Trump ordina attacchi contro l’Iran ma poi cambia idea

TENSIONE

L’operazione, stando al New York Times, era nella fasi iniziali quando è arrivato il contrordine - Teheran scrive all’ONU: «Non vogliamo la guerra ma ci difenderemo dagli attacchi»

Trump ordina attacchi contro l’Iran ma poi cambia idea
(Foto Keystone)

Trump ordina attacchi contro l’Iran ma poi cambia idea

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WASHINGTON (aggiornato alle 9.40) - Il presidente americano Donald Trump ha approvato attacchi militari mirati contro l’Iran dopo il drone abbattuto, ma poi ha ha cambiato idea. Lo riporta il New York Times, citando alcune fonti secondo le quali alle 19 di ieri ora locale (l’1 di oggi in Svizzera) i funzionari militari e diplomatici erano in attesa dell’attacco dopo l’intenso dibattito delle ore precedenti alla Casa Bianca. L’operazione era nella fasi iniziali, con gli aerei già in aria e le navi posizionate, quando è arrivato il contrordine. «Non è chiaro se Trump abbia solo cambiato idea o se l’amministrazione abbia rivisto il piano per problemi logistici. Non è chiaro neanche se gli attacchi sono solo posticipati», riporta il New York Times.

L’attacco sarebbe dovuto avvenire prima del tramonto di venerdì in Iran per minimizzare il rischio per i civili. La Casa Bianca si è spaccata sulla possibile azione: secondo indiscrezioni, il segretario di stato Mike Pompeo, il consigliere alla sicurezza nazionale John Bolton e il direttore della Cia Gian Haspel erano a favore di un attacco. A essere scettici erano invece i funzionari del Pentagono, convinti che una tale azione avrebbe causato un’escalation mettendo a rischio le forze americane nell’area. I leader del Congresso sono stati informati dei piani dell’amministrazione nel corso della riunione tenutasi giovedì pomeriggio nella Situation Room della Casa Bianca.

Vietato volare nello spazio aereo iraniano

Intanto la Federal Aviation Administration, l’autorità per il trasporto aereo americano, ha vietato agli operatori statunitensi, incluse le compagnie aree, di volare nello spazio aereo controllato da Teheran sopra lo Stretto di Hormuz e il Golfo dell’Oman. E la United Airlines ha sospeso i voli dall’aeroporto di Newark, uno degli scali di New York, a Mumbai per motivi di sicurezza. «Dati gli eventi in Iran, abbiamo condotto una revisione della sicurezza del nostro servizio in India tramite lo spazio aereo iraniano e abbiamo deciso di sospenderlo», afferma la compagnia aerea.

Dal canto suo il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha ribadito che il drone è stato abbattuto in territorio dell’Iran. «Abbiamo recuperato sezioni del drone militare statunitense nelle nostre acque territoriali dove è stato abbattuto», ha detto. In un messaggio su Twitter, Zarif ha sottolineato che «alle 00.14 il drone degli Stati Uniti è decollato dagli Emirati Arabi Uniti in modalità invisibile e ha violato lo spazio aereo iraniano».

Teheran scrive all’Onu: «Non vogliamo la guerra ma ci difenderemo dagli attacchi»

L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Majid Takht-e Ravanchi, ha inviato una lettera al segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite Antonio Guterres con i dettagli dell’operazione che ha portato ieri all’abbattimento del drone americano sullo stretto di Hormuz, tra cui l’esatta posizione del velivolo quando è stato colpito, che secondo Teheran era nel suo spazio aereo. Nelle scorse ore, il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif aveva già diffuso su Twitter le presunte coordinate esatte del drone al momento dell’abbattimento. «Non cerchiamo la guerra ma ci difenderemo da ogni aggressione», ha scritto l’ambasciatore, chiedendo a Guterres di presentare la sua missiva come «documento al Consiglio di sicurezza».

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