Hong Kong non sarà una nuova Tienanmen

Cina

Pur se Pechino non esclude di passare alle maniere forti per sedare le proteste nell’ex colonia britannica - Via il Ceo di Cathay Pacific

 Hong Kong non sarà una nuova Tienanmen
I mezzi militari schierati a Shenzen da Pechino. (Foto Keystone)

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I mezzi militari schierati a Shenzen da Pechino. (Foto Keystone)

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PECHINO (aggiornata alle 13.20) - Pechino «non ha ancora deciso se intervenire con la forza per sedare la rivolta di Hong Kong, ma questa opzione è chiaramente a disposizione»: è quanto scrive il Global Times, tabloid dell’organo ufficiale del Partito comunista cinese, nel quale si assicura anche che non si ripeterà la repressione di Piazza Tienanmen di 30 anni fa. Il raduno delle forze paramilitari a Shenzhen «è un chiaro monito ai rivoltosi di Hong Kong».

In un editoriale dal titolo «Inutile per Washington giocare la carta Hong Kong», il tabloid del Quotidiano del Popolo, voce del Partito comunista cinese, assicura che gli USA «non saranno in condizioni di intimidire la Cina usando i tumulti di 30 anni fa. La Cina è molto più forte e più matura e la sua capacità di gestire situazioni complesse è fortemente cresciuta. Se lo stato di diritto non potrà essere ripristinato e le rivolte si intensificheranno, allora sarà un imperativo per il governo centrale prendere azioni dirette nel rispetto della Basic Law». Ossia la Costituzione di Hong Kong, per intenderci.

L’auspicio è che la «società di Hong Kong possa riconoscere il tentativo di Washington di distruggere la città», e dunque «restaurare attivamente lo stato di diritto sotto la leadership del governo locale».

John Bolton, consigliere di Trump sulla sicurezza nazionale, ha ammonito giovedì la Cina contro l’ipotesi di dare vita a una «nuova piazza Tiananmen», in risposta alla protesta degli studenti. E Pechino ha ripetuto più volte le sue critiche verso «forze straniere» accusate alimentare i tumulti.

Dimissionario il Ceo di Cathay Pacific
Cathay Pacific ha annunciato le dimissioni del Ceo Rupert Hogg a distanza di pochi giorni dalle aspre critiche della Cina verso la compagnia aerea basata a Hong Kong per l’appoggio del suo personale, tra cui i piloti, alle proteste pro-democrazia dell’ex colonia. In una comunicazione all’Hong Kong stock exchange, Cathay ha detto che Hogg «si è fatto carico delle responsabilità come leader del vettore alla luce dei fatti recenti accaduti». Il manager è stato sostituito da Augustus Tang, veterano di Swire Group, principale azionista della società.

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