Gran Bretagna

Sale ancora lo scontro politico dopo la sentenza dell’Alta Corte della Scozia

Per Edimburgo illegale la sospensione di 5 settimane del Parlamento di Westminster decisa dal governo Tory di Boris Johnson

Sale ancora lo scontro politico dopo la sentenza dell’Alta Corte della Scozia
Foto Keystone

Sale ancora lo scontro politico dopo la sentenza dell’Alta Corte della Scozia

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Sale ancora lo scontro politico in Gran Bretagna, in attesa della resa dei conti definitiva a livello giudiziario, dopo la pesantissima sentenza con cui la sezione d’appello dell’Alta Corte della Scozia ha dichiarato oggi illegale la sospensione di 5 settimane del Parlamento di Westminster decisa dal governo Tory di Boris Johnson. Le opposizioni, dai laburisti agli indipendentisti scozzesi dell’Snp, chiedono ora che le Camere - chiuse da ieri - siano immediatamente riaperte per poter riprendere il loro lavoro di «scrutinio» dell’attività dell’esecutivo sulla Brexit.

Il governo, a cui spetta l’eventuale riconvocazione, ha tuttavia già formalizzato un ricorso alla Corte Suprema del Regno contro il verdetto scozzese. E ha ricordato come l’Alta Corte di Londra abbia invece decretato la legittimità della sospensione (prorogation), respingendo gli argomenti di un’azione legale parallela avviata da oppositori e attivisti anti-Brexit. Un’azione su cui pende pure un ricorso alla Corte Suprema, che a questo punto avrà la parola finale.

Deputati anti-Johnson a Westminster
Diversi deputati dell’opposizione sono tornati oggi dimostrativamente «al lavoro» a Westminster, malgrado la sospensione tuttora in atto del Parlamento britannico, dopo la sentenza dei giudici scozzesi che ha bollato come illegale la decisione del governo di Boris Johnson di imporre la chiusura temporanea (prorogation) fino al 14 ottobre.

La protesta è stata avviata con un raduno di deputati davanti all’ingresso dell’edificio parlamentare. Fra loro due presidenti di commissione laburisti, Hilary Benn e Meg Hillier, e la leader liberaldemocratica, Jo Swinson, tutti paladini anti-Brexit. Le sessioni d’aula e di commissione restano peraltro ferme.

Il governo ha del resto ribadito di non voler fare marcia indietro e riconvocare le Camere prima della decisione finale della Corte Suprema sul ricorso contro il verdetto scozzese.

Verdetto che una portavoce di Johnson ha definito deludente, pur assicurando rispetto per i giudici e prendendo le distanze dal sospetto di partigianeria sollevato secondo i media verso di loro da presunte fonti anonime dello staff di Downing Street.

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