Non riprende l’offensiva di Ankara contro i curdi

Conflitto

Lo ha annunciato il ministro della Difesa turco poiché si sono ritirati dalle zone di confine - Al Assad accetta l’accordo

 Non riprende l’offensiva di Ankara contro i curdi
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(Aggiornata alle 10.13) - «Non è necessario» riprendere l’offensiva contro i combattenti curdi in Siria, visto che «il loro ritiro» dalle zone di confine è stato «completato», come «ci hanno confermato gli Stati Uniti». Lo ha detto in una nota il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, secondo quanto riportano i media internazionali, spiegando che «in questa fase, non è necessario effettuare una nuova operazione».

Il presidente siriano accetta l’intesa di Sochi

Il presidente siriano Bashar al Assad ha accettato in toto l’accordo tra Russia e Turchia sulla spartizione in aree di controllo e influenza tra truppe di Ankara e quelle di Mosca nel nord-est della Siria. Lo riferiscono media panarabi e siriani, citando fonti politiche a Damasco. Il presidente russo Vladimir Putin e Assad si erano sentiti ieri telefonicamente dopo che il primo aveva raggiunto con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan l’intesa in dieci punti.

Sempre a proposito dell’accordo, rappresenta uno «storico successo politico» per la Turchia, come sostenuto dal suo ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu che ha commentato così la fine, di fatto, dell’operazione militare di Ankara nel nord della Siria dopo il ritiro dei curdi mediato dagli Usa e l’intesa di martedì sera a Sochi tra i presidenti di Turchia e Russia Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin. «Le due maggiori potenze mondiali hanno accettato la legittimità delle operazioni antiterrorismo della Turchia», ha detto Cavusoglu.

«Se» nonostante le conferme statunitensi sul ritiro delle milizie curde «troveremo degli elementi terroristi nell’area dell’operazione Fonte di Pace, li neutralizzeremo», ha aggiunto il ministro degli Esteri turco, sostenendo che «gli sforzi della Turchia hanno impedito la creazione di uno Stato terrorista nel nord della Siria».

Fuggiti poco più di 100 detenuti dell’Isis

Poco più di 100 degli 11’000 detenuti dell’Isis in Siria sono scappati. L’ha spiegato da parte sua nella notte il segretario alla Difesa americano, Mark Esper, in un’intervista alla Cnn, sottolineando che gli Stati Uniti sono ora in nuova fase della campagna per sconfiggere l’Isis.

Dal canto suo, il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu ha reso noto ieri sera che dall’inizio dell’offensiva turca fino a 500 persone sono fuggite dalle prigioni nel nord-est della Siria in cui sono rinchiusi anche sospetti terroristi.

«C’è stato un periodo di oltre 48 ore - ha spiegato il ministro - in cui la sicurezza in alcuni centri detentivi mancava e, di conseguenza, alcuni dei detenuti, fino a 500 persone secondo le nostre stime, ma non voglio dire che tutti siano terroristi, alla fine sono fuggiti».

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