Elezioni europee

Affluenza da record per scegliere il futuro dell’Unione europea

Ecco, Paese per Paese, i primi risultati basati sugli exit poll - In Francia Marine Le Pen davanti a Emmanuel Macron - In Germania la CDU arretra ma rimane in testa - Buoni risultati per i partiti ecologisti

Affluenza da record per scegliere il futuro dell’Unione europea
Foto CdT.

Affluenza da record per scegliere il futuro dell’Unione europea

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BRUXELLES (aggiornato alle 22.23) - Tra poche ore, alle 23, chiuderanno tutti i seggi nei vari Paesi dell’Unione europea che stanno votando per rinnovare il Parlamento comunitario di Bruxelles. Alcuni hanno già votato negli scorsi giorni, altri lo stanno ancora facendo: per questo motivo il conteggio ufficiale dei voti inizierà solamente in tarda serata. Il primo dato certo riguarda l’affluenza ai seggi da record che dovrebbe attestarsi intorno al 51%, mai così alta negli ultimi vent’anni. Nel frattempo stanno arrivando le prime proiezioni basate sugli exit poll. Eccone una carrellata, Paese per Paese.

In ITALIA, secondo il Multi poll realizzato da Swg per La 7, la Lega è il primo partito in una forbice tra 26,5% e 29,5%. Il Pd è tra 21% e 24%, il Movimento 5 Stelle è al 20%-23%, Forza Italia è tra 9 e 11% e Fratelli d’Italia è tra il 5% e il 7%.

In FRANCIA, secondo i primi exit poll pubblicati dai media belgi, nel duello tra «sovranisti» ed «europeisti» a spuntarla dovrebbe essere la lista del Rassemblent National di Marine Le Pen che viene dato con un vantaggio di due o tre punti sulla lista Renaissance di Emmanuel Macron. Il primo avrebbe ottenuto tra il 23% e il 25% contro il 19-22% della lista del presidente.

In GERMANIA l’Unione Cdu-Csu di Angela Merkel si dovrebbe confermare il primo partito negli exit poll con il 27.5%, perdendo però il 7,8%. L’Spd crollerebbe al 15,6%, perdendo addirittura l’11,9%. Come già previsto dai sondaggi i Verdi dovrebbero invece incassare un importante successo in Germania: gli ecologisti dovrebbero infatti arrivare al 20.5%, con un +9.8%, diventando così il secondo partito del Paese. L’AfD arriverebbe al 10.5% (+3,4%).

In SPAGNA i socialisti del premier Pedro Sanchez si apprestano a vincere con un distacco di oltre dieci punti, secondo l’ultimo sondaggio di oggi. Il Psoe, in attesa dei primi exit poll, è dato al 28,9% e 18 seggi, 11 in più rispetto ai popolari, che crollano, come alle politiche di aprile, ottenendo circa il 17,3% dei voti.

In UNGHERIA il partito di Viktor Orban, Fidesz, da diversi mesi in rotta di collisione con Bruxelles, si dovrebbe confermare in testa con un netto 56% (+4%).

In AUSTRIA, secondo le stime della tv pubblica Orf, il Partito popolare del cancelliere Sebastian Kurz si troverebbe davanti a tutti al 34% (+7,5%), uscendo così rafforzato dallo scandalo che ha scosso il Paese negli scorsi giorni. Perdono, ma non crollano, i nazionalisti di Heinz Christan Strache (protagonista dello scandalo) che attualmente vengono dati al 17,5% (-2,2%). In leggero calo i socialdemocratici al 23,5% (-0,6%).

In GRECIA il principale partito di opposizione Nea Dimokatia (ND) di Kyriakos Mitsotakis, che fa capo alla famiglia del Partito popolare europeo, nei primi exit poll è in testa con il 34%. Il partito di sinistra Syriza, del premier Alexis Tsipras, tiene con il 27%, ma scivola al secondo posto. Arretra la formazione di estrema destra Alba Dorata, che si attesta al 6%. Il premier greco Alexis Tsipras in tarda serata ha chiesto al presidente della Repubblica elezioni anticipate dopo essere stato battuto dai conservatori.

In IRLANDA il Finn Gail (Ppe, europeista) del premier Leo Varadkar si dovrebbe confermare primo partito, secondo le proiezioni aggiornate di queste ore, con un 29% di voti e una previsione di 4 seggi. Dovrebbero invece restare al palo gli storici rivali del Fianna Fail (Alde) che rischiano di cedere persino il secondo posto ai Verdi, che volano dall’1,6% al 15%. Altri due seggi dovrebbero andare allo Sinn Fein (sinistra nazionalista), pur in calo dal 15% al 13%, e due a indipendenti di sinistra (tutti e 4 destinati al gruppo europeo Gue/Ngl). Nessuna forza euroscettica di rilievo era in corsa nel Paese, dove l’affluenza resta attorno al 50%.

In OLANDA, le prime stime ufficiali danno i laburisti del PvdA di Frans Timmermans quale primo partito al 18,10%, seguiti dai liberal-conservatori (VVD) del premier Mark Rutte al 15%, mentre i Cristiano democratici (CDA) sono al 12,3%.

In FINLANDIA, secondo gli exit poll, i conservatori del National Coalition Party si troverebbero in testa con il 20,9%, seguiti dai socialdemocratici al 16,7%, e dai Verdi al 14,4%. Indietro i Veri Finlandesi alleati della Lega di Matteo Salvini, che sono al 13,1%: in calo di 4 punti rispetto alle elezioni politiche di aprile che li avevano consacrati come secondo partito.

In CROAZIA, dove i seggi si sono chiusi alle 19.00, le prime stime danno in vantaggio i conservatori del primo ministro Andrej Plenkovic con il 23,4 per cento dei voti, che varrebbero quattro europarlamentari che si uniranno al gruppo del Partito popolare europeo (Ppe). Al secondo posto vengono dati i socialdemocratici con il 18 per cento delle preferenze che esprimerebbero tre eurodeputati.

In POLONIA, il partito ultraconservatore Diritto e Giustizia (PiS/Ecr) di Jaroslaw Kaczynski è in testa col 42,40%. Lo segue a stretto giro la Coalizione europea, la lista unica formata dai principali partiti di opposizione, tra cui la Piattaforma civica di Donald Tusk.

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