Scambio di prigionieri grazie alla Svizzera

Iran-Stati Uniti

Con la mediazione del nostro Paese liberato da Teheran un ricercatore sino-americano e da Washington uno scienziato iraniano

Scambio di prigionieri grazie alla Svizzera
© CdT/Archivio

Scambio di prigionieri grazie alla Svizzera

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(Aggiornata alle 13.38) - Grazie alla mediazione della Svizzera il ricercatore sino-americano Xiyue Wang è stato liberato dalle autorità iraniane in cambio della scarcerazione dello scienziato iraniano Massoud Soleimani che era detenuto negli Stati Uniti

«Sono lieto che il professor Massoud Soleimani e il signor Xiyue Wang rivedranno presto le loro famiglie», ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ringraziando «in particolare il Governo svizzero» che rappresenta gli interessi americani a Teheran in assenza di relazioni diplomatiche tra i due paesi dal 1980. Zarif ha anche condiviso una foto di sé assieme a Soleimani davanti e a bordo di un aereo.

Da parte sua il presidente americano Donald Trump ha affermato in una nota che «dopo oltre 3 anni di detenzione in Iran» con l’accusa di spionaggio «Xiyue Wang sta tornando negli Stati Uniti. Ringraziamo i nostri partner svizzeri per l’assistenza nel negoziare il suo rilascio». «La massima priorità degli Stati Uniti - ha aggiunto - è la sicurezza ed il benessere dei suoi cittadini. Liberare gli americani prigionieri è di vitale importanza per la mia Amministrazione e continueremo a lavorare sodo per riportare a casa tutti i nostri cittadini tenuti ingiustamente prigionieri all’estero.»

Wang, 38 anni, dell’università di Princeton, era stato arrestato nell’agosto del 2016 e condannato l’anno seguente a 10 anni di reclusione per essersi «infiltrato» illegalmente nel paese e aver diffuso materiale riservato all’estero. La famiglia e l’università hanno sempre respinto le accuse di spionaggio.

Due funzionari americani citati dal «New York Times» sostengono che Wang sia stato trasportato a bordo di un aereo del Consiglio federale da Teheran a Zurigo, dove è stato accolto da Brian Hook, rappresentante speciale del Dipartimento di Stato americano per gli affari iraniani.

Soleimani, professore all’università tarbiat Moddares di Teheran, arrestato nell’ottobre del 2018 all’aeroporto di Chicago e accusato di avere violato le sanzioni americane contro l’Iran, sarebbe comunque stato rilasciato dal carcere entro gennaio, dopo il patteggiamento raggiunto con le autorità giudiziarie degli Usa.

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