Putin e Trump pronti all'appuntamento con la storia

Lunedì a Helsinki si terrà l'atteso summit tra i due presidenti - Dagli USA intanto c'è chi chiede che Trump non ci vada da solo

Putin e Trump pronti all'appuntamento con la storia

Putin e Trump pronti all'appuntamento con la storia

MOSCA - L'attesa per il summit fra Donald Trump e Vladimir Putin sta per finire. Lunedì, a Helsinki, i due presidenti proveranno a fare la storia come i loro predecessori, che proprio nella capitale finlandese hanno stretto importanti accordi. Le nubi, manco a farlo apposta, però si addensano già, con quell'atto di accusa formulato dal procuratore speciale Robert Mueller contro 12 agenti dell'intelligence russa, responsabili di aver fabbricato i 'leaks' che hanno azzoppato la corsa alla Casa Bianca di Hillary Clinton. Il punto dunque è: tanto rumore per nulla?

Gli esperti si dicono infatti scettici e le aspettative sono basse. Lo stesso consigliere per la sicurezza nazionale Usa, John Bolton, ha messo le mani avanti sottolineando che il vertice potrà anche concludersi "senza risultati concreti", per quanto nulla sia ovviamente "escluso". L'assistente di Putin per gli affari esteri, Yuri Ushakov, è stato invece più ottimista, promettendo "passi ulteriori sia nel campo del miglioramento dei rapporti bilaterali sia nella sfera delle azioni congiunte nell'arena internazionale". Difficile però che le ultime rivelazioni sul 'Russiagate', al netto delle bordate di Trump contro Obama ("c'era lui al potere, perché non ha fatto nulla?"), non abbiano un impatto sul vertice, modificando quantomeno la strategia negoziale di Trump. La vigilia peraltro non è priva di tensioni dell'ultimo minuto.

Un braccio di ferro è in corso tra Washington e Mosca?

In origine il summit prevedeva un incontro a quattr'occhi fra i due leader, alla presenza dei soli interpreti, per poi proseguire nel "formato esteso". Quindi un comunicato congiunto e il punto stampa. Ma il Cremlino, forse per pretattica, ha detto che il comunicato non è "obbligatorio", facendo sorgere il sospetto che gli sherpa siano a un punto morto.

Stando ad alcune indiscrezioni, è in corso un braccio di ferro fra Casa Bianca e Cremlino poiché da Washington premono per includere nel comunicato un passaggio "sulle intromissioni russe" alla elezioni del 2016 e una promessa che questo "non accada mai più".

Trovare un equilibrio soddisfacente, visti gli ultimi sviluppi, potrebbe ora essere impossibile, vanificando le speranze di Mosca. Putin ha sottolineato di starsi preparando "con grande attenzione" all'incontro e la sua agenda lo conferma. Lo "zar" ha avuto di recente (e continuerà ad avere) una girandola di colloqui con ministri e capi di governo, soprattutto di area mediorientale. La lista comprende il premier israeliano Benyamin Netanyahu, il consigliere per gli affari internazionali del capo supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei, il leader dell'Autorità palestinese Abu Mazen e, nel quadro della finale dei Mondiali, il presidente francese Emmanuel Macron, oltre all'emiro del Qatar.

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