Paesi a rischio, la Germania inserisce la Svizzera nella lista

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Oltre al nostro Paese, sono stati inseriti anche la Polonia, quasi tutta l’Austria e gran parte dell’Italia - La disposizione entra in vigore sabato - Previste deroghe per i cantoni di frontiera

Paesi a rischio, la Germania inserisce la Svizzera nella lista
© AP/Philipp von Ditfurth

Paesi a rischio, la Germania inserisce la Svizzera nella lista

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(Aggiornato alle 14.32) Svizzera e Liechtenstein sono finiti sulla lista tedesca delle zone a rischio coronavirus. Lo hanno indicato oggi le autorità di Berlino precisando che il nuovo elenco entrerà in vigore sabato. Anche altri Paesi confinanti o parti di essi sono stati inseriti nell’elenco delle zone a rischio, come Belgio, Olanda, Polonia, Cechia, gran parte di Italia (13 Regioni su 20) e Austria, nonché una regione della Danimarca.

In totale sono più di un centinaio gli Stati considerati a rischio. Ciò non implica però un divieto di viaggio nei Paesi interessati. Chi rientra in Germania dovrà però aspettarsi di essere posto in quarantena, indica il Ministero federale degli affari esteri.

Un Paese o una regione è classificato da Berlino come area a rischio se supera il limite di 50 nuove infezioni per 100 mila abitanti negli ultimi sette giorni. Ciò è attualmente il caso per 130 Stati e per alcune regioni di altre nazioni.

Sono rimaste insomma solo poche aree considerate non a rischio. Tra queste vi sono la Grecia e Cipro. Da sabato, per la felicità dei tour operator tedeschi, si aggiungeranno anche le Isole Canarie.

Deroghe per i cantoni di frontiera

Le deroghe previste per i cantoni al confine con la Germania continueranno a valere dopo la decisione di Berlino di inserire, da sabato prossimo, l’intera Svizzera sulla lista dei Paesi a rischio coronavirus. La ha indicato l’ambasciatore svizzero a Berlino Paul Seger a Radio SRF.

Ciò significa che le persone provenienti dai sette cantoni di frontiera (BS, BL, AG, ZH, SH, TG e SG) sono esonerate dall’obbligo di quarantena e tampone all’arrivo in Germania se non vi soggiornano più di 24 ore. I motivi del viaggio sono irrilevanti.

Chi risiede in un altro cantone dovrà invece sottoporsi a quarantena o effettuare un test di depistaggio. Le frontiere rimangono comunque aperte, ha detto Seger precisando che saranno effettuati controlli a campione. «Ciò può essere fatto relativamente facilmente osservando le targhe automobilistiche», ha aggiunto.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha dichiarato a Keystone-ATS di essere in contatto con le autorità tedesche e dei Länder confinanti. La situazione particolare delle regioni di confine sono preoccupazioni importanti per entrambi i Paesi, afferma il DFAE. Svizzera e Germania, del resto, si informano reciprocamente sulle misure previste, in particolare per quel che concerne i lavoratori frontalieri.

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