“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

Il presidente della Commissione europea Juncker ha attaccato il leader britannico dell'Ukip Farage in seguito alla vittoria della Brexit

“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

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“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

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“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

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“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

“È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula”

BRUXELLES/BELFAST - Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, durante la riunione straordinaria di quest'oggi del Parlamento europeo, non si è risparmiato un attacco nei confronti di Nigel Farage in seguito alla Brexit. Il presidente, che stava concludendo il suo discorso, ha infatti ammonito il leader britannico dell'Ukip per un applauso: "È l'ultima volta che può applaudire in quest'aula" ha sentenziato Juncker, concludendo poi con un' altra frecciatina sempre rivolta a Farage: "Sono francamente sorpreso di vederla qui, lei non era per la Brexit?".

Durante i lavori lo stesso Juncker ha rimarcato come "Dobbiamo costruire un nuovo rapporto con la Gran Bretagna, ma siamo noi a dettare l'agenda non chi vuole uscire".

"Bisogna rispettare il voto" del referendum e "bisogna trarre le conseguenze" e "vorrei che il Regno Unito chiarisse, non domani mattina, ma chiarisse la propria posizione", ha anche detto Juncker durante la riunione dell'Europarlamento, precisando di non volere che "si affermasse l'idea di negoziati segreti a porte chiuse" con i rappresentanti di Londra

"L'ora è grave" ma "io sono allergico alle incertezze" e quindi "vorrei che la Gran Bretagna rispettasse la volontà del popolo britannico senza nascondersi dietro giochi a porte chiuse", ha affermato Juncker. "Sono sorpreso di vedere che io, proprio io che in Gran Bretagna vengo dipinto come tecnocrate, eurocrate e robot, voglio trarre le conseguenze del voto. E loro no?", ha osservato.

"Non è ammissibile che ora il governo britannico cerchi di avere contatti informali" con la Commissione, ha aggiunto il suo presidente. "Ho dato un ordine presidenziale da mufti ai miei direttori generali, di evitare ogni contatto" con i rappresentanti di Londra, ha precisato Juknker.

"La Commissione continuerà sulla sua strada"; l'obiettivo "resta quello di modernizzare l'Europa", ha affermato Junker citando ad esempi tra gli altri gli obiettivi dell'Unione dell'energia per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia e il mercato unico digitale. "Bisogna cambiare tutto, ma non l'essenziale"; "molti non dicono cosa bisogna cambiare". "Fino al mio ultimo respiro combatterò per un'Europa unita", ha concluso.

La battuta ironica della regina Elisabetta

Intanto, sull'esito della Brexit, si è espressa, ancorché con una battuta, la regina Elisabetta. "Sono ancora viva", ha risposto ironizzando, durante un colloquio a Belfast, col vice leader nordirlandese Martin McGuinness che le chiedeva come stesse "dopo tutte le cose che sono successe".

È quanto si legge sul Daily Telegraph, secondo cui la sovrana ha aggiunto di essere stata "piuttosto impegnata" negli ultimi tempi, per le celebrazioni dei suoi 90 anni, ma molto probabilmente anche per la Brexit che viene seguita con attenzione da Buckingham Palace e che aveva lasciato intendere di essere favorevole all'uscita dall'UE

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