertate.

In Italia 249 nuovi casi e 14 decessi

Sale lievemente il numero dei nuovi contagiati da Covid-19 nelle ultime 24 ore in Italia: sono 249, a fronte dei 233 di ieri. Le nuove vittime sono invece 14, rispetto alle 11 di ieri, indica il Ministero della salute.

I casi totali salgono a 244’216, i morti arrivano a 35’042. Gli attualmente positivi sono 12’368 (-88), i guariti 196’806 (+323).

Nella sola Lombardia si contano 88 positivi e 10 decessi rispetto a ieri.

85 bebè contagiati in una contea del Texas

In una contea 85 bebè sotto i 12 mesi sono risultati positivi al coronavirus. Lo ha reso noto la direttrice della sanità pubblica della città di Corpus Christi, nella contea di Nueces, uno dei principali focolai attivi nello Stato americano.

Nell’area sono decine i bambini che nelle ultime settimane sono rimasti contagiati.

«Al momento abbiamo 85 bimbi di meno di un anno risultati positivi al coronavirus, non hanno ancora festeggiato il primo compleanno - ha detto Annette Rodríguez -. Per favore, aiutateci a fermare il contagio».

A Corpus Christi, città di circa 320’000 abitanti sul Golfo del Messico, si contano 8’100 positivi e 82 morti per il coronavirus.

«In Iran forse 25 milioni di contagi»

In Iran almeno 25 milioni di persone potrebbero essere state contagiate dal coronavirus, incluse le circa 14.000 che sono finora morte. A queste si stima possano aggiungersi altri 35 milioni di contagi nel caso ci sia in autunno una temuta seconda ondata di Covid-19: lo ha dichiarato il presidente iraniano, Hassan Rohani, citando stime del mistero della Salute. «Non abbiamo ancora raggiunto l’immunità di gregge e quindi non abbiamo altra scelta che di unirci e di spezzare la catena del contagio», ha detto il presidente Rohani, nel giorno in cui scattano nuove misure di profilassi, come la chiusura di moschee, palestre e caffè per una settimana.

L’Iran finora ha avuto un totale di 271.606 contagi confermati e 13.979 decessi.

Chiuse moschee e palestra per 7 giorni in Iran

In Iran da questa mattina entrano in vigore nuove misure anti-coronavirus, come la chiusura per una settimana di moschee, istituti educativi e culturali, palestre, caffè, parrucchieri ed estetisti. Nelle ultime 24 ore 2.166 persone sono state infettate da Covid-19, portando il totale dei contagi a 271.606, con un totale di 13.979 decessi, 188 dei quali sono avvenuti ieri. Lo rende noto il ministero della sanità di Teheran. La portavoce, Sima Lari, ha dichiarato che le persone in terapia intensiva al momento sono salite a 3.529, mentre quelle che sono guarite in totale ora sono 235.300.I test eseguiti in tutto l’Iran sono finora 2 milioni e 123.518.

Brasile, il bilancio delle vittime supera soglia 77 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.163 decessi e 34.177 contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato ieri in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass).

Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.046.328, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 77.851.

Scatta il coprifuoco a Miami Beach

A Miami Beach scatta il coprifuoco per l’emergenza coronavirus. Tutti a casa dalle otto di sera fino alle 6 del mattino per evitare feste e ogni tipo di assembramento notturno. Chiusi tutti gli esercizi commerciali, ristoranti e bar. I ristoranti potranno solo continuare ad assicurare cibo recapitato a domicilio. Il coprifuoco nel resto di Miami parte alle 10 di sera. L’ordine restera’ in vigore per almeno una settimana e la famosa Ocean Drive restera’ chiusa al traffico durante il giorno.

Altri 77 mila morti negli USA: è record

Ancora un record di nuovi casi di contagio da coronavirus negli Stati Uniti: 77.638 nelle ultime 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi nel Paese salgono a 3,64 milioni e i decessi a 139.128.

Venerdì 17 luglio

(Aggiornato alle 23.54) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato quota 13,9 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 13.926.476. Le vittime sono 593.209, mentre i guariti sono oltre 7,7 milioni.

Allerta negli USA, 18 Stati sono «zona rossa»

Allerta massima negli Stati Uniti dove a causa del boom di contagi da coronavirus almeno 18 Stati sono considerati «red zone». Le situazioni più critiche in Florida, dove è scattato il coprifuoco nell’intera contea di Fort Lauderdale, in Texas, dove nelle ultime 24 ore si è registrato un record di 10.256 nuovi casi e 174 morti; e in California, dove il governatore ha deciso che in 33 delle 58 contee dello Stato non riapriranno le scuole in autunno.

In Brasile il bilancio delle vittime supera quota 77 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.163 decessi e 34.177 contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.046.328, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 77.851.

New York riapre parzialmente la Statua della Libertà

Dopo una serrata di quattro mesi New York comincia a riaprire le sue attrazioni. Il 20 luglio riapriranno parzialmente la Statua della Libertà ed Ellis Island. Rimarranno invece ancora chiusi il nuovo museo che celebra la storia della statua e inaugurato solo l’anno scorso così come l’interno della statua con accesso anche alla corona. Hanno invece già riaperto Governors Island e la High Line. Tuttavia l’ingresso al parco sopraelevato lungo il versante ovest della Grande Mela sarà limitato e con un biglietto. Il 20 luglio riaprirà anche l’Empire State Building, una delle principali attrazioni di New York ad essere rimaste chiuse per la COVID-19.

USA: il 64% disapprova la gestione della pandemia di Trump

Sei americani su dieci non si fidano di Trump e della sua gestione della pandemia. Lo rivela un nuovo sondaggio di ABC News/Washington Post secondo cui il 64% della popolazione Usa disapprova il lavoro del presidente. I dati rivelano anche che solo il 38% approva Trump contro il 46% nel mese di maggio. Gli americani hanno preso ulteriormente le distanze dal loro presidente anche rispetto all’inizio della pandemia quando l’approvazione era al 51%, nel mese di marzo. Per gli americani sono anche diverse le priorità. Per il 63% è più importante controllare la diffusione del virus rispetto a rimettere in moto l’economia, un punto su cui invece Trump è fermo.

Ghana, oltre 2.000 operatori sanitari positivi

Circa 2.065 operatori sanitari in Ghana sono risultati positivi al test di Covid-19, secondo il Servizio sanitario nazionale. Il direttore generale Patrick Kuma-Aboagye ha dichiarato che sei tra i contagiati sono morti, ma in 1.870 sono guariti, mentre gli altri sono in cura in centri di isolamento.

La regione della Grande Accra, che comprende la capitale, registra il maggior numero di infezioni tra gli operatori sanitari. Le autorità affermano che stanno fornendo più indumenti protettivi alle strutture sanitarie per ridurre i contagi.

Il Ghana conferma attualmente circa 26.000 casi di coronavirus e 139 morti. Il Paese ha condotto 339.491 test per rilevare la presenza di Covid-19.

In Bosnia-Erzegovina 275 nuovi casi nelle ultime 24 ore

In Bosnia-Erzegovina nelle ultime 24 ore si sono registrati 275 nuovi casi di coronavirus, con il totale salito a 7.682. Come hanno riferito i responsabili sanitari, i casi attivi sono ad oggi 3.952, i guariti 3.490, i decessi 240.

A causa della sensibile ripresa dei contagi, comune anche a tutti gli altri Paesi della regione, le autorità della Federazione croato-musulmana (Bh), una delle due entità che compongono il Paese insieme alla Republika Srpska (Rs), hanno nuovamente dichiarato lo stato di epidemia.

Gran Bretagna, 3 miliardi per la Sanità in vista dell’inverno

Il primo ministro britannico ha annunciato tre miliardi di sterline di fondi per il servizio sanitario nazionale (Nhs) necessari per finanziare una serie di misure per fare in modo che si arrivi preparati all’inverno.

«Stiamo facendo in modo di essere pronti per l’inverno e ci prepariamo per il peggio - ha detto Johnson in conferenza stampa a Downing Street - ma credo anche fortemente che dobbiamo sperare nel meglio».

Belgio, sale del 32% il numero di infezioni quotidiane

La media giornaliera delle nuove infezioni da Covid-19 in Belgio è aumentata del 32% nel periodo dal 7 al 13 luglio rispetto alla settimana precedente, per raggiungere 114,7 persone infettate al giorno. Lo hanno reso noto oggi le autorità sanitarie locali (Sfp Public Health e Sciensano), precisa l’agenzia di stampa Belga.

L’aumento è osservato nella maggior parte delle province, in particolare quelle con grandi città e colpisce ogni fascia d’età.

Tuttavia, il numero dei decessi continua a diminuire, con un calo del 45%. In media, 1,7 persone hanno perso la vita a causa del coronavirus tra il 7 e il 13 luglio. La settimana precedente, questa cifra era 3.1.

In totale, il Belgio deplora 9.795 morti per Covid-19. Il tasso di riproduzione del coronavirus è aumentato a 1,033 in Belgio. Ciò significa che un paziente medio Covid-19 infetta leggermente più di una nuova persona.

È la prima volta che questo tasso aumenta sopra l’1 dal 4 aprile, durante il picco epidemiologico quando era a 1,06.

Gran Bretagna, dal 1. agosto telelavoro a discrezione delle aziende

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato che a partire dal primo agosto le indicazioni sul telelavoro verranno lasciate a discrezione delle aziende, mentre ad oggi valeva il suggerimento del governo che lo raccomandava.

Johnson ha sottolineato di voler allentare le misure ancora previste dal lockdown per «dare speranza alle persone e fiducia alle aziende».

Israele, da ieri 1819 contagi, 213 malati gravi

Si estende in Israele la diffusione del coronavirus, mentre il governo cerca in questi giorni di adottare misure di emergenza per abbassare la curva dei contagi.

Secondo dati divulgati dal ministero della sanità, ieri si sono avuti 1819 casi positivi che hanno portato il totale complessivo a 46.546.

Nei test condotti ieri, la percentuale di casi positivi è stata quasi del 6,7%. I decessi sono intanto saliti a 387 ed i malati gravi sono ora 213.

Le persone infette sono 25.636.Negli ultimi sette giorni i luoghi più colpiti dalla pandemia sono stati Gerusalemme (1402 nuovi casi), la cittadina ortodossa di Beni Brak (793), Tel Aviv (525) ed Ashdod, con 309 casi.

In Cisgiordania imposta chiusura generale

Una chiusura totale è stata imposta in Cisgiordania da ieri sera fino a domenica mattina nel tentativo di limitare una forte ondata di contagi. Lo ha stabilito il premier dell’Anp Mohammad Shtayeh.

Di conseguenza tutte le attività sono state sospese, con una deroga particolare per fornai e farmacie. Bloccati inoltre i transiti fra le diverse province.

Il governo ha minacciato pene severe nei confronti di eventuali trasgressori. Intanto restano allarmanti le cifre aggiornate fornite dal ministero della sanità.

In 30 giorni i casi positivi di coronavirus si sono decuplicati e hanno raggiunto la cifra di 8616: 7340 in Cisgiordania, 72 a Gaza, 1204 a Gerusalemme est. In Cisgiordania la zona più colpita è la città di Hebron, seguita dal campo profughi di Jelazun, presso Ramallah. I decessi sono saliti a 54. Le persone infette dal virus sono adesso oltre settemila.

Gran Bretagna, via libera ai lockdown locali

Le autorità locali nel Regno Unito avranno da domani la facoltà di indire lockdown e adottare misure restrittive nelle loro aree di competenza, ciò consentirà di «agire più velocemente» dove necessario per intervenire sulla diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il primo ministro britannico Boris Johnson. «Avranno la facoltà di chiudere specifici luoghi pubblici e cancellare eventi», ha spiegato Johnson, aggiungendo tuttavia che tali interventi potrebbero non essere sufficienti e per questo la prossima settimana verranno annunciati ulteriori strumenti del governo centrale per agire a livello locale.

Cina, nuovo focolaio nello Xinjiang

La Cina ha un nuovo focolaio di COVID-19 a Urumqi, capoluogo dello Xinjiang con 3,5 milioni di abitanti, ora sotto restrizioni di contenimento. La commissione sanitaria locale aveva accertato ieri un contagio domestico, il primo dopo 149 giorni, ai quali se ne sono aggiunti oggi altri 5, ha riferito l’agenzia Xinhua. Altri 8 asintomatici sono stati trovati, per 11 totali. Le persone sotto osservazione sono 135. I voli su Urumqi sono stati drasticamente tagliati e nella città sono stati fermati l’unica linea della metro e i servizi di autobus.

Nuova stretta a Barcellona: «State a casa»

Le autorità in Catalogna adottano nuove misure restrittive per parte della regione, compresa Barcellona, chiedendo ai residenti della città di «restare a casa» dopo un aumento nei nuovi casi di coronavirus. L’indicazione è di «evitare le riunioni sociali, le uscite notturne e le attività culturali». Si proibiscono, tra l’altro, gli assembramenti di più di 10 persone sia in pubblico, sia in privato.

Iran, 2.379 casi e 183 vittime in 24 ore

Salgono a 269.440 i casi di COVID-19 in Iran, con 2.379 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 183, per un totale di 13.791 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 3.509, mentre i pazienti guariti crescono a 232.873. I test complessivi effettuati sono 2.098.985. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Oltre 12.000 morti accertate in Russia

In Russia sono stati superati i 12.000 decessi provocati dal coronavirus. Stando ai dati ufficiali, 186 persone sono morte a causa della COVID-19 nelle ultime 24 ore, facendo salire a 12.123 il totale delle vittime accertate della malattia dall’inizio dell’epidemia. I nuovi casi registrati sono 6.406 nel corso dell’ultima giornata e il totale dei contagi è di 759.203, il quarto al mondo in termini assoluti. I guariti sono 7.681 nelle ultime 24 ore e 539.373 in tutto.

Italia: guariti e sbarcati 11 migranti della nave-quarantena Moby Zazà

Undici dei 30 migranti risultati positivi al COVID-19 e sistemati nella zona «rossa» della nave-quarantena Moby Zazà a Porto Empedocle (Agrigento), stanno per essere sbarcati. Sono guariti. A confermarlo il doppio tampone rino-faringeo che è stato eseguito nei giorni scorsi. La nave, per procedere allo sbarco, è già tornata alla banchina di Porto Empedocle. Nella zona «rossa» resteranno, al momento, 19 persone. Di queste soltanto 4 sono ancora positive al coronavirus, c’è poi qualche caso dubbio e i familiari di coloro che, appunto, sono ancora positivi.

Israele impone restrizioni nel fine settimana

Come previsto, dalle 17 di oggi (ora locale) Israele imporrà nuove restrizioni alle attività nel tentativo di ridurre la curva dei contagi della seconda ondata di coronavirus.

Da quell’ora e fino a domenica mattina saranno dunque chiuse le palestre e i ristoranti potranno fare solo consegne a domicilio.

Inoltre gli assembramenti saranno limitati a 10 persone al chiuso e a 20 all’aperto, esclusi i posti di lavoro. Nello stesso lasso di tempo, negozi, centri commerciali, parrucchieri, saloni di bellezza, librerie, zoo, musei, piscine e attrazioni per i ristoranti saranno chiusi.

Le restrizioni, almeno per questo fine settimana, non si applicano alle spiagge.

Usa, crociere sospese sino a fine settembre

Le crociere sono sospese sino al 30 settembre in Usa. Lo hanno deciso i Centers for disease control and prevention (Cdc), l’agenzia sanitaria federale che protegge la salute.

In Brasile superati i 2 milioni di casi

Il Brasile ieri ha registrato ulteriori 1.322 decessi e 45.403 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.012.151, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 76.688.

Nuovo record di contagi negli Stati Uniti

Nuovo record di contagi quotidiani da coronavirus negli Stati Uniti, 68.428 nelle ultime 24 ore. I decessi sono stati invece 974. Il totale sale rispettivamente a 3.560.364 e 138.201. Lo rende noto l'università americana Johns Hopkins.

India, i contagi superano quota 1 milione

L’India ha superato oggi il milione di casi segnalati di coronavirus, secondo i dati delle autorità locali.

Terza nazione al mondo per numero di contagi dopo gli Stati Uniti e il Brasile, il gigante asiatico conta 25.602 morti per 1.003.832 casi confermati dall’inizio della pandemia, secondo i dati ufficiali pubblicati stamani dal ministero della Salute indiano.

La seconda nazione più popolosa del pianeta ha registrato quasi 35.000 casi e 700 decessi aggiuntivi attribuiti al coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto ufficiale.

Giovedì 16 luglio

(Aggiornato alle 21.45) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato quota 13,65 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. Le vittime sono 586.175, mentre i guariti sono oltre 7,6 milioni.

In California, in Florida, in Arizona, in Texas c’è penuria di letti in ospedale

Nuovo drammatico record di contagi da coronavirus negli Stati Uniti, che in sole 24 ore contano 67.632 nuovi casi, mentre i morti sono più di 137.000. L’aggiornamento quotidiano della Johns Hopkins University non interrompe le giornate nere in questa guerra al virus che vede gli Usa costretti ancora in prima linea e senza possibilità di tregua: almeno 39 Stati registrano un aumento nei nuovi contagi rispetto alla settimana scorsa. In California, in Florida, in Arizona, in Texas c’è penuria di letti in ospedale; a Miami le strutture sanitarie sono piene al 95%.

Possibili lockdown in Germania

Il governo e i 16 Länder tedeschi hanno raggiunto un accordo su futuri lockdown circoscritti geograficamente per contrastare la diffusione di nuove ondate di covid-19. Se in futuro si dovessero verificare nuovi focolai di epidemia, le autorità locali potranno imporre misure di contenimento anche più drastiche di quanto finora sperimentato in Germania, come il divieto di uscita o di ingresso dall’area di riferimento, senza coinvolgere l’intero Land. Le singole comunità, per esempio, potrebbero decidere di vietare il permesso di uscire dalla propria area o l’obbligo di quarantena in caso di ingresso. Sempre per evitare nuove riprese nei contagi, il ministro federale della Salute Jens Spahn sta lavorando all’elaborazione di criteri in base ai quali un cittadino che torna dalle vacanze debba essere sottoposto o meno a un test per verificare la presenza di Covid-19.

Gli esperti USA: «Riaprire le scuole per i più piccoli»

Almeno i bambini delle materne, delle elementari e gli studenti con bisogni speciali devono tornare alla scuola ‘in presenza’, perchè l’apprendimento online è inefficace per loro. Lo scrivono le National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine in un rapporto che presenta anche alcuni suggerimenti sulle precauzioni da adottare. Riaprire le scuola, scrivono gli esperti Usa, darebbe benefici che vanno al di là di quelli educativi, dall’accesso al supporto alle famiglie, alla mensa. «Senza l’istruzione in presenza i bambini rischiano di rimanere indietro, e che aumentino le disuguaglianze dal punto di vista educativo. Soprattutto nei primi anni delle elementari i bambini stanno ancora sviluppando la capacità di regolare i propri comportamenti, le emozioni e l’attenzione, e quindi hanno grandi difficoltà con l’apprendimento a distanza». Per riaprire in sicurezza, il rapporto raccomanda l’utilizzo delle mascherine, che dovrebbero essere indossate sempre dagli insegnanti, una maggiore sanificazione e interventi strutturali, ad esempio sull’areazione o sulle dimensioni delle aule. «La pandemia ha mostrato le disuguaglianze che affliggono le scuole - spiega Enriqueta Bond, capo del comitato che ha redatto lo studio. I decisori devono valutare attentamente l’ipotesi di riaprire le scuole per non aumentarle»».

Prime risposte positive al vaccino di Oxford

La sperimentazione clinica sul potenziale vaccino anti Covid-19 sviluppato dall’Università di Oxford sta fornendo risultati «estremamente promettenti», e potrebbe addirittura fornire - secondo gli scienziati coinvolti nella ricerca - «una doppia protezione» dal virus. Lo anticipano alcuni giornali britannici in attesa della pubblicazione dei dati scientifici sulla prima fase dei trials lunedì sul Lancet.

Il prototipo di Oxford è tra i pochi progetti al mondo arrivati alla fase 3 della sperimentazione clinica, la più importante e avanzata, estesa a migliaia di persone. Ma già la fase 1, avviata ad aprile su decine di volontari adulti sani, pare confermare che il farmaco è in grado di stimolare una risposta immunitaria significativa. Restano tuttavia diverse cautele sulla durata potenziale dell’immunità, mentre il ministro della Sanità britannico Matt Hancock limita per ora a ipotizzare «nello scenario migliore» una distribuzione di massa entro fine anno, «ma più probabilmente nel 2021».

Le anticipazioni hanno fatto intanto crescere in borsa le quotazioni dei titoli di AstraZenica, colosso farmaceutico anglo-svedese con cui il governo britannico - principale finanziatore della ricerca - ha sottoscritto da mesi un pre-contratto di produzione commerciale di massa del prototipo di Oxford: per un prodotto di cui Londra s’è già assicurata la prelazione su una prima fornitura di milioni di dosi e gli Usa su una seconda ondata, con i Paesi Ue a seguire.

I campioni di sangue che indicano la produzione sia di anticorpi sia di «cellule T killer» indotta dal prototipo, ha detto una fonte anonima interna al team di ricerca dell’istituto Jenner oxfordiano citata oggi dal Daily Telegraph. «Ed è la combinazione di questi due fattori che confidiamo possa proteggere le persone», ha aggiunto, pur ammettendo che «resta ancora molto da fare» per passare da questa «fase importante» di sperimentazione all’auspicato, ma non certo, esito finale di un vaccino efficace da rendere disponibile al pubblico.

