Processo a Patrick Zaki: «Temiamo il peggio»

EGITTO

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, parla di un precedente «gemello» a quello dello studente dell’Università di Bologna – L’udienza, stamattina, è durata poco più di cinque minuti – Processo aggiornato al 28 settembre

Processo a Patrick Zaki: «Temiamo il peggio»
© Wikipedia

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Il rinvio a giudizio per Patrick Zaki «è stato uno sviluppo improvviso. In meno di 24 ore si è posta fine alla detenzione preventiva, per trasferire il tutto dal Cairo a Mansura, a nord della capitale, dove in queste ore ha luogo la prima udienza. Non sappiamo se ce ne saranno altre, se sarà chiesto un rinvio da parte della difesa: è tutto abbastanza misterioso. Quel che è certo è che un tribunale di emergenza processa Patrick per diffusione di notizie false per un articolo da lui scritto nel 2019 in cui prendeva le difese della minoranza religiosa cristiano-copta, a cui appartiene la sua famiglia, perseguitata, discriminata, sottoposta ad attacchi e violenze. Questo processo non prevede un appello: se Patrick verrà condannato non ci sarà un ricorso ma solo la possibilità di una richiesta di grazia al presidente al-Sisi. Noi temiamo il peggio, cioè una condanna, ma speriamo il meglio, perché un giudice minimamente imparziale ed equo assolverebbe immediatamente Patrick». Lo ha detto a Sky TG24 Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

«Temiamo il peggio - ha proseguito - perché c’è un precedente, ed è una storia gemella a quella di Patrick: quella di Ahmed Samir Santawy, studente dell’Università europea centrale di Vienna che, arrestato tornando al Cairo nel febbraio di quest’anno, quindi dodici mesi dopo Patrick, è stato già condannato per reati simili, inventati e pretestuosi, a quattro anni. Condanna a sua volta inappellabile e che ora è nelle mani del presidente dell’Egitto al-Sisi».

Detenuto troppo a lungo
Il processo a Patrick Zaki è stato aggiornato al 28 settembre: lo studente egiziano dell’università di Bologna rimarrà in carcere fino a quella data. L’annuncio è stato dato da un poliziotto al termine della prima udienza del processo che si svolge a Mansura. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa italiana ANSA, l’udienza è durata poco più di cinque minuti: Patrick Zaki ha preso la parola lamentando in sostanza di essere stato detenuto oltre il periodo legalmente ammesso per i reati minori di cui è accusato adesso. Anche la sua legale, Hoda Nasrallah ha sostenuto la stessa tesi chiedendone il rilascio o almeno l’accesso al dossier che lo riguarda.

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