«L’ONU è a corto di fondi, a rischio le missioni dei caschi blu»

Nazioni Unite

Ad affermarlo è stato il segretario generale, Antonio Guterres, il quale ha esortato gli Stati membri ad affrontare «la grave crisi di cassa» dell’ente internazionale

«L’ONU è a corto di fondi, a rischio le missioni dei caschi blu»
© EPA/Juanjo Martin

«L’ONU è a corto di fondi, a rischio le missioni dei caschi blu»

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Le operazioni di mantenimento della pace nel mondo sono a rischio per la mancanza di finanziamenti «certi, consistenti e adeguati». Così il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres è tornato a parlare della carenza di denaro nelle casse dell’Onu.

«I nostri ‘caschi blu - ha detto - rappresentano l’ultima speranza per milioni di persone nel mondo» ma le missioni di pace, come quella in Centrafrica, e in particolare in Mali, sono pericolose e costose.

È di pochi giorni fa l’appello lanciato dall’Onu per raccogliere finanziamenti per 29 miliardi di dollari nel 2020 quando, secondo le stime, a causa della crisi economica, dei conflitti che permangono in molti paesi e dei cambiamenti climatici, saranno 168 milioni le persone bisognose di aiuto. Venti milioni in più di quelle che erano state ipotizzate.

Dunque Guterres è tornato ad esortare gli Stati membri ad affrontare «la grave crisi di cassa che colpisce le Nazioni Unite, e riguarda anche l’impegno per il mantenimento della pace».​

Nella Repubblica Centrafricana, ad esempio, ha sottolineato, il partenariato tra l’Unione africana e la Missione delle Nazioni Unite (MINUSCA) ha portato ad un accordo di pace. Ma senza finanziamenti, le prestazioni di mantenimento della pace sono compromesse.

Grazie a una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse tra le missioni, ha spiegato Guterres, l’Onu è stata in grado di ridurre gli arretrati dei paesi che forniscono contingenti e forze di polizia. «Ma questa è solo una soluzione temporanea», ha avvertito il Segretario generale. «La liquidità di fondo e i problemi strutturali nel bilancio rimangono, quindi possiamo aspettarci che la crisi del debito si ripeta».

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