Elezioni europee

Un Parlamento frammentato dal voto

Ecco i dati essenziali di questa tornata elettorale

Un Parlamento frammentato dal voto

Un Parlamento frammentato dal voto

BRUXELLES (aggiornata alle 08.09) - Un Parlamento europeo più frammentato e nel quale i popolari (PPE) e i socialisti (S&D) non hanno più una maggioranza. Un’affluenza alle urne mai così alta negli ultimi vent’anni. L’avanzata dei liberali dell’ALDE, così come dei Verdi. Un ottimo risultato dei partiti euroscettici che però non sfondano sul piano continentale. Sono questi i dati essenziali che emergono dalla proiezione ufficiale fornita lunedì notte dal Parlamento europeo che si basa sui dati parziali dello spoglio nei Paesi dell’Unione. I dati definitivi, ricordiamo, arriveranno man mano solo nella giornata di oggi.

Stando alla proiezione aggiornata alla 02.07 il Partito popolare europeo (PPE) passerebbe da 216 deputati a 179. L’alleanza socialista (S&D) perderebbe 35 seggi, arrivando a 150. Il Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali (ALDE), alleato in Europa con la lista del presidente francese Emmanuel Macron, guadagnerebbe invece 38 seggi, arrivando a 107 e diventando così il terzo gruppo più importante al Parlamento comunitario. Anche i Verdi in ascesa passerebbero da 52 a 70 seggi. In crescita il gruppo di Salvini e Le Pen, Europa delle Nazioni e della Libertà (ENL), che otterrebbe 58 seggi (+22), mentre perde il Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) 58 (-13). In crescita anche Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD) con 56 deputati (+14). Sarebbero invece 38 (-14) i seggi assegnati al Gruppo Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL).

La proiezione aggiornata alla 02.07
La proiezione aggiornata alla 02.07

La maggioranza che non c’è
Se queste proiezioni dovessero essere confermate come detto i due principali gruppi politici del Parlemento europeo, PPE e S&D, non avrebbero più i numeri per formare una maggioranza nell’emiciclo di Bruxelles. Insieme avrebbero infatti «solo» 329 seggi, mentre per una maggioranza ne sono necessari 376. Potrebbero, ad esempio, allearsi con l’ALDE e raggiungere 436 seggi, oppure con i verdi e averne 399. Per quanto concerne invece l’ipotetica alleanza tra il PPE e le forze politiche alla sua destra, difficilmente potrebbero arrivare ad una solida maggioranza: il PPE alleato con ENL, EFDD e ECR, se questi dati fossero poi confermati, arriverebbe «solo» a 351 seggi.

I «numeri» di PPE (blu) e S&D (rosso), che insieme, secondo le proiezioni, otterrebbero 331 seggi al Parlamento europeo.
I «numeri» di PPE (blu) e S&D (rosso), che insieme, secondo le proiezioni, otterrebbero 331 seggi al Parlamento europeo.

Gli altri dati essenziali
Gli altri dati essenziali di questa tornata elettorale europea arrivano da Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna, Ungheria, Spagna e Grecia.

In Francia, il Rassemblement national (RN) di Marine Le Pen supera di 0,9 punti la lista sostenuta dal presidente Emmanuel Macron. Secondo i risultati finali pubblicati dal Ministero dell’Interno francese, il movimento di estrema destra ha vinto con il 23,31% dei voti, un risultato leggermente in calo rispetto al 2014 (24,9%). Il Rassemblement National di Marine Le Pen e En Marche di Emmanuel Macron avranno lo stesso numero di seggi, 23, al Parlamento europeo.

In Italia, la Lega di Matteo Salvini secondo le ultime proiezioni avrebbe ottenuto un ottimo risultato attorno al 34% dei consensi. La (parziale) sorpresa è invece arrivata per il Movimento 5 Stelle che secondo le proiezioni con il 17% arriverebbe dietro al Partito Democratico che attualmente viene dato intorno al 23%.

In Germania i Verdi sono al momento in seconda posizione, subito dopo il centro-destra di Angela Merkel, che ha registrato un minimo storico del 28,6%.

In una Gran Bretagna alle prese con la Brexit, e con la conseguente crisi politica che ha portato alle dimissioni di Theresa May, a giungere in testa è invece il «Brexit Party» di Nigel Farage, che secondo gli ultimi dati forniti dal Guardian dovrebbe ottenere circa il 33%. Crollo invece per i Conservatori (8,8%) e per i laburisti (14%). Ottimo risultato per i LibDem al 20%.

In Ungheria, il leader populista Viktor Orban ha ampiamente vinto le elezioni europee nel suo paese. In Austria, il partito conservatore del cancelliere austriaco Sebastian Kurz si è piazzato in testa, davanti ai socialdemocratici e all’estrema destra del FPÖ, colpita dall’»Ibizagate».

In Spagna, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez è l’unico socialista ad emergere come il grande vincitore delle elezioni in un grande paese.

In Grecia, delude invece la sinistra radicale, che perde seggi rispetto al 2014 e vede anche la sconfitta del suo uomo simbolo, il Alexis Tsipras, che chiede elezioni anticipate in Grecia.

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