L'Irlanda abolisce il reato di blasfemia

L'ultima condanna sull'isola risaliva al remoto 1855 e la stessa Chiesa cattolica aveva riconosciuto come ormai "obsoleto" l'articolo costituzionale

L'Irlanda abolisce il reato di blasfemia

L'Irlanda abolisce il reato di blasfemia

DUBLINO - Elezioni presidenziali senza sorprese in Irlanda: secondo gli exit poll riferiti dalla tv pubblica Rte, Michael D. Higgins, 77 anni, letterato di idee liberal, è stato confermato per un secondo settennato alla carica di capo dello Stato, sostanzialmente di garanzia, ma priva di veri poteri nel sistema istituzionale della repubblica.

Higgins, nel rispetto delle previsioni della vigilia, è accreditato di una netta vittoria al primo turno con oltre il 58% di voti. Il meno lontano dei 5 rivali è l'uomo d'affari indipendente Peter Casey, dato poco sopra il 20%, mentre tutti gli altri sono sotto il 10 con la prima donna in lizza, Liadh Ni Riad, eurodeputata dello Sinn Fein (sinistra nazionalista) al terzo posto attorno all'8%.

In calo l'affluenza alle urne rispetto al 2011.

La novità in Irlanda riguarda in realtà l'abolizione del reato di blasfemia, modificando l'articolo della costituzione che tuttora lo prevedeva a differenza della generalità dei Paesi europei. Lo indicano gli exit poll, sancendo il risultato scontato delle previsioni con oltre il 70% di sì alla cancellazione della norma, un 26% di no e poche schede bianche.

Il referendum sulla questione si è svolto assieme alle elezioni presidenziali odierne, con una partecipazione al voto ancor più bassa rispetto a quello (pure in calo) di queste ultime, ma comunque con un verdetto che appare nettissimo: non diversamente da quanto accaduto a maggio nella consultazione popolare irlandese per la depenalizzazione dell'aborto.

L'ultima condanna per blasfemia sull'isola risaliva peraltro al remoto 1855 e la stessa Chiesa cattolica aveva riconosciuto durante la campagna referendaria come ormai "obsoleto" l'articolo costituzionale in discussione. Il referendum di oggi, promosso in nome della "libertà di espressione", era sostenuto da quasi tutti i partiti e da varie ong.

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