L'Italia pensa a una tassa sugli immigrati

L'emendamento targato Lega dovrebbe entrare nel nuovo decreto fiscale: previsto un prelievo dell'1,5% sui soldi trasferiti al Paese di origine

L'Italia pensa a una tassa sugli immigrati

L'Italia pensa a una tassa sugli immigrati

ROMA - Tassare il flusso di denaro che dall'Italia scorre verso i Paesi di origine degli immigrati regolari. È l'emendamento targato Lega che il Governo gialloverde intende introdurre nel decreto fiscale ("tassa sui migranti regolari"): un prelievo dell'1,5% su tutti i trasferimenti di denaro diretto verso gli Stati extraeuropei. Di fatto il balzello colpirebbe soprattutto gli immigrati che regolarmente spediscono alle loro famiglie parte dei soldi guadagnati in Italia. Secondo repubblica.it, la nuova tassa sui money transfer, che andrebbe ad aggiungersi alle spese di commissione già previste per il trasferimento di soldi (attualmente fissate in media al 6,20%), rischierebbe di spingere i migranti ad utilizzare i "canali informali" di trasferimento di denaro, che molto spesso sfociano nell'illegalità. I ricercatori della Fondazione Leone Moressa prevedono che il nuovo balzello porterà nelle casse italiane circa 62 milioni di euro all'anno. Nel primo semestre del 2018, sarebbero stati infatti spediti all'estero 2,71 miliardi di euro, con un aumento dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2017. Se questa tendenza fosse confermata per tutto il 2018, a fine anno si sfiorerebbero i 5,5 miliardi, con circa l'80% di questo flusso di denaro destinato ai Paesi extraeuropei. Se si adottasse un prelievo dell'1,5% –  sottolinea lo studio della Fondazione Leone Moressa – entrerebbero nelle casse dello Stato 62 milioni di euro all'anno. Secondo il sito di Repubblica, dopo i rumeni - che non sarebbero tassati in quanto cittadini comunitari -, attualmente sarebbero i bengalesi a trasferire più soldi all'estero, e il loro contributo imposto dalla tassa sarebbe di circa 8 milioni di euro. A seguire vi sarebbero filippini (con una stima di 4,9 milioni di tasse), senegalesi (4,6 milioni), indiani (4,4 milioni), cingalesi (4,2) e marocchini (4,2). Le sole commissioni pagate al servizio di money transfer - di circa il 6,20% - hanno portato oltre 335 milioni di euro nelle casse italiane nel 2017, ma negli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite è fissato l'impegno di ridurre tali costi di commissioni al 3% entro il 2030. Secondo il quotidiano italiano, la Penisola, con la nuova tassa sui migranti regolari, porterebbe di fatto oltre il 7% - tra commissione e balzello - il costo dei trasferimenti, andando di fatto nella direzione opposta di quanto voluto dall'ONU.

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