I test dell’università di Oxford coinvolgono attualmente 4.000 volontari, tutti residenti nel Regno: un campione che presto verrà esteso ad altre 10.000 persone.

Germania, governo favorevole a lockdown locali

Il governo federale tedesco è favorevole a ricorrere a lockdown circoscritti alle aree colpite dai focolai di coronavirus. Lo ha dichiarato il ministro federale responsabile dell’Ufficio di cancelleria Helge Braun, in un’intervista al «Morgen Magazin» dell’emittente pubblica Zdf.

«Più veloce, più piccolo, più preciso, è questo quanto vogliamo concordare oggi» ha detto Braun in riferimento alla riunione di oggi con i responsabili delle cancellerie dei singoli Land tedeschi, circa la possibilità di attuare un meccanismo di lockdown localizzato a singole imprese o singole comunità all’interno di una regione. «Queste limitazioni devono smettere di suscitare terrore», ha proseguito Braun. Diversi ministri-presidenti di diversi Land si erano espressi ieri contro la chiusura di interi distretti (Landkreis). Si tratta di organizzare il più velocemente possibile dei test di massa nei luoghi interessati da nuovi focolai, ha detto ancora Braun.

Intanto le infezioni registrate in Germania hanno superato quota 200.000, attestandosi a 200.206 casi, secondo i dati di stamattina del Robert Koch Institut. Le vittime accertate sono 9.078 e il fattore di riproduzione del virus alla mezzanotte di ieri era di 1,02.

Nuovo picco in Israele, scattano le restrizioni

Nuovo picco di casi di Covid-19 in Israele: nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della Sanità, sono stati 1.898 per un totale, da inizio pandemia, di 44.563. Le vittime sono salite a 380. I malati - come da giorni - hanno superato i guariti: 23.797 contro 20.068. I pazienti in gravi condizioni sono 204, di cui 56 in ventilazione. A fronte della situazione sempre più seria, il premier Benyamin Netanyahu ha convocato un’immediata riunione di emergenza per nuove misure. Tra queste - riferiscono i media - ci sarebbe il limite di 10 persone per ogni assembramento, la nuova chiusura dei luoghi di culto, delle spiagge, dei campi estivi e delle scuole. Per i ristoranti ammessa solo la consegna a domicilio.

Francia: mascherina nei luoghi pubblici chiusi da settimana prossima
In Francia la mascherina sarà obbligatoria in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico dalla «settimana prossima»: è quanto riferito dal premier, Jean Castex, durante un intervento al Senato di Parigi. Il decreto entrerà dunque in vigore prima di quanto previsto inizialmente dal presidente Emmanuel Macron. «Prevedevamo un’entrata in vigore di queste disposizioni il primo agosto», ha ricordato Castex, aggiungendo: «Ho capito che questa scadenza potesse sembrare arrivare tardi (...) il decreto entrerà dunque in vigore la settimana prossima». Il premier prevede per il 2020 «la peggiore recessione» dalla creazione dei conti pubblici della Francia.

Tokyo, 286 casi in 24 ore: è record giornaliero

Tokyo stabilisce un altro record giornaliero con 286 casi di coronavirus registrati nella giornata di giovedì, portando il totale nelle capitale a 8.600, circa un terzo di tutto il Giappone. L’aggiornamento del governo metropolitano giunge dopo l’aumento al massimo livello di allerta nella metropoli, e la decisione di potenziare il numero dei tamponi giornalieri a oltre 4.000. «Un incremento di questo tipo nel numero dei test condotti porta inevitabilmente ad un ampliamento delle probabilità di nuove infezioni» ha detto la governatrice Yuriko Koike, che ha esortato nuovamente i cittadini ad evitare uscite notturne e viaggi non considerati essenziali, e le attività commerciali a prendere le misure adeguate.

A differenza delle scorse settimane i nuovi casi non si concentrano più esclusivamente nel quartiere a luci rosse della capitale, ma si registrano contagi anche in asili e nelle case di cura. A livello nazionale le infezioni da coronavirus si assestano a 23.035 con 986 decessi accertati.

Argentina, superati i 2.000 morti

L’Argentina ha registrato nuovi record di casi e di decessi provocati dal coronavirus nelle ultime 24 ore, superando nel complesso la soglia dei 2.000 morti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità. Secondo i dati ufficiali, nelle ultime 24 ore vi sono stati altri 4.260 contagi e ulteriori 82 morti, dati che portano i rispettivi totali a quota 111.160 e 2.050. Dall’inizio della pandemia sono guarite 47.298 persone.

America latina, 3,5 milioni di contagi

La pandemia da coronavirus continua a mietere vittime in America latina dove nelle ultime 24 ore i contagiati hanno raggiunto quota 3.526.310, di cui 150.802 sono poi morti. Guida la classifica il Brasile con 1.966.748 contagi e 75.366 morti, mentre il presidente Jair Bolsonaro ha avuto la conferma di positività ad un secondo test della COVID-19. Al secondo e terzo posto nella classifica di 35 fra Nazioni e territori latinoamericani, si trovano il Perù (377.724 e 12.417) e il Cile (321.205 e 7.186).

Mercoledì 15 luglio

(Aggiornato alle 23.30) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 13,3 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. Le vittime sono 579.335, mentre i guariti sono oltre 7,4 milioni.

In Brasile superata la soglia dei 75 mila morti

Il Brasile questo mercoledì ha registrato ulteriori 1.233 decessi e 39.924 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.966.748, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 75.366. Secondo il ministero della Sanità, il gigante sudamericano, che conta 112 milioni di abitanti, ha attualmente 635.818 pazienti monitorati e 1.255.564 guariti dalla malattia.

Bosnia, positivi i premier delle due entità

In Bosnia-Erzegovina sono risultati positivi al Covid-19 i capi di governo delle due entità che compongono il paese - la Republika Srpska (Rs) e la Federazione croato-musulmana (Bh).

Come riferiscono i media a Belgrado, il premier della Rs Radovan Viskovic si è sottoposto al test nel capoluogo Banja Luka, e dopo la positività ha annullato tutti gli impegni in agenda. Più pesante la situazione per il capo di governo della Federazione Bh Fadil Novalic, che è stato ricoverato in un ospedale di Sarajevo per una polmonite.

La Bosnia-Erzegovina, al pari degli altri paesi balcanici, è interessata da una forte ripresa dei contagi da coronavirus.

Romania, stato d’emergenza prorogato di un mese

In Romania il presidente Klaus Iohannis ha prorogato per altri 30 giorni lo stato di emergenza a causa dell’epidemia di Covid-19.

«La situazione epidemiologica - ha detto il presidente ripreso dalla Mediafax - non è positiva. Non verranno imposte nuove restrizioni, ma non si potrà nemmeno tornare alla normalità». Poi, l’appello alla popolazione: «Proteggetevi!».

La situazione è delicata per i cittadini del paese balcanico che si vedono costretti a far fronte alle condizioni restrittive di diversi paesi, tra i quali la Grecia, meta di vacanze ambita, che chiede ai romeni che vogliono entrare un test non più vecchio di tre giorni. Anche la vicina Ungheria ha imposto, proprio oggi, il controllo sanitario obbligatorio alla frontiera per il solo transito.

Intanto i contagi in Romania continuano a crescere. Nelle ultime 24 ore sono stati riscontrati 641 nuovi casi per un totale di 34’226 dall’inizio della pandemia. Sono stati finora 1’952 i decessi per il coronavirus.

Cina, 6 casi importati

Ieri nella Cina continentale sono stati registrati sei nuovi casi confermati di Covid-19, tutti importati. Lo comunica oggi la Commissione sanitaria nazionale cinese nel suo rapporto quotidiano, seocno cui non sono emersi nuovi casi sospetti o decessi correlati alla malattia.

Dei sei casi importati, tre sono stati segnalati a Shanghai, mentre gli altri tre nello Shanxi, nel Chongqing e nello Yunnan.

Sempre ieri 19 persone sono state dimesse dall’ospedale dopo essersi riprese.

Al 14 luglio, il numero complessivo di casi confermati confermati di Covid-19 nella Cina continentale aveva raggiunto quota 83’611, compresi 284 pazienti ancora trattati, di cui tre in gravi condizioni. In totale fino a ieri 78’693 persone erano state dimesse dopo essersi riprese, e 4’634 erano morte per la malattia.

Con i sei nuovi casi di ieri, il numero complessivo dei casi importati è salito a 1’988. Di questi, 1’902 sono stati dimessi dall’ospedale dopo essersi ripresi e 86 sono ancora ricoverati. Per i casi importati non è stato riportato nessun decesso.

Brasile, oltre indios uccisi dalla malattia

L’Articolazione dei popoli indigeni del Brasile (Apib) ha riferito che il coronavirus è già costato la vita a 501 indios. Tra gli Stati più colpiti dalla malattia vi sono Amazonas, con 178 morti, Parà, con 83, e Roraima (47), tutti nella regione amazzonica. Secondo i dati di Apib, quasi 15 mila indigeni sono stati infettati dalla Covid-19 nei villaggi e nelle aree urbane di tutto il Paese sudamericano. «Riteniamo che esista un concreto rischio di genocidio delle popolazioni indigene», ha allertato l’avvocato Luiz Eloy Terena, in rappresentanza degli interessi di Apib. «L’accelerazione dei decessi è molto preoccupante, qualcosa che attribuiamo alla mancanza di pianificazione da parte del governo federale, che fino ad ora ha attuato solo misure insufficienti», ha dichiarato la coordinatrice di Apib, Sonia Guajajara. Le popolazioni indigene, che contano circa 850 mila membri in tutto il Brasile, sono uno dei gruppi più vulnerabili al virus, ha sostenuto Guajajara.

Crescono le infezioni in Israele, non si esclude un nuovo lockdown

Non si arresta la crescita delle nuove infezioni da Covid 19 in Israele: secondo il ministero della sanità da lunedì scorso i casi sono stati 1718 - un nuovo record per il periodo - che portano il totale, da inizio pandemia, a 42.813. Con 4 nuove morti la somma delle vittime arriva ora a 375. Gli ammalati sono 22.704 che sono così tornati a superare il numero dei guariti. I pazienti in gravi condizioni sono 183 con 57 di loro in ventilazione. Vista la situazione - con gli ospedali tornati in affanno - il ministro della sanità Yuli Edelstein, in un’intervista al quotidiano Yediot Ahronot, non ha escluso che «nella riunione di governo di domenica prossima» si possa decidere il ritorno al lockdown. «I passi intrapresi finora - ha spiegato - non sono sufficienti e dobbiamo decidere su nuove restrizioni».

Venezuela, nuovo lockdown per Caracas e lo Stato di Miranda

La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez ha reso noto che a partire da oggi Caracas e lo Stato di Miranda torneranno al lockdown rigido della ‘fase 1’ delle misure adottate per il contrasto della pandemia da coronavirus. Rodríguez ha indicato che il presidente Nicolas Maduro ha ordinato questo inasprimento visto l’aumento dei casi di contagio nelle due zone, con il proposito di tutelare la salute della popolazione. In Venezuela questa settimana è stato introdotto uno schema definito ‘7x7’, che consiste in una flessibilizzazione della quarantena a tre livelli. Il primo è quello del lockdown più radicale che riguarda un focolaio nello Stato di Zulia ed in specifici municipi (Vigía in Mérida e Cumaná in Sucre). Il secondo livello implica misure parziali di apertura per la cittadinanza in 13 Stati venezuelani con l’avvio di attività economiche in dieci settori. Infine il terzo livello è riservato a dieci Stati, in cui le attività economiche autorizzate salgono a 24. In tutto il territorio nazionale si mantiene la quarantena per la pubblica amministrazione, il settore educativo a tutti i livelli, le rivendite di bevande alcoliche, i caffè, i locali notturni ed i ristoranti, che potranno operare attraverso il delivery, mentre restano infine fortemente limitati gli eventi pubblici. Ieri sera Maduro ha annunciato che nelle 24 ore precedenti il bilancio delle vittime della pandemia ha raggiunto i 10.010 casi ed i 96 morti.

In Brasile oltre 41 mila contagi in più

Il Brasile ieri ha registrato ulteriori 1.300 decessi e 41.857 contagi in 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.926.824, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 74.133. Secondo il ministero della sanità, è normale che i numeri relativi alla malattia siano particolarmente alti il martedì, perché è quando vengono contabilizzati anche i casi e i decessi avvenuti nel fine settimana.

Fauci: «Il vaccino entro un anno, un anno e mezzo»

Il noto immunologo americano Anthony Fauci, il membro più autorevole della task force della Casa Bianca contro il Covid-19, prevede che un vaccino per il coronavirus dovrebbe essere pronto «entro il prossimo anno, anno e mezzo». Lo riportano i media Usa. Lo scienziato ha riferito di aver avuto rassicurazioni dalle aziende produttrici che saranno in grado di realizzare sino ad un miliardo di dosi, consentendo di distribuirlo non solo negli Usa ma anche nel mondo. Fauci ha precisato che, anche se il vaccino non sarà efficace al 100%, la comunità scientifica pensa che ci sarà una immunità di gregge se un numero sufficiente di persone verranno vaccinate con uno efficace al 70%-75%.

L’azienda USA Moderna annuncia l’ultima fase test del vaccino

L’azienda biotech americana Moderna ha annunciato che il 27 luglio entrerà nella fase finale dei test clinici per il suo vaccino anti Covid-19, diventando la prima società al mondo a raggiungere questa tappa. A questa fase parteciperanno 30 mila persone, metà delle quali riceverà una dose di 100 microgrammi mentre l’altra assumerà una sostanza placebo. Lo studio dovrebbe durare sino al 27 ottobre.L ’annuncio piazza Moderna in testa alla corsa mondiale per il vaccino contro la Covid-19, che finora ha contagiato oltre 13.2 milioni di persone nel mondo causando più di 570 mila morti. Gli scienziati avvisano tuttavia che i primi vaccini ad arrivare sul mercato non saranno necessariamente i più efficaci o i più sicuri.

Catalogna, otto comuni in lockdown

La città di Lleida e altri sette comuni della zona di Segrià, in Catalogna, sono da oggi in lockdown dopo che ieri il governo della Generalitat ha approvato una nuova risoluzione - tutelata da una modifica della legge catalana sulla sanità pubblica - alla luce del veto che era stato imposto lunedì da un tribunale della regione. Il tribunale di Lleida, infatti, aveva deciso di non ratificare la decisione presa domenica scorsa dal governo catalano di imporre il lockdown negli otto comuni definendola «sproporzionata». Tuttavia, riporta la Vanguardia, di fronte a un focolaio incontrollato di coronavirus, il governo ha approvato la nuova risoluzione in tempo record e l’ha già presentata al tribunale per i contenziosi amministrativi. Meritxell Budó, consigliera della presidenza, ha spiegato che non si tratta di un «confinamento rigorosamente domiciliare, ma chiediamo ai cittadini che siano corresponsabili della decisione e che non escano di casa se non necessario». Il lockdown, di 15 giorni, è scattato a Lleida, Alcarràs, Soses, Seròs, Aitona, La Granja d’Escarp, Massalcoreig e Torres de Segre.

Martedì 14 luglio

(Aggiornato alle 23.31) Sono oltre 13,1 milioni i casi totali di coronavirus che sono stati accertati in tutto il mondo dall’inizio della pandemia. A confermarlo sono i dati della Johns Hopkins University, dal cui bilancio si evince inoltre che il numero di persone morte dopo essere state affette dal virus è di 573 mila, mentre i guariti hanno superato i 7,2 milioni.

In Brasile quasi 2 milioni di contagi

Il Brasile questo martedì ha registrato ulteriori 1.300 decessi e 41.857 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.926.824, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 74.133. Secondo il ministero della Sanità, è normale che i numeri relativi alla malattia siano particolarmente alti il martedì, perché è quando vengono contabilizzati anche i casi e i decessi avvenuti nel fine settimana.

Aumentano contagi in Serbia, 344 casi e 13 morti

Prosegue anche in Serbia, al pari degli altri Paesi della regione balcanica, la forte ripresa dei contagi da coronavirus, giunta inaspettata nelle scorse settimane, a inizio estate, dopo un periodo di costante e progressivo calo di intensità dell’epidemia.

Come hanno riferito le autorità sanitarie, nelle ultime 24 ore si sono registrati 344 nuovi contagi, con il totale che è ad oggi di 19.983. Si sono avuti altri 13 decessi che hanno portato a 418 il numero complessivo dei morti.

In aumento anche il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore, che è attualmente di 170, il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. Da ieri sono stati effettuati 8.659 test, per un totale di 507.002, fra i più alti nella regione.

Il ministro della sanità Zlatibor Loncar ha parlato di situazione sanitaria seria e di ospedali sotto pressione, rinnovando gli appelli al rispetto delle regole basilari di prevenzione e sicurezza - mascherina, distanza interpersonale, igiene e lavaggio frequente delle mani.

La Serbia la scorsa primavera, nella prima fase epidemica del coronavirus, aveva adottato una serie di misure molto severe e restrittive per contenere il contagio, ad esempio il coprifuoco e il divieto di uscire di casa per gli ultra 65enni. Da fine aprile tuttavia, a fronte del costante calo dei casi di infezione, le autorità hanno consentito, forse con eccessiva fretta, una apertura pressoché totale del Paese, consentendo eventi sportivi con 20 mila spettatori negli stadi, un torneo regionale di tennis organizzato da Novak Djokovic - poi risultato a sua volta positivo al tampone - e le elezioni del 21 giugno.

Ristorante, bar e altri locali molto raramente osservano le restrizioni previste per spazi e distanziamento. Da alcune settimane i contagi hanno ripreso a correre, e a contestare la dirigenza sono scese in piazza migliaia di persone a Belgrado e in altre città in manifestazioni più volte degenerate in scontri e violenze.

Dimostrazioni organizzate per attaccare in particolare il presidente Aleksandar Vucic e il suo ‘autoritarismo’, e che si tengono nonostante nella capitale vi sia il divieto di raduni con più di dieci persone, sia al chiuso che all’aperto.

Retromarcia gli Usa, ora gli Stati chiudono

Retromarcia negli Usa dove gli Stati che stavano già riaprendo sono costretti a chiudere di nuovo gran parte delle attività: a partire da California, Texas e Florida, dove in una sola giornata si sono registrati oltre 30.000 nuovi casi, la metà del dato nazionale. Il contagio è in aumento in almeno 35 stati e la contea di Miami emerge come il nuovo epicentro della pandemia, mentre Los Angeles è a un passo da diventare ‘red zone’. A New York, intanto, dopo la prima giornata di ‘zero morti’ a causa del coronavirus il governatore Andrew Cuomo ha detto di temere seriamente una seconda ondata, causata sia da chi arriva dagli Stati a rischio (nonostante la quarantena imposta) sia da un rilassamento delle misure di distanziamento sociale da parte dei newyorchesi.

Usa verso la proroga della chiusura dei confini con Canada e Messico

L’amministrazione Trump intende prorogare le restrizioni che vietano i viaggi non essenziali attraverso i confini col Canada e col Messico almeno sino alla fine di agosto, per l’aumento di morti e contagi da coronavirus negli Stati Uniti e nel Paese centroamericano. Lo riferisce Politico citando tre fonti a conoscenza del dossier.

L’annuncio dovrebbe essere fatto prima del 21 luglio. Si tratterebbe della quarta estensione del provvedimento da quando fu decisa la prima chiusura parziale delle frontiera in marzo.

Andalusia, mascherina obbligatoria anche in spiaggia

Il governo dell’Andalusia ha approvato oggi l’uso obbligatorio delle mascherine in tutti gli spazi pubblici sia all’aperto, sia al chiuso, incluse le spiagge e le piscine.

Secondo quanto riportano i media spagnoli, chi non rispetterà la nuova misura rischia una multa di 100 euro.

Il portavoce dell’esecutivo, Elías Bendodo, ha spiegato che la nuova disposizione entrerà in vigore dalla prossima mezzanotte «in tutti i siti e in tutti i momenti». Il numero di persone che potranno partecipare alle veglie funebri, inoltre, è stato ridotto da 60 a 25 nei luoghi all’aperto e da 30 a 10 al chiuso.

Macron: «Non siamo stati i peggiori nella crisi per la COVID-19»

Emmanuel Macron rivendica «le cifre» che - sulla crisi della Covid-19 - dimostrano che «la Francia è lungi dall’essere stata la peggiore», ma che «abbiamo un dubbio permanente su noi stessi come Paese».

«Abbiamo dentro di noi - ha continuato - quello che talvolta ho chiamato ‘passioni tristi’. Forze divisive che a volte ci portano a non andare più avanti perché pensiamo soltanto a queste divisioni».

Il presidente, espressosi in apertura della sua intervista tv per il 14 luglio, ha aggiunto che l’uso della mascherina sarà presto obbligatorio nei luoghi pubblici chiusi, dal primo agosto. «Raccomando ai nostri concittadini di portare la mascherina quanto possibile all’esterno e, a maggior ragione, quando sono in un luogo chiuso».

Macron ha inoltre affermato di «comprendere» che alcuni francesi possano detestarlo: «Senza dubbio ho lasciato apparire qualcosa che non credo di essere nel mio profondo, ma che le persone hanno cominciato a detestare».

