IL CASO

Star di Hollywood lancia lo sciopero del sesso contro la legge sull’aborto

L’iniziativa dell’attrice Alyssa Milano per protestare contro la norma approvata in Georgia che vieta l’interruzione di gravidanza non appena si possa individuare il battito del cuore del feto

Star di Hollywood lancia lo sciopero del sesso contro la legge sull’aborto
(Foto Keystone)

Star di Hollywood lancia lo sciopero del sesso contro la legge sull’aborto

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WASHINGTON - «Lo sciopero del sesso» per protestare contro la nuova legge della Georgia che vieta l’aborto non appena si possa individuare il battito del cuore del feto, ossia dopo circa sei settimane. La proposta è stata lanciata dall’attrice e attivista #Metoo Alyssa Milano con l’hashtag #SexStrike.

«I nostri diritti riproduttivi sono stati cancellati. Finché le donne non avranno il controllo sui loro corpi non possiamo rischiare la gravidanza. Unitevi a me e non fate sesso finché non riavremo l’autonomia del corpo», è l’appello dell’attrice. La battaglia è contro la legge che vieta l’interruzione di gravidanza non appena si possa individuare il battito del cuore del feto.

L’iniziativa della Milano ha suscitato anche molte reazioni negative, e non solo da coloro che difendono la nuova legge. C’è infatti chi critica l’idea che le donne facciano sesso solo per dare piacere agli uomini. «Apprezzo l’intento, ma #sexstrike è una idea sessista», ha commentato una utente, sottolineando che in questo modo «si nega il piacere delle donne». «L’autonegazione e l’astinenza per una qualche vittoria è l’antitesi di un mondo sessualmente emancipato», ha osservato un’altra.

La Georgia è l’ultimo Stato ad approvare una simile legge restrittiva sull’aborto, dopo il Mississippi in marzo. Il provvedimento scatterà dal primo gennaio ma si prevede che sarà impugnato nei tribunali. Un giudice federale ha già bloccato come incostituzionale una legge analoga in Kentucky. Intanto lo star system minaccia di boicottare la produzione cinematografica e televisiva in Georgia, un settore da 100mila posti di lavoro e 2,7 miliardi di dollari di ricavi: 50 attori di Hollywood, tra cui Milano, Amy Schumer, Christina Applegate, Alec Baldwin e Sean Penn, hanno annunciato che non lavoreranno più in quello Stato. Idem tre società indipendenti, mentre le major cinematografiche per ora restano alla finestra.

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