Transnistria: lo Stato fantasma alle urne

Nell'enclave secessionista in cui si parla russo, con capitale Tiraspol, domenica si rinnova il "Soviet Supremo"

Transnistria: lo Stato fantasma alle urne
La Transnistria alle urne, con la speranza di guadagnare credibilità e di essere un giorno riconosciuta come un vero Stato.

Transnistria: lo Stato fantasma alle urne

La Transnistria alle urne, con la speranza di guadagnare credibilità e di essere un giorno riconosciuta come un vero Stato.

TIRASPOL - La Transnistria, sottile striscia di terra situata lungo il confine tra Ucraina e Moldavia, domenica terrà le proprie elezioni parlamentari ed amministrative in un contesto socio-economico che si può definire desolante, inserito in un quadro geopolitico fragile ed incerto. Considerata come parte integrante della Repubblica di Moldavia, ma non riconosciuta dalla comunità internazionale (nonostante gli sforzi della capitale Tiraspol), esercita un suo ruolo quale regione-cuscinetto, incuneata, appunto, tra la stessa Modalvia e l'Ucraina: Paesi che per la sua identità filo-russa, di fatto, l'hanno ulteriormente isolata, sia dal punto di vista politico, sia da quello economico, per timore che potesse diventare territorio di espansione di Mosca, com'è già accaduto in Crimea e anche nel Donbass. La Transnisitria - che ha sempre rifiutato queste tesi - oltre ad avere proprie forze armate, un proprio sistema doganale, una sua moneta (il rublo transnistriano) e un distinto sistema giuridico, in virtù della propria sovranità, organizza periodiche consultazioni elettorali per l'assegnazione delle cariche politiche in seno al regime, l'ultimo baluardo comunista al mondo, insieme alla Bielorussia di Lukashenko.

Nessun segnale di apertura

Domani, dunque, nello Stato fantasma che ha appena festeggiato il 25.esimo anniversario dell'indipendenza dalla Moldavia, si torna al voto, in elezioni del tutto ignorate da Chisinau. Si rinnovano il Soviet Supremo, cioè il Parlamento, come pure le amministrazioni locali (sindaci e Consigli comunali). La scelta di effettuare le consultazione elettorale nello stesso giorno è stata dettata da esigenze prettamente economiche, volte a risparmiare prezioso denaro pubblico per l'esiguo budget statale disponibile. Mentre per sancire la vittoria dei nuovi amministratori locali è sufficiente la maggioranza semplice dei voti, affinché le elezioni dei deputati risultino valide è necessario che l'affluenza alle urne sia pari almeno al 25% degli aventi diritto.

Verso un cambio di rotta?

Nonostante il sistema politico transnistriano sia fortemente presidenzialista, queste elezioni parlamentari sono di particolare importanza anche perché potrebbero segnare un cambio di rotta nelle politiche interne ed estere dell'Esecutivo, soprattutto nell'ottica delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo anno. La sfida sostanzialmente è tra due blocchi: quello dell'attuale presidente Yevgeny Shevchuk e quello che fa riferimento alla Sheriff, la più grande holding transnistriana di proprietà dell'ex capo di Stato Igor Smirnov. Negli ultimi mesi le relazioni tra Shevchuk e i membri del Soviet Supremo, si sono logorate ed hanno assunto toni tesi. Degli attuali 43 deputati, 18 appartengono alla formazione partitica "Obnovlenie" (Rinnovamento), alle cui spalle sta proprio la Sheriff. Mentre la popolarità del presidente è in calo, la vittoria di questa tornata elettorale non può che essere raggiunta da quei candidati che sapranno promettere una maggiore tenuta dei conti e una ripresa dell'economia, credibile però soltanto tramite l'instaurazione di forti legami di fiducia ed amicizia con persone di potere a Mosca. È per questo, che nel corso della campagna elettorale, nessuno dei candidati si è trattenuto dal pronunciare discorsi favorevoli al Cremlino ed elogi alla Russia. Nel possibile, ma improbabile caso in cui la vecchia guardia di Smirnov dovesse ottenere i due terzi dei seggi del Parlamento, sarebbe concettualmente in grado di bloccare ogni iniziativa dell'Esecutivo e decretare un ritorno del potere al passato. D'altronde, non bisogna dimenticare che Shevchuk è stato dipendente della compagnia Sheriff, ne conosce i meccanismi interni e potrebbe effettuare ritorsioni in grado di danneggiare l'azienda del politico rivale.

Chiunque vincesse le elezioni, questo è certo,dovrà affrontare problemi piuttosto gravi. La Transnistria, è da sottolineare, sta vivendo un periodo estremamente duro per quanto attiene la propria economia e la sua sicurezza militare, provate da un sostanziale blocco commerciale e logistico operato da Ucraina e Moldavia. Inoltre, dal primo gennaio 2016 verranno meno le tariffe doganali agevolate con la Moldavia così che Tiraspol rischia di essere tagliata fuori dai benefici delle nuove norme commerciali previste dall'Accordo di associazione firmato tra Chisinau e Bruxelles.

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