«Un presidente che vorrebbe riformare tutto perché siano solo i migliori ad avere successo affinché il nostro Paese, alla fine, si adatti alla globalizzazione. Non è il mio progetto, ma il gioco degli errori, delle frasi che escono dal loro contesto», ha detto Macron.

India, 18 mila casi nello Stato del Bihar che ripristina il lockdown

Lo Stato indiano del Bihar ripristina il lockdown totale dal 16 al 31 luglio: lo ha appena annunciato il vice governatore Sushil Kumar Modi, dal suo account Twitter. Il blocco, già parzialmente imposto in alcuni distretti, dovrà essere seguito strettamente in tutto il territorio, nel tentativo di bloccare la diffusione del Covid-19, che ha registrato un forte aumento nell’ultima settimana.

Secondi i dati più recenti del ministero della Salute a tutt’oggi il Bihar conta circa 18 mila positivi, ma secondo le autorità sanitarie la curva è destinata a salire anche perché il Bihar ha visto nel mese scorso il massiccio rientro di centinaia di migliaia di persone, tornate dalle

In Iran moschee e scuole chiuse per una settimana

Tornano le chiusure in Iran dopo l’aumento di casi e vittime di Covid-19. Moschee, istituzioni educative, centri culturali, sale da cerimonia, palestre, saloni di bellezza e bar resteranno chiusi per una settimana a Teheran e in altre dieci province «rosse», cioè ad alto rischio. Lo ha reso noto il governatore della capitale iraniana, Anushirvan Mohseni Bandpei.

Russia, niente isolamento per gli stranieri negativi al test

Gli stranieri che arrivano in Russia non dovranno più isolarsi per 14 giorni se presenteranno un documento in inglese o in russo che certifichi che nelle ultime 72 ore sono risultati negativi al nuovo coronavirus. Lo prevede un decreto pubblicato ieri mentre la Russia sta cercando di riaprire i voli internazionali.

Come per i cittadini russi, agli stranieri che arrivano senza un certificato che certifichi la loro negatività al SARS-CoV-2 sarà chiesto di effettuare un test entro 72 ore e se dovessero risultare positivi dovranno isolarsi. Lo riporta il Moscow Times.

Cisgiordania, muore un neonato di 12 giorni

Un neonato di 12 giorni è deceduto ieri a Hebron (Cisgiordania): lo ha riferito la agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui si tratta della vittima più piccola di coronavirus registrata finora. Complessivamente sono morti 45 palestinesi, 41 dei quali in Cisgiordania, uno a Gaza e tre a Gerusalemme est.

Intanto anche ieri si sono avuti centinaia di nuovi contagi. Il numero complessivo dei casi positivi è salito così a 7441, di cui 6494 in Cisgiordania, 72 a Gaza e 875 a Gerusalemme est. Di essi 1258 sono guariti o in via di guarigione, mentre 16 sono in condizioni critiche.

In Cisgiordania prosegue la chiusura dei principali centri urbani ordinata dal governo, che adesso deve cimentarsi anche con alcune manifestazioni di protesta. Nel frattempo si avvicina la ricorrenza islamica dell’Id el-Adha (Festa del sacrificio). Il governo palestinese ha anticipato che anche in quella circostanza dovrà essere mantenuto l’isolamento sociale. Provvedimenti più specifici saranno resi noti alla fine del mese.

Israele, record di 1681 casi in 24 ore

La diffusione del coronavirus ha registrato ieri un nuovo record giornaliero in Israele di 1681 contagi fra gli oltre 27 mila test condotti (poco più del 6%). Secondo quanto reso noto dal ministero della Sanità, il numero complessivo dei casi positivi è salito a 41’235. I decessi finora sono 368.

Gli affetti dal virus sono ora 21’393, per lo più isolati nelle loro abitazioni o in alberghi predisposti dalle autorità. Negli ospedali sono ricoverate oltre 500 persone, 177 delle quali versano in condizioni gravi (con 55 pazienti in rianimazione).

Le città più colpite sono Gerusalemme (con oltre mille contagi nell’ultima settimana), la cittadina ortodossa di Bnei Brak (594 casi in una settimana) e Tel Aviv (574). Secondo i media torna così a profilarsi la necessità di un lockdown nazionale, anche se il governo ha ribadito anche ieri che farà tutto il possibile per non dover ricorrere ad un provvedimento talmente drastico.

Russia, 6.248 nuovi casi e 175 morti in 24 ore

Sono 6248 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia sale così a 739.947. I morti sono 175 nel corso dell’ultima giornata e, stando ai dati ufficiali, 11.614 in tutto.Lo riferisce il centro operativo russo anticoronavirus. La Russia è il quarto Paese al mondo in termini assoluti per totale dei contagi.

Kosovo, 187 contagi in 24 ore

Nuovo balzo dei contagi in Kosovo, dove nelle ultime 24 ore sono stati accertati altri 187 casi di coronavirus sulla base di appena 424 test effettuati. Ne hanno dato notizia i media regionali. Il totale dei contagi sale a 5118, mentre le vittime sono state finora 108.

In India oltre 100 mila casi in 4 giorni

L’India ha registrato oltre 100 mila casi di coronavirus in soli quattro giorni: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Nelle ultime 24 ore nel Paese i contagi sono stati 28.498 ed i decessi 553, dati questi che portano i rispettivi bilanci a quota 906.752 e 23.727. In India, terzo Paese al mondo per numero di casi, sono guarite finora 571.460 persone: i casi attivi sono 311.565 e dall’inizio della pandemia sono stati eseguiti oltre 12 milioni di tamponi.

Tokyo: dopo il quartiere a luci rosse, il teatro cittadino

Aumentano i timori di un’espansione dei contagi di coronavirus a Tokyo. Dopo il quartiere a luci rosse della capitale, l’attenzione delle autorità sanitarie adesso si sposta su un teatro cittadino nella stessa area di Shinjuku, a nord ovest della città. Trenta persone sono risultate positive alla malattia nello spazio di una settimana. Si tratta di 16 attori, cinque membri della produzione teatrale e nove spettatori che hanno partecipato alla rappresentazione. Lo riferisce l’operatore Rise Communication, che gestisce lo spettacolo andato in scena tra il 30 giugno e il 5 luglio al Teatro Moliere. In media, sono state registrate oltre 200 infezioni negli ultimi 4 giorni nella capitale. La governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, si è dimostrata critica nei confronti delle direttive del governo, in merito alle sovvenzioni per incentivare il turismo domestico a partire dal 22 luglio e all’allentamento delle restrizioni per favorire l’accesso agli eventi sportivi e culturali. «È come avviare l’aria condizionata con il termosifone in funzione», ha detto Koike nel corso di un colloquio con la stampa, facendo notare l’incremento preoccupante dei casi nella capitale e nelle adiacenti prefetture. Il totale dei contagi a Tokyo si assesta a 8046, circa un terzo dell’insieme dei casi a livello nazionale.

Brasile vicino ai 73 mila morti e 1,88 milioni di casi

Il Brasile ha registrato nelle ultime 24 ore 20’286 nuovi contagi di coronavirus e 733 decessi per la pandemia. Lo ha comunicato il ministero della Salute. Con questi dati, il totale di casi confermati di Covid-19 nel Paese ha raggiunto 1’884’967 infetti, con 72’833 morti dall’inizio della pandemia. Il Brasile si conferma il primo Paese in America Latina e il secondo nel mondo, dopo gli Stati Uniti, per numero di casi confermati e di vittime per il coronavirus.

Altri 59.200 casi nelle ultime 24 ore negli USA

Gli Stati Uniti contano quasi altri 60 mila nuovi casi di coronavirus: 59.222 nelle ultime 24 ore, secondo la Johns Hopkins University. I contagi totali nel Paese sono ora oltre 3,36 milioni. Il bilancio dei morti sale a 135.582, di cui 411 nella giornata di lunedì.

Lunedì 13 luglio

(Aggiornato alle 23.53) Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 13 milioni. Le vittime sono oltre 570 mila, mentre i guariti hanno superato i 7,1 milioni.

Fauci: «Balzo dei contagi perché gli USA non hanno chiuso»

Gli Stati Uniti stanno vivendo un’impennata dei contagi per il Paese non è stato mai chiuso interamente e in molti stati si è riaperto troppo velocemente: lo afferma il virologo Anthony Fauci intervistato dal preside della facoltà di medicina dell’università di Stanford, in California. «Non abbiamo chiuso l’intero Paese», sostiene Fauci: «Ora dobbiamo fare qualche passo indietro e dire, ‘ok, non possiamo chiudere totalmente ma almeno dobbiamo riaprire gradualmente’».

In Gran Bretagna mascherine obbligatorie nei negozi dal 24 luglio

Nel Regno Unito sarà obbligatorio portare la mascherina quando si entra nei negozi e nei supermercati, a partire dal 24 luglio. Lo ha comunicato Downing Street. Nella nota, l’ufficio del premier Boris Johnson afferma che «ci sono sempre più indicazioni per le quali coprirsi il viso quando si è al chiuso contribuisce a proteggere le persone e chi sta loro attorno dal coronavirus». Le mascherine sono obbligatorie sui trasporti pubblici in Inghilterra dal 15 giugno. Il ministro della Salute Matt Hancock annuncerà formalmente l’estensione dell’obbligo domani, martedì. Chi non rispetterà la disposizione verrà multato di 100 sterline. La Gran Bretagna è uno dei paesi più colpiti dal virus, con circa 45.000 morti.

Tokyo, nuovo focolaio in un teatro cittadino

Aumentano i timori di un’espansione dei contagi di coronavirus a Tokyo. Dopo il quartiere a luci rosse della capitale, l’attenzione delle autorità sanitarie adesso si sposta su un teatro cittadino nella stessa area di Shinjuku, a nord ovest della città, dove 30 persone sono risultate positive alla malattia nello spazio di una settimana. Si tratta di 16 attori, cinque membri della produzione teatrale, e 9 spettatori che hanno partecipato alla rappresentazione. Lo riferisce l’operatore Rise Communication, che gestisce lo spettacolo andato in scena tra il 30 giugno e il 5 luglio al Teatro Moliere. In media, sono state registrate oltre 200 infezioni negli ultimi 4 giorni nella capitale. La governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, si è dimostrata critica nei confronti delle direttive del governo, in merito alle sovvenzioni per incentivare il turismo domestico a partire dal 22 luglio, e l’allentamento delle restrizioni per favorire l’accesso agli eventi sportivi e culturali. «È come avviare l’aria condizionata con il termosifone in funzione», ha detto Koike nel corso di un colloquio con la stampa, facendo notare l’incremento preoccupante dei casi nella capitale e nelle adiacenti prefetture. Il totale dei contagi a Tokyo si assesta a 8.046, circa un terzo dell’insieme dei casi a livello nazionale.

La California chiude tutte le attività non essenziali

Nuova stretta in California: le autorità hanno deciso di chiudere su tutto il territorio dello stato i servizi non essenziali a causa dell’impennata dei contagi da coronavirus. Dovranno abbassare la saracinesca ristoranti, bar, cinema, teatri, palestre, musei e luoghi di culto. Cancelli chiusi anche per gli zoo. Lo ha annunciato il governatore Gavin Newsom.

Los Angeles, scuola online fino a fine anno

Il distretto scolastico più grande della California, quello di Los Angeles e San Diego, ha annunciato che le lezioni in autunno inizieranno interamente da remoto e saranno online almeno sino alla fine del 2020 a causa dell’impennata nel numero dei contagi da coronavirus. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei giorni scorsi ha chiesto con forza la ripresa delle scuole, minacciando anche di ritirare i fondi federali a chi non lo facesse.

Bolivia, anche la ministra Esteri positiva al coronavirus

Karen Longaric, ministra degli Esteri della Bolivia, è risultata positiva al test del coronavirus, portando a sei il numero di ministri finora infettati nel governo della presidente Jeanine Anez, anche lei tra i contagiati dal virus. «Con caratteristiche asintomatiche, la ministra degli Esteri (ora) rimane in isolamento a casa e si sottoporrà al trattamento corrispondente», si legge in una nota del ministero boliviano. Longaric è il sesto ministro contagiato nel governo ad interim di Jeanine Anez. Il primo è stato il ministro della Presidenza, Yerko Núnez, poi quello delle Miniere, Jorge Oropeza e successivamente il capo della Salute, Eidy Roca. Anche il ministro della Giustizia ha riferito di aver avuto il virus «tempo fa» anche se asintomatico. Ieri, il titolare dell’Economia, Oscar Ortiz, ha annunciato di essere risultato positivo alla Covid-19. Insieme ai ministri, almeno una decina di altri funzionari di alto rango, tra cui viceministri e la presidente del Senato, sono stati infettati dal coronavirus.

In Turchia 1.008 casi e 19 vittime in 24 ore

Salgono a 214.001 i casi di Covid-19 in Turchia, con 1.008 contagi registrati nelle ultime 24 ore su 46.492 test effettuati. Le nuove vittime sono 19, per un totale di 5.382 decessi confermati. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 1.223, con 402 intubati. I pazienti guariti crescono di 1.156 e diventano in tutto 195.671. I tamponi effettuati dall’inizio della pandemia sono oltre quattro milioni (4.021.947). Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il ministro della Salute turco Fahrettin Koca, sottolineando che le cinque province più colpite sono Istanbul, Ankara, Gaziantep, Şanliurfa e Diyarbakir e che in queste località sono in crescita anche le terapia intensive.

L’OMS: «Il 50% dei nuovi casi negli Usa e in Brasile»

L’epicentro della pandemia da coronavirus restano le Americhe, gli Stati Uniti e il Brasile in particolare, dove si registra oltre il 50% dei nuovi casi a livello globale. Lo ha sottolineato oggi il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Adhanom Ghebreyesus. «Ieri 230 mila casi di Covid-19 sono stati riportati all’Oms», ha detto, «quasi l’80% in 10 Paesi e il 50% in due Paesi soltanto (111.319 i casi registrati in Usa e Brasile). Ma non è mai troppo tardi per portare il virus sotto controllo», ha aggiunto il direttore generale dell’Oms.

Quasi 9.500 casi in Venezuela, aperture a 3 livelli

Il Venezuela ha annunciato oggi di aver registrato nelle ultime 24 ore altri quattro decessi e 286 nuovi casi di contagio da coronavirus, elevando quindi a 89 il totale dei morti e a 9.465 il numero dei contagi su tutto il territorio nazionale. Il ministro della Comunicazione, Jorge Rodríguez, ha ricordato che da oggi a domenica 19 luglio, in base ad uno schema definito ‘7x7’, parte una flessibilizzazione della quarantena a tre livelli. Il primo livello è quella del lockdown più radicale che riguarda un focolaio nello Stato di Zulia ed in specifici municipi (Vigía in Mérida e Cumaná in Sucre). Il secondo livello riguarda misure parziali di apertura per la cittadinanza in 13 Stati venezuelani con l’avvio di attività economiche in dieci settori. Infine il terzo livello è riservato a dieci Stati, in cui le attività economiche autorizzate salgono a 24. «In tutto il territorio nazionale - ha infine detto Rodríguez - si mantiene la quarantena per la pubblica amministrazione, il settore educativo a tutti i livelli, le rivendite di bevande alcoliche, i caffé, i locali notturni ed i ristoranti, che potranno operare attraverso il delivery». Restano infine fortemente limitati gli eventi pubblici.

Oltre 100 casi tra i militari Usa nelle basi a Okinawa

È salito ad oltre 100 il numero di contagiati tra il personale militare delle due delle basi statunitensi di Okinawa, nel sudest del Giappone. Le due strutture sono da giorni in lockdown. A quasi tutti i marine è stato imposto l’isolamento e vietato di muoversi fuori delle basi. Inevitabili però gli attriti con le autorità locali, con il governatore di Okinawa, Denny Tamaki, che già nei giorni scorsi si era dimostrato scettico sulle misure predisposte dai vertici militari Usa dopo l’espansione dei contagi in seguito ai festeggiamenti dei militari americani lungo le spiagge in occasione delle celebrazioni del 4 luglio.

Balzo casi in 35 stati Usa, allarme rosso Florida

L’impennata dei contagi negli Stati Uniti - dove i casi hanno superato i 3.300.000, di cui quasi 60 mila nelle ultime 24 ore - riguarda ora almeno 35 stati.

È quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che mettono in evidenza come le aree più colpite sono la Florida (dove si registra la situazione più drammatica con oltre 15 mila nuovi casi nelle ultime 24 ore e gli ospedali di Miami al collasso), l’Arizona, la California e la Lousiana. I morti sono oltre 135 mila di cui 442 nella giornata di domenica.

Scatta l’obbligo della mascherina in tutto lo Stato di Rio

Entra in vigore oggi, nello Stato di Rio de Janeiro, l’obbligo di indossare la mascherina in luoghi pubblici per prevenire la diffusione del coronavirus. Chi non osserverà la nuova normativa rischia una multa di 107 reais (circa 20 dollari). Analogo discorso vale per le aziende che non applichino la misura con i loro dipendenti: in questo caso la multa è pari a 700 reais (118 dollari). Rio de Janeiro è il secondo Stato più colpito dal Covid-19, con 11.415 vittime. L’obbligo di indossare la mascherina è da tempo già in vigore anche a San Paolo e Brasilia. Due settimane fa, il presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, ha posto alcuni veti alla legge nazionale che ha reso obbligatorio l’uso della mascherina in tutto il Paese, prevedendo eccezioni all’interno di chiese, scuole, negozi e carceri per una possibile «violazione di domicilio». Nella città di Rio, l’obbligo è in vigore da aprile e ieri agenti della guardia municipale hanno svolto un blitz nelle spiagge e nei parchi locali, multando decine di persone sprovviste dell’accessorio di protezione.

In Iran superati i 13 mila morti

Salgono a 259.652 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.349 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 203, per un totale di 13.032 decessi confermati dall’inizio della pandemia.

I ricoverati in terapia intensiva ammontano a 3.375, mentre i pazienti guariti crescono a 222.539. I test complessivi effettuati sono quasi due milioni (1.997.967). Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Sospeso il lockdown in Catalogna

Un tribunale ha deciso di non ratificare la decisione presa ieri dal governo catalano di imporre un lockdown in otto comuni, tra cui Lleida. Per il giudice del Tribunale di Lleida, la decisione della Generalitat è «sproporzionata». Lo riferisce La Vanguardia.

Il Messico supera l’Italia per numero di decessi

Il Messico è diventato il paese al mondo con il quarto più alto bilancio di morti da Covid-19, davanti all’Italia, secondo i funzionari sanitari messicani. «Ci sono 299.750 casi confermati di infezione e 35.006 morti in Messico», si legge sull’account Twitter della presidenza messicana

Usa, altri 59 mila contagi in un giorno

Gli Stati Uniti, il paese più colpito al mondo dalla pandemia di coronavirus, hanno registrato ieri 59.747 nuove infezioni in 24 ore, secondo il rapporto quotidiano della Johns Hopkins University. Il numero di casi confermati è di 3.301.820 e il numero di morti a 135.171 (442 in più in 24 ore).

Domenica 12 luglio

(Aggiornato alle 21) Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 12.772.775. Le vittime sono oltre 566 mila, mentre i guariti hanno superato i 7 milioni.

In Palestina coprifuoco dalle 20 alle 6

Per contrastare l’infezione da coronavirus il Governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha dichiarato il divieto di movimento delle persone in tutta la Cisgiordania, per due settimane, tra le 20 di sera e le 6 del mattino. Lo ha reso noto il portavoce del Governo Ibrahim Milhim secondo cui sono anche interdetti gli spostamenti tra i vari Governatorati dei Territori sempre per due settimane. Chiusi anche «tutti i villaggi» colpiti dall’infezione e «i campi profughi» così come sono proibiti i matrimoni, i pubblici eventi e gli assembramenti. Secondo i dati del Ministero della salute oggi sono state conteggiate altre 349 infezioni che portano il totale dall’inizio della pandemia a 7037, di cui 5763 quelli attivi e 16 gravi. Sempre oggi ci sono state altre due vittime (a Hebron) che fanno salire il numero complessivo a 37. In base agli stessi dati, delle nuove infezioni, 166 sono state nel distretto di Hebron, 105 a Gerusalemme est, 49 a Ramallah, 11 a Betlemme, 7 a Nablus e 6 a Tulkarem.

Spagna: confinamento totale nella città di Lleida

Il Governo della Catalogna ha ordinato il confinamento totale nella città di Lleida, che conta quasi mezzo milione di abitanti, e in altri sette comuni della zona di Segrià, a causa di un focolaio incontrollato di coronavirus. La popolazione dovrà restare a casa tranne che per andare al lavoro o altri spostamenti necessari. Lo riferisce La Vanguardia. La Catalogna ha registrato 816 contagi in più rispetto a ieri. Negli ospedali della provincia di Lleida hanno già più di un centinaio di pazienti ricoverati per Covid-19, riferisce il Dipartimento della Salute. I nuovi casi nella zona di Barcellona, riporta invece El Pais, si sono moltiplicati per quattro negli ultimi 12 giorni.

Aumentano nuovamente i casi in India

L’India ha registrato altri 28.637 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: si tratta del quarto record giornaliero consecutivo, che porta il bilancio complessivo dei contagi nel Paese a quota 849.553.

Lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Allo stesso tempo, il numero dei morti è aumentato a quota 22.674. Lo Stato più colpito rimane quello del Maharashtra (ovest), con 246.660 casi e 10.116 morti. L’India è il terzo Paese al mondo con il maggior numero di casi dopo gli Stati Uniti (3.247.771) e il Brasile (1.839.850). Sempre secondo il ministero della Sanità indiano, i casi attivi nel Paese sono attualmente 292.258, mentre 534.620 persone sono guarite.

In Brasile ancora più di mille morti in un giorno

Non accenna a diminuire il bilancio quotidiano dei morti provocati dal coronavirus in Brasile, che ieri ha superato di nuovo la soglia dei mille, portandosi a quota 1.071: lo hanno annunciato le autorità sanitarie del Paese, secondo quanto riporta la Cnn. Il totale dei decessi sale così a quota 71.469, pari al livello più alto nel mondo dopo gli Stati Uniti (134.814). In Brasile si registrano oltre 1.000 decessi al giorno dovuti al virus dalla fine di maggio. Intanto, i casi di contagio sono saliti ieri a quota 1.839.850, ben 39.023 in più rispetto a venerdì scorso.

Il 10 luglio record di contagi nel mondo

I casi giornalieri di coronavirus a livello globale hanno ampiamente superato la soglia dei 220 mila venerdì scorso segnando un nuovo record dall’inizio della pandemia. È quanto emerge dal sito dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che in sole 24 ore ha registrato il 10 luglio 228.186 contagi confermati nel mondo. Si tratta dell’ultimo dato definitivo finora disponibile sul sito dell’organizzazione, in quanto per la giornata di ieri il conteggio - di 219.983 casi confermati - è ancora provvisorio. Venerdì scorso l’incremento è stato di 23.219 casi rispetto a giovedì, pari all’11,33%. Inoltre, venerdì sono morte nel mondo 5.568 persone a causa del coronavirus, mentre per la giornata di ieri il dato provvisorio indica 5.286 decessi.

Anche Trump con la mascherina

Donald Trump ha usato per la prima volta in pubblico la mascherina, raccomandata per evitare la diffusione del coronavirus. Visitando l’ospedale militare Walter Reed a Bethesda, Maryland, a pochi chilometri dalla Casa Bianca. Le immagini sono state trasmesse dalla tv Usa. In precedenza il presidente aveva usato la mascherina visitando una fabbrica ma in una zona privata, anche se poi foto e video erano arrivati lo stesso. «Penso che sia una grande cosa usare la mascherina quando si è in un ospedale, quando si parla con un sacco di soldati e di persone che in alcuni casi sono appena usciti dalla sala operatoria», ha detto Trump prima di entrare al Walter Reed. «Non sono mai stato contro le mascherine, credo che bisogna valutare tempo e luogo», ha spiegato.

Nuovo record di contagi in un giorno negli Usa

Nuovo record giornaliero di contagi negli Stati Uniti, il Paese più colpito dal coronavirus: ieri se ne sono registrati 66.528 nuovi casi, mai così tanti in 24 ore, secondo un conteggio della Johns Hopkins University. Il totale dei casi dall’inizio della pandemia sale quindi a 3.242.073. Il bilancio dei decessi è aumentato di 760 unità, portando il totale dei morti a 134.729.

Sabato 11 luglio

(Aggiornato alle 14.18) - Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12,5 milioni. Le vittime sono oltre 560 mila, mentre i guariti superano i 6,9 milioni.

Scalata vertiginosa negli USA

Gli USA hanno registrato altri 63.643 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University. Nel giorno precedente erano stati oltre 65.500. In totale i contagi sono 3.181.846, le vittime oltre 134 mila.

India: oltre 800 mila casi, ieri aumento record

I casi di coronavirus in India hanno superato quota 800mila: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità, indicando che nella giornata di ieri è stato registrato un record di 27.114 contagi - il terzo giornaliero consecutivo - che ha portato il bilancio complessivo dall’inizio della pandemia nel Paese a 820.916. Lo riporta la Cnn. Allo stesso tempo, il numero dei morti è salito a quota 22.123. Mentre i contagi continuano la loro ascesa, le autorità locali e statali si affrettano a reintrodurre rigide misure per cercare di contenere la diffusione del virus. Ieri lo Stato più popoloso, l’Uttar Pradesh, ha emesso numerose misure restrittive per questo fine settimana, che lasciano operativi solo i servizi essenziali. Finora almeno 515mila persone sono guarite nel Paese, ha sottolineato il ministero, mentre il Consiglio indiano per la ricerca medica ha fatto sapere che sono stati eseguiti circa 11,3 milioni di tamponi.

Venerdì 10 luglio

(Aggiornato alle 23.27) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 12.382.748, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Le vittime sono 557.241, mentre i guariti sono 6.796.045.

In Brasile più di 70 mila morti

Il Brasile questo venerdì ha registrato ulteriori 1.214 decessi e 45.048 contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità. Il numero complessivo dei casi confermati di COVID-19 nel Paese è dunque salito a 1.800.827, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 70.398.

Superati i 30 mila morti in Francia

La Francia ha superato oggi quota 30 mila vittime della COVID-19, toccando 30.004 decessi, di cui 19.528 in ospedale e gli altri in case di riposo o istituti per disabili.

Ne ha dato notizia la Direzione generale della Sanità, che ha allertato oggi sull’allentamento delle regole di distanziamento e di protezione dal virus, che rischiano di far ripartire l’epidemia. Sotto osservazione l’aumento di casi osservato da un paio di settimane nella Mayenne, dipartimento del Pays de la Loire.

I ricoverati in ospedale restano 7.062, in rianimazione - dove il dato è stato costantemente in discesa - ne rimangono 496.

Risale la curva del numero delle vittime negli USA

Non solo una lunga scia di record giornalieri sui nuovi casi di contagio: ora negli Usa comincia a salire di nuovo anche il numero dei morti del coronavirus. Un campanello d’allarme che segnala la possibile fine di mesi di declino nel numero totale delle vittime. Nell’ultima settimana, secondo i dati ufficiali, la media è salita a 608 decessi al giorni, contro i 407 di inizio luglio. A metà aprile la media era di 2.200 al giorno, ma c’era il focolaio di New York. Mercoledì in Texas c’è stato un balzo di 119 morti, in Arizona di oltre 200. Record giornalieri anche in Florida, Mississippi e Tennessee. In totale dall’inizio della pandemia i morti in Usa sono oltre 133 mila.

Balzo di contagi e morti in Serbia

Forte balzo di contagi e decessi da coronavirus in Serbia, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 386 nuovi casi di COVID-19 e 18 morti. Nel darne notizia, la premier Ana Brnabic ha parlato della «giornata peggiore dall’inizio della battaglia contro il coronavirus». In aumento anche il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore, che sono ad oggi 130. La situazione più critica, ha detto, si conferma a Belgrado, altri focolai importanti sono a Novi Pazar - dove si sono registrati 10 morti da ieri - Kragujevac, Sabac. Alla luce del «drammatico peggioramento» della situazione epidemiologica, la premier ha lanciato un accorato appello a tutti al rispetto delle norme di prevenzione e alle restrizioni in atto per contenere il contagio - mascherina, distanza fisica, lavaggio delle mani - e a non organizzare raduni e manifestazioni di piazza, come avvenuto negli ultimi giorni a Belgrado e in altre città del Paese. Anche perché ospedali e strutture sanitarie sono pieni, ha affermato Brnabic. Se la situazione epidemiologica non dovesse migliorare, ha aggiunto, le autorità non esiteranno a imporre misure più restrittive, con riferimento allo stato di emergenza e al coprifuoco imposti nei mesi scorsi.

Fauci frena sulla riapertura, Trump lo critica

Gli USA, dove si sta registrando un balzo dei contagi, dovrebbero ripensare la loro strategia e per il momento fermare gli sforzi per la riapertura. Lo ha affermato il virologo Anthony Fauci in una serie di interviste in cui parla di «tempesta perfetta» in atto negli Stati Uniti. Immediata la reazione del presiedente Donadl Trump secondo cui «Fauci è una brava persona ma ha fatto molti errori». In un’intervista a Fox, Trump ha sottolineato come gli esperti prima avevano detto di non indossare le mascherine, poi di indossarle. E poi i voli dalla Cina che il tycoon dice di aver fermato subito nonostante il parere contrario dei suoi esperti.

In Francia aumentano i casi positivi

In aumento i casi positivi di coronavirus anche in Francia: nel suo bollettino settimanale, Santé Publique France, avverte che «la circolazione del Sars-Cov-2 è in aumento in Francia», anche se resta ad «un livello basso». Anche il numero di bambini contaminati è in aumento. «Durante la settimana dal 29 giugno al 5 luglio, il numero di casi di Sars-Cov-2 registrati è stato di 3797, contro 3406 la settimana precedente». Secondo i dati di SOS Médecin, la progressione è del 41% rispetto alla settimana precedente, con 1523 atti realizzati per sospetti casi di Covid contro 1082 otto giorni prima. Si resta comunque molto distanti dal periodo marzo aprile. Spf lancia quindi un forte appello alla popolazione a rafforzare la vigilanza per evitare che l’epidemia non torni a crescere ancora piu’ rapidamente, usando la mascherina o rispettando il distanziamento sociale.

In Bulgaria reintrodotte le restrizioni

Le autorità bulgare hanno deciso di reintrodurre alcune misure restrittive nel Paese per combattere il coronavirus, a causa del sensibile aumento dei contagi negli ultimi giorni. È in vigore da oggi un’ordinanza del ministero della Sanità, secondo la quale si terranno senza pubblico tutti gli eventi sportivi al chiuso e all’aperto. Sono vietate feste e cerimonie con oltre 30 persone. Sono chiusi di nuovo al pubblico i locali notturni e le discoteche, mentre i locali di svago all’aperto potranno funzionare a capienza dimezzata. In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 330 nuovi casi di coronavirus (dei quali 140 a Sofia) a seguito di 3686 test diagnostici effettuati. Si tratta di un record assoluto dall’inizio dell’epidemia nel Paese balcanico. Il bilancio complessivo dei contagi sale così a 6672. Si registrano tre nuovi decessi, il totale sale a 262 vittime. Sono in quarantena 23.374 persone.

In Israele quasi 1.600 casi in ventiquattro ore

Nuovi dati preoccupanti sulla diffusione del coronavirus in Israele sono stati diffusi oggi dal ministero della Sanità. Il numero complessivo dei casi positivi è salito a 35.533, ossia 1586 in più rispetto a ieri. I malati sono adesso 16.651, di cui 438 ricoverati in ospedali mentre gli altri 16.213 sono in isolamento nelle proprie abitazioni o in appositi alberghi messi a disposizione delle autorità. Un mese fa i malati erano circa 3000. In rianimazione sono ora 39 persone. I decessi sono nel frattempo saliti a 350. Da stamane le autorità hanno provveduto a chiudere in alcune città (inclusa Gerusalemme) altri quartieri indicati come focolai di contagio. Nei giorni scorsi il ministro della Sanità, Yoel Edelstein, ha avvertito che se si arrivasse alla cifra di 2000 contagi al giorno sarebbe opportuno imporre un nuovo lockdown nazionale. Ieri il premier Benjamin Netanyahu ha peraltro ribadito che farà tutto il possibile per sventare quel provvedimento, a causa del suo prezzo elevato per l’economia.

Brasile, il totale dei morti sfiora i 70 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1220 decessi e 42’619 contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità.

Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1’755’779, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 69’184.

In leggera flessione (3,9%) il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati), mentre l’indice di mortalità si attesta a 32,9 persone ogni 100 mila abitanti.

Russia, volontari immuni dopo il trial del vaccino

I trial clinici sul vaccino anti Covid-19 effettuati in Russia su un gruppo di volontari hanno rivelato immunità al coronavirus: lo ha annunciato il ministero della Difesa russo, secondo quanto riportato dalla Tass.

«I dati ottenuti dal Gamalei National Research Center for Epidemiology and Microbiology - ha annunciato il ministero - dimostrano che i volontari del primo e del secondo gruppo stanno formando una risposta immunitaria dopo l’inoculazione del vaccino contro il coronavirus».

Il ministero ha anche riferito che i medici dell’ospedale militare di Burdenko effettuano regolarmente esami per monitorare le condizioni di salute dei volontari e non risulta che abbiano manifestato alcun effetto collaterale.

Lo stesso ministero aveva annunciato all’inizio di giugno l’avvio di trial clinici su due gruppi di volontari: il primo gruppo era composta da 50 militari, tra cui cinque donne e dieci medici. Il secondo gruppo era composto da civili.

Stati Uniti: nuovo record di contagi

Nuovo record di contagi negli Stati Uniti: oltre 65 mila in 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi sono 3,11 milioni, le vittime oltre 133 mila.

Anche la presidente boliviana ad interim è infetta

La presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, ha rivelato di essere risultata positiva ad un test del Covid-19 e di essersi immediatamente posta in isolamento. In un video diffuso attraverso le reti sociali Anez, insediatasi il 12 novembre 2019 dopo le dimissioni di Evo Morales, ha sottolineato che "con tutti i miei collaboratori abbiamo lavorato a favore delle famiglie dei boliviani per un lungo periodo, e siccome molti di loro sono risultati positivi, mi sono sottoposta ad un test che ha confermato che anche io lo sono". "Adesso - ha aggiunto - resterò in quarantena per 14 giorni e poi vedremo quali saranno le mie condizioni". Anez è il secondo capo dello Stato contagiato in America latina dopo il brasiliano Jair Bolsonaro.

Designata capo dello Stato ad interim con una procedura da molti considerata irregolare dal punto di vista costituzionale, Anez ha 53 anni e fino allo scorso anno era membro del Senato per la coalizione di centro-destra, quella che dopo le elezioni di ottobre 2019 ha spinto alle dimissioni Morales accusandolo di brogli.

Dopo il suo insediamento, aveva assicurato che il suo ruolo era semplicemente di traghettatrice verso nuove elezioni, e invece in aprile ha annunciato di volersi candidare nelle elezioni del 6 settembre alla presidenza «per il bene della Bolivia».

Negli ultimi giorni i media boliviani avevano confermato che almeno tre ministri (Presidenza, Sanità e Miniere) erano risultati positivi al coronavirus. I medici le avevano consigliato di lavorare attraverso una piattaforma virtuale, una precauzione che però non le è stata sufficiente ad evitare il contagio.

Via Twitter, stanotte, il capo dello Stato ad interim è tornata sul problema sostenendo: «E’ vero, sono positiva, sto bene, lavorerò dal mio luogo di isolamento. Insieme, andremo avanti!».

Il numero due del chavismo in Venezuela positivo al test

Diosdado Cabello, considerato il numero due del chavismo in Venezuela, ha confermato di essere risultato positivo al test per il coronavirus. «Cari compagni e compagne, vi informo che dopo aver realizzato i test corrispondenti, sono risultato positivo a Covid-19», ha riferito sul social network Twitter.

Cabello, primo vicepresidente del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) al potere e presidente dell’Assemblea nazionale costituente chavista, ha affermato di essere «già in isolamento, sottoposto al trattamento indicato» per la malattia. «Vinceremo», ha dichiarato. Anche il presidente Nicolas Maduro ha confermato che Cabello è risultato positivo al coronavirus, riportando che «è già in cura, è a riposo e sta bene» e trasmettendogli «tutta la solidarietà e positività, il Venezuela è con Diosdado». Il presidente ha inoltre riferito che anche Omar Prieto, governatore dello stato di Zulia, è risultato positivo al Covid-19. Il Venezuela ha registrato finora 8.010 casi confermati per la pandemia con 75 morti, secondo i dati ufficiali.

Giovedì 9 luglio

(Aggiornato alle 23.29) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12,1 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Le vittime sono oltre 551 mila, mentre i guariti superano i 6,6 milioni.

Brasile, il totale dei morti sfiora i 70 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.220 decessi e 42.619 contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.755.779, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 69.184. In leggera flessione (3,9%) il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati), mentre l’indice di mortalità si attesta a 32,9 persone ogni 100 mila abitanti.

La Gran Bretagna riapre palestre, piscine ed eventi all’aperto

Nuovo passo verso il rilassamento del lockdown nel Regno Unito, a partire dall’Inghilterra, secondo l’annuncio affidato oggi dal governo Tory di Boris Johnson al ministro della Cultura e dello Sport, Oliver Dowden. Da questo fine settimane a lunedì riapriranno le piscine all’aperto e torneranno gli eventi artistici, musicali e sportivi outdoor, seguiti poi dalla ripartenza delle attività di spa e centri estetici, e quindi - dal 25 luglio - anche di strutture sportive al coperto in grado di garantire il distanziamento. Dowden, parlando in una conferenza stampa a Downing Street, ha assicurato che tutto gli indicatori sul contagio da coronavirus - che nel Regno ha provocato il più alto numero di vittime in cifra assoluta in Europa - sono ora in calo a livello nazionale sull’isola, al di là del focolaio di Leicester dove le restrizioni sono state reimposte giorni fa a livello locale. E ha citato il numero giornaliero di morti per la Covid-19 sceso nelle ultime 24 ore nel Paese a 85 (contro gli oltre 100 dei giorni precedenti): seppure fino a un totale di ben quasi 45.000 decessi solo contando quelli certificati con il tampone.

Netanyahu ammette: «Abbiamo riaperto troppo presto»

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ammesso che Israele ha riaperto una parte delle attività economiche troppo presto dopo la fine della prima ondata di pandemia. «Guardando indietro come parte del tentativo e dell’errore, dobbiamo dire - ha sottolineato prima di illustrare le misure a sostegno dell’economia e delle persone in difficoltà - che gli ultimi passi erano troppo affrettate».»Siamo nel mezzo di una tempesta globale che cresce...la seconda ondata non risparmierà quasi nessuna nazione. Questo necessita di decisioni fatali ogni giorno, sospese tra il tentativo e l’errore. Uno ci prova, sbaglia e ripara. Questo è il modo in cui operano tutti i leader». Netanyahu ha poi indicato i tre principi base del piano di aiuti economici messi a punto dal governo: «certezza per gli anni futuri, rapido trasferimento delle sovvenzioni governative, aiuti immediati agli imprenditori indipendenti». Inoltre il governo ha stabilito aiuti ai 400 mila impiegati e imprenditori che saranno trasferiti nei loro conti bancari la prossima settimana.

In Brasile 1 milione di guariti

Il Brasile ha superato il milione di pazienti usciti dalla Covid-19, confermandosi il primo Paese al mondo per numero di guariti: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Brasilia, secondo cui 1.020.901 persone sono state curate finora dall’inizio della pandemia. Ieri il numero totale di casi confermati del virus in Brasile ha raggiunto quota 1.713.160, secondo il bilancio ufficiale. Per quanto riguarda i decessi (nel frattempo saliti a 67.694), i tecnici del ministero hanno sottolineato che, mentre il numero di diagnosi positive di Covid-19 è ancora in crescita, i registri di morte indicano una stabilizzazione. A testimoniarlo ci sarebbero i numeri accumulati durante gli ultimi bollettini: nelle ultime cinque settimane, la variazione dei nuovi decessi causati dalla malattia ha infatti oscillato tra il 4% e l’1%.

Via tutte le restrizioni a Mosca dal 13 luglio

Tutte le restrizioni dovute al coronavirus precedentemente imposte dalle autorità di Mosca nel campo dell’imprenditoria e dei servizi saranno abolite a Mosca il 13 luglio. Lo ha detto il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin. «Tutte le restrizioni nella sfera dell’imprenditoria, della fornitura di servizi alla popolazione e di altri tipi di attività, ad eccezione dei requisiti igienico-sanitari, saranno abolite», ha detto in un post sul blog personale del sindaco. «Spetta alle imprese decidere se riportare il proprio personale in ufficio o lasciare che continuino a lavorare a distanza», ha aggiunto Sobyanin.

Record di morti in un giorno in Iran

Nuovo record di vittime di COVID-19 in Iran. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 221 decessi, per un totale di 12.305 decessi confermati. I casi salgono a 250.458, con 2.079 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.324, mentre i pazienti guariti diventano 212.176. I test effettuati sono 1.897.803. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari.

In Russia altri 6.509 casi

In Russia sono stati registrati 6.509 nuovi casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 707.301. I decessi provocati dal virus sono ufficialmente 10.843, di cui 176 nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 8.805 nelle ultime 24 ore e 481.316 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

Nuovo record di contagi a Tokyo

Tokyo aggiorna nuovamente il record dei casi giornalieri di coronavirus fino a raggiungere quota 224 nelle ultime 24 ore, il massimo livello da metà aprile. Lo ha annunciato il governo metropolitano dopo un temporaneo rallentamento registrato nelle 24 ore precedenti con 75 casi, e confermando la presenza dei maggiori focolai nel distretto a luci rosse della capitale, l’area di Kabukicho (nord ovest), malgrado i recenti inviti delle autorità locali a ridurre le visite e l’assistenza finanziaria promessa alle attività commerciali in presenza di una riduzione degli orari di apertura.

In un incontro con la stampa il ministro della Sanità Katsunobu Kato ha comunque escluso che il sistema sanitario della capitale si trovi sotto pressione per garantire l’assistenza ai pazienti di COVID-19. Con circa 7.200 casi, Tokyo rappresenta oltre un terzo dei contagi complessivi a livello nazionale.

Il coronavirus era già ampiamente diffuso negli Stati Uniti a febbraio

Il nuovo coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato.

È quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la CNN.

