Matteo Renzi, sconfitto, si è dimesso

LA CRONACA DELLA LUNGA NOTTE DEL PREMIER - Larga vittoria del no al referendum costituzionale - Il capo del governo italiano: "Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta, volevo tagliare le poltrone della politica e alla fine è saltata la mia"

Matteo Renzi, sconfitto, si è dimesso

Matteo Renzi, sconfitto, si è dimesso

Matteo Renzi, sconfitto, si è dimesso
Matteo Renzi.

Matteo Renzi, sconfitto, si è dimesso

Matteo Renzi.

ROMA - Tutti i primi exit-poll, pubblicati come si sono chiusi i seggi alle 23, danno avanti il no al referendum costituzionale che ha portato l'Italia al voto oggi. Al momento, a metà degli scrutini, il no si attesta al 59,51% e il sì al 40,49%, per un distacco di quasi venti punti. In seguito a questi risultati, il premier Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni da capo del Governo.

In conferenza stampa da Palazzo Chigi, poco dopo mezzanotte, il premier ha detto: "Il No ha vinto in modo straordinariamente netto. Ora tocca a chi ha vinto avanzare proposte serie, coerenti e credibili. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. Andiamo via senza rimorsi. L'esperienza del mio governo finisce qui. Domani pomeriggio riunirò il consiglio dei ministri e salirò al Quirinale dove consegnerò al presidente della Repubblica le mie dimissioni. Tutto il Paese sa di poter contare su una guida autorevole e salda come quella del presidente Mattarella. Io ho perso, nella politica italiana non perde mai nessuno. Dopo ogni elezione resta tutto com'è, sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta anche se con nodo in gola perché non siamo robot. Volevo tagliare le poltrone della politica e alla fine è saltata la mia". Il video della conferenza stampa si trova a fine articolo.

In conclusione di conferenza stampa, con voce rotta dalla commozione, Renzi ha ringraziato moglie e figli. "Grazie ad Agnese per la fatica di questi mille giorni e per come ha rappresentato splendidamente il Paese. Grazie ai miei figli". Renzi aveva già avvertito Mattarella della sua decisione prima della conferenza stampa.

Già a pochi minuti dalla chiusura dei seggi diversi politici italiani, Matteo Salvini in primis, avevano intimato a Renzi di dimettersi alla luce del risultato che si andava profilando. Beppe Grillo, suo suo blog, ha scritto "Evviva! Ha vinto la democrazia. La risposta degli italiani come affluenza alle urne e come indicazione è stata netta. Gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto. La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c'è già: l'Italicum". Anche Salvini parla del ritorno alle urne "Attendiamo rispettosamente la sentenza della Consulta, che speriamo arrivi presto. Ma al di là di qualunque scelta della Consulta siamo pronti a votare il prima possibile con qualunque legge elettorale". Sulla richiesta di Matteo Renzi al fronte del No di formulare una proposta di legge elettorale "Non pensiamo che l'Italia possa permettersi mesi di dibattito sulla nuova legge elettorale"

I media internazionali parlano di sconfitta travolgente per Renzi, e sia l'ex leader dell'Ukip Nigel Farage che la leader del Front National Marine Le Pen si dicono soddisfatti del risultato. Quest'ultima ha affermato che "Gli italiani hanno ripudiato l'Ue e Renzi".

La giornata

Un'affluenza molto alta, del 57.24% alle ore 19, ha caratterizzato la giornata elettorale italiana. Il record lo hanno registrato le regioni del centro nord, il Veneto e l'Emilia Romagna in testa, entrambe con il 65.91%; dal Piemonte alle Marche, tutte alle ore 19 hanno superato il 60% degli elettori andati a votare. Il Lazio, con il 56.86% dei votanti, mostra un'Italia "divisa in due" ma l'affluenza più bassa è in Calabria, con il 44,34% degli elettori che si sono presentati alle urne.

