«Omicron potrebbe avere gravi conseguenze», ma chi l’ha scoperta frena

nuova variante

L’avvertimento dell’OMS è contenuto in un documento in cui si afferma che «la probabilità di una potenziale ulteriore diffusione a livello globale è elevata» – La dottoressa Angelique Coetzee, presidente dell’ordine dei medici del Sudafrica: «L’allarme è eccessivo, la reazione del mondo non ha alcun senso»

«Omicron potrebbe avere gravi conseguenze», ma chi l’ha scoperta frena
© AP/Martial Trezzini

«Omicron potrebbe avere gravi conseguenze», ma chi l’ha scoperta frena

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L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha avvertito che la variante Omicron del coronavirus potrebbe avere «gravi conseguenze». L’avvertimento è contenuto in un documento tecnico pubblicato oggi, in cui si afferma inoltre che «la probabilità di una potenziale ulteriore diffusione di Omicron a livello globale è elevata».

Sempre riferendosi a questa nuova variante, l’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea poi che, «a seconda di queste caratteristiche, potrebbero esserci future ondate di COVID-19, che potrebbero avere gravi conseguenze a seconda di una serie di fattori, incluso il luogo in cui possono verificarsi le ondate». L’OMS osserva inoltre che «il rischio globale complessivo relativo alla nuova VOC (Variant of Concern) Omicron viene valutato come molto elevato».

Ma la dottoressa Angelique Coetzee, presidente dell’ordine dei medici del Sudafrica, scopritrice della variante, ha dichiarato che «l’allarme sulla variante Omicron nel mondo è eccessivo e la reazione spropositata. In dichiarazioni riportate dall’emittente britannica TalkRadio, Coetzee ha ribadito che i sintomi finora visti sono «lievi»: «I pazienti che ho visto avevano sintomi lievi e sono guariti. Nessuno è stato ricoverato e non c’è stato bisogno dell’ossigeno. Questa reazione nel mondo non ha alcun senso», ha aggiunto.

Il professor Salim Abdool Karim, noto epidemiologo sudafricano, sottolinea: «L’efficacia dei vaccini attuali contro il ricovero e la malattia grave è destinata a rimanere forte». In una conferenza stampa ha inoltra precisato che comunque potrebbero essere necessarie dalle due alle quattro settimane per maggiori dati. «Quello che sappiamo - e questo deriva da molti studi diversi - è che anche nel tempo la protezione dei vaccini contro le varianti è rimasta piuttosto buona, sopra il 90%», ha aggiunto secondo quanto riportano i media sudafricani. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche su questo e sull’effetto della variante sulla malattia grave e sulla trasmissibilità - ha aggiunto - «ci sono molte cose che possiamo estrapolare a questo punto sulla base di mutazioni a noi familiari dalle varianti precedenti»: la diagnostica dovrebbe «funzionare ancora bene», anche se possiamo «aspettarci una maggiore trasmissibilità».

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