«Pensiamo che ci sia stata una diffusa trasmissione di SARS-CoV-2 nel febbraio 2020», si legge nel rapporto preparato dal team di ricercatori e pubblicato sul server MedRxiv. «I nostri risultati indicano che molti Stati sono stati contaminati da fonti interne piuttosto che internazionali», prosegue il rapporto: «Per gran parte degli Stati continentali il principale contributo di infezioni importate è arrivato attraverso i flussi di viaggi interni».

Come è noto, gli USA hanno imposto restrizioni ai viaggi dalla Cina il 31 gennaio, ma secondo il modello dei ricercatori statunitensi questa misura è arrivata troppo tardi. Inoltre, «le importazioni (del virus, ndr) dalla Cina continentale possono essere state rilevanti nel seminare l’epidemia a gennaio, ma dopo hanno svolto un piccolo ruolo nell’espansione del COVID-19 negli Usa».

A livello di Stato, il modello indica che le «fonti interne hanno contribuito per l’85% dell’introduzione del virus in Nebraska, l’86% in Nuovo Messico e in Arkansas e il 95% in North Dakota.

Impennata di casi a Tulsa dopo un comizio di Trump

Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell’Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno.

La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì. «Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa», afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa.

Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di «fare due più due» fra l’aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

55.000 nuovi casi negli Usa in 24 ore

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che parla di 3.051.427 contagi e 132.195 morti.

Mercoledì 8 luglio

(Aggiornato alle 21.01) Più di 11,8 milioni di casi di coronavirus nel mondo e 545 mila morti. È il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i dimessi dagli ospedali superano i 6,4 milioni.

Nei Balcani aumentano i contagi

Nei Balcani prosegue la nuova fase al rialzo dei contagi da coronavirus, che induce i Paesi della regione a reintrodurre restrizioni abolite nelle scorse settimane. In Serbia nelle ultime 24 ore i nuovi casi di Covid-19 sono stati 357, portando il totale a 17.076, mentre altri 11 decessi hanno fatto salire a 341 il numero delle vittime. Aumenta costantemente anche il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ad oggi 118. Domani l’unità di crisi a Belgrado deciderà sulle nuove misure restrittive per contenere i contagi, compreso l’eventuale ripristino del coprifuoco, rimasto in vigore per alcun settimane nel Paese durante la prima fase acuta dell’epidemia in primavera. Contro le prospettate nuove restrizioni a Belgrado la notte scorsa vi sono state proteste con scontri fra manifestanti e polizia. In Macedonia del Nord i nuovi casi nelle 24 ore sono risultati 163, con otto decessi. I contagi sono stati finora 7.406, le vittime 359. Nel Paese si voterà il 15 luglio per le elezioni legislative, previste inizialmente il 12 aprile scorso e rinviate per l’emergenza sanitaria nella prima fase dell’epidemia. Sono stati 53 i nuovi contagi in Croazia, per un totale di 3.325, mentre un altro decesso ha portato a 114 il numero dei morti dall’inizio dell’epidemia.

In Montenegro, che aveva già dichiarato conclusa l’epidemia dopo 28 giorni di zero contagi e zero decessi, si sono registrati altri 53 casi nelle 24 ore, con il totale salito a 636, con otto vittime. I media a Podgorica non escludono l’imposizione dello stato di emergenza e il rinvio delle elezioni parlamentari e locali in programma il 30 agosto.

Il Paese della regione più duramente colpito dalla pandemia resta la Romania, dove si è registrato il numero record di 555 contagi nelle 24 ore, con il totale che ha superato quota 30 mila, mentre le vittime sono oltre 1.800. Le autorità moltiplicano gli appelli alla popolazione a rispettare le norme basilari di prevenzione - mascherina, distanziamento fisico, igiene con frequente e accurato lavaggio delle mani. I contagi sono in ripresa anche in Kosovo e in Bosnia-Erzegovina.

Negli USA superati i 3 milioni di casi

Gli Stati Uniti hanno superato i 3 milioni di contagi da Covid-19: i casi di coronavirus nel paese sono 3.009.611. È quanto emerso dai dati della John Hopkins University. Frattanto, il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha dichiarato che le autorità federali stanno inviando personale medico in Texas, Arizona, California e Florida dove il numero di casi di coronavirus sta crescendo.

A New York in classe solo 2-3 giorni a settimana

Le scuole pubbliche di New York non apriranno interamente a settembre: le lezioni in classe ci saranno solo due o tre giorni alla settimana. Lo ha annunciato oggi il sindaco di New York, Bill de Blasio, spiegando che in classe ci saranno meno studenti e le famiglie potranno scegliere se optare per la soluzione mista fra la presenza fisica e le classi online o per l’insegnamento completamente da remoto. La decisione di de Blasio si contrappone alle pressioni di Donald Trump che vuole le scuole riaperte regolarmente in settembre nonostante il coronavirus.

«Negli USA 208 mila morti entro inizio novembre»

L’università di Washington ha esteso le sue proiezioni su quante persone potrebbero morire di coronavirus in Usa entro il primo novembre, due giorni prima delle elezioni, prevedendo almeno 208.255 vittime sulla base dello scenario attuale. Se il 95% della popolazione indossasse la mascherina in pubblico, il numero scenderebbe a circa 162.808, ha stimato l’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’ateneo. Gli Stati Uniti intanto stanno raggiungendo i 3 milioni di casi, con oltre 131 mila decessi.

Tracce di coronavirus nelle acque di scarico di Parigi

Tracce di coronavirus sono state ritrovate negli ultimi giorni nelle acque di scarico di Parigi, anche se a livelli minimi. Si tratterebbe di un indicatore di una ripresa dei contagi, che infatti hanno fatto segnalare una piccola ripresa in alcuni dipartimenti nella banlieue della capitale. Dall’inizio della pandemia, le acque di scarico, che vengono poi ritrattate sono attentamente osservate per valutare la circolazione del virus. I ricercatori hanno notato un collegamento fra il livello del virus nelle acque di scarico e il numero di casi di Covid-19: il dato riflette parzialmente lo stato di salute della popolazione e sono un indicatore «anticipato», così come i ricoveri sono un indicatore «tardivo» di un aumento dei contagi. D’altra parte, nonostante il tasso di infezione sia stabile nella regione della capitale, la curva dei contagi è leggermente aumentata in alcuni dipartimenti, come le Yvelines, le Hauts-de-Seine, la Val-de-Marne e la Val-d’Oise.

«Senza un vaccino si rischiano 250 milioni di casi»

Senza un vaccino o una cura adeguata per la Covid-19, lo scenario per il 2021 si prospetta drammatico: stando a uno studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT), entro la primavera nel mondo potrebbero emergere 249 milioni di casi e 1,8 milioni di decessi. Lo studio vede l’India come il paese più colpito, con una possibile crescita giornaliera di 287 mila casi attorno alla fine del 2021. Secondo il modello di epidemiologia dinamica messo a punto dai ricercatori, sulla base dei dati ufficiali di 84 paesi fino a metà giugno, i primi dieci paesi che potrebbero registrare ancora nuovi casi di contagio alla fine del 2021 sono India, Usa, Sud Africa, Iran, Indonesia, Regno unito, Nigeria, Turchia, Francia e Germania. Gli scienziati di Boston rilevano che le dimensioni della pandemia sono notevolmente sottostimate a livello globale, e che tutti i dati della positività e delle morti sono molto inferiori alla realtà. «La maggioranza delle persone resta suscettibile al virus, in tutto il mondo», ha commentato il professor Rahmandad, leader del team: «siamo molto lontani dal raggiungimento dell’attesa immunizzazione di gregge».

Catalogna, mascherina anche con la distanza sociale

L’uso della mascherina sarà obbligatorio da domani in tutta la Catalogna, anche se verrà rispettata la regola del distanziamento sociale: lo ha reso noto in Parlamento il presidente della Generalitat, Quim Torra. Questa mattina, il ministro della Sanità, Salvador Illa, si era mostrato favorevole alla misura: «La mascherina è già obbligatoria se non c’è una distanza sufficiente. Non mi sembra male che la Generalitat rafforzi questa misura», aveva detto a Catalogna Radio sottolineando che a livello nazionale sono attivi ancora 67 focolai.

Oltre 700 mila casi accertati in Russia

In Russia sono stati superati i 700.000 casi accertati di Covid-19. Stando ai dati del centro operativo russo anticoronavirus, dall’inizio dell’epidemia nel Paese si sono finora registrati 700.792 casi di Covid-19, di cui 6.562 nelle ultime 24 ore, un dato quest’ultimo in salita rispetto ai 6.368 nuovi contagi di ieri. I decessi provocati dal nuovo virus sono ufficialmente 10.667, di cui 173 nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 8.631 nelle ultime 24 ore e 472.511 in totale.

La Francia: «Prepararsi a una seconda ondata»

«Bisogna prepararsi a una ripresa dell’epidemia se non a una seconda ondata», che è possibile «questo autunno o questo inverno»: lo ha detto il direttore generale della Salute responsabile della comunicazione sulla Covid-19, Jerome Salomon, intervistato da Le Figaro. «Non sappiamo tutto sul comportamento stagionale di questo virus che è ancora in circolazione», ha avvertito il francese numero 2 del ministero della Salute, assicurando che «tutti i servizi dello Stato, gli esperti, gli attori sul terreno sono mobilitati per gestire i cluster».«Ciò che bisogna capire bene, è che sono essenzialmente i nostri comportamenti a condizionare la ripresa epidemica - avverte Salomon - se vogliamo evitarla, ognuno di noi deve continuare a rispettare le misure di sicurezza, le misure d’igiene, il distanziamento fisico e l’uso della mascherina, soprattutto negli assembramenti e negli spazi chiusi».

Un’ascesa continua negli Stati Uniti

Continua a crescere negli USA il numero di contagiati al giorno. Sono stati infatti 60.209, gli americani risultati positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi di contagio in USA sono oramai quasi tre milioni: 2.991.351. Le vittime dall’inizio della pandemia sono 131.362.

Situazione preoccupante in Brasile

Il Brasile ha raggiunto 1.668.589 casi confermati di coronavirus: lo rendono noto il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità brasiliano. In base ai nuovi dati, nelle ultime 24 ore ci sono stati ulteriori 45.305 contagi e 1.254 decessi. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia è così salito a 66.741. Il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati) è pari al 4% e quello di mortalità di 31,8 persone ogni 100 mila abitanti.

Martedì 7 luglio

(Aggiornato alle 19.01) Sono oltre 11,6 milioni i casi di coronavirus nel mondo, per la precisione 11.647.399, stando al bilancio della John Hopkins University. I morti hanno raggiunto quota 538.796, mentre i guariti totali sono 6.328.000.

Belgio, frontiere chiuse a 15 paesi extra Ue

Il Belgio ha deciso di non riaprire i suoi confini ai viaggiatori di 15 paesi terzi raccomandati dall’Ue, citando motivi di salute e reciprocità. Lo scrivono i media locali precisando che il paese è comunque accessibile ai visitatori di altri paesi dell’Ue e dell’area Schengen.

Nelle scorse settimane i paesi Ue hanno concordato un elenco, di 15 paesi terzi i cui cittadini potranno essere autorizzati a entrare nell’Unione dal primo luglio. I viaggi «non essenziali» verso l’Ue sono stati vietati a metà marzo per combattere la diffusione della pandemia di coronavirus. L’elenco dei paesi autorizzati è comunque soggetto a una raccomandazione non vincolante, con ciascuno Stato che mantiene il controllo dei propri confini.

Fauci: «Gli Usa ancora impantanati nella prima ondata di pandemia»

Gli Stati Uniti sono ancora «impantanati» nella prima ondata della pandemia: è l’ennesimo allarme lanciato da Anthony Fauci, che ha sottolineato come la situazione non sia «per nulla buona», anzi, sia «molto pericolosa». Del resto negli Usa il numero dei contagi è ormai vicino ai 3 milioni con altri 47.126 nuovi casi nella giornata di lunedì. Le vittime complessivamente sono oltre 130 mila, 337 nelle ultime 24 ore.

A Pechino zero nuovi casi e un asintomatico

Pechino ha segnato ieri zero nuovi contagi di coronavirus trasmesso internamente, per la prima volta dallo scoppio di inizio giugno del focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi: la Commissione sanitaria municipale ha rilevato soltanto un nuovo caso asintomatico e ha messo in guardia: «zero infezioni non significa zero rischi». Dall’11 giugno al 6 luglio, il numero di infezioni registrato nella capitale s’è attestato a 335, di cui 320 ancora sottoposte a cura ospedaliera e 15 guarite. Gli asintomatici totali si sono attestati ora a 31, tutti sotto osservazione medica. A partire da oggi, intanto, Pechino ha cominciato a rimuovere la quarantena nelle aree «rosse», più a rischio, interessando una zona con un primo gruppo di oltre 5.000 persone del distretto di Fengtai che potevano essere entrate a contatto direttamente o indirettamente con lo Xinfadi. In aggiunta, su un totale di 7 distretti è stato rimosso il giudizio di «rischio alto o medio», tra cui Xicheng, Dongcheng, Chaoyang e Tongzhou. La disinfezione dello Xinfadi, infine, è stata completata.

Superati i 20 mila morti in India

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in India ha superato oggi la soglia dei 20 mila: è quanto emerge dal sito della Johns Hopkins University. I dati dell’università americana indicano che nel Paese i decessi complessivi hanno raggiunto quota 20.159, a fronte di 719.664 casi confermati. L’India ha superato ieri la Russia per numero di contagi ed è ora il terzo Paese al mondo più colpito dal virus dopo gli Stati Uniti (2.938.625) e il Brasile (1.623.284).

Cisgiordania, 306 nuovi casi positivi

La diffusione del coronavirus non rallenta in Cisgiordania, malgrado le misure di emergenza imposte dal governo dell’Autorità nazionale palestinese. Secondo dati forniti oggi dal ministero della sanità, nelle ultime 24 ore si sono avuti 306 contagi, portando così a 5.092 il numero complessivo dei casi positivi registrati dall’inizio della pandemia in Cisgiordania, a Gaza e a Gerusalemme est. In Cisgiordania sono stati 4.575 casi, a Gaza 72 e a Gerusalemme est 445. I decessi assommano a 22. Oggi, riferisce la agenzia di stampa Wafa, il premier Mohammed Shtayeh sarà impegnato in nuove consultazioni col Comitato di emergenza nazionale e con il Comitato di sicurezza. In particolare sarà esaminata l’efficacia delle misure di chiusura adottate finora. Ieri Shtayeh ha intanto pubblicato un appello per la sospensione dei matrimoni e delle riunioni pubbliche di lutto fino al superamento della crisi. Ha inoltre invocato la chiusura dei valichi di transito con Israele.

In Iran record di 200 morti in un giorno

Nuovo record di vittime per il coronavirus in Iran. Nelle ultime 24 ore i decessi confermati sono 200, per un totale di 11.931 morti. I casi registrati salgono a 245.688, con 2.637 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.270, mentre i guariti diventano 207.000. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Sadat Lari. Il totale dei test effettuati finora è di 1.846.793. Il numero crescente di vittime, in particolare a Teheran, sta suscitando forti preoccupazioni nel Consiglio comunale della capitale iraniana. Secondo il suo presidente Mohsen Hashemi, almeno 70 persone sono state sepolte ieri nel cimitero di Behesht-e Zahra, il più grande della Repubblica islamica. Secondo fonti locali, inoltre, 150 autisti di autobus sono stati contagiati e 9 sono deceduti, mentre i malati tra i tassisti risultano 450, con 35 morti.

Oltre mille casi in Israele e 4 vittime

Non scende il numero dei casi di coronavirus in Israele: secondo il ministero della sanità sono 1.057 le nuove infezioni registrate che portano il totale, dall’inizio della pandemia, a 31.186. Crescono anche le vittime: 4 i pazienti deceduti per un dato globale di 338. Ieri il governo, a fronte della nuova ondata di casi, ha introdotto misure restrittive: tra queste, la chiusura delle sale teatrali, dei club, dei bar, palestre e piscine pubbliche. Nei ristoranti potranno sedersi 20 persone al massimo. Nei luoghi di preghiera il numero massimo di fedeli è stato fissato a 19. Intanto si è dimesso il direttore della sanità pubblica Siegal Sadetzki annunciando che lascerà anche il ministero. «Nelle recenti settimane - ha scritto su Facebook - Israele ha preso una via pericolosa. I dati e l’attuale mappa della malattia lo testimoniano». Secondo Sadetzki - che ha ammonito sulle ricadute future - il Paese ha rovinato il suo successo iniziale contro il coronavirus autorizzando le attività sociali troppo presto.

In Ucraina 564 nuovi casi

Sono 564 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, che fanno salire a 49.607 il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Nel corso dell’ultima giornata si registrano 21 decessi, mentre le vittime del nuovo virus nella repubblica ex sovietica sono ufficialmente 1.283. I guariti sono 490 nel corso dell’ultima giornata e 22.193 in totale. Lo ha fatto sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post, leggendo stamane i dati aggiornati dell’epidemia in Ucraina. La regione con il maggior numero di nuovi contagi giornalieri, 144, è quella di Leopoli, nell’ovest del Paese. I nuovi contagi nella capitale, Kiev, sono 63.

In Russia oltre 6 mila casi nelle ultime 24 ore

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 6.368 nuovi casi di COVID-19 e 198 decessi provocati dal nuovo virus. Il totale dei contagi accertati dall’inizio dell’epidemia sale così a 694.230, mentre le vittime sono ora ufficialmente 10.494. I guariti sono 9.551 nel corso dell’ultima giornata e 463.880 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

Rallenta la crescita dei contagi in Austria

In Austria, dopo l’impennata dei giorni scorsi, rallenta la crescita dei casi COVID. Ieri, per la prima volta dal 19 maggio, era stata superata la soglia mille con 1.012 casi «attivi». Nelle ultime 24 si sono aggiunti però solo 56 contagi, mentre nello scorso fine settimana la crescita superava i 100 casi al giorno. Attualmente sono 1.029 i casi di COVID-19, mentre da ieri sono state dichiarate guarite 39 persone. I focolai si trovano soprattutto in Alta Austria. Nella periferia di Linz si registrano, infatti, 8,8 casi su 10 mila abitanti, ma nelle ultime 24 ore si sono aggiunti solo 3 casi.

In Bulgaria prorogata la situazione di emergenza

In Bulgaria è stata prorogata fino alla fine di luglio la ‘situazione di emergenza’ per la Covid-19 a seguito di un incremento dei contagi. Lo ha annunciato a Sofia il ministro della Sanità Kiril Ananiev. L’ordinanza precedente fissava il termine della ‘situazione di emergenza’ al 15 luglio. «È necessario ridurre il più possibile i raduni in gruppo per qualsiasi motivo, perché nelle ultime settimane risulta che il virus si diffonde proprio in queste occasioni», ha spiegato Ananiev. Il ministro ha ricordato che è in atto una stretta sui controlli e un rafforzamento delle misure già in vigore, come per esempio l’utilizzo obbligatorio delle mascherine sanitarie in luoghi pubblici. Sofia, intanto, ha chiesto ad Atene di rivedere le nuove regole di ingresso in Grecia attraverso il confine terrestre con la Bulgaria. Atene ha chiuso infatti tutti i valichi di frontiera eccetto quello di Kulata-Promahon, l’unico aperto al traffico. Le lunghe file di attesa al checkpoint provocano un grave disagio per i viaggiatori, rilevano le autorità di Sofia. In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 174 nuovi casi di coronavirus (dei quali 89 a Sofia) a seguito di 2.775 test diagnostici effettuati. Il bilancio complessivo dei contagi sale così a 5.914. Come riferiscono le autorità, si registrano quattro nuovi decessi, il cui totale sale a 250.

In Sudafrica oltre 200 mila contagi

Il ministro della Salute sudafricano Mkhize ha reso noto oggi che il numero di casi del nuovo coronavirus in Sudafrica ha raggiunto quota 205.721, segnando un aumento di 8.971 nuovi casi dall’ultimo bollettino diffuso domenica. Lo riporta il South Africa News. Il ministro ha anche dichiarato che 97.848 sudafricani sono guariti. Purtroppo, sono stati segnalati altri 111 decessi: 9 a Eastern Cape, 50 a Gauteng, 17 a Limpopo e 35 a Western Cape. Ciò porta i morti totali a 3.310.

Negli USA altri 55 mila contagi in un giorno

Gli Stati Uniti hanno registrato altri 55 mila casi di coronavirus in un giorno, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I contagi totali nel Paese più colpito dalla pandemia in termini assoluti sono stati a oggi 2.922.000, di cui 130.208 decessi.

Lunedì 6 luglio

(Aggiornato alle 21.20) Sono oltre undici milioni e mezzo i casi di coronavirus nel mondo, per la precisione 11.516.782, stando al bilancio della pandemia della John Hopkins University. I morti hanno raggiunto quota 535.453, mentre i guariti totali sono 6.223.819.