Nelle grandi città la maggiore affluenza per il referendum è stata registrata a Milano dove alle ore 19 ha votato il 60,9% degli aventi diritto. A Roma la percentuale dei votanti è stata del 55,9%, a Torino del 57,3%. Come nelle regioni, anche nelle città minore è stata l'affluenza al sud: a Napoli ha votato il 42,9%. A Palermo alle urne è andato il 47%. Tra gli altri capoluoghi si registra il record di Firenze dove ha votato il 67.3% e Bologna dove ha votato il 65.3%.

A Bari alle urne è andato il 52.2%; a Catanzaro l'affluenza è stata del 49%, a Reggio Calabria del 46.8%; a Cagliari ha votato il 54.2%. L'affluenza è imponente anche se paragonata ai precedenti referendum costituzionali: a quello del 2001 per la modifica del Titolo V alle 19 aveva votato il 23,9%; a quello del 2006 sulla devolution il 22,4%; all'ultimo sulle trivelle il 23,5%. La giornata ha visto intorno alle 11 il premier Matteo Renzi accompagnato dalla moglie Agnese e dai figli, recarsi a votare alla scuola Edmondo De Amicis di Pontassieve. Ad una signora che scherzando gli ha chiesto "Presidente, ha già deciso come vota?", ha risposto sorridendo "Beh, ora ci penso...".

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invece votato a Palermo, presso la scuola media "Piazzi", a poca distanza dalla centrale via Libertà dove si trova la sua residenza. La giornata è stata caratterizzata dal cosiddetto "caso matite": molti, dopo un tam tam su Fb, sono arrivati al seggio armati di gomma per cancellare, per verificare l'alterabilità o meno del segno. L'allarme era partito dopo le denunce di comuni cittadini e quella del cantautore toscano Pierò Pelù che su Fb ha scritto: "La matita che ho usato per votare era cancellabile. Dopo aver provato su un foglio e averlo constatato ho denunciato la cosa al presidente del mio seggio. Fatelo pure voi". "Pazzesco! Cominciano ad arrivare segnalazioni, le prima da Roma e Mantova, di matite elettorali che si possono cancellare con una semplice gomma! Irregolarità che sono state verbalizzate e in vari casi denunciate a Polizia e Carabinieri", ha reso noto anche il leader della Lega Matteo Salvini.

"I vecchi sanno come fare, noi anziani sappiamo come fare: nell'era digitale, succhiamo un attimo la matita", ha ironizzato Grillo. Prima di votare, il leader del M5S ha succhiato la matita che gli era stata consegnata insieme alla scheda. "La matita funzionava" ha poi detto all'uscita dal seggio. Il Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) ha annunciato che presenterà un esposto al ministero dell'Interno e in 140 procure.

Ma il ministero dell'Interno, con una nota, ha spiegato che "le matite cosiddette "copiative" sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale". Le "Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti". Una polemica, infine, ha caratterizzato la sede di Castelnuovo di Porto dove si svolgono le operazioni legate al voto dall'estero e dove sono stati allestiti circa 1500 seggi e un esercito di presidenti, scrutatori e rappresentanti di lista hanno paralizzato per chilometri la via Tiberina.

Alcuni rappresentanti dei comitati del 'No', in testa il M5s, hanno denunciato di essere stati esclusi per circa due ore dalle operazioni preliminari allo spoglio per degli errori formali "compiuti dalla Corte d'Appello". Nel tardo pomeriggio la replica della Corte d'Appello: l'errore è "imputabile solamente ai presentatori della richiesta", che, al momento di presentarsi alle porte del 'bunker' di Castelnuovo, avrebbero indicato una denominazione di comitato diversa da quella con la quale avevano presentato gli atti. Irregolarità sono state segnalate anche dalla senatrice di Si Loredana De Petris. "Tutto regolare, si sta lavorando tranquillamente: creare allarmismi è da incoscienti - sostiene invece Patrizia Prestipino, rappresentante per il Pd - non ci sono irregolarità. Alle ore 23 nuova rilevazione dei votanti. Subito dopo lo scrutinio.

La conferenza stampa integrale di Matteo Renzi
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