«Pechino scommette sui talebani ma non mancano le incognite»

L’intervista

Le valutazioni di Giovanni Andornino, esperto di Cina e docente di Relazioni internazionali dell’Asia orientale

 «Pechino scommette sui talebani ma non mancano le incognite»
Il cofoundatore dei talebani, Mullah Abdul Ghani Baradar (a sinistra) e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante il loro incontro dello scorso 28 luglio nella località cinese di Tianjin.© Xinhua/Li Ran/via AP

«Pechino scommette sui talebani ma non mancano le incognite»

Il cofoundatore dei talebani, Mullah Abdul Ghani Baradar (a sinistra) e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante il loro incontro dello scorso 28 luglio nella località cinese di Tianjin.© Xinhua/Li Ran/via AP

La Cina è il principale punto di riferimento economico su cui possono contare i talebani che hanno preso il portere in Afghanistan. Quali i benefici e quali i rischi per Pechino, nel mantenere stretti rapporti con i talebani? Abbiamo sentito Giovanni Andornino, docente di Relazioni internazionali dell’Asia orientale presso l’università di Torino.

«La Cina investe da tempo in Afghanistan, soprattutto nel settore estrattivo, ma è presente nel Paese - ricorda Andornino - anche con il commercio di beni al dettaglio. Quindi tra i due Paesi c’è già un legame dal punto di vista economico. Ora è verosimile che in assenza di derive traumatiche che portino il Paese in una condizione di assoluto isolamento mondiale, la Cina non cesserà di investire in Afghanistan, rimanendo fedele alla logica secondo...

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