Spagna, anticorpi sviluppati solo da 5% individui

La Spagna ha raggiunto appena il 5% di immuni al Sars-CoV-2, secondo un vasto studio appena pubblicato sulla rivista Lancet. Il 95% della popolazione spagnola non ha sviluppato anticorpi contro il patogeno. Significa, spiega l’autrice principale Marina Pollán, direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, che l’immunità di gregge è difficilmente raggiungibile per questo virus. Si tratta dello studio più vasto mai compiuto finora sull’immunità al SARS-CoV-2, che ha coinvolto un campione nazionale di oltre 61.000 individui e che va a confermare i dubbi già sollevati da altri studi in diversi paesi sull’ipotesi «immunità di gregge», secondo cui, cioè, gran parte di una popolazione finisce per avere gli anticorpi contro l’infezione tanto da poter facilmente tenerla a bada. La Spagna è stato uno dei paesi europei più duramente colpiti dal nuovo coronavirus, con oltre 28’000 vittime e 250’000 casi. Ciò nonostante, il vasto studio, in tre diverse fasi cronologiche da aprile a giugno, mostra che l’immunità si assesta su una media del 5%, fatte salve poche zone più duramente colpite (ad esempio l’area metropolitana di Madrid) dove la diffusione degli immuni non supera comunque il 10%. Troppo poco per rendere anche solo minimamente pensabile la possibilità di ottenere naturalmente l’immunità di gregge, scrive in un commento su Lancet Isabella Eckerle, capo del Centro di Ginevraper le malattie virali emergenti. In Svizzera peraltro , e anche negli altri paesi che finora hanno condotto studi analoghi, l’immunità si assesta mediamente su percentuali del tutto simili a quelle spagnole. Nell’ipotesi di una seconda ondata di contagi, quindi, il virus potrebbe ricominciare rapidamente a circolare a livelli pandemici, paventano gli esperti.

6 milioni di persone in lockdown in Australia

Da domani a mezzanotte 6,6 milioni di persone saranno isolate in Australia a causa di un aumento dei casi di coronavirus a Melbourne. Lo riporta la Cnn. Il Victoria, dove si trova la città colpita, e il New South Wales, gli stati australiani più popolosi, saranno messi in lockdown per la prima volta dall’inizio della pandemia di Covid-19, secondo quanto annunciato dalle autorità che hanno anche deciso di inviare militari e polizia al confine.

Il Victoria ha registrato il picco giornaliero più alto con 127 nuovi casi, di cui 16 in un popolosissimo condominio popolare. Nello stato sono 2663 le persone contagiate e 22 le vittime. In Australia, oltre 8500 persone hanno contratto il coronavirus e 106 sono morte.

Austria, i casi attivi tornano oltre la soglia dei mille

In Austria i contagi di Covid-19 continuano a salire e - la prima volta dal 19 maggio - tornano sopra soglia mille. Sono infatti 1012 i casi ‘attivi’ (+85 più di ieri), mentre a metà giugno i contagiati furono addirittura meno di 400.

La crescita sembra comunque rallentare dopo tre giorni con oltre 100 nuovi casi. In tre macelli in Alta Austria sono stati registrati 23 contagi tra dipendenti e familiari. Vienna ha annunciato tra i 25’000 e 30’000 test alla settimana nei settori a rischio.

Iraq, parlamento avverte, sanità al collasso

Il parlamento iracheno ha messo in guardia oggi il governo di Baghdad dal prendere «urgenti misure» contro l’inasprirsi della pandemia di coronavirus nel paese arabo, dove si sono finora registrati 2473 decessi ufficiali e 60’479 chi positivi. Nell’ultima settimana c’è stata una recrudescenza dei casi e dei decessi nelle regioni centrali del paese, come quella di Diyala a nord-est di Baghdad.

«Il sistema sanitario nazionale in alcune zone è al collasso, bisogna intervenire» è l’allarme lanciato oggi dalla presidenza del parlamento iracheno, in un comunicato citato dalla tv locale Rafidain.

Il governo britannico stanzia 2 miliardi di euro per la cultura

Il governo britannico stanzierà 1,57 miliardi di sterline (pari a 1,85 miliardi di franchi) per aiutare i teatri, le gallerie d’arte e altre istituti culturali a sopravvivere alla crisi del coronavirus.

Il settore delle arti e della cultura britannico è stato duramente colpito dalla pandemia, con esibizioni dal vivo ancora in sospeso e luoghi che affrontano un futuro incerto a causa delle misure di allontanamento sociale in corso.

Il fondo aiuterà i musei e i palazzi storici nonché le aziende coinvolte nella musica dal vivo e nel cinema indipendente. «Il denaro, che rappresenta il più grande investimento mai realizzato nella cultura del Regno Unito, fornirà un’ancora di salvezza alle organizzazioni culturali e del patrimonio vitali in tutto il paese colpite duramente dalla pandemia», si legge in una nota del governo.

La lettera all’Oms: «C’è trasmissione aerea, mascherina necessaria al chiuso»

Una lettera aperta firmata da 239 esperti di 32 Paesi per chiedere all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di rivedere le proprie raccomandazioni sul coronavirus, includendo anche la trasmissione aerea del virus. La missiva dei ricercatori sarà pubblicata la settimana prossima su un giornale scientifico, ma è stata anticipata dal New York Times. Secondo gli esperti che l’hanno scritta ci sono prove del fatto che il SARS-CoV-2 si trasmetta nell’aria e questo, se verificato dall’Oms, potrebbe aver importanti conseguenze nel contenimento del virus.

Se così fosse, riporta il New York Times, allora le mascherine sarebbero necessarie anche negli spazi al chiuso a prescindere dal distanziamento sociale. Ma implicherebbe anche una revisione dei sistemi di ventilazione nelle scuole, negli ospizi, nelle case e negli uffici per minimizzare il ricircolo dell’aria.

India terzo Paese al mondo per numero di contagi

L’India registra a oggi 697.413 casi accertati di coronavirus, superando la Russia (680.283) e diventando il terzo Paese al mondo per numero di contagi dietro a Stati Uniti (2.888.635) e Brasile (1.603.055). Lo rende noto il sito dell’università americana Johns Hopkins. Il numero dei decessi totali nel paese asiatico è 19.268.

Negli Usa quasi 40 mila contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato 39.379 nuovi casi di COVID-19 in 24 ore, secondo la Johns Hopkins University. Il numero totale di casi confermati è ora pari a 2.876.143. Registrati 234 nuovi decessi, per un totale di 129.891 morti.

Domenica 5 luglio

(Aggiornato alle 15.50) - Più di undici milioni di casi di coronavirus nel mondo e 530 mila morti. È il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i dimessi dagli ospedali superano i 6 milioni.

La Grecia chiude le frontiere a chi arriva dalla Serbia

La Grecia chiuderà da domattina alle 6 le proprie frontiere per le persone provenienti dalla Serbia, a causa del forte incremento dei contagi da coronavirus nel Paese ex jugoslavo. Lo ha detto il ministro del commercio e turismo serbo Rasim Ljajic, citato dai media a Belgrado.

Tradizionalmente in estate sono molte migliaia i serbi che si recano in vacanza in località marine della Grecia. Le autorità elleniche, ha affermato Ljajic, hanno preso tale decisione sia per il peggiorare della situazione epidemiologica in Serbia sia per il gran numero di cittadini serbi risultati positivi al test anti-covid effettuato in Grecia.

I turisti serbi che si trovano già in Grecia, ha aggiunto il ministro, potranno proseguire la loro vacanza. Ieri in Serbia si erano registrati 325 nuovi contagi e otto morti.

Spagna, 70 mila in lockdown in Galizia

Lockdown per 70 mila persone in Galizia. nella Spagna nord-occidentale. La Generalitat ha decretato il confinamento degli abitanti di La Marina dove si è registrato un focolaio con oltre 100 casi. Lo riporta El Pais citando il ministro della Salute Jesùs Vàsquez.

In Slovenia 21 nuovi contagi nelle 24 ore

In Slovenia nelle ultime 24 ore si sono registrati 21 nuovi casi di coronavirus, con il totale che sale a 1.700. Come riferiscono i media regionali, non vi sono stati altri decessi, il cui numero complessivo dall’inizio dell’epidemia resta a 111.

Anche in Slovenia, che nelle scorse settimane era stata sul punto di dichiarare la fine dell’epidemia, si registra una ripresa dei contagi da Covid-19, al pari degli altri Paesi della regione.

Nuovo triste record in Iran: 163 morti in 24 ore

In Iran si sono registrati nelle ultime 24 ore 163 morti per coronavirus, un nuovo record che porta il totale dei decessi dall’inizio della pandemia a 11.571. Lo fa sapere il ministero della Salute di Teheran.

Su quasi due milioni di tamponi, 1.794.727 quelli effettuati in tutto il Paese nelle ultime 24 ore - ha detto il portavoce del ministero Sima Lari, 2.560 sono risultati positivi, facendo salire il totale dei contagi a 240.438. Le persone in condizioni critiche sono 3.168, e i guariti 201.330.

Le autorità iraniane hanno sancito l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici e nei centri commerciali a partire da oggi.

Israele, i casi positivi sono quasi 30 mila

La pandemia di coronavirus si estende in questi giorni con un ritmo molto simile sia in Israele sia fra i palestinesi in Cisgiordania, destando analoga apprensione fra i rispettivi responsabili sanitari.

In Israele, precisa il ministero della sanità, i casi positivi sono saliti oggi a 29.366: sono seimila in più rispetto ad una settimana fa e 1.800 in più rispetto a due giorni fa. I malati sono adesso 11.189: fra i casi più gravi se ne sono aggiunti 40 dall’inizio di luglio. I decessi sono adesso 330 mentre le guarigioni sono arrivate a 17.847. Nei test condotti fra ieri e oggi è stato rilevato un tasso di contagio di circa il 5%. Due settimane fa era del 2%.

Situazione simile fra i palestinesi di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est dove, secondo l’agenzia di stampa Wafa, il numero dei casi positivi è salito a 4.250, il doppio di una settimana fa. I malati sono pure raddoppiati e sono ora 3.594. Nello stesso lasso di tempo i decessi sono quasi triplicati, passando da 7 a 19. La maggioranza assoluta di questi casi è in Cisgiordania, mentre a Gaza la situazione resta sotto controllo.

In Pakistan 93 morti in 24 ore

In Pakistan si registrano 93 nuovi decessi causati dal coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano il totale delle morti a 4.612, mentre l’ultimo bilancio dei contagi è di 228.474. con 3.191 nuovi casi, stando ai dati forniti dal ministero pachistano della Sanità.

La provincia meridionale di Sindh è la zona più colpita con 92.306 casi, di questi 1.585 nelle ultime 24 ore. In Punjab, nell’est, che è la seconda regione più colpita, il totale dei casi è di 81.317.

In Kosovo 178 casi e sei decessi in 24 ore

Forte aumento dei contagi da coronavirus in Kosovo, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 178 nuovi casi e sei decessi. Come riferiscono i media a Belgrado, il totale dei contagi è ad oggi di 3.356, quello delle vittime è salito a 64.

La ripresa dell’epidemia di Covid-19 interessa anche tutti gli altri Paesi dei Balcani, dove nelle scorse settimane si era registrato invece un calo progressivo dei contagi, che aveva portato a un allentamento delle restrizioni.

USA: 43 mila casi in 24 ore

I casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 43.000, portando il totale a 2,83 milioni di contagi e 129.527 morti. Il dato giornaliero risulta in flessione dopo tre giorni da record, sempre sopra quota 50 mila. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University.

Sabato 4 luglio

(Aggiornato alle 20.56) - Più di undici milioni di casi di coronavirus nel mondo e 523'777 morti. E' il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i contagi sono, per l'esattezza, 11,03 milioni. I guariti superano i 5,77 milioni.

Grecia, esteso il lockdown nei campi per migranti

La Grecia ha annunciato oggi una nuova estensione del lockdown nei suoi campi di accoglienza per migranti, nonostante le critiche che erano state mosse verso le autorità, accusate di usare in maniera scorretta le misure restrittive per la pandemia da covid-19 sui migranti. Le limitazioni per i campi erano state introdotte lo scorso 21 marzo e sono state adesso estese al 19 luglio, il ministero responsabile ha comunicato che i migranti potranno allontanarsi dalle 7 del mattino alle 21 soltanto in gruppi di meno di 10 persone, secondo Marco Sandrone, coordinatore di Medici Senza Frontiere presso il campo di Moria.«La ragione del lockdown nei campi non può essere associata a ragioni di sanità pubblica» aveva precedentemente dichiarato alla Afp, sottolineando che nei campi non c’erano casi.

Italia, aumentano ancora i contagi

Sono 235 oggi i nuovi contagiati di coronavirus in Italia, in lieve aumento rispetto a ieri quando erano stati 223. Di questi, 95 casi sono in Lombardia, il 40,4% del totale in Italia. Il numero totale dei casi sale così a 241.419. Le vittime nelle ultime 24 ore sono invece 21, in aumento rispetto alle 15 di ieri. I morti per coronavirus salgono così a 34.854, secondo i dati del Ministero della Salute.

In Serbia 325 nuovi casi e otto morti in 24 ore

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 325 nuovi contagi da coronavirus, con il totale salito a 15.829. Come hanno riferito i responsabili sanitari a Belgrado, altri otto decessi hanno portato a 306 il numero delle vittime. In aumento il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 86.

Il Paese da diversi giorni, come nel resto dei Balcani, assiste a una forte ritorno dell’epidemia di Covid-19 e le autorità moltiplicano gli appelli al rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza per contenere il contagio. Dopo un periodo di calo progressivo dei casi, in Serbia nelle scorse settimane era stato abolito lo stato di emergenza e il relativo coprifuoco, insieme al divieto tassativo per gli ultra 65enni di uscire di casa.

Eliminate quasi tutte le restrizioni nell’attività economica e commerciale, con la ripresa delle attività sportive alla presenza di migliaia di spettatori incuranti delle regole di distanziamento e prevenzione. Stella Rossa e Partizan avevano giocato incontri davanti a 20 mila persone entusiaste e rumorose, e lo stesso Novak Djokovic aveva organizzato un torneo regionale di tennis che, benché per scopi benefici e di esibizione, aveva attratto migliaia di persone e fan. Salvo poi a restare contagiato lui stesso e altri campioni suoi colleghi. Il 21 giugno si sono tenute le elezioni legislative, nel rispetto assoluto - ha assicurato la dirigenza - delle misure anti-Covid.

La popolazione, restia alla mascherina e alla distanza fisica, sembrava aver dimenticato i rischi del virus, che è però tornato a circolare alla grande e a contagiare. E così le autorità in tutta fretta hanno ripristinato alcune delle misure restrittive.

A Belgrado, dove si concentra oltre l’80% del totale dei contagi, è stata dichiarata la «situazione di emergenza», al pari di altre otto città, con limitazione di orario nell’apertura dei locali e ristoranti, limite nei raduni (100 persone al chiuso e 500 all’aperto), obbligo della mascherina al chiuso e sui mezzi pubblici e multe per chi non osserva le regole.

Austria, 115 nuovi casi in 24 ore

In Austria continuano ad aumentare i contagi Covid. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 115 nuovi casi, facendo così salire il numero complessivo di casi ‘attivi’ a 853, mentre poco più di due settimane fa erano appena 400. 68 pazienti sono attualmente ricoverati in strutture ospedaliere.

Il ministro della Salute, Rudolf Anschober, ha annunciato, nel frattempo, l’introduzione di un semaforo Covid, simile al bollettino valanghe. Il rischio contagio sarà suddiviso in quattro gradi (verde, giallo, arancione e rosso) per consentire ai cittadini di valutare la presenza del virus nelle diverse zone del Paese. Il semaforo Covid dovrebbe entrare in funzione entro settembre.

In Slovenia 30 casi, il numero più alto da aprile

In Slovenia nelle ultime 24 ore si sono registrati 30 nuovi contagi da coronavirus, il numero più alto da metà aprile. Come riferiscono i media locali, cresce il numero dei casi positivi fra i giovani.

Il totale dei contagi è ad oggi di 1.679, mentre il numero delle vittime è fermo da giorni a 111.

La Slovenia, al pari degli altri Paesi ex jugoslavi e della regione balcanica, è alle prese con un sensibile aumento dei contagi, dopo che alcune settimane fa era stata sul punto di proclamare la fine dell’epidemia per l’assenza pressochè totale di nuove infezioni. Per questo le autorità di Lubiana stanno ripristinando misure restrittive per contenere la diffusione del contagio.

Bolivia, sette ministri contagiati dalla Covid-19

Sette ministri del governo della presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, sono stati contagiati dal Covid-19. Lo riferisce il quotidiano Pagina Siete citando dichiarazioni del ministro dell’Interno, Arturo Murillo.

Durante una cerimonia con la polizia a El Alto, città gemella di La Paz, Murillo ha sostenuto ieri che «i ministri sono in prima linea lavorando per il popolo e, se non mi sbaglio, già sette sono stati colpiti dal Covid-19. E non per questo - ha ancora detto - se ne restano dietro una scrivania o danno ordini da una qualche residenza all’estero», in allusione all’ex presidente Evo Morales esule in Argentina.

Il giornale indica che l’annuncio di Murillo ha colto di sorpresa i media perché fino a questo momento si sapeva soltanto di un ministro - quello della Presidenza Yerko Núñez - risultato positivo ad un test per il coronavirus.

Altri due ministri, Luis Fernando López (Difesa) e María Elva Pinckert (Ambiente), hanno invece trascorso un periodo di isolamento preventivo per essere stati a contatto con parenti contagiati, senza a loro volta infettarsi.

La stessa presidente Anez si è sottoposta ad un test, risultato negativo, dopo l’annuncio del contagio del ministro Núñez con cui lavora quotidianamente.

Gli inglesi ritrovano il piacere della pinta al pub

Con l’esclusione della città di Leicester, dov’è tornato da mezzanotte il lockdown, da stamattina alle 6 locali in Inghilterra hanno riaperto i battenti i pub, i caffè, i ristoranti. E dalla mezzanotte, anche barbieri e parrucchieri, alcuni dei quali hanno offerto ai loro clienti l’»emozione» di un taglio di capelli notturno.

In Irlanda del Nord la riapertura dei locali pubblici è ritardata a venerdì prossimo, in Scozia a lunedì mattina, mentre in Galles ancora non è stata fissata una data di riapertura.

L’orario delle 6 per l’Inghilterra è stato deciso per evitare «l’assalto di mezzanotte», e se oggi è prevedibile che saranno in tanti a godere del piacere della prima pinta di birra in compagnia dal 20 marzo, i media sollevano già i timori che per la coincidenza della riapertura con il fine settimane, ribattezzando questa prima giornata particolare ‘Super Saturday’. E che presto l’osservanza delle regole imposte ai locali pubblici possa rilassarsi.

Il Sun ha fatto anche una stima secondo cui solo oggi saranno consumate 15 milioni di pinte (8,5 milioni di litri) di birra.

In Inghilterra da oggi, inoltre, si può andare a trovare amici e conoscenti in casa loro e anche restare a dormire fuori, purché siano rispettate le regole del distanziamento sociale.

In tutto questo - fa sapere la BBC - gli ospedali sono in preallerta come per tutti i grandi eventi, come la notte di Capodanno.

In Russia superati i 10’000 morti

La Russia ha registrato 6632 nuovi casi di coronavirus e 168 decessi nelle ultime 24 ore: il bilancio delle vittime a livello nazionale ha Così superato le 10’000 unità. «Nel corso dell’ultimo giorno, 6632 casi di Covid-19 sono stati confermati in 84 regioni della Russia, inclusi 1960 casi asintomatici attivi (29,6%)», ha detto il quartier generale della risposta al coronavirus. Il numero cumulativo di casi di coronavirus ha raggiunto 674’515, inclusi 10’027 decessi. Lo riporta interfax.

La Catalogna mette in quarantena 200’000 persone

La Generalitat catalana ha deciso di mettere in quarantena nelle loro case gli abitanti di 38 piccoli comuni della provincia di Segrià, che contano circa 209’000 persone, a partire da mezzogiorno, a fronte dell’aumento dei casi di coronavirus registrati nelle ultime ore. Sono nove i focolai attivi.

Lo rende noto La Vanguardia. Fino alle 16 ai residenti sarà permesso di entrare, ma da quel momento in poi sarà vietata la circolazione, ad eccezione dei lavoratori che devono spostarsi

Iran, le stime indicano oltre 18 milioni di casi

«Sulla base di test sierologici effettuati in modo casuale, abbiamo scoperto che i casi di coronavirus sono aumentati a oltre 18 milioni in Iran, pari al 20% della popolazione del Paese». Lo ha detto un membro della sede centrale per la lotta contro il coronavirus Masoud Mardani, citato dall’Isna.

La portavoce del ministero della Sanità Sima Lari ha annunciato venerdì che il numero ufficiale di infezioni è stimato a 235’429 e a 11’260 morti. La sua stima, ha affermato, si basava su un numero limitato di 1’744’958 test nel paese dall’inizio dell’epidemia del virus. Tuttavia, secondo un membro del consiglio comunale di Teheran, Nahid Khodakarami, solo nella capitale, finora 5000 persone sono morte a causa del virus.

Inoltre, un rapporto dell’IRNA ha reso noto sabato che il deputato al Parlamento Hosseinali Hajideligani è stato infettato dal Covid-19.

Il contagio in America latina non si ferma

Un picco di contagi nelle ultime 24 ore (70’644) ha dimostrato che la curva della pandemia da coronavirus cerca ancora in America Latina il suo assestamento, mentre i casi hanno raggiunto i 2’793’946, con un forte incremento anche dei morti a 124’118 (+2736). E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 fra Paesi e territori latinoamericani.

