Sfida a tre sempre più incerta per le presidenziali

croazia

I sondaggi mostrano un testa a testa per il ballottaggio tra i principali candidati - Il vantaggio dell’uscente Kolinda Grabar Kitarovic si assottiglia di giorno in giorno

 Sfida a tre sempre più incerta per le presidenziali
La presidente Kolinda Grabar Kotarovic ha accolto a Zagabria lo scorso 29 novembre il presidente della Confederazione svizzera Ueli Maurer. © EPA/Antonio Bat

Sfida a tre sempre più incerta per le presidenziali

La presidente Kolinda Grabar Kotarovic ha accolto a Zagabria lo scorso 29 novembre il presidente della Confederazione svizzera Ueli Maurer. © EPA/Antonio Bat

La sfida nelle elezioni presidenziali del 22 dicembre in Croazia si è fatta più incerta che mai, con i sondaggi che mostrano un testa a testa per il ballottaggio tra i tre principali candidati.

Il vantaggio della presidente uscente, Kolinda Grabar Kitarovic, considerata favorita per la rielezione a un secondo mandato quinquennale, si va assottigliando di giorno in giorno.

Kitarovic, che gode dell’appoggio dei conservatori dell’Unione democratica croata (Hdz) guidati dal premier Andrej Plenkovic, è accreditata nei sondaggi diffusi dai media locali del 26,8 per cento dei voti, quasi due punti in meno rispetto alla scorsa settimana. Zoran Milanovic, premier socialdemocratico dal 2012 al 2015, candidato delle sinistre e del centro liberale, ha notevolmente ridotto la distanza ed è ora dato al 25,5 per cento.

Ma come possibile sfidante di Kitarovic al primo turno va emergendo il famoso cantante Miroslav Skoro, esponente della destra nazionalista e sovranista, che otterrebbe il 21,2 per cento delle preferenze. Nell’ultima settimana Skoro ha fatto appello agli elettori conservatori insoddisfatti della direzione moderata ed europeista di Plenkovic, di fatto trasformando il primo turno delle elezioni presidenziali in una sfida tra le diverse anime della destra in Croazia.

Gli analisti non escludono che questo messaggio possa contribuire a una massiccia affluenza alle urne dell’elettorato conservatore e nazionalista con conseguenze imprevedibili, fino a non escludere un ballottaggio tra Kitarovic e Skoro o addirittura un’esclusione della presidente uscente dal secondo turno previsto per il 5 gennaio.

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