Processo Bataclan: «Una risposta ai bombardamenti all’ISIS»

FRANCIA

Salah Abdeslam ha parlato in apertura di udienza – «Non c’era niente di personale, quando Hollande ha attaccato lo Stato islamico sapeva che dei francesi sarebbero morti»

Processo Bataclan: «Una risposta ai bombardamenti all’ISIS»
© KEYSTONE (EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON)

Processo Bataclan: «Una risposta ai bombardamenti all’ISIS»

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«Abbiamo attaccato la Francia, preso di mira la popolazione, dei civili, ma non c’era niente di personale»: queste le parole di Salah Abdeslam, principale accusato nel processo di Parigi per gli attentati del 13 novembre 2015, in apertura dell’udienza di oggi.

Per l’unico sopravvissuto dei kamikaze di quella sera, gli attentati erano una risposta «ai bombardamenti francesi sullo Stato islamico».

«So che le mie frasi possono scioccare - ha continuato Salah - soprattutto delle anime sensibili. Ma il mio scopo non è rigirare il coltello nella piaga. Il minimo che si possa dire alle vittime è la verità».

«Quando François Hollande prese la decisione di attaccare lo Stato islamico - ha detto l’imputato - sapeva che la sua decisione comportava dei rischi. Sapeva che prendendo quella decisione, dei francesi sarebbero morti».

«Gli aerei francesi che bombardano lo Stato islamico non fanno distinzione fra uomini, donne e bambini», ha detto Abdeslam. Lui e i suoi complici, ha aggiunto, hanno voluto «far subire alla Francia lo stesso dolore che noi subiamo».

Per Salah i «terroristi, jihadisti radicalizzati» ai quali ci si è riferiti finora al processo sono in realtà «dei musulmani»: «È Islam autentico - ha proseguito -. François Hollande ha detto che noi abbiamo combattuto la Francia a causa dei suoi valori, ma è una menzogna».

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