STATI UNITI

Trump esulta, la Corte suprema autorizza la stretta sull’asilo

La norma autorizza gli immigrati centroamericani a chiedere asilo solo se ne hanno prima fatto richiesta ai Paesi che hanno attraversato durante il viaggio e hanno ottenuto un rifiuto

Trump esulta, la Corte suprema autorizza la stretta sull’asilo
Foto Keystone

Trump esulta, la Corte suprema autorizza la stretta sull’asilo

Foto Keystone

Donald Trump incassa un’altra importante vittoria sull’immigrazione alla Corte Suprema, a maggioranza conservatrice dopo le sue due nomine. Ribaltando la decisione di una corte d’appello, i giudici hanno deciso di lasciar entrare in vigore la nuova normativa governativa che autorizza gli immigrati centroamericani a chiedere asilo al confine meridionale Usa solo se ne hanno prima fatto richiesta ai Paesi che hanno attraversato durante il viaggio e hanno ottenuto un rifiuto. Unica eccezione le vittime di «gravi» traffici di esseri umani.

Si tratta di una decisione provvisoria, finché prosegue la battaglia legale sul merito, che probabilmente arriverà alla stessa Corte Suprema tra parecchi mesi. Ma di fatto cancella da subito l’asilo e una politica di lunga data che consentiva di chiederlo a prescindere da come si era giunti nel Paese. «Grande vittoria alla corte suprema degli Stati Uniti per la frontiera sulla questione dell’asilo», ha esultato il presidente su Twitter.

E’ già il terzo successo per Trump nella lotta all’immigrazione, su cui si gioca la rielezione nel 2020. In luglio gli stessi giudici hanno consentito alla sua amministrazione di iniziare ad usare per la costruzione del muro al confine col Messico 2,5 miliardi, stornati dal bilancio del Pentagono dopo aver proclamato una «emergenza nazionale». Lo scorso anno invece la corte suprema aveva dato via libera all’ultima versione del bando contro i Paesi a maggioranza musulmana. L’ultima decisione mette di fatto fuori gioco tutti i migranti centroamericani, tranne i messicani, gli unici a non dover attraversare un altro Paese per entrare negli Stati Uniti.

In base alla nuove regole, promulgate il 15 luglio scorso, honduregni e salvadoregni dovranno chiedere asilo in Guatemala o Messico, mentre i guatemaltechi in Messico. Solo nel caso di un diniego potranno presentare un’analoga istanza in Usa. Due giudici della corte suprema si sono dissociati: Sonia Sotomayor e Ruth Bader Ginsburg, nominate rispettivamente dai presidenti democratici Obama e Carter, hanno spiegato che la decisione «ribalta pratiche di lunga data sui rifugiati che cercano riparo dalle persecuzioni».

«L’attuale bando eliminerà virtualmente tutte le richieste di asilo al confine sud, anche nei punti di accesso, per tutti, tranne che per i messicani», ha denunciato la American Civil Liberties Union (Aclu), definendolo «un movimento tellurico per la legge Usa sull’asilo». Kenneth Cuccinelli II, capo ad interim dei servizi migratori, ha promesso di «iniziare ad attuare la nuova norma sull’asilo appena possibile», sottolineando su Twitter che «mentre il Congresso continua a non fare niente, l’amministrazione Trump usa ogni strumento nella cassetta degli attrezzi per tentare di risolvere la crisi al confine meridionale». I migranti da Honduras, El Salvador e Guatemala sono la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo in Usa: quest’anno finora ne sono stati arrestati 419.831, contro i 4321 messicani.

Trump ha impresso il giro di vite dopo aver tentato inutilmente di siglare accordi con Guatemala e Messico per assorbire i migranti centroamericani. Il Messico e’ pero’ andato incontro ad altre richieste di Trump per evitare la minaccia di tariffe sul suo export: truppe al confine meridionale, controlli più severi e ospitalità dei migranti restituiti dagli Usa in attesa che sia valutata la loro domanda di asilo. E per ora ha funzionato.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Politica
  • 1