Stati Uniti

Per Trump nessuna recessione all’orizzonte

Il presidente americano e la Casa Bianca cercano di rassicurare dopo la settimana di passione delle borse mondiali e l’andamento dei titoli di stato che segnalano una frenata dell’economia

 Per Trump nessuna recessione all’orizzonte
Trump al rientro alla Casa Bianca con la moglie Melania e il figlio Barron. (Foto Keystone)

Per Trump nessuna recessione all’orizzonte

Trump al rientro alla Casa Bianca con la moglie Melania e il figlio Barron. (Foto Keystone)

WASHINTON - Nessuna recessione all’orizzonte per gli Stati Uniti. Donald Trump e la Casa Bianca cercano di rassicurare dopo la settimana di passione delle borse mondiali e l’andamento dei titoli di stato che segnalano una frenata dell’economia. «Stiamo facendo bene. Ma lo stesso non vale per il resto del mondo» dice Trump rientrando alla Casa Bianca dopo le due settimane di vacanza del suo golf club in New Jersey. E se anche l’economia dovesse rallentare - dice - ci sono «molte cose che possiamo fare».

La crescita americana prosegue «anche se la Fed non aiuta», aggiunge il presidente. E gli occhi delle borse mondiali sono proprio tutti sulla Fed: venerdì prossimo a Jackson Hole, fra le montagne del Wyoming, è atteso l’intervento del presidente Jerome Powell, che potrebbe delineare le prossime mosse della banca centrale americana. Gli investitori danno per scontato un nuovo taglio dei tassi di interesse alla prossima riunione di settembre. Una riduzione del costo del denaro per aiutare l’economia alle prese con l’incertezza legata alle trattative commerciali fra Stati Uniti e Cina.

Trattative che proseguono, dice il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow. «Siamo in un sorta di guerra tecnologica» con la Cina, aggiunge mostrandosi però cautamente ottimista. «La Cina vuole un accordo. Vedremo cosa succederà» dice Trump ribadendo di non essere ancora pronto a un’intesa con Pechino. Un accordo sul quale potrebbe pesare cosa la Cina deciderà di fare a Hong Kong. «Sono per la libertà e la democrazia. Per me sarebbe più difficile raggiungere un accordo» nel caso un cui il presidente Xi Jinping adottasse una soluzione violenta simile a Piazza Tienanmen.

Su eventuali contatti diretti con Xi, Trump non si è sbilanciato: «Non posso parlare». Sulle trattative pesa anche la vicenda Huawei, che è «una minaccia alla sicurezza nazionale» aggiunge il presidente, che ha parlato dei dazi imposti alla Cina con l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook.

Trump torna alla Casa Bianca, da dove seguirà ancora più da vicino le trattative con Cina in vista del nuovo round di trattative in programma a Washington in settembre.

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