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Macron: «Domenica il voto più importante dal 1979»

Il presidente francese a ruota libera sulle elezioni europee del 26 maggio: «I nazionalisti che vogliono dividerla sono i primi nemici dell’Europa»

 Macron: «Domenica il voto più importante dal 1979»
Foto Keystone

Macron: «Domenica il voto più importante dal 1979»

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PARIGI - «Sono un patriota europeo», «non posso essere uno spettatore» delle elezioni Ue del 26 maggio: in un’intervista in edicola oggi sulla stampa regionale, il presidente francese Emmanuel Macron scende in campo dichiarando a chiare lettere che il voto europeo di domenica prossima è il «più importante dal 1979».

Alla domanda su chi sia il nemico dell’Europa, Macron risponde: «Nemico dell’Europa è colui che non crede nel suo futuro. I nazionalisti che vogliono dividerla sono i suoi primi nemici. Sono un patriota francese e quindi europeo. E per la prima volta vedo una connivenza tra nazionalisti e interessi stranieri, il cui obiettivo è smantellare l’Europa».

E ancora: «Non posso essere spettatore, ma devo essere attore di queste elezioni europee che sono le più importanti dal 1979 perché l’Unione è dinanzi a un rischio esistenziale. Se, in quanto capo dello Stato, lasciassi implodere l’Europa che ha costruito la pace, che ha portato la prosperità, avrei una responsabilità davanti alla storia. Il presidente francese non è un capo di partito ma è normale che si impegni nelle scelte fondamentali».

Rendendo omaggio all’«arte di essere europei», Macron cita, tra gli altri, Umberto Eco e la sua celebre massima secondo cui la lingua dell’»Europa è la traduzione». Ma per lui l’Europa è anche «art de vivre», uno stile di vita. «Andate in qualsiasi strada di Napoli, a Danzica, a Cracovia o a Marsiglia, c’è questo modo di essere unici, aperti, questo rapporto allo spazio pubblico, alla conversazione, al dibattito, che non troviamo in nessun altro posto al mondo», conclude il presidente.

«Voglio una Convenzione fondatrice europea dopo le elezioni. Che i capi di Stato e di governo, con il nuovo esecutivo e i responsabili del Parlamento, con i cittadini, prendano il tempo di definire la strategia dell’Europa per i prossimi cinque anni, incluso i cambiamenti dei trattati a cui vogliono giungere». Macron, risponde infine così alla domanda su quale debba essere a suo avviso il primo grande cantiere a cui dovrà lavorare il nuovo Parlamento europeo dopo il voto del 26 maggio.

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