Il Brasile continua a tirare la crescita dei numeri, con un ritmo in linea con gli ultimi giorni, sia per i contagiati (1’539’081, +42’223), sia per i morti che hanno raggiunto quota 63’174 (+1290). La coppia dei Paesi che seguono in classifica è composta da Perù (295’599 e 10’226) e Cile (288’089 e 6051). Ci sono poi sette paesi con più di 30.000 contagi: Messico (245’251 e 29’843), Colombia (109’505 e 3777), Argentina (72’786 e 1437), Ecuador (60’657 e 4700), Panama (35’995 e 698), Rep. Dominicana (35’148 e 775), e Bolivia (35’528 e 1271).

Record negli USA: oltre 57’000 casi in 24 ore

Nuovo record di casi di coronavirus negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono stati 57’562. E’ quanto emerge dai dati del Covid Tracking Project. Si tratta del terzo giorno consecutivo con oltre 50’000 nuovi contagi. I casi di coronavirus negli Stati Uniti sono in totale 2,79 milioni e i decessi 129’405.

Venerdì 3 luglio

(Aggiornato alle 21.33) - I casi di coronavirus nel mondo, registrati dalla Johns Hopkins University, sfiorano ormai gli 11 milioni. I decessi di persone malate di COVID-19 sono 521.874 mentre i guariti sono 5,77 milioni.

«In Brasile potrebbero esserci dai 6 ai 10 milioni di casi»

Il Brasile ha superato 1,5 milioni di contagi da coronavirus, secondo i dati ufficiali, ma il numero effettivo delle persone colpite sarebbe tra i sei e i dieci milioni, secondo una ricerca condotta in 133 città. «Potrebbero esserci sei milioni, otto milioni, dieci milioni di casi», ha detto Pedro Hallal, uno dei responsabili dello studio dell’Università federale di Pelotas, nello Stato di Rio Grande do Sul. Si tratta del lavoro sul campo più esteso svolto finora sul Covid-19.

San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia hanno intanto iniziato ad allentare le restrizioni, nonostante i tassi di contagio continuino a salire. «Il momento giusto per allentare l’isolamento è quando diminuisce la curva di contagio», ha sottolineato Hallal. Il sondaggio, svolto insieme all’istituto statistico Ibope, è stato condotto a maggio e ripreso a giugno, quando si è osservata una crescita media dei contagi pari al 53%. Parallelamente all’aumento dei casi è stata osservata anche una tendenza al ribasso del tasso di adesione all’isolamento, passato da una media del 23,1% a maggio al 18,9% a giugno.

L’Oms ai Governi: «Svegliatevi»

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha invitato i governi a «svegliarsi» e a «impegnarsi nella lotta» contro il coronavirus. «È davvero tempo che i paesi guardino le cifre. Per favore, non ignorate ciò che dicono i dati», ha detto il responsabile dell’emergenza sanitaria dell’Oms Michael Ryan durante una conferenza stampa , aggiungendo: «le persone devono svegliarsi».

Viola la quarantena, il viceministro ghanese lascia

Il viceministro del Commercio e dell’Industria del Ghana, Carlos Ahenkorah, è stato costretto a rassegnare le dimissioni per aver infranto il suo auto-isolamento per essere risultato positivo al coronavirus. Lo riporta Bbc Africa specificando che l’ex viceministro - anche deputato - prima di completare il periodo di quarantena è andato in un centro di registrazione dei votanti nel suo collegio elettorale, ubicato nella città di Tema. Sebbene Ahenkorah sostenga di aver osservato le misure di distanziamento fisico e di essere asintomatico, alcuni ghanesi chiedono che venga processato per aver violato le linee guida relative alla sicurezza, mettendo in pericolo la vita altrui. Il Ghana conferma attualmente oltre 18.000 contagi e più di 100 morti. Un aumento nei casi si è registrato a seguito dell’allentamento di alcune restrizioni il mese scorso. Il Paese sarà chiamato alle urne il prossimo dicembre.

Altri 137 morti in Gran Bretagna, oltre 10 milioni di test

Resta pesante, rispetto alle medie attuali europee, il conteggio dei morti da coronavirus nel Regno Unito, con altri 137 decessi censiti nelle ultime 24 ore contro gli 89 di ieri, secondo i dati del ministero della Sanità. La somma totale dei decessi certificati col tampone supera ora nel Paese quota 44.000 (oltre 55.000, stando alle elaborazioni dell’Ons, l’istituto di statistica britannico, che comprendono i casi probabili). In calo invece in nuovi contagi diagnosticati (picco minimo di 544 da ieri), con tasso nazionale d’infezione Rt stabile sotto la soglia di sicurezza 1 (a 0,7-0,9). Si conferma peraltro il bilancio pesantissimo di vittime del virus nelle case di riposo, rivisto oggi a circa 20.000 solo fra gli ospizi d’Inghilterra e Galles tra marzo e giugno (30.000 i morti in eccesso rispetto al 2019 contando anche altre cause). Prosegue intanto l’impennata dei test, saliti ormai a livello da record europeo con un totale che oltrepassa i 10 milioni dall’inizio della pandemia (oltre 200.000 nelle 24 ore).

In Serbia 309 contagi e 11 decessi in 24 ore

La nuova ondata dell’epidemia di coronavirus in Serbia ha fatto registrare nelle ultime 24 ore 309 nuovi contagi e altri 11 decessi. E’ salito a 85 il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore. Livelli questi che riportano il Paese a molte settimane fa, e che hanno indotto le autorità a ripristinare alcune delle restrizioni abolite nella fase di progressivo calo dei contagi. Un allentamento tuttavia che non è stato accompagnato da comportamenti responsabili della popolazione, mostratasi totalmente incurante degli accorgimenti di prevenzione e sicurezza, e degli appelli di autorità e specialisti.

In totale i casi di coronavirus in Serbia sono ad oggi 15.504, le vittime 298. Il focolaio più importante è rappresentato dalla capitale Belgrado dove, come ha detto il presidente Aleksandar Vucic, si registra oltre l’82% del numero complessivo dei contagi. Per questo stamane è stato deciso di proclamare nella città la «situazione di emergenza», con restrizioni negli orari di apertura di caffè, ristoranti e locali notturni, l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici e in tutti i luoghi al chiuso e limiti nel numero di persone al chiuso (100) e all’aperto (500). In Serbia con l’allentamento delle misure, erano stati consentiti raduni all’aperto senza limite nel numero di partecipanti, e fino a 20 mila spettatori avevano assistito negli stadi a partite di calcio. Un torneo benefico regionale di tennis organizzato da Novak Djokovic è stato interrotto in Croazia per numerosi contagi fra i partecipanti, compreso lo stesso campione serbo, mentre il 21 giugno scorso si sono tenute in Serbia le elezioni legislative.

In Croazia contagi in forte ripresa

In Croazia, dove domenica si vota per le elezioni politiche, oggi sono stati registrati 96 nuovi casi di coronavirus, un livello pari a quello più alto registrato durante il picco dell’epidemia ad aprile. Lo ha reso noto l’Unità di crisi della protezione civile. Lo stesso numero di nuovi contagi fu confermato il primo aprile scorso, giorno con il maggior numero di positivi in 24 ore. Da ieri sono decedute due persone, che portano il numero complessivo delle vittime a 112. Dal primo caso di Covid-19 registrato in Croazia a fine febbraio, il totale dei positivi al virus ha raggiunto oggi 3.008 persone, dei quali 2.168 sono nel frattempo guariti. Attualmente si registrano 728 pazienti con l’infezione attiva e quasi 5.000 in autoisolamento domiciliare.

Per garantire anche ai malati e agli isolati l’esercizio del voto, la Corte costituzionale ha ordinato oggi alla Commissione elettorale di trovare le modalità per garantire questo fondamentale diritto e allo stesso tempo rispettare le misure sanitarie. Per questo i contagiati potranno votare a casa. I membri dei seggi consegneranno la scheda a una persona di fiducia dell’elettore, senza entrare nella abitazione. Tutti dovranno indossare le mascherine e disinfettarsi le mani prima e dopo la votazione. Ma il timore maggiore è che la ripresa dell’epidemia possa indurre molti a restare a casa domenica, con la conseguenza di una bassa partecipazione al voto. Quattro anni fa, senza simili paure e preoccupazioni, l’affluenza alle urne nelle precedenti politiche era stata di appena il 52,6 per cento.

In Sudafrica 168 mila casi e 2.840 morti

Oltre 168 mila casi, più di 2.840 morti; fascia di età più colpita: quella fra i 60 e i 69 anni con 717 morti; area col maggior numero di contagi (circa 64.500): il Western Cape. Questi alcuni dati della pandemia di Covid nel Sudafrica che, come in tutto il mondo, stendono un velo su drammi come quello dei medici chiamati a scegliere cinicamente chi possa vivere grazie a un ventilatore polmonare o ad una bombola d’ossigeno e chi debba invece morire per la sua mancanza. Lo hanno ricordato dichiarazioni di un medico belga di Medici senza frontiere (Msf), Eric Goemaere, che lavora in un ospedale da campo allestito in un palazzetto dello sport di Khayelitsha, povera township nella municipalità metropolitana di Città del Capo. «Dobbiamo prendere decisioni difficili», ha detto alla Bbc. «Non ha senso rimandare all’ospedale di riferimento i casi estremamente gravi dato che non hanno personale o macchinari. Gli ospedali in questa regione non ce la fanno», ha aggiunto il medico come riferisce il sito dell’emittente britannica. A questi pazienti terminali vengono impartite «cure palliative» in «un angolo del palazzetto, mentre le preziose forniture di ossigeno sono riservate a coloro considerati con migliori possibilità di guarigione», scrive il sito. La struttura di Msf funge da appoggio per un ospedale con 300 posti letto da sempre affetto da carenza di infermieri e che ha dovuto triplicare il numero dei medici trasformandosi in una struttura «tutta-Covid». Ma «abbiamo un sacco di personale infetto», constata il primario di Medicina, Ayanda Trevor Mnguni, notando che «la maggior parte delle nostre infermiere sono diventate pazienti».

Negli USA previsti 148 mila morti entro luglio

Il Center for Disease Control and Prevention prevede 148 mila morti per il coronavirus negli Usa entro il prossimo 25 luglio. Finora le vittime sono 128.740. Sempre secondo l’agenzia sanitaria americana, «il numero dei nuovi decessi nelle prossime 4 settimane in Arizona, Arkansas, Florida, Idaho, Nevada, Oklahoma, Oregon, Carolina del Sud, Texas, Utah e Wyoming probabilmente supererà il bilancio delle quattro settimane precedenti».

Tra le vittime un 11.enne, è la vittima più giovane in Florida

Un bambino di 11 anni è morto di coronavirus in Florida. È la più giovane vittima della Covid-19 nello Sunshine State e il terzo minore. Il ragazzino aveva gravi patologie pregresse. La Florida ha registrato ieri oltre una cifra record di oltre 10 mila nuovi casi.

In Israele oltre mille nuovi contagi

Non si arresta la impennata di contagi di coronavirus in Israele. Secondo dati diffusi oggi dal ministero della sanità, nelle ultime 24 ore si sono avuti oltre mille contagi ed il numero aggiornato dei casi positivi è di 27.542. Il numero dei malati è salito a 9.618, il doppio di quelli di una settimana fa. In rianimazione si trovano oggi 27 malati gravi. I decessi sono stati finora 325.

Situazione preoccupante anche in Cisgiordania, dove il governo dell’Anp ha avviato un lockdown generale di almeno cinque giorni, con la eccezione di farmacie, fornai ed empori alimentari.

Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli interni, citato dai media. Nella notte si è avuto un nuovo decesso per coronavirus, ed il totale delle perdite fra i palestinesi è salito così a dodici. Secondo dati forniti dal ministero della sanità palestinese il numero dei casi positivi è raddoppiato in una settimana ed è salito a 3.417. Di essi 3.008 sono in Cisgiordania, 72 a Gaza e 337 a Gerusalemme est.

Nuovo record di contagi negli Stati Uniti

Gli USA hanno registrato nelle ultime 24 ore 53.069 nuovi casi di coronavirus, secondo i dati della Johns Hopkins University: è un nuovo record, il secondo in due giorni consecutivi e il sesto negli ultimi nove giorni. Il totale sale quindi a 2.735.339. Almeno sette Stati hanno fatto segnare il loro primato in un singolo giorno: Alaska, Arkansas, Florida, Georgia, Montana, South Carolina e Tennessee. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 649, portando il bilancio complessivo delle vittime a 128,677. L’ultimo totale di nuovi contagi in Usa segna un aumento dell’87% dei casi giornalieri nelle ultime due settimane. L’impennata arriva alla vigilia del 4 luglio, la festa dell’Independence Day, quando migliaia di americani si ritrovano per celebrare l’anniversario patriottico. Il sindaco della contea di Miami-Dade ha annunciato che proclamerà nelle prossime ore il coprifuoco dalle 22 alle 6 per rallentare la diffusione del coronavirus. Il provvedimento entrerà in vigore da venerdì sera. Il primo cittadino, informa una nota, firmerà anche un ordine per revocare la riapertura delle strutture di intrattenimento, come cinema, teatri, casinò, arene per concerti. I clienti dei ristoranti inoltre dovranno indossare la mascherine e potranno toglierle solo per mangiare.

Obbligo di mascherina in pubblico in Texas

Il Texas, uno degli stati più colpiti dalla nuova ondata di coronavirus, fa marcia indietro. Il governatore repubblicano Greg Abbott, stretto alleato di Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che obbliga a coprirsi il volto negli spazi pubblici nelle contee con 20 o più casi di Covid-14. Vietati inoltre i raduni con oltre 10 persone e obbligo di distanziamento sociale di sei piedi (due metri). Nel frattempo in Alabama, la governatrice della repubblica Kay Ivey ha prorogato nuovamente per altri 60 giorni lo stato di emergenza a causa della pandemia. Lo Stato ha registrato oltre 40 mila casi e almeno 985 morti.

Giovedì 2 luglio

(Aggiornato alle 23.48) - Sono oltre 10,7 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati e riportati dalla Johns Hopkins University. Nello specifico le persone contagiate sono 10.780.980, mentre i decessi legati alla COVID-19 salgono a quota 518.121. Le persone guarite sono complessivamente 5.528.887.

In Perù superati i 10 mila morti e i 292 mila casi

Il ministero della Sanità peruviano ha annunciato oggi che la pandemia da coronavirus ha causato in tre mesi e mezzo sul territorio nazionale 10.045 morti fra i 292.004 casi di contagio registrati. Con queste cifre il Perù si conferma come il secondo Paese più colpito d’America latina dalla Covid-19 dopo il Brasile. I suoi 10.000 morti lo collocano inoltre anche fra le dieci Nazioni del mondo che hanno registrato più vittime.

In Brasile quasi un milione e mezzo di casi e 62 mila morti

Continua ad aggravarsi l’epidemia da coronavirus in Brasile: in base agli ultimi dati forniti in serata dal ministero della Sanità locale, nelle ultime 24 ore si sono registrate ulteriori 1.252 morti ed altri 48.105 casi confermati di Covid-19. Il numero totale dei decessi è dunque salito a 61.884 e quello dei contagi a 1.496.858.

Texas, obbligo di mascherina in pubblico

Il Texas, uno degli stati più colpiti dalla nuova ondata di coronavirus, fa marcia indietro. Il governatore repubblicano Greg Abbott, stretto alleato di Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che obbliga a coprirsi il volto negli spazi pubblici nelle contee con 20 o più casi di coronavirus. Vietati inoltre i raduni con oltre 10 persone e obbligo di distanziamento sociale di sei piedi (due metri).

Gran Bretagna, saltati 15.000 posti di lavoro in 3 giorni

Si moltiplicano gli annunci di tagli di posti di lavoro nel Regno Unito, soprattutto nella ristorazione, nel retail, nel trasporto aereo: 15.000 posti di lavoro in meno circa, facendo la somma, nei soli ultimi tre giorni. L’ultimo colpo di maglio arriva da Casual Dining Group, azienda proprietaria delle catene di ristoranti Café Rouge e Bella Italia, già in crisi prima della pandemia, con la chiusura immediata di 91 esercizi e l’esubero di 1900 persone su un organico di 6000 nel Paese. La società è in amministrazione controllata, alla ricerca di compratori almeno di una parte del business: impresa sempre più complessa sullo sfondo del terremoto innescato dal lockdown. Ieri SSP Group, holding titolare nel Regno delle popolari catene di rosticcerie e caffè-ristoranti Upper Crust e Caffè Ritazza, aveva reso noto un piano di tagli di ben 5000 occupati sull’isola; mentre i celebri grandi magazzini Harrods si preparano a licenziare il 14% del personale. Anche grandi aziende come British Airways, EasyJet o la branca britannica di Ryanair hanno messo in cantiere pesanti ridimensionamenti della forza lavoro; al pari di Airbus che ha precisato oggi che circa 1800 delle migliaia di dipendenti - soprattutto amministrativi - coinvolti da un preannunciato programma di ristrutturazione e licenziamenti globale perderanno il posto negli impianti di Broughton, in Galles, e di Filton, vicino a Bristol.

Russia: voli internazionali restano sospesi fino ad agosto

L’ente nazionale per l’aviazione civile della Russia, Rosaviatsia, ha deciso di estendere almeno fino al primo agosto le restrizioni per i voli internazionali, sia in entrata sia in uscita, a causa dell’epidemia di Covid-19. Lo riporta la testata online Rbk precisando che in precedenza le autorità russe avevano ventilato la possibilità di riprendere i voli internazionali dal 15 luglio. Rosaviatsia, sempre stando a Rbk, ha inviato agli aeroporti un documento in cui si riferisce che «fino alle 23.59 ora locale del 31 luglio 2020 resta valida la restrizione temporanea all’ingresso nella Federazione Russa dei cittadini stranieri e degli apolidi». I voli internazionali, regolari e charter, sono bloccati dal 27 marzo.

In Texas oltre 6.900 pazienti ricoverati

Il Texas ha registrato un altro triste record nella sua lotta alla pandemia di coronavirus: fino a ieri, un totale di 6.904 persone erano ricoverate negli ospedali dello Stato, con un incremento di oltre 2.500 pazienti in una settimana. Nel mese di maggio, riporta la Cnn, il picco dei ricoveri aveva raggiunto quota 1.888. Secondo una stima del Centro nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), in Texas - ma anche in Florida - si attendono quasi 2.000 nuovi ricoveri al giorno entro metà luglio, contro i circa 1.500 in Arizona e California. Nella contea texana di Harris, che comprende anche la metropoli di Houston, almeno due ospedali hanno raggiunto il «massimo della capacità», ha detto ieri il sindaco di Houston, Sylvester Turner, sottolineando che «la minaccia.... che Covid-19 rappresenta adesso per la nostra comunità è al livello più alto di sempre». In altre parti dello Stato la situazione non è migliore. Secondo i dati pubblicati dal Comune di San Antonio, all’inizio di giugno c’erano 39 pazienti in terapia intensiva e 20 curati con ventilazione meccanica, mentre al 30 giugno erano rispettivamente 288 e 158.

Impennata di casi in Serbia: 359 positivi e 6 morti

Forte aumento in Serbia dei nuovi contagi da coronavirus, che nelle ultime 24 ore sono stati 359, con il totale salito a 15.195. Vi sono stati da ieri altri sei decessi, che portano a 287 il numero delle vittime. Come hanno riferito le autorità sanitarie, l’80% dei nuovi casi di Covid-19 si sono avuti a Belgrado. La capitale registra infatti i maggiori focolai di contagio, insieme a Kragujevac, Novi Pazar, Vranje, Tutin. In queste località sono state imposte nuove restrizioni al fine di contenere la diffusione del contagio. Nel Paese balcanico, che nelle scorse settimane aveva registrato un calo progressivo della diffusione del virus, cresce anche il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ad oggi 81.

La Scozia rende obbligatorie le mascherine nei negozi

Diventa obbligatorio dal 9 luglio l’uso delle mascherine all’interno dei negozi in Scozia, secondo un provvedimento annunciato oggi nell’ambito della prossima tappa di un alleggerimento del lockdown locale in parte differenziato rispetto a quanto deciso per l’Inghilterra dal governo centrale britannico di Boris Johnson. Lo ha precisato in un briefing la first minister di Edimburgo, Nicola Sturgeon. La nuova indicazione si distingue rispetto a quella valida in Inghilterra, dove l’obbligo è stato introdotto nei soli trasporti pubblici e dove invece nei negozi vige una mera raccomandazione dell’utilizzo delle mascherine. Edimburgo si riallinea invece al resto del Regno - sempre dal 9 - sulla riduzione del distanziamento sociale minino da 2 metri a un metro negli esercizi pubblici in cui le esigenze di ripresa del business lo richiedano: revisione che in Inghilterra entrerà in vigore già da sabato 4. Il distanziamento è inoltre eliminato del tutto per i bambini sotto i 12 anni in Scozia, dove i negozi non essenziali sono stati riaperti nei giorni scorsi - al pari d’Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord - e dove ristoranti, pub e caffè (che in Inghilterra potranno ripartire dal giorno 4) riprenderanno le attività verso metà luglio.

