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«Non siamo pompieri, non spegniamo i focolai di crisi americani»

Le dure parole del presidente russo Vladimir Putin sulle tensioni crescenti che vedono contrapposti Teheran e Washington sull’accordo nucleare

«Non siamo pompieri, non spegniamo i focolai di crisi americani»
(Foto Keystone)

«Non siamo pompieri, non spegniamo i focolai di crisi americani»

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«Non siamo pompieri, non spegniamo i focolai di crisi americani»

«Non siamo pompieri, non spegniamo i focolai di crisi americani»

MOSCA - «La Russia non è un pompiere, non possiamo andare in giro per il mondo a spegnere i focolai di crisi». Lo ha detto Vladimir Putin a proposito della crisi iraniana, «scatenata dal ritiro degli Stati Uniti» dall’accordo sul nucleare. «Ho consigliato all’Iran più volte di non ritirarsi dall’accordo perché in questo modo l’opinione pubblica mondiale si dimenticherà chi ha scatenato la crisi», ha aggiunto Putin sottolineando che l’Europa «non può salvare l’accordo».

«Tutti i partner, compresi gli americani, conoscono la nostra posizione, siamo sempre stati a favore del mantenimento dell’accordo: grazie alla firma del piano - il JCPOA - l’Iran resta ancora il paese più accuratamente controllato e trasparente al mondo in questo senso», ha sottolineato Putin.

«Francamente - ha aggiunto Putin - non vedo alcuna ragione perché si debbano ritirare». «Vedremo cosa accadrà, la Russia non è un pompiere, non possiamo salvare tutto, specie quando non dipende completamente da noi», ha dichiarato. La Russia «ha fatto la sua parte e siamo pronti a continuare a interpretare lo stesso ruolo positivo, ma non dipende solo da noi, dipende da tutti i partner, da tutti gli attori, inclusi gli Stati Uniti, i paesi europei e l’Iran».

Putin ha poi concluso con un’affermazione «poco diplomatica che potrebbe ferire le orecchie dei nostri amici europei». «Gli americani - ha detto - si sono ritirati dall’accordo, che si sta sgretolando, e i paesi europei non possono fare nulla per salvarlo, non possono davvero lavorare con l’Iran per compensare le perdite economiche».

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