Brexit, in casa Tory mozione di sfiducia al voto martedì

LA CRISI - Lo stanno promuovendo i brexiteers ultrà - Il ministro dell'Ambiente Michael Gove non si dimette

Brexit, in casa Tory mozione di sfiducia al voto martedì

Brexit, in casa Tory mozione di sfiducia al voto martedì

LONDRA (articolo attualizzato alle 12,17) - Sembra essere martedì 20 il giorno X per l'avvio delle procedure di voto in casa Tory sulla mozione di sfiducia contro la leadership di Theresa May che i brexiteers ultrà del partito stanno promuovendo in polemica con l'intesa sul divorzio dall'Ue raggiunta dalla premier con Bruxelles. Nelle ultime ore si è aggiunta la firma di John Whittingdale, ex ministro della Cultura nel governo Cameron, il quale ha confermato d'aver inviato una lettera a sostegno della mozione al comitato 1922, l'organismo interno che sovrintende alle procedure per l'elezione del leader del Partito Conservatore. Il presidente del comitato, Graham Brady, ha tuttavia affermato di non essere ancora al corrente del raggiungimento del quorum necessario, a dispetto di indicazioni che lo danno già per superato. L'avvio dell'iter richiede la firma di almeno 48 deputati, numero che i ribelli sembrano comunque in grado di raggiungere. Tuttavia, poi, in caso di voto, occorrerebbe un minino di 158 per scalzare May dalla guida del partito, soglia considerata fuori portata salvo sorprese.

Questa mattina a tutti i componenti del governo britannico è stato chiesto di annullare qualsiasi impegno per oggi e rientrare a Londra. Lo riferisce Sky News, citando una fonte vicina all'Esecutivo, secondo la quale un voto di sfiducia alla premier Theresa May è a questo punto "probabile". L'invito ad annullare tutti gli impegni, che farebbe pensare all'imminente possibilità di un voto sulla sfiducia, non riguarda in realtà ministri e sottosegretari ma soltanto i cosiddetti "whip", figure che nell'ordinamento britannico aiutano a coordinare i lavori parlamentari. Il "Chief whip", membro del gabinetto con il ruolo di sottosegretario al Tesoro, si trova già in questo momento a Downing Street 10, sede dell'esecutivo e residenza di Theresa May.

Intanto, niente dimissioni dal Governo per il ministro dell'Ambiente, Michael Gove. Lo annunciano fonti a lui vicine smentendo indiscrezioni circolate al riguardo dopo il suo presunto rifiuto di sostituire Dominic Raab al dicastero per la Brexit. L'annuncio ferma l'emorragia di esponenti "brexiteers" dall'esecutivo e delude i conservatori più ultrà nella corrente dei falchi. Mentre dalla presidenza del partito arriva un segnale di rassicurazione: May ha i numeri per "vincere" in caso di mozione di sfiducia alla sua leadership.

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