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Donald Trump fa retromarcia

Il presidente statunitense ha deciso di rinviare di due settimane i raid contro gli immigrati illegali, il cui scopo è il rimpatrio forzato degli irregolari - Intanto la Casa Bianca lancia la prima parte del suo piano di pace per il Medio Oriente, mettendo sul piatto 50 milioni di dollari

Donald Trump fa retromarcia
Donald Trump parla con la stampa nel cortile sud della Casa Bianca, prima di partire per Camp David nel Maryland. (Foto Keystone)

Donald Trump fa retromarcia

Donald Trump parla con la stampa nel cortile sud della Casa Bianca, prima di partire per Camp David nel Maryland. (Foto Keystone)

WASHINGTON - Il presidente americano Donald Trump ha deciso di rinviare di due settimane i raid contro gli immigrati illegali che sarebbero dovuti scattare nelle prossime ore. Raid il cui fine è il rimpatrio forzato degli irregolari nei loro Paesi di origine.

Sullo sfondo non solo lo scontro contro le grandi metropoli che non sostengono la linea del presidente, le cosiddette «città santuario», ma anche le divisioni all’interno dell’amministrazione e le perplessità del segretario ad interim alla sicurezza nazionale Kevin McAleenan.

Trump, parlando con i giornalisti a Camp David, ha spiegato di aver deciso il rinvio dei raid degli agenti nelle case degli immigrati senza documenti nelle dieci principali città statunitensi per dare al Congresso la possibilità di «lavorare ad una soluzione». E quindi per evitare la dolorosa stretta che sta terrorizzando migliaia di famiglie di immigrati negli Usa.

Piano Usa, 50 miliardi per i territori palestinesi

La Casa Bianca lancia la prima parte del suo piano di pace per il Medio Oriente e mette sul piatto 50 miliardi di dollari di investimenti nei territori palestinesi lungo la Cisgiordania e la Striscia di Gaza e per sostenere l’economia delle aree limitrofe negli stati confinanti di Giordania, Libano ed Egitto.

Il piano sarà presentato da Jared Kushner, consigliere della Casa Bianca e genero del presidente americano Donald Trump, durante la conferenza su Medio Oriente che si terrà in Bahrein la prossima settimana.

Le risorse, secondo il piano Usa, saranno erogate da una «banca multinazionale per lo sviluppo» e controllate da un comitato esecutivo che sarà appositamente nominato. I 50 miliardi di dollari di finanziamenti verranno da un mix di sussidi, prestiti e investimenti privati, e saranno concentrati su progetti e iniziative riguardanti i settori delle telecomunicazioni, del turismo e della sanità, per rafforzare i pilastri dell’economia, dei servizi sociali e delle istituzioni.

Nella proposta anche lo sviluppo di un porto egiziano vicino al Canale di Suez per rafforzare il commercio e il turismo nella regione, sfruttando la via di collegamento tra il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso. Secondo la Casa Bianca, il piano porterà almeno ad un raddoppio del pil palestinese nei prossimi dieci anni, rafforzando l’occupazione e riducendo del 50% la povertà. La seconda parte del piano messo a punto da Kushner, quello relativo alle implicazioni politiche, sarà svelato in autunno.

Alla conferenza del Barhain parteciperanno anche Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Marocco, gli emirati del Golfo e rappresentanti dell’Unione europea, del Fondo monetario Internazionale e delle Nazioni Unite.

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