Ricoverata la nonna della moglie di Bolsonaro

La nonna della first lady brasiliana, Michelle Bolsonaro, è stata ricoverata in gravi condizioni in un ospedale di Brasilia con sintomi di coronavirus. Maria Aparecida Firmo Ferreria, di 80 anni, da ieri si trova in una camera di terapia intensiva dell’Ospedale Regionale di Santa Maria (HRSM). La donna è stata trovata «per strada, caduta a terra» ed è stata inizialmente trasferita in un ospedale pubblico a Ceilandia, nella periferia di Brasilia. Poi, a causa delle sue gravi condizioni, è stata trasportata all’HRSM, riferisce il portale di notizie G1. Ai medici la paziente ha riferito di avere febbre, tosse e dolore alla schiena da circa 15 giorni. Michelle Bolsonaro mesi fa si era sottoposta a tampone risultando negativa, proprio come suo marito, il presidente della Repubblica Jair Bolsonaro.

Polemiche per la quarantena nel Regno Unito

Sono attese da lunedì prossimo, alla scadenza del termine iniziale di tre settimane già previsto dal governo di Boris Johnson, le esenzioni dalla quarantena obbligatoria di 14 giorni imposta dall’8 giugno - anche in assenza di sintomi da coronavirus - per chiunque arrivi o rientri nel Regno Unito dall’estero. Lo conferma la Bbc, dopo i preannunci governativi dei giorni scorsi, precisando che la lista dei Paesi da cui sarà possibile viaggiare senza doversi isolare - in via di pubblicazione entro il weekend - comprenderà non solo la gran parte dell’Ue, ma «alcune decine» di Stati. Stando alle anticipazioni, potrebbero rimanere esclusi dal corridoio libero la Svezia e il Portogallo, dove il tasso di contagi non risulta ancora sotto controllo o è tornato a impennarsi. Mentre si dà per scontato l’ok rispetto all’Italia. Sullo sfondo della decisione, le polemiche persistenti sull’efficacia e la tempistica di questa quarantena, nonché sui controlli e multe apparentemente finora insignificanti.

Si dimette il ministro della Sanità neozelandese

Il ministro della Sanità della Nuova Zelanda, David Clark, sotto tiro da tempo anche per avere violato l’ordine di lockdown imposto dal governo in piena crisi da coronavirus, ha rassegnato oggi le sue dimissioni. Secondo quanto riporta la Cnn, Clark aveva già offerto di dimettersi lo scorso aprile dopo avere ammesso di avere violato il lockdown per portare la sua famiglia al mare, ma all’epoca la premier Jacinda Ardern le aveva respinte affermando che la sua partenza avrebbe provocato un «enorme caos» nella Sanità nel momento in cui il Paese era impegnato a combattere la pandemia.

Ma il mese scorso il ministro è stato di nuovo criticato per avere scaricato la responsabilità sui mancati controlli sanitari ai confini sul direttore generale della Sanità Ashley Bloomfield. Oggi, quindi, Clark ha di nuovo presentato alla Ardern le sue dimissioni, che questa volta le ha accettate.

Nuovo picco in Israele

Continuano a salire i casi di coronavirus in Israele. Nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della sanità, sono stati circa 1000, uno dei dati più alti, portando il numero totale delle infezioni a 26.257. Crescono anche le vittime passate da 320 a 322. I pazienti in serie condizioni sono 57 con 24 di loro in terapia intensiva. A fronte della situazione il governo ha esteso i lockdown parziali ad altre città: tra queste anche zone della cittadina di Ashdod. Crescono anche i casi ne Territori Palestinesi dove il governo è stato costretto a dichiarare il lockdown totale da venerdì prossimo per 5 giorni.

La Russia supera i 660 mila casi

La Russia ha superato i 660.000 casi accertati di Covid-19. Stando ai dati ufficiali annunciati dal centro anticoronavirus, in Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 6.760 nuovi contagi, che fanno salire a 661.165 i casi di Covid-19 confermati dall’inizio dell’epidemia. I nuovi contagi sono però sotto quota 7.000 per il settimo giorno di fila. Le vittime sono ufficialmente 9.683, di cui 147 decedute nel corso dell’ultima giornata.

Brasile nella morsa della pandemia

E’ ancora il Brasile il Paese più colpito dalla pandemia da coronavirus che ha colpito l’America Latina e che viaggia su ritmi elevati, nelle ultime 24 ore in ascesa, di contagi (2.649.302, +72.839) e di morti (118.604, +2.405), per lo più concentrati proprio sul territorio brasiliano. E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica dei dati ufficiali di 34 nazioni e territorio latinoamericani. Diffuse ora con regolarità intorno alle 19 locali, le cifre brasiliane dei contagiati (1.448.753, +46.712) e dei morti (60.632, +1.038) segnano la curva ascendente della regione che probabilmente dovrà affrontare il Covid-19 ancora a lungo. Seguono Perù (288.477 e 9.860) e Cile (282.043 e 5.753), e altri 7 paesi con più di 30.000 contagi: Messico (231.770 e 28.510), Colombia (102.009 e 3.470), Argentina (67.197 e 1.351), Ecuador (58.257 e 4.576), Repubblica Dominicana (33.387 e 754), Panama (34.463 e 645) e Bolivia (32.219 e 1.123).

Mercoledì 1 luglio

(Aggiornato alle 22.28) Sono oltre 10,5 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati e riportati dalla Johns Hopkins University. Nello specifico le persone contagiate sono 10.538.577, mentre i decessi legati alla COVID-19 salgono a quota 512.689. Le persone guarite sono complessivamente 5.395.571.

Superati i 60 mila morti in Brasile

Il Brasile ha superato i 60 mila morti da coronavirus: lo rendono noto i dati forniti dalle segreterie alla Sanità statali a un consorzio di media che, in polemica con la politica di lotta alla pandemia messa in atto dal presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, ha deciso di fornire quotidianamente un bilancio alternativo a quello ufficiale diramato dal governo. In base alle cifre, tra le 20 locali di ieri (le una di oggi in Italia) e le 13 locali di oggi (le 18 italiane), il Paese sudamericano ha registrato 538 nuovi decessi, facendo salire a 60.194 il totale dei morti per COVID-19.

Il numero complessivo dei contagi è invece passato a 1.426.913, in attesa della conferma da parte del ministero della Sanità di Brasilia, che dovrebbe divulgare i nuovi dati attorno alle 18 locali (le 23 italiane).

L’Oms lancia l’allarme per il Medio Oriente

L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito mercoledì che il Medio Oriente si trova di fronte a una «soglia critica» mentre vengono allentate le misure per il contenimento della diffusione del contagio da coronavirus. A lanciare l’allarme è il responsabile dell’Oms in Medio Oriente, Ahmed al-Mandhari, nel corso del consueto briefing sulla COVID-19. Sono più di un milione i casi nei 22 Paesi del Mediterraneo orientale, dal Marocco al Pakistan. Oltre l’80% di tutti i decessi nella regione sono stati segnalati in cinque paesi: Egitto, Iran, Iraq, Pakistan e Arabia Saudita.

«Il numero di casi nel solo mese di giugno è superiore al numero totale di casi nei quattro mesi successivi al primo caso segnalato nella regione il 29 gennaio», ha detto al-Mandhari, attribuendo l’aumento anche all’allentamento delle restrizioni messe in atto per combattere la diffusione del virus.

Riaperta la frontiera tra Spagna e Portogallo

l re di Spagna Filippo VI, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez, il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa e il primo ministro del Portogallo António Costa: tutti hanno partecipato oggi a cerimonie simboliche per la riapertura della frontiera fra Spagna e Portogallo, rimasta chiusa dallo scorso 17 marzo in seguito alle limitazioni sulla mobilità decise da entrambi i paesi per contrastare la diffusione del coronavirus. Il 21 giugno scorso Madrid aveva riaperto le frontiere con i partner Ue dell’area Schegen più il Regno Unito, ma non con il vicino Portogallo, su richiesta di quest’ultimo. Tra i due Paesi intercorre un rapporto strettissimo dovuto alla presenza di numerosi lavoratori transfrontalieri. Anche per questo le cerimonie di oggi ai punti di frontiera - a Badajoz in Spagna prima e poi anche nella località portoghese di Elvas- hanno assunto un ulteriore significato simbolico, segnando il ritorno alla normalità fra i paesi confinanti.

Ancora contagi record in Algeria

Per il secondo giorno consecutivo l’Algeria registra un nuovo record nella crescita dei contagi da coronavirus. Sono infatti 365 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, che portano a 14.272 il bilancio totale dei contagiati nel Paese. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri attraverso le parole del portavoce della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, Djamel Fourar, precisando che i decessi sono saliti a 920. In aumento anche i guariti che passano da 9.897 a 10.040. Quarantotto i pazienti in rianimazione. La riapertura delle frontiere, che era stata fissata per il primo luglio «non è all’ordine del giorno», ha annunciato nei giorni scorsi il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, ordinando di mantenere chiusi i confini fino alla fine della crisi del coronavirus.

A giugno oltre 160 mila casi al giorno

Oltre 160 mila casi di COVID-19 segnalati quotidianamente nell’ultima settimana e giugno che ha visto oltre la metà di tutti i casi registrati dall’inizio della pandemia. I dati sono stati forniti dal capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sulla COVID-19. «Il 60 percento di tutti i casi registrati finora - ha spiegato - è stato riportato proprio nell’ultimo mese»

Altre 176 vittime nel Regno Unito

Resta pesante, rispetto alle medie attuali europee, il conteggio dei morti da coronavirus nel Regno Unito, con altre 176 vittime censite nelle ultime 24 ore contro le 155 di ieri: lo indicano i dati del ministero della Sanità. I contagi quotidiani sono stati 829. La somma totale dei decessi certificati col tampone sfiora ora nel Paese 44.000 (oltre 54.000 calcolando i casi probabili ricavati dalle elaborazioni dell’Ons, l’ufficio britannico di statistica); mentre quella dei contagi supera 313.000. I test eseguiti balzano infine a oltre 9,6 milioni dall’inizio della pandemia, con un picco di ben quasi 230.000 da ieri.

New York rallenta la riapertura

La città di New York rallenta la riapertura e posticipa l’apertura dei ristoranti per pranzi e cene all’interno, prevista per il 6 luglio. Lo afferma il sindaco Bill de Blasio, posticipando di fatto la riapertura totale dei ristoranti nella fase 3. La decisione è legata all’aumento dei casi di coronavirus in molti stati americani.

Usa: timori per il 4 luglio

Il 4 luglio «state a casa, evitate gite, feste, assembramenti per i tradizionali fuochi d’artificio»: in vista dell’Indipendence Day è questo l’appello delle autorità sanitarie negli Usa, dove nella giornata di martedì - secondo i calcoli del New York Times - si è toccato il record di oltre 48 mila nuovi contagi. Un boom a cui hanno contribuito soprattutto 8 Stati che hanno fatto registrare un primato nel numero di casi giornalieri. Tra questi la California (8.100 nuovi casi), la Georgia (2.400) e il Texas (7.900).

Buenos Aires in una nuova fase di lockdown

Milioni di persone, abitanti di Buenos Aires e della sua periferia più stretta, sono entrati oggi un una nuova fase di lockdown per combattere la pandemia da coronavirus che durerà fino al 17 luglio. L’obiettivo principale della nuova quarantena rigida riguarda una forte limitazione della circolazione cittadina, con l’autorizzazione al normale funzionamento per soltanto una trentina di attività essenziali, i cui addetti potranno spostarsi solo muniti di una specifica autorizzazione. Di fronte ad un bilancio generale che segnala per l’Argentina 64.530 contagi da COVID-19 e 1.310 morti, Buenos Aires e la sua provincia registrano attualmente il 95% dei nuovi casi quotidiani, cosa che determina un potenziale pericolo per il sistema sanitario nazionale. Le tv mostrano oggi una circolazione ridotta nelle strade della capitale, ma lunghe file di veicoli in attesa dei controlli della polizia nei punti di transito fra la città e la sua provincia. I mezzi pubblici circolano pienamente, ma possono essere utilizzati soltanto dalle persone munite di autorizzazione. Il ritorno alla «fase 1» dell’isolamento sociale obbligatorio ha comportato la nuova chiusura di circa 70.000 esercizi commerciali che avevano ripreso a fine maggio la loro attività. Continueranno invece a funzionare i negozi di alimentari al dettaglio ed i supermercati, nonché le farmacie, le banche (con prenotazione del turno), bar e ristoranti solo relativamente alle vendite da asporto. Da segnalare infine che oltre che per Buenos Aires, il lockdown riguarda la provincia di Chaco nel nord, e le città di Néuquen e General Roca (Provincia di Rio Negro).

L’Oms: «Il virus non è mutato»

«Finora non c’è alcuna evidenza di una mutazione che sia stata osservata nel virus» e «non c’è alcun cambiamento nella trasmissibilità del virus come anche della malattia negli esseri umani»: lo ha detto Abdinasir Abubakar, un responsabile dell’Ufficio regionale Mediterraneo orientale (Emro) dell’Oms, in una conferenza stampa virtuale sul coronavirus trasmessa dal Cairo.

«L’Oms, come anche esperti e la comunità scientifica stanno monitorando attivamente una mutazione del virus», ha aggiunto Abdinasir, capo della «Sorveglianza e risposta alle malattie trasmissibili» dell’Emro. «Stiamo lavorando con gli Stati membri, come anche con le accademie e i laboratori, per assicurare» che un possibile mutare del virus «venga identificato appena avviene ma finora non c’è alcuna mutazione che sia stata osservata», ha ribadito il responsabile dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il Brasile vieta l’ingresso agli stranieri per 30 giorni

Il governo di Jair Bolsonaro ha vietato l’ingresso agli stranieri in Brasile per i prossimi 30 giorni: è quanto emerge da un’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale locale, a firma dei ministri Walter Braga Netto (Casa Civile), André Mendonça (Giustizia), Tarcisio Freitas (Infrastrutture) e Eduardo Pazuello (Sanità ad interim). La misura fa riferimento all’emergenza sanitaria pubblica dichiarata lo scorso 30 gennaio dall’Oms a causa della pandemia da coronavirus. «È limitato, per un periodo di trenta giorni, l’ingresso nel Paese di stranieri di qualsiasi nazionalità, su strada, con altri mezzi terrestri, per via aerea o per via marittima», si legge nel testo.

India, 18.522 nuovi casi in 24 ore

L’India ha registrato ieri 18.522 nuovi casi di coronavirus e 418 ulteriori decessi: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi nel Paese a quota 585.481 e quello dei morti a 17.400. Finora in India sono guarite 347.912 persone.

Australia, 300 mila persone in lockdown a Melbourne

Alla mezzanotte locale (le 16 in SSvizzera) l’Australia metterà 300’000 persone in lockdown per un mese nei sobborghi a nord di Melbourne, dopo che nelle ultime settimane si sono registrati aumenti significativi di casi di coronavirus nello Stato di Victoria, il secondo più popoloso del paese. Lo rende noto il Guardian. Più di 30 sobborghi nella seconda città più grande dell’Australia torneranno alla fase tre delle restrizioni, quella più alta. Quindi i residenti dovranno rimanere a casa tranne che per fare la spesa, appuntamenti sanitari, lavoro o assistenza, ed esercizio fisico. Le autorità faranno scattare dei controlli, che sperano di coprire almeno la metà della popolazione delle aree interessate. In Australia la pandemia è stata molto meno virulenta che altrove, con meno di 8000 contagi e 104 morti, ma il ritorno a nuovi contagi a 2 cifre ha alimentato i timori di una seconda ondata. Lo Stato di Victoria ha registrato 73 nuovi casi ieri e 75 lunedì.

Catena britannica di ristorazione taglia 5 mila posti

È la ristorazione - bloccata da oltre 100 giorni dal lockdown, consegne a domicilio a parte, in attesa delle prime riaperture del 4 luglio - il settore più immediatamente colpito dagli effetti dell’emergenza coronavirus sul fronte occupazione in Gran Bretagna, assieme all’industria dei trasporti e del turismo. A confermarlo è oggi l’annuncio di SSP Group, holding titolare nel Regno delle popolari catene di rosticcerie e caffè-ristoranti Upper Crust e Caffè Ritazza, di un piano di tagli di circa 5000 posti di lavoro sull’isola. L’esubero è destinato ad abbattersi su più di metà dell’organico attuale - 9000 persone nel Paese - in un settore che vede tradizionalmente impiegati, spesso a tempo, non pochi dei molti italiani residenti Oltremanica: soprattutto giovani. La pandemia sta avendo «un impatto senza precedenti» a livello nazionale come globale, si è giustificato Simon Smith, ceo di SSP Group evocando l’obiettivo di sopravvivere. «Dobbiamo fare questo passo - ha detto - per proteggere il business e creare le basi da cui ricostruire la nostra attività».

L’Austria richiude a sei paesi dei Balcani

L’Austria ha diramato un cosiddetto «sconsiglio» per Bosnia Erzegovina, Serbia, Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro a causa dell’andamento Covid. Chi proviene da questi paesi deve stare due settimane in quarantena oppure presentare un tampone negativo non più vecchio di quattro giorni. Il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg ha parlato di una «decisione dolorosa». Gli austriaci che si trovano attualmente in villeggiatura in questi paesi vengono invitati a rientrare. In Austria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 107 nuovi casi Covid, superando per la prima volta dopo settimane la soglia di 100 nuovi infetti. I casi attivi attualmente sono 677. Preoccupa soprattutto il Land Alta Austria con una crescita del 2,8% in un giorno.

Repubblica Ceca: migliaia in strada per la «festa di addio» al virus

Migliaia di persone in Repubblica Ceca hanno partecipato ad una festa in strada per dare un «addio simbolico» al coronavirus. Nonostante gli avvertimenti dell’OMS che la pandemia non fosse per nulla vicina ad estinguersi. Un tavolo lungo 500 metri è stato allestito sul Ponte Carlo a Praga, imbandito di cibo e bevande che i cittadini si erano portati da casa, riferisce la BBC. La serata è stata all’insegna della condivisione, e senza alcun distanziamento. Ondrej Kobza, organizzatore della festa e proprietario di un caffè, ha spiegato all’Afp che l’iniziativa è nata a causa della mancanza di turisti: «Vogliamo celebrare la fine della crisi del coronavirus lasciando che le persone si incontrino e mostrino che non hanno paura di accettare un sandwich dal loro vicino». Nel Paese europeo ci sono state circa 12.000 infezioni su 10 milioni di abitanti, e sono morte 350 persone. Ma le autorità hanno imposto rapidamente il lockdown, evitando che l’epidemia degenerasse. La scorsa settimana, il governo ha permesso incontri pubblici fino a 1.000 persone. Piscine, musei, zoo e castelli possono aprire senza limiti al numero di visitatori. Ristoranti, bar e pub sono autorizzati a servire le persone al chiuso da un mese.

In Iran torna il lockdown parziale in 13 province

Salgono a 230.211 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.549 contagi registrati nelle ultimi 24 ore. Le vittime in un giorno sono 141, per un totale di 10.958 decessi confermati. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 3.081, mentre i pazienti guariti crescono a 191.487. I test effettuati finora sono 1.693.242. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Sadat Lari. A seguito dell’aumento dei casi e dei morti, le autorità di Teheran hanno deciso di imporre nuove misure restrittive in 13 province, dove uffici pubblici e negozi torneranno a essere chiusi per una settimana. Tra queste c’è la provincia di Hormozgan, dove la situazione dei contagi è diventata di «allerta rossa».

Negli USA 41.556 nuovi casi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 41.556 nuovi casi di coronavirus e 337 ulteriori decessi: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 2.636.538 e quello dei morti a 127.425. Finora nel Paese sono guarite 720.631 persone.

In America Latina contagi sopra quota 2.576.000

La pandemia da coronavirus continua a far sentire decisamente i suoi effetti in America Latina dove nelle ultime 24 ore i contagi hanno raggiunto quota 2.576.463 (+46.357), mentre i morti sono ora 116.199 (+2.510). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati ufficiali di 34 fra nazioni e territori latinoamericani. Senza grandi novità il Brasile continua a guidare la classifica nella regione con un ritmo abbastanza sostenuto, anche se ora stabilizzato, sia dei contagiati (1.402.041, +33.846) sia dei morti, che sono 59.594 (+1.280). Seguono il Perù (285.213 e 9.677) e il Cile (279.393 e 5.688), e quindi altri sette paesi con più di 30.000 contagi: Messico (226.089 e 27.769), Colombia (97.846 e 3.334), Ecuador (56.342 e 4.527), Argentina (64.530 e 1.307), Repubblica Dominicana (32.568 e 747), Panama (33.550 e 631) e Bolivia (32.125 e 1.071).

Stati Uniti, Fauci: «Possibili fino a 100 mila contagi al giorno»

Anthony Fauci, virologo e consigliere per la sanità della Casa Bianca, si è detto preoccupato dall’evoluzione dell’epidemia di coronavirus negli Stati Uniti durante un’udienza al Senato sulla riapertura di scuole e luoghi di lavoro. «Attualmente ci sono oltre 40.000 nuovi casi al giorno. Non sarei sorpreso se si arrivasse a 100.000 al giorno, se la situazione non cambia», ha affermato Fauci, secondo il quale gli statunitensi devono rispettare le regole su distanza, mascherine e igiene per fermare l’aumento dei contagi.

Biden non terrà più comizi prima del voto

Joe Biden ha annunciato che non terrà più comizi elettorali prima delle presidenziali americane di novembre a causa della pandemia. Un decisione opposti alla linea finora tenuta da Donald Trump. La campagna dell’ex vicepresidente aveva già annunciato che la convention democratica di metà a agosto a Milwaukee, in Wisconsin, sarà quasi tutta in formato virtuale. Incerta anche la partecipazione in persona dello stesso Biden.

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