Venezuela

Guaidó non esclude un intervento armato

Intanto, il Tribunale supremo di giustizia ha dichiarato che l’autoproclamato presidente ha commesso un’usurpazione

Guaidó non esclude un intervento armato
L’autoproclamato presidente venezuelano Juan Guaidó. (Foto Keystone)

Guaidó non esclude un intervento armato

L’autoproclamato presidente venezuelano Juan Guaidó. (Foto Keystone)

Guaidó non esclude un intervento armato
Il presidente eletto Nicolás Maduro. (Foto Keystone)

Guaidó non esclude un intervento armato

Il presidente eletto Nicolás Maduro. (Foto Keystone)

CARACAS (aggiornata alle 23.53) - Juan Guaidó, il presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana che ha assunto i poteri dell’Esecutivo, non ha voluto escludere la possibilità di una sua richiesta di intervento armato per risolvere la crisi istituzionale a Caracas. In una intervista all’agenzia AFP, interrogato sulla possibilità che, in quanto presidente ad interim, autorizzasse un intervento militare, Guaidò ha risposto: «Noi faremo tutto il possibile. Questo è ovviamente un tema molto polemico ma facendo uso della nostra sovranità, nell’esercizio delle nostre competenze, faremo il necessario».

La dichiarazione del tribunale supremo di giustizia
In precedenza il Tribunale supremo di giustizia (TSJ) del Venezuela, organo giudiziario fedele al presidente Nicolás Maduro, aveva dichiarato oggi che Juan Guaidó ha commesso una «usurpazione» per aver «preteso di esercitare funzioni inerenti alla Presidenza della Repubblica». Il presidente della Sala costituzionale del TSJ, Juan José Mendoza, ha letto oggi una sentenza dell’alta corte nella quale ha dichiarato «nullo e senza valore» lo «Statuto di transizione» varato ieri dal Parlamento di Caracas, in applicazione del programma politico di Guaidó. Questo Statuto, ha detto Mendoza, costituisce una «grottesca deformazione» dell’organizzazione dei poteri prevista dalla Costituzione, nonché un «atto di forza» da parte dell’Assemblea Nazionale, che il TSJ ha dichiarato «in oltraggio alla corte» dal gennaio del 2016, cioè dopo le elezioni di dicembre del 2015 in cui l’opposizione ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi del Parlamento unicamerale. In base a queste considerazioni, il TSJ considera che le iniziative del Parlamento costituiscono un «atto destabilizzante diretto», e un «vero e proprio assalto» contro gli organi dello Stato, lanciato in base a «una grossolana ignoranza delle norme che reggono i poteri pubblici, incorrendo in una chiara usurpazione di funzioni». Mendoza ha poi «esortato» la Procura generale a «svolgere le inchieste pertinenti a questo caso», in particolare per quanto riguarda l’assunzione delle funzioni dell’Esecutivo da parte di Guaidó, il che costituisce «un colpo di Stato come quello dell’aprile del 2002», contro l’allora presidente Hugo Chavez, giacché consiste nel «cercare di provocare l’uscita del capo dello Stato attraverso meccanismi che sono fuori dalla Costituzione».

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