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Brexit: stop agli europei in cerca di lavoro

L'annuncio della premier britannica Theresa May: "Più controllo dei confini, solo professionisti qualificati" - L'attore dei Monty Python John Cleese: "Espatrio, sono disgustato"

Keystone
 
12
luglio
2018
15:36
Red. Online/ats

BRUXELLES - Una Brexit soft, ma non per tutti. Costretta a barcamenarsi fra aperture negoziali all'Ue e tentativi di rassicurazione dei falchi euroscettici di casa sua, la premier britannica Theresa May partorisce alla fine un Libro Bianco infarcito di 'se' e di 'ma', per fissare in 98 pagine i dettagli della sua nuova piattaforma più dialogante con Bruxelles, non senza sottolineare con mano calcata (e in prima persona) una linea rossa più rossa delle altre: la fine della libertà di circolazione "automatica" per quei cittadini europei in cerca di lavoro - e sono milioni - che da anni guardano al Regno, specie a Londra, come a una meta. E non sempre con un contratto già in tasca. Il documento viene reso pubblico da Downing Street in una giornata in cui il Paese pare distratto dall'elaborazione del lutto per il sogno svanito della nazionale inglese ai mondiali di Russia. Ma non può comunque non far rumore, dopo l'annuncio del cambiamento di rotta sancito dall'esecutivo venerdì scorso e seguito dalla traumatica rottura di David Davis e Boris Johnson. Preso nel suo insieme, il testo ha i contorni di un futuro accordo di associazione con l'Unione che Bruxelles - dove pure c'è chi scuote il capo - sembra poter prendere almeno in esame: sebbene non con tutti gli emendamenti che Londra vorrebbe ritagliarsi "su misura", secondo le parole del neoministro Dominic Raab, 'brexiteer' più pragmatico, ma non meno categorico di Johnson e Davis.

"Espatrio, sono disgustato"

John Cleese sbatte la porta e se ne va. L'attore britannico, star del celeberrimo gruppo comico di Monty Python, annuncia la decisione di espatriare, disgustato dalla Brexit, dal dibattito politico del Paese in generale, da un sistema dei media che ormai disprezza apertamente e da una industria dell'entertainment che giudica in declino di qualità. La sua requisitoria - fra ironia, sarcasmo e sdegno - va in onda in un'intervista alla BBC. L'attore, sceneggiatore, autore e produttore fa sapere d'aver deciso, alla soglia degli 80 anni, di trasferirsi con la moglie nell'isola caraibica di Nevis: dove "il tempo è migliore" e l'ambiente gli pare "più civile". Le scudisciate non risparmiano nessuno, o quasi. Cleese considera la Brexit una follia, ma denuncia equanimemente "il livello bassissimo" del dibattito sia da parte dei 'brexiteer', con le loro "bugie", sia dei 'remainer', con i loro tentativi "di far paura". Il suo vero bersaglio sono però gli 'autorevoli' media del Regno, ai quali contesta "le menzogne e la banalità" di un sistema omologato. Un sistema che non a caso, tuona, vede il Paese che si vanta d'aver inventato la libertà di stampa addirittura "all'ultimo posto in Europa" - secondo i dati più recenti - nel livello di fiducia di lettori e spettatori.

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